I follow him in me, in you … in us.

Torno a casa con questa canzone che bussa fortemente alla mia attenzione e quindi…eccola. Follow chi? Allora a prescindere dall’immagine religiosa del video mi piace tanto il messaggio e lo indirizzo verso Him in noi…chi? Beh quella parte di noi che incessantemente ci dice “Tu vali, non è vero che non vali niente! Tu non sei solo e hai molto talento, non è vero che non vali niente e che non hai nessuno! Tu sei una persona speciale, non è vero che sei una mezza sega”. Ecco chi followiamo stasera ed a ritmo di musica. In diverse discipline si parla del SE’ come sede del nostro progetto esistenziale e fonte inesauribile di amore per noi. A ciascuno ora auguro di seguire le parti migliori e buone di se così come le intende e qualunque nome voglia dargli va bene lo stesso. Stay tuned with our best friend inside.

Studenti pendolari

Le mattine da quando abbiamo Elliot alle 7 lo porto fuori e vedo parti di realtà che prima non vedevo. Ragazzi che vanno alle scuole superiori ad esempio e mi ricordo del mio tempo, anch’io pendolare della stessa ora in autobus verso l’istituto tecnico commerciale. Non li invidio, sono sincero. Ogni tempo ha il suo giusto tempo per fare cose. Amo studiare ma la scuola no…sono felice che quel tempo é passato. Tranne che in qualche incubo in cui a volte mi ritrovo ai primi anni delle superiori, o di scuole medie in alcuni casi, o all’ università con tanti esami ancora da fare.

Buona giornata a tutti i pendolari, tenete duro e utilizzate questa operosità extra per riconoscere e rinforzare la consapevolezza della vostra tenacia e del vostro valore.

Determinati e liberi al tempo stesso

Momento psicologia e spiritualità formato tascabile: Riflettevo sulle esperienze e su come esse a volte ci condizionano, nel bene e nel male. In risposta a delle “necessità” mettiamo in campo a volte soluzioni reattive …e a volte può capitare che finito lo stato di necessità la risposta reattiva rimane e diventa “abitudine” . Ecco a voi alcuni esempi personali:

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Exemple number one: Anni fa avevo una Renault 5 Gtl. Tra i tanti difetti aveva anche la scatola dello sterzo difettosa e non teneva bene la traiettoria. Così io correggevo con piccoli movimenti del volante, correggi oggi correggi domani ecco che ancora oggi inconscimente mi ritrovo che spesso applico piccoli correttivi di traiettora ora verso dx e ora verso sx anche se non serve perché la mia macchina di oggi non ha quel problema.

Exemple number two: La porta del bagno di casa. Da diversi mesi ha preso a strisciare sul pavimento, e andata un pò fuori squadra e si chiudeva a fatica. Così reattivamente ho ovviato al disagio sollevandola mentre tiravo e poi quando andavo a chiudere. Da un pò l’ho aggiustata ed indovinate un po? Spesso quando sono sovrappensiero e vado in bagno tend a sollevarla… che palle!!!

In entrambi i casi mi dico: “Oggi non serve più” e ogni volta rifletto a come le cose (i dolori ad esempio ma anche le cose belle ) si depositano sotto il piano della nostra coscienza, diventano abitudini e comportamenti a cui spesso non prestiamo attenzione e ci determinano nel bene e nel male.

Chiaramente sono esempi semplici del quotidiano e chissà in quanti ne abbiamo da raccontare. Essi sono utili per ognuno di noi, dobbiamo vederli con chiarezza e non trascurarli. Io dico che sono delle indicazioni per cose più grosse. Affermo che sono liberi nella misura in cui accresco la conoscenza di me stesso e mantengo acceso l’interesse e la cura per quanto mi accade, per ciò che penso e per ciò che provo.

Noi siamo un diamante grezzo ricco ricco di potenzialità tutte da far brillare.

Buona luminosità a me ed a tutti e mi raccomando occhio anche voi alle cose abitudini o pseudo tali, che non ci servono più, e quando accade suggerisco una carezza sull’anima ed un pensiero di amore, che magari sono cose di poco conto e magari ancor più sotto ci sono cose più importanti e cose grosse che possono condizionare la qualità della ns vita. Dunque amiamoci in abbondanza e cantiamo all you need is love … che ciò che era utile un tempo forse oggi non serve più e magari oggi è anche un ostacolo…quindi diamoci fiducia e liberiamoci.

36°Seminario di Cinematerapia

indexNell’ambito del prossimo seminario di Cinematerapia che si terrà presso Istituto Solaris condurrò un gruppo di lavoro insieme con una mia collega, donna speciale e forte e che guarda avanti. Io non lo so nemmeno se segue il mio blog ma poco male. Come lei anche mia figlia è forza vivente, bambina speciale, forte e presente e che mette a dura prova il mio cuore. A loro ed a tutti coloro che decidono di accettare il dolore non per morirvi ma per rinascere come fenice va il mio riconoscimento migliore ( di lato l’immagine del film con cui lavoreremo).

img_8627Che ognuno faccia come crede
Che c’è un tempo per ogni azione
Che ora voglio urlare dalla rupe
Accettate il dolore, la paura e il dramma
Ogni movimento imperfetto è un andare oltre
Guardiamo avanti con magnificenza e fiducia
Che bolle vita dentro 
…sarà vita nuova … inaspettata

 

2 – Una bella storia è una benedizione (Gpp)

(daZeroaInfinito) Ma come arrivasti nella mia macchina!? Da dove sei sbucato fuori o chi ti ci ha messo?  Mi è piaciuta l’immagine del Guerriero che mi rimandavi e mi tornava subito utile , cavolo se mi serviva. Ispirazione nuova, nuova forza fresca ed inaspettata.

(Gpp) Vedi, noi siamo in contatto con la vita;
Tanti multiformi e creativi modi.
Di tutto la vita si avvale;
Un ispirazione se vuoi.
Che quando accade è benedizione.

Come sono capitato sul tappetino della tua macchina?

 (daZeroaInfinito) No No…non dirmelo. Ho inteso cosa mi vuoi dire. La vita di tutto si avvale ed il suo progetto è in continuo contatto con il progetto ed i sogni di ogni persona, con i miei. No, non dirmelo  come sei arrivato non mi serve saperlo…perché – invero – mi anima una nuova ispirazione, come dici tu una nuova benedizione. Mi serviva un immagine da guerriero un tempo per superare ostacoli, e oggi che ti ho tirato di nuovo fuori credo che insieme abbiamo una bella una storia da narrare … e di nuovo strada.

 (Gpp) Bene!. Io ci sono ancora;
Che questa idea mi piace;
Son cose buone a venire;
Non perdiamoci ancora.

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Libri #13 Cent’anni di solitudine_ di Gabriel Garcia Marquez

La prima volta con questo libro fu nel 2003, allora tante cose non avevo idea che ci sarebbero poi state, questo mio spazio on the web ad esempio. Oggi ho scelto i rileggerlo.
Autointervista:
wp-image-800584055D: Cent’anni di solitudine … perchè rileggerlo??
R: Per volontà di potenza. Dopo tanti anni non ricordavo quasi nulla del romanzo ed avevo un grande desiderio di rileggere del colonnello Aureliano Buendia e della grande famiglia di Macondo. La prima volta che l’ho letto ho cercato nelle sue pagine il tema della “catena del dolore”.

D: E oggi?
R: Beh sono felice di esserci ritornato su. Ho recuperato la memoria ed ho sentito un emozione.

D:Il tema della solitudine?
R: Si … durate la lettura non ho pensato a questa parola. Cosa strana essendo poi il titolo stesso del romanzo. C’ho pensato alla fine, sull’ultima parola. Che la solitudine in questo racconto danza con l’isolamento a cui molti personaggi vanno incontro sia rapiti da loro passioni e missioni che dellusi o arrabbiati e sconfitti ma mai …mai arresi.
D: mai arresi?
R: Si nessuno si arrende alla vita ed ai guai, quello che si percepisce è un eterno movimento ed una eterna azione.
wp-image-263460378…Che Cent’anni di solitudine è musicale è polveroso come il ritmo delle vite che si mescolano senza sosta e che – anche – si lasciano.
…Che i Buendia non conoscono mezze misure, sono sognatori e idealisti oppure feroci realisti e dediti al piacere d’impulso all’insegna della forza e della passione, un Aureliano o un Arcadio…comunque.
…Che Passano anni e guerre civili e sempre in prima linea, cambiamenti e rivoluzioni senza mezze misure che stravolgono, in tanti ci si buttano dentro ma tanti a Macondo la vivono per quella che è una fluttuazione di follie e passioni di pienezza prima e miseria poi.
…Che la catena di dolore si tramanda ancora e aleggia questo strano presentimento di attesa e predestinazione che qualcosa di brutto prima o poi deve accadere.

D: Da rileggere ancora?
R: Si … perchè come passa il tempo a Macondo allo stesso modo passa nella mia vita con fasi più o meno Aureliano e Arcadio. In ogni personaggio c’è sempre impegno senza risparmio a fare “qualcosa di importante” per se, senza scendere nella valutazione etica. Il surreale microcosmo di Macondo ed io tra un pò di anni ci ritroveremo ancora a narrarci per vedere a che punto siamo.

D: Ed a dieci anni dalla prima lettura a che punto sei?
R: Bella domanda…mi hai fregato. Ti rispondo partendo da quello che ho provato scrivendo l’articolo. Ho provato un grande bisogno di contattare dentro di me la potenza del Perdono. Perchè le catene di dolore si rompono perdonandosi e perdonando.

D: sei soddisfatto della tua storia oggi?
R: Mi rendo disponibile a perdonarmi per gli errori ed a godere per i tanti successi; ed ora che di nuovo sento questa sintonia nella mia anima posso risponderti che si…sono soddisfatto.

…daZeroaInfinito.com.
…che la vita è il romanzo che scriviamo ogni giorno (frase scontata ma vera);
…che lo strumento del perdono è il sangue spirituale della libertà;
…che farsene dono è atto di amore supremo;
…che questo non smetterò mai di dirlo;

Hasta la Bellezza…siempre;

#NarraAscoltaStorie_5. Cassa 14, La guerra dei mondi.

Cassa 14 h 11:30. I Protagonisti:
Anna e Alessio: prossimi alla cassa
Una cassiera:
Giustine: cliente seguente
Ester: Terza dopo Giustine
Ludovico e Alessandra: a seguire
Marie Claire: si accoda dopo un pò

Alessandra è incinta, al reparto Pane ha avuto precedenza e lo stesso è successo al banco del pesce dove un bel giovanotto ( vabbe io… 🙂 ) con il numero 70 gli ha offerto il suo turno … ma Alessandra – che aveva il 71- ha rinunciato ringraziando.
Anna e Alessio, e con loro la cassiera, si accorgono di Alessandra in fila e la invitano a passare.
Giustine è una donna anziana ed è in fila seduta sulla sua sedia a rotelle elettronica e con in braccio un cestello di prodotti.
Ester in terza fila osserva silenziosa.
Alessandra è imbarazzata e dice che ringrazia ma che non ha problemi ad attendere
Giustine evidentemente crede che sia per non togliere il posto a lei. Giustine pensa che forse è la sua condizione di donna anziana e con limitata mobilità a indurre quel rifiuto, lei deve essere una donna orgogliosa ed in nessun modo vuole essere compatita. Giustine non si sente affatto invalida e vuole poter essere generosa così aggiunge: ” Venga, stia tranquilla io non ho nessun problema e posso attendere”.
Alessandra cerca di contenere l’imbarazzo, lei non ha bisogno di favori e non vuole passare avanti nella fila … è molto probabile che ha visto come Giustine è messa scomoda tra gestione della carrozzina e il cestello appoggiato sulle gambe. Anche Alessandra vuole essere generosa.
Giustine si muove scomodamente per lasciare un varco ad Alessandra, ormai ha deciso che non permetterà a nessuno di farla passare per invalida, nel canale stretto tra due casse i suoi movimenti non sono facili.
La cassiera attende impaziente.
I prododotti di Anna e Alessio dopo una breve pausa sono stati passati ed ora li stanno imbustando. Mentre Alessio cerca di fare il più veloce possibile Anna si rivolge ad Alessandra invitandola a passare e scusandosi perchè non aveva notato il suo pancione. Un pò loro si sentono in colpa.
La situazione è in stallo, le posizioni sono consolidate e nessuno appare disposto ad accogliere l’invito dell’altro.
Marie Claire intanto si è accodata. Non ha un bell’aspetto, è un pò trasandata ed ha in mano una sola barretta di cioccolato per bimbi.
Giustine ed altri la conoscono e gli si rivolgono affettuosamente invitandola in modo DECISO a farsi avanti. Marie Claire è anche lei incinta anche se a guardarla non si direbbe, veste in modo largo. Il suo imbarazzo si unisce al coro.
“Grazie Giustine, stai tranduilla” … dice con immediatezza anche e con imbarazzo sotto gli occhi di tutti che ormai da un pò seguono il dibattito nella cosrsia della cassa 14.
Aggiunge Marie Claire:”Non c’è nessun problema! Ho solo questo ma non c’è nessun problema per me ad aspettare”.
Aspettare?… pensa Giustine.
Dentro di se Giustine deve aver deciso che quella sarebbe stata la sua vendetta.
“Vieni Marie Claire! Ti cedo il posto…e basta!”
Marie Claire, imbarazzata ed in grave disagio si muove tra gli inviti di Anna, Alessio, Giustine, Alessandra, Ludovico, Ester della cassiera e sotto gli occhi di molti osservatori.
Il gruppo iniziale non accetta più rifiuti, con il sorriso a vista e le mani a fare spazio esprimono verso la donna un secco imperativo: “Tu devi passare”.
E Marie Claire avanza.
Giustine sborbotta, deve avere qualcosa da appuntare ad Ester che pazientemente la segue in fila.
Ester non è Italiana, Giustine sta bofonchiando mezze frasi e mezze parole contro di lei e contro i tanti stranieri che usufruiscono di aiuti ai danni degli italiani. “Vi danno le case”, sogghigna Giustine: “Vi danno i soldi… e voi ve ne approfittate”.
Ad Ester quel bofonchiare non è sfuggito. Si sente offesa e sottolinea ripetendo ad alta voce le affermazioni che Giustine ha detto in modo un pò furtivo e senza rivorgerlisi in modo diretto.
Ester sottolinea alla donna: Cosa centra il mio essere straniera?Io non ho nessun tipo di aiuto ne soldi ne casa!
Marie Claire è ormai tra le due e si sente sballottata tra le due che intanto hanno alzato i toni della loro voce ed attirato anche l’attenzione delle casse vicine.
Marie Claire è indispettita da Giustine e dalla sua arroganza e prepotenza, è sul punto di sbroccare.
Giustine non chiede scusa ad Ester, la ignora volutamente non degnandola di risposta.
Marie Claire sbrocca:”Basta ora! Ti ho detto che non c’è nessun problema per me ad aspettare. Passa la tua spesa!”

In modo scomposto la fila riprende a scorrere dapprima Giustine, poi Marie Claire, a seguire Ester ed infine Alessandro e Ludovica pagheranno i loro prodotti ed andranno ognuno per la sua strada.
Tutti uniti nel fastidio per l’altro, tutti infastiditi dall’altro.

DaZeroaInfinito…un sabato mattina in fila alla cassa 13