Riflessione nel tempo Covid in un giorno di mezza estate. Detto tra noi…sottovoce.

*** pensieri frequenti di questo periodo. Che siano miei o percepiti conta davvero poco, sono cose dell’umano ed essendo un essere umano riconosco che in ognuno c’√® anche una parte di me.

1- Ho paura che all’improvviso si riblocchi tutto;

2- Devo godere di questo periodo di libert√† e voglio fare quante pi√Ļ cose possibili – ed in sicurezza – per prepararmi al prossimo lockdown autunnale;

3- In vacanza? Si ci vado! Me la merito e questa volta me la scelgo full optional. Anzi ci vado anche perché poi non so cosa succederà!

4- In vacanza? Oddio speriamo di riuscire ad andare e non si blocca tutto di nuovo

5- Covid? Mah…Boh, a volte mi sembra tutto uno scherzo.

6- Immuni? Si l’ho installato, ed ho visto anche come funziona e credo sia buono e utile

7- Immuni? Si √® buono…ma per il momento non lo attivo. Metti che mi segnala di essere entrato in contatto con qualcuno poi risultato positivo che faccio? Dovrei attivarmi, contattare le autorit√†, fare controlli e metti caso che mi tocca rimettermi in quarantena?

8 РCavolo in giro siamo veramente in tanti e mi rendo conto che le regole sul distanziamento sono saltate e comunque è difficile rispettarle

9 – Le regole di sicurezza? Si uso la mascherina, mi lavo frequentemente le mani. Ma cavolo entro frequentemente in contatto con persone e cose e a volte mi dimentico le regole

10 – Spero che tutto finisca davvero!

11-  Piano piano tutto sta passando, i contagi sono pochi

12 – In molte parti del mondo ci sono emergenze pazzesche, il mio paese sta facendo qualcosa per aiutare queste persone? Mi piacerebbe poter fare qualcosa.

13 – Desidero con forza che tutto passi, ma non voglio che rimuoviamo tutto correndo come stiamo facendo ora e dimenticandoci delle tante cose che abbiamo sentito nel lockdown, valori come la persona, i rapporti sociali, l’umanit√†, il rispetto per l’ambiente, l’essere interconnessi a livello mondiale, voler fare tanto per stare bene tutti.

***In questo tempo, un po’ sospeso e di certo unico e – ci auguriamo – irripetibile¬† non dobbiamo perdere la speranza e dobbiamo lottare con ogni forza per non cedere alla rabbia ed alla paura (che pure ci sono e sono cose umane). Quando paura e rabbia danno le carte al nostro tavolo blocchiamoli subito e scegliamo un altra partita, quella dell’amore, del rispetto per noi e le nostre tante parti e per gli altri, la speranza.

I punti/sentimenti/pensieri/riflessioni che ho indicato sono “umani”. E’ un tempo particolare, vogliamoci bene e facciamo il meglio per dare una mano al cambiamento in noi, con gli altri e nel mondo intero. Non siamo poca cosa, siamo preziosi elementi e della vita e abbiamo una grande forza.

Crescita personale: L’umilt√† come strumento spirituale per riconoscere ed eliminare le pretese.

Antonio_400x400Esprimo gratitudine ad Antonio Mercurio per il dono immenso di discipline e conoscenze, fonte di ricchezza per la mia crescita personale e per il lavoro con i miei clienti. Se leggendo desiderate approfondire la tematica e se la sentite di vostro interesse sappiate che io sono disponibile e quindi potete sicuramente contattarmi e sarò ben lieto lavorare con voi anche on line. 

Per parlare del tema delle pretese mi far√≤ guidare dal racconto del mito di Ulisse,¬† come narrato da Omero,¬† e dal pensiero di¬† Antonio Mercurio che nella sua opera “Ipotesi su Ulisse” ci presenta un il re di Itaca come prototipo dell’uomo che nel suo viaggio trasforma i propri veleni e fa della sua vita un opera d’arte.

orologio_interna-nuovaOk Partiamo…andiamo un p√≤ indietro nel tempo, andiamo al tempo sempre vivo del mito.

E’ la sera prima della strage dei Proci e siamo nella reggia di Ulisse. Il re tanto atteso, cerca di dormire, sotto le sembianze di un mendicante, ma √® irrequieto il suo animo e tanti dubbi lo tormentano.

Stana indecisioneūü§Ē! Eppure fino a poco prima era forte la sua determinazione e non vi erano dubbi sulla volont√† di annientare i pretendenti, avidi e pieni di pretese, che gli divorano le ricchezze, gli insidiano la moglie e minacciano di uccidergli il figlio.

Eppure ora che tutto √® quasi pronto ecco che il suo animo ora si agita, √® ambivalente la sua decisione, … intanto nel salone i proci si divertono con le ancelle, fa fatica il suo spirito e l’eroe prega:

“CUORE, SOPPORTA! SOPPORTASTI BEN ALTRA VERGOGNA, QUANDO IL CICLOPE MANGIAVA, CON FURIA IMPLACABILE, I FORTI COMPAGNI; E TU SOPPORTASTI, FINCHE’ L’ASTUZIA TI TRASSE DALL’ANTRO, QUANDO CREDEVI GIA’ DI MORIRE”.

Ulisse si chiede anche: “Ce la far√≤ io da solo?”

Quindi anche Ulisse ha il suo momento di svalutazione e paura. Quindi non vogliamocene quando capita anche a noi¬† di essere in difficolt√†ūüėÄok?

In questa tempesta interiore ecco che di nuovo Atena interviene, lo sostiene e lo incoraggia. Atena alleata di Ulisse nell’odissea,¬† ma Atena (ci dice Antonio Mercurio) √® per noi la nostra saggezze interiore che ci indica sempre cosa √® bene fare e che fa dissolvere i dubbi.¬†¬†

Ma un altro dubbio pi√Ļ profondo disturba Ulisse, ed √® quello di eliminare le pretese rappresentate dai proci.

Odissea_Ulisse_mendicanteI Proci, i giovani principi che ambiscono a prendere il posto di Ulisse, ci dice Antonio Mercurio nel suo bellissimo libro ” Ipotesi su Ulisse”,¬† possono essere visti come rappresentanti simbolici delle pretese che albergano nell’animo umano. Nell’Odissea i Proci sono numerosi , ci dice Omero. Tante pretendenti ci sono nella casa di Ulisse e tante sono le pretese che albergano nel suo animo ancora nonostante i mille patimenti, ci dice Antonio Mercurio.¬† La richiesta dei Proci di avere un successore alla guida di Itaca √® legittima, a ben vedere, ma quello che ci preme ora rilevare √® come a monte di questa motivazione esteriore poi ne profondo li muove un avido desiderio di divorare e depredare la casa di Ulisse e di insidiarne la sposa ed il potere.

Dopo aver tanto agognato il ritorno, Ulisse √® combattuto proprio sulla linea del “traguardo”. Questa immagine ben esprime come anche per noi arrivano i dubbi sulla “soglia” del cambiamento tanto desiderato. Il dubbio si lega con il fatto che il cambiamento √® doloroso e richiede di far morire (simbolicamente, sia ben chiaro) delle nostre parti e questo non sempre √® facile e ci mette in contatto con le nostre fragilit√†. Ma come un messaggio di fiducia √® nell’Odissea, la dea Atena, allo stesso modo un messaggio ed un indicatore forte di fiducia e forza √® in ognuno di noi, la nostra saggezza interiore (ci dice Antonio Mercurio).

Quindi in questo cammino non siamo soli, ci vuole impegno ma è di sicuro successo.

Chiss√† quante sono affollate di pretendenti le stanze del nostro mondo interiore e quanto sono velenose le pretese che dentro si annidano vantando sacrosante ragioni. Le istanze dell’ “IO VOGLIO, IO PRETENDO” chiss√† quanti followers hanno. In tutto l’umano albergano legittime istanze di crescita, e questo √® sano. Accanto a queste motivazioni sane ed in armonia con le leggi della vita ve ne sono altre che non hanno nella crescita il fine autentico ma perseguono piuttosto il desiderio di riscatto, di risarcimento costi quel che costi. Accade questo perch√© il dolore che sperimentiamo nella vita se non viene conosciuto, accolto e trasformato pu√≤ alimentare il risentimento e questo ci devia dalla “sana crescita”; il risentimento pu√≤ sedurci con miraggio che la “sana crescita” coincida con le ragioni del¬† riscatto, della vendetta, del tanto ambito risarcimento per il dolore patito. Pressappoco succede che questo obiettivo diviene “l’obiettivo”, e ci deruba e divora le nostre energie creative e ricchezze.

Questa posizione avvelena e depreda la nostra reggia, il luogo della nostra vita risiede il nostro potere sano e l’arte di essere signori della nostra vita, il luogo dove con saggezza decisione ed arte costruiamo la nostra potenza reale fatta di capacit√† di accogliere, di perdonare, di riparare e di essere costruttivi, realizzare i nostri sogni e stare bene!

Spesso inconsce e ben camuffate le istanze di “IO VOGLIO, IO PRETENDO” sono frequentemente in pole position a motivare le nostre decisioni.

unnamedLa pretesa √® ogni volta che l’altro DEVE essere o fare qualcosa per noi. Cos√¨ l’altro ha tante facce, l’altro √® la vita,¬† lo stato, Il presidente del consiglio, i medici, i ricercatori che in questo momento devono trovare il vaccino, il sistema politico, i genitori, il partner,¬† gli amici, gli insegnanti, la tecnologia, il modem, skype, il datore di lavoro, il vicino di casa, il comune, l’amministratore di condominio ecc ecc.

Le pretese inquinano la nostra progettualità sia personale che di relazioni con gli altri e di questo è bene che ne abbiamo consapevolezza. In questo modo saremo sempre liberi e padroni della nostra vita.

Che fare allora per venire fuori da questo ginepraio di pretese? Un primo suggerimento √® l’umilt√†, ovvero osservare e conoscere a fondo le nostre pretese e poi rinforzare l’alleanza con il nostro S√©.

Ma torniamo al nostro eroe ed ai dubbi ed alle paure, e veniamo anche a noi.

Atena non ha mai abbandonato Ulisse anche se lui ogni tanto perde la fiducia. A

Cos√¨ gli risponde Atena: ” Ostinato! ci si fida persino d’un compagno pi√Ļ debole, che √® pure mortale e non sa tanti accorti pensieri; ed invece io sono la dea, che sempre veglio su di te in tutti i travagli. Ma ti dir√≤ apertamente: ci accerchiassero pure cinquanta drappelli di uomini splendidi, bramosi di ucciderci in guerra, torresti anche ad essi i buoi e le pecore grasse. Ma il sonno ti colga: anche questa √® una pena, vegliare, desto per tutta la notte; uscirai presto dai mali”.

Beh cari, con questo invito di Atena vi saluto e rilancio ancora l’invito a tutti¬† di accrescere la conoscenza di noi, delle nostre parti luminose e quelle no,¬† per non lasciare che le pretese divorino la nostra vita e la nostra bellezza. Come Ulisse con i Proci anche noi restiamo centrati e pronti ad eliminarle… senza esitazione. in alleanza con il nostro S√©.¬† Con questa centratura e le decisioni d’amore noi diverremo sempre pi√Ļ e sempre meglio i padroni della nostra vita e artisti della nostra vita.

Se desiderate approfondire la tematica e se la sentite di vostro interesse potete sicuramente contattarmi e sar√≤ ben lieto lavorare con voi anche on line per fare un percorso di crescita “insieme”.

 

 

 

 

 

Crescita personale: Speranza e Paura al tempo del Coronavirus

In questo momento possiamo avere fiducia e possiamo avere paura. Se proviamo paura¬† vuol dire che non proviamo anche la speranza e fiducia, che sia chiaro questo ok? Rinforziamoci nella consapevolezza e nell’ accoglienza di noi nella nostra totalit√† nelle nostre forze e nelle nostre debolezze. Siamo flessibili e amorevoli con noi…rendiamoci disponibili a farlo…siamo esseri speciali e in questa fase consolidiamoci e affondiamo ancora di pi√Ļ le radici nell’amore che in noi √© un nucleo immodificabile. Fatelo e se lo desiderate ricavatevi uno spazio per lavorare con un counselor.

In questa fase ricordo che l’Istituto Solaris di Roma ha attivato un servizio di counseling gratuito on line. Per accedere al servizio visitate la pagina facebook dell’Istituto Solaris oppure contattatemi qui sul blog o al n di telefono 3519743118 dedicato al servizio. Non siamo soli, aggrappiamoci alle nostre parti positve, facciamolo insieme se lo desiderate. Un saluto a tutti

Crescita Personale: Evolvere anch al tempo del Coronavirus.

In questo momento storico di tempo e spazio “particolari” ci chiediamo tutti come poter riempire il silenzio e dare qualcosa da fare alle nostre mani e pensieri. In questa fase le emozioni che proviamo possiamo permetterci di provarle, come la paura ad esempio. Se abbiamo momenti di paura possiamo permetterci di provarla, come i momenti di gioia che anche ci sono e la speranza e la fiducia. C’√® tutto il mondo in noi in questo momento. Quanto sta accadendo e le emozioni che stiamo provando, proviamo a chiederci, se le provavamo anche prima del coronavirus e approfittiamo di questa grande fase di consapevolezza per accendere un faro di luce sulla nostra storia e decidere magari oggi…ora…qui e per sempre di voleci bene, di non giudicarci pi√Ļ, di perdonare chi ci ha fatto arrabbiare e perdonare noi per la rabbia ed il tempo perso dietro i veleni della rabbia e dell’odio.

Sto rileggendo un libro letto forse due mesi fa ” Avro cura di te” di Massimo Gramellini e Chiara Gamberale. Ho piacere di condividere con voi questo passaggio a pagina 60 “(…) Nessuno viene al mondo per contemplare la propria perfezione. Ci si arriva con un obiettivo molto pi√Ļ serio: evolvere. (…).

Buona giornata a tutti

Buongiorno creature speciali e speciali figli della vita

Buona domenica miei cari amici del blog. Capita di percepirci – e a volte ci mettiamo davvero – in uno stato di “attesa”. A voi succede? Attendiamo speciali allineamenti di situazioni “fuori di noi”, attendiamo che tutto sia ok. E chi decide quando √® ok √® il nostro giudice interiore. Che palle per√≤… si che palle perch√© al giudice pare che non gli sta mai bene niente!!
Succede a tutti credo, accade agli umani. Ok ora che lo sappiamo perà facciamo un passetto oltre questa modalità molto attendista e andiamo su un piano diverso, spirituale e di libertà.
Il fatto √® che noi certe nostre “cosucce” le conserviamo caramente nello scrigno delle insoddisfazioni e recriminazioni per cose che “un tempo ” non sono andate come volevamo. Ebbene…√® capitato, e mo? E’ bene che facciamo luce su queste pessime abitudini per vivere meglio, stare bene ed essere sempre il pi√Ļ possibile pronti a creare e godere della felicit√† nella nostra vita. Intorno a noi si muovono cose e si creano possibilit√† che se mettiamo a tacere il giudice interiore allora scopriamo tanta bellezza. Noi siamo speciali e ovunque noi ci troviamo arrivano messaggi per noi, libert√† e capacit√† creative…ovunque. Prendete la fotografia ad esempio. Io sapete la amo e un p√≤ ci faccio a pugni. Per√≤ da un p√≤ sto cambiando e non voglio pi√Ļ attendere di trovarmi in chiss√† quale speciale congiuntura e per far poi chiss√† quale foto speciale. Le foto sono dentro di noi e se noi diamo una opportunit√† al nostro Io Creativo esso dialogher√† con il mondo intorno a noi e si creeranno speciali sinergie, la nostra disponibilit√† ed il nostro desiderio attira naturalmente la nostra piena realizzazione.
Questo scatto che vi dono oggi √® un momento di grande gioia per me, perch√© mi sono fatto dono di entrare in contatto con semini di grano che stanno germogliando proprio dentro casa e che sono curati amorevolmente da mia figlia Emma…e dal sole.
Buona domenica miei cari e cantiamo la vita che ci sta attorno, essa è speciale e parla a noi e di noi in continuazione, diveniamo armonia con le leggi e le forze attrattive che percepiamo e facciamo vibrare il nostro animo artistico.
Fermiamo gli impegni e mettiamo a tacere il giudice interiore “qui e ora” perch√© noi siamo creature speciali e speciali figli della vita e comunichiamo di arte e di amore e usiamo gli strumenti vicini al nostro cuore…e se √® una foto beh…che sia la benvenuta.
La foto oggi ha in se oltre al messaggio della vita anche una dedica speciale per una mia cara amica che compie gli anni, Concetta Maria a cui mando il mio pensiero e la mia energia, lei mi vuole tanto bene e io ne voglio tanto a lei.
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L’Io- Rompiballe. Questo si, quello no. Quello no, questo si

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Non vi √® familiare l’immagine di un bambino/a a cui non sta mai bene niente?
Se c’√® luce vuole l’ombra, se √® bianco vuole nero, se c’√® pasta vuole brodo, se c’√® pizza vuole gelato, se c’√® scarpa vuole ciabatta, se c’√® cartone animato vuole film e se c’√® film vuole un’altro film, se c’√® bici vuole palla, se c’√® caldo vuole freddo, se c’√® gente non vuole nessuno, se c’√® scuola vuole casa, se c’√® mamma vuole pap√†, se c’√® cioccolato vuole nocciola, se c’√® canzoni vuole libri, se c’√® disegno vuole cantare, se c’√® coccole vuole essere lasciato in pace, se c’√® gioia vuole tristezza.

Vi è familiare?
Non non parlo dei bambini in senso biologico…parlo del bambino che ancora vive in noi. Non vi trovate a volte a sentire a volte come il nostro caro io bambino sta ancora nel pieno di tanti capricci e non gli va mai bene niente?
Mah…a me mi pare tanto tutto molto familiare.
Oggi ad esempi ho sentito forte il mio Io – RompiballeūüėÄa cui non stava bene proprio niente.

Dono e Gratitudine. Il “Grazie” che ci fa crescere

sei_uno_scrittore_11_indizi_per_capirlo_00Antefatto: “A scuola in classe di¬† mia figlia necessitavano di zanzariere. Una coppia di genitori avutane notizia dalle maestre o avendo captato che c’era questa necessit√† si sono resi disponibili all’acquisto e montaggio. Quando la notizia √® approdata sul gruppo whatsapp molti genitori hanno ringraziato e molti hanno sottolineato che l’iniziativa andava condivisa nel gruppo e che ci si sarebbe dovuto far carico delle spese.”

Da qui mi è la mia riflessione sul dono e sulla gratitudine.
Come ci comportiamo quando riceviamo un dono?
Un dono √® un atto, per sua natura, di liberalit√† da parte di qualcuno verso qualcun’altro.
Non è obbligo accettarlo, un dono infatti si può anche rifiutare.
Nel nostro gruppo ci sono stati pi√Ļ “grazie”, quindi assumento il gruppo simbolicamente come un individuo affermo che in ogni persona c’√® un inclinazione positiva maggioritaria sul sentimento della “gratitudine” piuttosto che quella di recriminazione, che anche c’√®!
Alcuni non hanno gradito e in questo mi permettono di vedere alle ns parti, pi√Ļ coriacee e resistenti.
time-doctor-create-blog-post-without-writing-624x423Ricevere un dono ci mette nella gioia ma ci pu√≤ mettere anche in crisi (“non mi ha considerata/o – Anche io voglio contribuire – Era giusto condividere ecc ecc”).
Se agiamo la saggezza e contattiamo il dolore e teniamo per noi l’incazzatuta rinunciando alla reazione di indirizzarla verso l’altro ecco che la cosa che ci fa dolore per non essere andata come volevamo/desideravamo/ritenevamo giusto pu√≤ divenire un occasione per fare un passaggio di crescita per migliorare la qualit√† della ns vita.
In termini generali ognuno di noi nella propria storia ha motivi di recriminazione che frequentemente ricontattiamo proprio nelle situazioni tipo queste.
Le insoddisfazioni ed il dolore oltre a farci soffrire alimentiamo le pretese e attendiamo cos√¨ tutti – legittimamente seguendo el ragioni della ns mente –¬† di essere ripagati.
Vi svelo un segreto dalla mia esperienza: “Quel momento non arriver√† mai, facciamocene una ragione. E’ solo una sega mentale. Quella precisa forma di restituzione che tanto ci seduce non arriver√† mai.¬† E prima ce ne accorgiamo e prima smettiamo di alimentare la rabbia e le pretese che ci ingabbiano”. Come dice Antonio Mercurio scegliamo di essere felici e non di avere ragione.

In generale noi aiamo abituati a ricevere doni in situazioni convenzionali e da persone che conosciamo, accade ai compleanni ad esempio ed a natale ecc. Questi non arrivano all’improvviso e non ci “spiazzano”, sono attesi e noi ci posizioniamo gi√† preventivamente nella disponibilit√† e nella “normale aspettativa” di riceverne…insomma siamo pronti.

Ma come la mettiamo con le persone che non conosciamo e per i doni che arrivano come invasioni e senza avviso alcuno? Come la mettiamo con i doni che non sono stati chiesti? Che fare quando nella pancia morde la bestia della rabbia?

Ecco il mio suggerimento e non guardare al fuori “all’accadimento in se ed a chi ha fatto cosa” bens√¨ invito a fare un bel respiro e prendere tempo per centrarsi invece su ci√≤ che si prova e vedere in che modo se quella rappresentazione di situazione¬† attinenza storica nella propria vita.

thank you text on black and brown boardDecidiamo e scegliamo di essere saggie basta farci fregare dall’orgoglio e dalle pretese, non entriamo in dinamica con le umane imperfezionid egli altri (lasciamo correre e perdoniamo loro e noi), sintonizziamoci sul sentimento della gratitudine per ogni cosa che ci viene in dono e con questo sentimento (da alimentare tanto tanto) rinforzaiamo l’amore per noi inteso anche come esser disponibili a riconoscere i tanti doni che riceviamo ogni giorno, magari anche dalla macchina di fianco che pur avendo la precedenza ci lascia strada e magari dal collega che ci offre il caff√®… e rendiamoci disponibili a donare a nostra volta la gentilezza e la cura nonch√® il risultato della nostra crescita affinche√® possa essere di aiuto a qualcun’altro. L’arte di sentire dentro la gratitudine, di seminarcela nelle vene,¬† scioglie le pretese e ci apre alla ricchezza della vita, scioglie la rabbia e ci fa sentire bene.
Siamo grati ai doni, in ogni forma essi arrivano, non critichiamoli.
Siamo grati alla vita che anch’essa √® un dono ( il grande dono), in ogni modo e forma essa √® arrivata.
Siamo grati alla ns famiglia che ha fatto per noi il meglio che poteva.
Siamo grati a noi perch√® stiamo cambiando e ci stiamo riconcependo nell’amore.
Siamo grati, siamo liberi di sentire dentro la gratitudine.
Non abbiamo paura a dire grazie, ogni grazie che diciamo e un atto di amore per noi ed √® un dono che noi facciamo a noi stessi…credetemi.

Grazie ai genitori del compagnio di scuola di mia figlia per il loro dono e grazie a tutti i genitori che ogni giorno donano qualcosa.
Grazie a me che mi impegno tanto e che a volte riesco bene e altre un pò meno, e ora affermo di nuovo che mi voglio bene e che se sbaglio mi sintonizzo con il perdono per me stesso e scelgo di riparare facendomi dono della speranza.

Le foto sono prese in rete,¬† grazie a foto gratuite di WordPress per foto “Thank You” ed al sito http://www.sulromanzo.it per le due del bambino scrittore

Amore da sempre e per sempre

Cari tutti,
prendendo spunto da un commento dell’amica di blog Giuliana (che ringrazio) sul mio post dal titolo¬†Buona notte con Positivit√†_ 19¬†Luglio √® nato in me il desiderio di riportare anche qui una mia riflessione messa, appunto, in risposta al commento.
La pubblico per utilit√† di chiunque la possa trovare utile e di sicuro la pubblico per utilit√† mia per affermare e confermare la rotta per arrivare alla meta quotidiana di un miglioramento della qualit√† della vita e sempre di godere della gioia … che merito e che ognuno di noi merita ogni giorno.

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Photo by Carl Attard on Pexels.com

“Cara Giuliana, ho inteso nella mia esperienza che amarsi √® un dono che la vita ci fa sin dal nostro primo battito di vita e siamo da sempre contenuti nella potenzialit√† creativa positiva e piena d’amore della vita. Poi, siccome nella vita entra in gioco anche il dolore, ci capita di allontanarci dal big bang di imprinting d’ amore da cui siamo generati. Ci allontaniamo ma non perch√® questo nucleo si allontani, esso permane. Accade che le esperienze si accumulano e anche esse creano storicit√† positiva e negativa e queste ci fanno quasi dimenticare l‚Äôamore e sono rumori che non ci fanno sentire il suo pulsare. La reattivit√† al dolore che proviamo √® una modalit√† di risposta verso gli altri, verso la vita e verso noi stessi e una cosa molto diffusa e frequente. Se l’altro mi ha ferito, devo fargliela pagare. Se non ho realizzato quello che hanno gli altri, o loro sono fortunati e io sfortunato oppure loro sono bravi e io non sono bravo ecc ecc ecc. Queste reazioni che in un modo o nell’altro assolvono al compito di darci una risposta del perch√® e per come accadono/sono accadute certe cose. Esse, secondo me, sono forme attraverso le quali ci teniamo a distanza di sicurezza da dolori pi√Ļ profondi e di cui le ns reattivit√† e ripetitivit√† sono ambasciatori nel quotidiano e che – se vogliamo – hanno in se ( a vederle e ad averne consapevolezza) la potenzialit√† di poter cambiare e di poter rispolverare il ns nucleo di amore per farlo splendere imperituro e ascoltarlo. La potenzialit√† √® che quando abbiamo consapevolezza possiamo scegliere nella libert√† quale risposta assumere, se quella di amore per noi ( di perdono di qualcuno ad esempio e/o di noi stessi per non essere bravi ecc) oppure se scegliere le ragioni della voglia di riscatto dell‚Äôodio ecc.
Come capire quale è la scelta migliore?
Semplice, se quella di amarsi comunque vada e comunque sia produce benessere e migliora la ns vita beh…allora continuare.
Se la forma della reattivit√† e del perenne mantenimento del legame con la ferita che ci portiamo dentro ci danno malessere e non producono utilit√† beh…quella non √® una buona cosa per noi.
Buona o non Buona io la assumo nella misura in cui sono utili o no alla mia crescita ed al mio benessere ed alla mia gioia e da me al mondo fatto di persone con cui vivo e persone con cui mi relaziono a 360¬į. Grazie Giuliana della tua presenza e del tuo commento che mi ha suggerito questa chiacchierata con te ad alta voce e che ho desideri di pubblicare in uno specifico post tra pochissimo. Ti auguro una bellissima giornata all’insegnai di tutto ci√≤ che tu ami.”