Dono e Gratitudine. Il “Grazie” che ci fa crescere

sei_uno_scrittore_11_indizi_per_capirlo_00Antefatto: “A scuola in classe di  mia figlia necessitavano di zanzariere. Una coppia di genitori avutane notizia dalle maestre o avendo captato che c’era questa necessità si sono resi disponibili all’acquisto e montaggio. Quando la notizia è approdata sul gruppo whatsapp molti genitori hanno ringraziato e molti hanno sottolineato che l’iniziativa andava condivisa nel gruppo e che ci si sarebbe dovuto far carico delle spese.”

Da qui mi è la mia riflessione sul dono e sulla gratitudine.
Come ci comportiamo quando riceviamo un dono?
Un dono è un atto, per sua natura, di liberalità da parte di qualcuno verso qualcun’altro.
Non è obbligo accettarlo, un dono infatti si può anche rifiutare.
Nel nostro gruppo ci sono stati più “grazie”, quindi assumento il gruppo simbolicamente come un individuo affermo che in ogni persona c’è un inclinazione positiva maggioritaria sul sentimento della “gratitudine” piuttosto che quella di recriminazione, che anche c’è!
Alcuni non hanno gradito e in questo mi permettono di vedere alle ns parti, più coriacee e resistenti.
time-doctor-create-blog-post-without-writing-624x423Ricevere un dono ci mette nella gioia ma ci può mettere anche in crisi (“non mi ha considerata/o – Anche io voglio contribuire – Era giusto condividere ecc ecc”).
Se agiamo la saggezza e contattiamo il dolore e teniamo per noi l’incazzatuta rinunciando alla reazione di indirizzarla verso l’altro ecco che la cosa che ci fa dolore per non essere andata come volevamo/desideravamo/ritenevamo giusto può divenire un occasione per fare un passaggio di crescita per migliorare la qualità della ns vita.
In termini generali ognuno di noi nella propria storia ha motivi di recriminazione che frequentemente ricontattiamo proprio nelle situazioni tipo queste.
Le insoddisfazioni ed il dolore oltre a farci soffrire alimentiamo le pretese e attendiamo così tutti – legittimamente seguendo el ragioni della ns mente –  di essere ripagati.
Vi svelo un segreto dalla mia esperienza: “Quel momento non arriverà mai, facciamocene una ragione. E’ solo una sega mentale. Quella precisa forma di restituzione che tanto ci seduce non arriverà mai.  E prima ce ne accorgiamo e prima smettiamo di alimentare la rabbia e le pretese che ci ingabbiano”. Come dice Antonio Mercurio scegliamo di essere felici e non di avere ragione.

In generale noi aiamo abituati a ricevere doni in situazioni convenzionali e da persone che conosciamo, accade ai compleanni ad esempio ed a natale ecc. Questi non arrivano all’improvviso e non ci “spiazzano”, sono attesi e noi ci posizioniamo già preventivamente nella disponibilità e nella “normale aspettativa” di riceverne…insomma siamo pronti.

Ma come la mettiamo con le persone che non conosciamo e per i doni che arrivano come invasioni e senza avviso alcuno? Come la mettiamo con i doni che non sono stati chiesti? Che fare quando nella pancia morde la bestia della rabbia?

Ecco il mio suggerimento e non guardare al fuori “all’accadimento in se ed a chi ha fatto cosa” bensì invito a fare un bel respiro e prendere tempo per centrarsi invece su ciò che si prova e vedere in che modo se quella rappresentazione di situazione  attinenza storica nella propria vita.

thank you text on black and brown boardDecidiamo e scegliamo di essere saggie basta farci fregare dall’orgoglio e dalle pretese, non entriamo in dinamica con le umane imperfezionid egli altri (lasciamo correre e perdoniamo loro e noi), sintonizziamoci sul sentimento della gratitudine per ogni cosa che ci viene in dono e con questo sentimento (da alimentare tanto tanto) rinforzaiamo l’amore per noi inteso anche come esser disponibili a riconoscere i tanti doni che riceviamo ogni giorno, magari anche dalla macchina di fianco che pur avendo la precedenza ci lascia strada e magari dal collega che ci offre il caffè… e rendiamoci disponibili a donare a nostra volta la gentilezza e la cura nonchè il risultato della nostra crescita affincheè possa essere di aiuto a qualcun’altro. L’arte di sentire dentro la gratitudine, di seminarcela nelle vene,  scioglie le pretese e ci apre alla ricchezza della vita, scioglie la rabbia e ci fa sentire bene.
Siamo grati ai doni, in ogni forma essi arrivano, non critichiamoli.
Siamo grati alla vita che anch’essa è un dono ( il grande dono), in ogni modo e forma essa è arrivata.
Siamo grati alla ns famiglia che ha fatto per noi il meglio che poteva.
Siamo grati a noi perchè stiamo cambiando e ci stiamo riconcependo nell’amore.
Siamo grati, siamo liberi di sentire dentro la gratitudine.
Non abbiamo paura a dire grazie, ogni grazie che diciamo e un atto di amore per noi ed è un dono che noi facciamo a noi stessi…credetemi.

Grazie ai genitori del compagnio di scuola di mia figlia per il loro dono e grazie a tutti i genitori che ogni giorno donano qualcosa.
Grazie a me che mi impegno tanto e che a volte riesco bene e altre un pò meno, e ora affermo di nuovo che mi voglio bene e che se sbaglio mi sintonizzo con il perdono per me stesso e scelgo di riparare facendomi dono della speranza.

Le foto sono prese in rete,  grazie a foto gratuite di WordPress per foto “Thank You” ed al sito http://www.sulromanzo.it per le due del bambino scrittore

Riemergere all’Amore.

Come Ulisse con le sirene anche a noi può capitare (a me capita) di seguire voluttuose derive di pensieri rabbiosi, vendicativi, rancorosi e distruttivi 🤢🤢🤢 rincorrendo falsi conigli bianchi e ologrammi alimentati a fumi di rabbia, pretese, veleni e dolori😣😣. Io? Proprio stamattina ho viaggiato tra le braccia di una seducente sirena. Poi la vita mi ha portato a frugare nel mio zaino e la mia mano ha ritrovato il “manuale del guerriero della luce” (con me sempre da oltre 12 anni) ed ho aperto una pagina a caso con il cuore voglioso di pace ed ho trovato questa risposta (foto in basso). Affermo: “Mio maestro interiore, scelgo di riemergere perché questi fondali non mi piacciono e mi fanno star male”.

Nessun moralismo…Capita, ci sta! Facciamocene una ragione ma soprattutto decidiamo di non starci nelle nebbie o sott’acqua come dice il manuale , ok abbiamo visto/rivisto la “solita storia”, in qualche modo ci serviva ricontattarla…ma ora riemergiamo ok😊😊! E quando capita non diamoci troppo addosso (doniamoci il massimo bene) …sono solo fasi tempestose di un lungo e avvincente cammino che siamo noi e che è la vita. Se vi chiedete perché lo facciamo beh io rispondo che forse lo facciamo perché ci siamo avvezzi – lo facciamo da una vita, ci è quasi familiare e poi in giro lo fanno tutti !! – e poi è una reazione immediata della nostra mente quando siamo sotto pressione e riviviamo dolori antichi.

Dico che è un bene che “vediamo” e dico che andiamo oltre e scegliamo di condividere la speranza così aumentiamo la ns consapevolezza di essere navigatori e creatori di bellezza per noi e per la vita e poi se qualcuno anche ora sta in fase tempestosa chissà che non possa trovare in questo post di condivisione un approdo utile per riemergere😀…dai amico…aggrappati e tirati su. Buona settimana a tutti

Nessuna colpa, sono cose della vita.

Quando accade qualcosa di brutto e ci assale l’angoscia e l’impotenza ci parte la ricerca del colpevole “fuori”. Perché una persona muore all’improvviso? Perché il tuo amico a 4 zampe rischia di morire? Di chi è la colpa. Tendiamo a cercare una soluzione ed una giustificazione “comunque” per non contattare il dolore freddo dell’impotenza. E se un colpevole fuori non lo troviamo allora forse i colpevoli siamo noi, perche non siamo stati attenti ecc! Lo pensano i bambini, lo abbiamo pensato noi da bambini, lo penseranno i bambini che verranno. Che fare allora? Dobbiamo imparare a “starci” ed a accettare che certe cose succedono e fanno male come se ci schiacciamo le dita ad una porta…fa un dolore bestiale. Accettiamo che non siamo perfetti ed onnipotenti e se vi accettiamo a fondo seminiamo terreno fertile per il perdono e ulteriore amore da far crescere in noi, da usare e da mostrare per insegnare ad altri ed ai bambini che accadono incidenti nella vita e che si chiamano incidenti proprio perche non è colpa di nessuno…ma non per questo quando accade fa meno male.

Arrendersi alla “Liberta

candido-vessilloAutore: mi capita spesso che persone che conosco poco e niente mettono a nudo alcune mie “menzognucce”, di loro tempo fa ebbi modo di dire che sono portatori di doni a loro insaputa.

Ecco che in una mattina di pioggia di un febbraio particolarmente pungente sto per partire per andare a lavoro in moto quando una voce dice: “Vai ancora in moto? Certo che “tu non ti arrendi proprio mai!”.

Colpito e affondato.
E’ da tanto, troppo tempo, che dico che voglio trovare una soluzione alternativa al dovermi muovere in moto per andare a lavoro.  Crescere per me passa a volte da atti di resa verso delle parti mie che non sono proprio di “amore per me” contro cui intavolo delle battaglie che però mi distraggono dall’obiettivo primari che è “godere della vita e stare bene”. Affermo dunque che devo arrendermi:

– alla mia testardaggine, di sicuro;
– alla lotta contro sensi di colpa, quelli sono cani che latrano e deviano il mio cammino di crescita;
– all’accettare che alcune cose non le posso cancellare, ma devo assumermi le mie “carogne” con responsabilità ed agire per trasformarle (vedi il mio rognoso Io Fetale, quello che la mia amica di Blog Benedetta nei commenti al prcedente articolo ha chiamato anche “il muflone” );
Il re è nudo e spesso ci facciamo sedurre e derubare da ostacoli interiori che ci tengono fermi nei “non posso”.

E Voi a cosa vi volete/vorreste arrendere?

Io, il cellulare e un pò di storia_8…ultima tappa.

Così un giorno parlando con Marco, un mio amico, gli chiedo consiglio; lui è sempre 81aZxFaxteL._SY679_molto informato e mi fido. Sai, mi dice, ci sarebbero gli Huawei che sono buoni e non costano nemmeno tanto. Risultato? Ecco il mio nuovo Huawei. Ben devo dire tutta un’altra vita rispetto al piccoletto di prima. Bello lo schermo grande e belli i colori. Mi ci trovo veramente bene. Eh si un apparecchio nuovo mi ci voleva proprio.

indexDopo tanti anni il 28 ottobre del 2013 smetto di fumare. Eravamo impegnati in un seminario di cinematerapia, il tema di quell’evento era “il nostro futuro” ed abbiamo lavorato a partire dalla visione del film “Rosso come il cielo”.

Mi ero stufato di ciucciare tabacco e cenere.  Avevo con la sigaretta una serie di fumo-smettere_gappunatamenti fissi nella mia giornata, e con lei chiudevo ogni sera con quelli che chiamavo “5 minuti di relax” prima di mettermi a dormire.
Che avessi piacere a ricavarmi un momento di relax era una cosa buona, ma che dovesse essere la sigaretta l’escamotage ecco questo non mi piaceva più,  e soprattutto mi metteva di fronte all’interrogativo: “Sono libero di scegliere?”.  Carpe diem dunque, ed ecco che in quell’occasione forte delle grandi energie positive del lavoro in corso mi sono dato una possibilità ho preso una piccola decisione.  Decisi che “per quel giorno” non avrei fumato… poi tanti giorni sono seguiti…ed è ancora così.

A febbraio 2014 nasce http://www.dazeroainfinito.com, il mio blog, un progetto ancora in corso e che mi piace.
Con il cellulare nuovo riesco agevolmente a gestire il mio spazio, pubblicare articoli, scrivere appunti e ogni altra cosa mi venga in mente.

White_RabbitLa vita si fa intensa. Con mia figlia che cresce crescono anche gli impegni e mi accorgo pian piano che anche io devo trovare nuovi modi per fare le cose che prima facevo con grande abbondanza di tempo. Leggere nei ritagli di tempo, portare avanti un progetto di scrittura, elaborare un tema, studiare ecc. Tutto riesco a fare utilizzando al meglio il tempo che avevo a disposizione.

In questi anni varo un progetto di comunicazione che chiamo “itinerante”, lo battezzo con il nome “A Vele Spiegate” ed ha un obiettivo molto semplice, quello di riappropriarci della libertà di parlare delle emozioni. Contatto delle associazioni e con loro porto avanti dei progetti tematici. Mi muovo nella periferia ovest e in quella a Est di Roma, qui trovo associazioni e tante persone che sin da subito accolgono il mio progetto. Ho collaborato con loro due anni e mi è sempre piaciuto tanto vedere come erano ben pronti alla condivisione ed all’approfondimento. Realizzeremo ancora tanti progetti insieme, il cantiere è aperto.

frozenNella mia formazione è tempo di riprendere in mano e finalizzare un progetto, il mio diploma in Cinematerapia. Ora vedete, come tanti anche io negli anni fine 2013/14/15/16 sono stato nel loop di Frozen. Con Emma siamo andati al cinema e nei mesi e anni a seguire con la Regina Elsa e sua sorella Anna siamo diventati amicissimi. Proprio a partire da questo film sviluppo la mia tesi di diploma che consiste nella realizzazione di una Chiave di Lettura del film. Io ho lavorato sul tema dell’odio e dell’amore, il titolo del mio elaborato è: “L’amore salva la vita”. A maggio del 2016 discuto la mia tesi e mi diplomo a pieni voti e fisso unindex primato. Sono il primo diplomato (di sicuro in Italia) in Cinematerapia. Mi sono divertito molto a lavorare con questo film e chiaramente sono grato a mia figlia ed alla sua passione che mi ha permesso di vederlo decine e centinaia e migliaia di volte…e cantare, naturalmente.

Il dolore, anch’esso, bussa e forte alla mia vita, ed a distanza di un anno ancora non passa giorno che non ci penso. Succede ed è molto frequente che una gravidanza non vada in porto, sono cose che si sanno e si dicono spesso. Ma quando accade poi ti accorgi che il dato statistico non ti serve a niente e ti rimane tutto sullo stomaco. Fa parte della mia storia anche un piccoletto/a,  e per un pò abbiamo fatto un pezzo di strada insieme. Di sicuro aveva qualcosa di buono per noi ed il suo messaggio era di “prestare attenzione all’amore”, perchè abbiamo tanti progetti e tante cose da realizzare e bellezza da realizzare.  Credo sia andata così…. e con questo bel video pieno di speranza mi congedo da questo sforzo narrativo … un pò stanchino ma con tanta gioia in cuore.

 

daZeroainfinito.com… che da poco meno di un mese c’è un nuovo cellulare con me … ma lui la sua 61npUxOzuyL._SY355_storia la sta costruendo e gli occorre ancora del tempo prima di poter dire la sua su quello che  vede e sente. Intanto vi dico solo che essendo un apparecchio con una connessione di genezione 4G mi aiuta a rispondere ai vostri commenti con grande celerità e…questo mi piace.

La tigre sul comodino

lop-228Sogni ad occhi aperti

Lusinghe ad inconfessabili FOLLIE mentali

Tigri appollaiate sul presente

Compagne di viaggio

A risvegliarci al secondo finale

Per riaprire gli occhi

Per rimanere sveglio

  Tutto serve per crescere

Che piaccia o meno

Ognuno la sua storia speciale

Ognuno la propria tigre da accudire
Per svegliarsi, liberarsi.

daZeroaInfinito.com…che non ho altro da aggiungere Vostro Onore

Non è mai troppo tardi per cambiare in meglio.

Dopo un nuovo attentato di nuovo il tema immigrazione.
Risorsa o minaccia? Chiusura o integrazione?
La paura si fa sentire ed in tanti gettano benzina sul fuoco di un tema che non da oggi ma da sempre è stato un tema difficile da trattare e da gestire, il rapporto con l’altro da noi, con chi viene da una terra diversa, con chi ha un altro colore di pelle, con chi ha cultura diversa.
Non mi risulta di avere mai letto che su questo tema l’umanità abbia saputo trovare una soluzione buona e umana, o forse mi sbaglio e mi auguro di sbagliare davvero e quindi sin da ora chiedo scusa per la mia ignoranza.

Assistiamo a una continua ricerca di soluzioni di testa per sfuggire alla paura, costruzioni di muri e invii di eserciti armati da una parte così come dall’altra similarmente vengono compiute azioni che feriscono in una contesa che non so quando ha avuto il suo momento iniziale e che volerlo cercare oggi mi pare davvero inappropriato e senza senso.

E’ un fatto umano? No, io non credo e non lo voglio pensare.
Ogni volta che nuovamente veniamo subbissati di parole ed immagini che alimentano il terrore ecco che di nuovo parte la narrazione ed il confronto delle soluzioni da applicare per risolvere alla radice quello che ormai si chiama “il problema”.
Le persone che vivono il mondo sono oggi “il problema”, questo si è  un problema!
Siamo tutti, in termini generali, “il problema” di un altro, ognuno di noi è “potenzialmente” la causa del problema di un altro. Non un problema reale, sia ben inteso, ma di questo passo chiunque è diverso da noi diventa il capro espiatorio su cui poter proiettare e buttare addosso le responsabilità per tutto ciò che non va come vorremmo, le cause dei nostri “problemi”.

Ma non è troppo tardi, non è mai troppo tardi per invertire la rotta.
Sento sempre dire che la soluzione è aiutare le persone nelle loro terre, aiutarle a superare crisi economiche, a far cessare le guerre, a portare sviluppo e quel benessere.

NO, di cuore, mi auguro davvero che se portiamo qualcosa non si tratti di ciò che è il nostro peggio.
Si, portiamo qualcosa. Portiamogli la nostra vicinanza, portiamo noi stessi e le nostre esperienze per scambiarle e condividerle con le loro.

OK Mettiamo a disposizione risorse economiche e materiali, che sono una cosa buona ed urgente dove oggi non è tempo di parole ma di aiuti sostanziali per chi ha bisogno di alimentarsi e di protezione. MA non dimentichiamo di portare anche noi e di andarci donativi pronti a dialogare ed a lavorare insieme senza che gli uni per gli altri si sia “un problema”.

Il mondo è piccolo, volemose bene.
E se fosse questo nuovo fattaccio a Londra il momento per iniziare io dico solo che va bene, non è mai troppo tardi.

daZeroaInfinito.com …che insieme siamo più forti, che i veri “problemi” sono l’odio e tutti i suoi derivati che non hanno colore di pelle, cultura, religione e chi più ne ha più ne metta. Insomma se dobbiamo iniziarea ad aiutare l’altro per sentirci più tranquilli e sicuri….e vabbè…basta che iniziamo ed all’etica ci pensiamo dopo quando siamo tutti, sia noi che loro, più sicuri e con un certo benessere ritrovato.

Follow Dragonfly

Ho visto volare e zigzagare tra legenti  una libellula. 

Fuori luogo ma svolazzante …a richiamare la mia attenzione.

Leggerezza…mi ha sussurrato la sua vista, sii più leggero mi sono detto… che tutto passerà!;

Leggerezza…ed elasticità ho visto nel suo battito di ali e movimento di coda; sii più elastico mi sono detto…che tutto passerà;

Accadono i miracoli.  Accadono e questo è importante.

daZeroaInfinito.comlusingato… che avevo madama paura con arma in pugno…e tutto poi è passato.

White Flag For Life

Alle ragioni dell’odio non c’è vittoria alcuna da frapporre. La strategia spada in pugno non garantisce soluzione alcuna conto il dittatore odiocentrico.  

Non c’è vittoria alcuna …e il mio sentire, che le spade nulla possono garantire; e sento in fondo in fondo che nemmeno l’amore come solo intendimento possa superare lo sbarramento di fuoco; la resa incondizionata è la strada per la salvezza; la resa… perché certi nemici dentro e fuori sono forti e vanno riconosciuti; bandiera bianca sventola sul dorso che vale la pena passare oltre …dignitosamente ora …dignitosamente cadere e poi…a domani.

daZeroaInfinito.com…White flag. 

Azione e Reazione. Io Fetale # Parte 1

wpid-wp-1421672409581.jpegSuccede che REAGIAMO quando ci sentiamo/veniamo minacciati, frustrati e non riconosciuti?

Ammazza se succede!

  • Ci può minacciare la presenza e/o l’azione di un amico/collega che liquidiamo sinteticamente come st..nzo.
  • Ci può frustrare il non riuscire – nonostante il tanto impegno – ad ottenere ciò che desideriamo ( un lavoro, un figlio, una famiglia, un/a partner ecc)
  • Ci può far sentire non riconosciuti allorchè veniamo “non considerati” per la nostra identità e valore ( ad esempio se a lavoro avete un ottima idea che poi non viene accolta solo perchè siete nuovi ecc ecc). La prima considerazione che faccio è che se siamo ( o ci sentiamo) minacciati o frustrati e non riconosciuti proviamo paura e poi rabbia.
    E fin qua non ho detto nulla che non sia scontato e risaputo.Ma quando è che proviamo per le prime volte delle emozioni?
    Secondo una grossa percentuale umana molto diffusa e trasversale alle diverse culture il tutto inizierebbe non proprio da piccoli piccoli; …i piccoli (ho sentito dire spesso) non capiscono!
    Pressappoco quando si e piccoli non si sa cosa si e’, i bambini per molta parte di mondo sono come degli insignificanti esseri che possono sopportare tutto e tutti per un bel pò di anni. Sembra come se la coscienza e l’affermazione di qualità emozionali ed umane sia stato fissato convenzionalmente nella mente dell’ uomo a partire da quando si è bambini verso i 4/5 anni. Perchè? Mah… io non lo so, forse faveva comodo e probabilmente è stato assunto così a ragione della difficoltà di relazionarsi all’universo persona dall’inizio.Eppure anche i piccoli si incazzano …eccome se lo fanno!Evidentemente anche loro hanno delle cose che proprio non gli vanno giu’, e si spaventano se si sentono minacciati oppure si incavolano se si sentono offesi.

    … to be continued … per ora vi saluto sottolineando che l’incazzatura e la capacità di decidere in che modo ed in che forma reagire ad un dolore è una qualità umana che non ha età.

daZeroaInfinito.com … aspirante Antropologo.

4 -Attacchi di Panico – Stop Odio

 Stop odio verso se stessi.

L’attacco di panico è la manifestazione visibile dello stato di una profonda sofferenza nella nostra storie ed esperienza in questo momento.

Quello che raccontiamo come manifstazione sintomatica è solo l’atto finale di una sequenza lunga di idee ed azioni contro di noi, pensieri svalutanti, pensieri critici, pensieri senza speranza, pensieri di inadeguatezza, insoddisfazione ecc ecc.

La nostra parte saggia chissà da quanto ci chiede di fermarci ed amarci … A noi presumo che dopo i tanti fallimenti  ha trovato negli attacchi di panico il modo per fermare la nostra attenzione.

Messa così gli attacchi di panico sono atti estremi di amore per noi che ci arrivano dalla nostra stessa esistenza.

STOP ODIO QUINDI! CHIARO IL CONCETTO?

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No Words

Immagine

Non è infrequente in giro per Roma imbattersi in cumuli di rifiuti messi a cornice dei cassonetti.

E’ chiaro che qualcosa non sta funzionando nel sistema.

La raccolta ha frequenti ritardi; le persone hanno frequenti cattive abitudini e tutti abbiamo frequentemente presenza di rifiuti in strada.

Abituati a vedere rifiuti per strada in molti ora evitano di usare i cassonetti, forse tutti pensano che sono pieni e così dopo il primo “pirla” che mette la busta a terra tutti seguono a ruota.

Il fotomontaggio di sopra l’ho fatto io. La foto del colosseo l’ho trovato in rete, i rifiuti per strada 🙂 e li ho fotografati dopo aver buttato la spazzatura nei bidoni che udite…udite …erano vuoti.  Succede frequentemente…bidoni vuoti e cumuli di rifiuti tutt’attorno. Più sbrigativo no?  Tanto è colpa del sindaco….kemmefrega!

Questa io la chiamo decisionalità distruttiva…e per oggi mi fermo qui.

daZeroaInfinito….kritiko

 

Peppino…placa la tua ira.

21 Marzo, Giornata della Legalità.

9 maggio 1978. A Cinisi muore ucciso dalla mafia Peppino Impastato. Questo in sintesissima.

Dove hai sbagliato Peppino?
No, di certo non erano sbagliati i tuoi ideali di libertà e di giustizia.
Eppure in qualcosa hai sbagliato, ragazzo arrabbiato. L’ira ti ha accecato, e l’odio.
E questi 2 veleni non ti hanno fatto agire saggiamente.

Come Ulisse con Polifemo, allo stesso modo tu e la mafia.

Per lui, per te e per ognuno di noi c’è un fottuto divoratore che ci attende.
E come lui, come te, allo stesso modo ad ognuno di noi capita di entrare frequentemente nel suo regno.
Forse …per vedere, per capirci qualcosa.

Narra Omero che Ulisse è pieno di ira, Polifemo gli ha divorato due compagni.
Sguaina la spada ed è pronto ad ucciderlo…ma un altro pensiero lo placa.
Solo quel maledetto Ciclope può togliere l’enorme masso che blocca l’uscita.
Osserva Antonio Mercurio che Ulisse placa la sua ira, ma non il suo odio…lo rimuove solo.
Macera il suo orgoglio e decide di vivere un grande patimento da rinuncia.
Lui è pur sempre un Re ( e noi non siamo re?), è colui che ha fregato i troiani ( e noi non siamo i più astuti? ) e se non bastasse è pur sempre il capo dei suoi uomini ( e noi non abbiamo responsabilità?).
Le sue ragioni sono comprensibili, lo sono le tue Peppino, lo sono quelle di chiunque lotti contro l’ingiustizia e le mafie, lo sono quelle di ognuno di noi che vuole essere il re della propria vita.
Ma affermare quelle ragioni, andare allo scontro diretto non lo salverà. Non ha salvato te.

Forse …in questo hai sbagliato Peppino, e mi dispiace.
Forse …ti ha vinto l’ira …prima ancora della mafia.
Forse …sbagliamo noi tutti ogni volta che indossiamo l’armatura e ci armiamo sotto le effige del nostro orgoglio ferito, carichi della nostra ira.
Come l’elenco dei martiri similmente è lungo l’elenco degli eroici cavalieri solitari impegnati “a vita” a combattere contro mostri invisibili, fuori.

Il tuoi ideali oggi sono narrati come quelli dell’ennesimo martire.
Mi piacerebbe tu fossi ancora in vita, quegli ideali avevano bisogno di te per poter diventare qualcosa di più grande, un onda culturale e di sollevamento sociale in grado di chissà quali trasformazioni nelle persone prima che nella società, nell’ambiente e nella cultura mafiosa.
Forse…con la tua morte sappiamo ancor più e meglio quanto è preziosa la saggezza perchè i cambiamenti sono processi lunghi e difficili e dolorosi.
Forse …dovevi essere più saggio anche tu…perchè la mafia la si combatte da vivi, da morti si è solo parole e commemorazioni, mazzi di fiori e frasi fatte.

Ha fatto bene Ulisse, ha deciso di vivere la macerazione del suo orgoglio e della sua ira. Ha potuto così trovare un’altra soluzione e continuare il suo viaggio verso Itaca. Anche tu Peppino avevi un tuo progetto, una tua Itaca. E non voglio credere che il tuo progetto fosse quello di saltare in aria in una macchina.

A te Peppino … e a tutti ed a me ricordo di riflettere profondamente quando ci troviamo di fronte a qualcosa che ci fa avvampare di ira.
Manteniamoci vivi, diversamente la nostra ira genera solo martiri e nessuna bellezza.
Forse…vale la pena provarci.

Ciao Peppino.