Ciao amici, e buon inizio settimana.
Antefatto: Ieri mattina sono andato a messa con Emma. Abbiamo scelto con mia moglie di iscriverla al corso per la prima comunione, eravamo combattuti ma alla fine abbiamo scelto per il “Si” sospendendo ogni tipo di giudizio e seguendo l’ispirazione e l’aspettativa che sarebbe stata per lei e per noi un esperienza di incontro con suoi coetanei e di socializazzione anche per noi.
Così dallo scorso anno la domenica mattina andiamo a messa.
Io non sono mai stato un grande frequentatore di chiesa ma come ho detto prima sono entrato in questa esperienza con sospensione di giudizio e così continuo e non di rado provo anche piacere.
L’onore delle Armi: Al parroco del mio quartiere riconosco di essere persona ispirata e con cui è bello dialogare e che quando parla parla molto bene. In molte occasioni ho tratto preziose riflessioni dai suoi sermoni e frequentemente ho trovato anche nei suoi sermoni spunti che alimentano ed integravano il mio percorso di crescita spirituale.
Ieri: Non ho seguito bene il suo sermone ma ad un certo punto il suo parlare ha penetrato il mio rumore mentale e ha catturato la mia attenzione. Ha parlato di Amore. Siamo tutti abituati e pronti ad Amare, ha detto, eppure c’è una cosa altrettanto preziosa e utile per la nostra crescita ed è “accogliere l’amore per noi”.
Sbam … Bingo.
E ora io: Amare ci riesce meglio perché comunque siamo noi che governiamo. Decido di Amare, Scelgo chi amare, Scelgo come amare, Scelgo se amare.
Antonio Mercurio definisce nel suo lavoro espresso ad esempio nel testo teoria della persona la persona come colui che tra tra le sue forze portanti ha la capacità di amarsi, amare ed essere amati nella libertà.
Dunque:
Capacità di amarsi: Ok dai…possiamo farcela e tante volte lo facciamo.
Amare: Ok dai…possiamo farcela e tante volte lo facciamo.
Essere amati: Beh…qui sento che c’è da lavorare. Io ci sto lavorando, seppur è vero che anche qui tante volte lo facciamo… ma …seguitemi ancora.
Riconoscere di essere amati è “affidarsi (opposto del controllo) , è accettare (opposto del pretendere) è sentire la gratitudine perché chi ci ama ci fa un dono al meglio di come può. Chi ci ama non è tenuto a farlo e se lo fa vuol dire che ha scelto di donarci amore, farsi strumento di vita.
Accogliere l’amore è un potere reale potenziale, decidendo di agirlo noi passiamo alla attuazione e diveniamo potenza creativa.
Quindi per il ns bene e per la ns crescita e felicità lasciamoci penetrare dall’ “amore che c’è”, ammorbidiamo la ns rabbia verso quello che “non c’è” o che “ci sarebbe dovuto essere ma non c’è stato”.
Accogliere l’amore vuol dire rendersi disponibili a liberarci delle pretese.

Accogliere l’amore che c’è è un atto spirituale profondo anche di “resa” perché “la vita”, il ns partner, i ns maestri, il ns lavoro, i ns genitori ecc ecc … sono stati e sono a modo loro donatori di “amore”, e lo stesso siamo noi ogni giorno in tutto ciò che facciamo.
Accogliere l’amore è un salto quantico. .
Con gratitudine a Don Michele per ieri e ad al prof Antonio Mercurio per la ricchezza del suo pensiero rivoluzionario.
Antefatto:
Ricevere un dono ci mette nella gioia ma ci può mettere anche in crisi (“non mi ha considerata/o – Anche io voglio contribuire – Era giusto condividere ecc ecc”). Non critico le reazioni beninteso, anzi massimo rispetto. Per l’economia della mia riflessione le leggo come risposte da parte di molti a propri vissuti che nella “situazione creatasi” si sono riattivati.
Decidiamo e scegliamo di essere saggi basta farci fregare dall’orgoglio e dalle pretese, non entriamo in dinamica con le umane imperfezioni e con chissà quali altrui dinamiche. Occhio per occhio rende il mondi cieco. E noi vogliamo vederci chiaro soprattutto per conoscerci sempre meglio.



2 circa, poi ci sono andato a letto con la paura, come spesso accade, di dimenticare.
Fedeli alla linea…sempre.

Un orchidea è meno bella se per tempo ed età un pò si appoggia? Non credo, bella rimani anche appoggiata a terra …fresca con la pioggia tutta attorno. Che vecchia non sono – dice la dea – … ma mi riposo un attimo, un po prendo tempo…non me ne vogliate…va tutto bene e son sempre profumata e bella.
H 8:30. Ritorniamo dal veterinario. Quando si é giovani e scapestrati capita. Così eccomi al 3 giorno di convalescenza. Un ospedale, poi una giornata dal veterinario con flebo ed ora di nuovo a controllo. Devo aver mangiato qualcosa e da giorni sono spossato con febbre e mangio poco. Meno male che c’è quest’uomo paziente e Emma e Rosa che si prendono cura di me…e oggi mi porta pure in braccio perché io non riesco a fare tanta strada. Certo speriamo bene…perché non mi sento tanto in forma😣😣





Oddio e che posso dire io di questo libro? Mi lascerò guidare da quello che ho sentito durante questi giorni di lettura perchè mi sono trovato spesso a leggere il suo racconto di se ed a pensare al mio rapporto con il tema della libertà e della verità. Non vogliatemene miei amici per i limiti del mio dire ma per darmi una possibilità narrerò di ciò che ho sentito.
D: Cent’anni di solitudine … perchè rileggerlo??
…Che Cent’anni di solitudine è musicale è polveroso come il ritmo delle vite che si mescolano senza sosta e che – anche – si lasciano.


Dell’autore ho letto un pò di roba ma questo è il solo libro che ancora mi porto nel cuore e nello zaino, e volentieri. Sono più di 10 anni che risiede nel mio zaino. Piccolo e leggero non da fastidio alcuno. Sono affezionato a questo libricino. Mi piacciono le riflessioni e gli spunti che contiene, in qualche modo parla direttamente alla mia anima…facendomi fare – come in questo momento che scrivo – un bel profondo respiro che mi placa l’ansia e mi fa ricontatatre la speranza e la forza.
Incisività
Cosa posso dire di questo libro che altri non hanno gia detto, e meglio?











