Correva l’anno 1991. Verso le mie 50 candeline, un viaggio nel tempo in musica e eventi.

Dal 1972 al 2023 verso i miei 50 anni, ogni giorno un anno da ripercorrere in musica e negli eventi di quell’anno

Eccomi nel 1991, maggiorenne negli anni e pronto per la maturità.  Con i 18 anni è arrivata anche la macchina, una Renault 5 Gtl usata. Andare a scuola in macchina mi faceva sentire già grande e “arrivato”. 

Alla maturità devo dire che me la cavo alla grande, non ricordo come andarono gli scritti. Italiano – come sempre nella mia carriera scolastica – avevo scelto la traccia di attualità, l’altro scritto era ragioneria e in quella materia diciamo che me la cavavo. Quello che mi ha meravigliato furono invece gli orali. Lo dico sempre, io credo di aver fatto le mie due più belle interrogazioni proprio agli esami di maturità.  La sorte ha voluto che fossi il primo della scuola per gli orali, venne estratto il mio corso e la lettera del mio cognome… lettera “G”.  Gli orali erano fissati al 1 Luglio, le materie sono Tecnica Bancaria e Diritto Commerciale. Ho fatto un figurone, risposto a tutte le domande … e anche bene, mi sentivo in vena. Avete presente quei momenti in cui qualsiasi cosa fate è un successo? Beh ecco io mi sentivo così. Voto finale 50/60, beh dai un gran bel voto. 

Tempo di trascorrere l’estate con i miei amici e poi si deve scegliere: Ora che faccio? Alcuni miei amici hanno le idee chiare, beati loro. Seguo la corrente e mi iscrivo a Siena a Scienze Economiche e Bancarie, ma alla fine non ne faccio nulla. A Siena ci vado solo 1 settimana, quella in cui attendevo l’assegnazione della casa dello studente a cui ambivo. Non sono vincitore e scelgo di lasciar perdere, troppo cara mi dico. Resto nell’ambito economico e mi iscrivo alla facoltà di economia e commercio della più economica città di Foggia. Mi piace? Booo… andiamo avanti. 

Nel mondo c’è grande tensione, la guerra nel golfo entra nell’azione bellica e piovono bombe. In quella che ormai è l’EX Unione Sovietica sono sempre più gli stati che dichiarano la loro indipendenza. 

In sud Africa finisce l’Apartheid e sul finire dell’anno l’URSS non esiste più e nasce quella va sotto il nome di Comunità di Stati Indipendenti. 

A quel tempo anche il gruppo musicale CCCP cambia il suo nome in CSI, il branco che segue è di qualche anno dopo ma l’occasione è troppo golosa per non ricordare questo gruppo che seguivo . 

Inizio a interessarmi di temi sociali ed economici e non tutto quello che vedo intorno a me mi piace di come il mondo è costruito e sui valori che lo regolano.  Ho una casa in affitto a Foggia, pago poco (rispetto a quanto mi dicono i miei compagni che sono in città più ” famose”) . Frequentemente andiamo al centro sociale a vedere concerti ” antagonisti” e mi diverto un sacco. 

Nell’ottobre di quest’anno mi fidanzo con lei che poi a distanza di ancora tanti anni è mia moglie e la mia compagnia di vita. A contare gli anni sono tanti da far girare la testa. E’ stata tutta una passeggiata? Affatto … e ancora non lo è. Insomma ci diamo da fare – a volte meglio e a volte peggio  e la storia continua(…)

Per i miei 18 anni non ho fatto nessun festone, non era nello stile di quegli anni e l’era delle “feste di compleanno” nel mio paese tardava ad attecchire. Ho offerto da bene ai miei compagni e siamo passati al giorno dopo. 

Questo che è l’anno dei 50 sono tanti a chiedermi come festeggerò, beh io non ne ho la più pallida idea, probabile che ci penserò … ma va bene anche un gruppo di amici e da bere offro io. 

In ambito musicale da quando ho la macchina – e anche i miei amici – siamo su generi musicali cantautoriali. Questo è il tempo in cui ascoltiamo De Gregori e De André, Pino Daniele. Quelli più alla moda ascoltano cantanti e gruppi contemporanei come i Guns’n Roses, U2, Litfiba, Bon Jovi.  

Anche noi li ascoltiamo sia chiaro……ma come dicevo siamo su una fase cantautoriale e andiamo alla ricerca di brani di anni prima di noi.  Mi ricordo ancora una cassetta di Pino Daniele il live “Sciò Live”, Dio quanto mi piaceva e quanto ha girato. 

Per oggi mi fermo qui e ci vediamo domani, con i primi appelli e i primi esami. 

 

Correva l’anno 1974. Verso le mie 50 candeline, un viaggio nel tempo in musica e eventi.

Dal 1972 al 2023 verso i miei 50 anni, ogni giorno un anno da ripercorrere in musica e negli eventi di quell’anno.

1 anno per me! Non so ho camminato presto ma conoscendomi credo di si, di sicuro volevo andare con quelli più grandi che scorrazzavano per il quartiere. Mio padre lavora sempre in Germania come tanti papà dei miei compagni. Un anno impegnativo, il 1974, a ripercorrerlo oggi sono stati soprattutto i tanti avvenimenti legati alla lotta armata in Italia che mi hanno toccato. Ho pensato alle persone saltate per aria a causa delle bombe e provo dolore, rabbia e paura, credo fossero emozioni presenti in quell’anno e non escludo che le vibrazioni siano arrivati dal mondo tutto attorno anche a me.

L”Eurovision Song Contest c’era già. Quell’anno se lo aggiudicano gli Abba:

Se in qualche modo questo brano mi è arrivato alle orecchie sicuramente mi è piaciuto. La mia famiglia ama il musical Mamma Mia ( entrambi) e ci piacciono tanto  i brani degli Abba e quindi ecco che loro, diciamo, sono di famiglia  😊.

Come dicevo sopra il 1974 è un anno in cui a leggere le notizie ci si imbatte nel concetto di “lotta armata”, sono diverse le azioni che vengono attribuite alle Brigate Rosse, a gruppi anarchici e Nerofascisti. Muoiono molte persone innocenti.

In America Nixon si oppone al rilascio di materiali richiesti dalla commissione che indaga su quello che va sotto il nome di scandalo Watergate, il successivo 9 agosto si fa da parte e si dimette da presidente degli Stati Uniti.

Solo qualche giorno prima Philippe Petit cammina su un cavo di acciaio sospeso tra le due torri gemelle.

Intanto in Italia con un affluenza del 88% viene bocciato il referendum che proponeva l’abolizione della legge sul Divorzio.

Io ho un anno e devono passarne almeno 6/7 prima che arrivi in casa il televisore. Quando poi arriverà potremo vedere happy days che proprio nel 1974 debutta sula rete  ABC americana.

Due giorni dopo il mio compleanno in Cina un contadino si alza e va a lavoro, armato di zappa ha in progetto di scavare un pozzo. Non ha scavato il pozzo ma ha trovato il Continua a leggere “Correva l’anno 1974. Verso le mie 50 candeline, un viaggio nel tempo in musica e eventi.” →

Correva l’anno 1973. Verso le mie 50 candeline, un viaggio nel tempo in musica e eventi.

Dal 1972 al 2023 ogni giorno sarà un anno da ripercorrere in musica e negli eventi di quell’anno

Quel mese di marzo inizia con i Pink Floyd che pubblicano “The dark side of the moon”. Che si ascoltassero o meno anche nel mio piccolo paesino sta di fatto che nell’etere del pianeta terra in quei giorni che anticipano il 27 marzo giravano queste note:

Beh quindi eccomi, dal 27 in poi ci sono. Travaglio ok, parto ok, piango, rido, mangio, dormo, mi guardo attorno e mi relaziono con la vita e con le persone. Nella casa dove vivo ci sono ad aspettarmi, oltre ai miei genitori, anche due nonni, due fratelli e una sorella.  Nasco in casa, funzionava ancora tanto così, è un martedì ed in termini zodiacali sono un ariete. Andare in ospedale non era così diffuso e poi con i mezzi di trasporto dell’73 credo che l’alternativa al nascere in casa era quella di nascere in strada da qualche parte lungo il tragitto tra il mio paese ed il più vicino ospedale. 

Come quarto figlio dell’arco familiare e come new entry in un quartiere già inflazionato di decine e decine di ragazzini (la media era 4 x famiglia) diciamo che la cosa arriva e passa. Accade ancora oggi che dopo il primo figlio l’altro, o gli altri, a seguire hanno genitori, sempre attenti, ma più “professionali” diciamo e che “lasciano correre” e sono meno apprensivi. 

Vabbè quindi eccomi, presente!

L’Italia produce un sacco di musica, in quell’anno i brani più venduti sono “Il mio canto libero” di Lucio Battisti e  “Questo piccolo grande amore” di Claudio Baglioni:

Oltre a questi nomi sono tanti altri i cantanti che sono certo ispiravano canzoni e che uscivano  dalle case e dalle voci dei giovani del 1973.

Sono certo che si cantava “Pazza idea” di Patty Pravo, poi i Pooh  e “Perchè ti amo” de – I Camaleonti. 

E poi c’era questa: 

 

Quel preciso giorno mi dice wikipedia che il film il padrino viene premiato con l’oscar. 

Qualche mese prima, il 27 gennaio  vengono siglati gli accordi di pace di Parigi con cui si chiude la Guerra del Vietnam. 

In quell’anno si compie il sorpasso degli album sui 45 giri e in Inghilterra la regina Elisabetta inaugura il London Bridge su cui avrei camminato 49 anni dopo pensando tra me: ” però me lo immaginavo diverso!!”; avevo confuso con il Tower Bridge 😂😂😂.

Tra qualche giorno inizia il festival di Sanremo, nel 1973 a vincere il Festival il vincitore  fu Peppino di Capri con Un grande amore e niente più. 

Fino al Luglio del 1973 sarà in carica il governo Andreotti II ; in Formula 1 il titolo dei piloti è andato per la terza volta a Jackie Stewart che guidava una Tyrrel- Ford.  Il campionato di calcio lo vince la Juventus. 

Tanti auguri a me e ci vediamo per il  1974.

Verso le mie 50 candeline. Viaggio nel tempo in musica e eventi. Correva l’anno 1972…

Dal 1972 al 2023 ogni giorno sarà un anno da ripercorrere in musica e negli eventi di quell’anno.

Eccomi qui al battesimo di questo progetto di narrazione. Bene, il tema è che tra 51 giorni, precisamente il prossimo 27 marzo,  spegnerò le mie 50 candeline. .Da ieri è venuta a bussare alla mia attenzione questo progetto e mi è piaciuto…ed eccomi qua.

Voglio fare un viaggio indietro nel tempo al meglio che posso, con leggerezza e senza pretesa alcuna attingendo alle info che trovo in rete.  Ogni giorno sarà un anno da ripercorrere in musica e negli eventi di quell’anno. Musiche che potrebbero essere state ascoltate dai miei genitori, che potrei aver ascoltato anch’io nei primissimi anni. E man mano che gli anni passano di tante musiche state pur certi che avrò un ricordo ben più diretto e anche degli eventi. 

OK eccomi dunque, si parte. 

Il mio concepimento avviene nel 1972. In quel tempo i miei genitori sono in Germania quindi attraverso mia madre è da quesa terra che mi arrivano suoni e ossigeno, li i miei primi battiti di cuore. 

Non so cosa e se ascoltassero musica i miei genitori nel 1972.  Scorro gli almanacchi di quell’anno in rete e cerco delle coincidenze con il tempo presente e mie preferenze. 

Nell’estate 1972, nell’ambiente discografico c’è fermento per il tema del Padrino. Caso, coincidenza o qualsiasi altra cosa sia sta di fatto che nei giorni scorsi con mia figlia abbiamo visto i primi 2 episodi del padrino (a proposito Netflix sbrigati a mettere il terzo!!!!!). Quindi mi aggrappo a questa coincidenza e inizio.  Quell’estate potrei aver sentito questo brano: 

Nel 1972 andava forte anche Battisti con la Canzone del Sole, I Giardini di marzo. I Nomadi hanno presentato “Io Vagabondo”. 

Chiedendo aiuto alla rete per giocare a cosa si sarebbe potuto sentire in Germania e mi viene proposto questo simpatico video: 

Non credo che i miei fossero dei fan di Tony Marshall ma non escludo che potrebbero ( e potrei ) aver ascoltato questo brano in sottofondo per strada, in qualche negozio o al supermercato.

E io cosa avrei scelto di ascoltare in quegli anni? Vediamo, scorro la classifica e trovo:

E poi sono strasicuro che avrei alzato il pugno al cielo e marciato per i diritti civili contro ogni oppressione e discriminazione. Avrei imbracciato la chitarra e suonato Alabama:

A circa due mesi dal mio concepimento il 12 agosto 1972 – Le ultime truppe americane lasciano il Vietnam.
A partire da ottobre la Fiat smette di produrre la 500. Ho visto qualche anno fa il film “Alive”, ve lo ricordate? Quello sul drammatico incidente aereo sulle Ande, beh anche quello è successo quel mese di ottobre. Non so se e quanto le notizie girassero a quel tempo, rientrata in Italia mia madre prosegue nella calda terra di Puglia il resto della gravidanza mentre nel mondo accadono tante cose … e di tante non se ne sa nulla. E’ solo il 1972, non c’è la tv e la radio non è ancora diffusa in tutte le case. Ci si scrive lettere e passano diverse settimane senza avere notizie.

Sono successe sicuramente tante altre cose ma come ho detto…sarò leggero e senza pretese di esaurire tutto.

Ci vediamo domani nel 1973 … e grazie a mia madre e mio padre per non aver mollato e per avermi dato questa opportunità seppur so che non è stato facile nemmeno per loro.

La droga uccide sempre!!

Da adolescente a scuola ed in tv era un continuo parlare dei pericoli delle tossicodipendenze, non so se ne parlavano bene o male. A me fregava poco quello che dicevano, il tema sentivo che non mi interessava direttamente pur conoscendolo.  Non so se quelle parole, quel tanto dire anche negli incontri a scuola abbiano poi davvero scoraggiato qualcuno dall’infognarsi in questa esperienza, spero abbiamo avuto più successo di quanto io ne percepisca. Bisognava informare, si diceva, e soprattutto bisognava conoscere i rischi delle droghe. Era un modo per scardinare il mito su cui invece simili sostanze avevano invece fondato gran parte del loro successo amplificato anche da molti artisti che, come i loro fans, hanno conosciuto il dramma.

La droga non ha smesso di uccidere, io la vedo meno in giro ma non perché non gira più quanto  piuttosto perché i miei giri e le mie abitudini sono cambiati e il tempo che trascorro in strada ed in giro è di meno e comunque diverso rispetto a tanti anni fa.

io e tePrima dell’estate scelgo un libro a caso, scelgo Nicolò Ammanniti e lo porto con me per tutta l’estate fino a l’altra quando metto in pausa i miei studi perchè avevo bisogno di leggere “altro”. Così decido di iniziare a leggerlo e subito vengo catturato dalla storia di Lorenzo e vado avanti,  voracemente. Lungo il racconto sono tante le emozioni che sento dentro, contrastanti a volte, e comunque a sovrastare su tutte è la  speranza che tutto si risolve bene.  Alla fine del libro il mio pensiero è occupato da questa riflessione:”La droga uccide ancora, non è lei che è scomparsa ma solo sono  io che la vedo meno in giro ma solo perché io sono meno in giro”.

Scrivo quindi mentre ho ancora calde le immagini e sento ancora l’odore delle pagine. Scrivo per non lasciare il silenzio sul tema e per amplificare e rilanciare anche dal mio piccolo spazio il messaggio che che come la mafia anche la droga e una montagna di merda e va conosciuta, raccontata per evitare che sotto traccia essa non possa alimentarsi di silenzio e disattenzione…prendersi la vita.

Consiglio la lettura, bel libro scritto bene…a me è piaciuto. Un racconto profondo di incontro tra autenticità e nostre parti che teniamo nascose in cantina e che hanno tanto desiderio di raccontarsi e raccontare, incontrare e trasformare.

Le chiavi del benessere: l’amore e il perdono

20190223_004955292188928.jpgAvete nel vostro mazzo di chiavi una, o più chiavi, che non sapete più cosa aprono?
Io si, ed in ben 2 mazzi di chiavi!
Recentemente condividevo con una persona questa cosa e ci siamo fatti 4 risate… e ci sta ed è bene anche prenderci un pò in giro.
Per qualche giorno però sono andato in giro con questa immagine e una bozza di riflessione che ha preso a dialogare bene con il mi pensiero ed il mio desiderio di esplorare.
Le chiavi, quindi, ecco che nei casi più frequenti capita che c’è un cambio di serratura e noi non ci siamo aggiornati. Io ad esempio non ho ancora la chiave del cancello centrale del mio condominio; questo infatti subisce frequenti cambi di serratura … e non si contano le volte che ho detto tra me :”ok domani vado a fare la copia”.

Le chiavi è chiaro servono per “aprire” e se non aprono nulla allora non servono a nulla e devono essere riciclate, cambiate! .
Eppure le conserviamo!Ma perché le conserviamo?

Provo a spiegarmelo e per farlo ho bisogno di spostarmi dal regno delle chiavi e del loro rapporto con le serrature a quello delle persone.

Simbolicamente la chiave che non serve più ma che conserviamo non vi sembra rappresenti bene nostre abitudini ormai obsolete e che siamo sempre in tempo utile per cambiarle?

Immersione rapidaaaaa!!! Penso alle pretese ora e alla rabbia ed a tutta l’allegra brigata di emozioni che proviamo quando contattiamo dolore e frustrazioni ed il loro comunicare che pressappoco dice:
Il dolore : Tu non mi hai dato questo? Tu non hai fatto questo?
La rabbia: “Bene allora, io resto come sono e non cambio fino a che tu non mi darai quello che voglio e che mi spetta di diritto.

La permanenza nella reazione rabbiosa al dolore alimenta quello che l’antropologia personalistica esistenziale chiama “il progetto vendicativo”.

Il progetto vendicativo dice pressappoco: “Tu mi hai fatto del male e quindi ho diritto ad essere ripagato per l’ingiustizia subita”.

Ognuno di noi è libero di rimanere su questa posizione è una nostra prerogativa umana, ognuno di noi è anche libero di scegliere altre posizioni come il perdono ad esempio e anche questa è una nostra prerogativa.

Rabbia e perdono sono forze opposte e portano alla realizzazione di mondi e realtà opposte.

Ci sono dolori che ci portiamo dentro e che ricontattiamo in certi momenti, pensiamo al rapporto con l’ambiente di lavoro ed a come in esso si ripropone frequentemente ed in modo proiettivo il tema del rapporto con i genitori per cui se ci siamo sentiti poco amati allora ecco che magari viviamo una dinamica similare a lavoro e dento di noi attendiamo/pretendiamo/pensiamo che l’Azienda ci deve riconoscere e se non lo fa commette una ingiustizia e quindi bla bla bla bla .
L’ambiente lavoro, come a anche la coppia, sono laboratori speciali in cui – se vogliamo e opportunamente preparati magari facendo un percorso di crescita e di consapevolezza – possiamo vedere al nostro mondo interiore ed al nostro posizionamento spirituale rispetto al tema del dolore dandoci la possibilità di decidere ogni momento in modo nuovo e creativo a partire proprio da saper fare continuamente sintesi tra “realtà” e quello che è invece la proiezione di un nostro “nostro vissuto storico”.
Si lo so che è faticoso! Ma non mortifichiamoci, ridiamoci sopra in modo maturo tanto quanto basta e dopo aver goduto un pò nel vittimismo dei non sentirci capaci ecc e bla bla bla cambiamo di nuovo rotta e viriamo decisamente verso il voler stare bene.

Emersione quota periscopioooo. Siamo umani e cambiare è impegnativo e faticoso come faticoso è anche amare ed amarsi. Queste posizioni che passano spesso come smielate romanticherie sono delle vere e proprie imprese alla conquista della nostra libertà e della nostra bellezza e mettono alla prova tutta la nostra forza ed il nostro coraggio.

E allora ripenso tra me: Come mai ancora conservo chiavi che non aprono più nulla? E se fossero rappresentanti del mio progetto vendicativo che ancora pensa di dover aprire… o anzi di avere il diritto di aprire serrature che non esistono più, leggasi seghe mentali?!

Quelle chiavi, la pretesa la rabbia ed il progetto vendicativo non aprono nulla e non hanno mai aperto nulla.
Forse le conserviamo perché abbiamo paura, si perché le chiavi spirituali nuove sono forgiate di materia umana e sudore come consapevolezza del nostro dolore e la decisione di riconoscervi dentro il messaggio di cambiamento che contiene, e questo può spaventare.
Messaggio a chi si è spaventato: Non succede nulla di tutto ciò che vi spaventa, quelli sono solo pensieri neri, la verità è che una volta sfondato il muro della paura voi siete sempre voi e siete migliori e lo percepite bene che siete migliori e vi sentite bene.
Sono le chiavi dell’amore e dell’accettazione, quelle del perdono e del progetto che vogliamo realizzare e potare con noi sempre, esse aprono le porte ad un esistenza più libera e serena.

Certe chiavi non servono più e sono grato alla vita perché questa cosa all’apparenza banale ha saputo ridestare in me una consapevolezza che da un po di tempo non sentivo.
Manteniamoci in contatto con la vita ed osserviamoci e fermiamoci a riflettere, usiamo il simbolismo delle cose che ci accadono, non liquidiamole come banalità perché a volte sono portatrici di messaggi preziosi…che siano chiavi o altro ogni cosa va bene.
Riportiamo quanto ci accade alla nostra storia personale e facciamoci portare dall’ispirazione e mettendoci in ascolto della nostra saggezza interiore che ha un bel messaggio da farci arrivare: “E’ con le decisioni di amore che si aprono le porte del nostro cuore e lo si lascia libero di esistere e creare”.

Odissea_Ulisse_mendicanteE’ tardi e per fortuna domani non si lavora, penso ad Ulisse prima di mettermi a dormire, al suo ritorno a casa da mendicante. Aveva la casa piena di pretendenti, giovani e forti che divoravano le sue ricchezze ed ambivano alla sua sposa. A lui la sua saggezza – attraverso la dea Atena – fa vestire i panni di un mendicante, un mendicante a casa propria, un Re mendicante a casa propria.
Tutti quei Proci ci dice Antonio Mercurio nel suo capolavoro Ipotesi su Ulisse sono le rappresentazioni esteriori delle pretese che ancora vivono in lui e che sono l’ultima parte che deve morire prima che si compia appieno la sua trasformazione in artista della vita.
Penso a Lui e alle chiavi da cambiare per aprire e per percorrere le strade della crescita e del vero amore…le nuove serrature da aprire.

Buonanotte sognatori e creatori di chiavi …nuove.

Verso il 39° Seminario di Cinematerapia, In buona compagnia.

Sto lavorando alla preparazione del 39° Seminario di Cinematerapia che si terrà presso Istituto Solaris nel week end del 6 e 7 Aprile 2019. Titolo del prossimo seminario è  “IL SOGNO COME PROGETTO D’AMORE” e lavoreremo a partire dalla visione del film “I SOGNI SEGRETI DI WALTER MITTY (un film di Ben Stiller – 2013)…poi vi dirò di più e se siete curiosi chiedete pure nei commenti che sapete mi fa molto piacere eh.

Io condurrò insieme con alte colleghe fantastiche un gruppo di lavoro e mi sto preparando…e non sono da solo, sono in ottima compagnia, insieme e curiosi mi seguono i cari Panda, Amanda, Neve, Billi, Willy,  Mister love e Princess…. e Emma naturalmente.fotor_154910454687842-11385478557.jpg

 

Libri #16 Siate Ribelli Praticate Gentilezza_di Saverio Tommasi

20181226_1840401627308774.jpgSaverio Tommasi lo seguo su Facebook, mi è stato suggerito dall’algoritmo ed io ho accettato di seguirlo e ho fatto bene, è lui l’autore del libro che mi ispira a raccontare. Lo sapete, io non sono un utilizzatore di social, mi frenano la paura del giudizio e la pigrizia.  Ho letto il libro con molta calma e ad ogni nuovo capitolo ho provato un mix di tenerezza certamente ma anche di tanto coraggio.

Parlare ai propri figli raccontandogli del mondo, delle regole e dei valori su cui si costruisce la propria esistenza è un dono prezioso.

Dell’autore c’è ora anche un nuovo libro e tra le sue pagine ho già un pò curiosato in libreria.

Saverio Tommasi è una bella persona, come autore dico che se la cava anche e se passa da qui mi fa piacere che possa leggere che gli faccio i miei complimenti con invito a continuare nel suo lavoro di comunicazione in tutte le forme in cui lui la esprime, perché il suo spirito ed il suo coraggio sono preziosi ed utile è il suo grande impegno nella condivisione di se e del suo impegno nel dar voce a chi spesso è sopraffatto dai rumori e dall’odio soprattutto.

Se ne consiglio la lettura? Beh certamente, perché sono certo che ne troverete spunti di riflessione. Chi siamo noi per i nostri figli, e quale ruolo decidiamo di assumere nella storia che raccontiamo e con quali valori vogliamo relazionarci agli altri … ed al mondo intero. Ma che è un testo che ha un senso solo se si hanno dei figli? Noooo assolutamente, siamo tutti genitori. Genitori di noi stessi, in primo, e dei nostri progetti che sono alla stessa stregua dei figli biologici, dei doni.

 

Studenti pendolari

Le mattine da quando abbiamo Elliot alle 7 lo porto fuori e vedo parti di realtà che prima non vedevo. Ragazzi che vanno alle scuole superiori ad esempio e mi ricordo del mio tempo, anch’io pendolare della stessa ora in autobus verso l’istituto tecnico commerciale. Non li invidio, sono sincero. Ogni tempo ha il suo giusto tempo per fare cose. Amo studiare ma la scuola no…sono felice che quel tempo é passato. Tranne che in qualche incubo in cui a volte mi ritrovo ai primi anni delle superiori, o di scuole medie in alcuni casi, o all’ università con tanti esami ancora da fare.

Buona giornata a tutti i pendolari, tenete duro e utilizzate questa operosità extra per riconoscere e rinforzare la consapevolezza della vostra tenacia e del vostro valore.

Determinati e liberi al tempo stesso

Momento psicologia e spiritualità formato tascabile: Riflettevo sulle esperienze e su come esse a volte ci condizionano, nel bene e nel male. In risposta a delle “necessità” mettiamo in campo a volte soluzioni reattive …e a volte può capitare che finito lo stato di necessità la risposta reattiva rimane e diventa “abitudine” . Ecco a voi alcuni esempi personali:

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Exemple number one: Anni fa avevo una Renault 5 Gtl. Tra i tanti difetti aveva anche la scatola dello sterzo difettosa e non teneva bene la traiettoria. Così io correggevo con piccoli movimenti del volante, correggi oggi correggi domani ecco che ancora oggi inconscimente mi ritrovo che spesso applico piccoli correttivi di traiettora ora verso dx e ora verso sx anche se non serve perché la mia macchina di oggi non ha quel problema.

Exemple number two: La porta del bagno di casa. Da diversi mesi ha preso a strisciare sul pavimento, e andata un pò fuori squadra e si chiudeva a fatica. Così reattivamente ho ovviato al disagio sollevandola mentre tiravo e poi quando andavo a chiudere. Da un pò l’ho aggiustata ed indovinate un po? Spesso quando sono sovrappensiero e vado in bagno tend a sollevarla… che palle!!!

In entrambi i casi mi dico: “Oggi non serve più” e ogni volta rifletto a come le cose (i dolori ad esempio ma anche le cose belle ) si depositano sotto il piano della nostra coscienza, diventano abitudini e comportamenti a cui spesso non prestiamo attenzione e ci determinano nel bene e nel male.

Chiaramente sono esempi semplici del quotidiano e chissà in quanti ne abbiamo da raccontare. Essi sono utili per ognuno di noi, dobbiamo vederli con chiarezza e non trascurarli. Io dico che sono delle indicazioni per cose più grosse. Affermo che sono liberi nella misura in cui accresco la conoscenza di me stesso e mantengo acceso l’interesse e la cura per quanto mi accade, per ciò che penso e per ciò che provo.

Noi siamo un diamante grezzo ricco ricco di potenzialità tutte da far brillare.

Buona luminosità a me ed a tutti e mi raccomando occhio anche voi alle cose abitudini o pseudo tali, che non ci servono più, e quando accade suggerisco una carezza sull’anima ed un pensiero di amore, che magari sono cose di poco conto e magari ancor più sotto ci sono cose più importanti e cose grosse che possono condizionare la qualità della ns vita. Dunque amiamoci in abbondanza e cantiamo all you need is love … che ciò che era utile un tempo forse oggi non serve più e magari oggi è anche un ostacolo…quindi diamoci fiducia e liberiamoci.

36°Seminario di Cinematerapia

indexNell’ambito del prossimo seminario di Cinematerapia che si terrà presso Istituto Solaris condurrò un gruppo di lavoro insieme con una mia collega, donna speciale e forte e che guarda avanti. Io non lo so nemmeno se segue il mio blog ma poco male. Come lei anche mia figlia è forza vivente, bambina speciale, forte e presente e che mette a dura prova il mio cuore. A loro ed a tutti coloro che decidono di accettare il dolore non per morirvi ma per rinascere come fenice va il mio riconoscimento migliore ( di lato l’immagine del film con cui lavoreremo).

img_8627Che ognuno faccia come crede
Che c’è un tempo per ogni azione
Che ora voglio urlare dalla rupe
Accettate il dolore, la paura e il dramma
Ogni movimento imperfetto è un andare oltre
Guardiamo avanti con magnificenza e fiducia
Che bolle vita dentro 
…sarà vita nuova … inaspettata

 

2 – Una bella storia è una benedizione (Gpp)

(daZeroaInfinito) Ma come arrivasti nella mia macchina!? Da dove sei sbucato fuori o chi ti ci ha messo?  Mi è piaciuta l’immagine del Guerriero che mi rimandavi e mi tornava subito utile , cavolo se mi serviva. Ispirazione nuova, nuova forza fresca ed inaspettata.

(Gpp) Vedi, noi siamo in contatto con la vita;
Tanti multiformi e creativi modi.
Di tutto la vita si avvale;
Un ispirazione se vuoi.
Che quando accade è benedizione.

Come sono capitato sul tappetino della tua macchina?

 (daZeroaInfinito) No No…non dirmelo. Ho inteso cosa mi vuoi dire. La vita di tutto si avvale ed il suo progetto è in continuo contatto con il progetto ed i sogni di ogni persona, con i miei. No, non dirmelo  come sei arrivato non mi serve saperlo…perché – invero – mi anima una nuova ispirazione, come dici tu una nuova benedizione. Mi serviva un immagine da guerriero un tempo per superare ostacoli, e oggi che ti ho tirato di nuovo fuori credo che insieme abbiamo una bella una storia da narrare … e di nuovo strada.

 (Gpp) Bene!. Io ci sono ancora;
Che questa idea mi piace;
Son cose buone a venire;
Non perdiamoci ancora.

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Libri #13 Cent’anni di solitudine_ di Gabriel Garcia Marquez

La prima volta con questo libro fu nel 2003, allora tante cose non avevo idea che ci sarebbero poi state, questo mio spazio on the web ad esempio. Oggi ho scelto i rileggerlo.
Autointervista:
wp-image-800584055D: Cent’anni di solitudine … perchè rileggerlo??
R: Per volontà di potenza. Dopo tanti anni non ricordavo quasi nulla del romanzo ed avevo un grande desiderio di rileggere del colonnello Aureliano Buendia e della grande famiglia di Macondo. La prima volta che l’ho letto ho cercato nelle sue pagine il tema della “catena del dolore”.

D: E oggi?
R: Beh sono felice di esserci ritornato su. Ho recuperato la memoria ed ho sentito un emozione.

D:Il tema della solitudine?
R: Si … durate la lettura non ho pensato a questa parola. Cosa strana essendo poi il titolo stesso del romanzo. C’ho pensato alla fine, sull’ultima parola. Che la solitudine in questo racconto danza con l’isolamento a cui molti personaggi vanno incontro sia rapiti da loro passioni e missioni che dellusi o arrabbiati e sconfitti ma mai …mai arresi.
D: mai arresi?
R: Si nessuno si arrende alla vita ed ai guai, quello che si percepisce è un eterno movimento ed una eterna azione.
wp-image-263460378…Che Cent’anni di solitudine è musicale è polveroso come il ritmo delle vite che si mescolano senza sosta e che – anche – si lasciano.
…Che i Buendia non conoscono mezze misure, sono sognatori e idealisti oppure feroci realisti e dediti al piacere d’impulso all’insegna della forza e della passione, un Aureliano o un Arcadio…comunque.
…Che Passano anni e guerre civili e sempre in prima linea, cambiamenti e rivoluzioni senza mezze misure che stravolgono, in tanti ci si buttano dentro ma tanti a Macondo la vivono per quella che è una fluttuazione di follie e passioni di pienezza prima e miseria poi.
…Che la catena di dolore si tramanda ancora e aleggia questo strano presentimento di attesa e predestinazione che qualcosa di brutto prima o poi deve accadere.

D: Da rileggere ancora?
R: Si … perchè come passa il tempo a Macondo allo stesso modo passa nella mia vita con fasi più o meno Aureliano e Arcadio. In ogni personaggio c’è sempre impegno senza risparmio a fare “qualcosa di importante” per se, senza scendere nella valutazione etica. Il surreale microcosmo di Macondo ed io tra un pò di anni ci ritroveremo ancora a narrarci per vedere a che punto siamo.

D: Ed a dieci anni dalla prima lettura a che punto sei?
R: Bella domanda…mi hai fregato. Ti rispondo partendo da quello che ho provato scrivendo l’articolo. Ho provato un grande bisogno di contattare dentro di me la potenza del Perdono. Perchè le catene di dolore si rompono perdonandosi e perdonando.

D: sei soddisfatto della tua storia oggi?
R: Mi rendo disponibile a perdonarmi per gli errori ed a godere per i tanti successi; ed ora che di nuovo sento questa sintonia nella mia anima posso risponderti che si…sono soddisfatto.

…daZeroaInfinito.com.
…che la vita è il romanzo che scriviamo ogni giorno (frase scontata ma vera);
…che lo strumento del perdono è il sangue spirituale della libertà;
…che farsene dono è atto di amore supremo;
…che questo non smetterò mai di dirlo;

Hasta la Bellezza…siempre;

#NarraAscoltaStorie_5. Cassa 14, La guerra dei mondi.

Cassa 14 h 11:30. I Protagonisti:
Anna e Alessio: prossimi alla cassa
Una cassiera:
Giustine: cliente seguente
Ester: Terza dopo Giustine
Ludovico e Alessandra: a seguire
Marie Claire: si accoda dopo un pò

Alessandra è incinta, al reparto Pane ha avuto precedenza e lo stesso è successo al banco del pesce dove un bel giovanotto ( vabbe io… 🙂 ) con il numero 70 gli ha offerto il suo turno … ma Alessandra – che aveva il 71- ha rinunciato ringraziando.
Anna e Alessio, e con loro la cassiera, si accorgono di Alessandra in fila e la invitano a passare.
Giustine è una donna anziana ed è in fila seduta sulla sua sedia a rotelle elettronica e con in braccio un cestello di prodotti.
Ester in terza fila osserva silenziosa.
Alessandra è imbarazzata e dice che ringrazia ma che non ha problemi ad attendere
Giustine evidentemente crede che sia per non togliere il posto a lei. Giustine pensa che forse è la sua condizione di donna anziana e con limitata mobilità a indurre quel rifiuto, lei deve essere una donna orgogliosa ed in nessun modo vuole essere compatita. Giustine non si sente affatto invalida e vuole poter essere generosa così aggiunge: ” Venga, stia tranquilla io non ho nessun problema e posso attendere”.
Alessandra cerca di contenere l’imbarazzo, lei non ha bisogno di favori e non vuole passare avanti nella fila … è molto probabile che ha visto come Giustine è messa scomoda tra gestione della carrozzina e il cestello appoggiato sulle gambe. Anche Alessandra vuole essere generosa.
Giustine si muove scomodamente per lasciare un varco ad Alessandra, ormai ha deciso che non permetterà a nessuno di farla passare per invalida, nel canale stretto tra due casse i suoi movimenti non sono facili.
La cassiera attende impaziente.
I prododotti di Anna e Alessio dopo una breve pausa sono stati passati ed ora li stanno imbustando. Mentre Alessio cerca di fare il più veloce possibile Anna si rivolge ad Alessandra invitandola a passare e scusandosi perchè non aveva notato il suo pancione. Un pò loro si sentono in colpa.
La situazione è in stallo, le posizioni sono consolidate e nessuno appare disposto ad accogliere l’invito dell’altro.
Marie Claire intanto si è accodata. Non ha un bell’aspetto, è un pò trasandata ed ha in mano una sola barretta di cioccolato per bimbi.
Giustine ed altri la conoscono e gli si rivolgono affettuosamente invitandola in modo DECISO a farsi avanti. Marie Claire è anche lei incinta anche se a guardarla non si direbbe, veste in modo largo. Il suo imbarazzo si unisce al coro.
“Grazie Giustine, stai tranduilla” … dice con immediatezza anche e con imbarazzo sotto gli occhi di tutti che ormai da un pò seguono il dibattito nella cosrsia della cassa 14.
Aggiunge Marie Claire:”Non c’è nessun problema! Ho solo questo ma non c’è nessun problema per me ad aspettare”.
Aspettare?… pensa Giustine.
Dentro di se Giustine deve aver deciso che quella sarebbe stata la sua vendetta.
“Vieni Marie Claire! Ti cedo il posto…e basta!”
Marie Claire, imbarazzata ed in grave disagio si muove tra gli inviti di Anna, Alessio, Giustine, Alessandra, Ludovico, Ester della cassiera e sotto gli occhi di molti osservatori.
Il gruppo iniziale non accetta più rifiuti, con il sorriso a vista e le mani a fare spazio esprimono verso la donna un secco imperativo: “Tu devi passare”.
E Marie Claire avanza.
Giustine sborbotta, deve avere qualcosa da appuntare ad Ester che pazientemente la segue in fila.
Ester non è Italiana, Giustine sta bofonchiando mezze frasi e mezze parole contro di lei e contro i tanti stranieri che usufruiscono di aiuti ai danni degli italiani. “Vi danno le case”, sogghigna Giustine: “Vi danno i soldi… e voi ve ne approfittate”.
Ad Ester quel bofonchiare non è sfuggito. Si sente offesa e sottolinea ripetendo ad alta voce le affermazioni che Giustine ha detto in modo un pò furtivo e senza rivorgerlisi in modo diretto.
Ester sottolinea alla donna: Cosa centra il mio essere straniera?Io non ho nessun tipo di aiuto ne soldi ne casa!
Marie Claire è ormai tra le due e si sente sballottata tra le due che intanto hanno alzato i toni della loro voce ed attirato anche l’attenzione delle casse vicine.
Marie Claire è indispettita da Giustine e dalla sua arroganza e prepotenza, è sul punto di sbroccare.
Giustine non chiede scusa ad Ester, la ignora volutamente non degnandola di risposta.
Marie Claire sbrocca:”Basta ora! Ti ho detto che non c’è nessun problema per me ad aspettare. Passa la tua spesa!”

In modo scomposto la fila riprende a scorrere dapprima Giustine, poi Marie Claire, a seguire Ester ed infine Alessandro e Ludovica pagheranno i loro prodotti ed andranno ognuno per la sua strada.
Tutti uniti nel fastidio per l’altro, tutti infastiditi dall’altro.

DaZeroaInfinito…un sabato mattina in fila alla cassa 13