Riemergere all’Amore.

Come Ulisse con le sirene anche a noi può capitare (a me capita) di seguire voluttuose derive di pensieri rabbiosi, vendicativi, rancorosi e distruttivi 🤢🤢🤢 rincorrendo falsi conigli bianchi e ologrammi alimentati a fumi di rabbia, pretese, veleni e dolori😣😣. Io? Proprio stamattina ho viaggiato tra le braccia di una seducente sirena. Poi la vita mi ha portato a frugare nel mio zaino e la mia mano ha ritrovato il “manuale del guerriero della luce” (con me sempre da oltre 12 anni) ed ho aperto una pagina a caso con il cuore voglioso di pace ed ho trovato questa risposta (foto in basso). Affermo: “Mio maestro interiore, scelgo di riemergere perché questi fondali non mi piacciono e mi fanno star male”.

Nessun moralismo…Capita, ci sta! Facciamocene una ragione ma soprattutto decidiamo di non starci nelle nebbie o sott’acqua come dice il manuale , ok abbiamo visto/rivisto la “solita storia”, in qualche modo ci serviva ricontattarla…ma ora riemergiamo ok😊😊! E quando capita non diamoci troppo addosso (doniamoci il massimo bene) …sono solo fasi tempestose di un lungo e avvincente cammino che siamo noi e che è la vita. Se vi chiedete perché lo facciamo beh io rispondo che forse lo facciamo perché ci siamo avvezzi – lo facciamo da una vita, ci è quasi familiare e poi in giro lo fanno tutti !! – e poi è una reazione immediata della nostra mente quando siamo sotto pressione e riviviamo dolori antichi.

Dico che è un bene che “vediamo” e dico che andiamo oltre e scegliamo di condividere la speranza così aumentiamo la ns consapevolezza di essere navigatori e creatori di bellezza per noi e per la vita e poi se qualcuno anche ora sta in fase tempestosa chissà che non possa trovare in questo post di condivisione un approdo utile per riemergere😀…dai amico…aggrappati e tirati su. Buona settimana a tutti

Nessuna colpa, sono cose della vita.

Quando accade qualcosa di brutto e ci assale l’angoscia e l’impotenza ci parte la ricerca del colpevole “fuori”. Perché una persona muore all’improvviso? Perché il tuo amico a 4 zampe rischia di morire? Di chi è la colpa. Tendiamo a cercare una soluzione ed una giustificazione “comunque” per non contattare il dolore freddo dell’impotenza. E se un colpevole fuori non lo troviamo allora forse i colpevoli siamo noi, perche non siamo stati attenti ecc! Lo pensano i bambini, lo abbiamo pensato noi da bambini, lo penseranno i bambini che verranno. Che fare allora? Dobbiamo imparare a “starci” ed a accettare che certe cose succedono e fanno male come se ci schiacciamo le dita ad una porta…fa un dolore bestiale. Accettiamo che non siamo perfetti ed onnipotenti e se vi accettiamo a fondo seminiamo terreno fertile per il perdono e ulteriore amore da far crescere in noi, da usare e da mostrare per insegnare ad altri ed ai bambini che accadono incidenti nella vita e che si chiamano incidenti proprio perche non è colpa di nessuno…ma non per questo quando accade fa meno male.

In fede

Un progetto, un fiore un giorno, gemito e armamento. Fede, come amore e fiducia. Segno, solco d’impegno e tempo a fendere paure. Ogni giorno potenzialità di scelta d’amore, ogni secondo potenzialità di salvezza. Costante di ogni tempo la libertà…e la sua ebbrezza.

Arrendersi alla “Liberta

candido-vessilloAutore: mi capita spesso che persone che conosco poco e niente mettono a nudo alcune mie “menzognucce”, di loro tempo fa ebbi modo di dire che sono portatori di doni a loro insaputa.

Ecco che in una mattina di pioggia di un febbraio particolarmente pungente sto per partire per andare a lavoro in moto quando una voce dice: “Vai ancora in moto? Certo che “tu non ti arrendi proprio mai!”.

Colpito e affondato.
E’ da tanto, troppo tempo, che dico che voglio trovare una soluzione alternativa al dovermi muovere in moto per andare a lavoro.  Crescere per me passa a volte da atti di resa verso delle parti mie che non sono proprio di “amore per me” contro cui intavolo delle battaglie che però mi distraggono dall’obiettivo primari che è “godere della vita e stare bene”. Affermo dunque che devo arrendermi:

– alla mia testardaggine, di sicuro;
– alla lotta contro sensi di colpa, quelli sono cani che latrano e deviano il mio cammino di crescita;
– all’accettare che alcune cose non le posso cancellare, ma devo assumermi le mie “carogne” con responsabilità ed agire per trasformarle (vedi il mio rognoso Io Fetale, quello che la mia amica di Blog Benedetta nei commenti al prcedente articolo ha chiamato anche “il muflone” );
Il re è nudo e spesso ci facciamo sedurre e derubare da ostacoli interiori che ci tengono fermi nei “non posso”.

E Voi a cosa vi volete/vorreste arrendere?

Elliot 3. Bye Bye rancore

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Metti Elliot ad esempio, e metti uno come me che è giusto un “pochino” rancoroso. Metti che lui ad esempio dopo giorni di “successo” un bel giorno ti fa i bisogni in casa, Metti che mi sono incavolato 😤😤😠😠: “Tu questo e tu quello … io così e io colà ecc ecc”. Ma lui è un cucciolo di cane, titolare di tanto pelo ed istinto con cui c’è poco da parlare. Quindi mi sono piegato e ho pulito … poi ho pensato e riflettuto🤔.

Lui, Elliot, esprime ancora tanto istinto e reattivita (confido nell’addestramento😅); queste caratteristiche però sono anche mie (e vostre?) di quando qualcosa non mi va bene o mi addolora e me la prendo tanto, troppo.

Quando la mia rabbia va fuori dal recinto dell’evento contingente a me si accende ogni volta un ALLERT☠💣 e senza voler giustificare il malcapitato di turno quando la rabbia va oltre mi aiuta la consapevolezza che il mio Io Fetale é sempre pronto a battagliare.

Cos’è Io Fetale? (Il termine non é mio ma preso a prestito dall’Antropologia Personalistica Esistenziale – in sigla APE).

Parte teorica breve breve, lo giuro🤓: L’ Io fetale è quella parte della ns “personalità” che si struttura sin dalla vita intrauterina ed in risposta agli stimoli che riceviamo. L’Io fetale vive male le frustrazioni, le paura, è la ns dimensione incazzosa 😡; quando pure sembra che “lascia correre😇” poi tende a conserva dentro l’intendimento di rivalsa😏. In “utero” il ns rabbioso ragazzotto “io fetale” vive una realtà complessa ed ambivalente, da un lato vive un senso di grandezza perchè come embrione prima e feto poi lui/io/noi ci percepiamo come “il tutto” (AMORE, Assoluto e Onnipotenza), dall’altro vive un senso di grande debolezza perchè nei fatti “l’utero ed il mondo fuori” sono più forti di lui/io/noi al punto che se vogliono possono anche finire la partita e GAME OVER 😨😨(ODIO, Dolore, Impotenza). Questa ns dimensione ” Fetale” non si dissolve e non scompare con il parto ma permane come uno dei tanti elementi della ns complessa e ricca personalità.

Se dal concepimento alla nascita abbiamo avuto esperienze difficili e dolorose, vedi ad esempio 1. una fase di stress della mamma 2. una mamma spaventata 3. una mamma addolorata e che magari pensa di interrompere la gravidanza perché non desiderata ecc, allora ci può stare che a tale dolore, frustrazione o senso di minaccia si possa essere sviluppata una qualità emozionale e decisionale di tipo reattiva e rabbiosa.

Tali tipologie di risposte fetali possono permanere e caratterizzare la qualità delle risposte che diamo e delle decisioni che prendiamo nella vita da grandi e ce ne accorgiamo quando ad esempio 1. perdiamo il lavoro 2. la ragazza/o dei ns sogni non ci si fila 3. non ci sentiamo valorizzati ecc ecc. Può accadere e spesso accade che le ns risposte vanno ben oltre il problema contingente e assumono connotazioni epiche. L’io fetale é scemo!

Dunque che fare? Io consiglio di accrescere la consapevolezza e la conoscenza di se per non subire e inseguire ad libitum intendimenti “fetali” (la famosa rivalsa) che in tanti casi si presentano anche sotto vesti seducenti come “senso di ingiustizia, spirito del guerriero, intendimento di rivalsa e di vendetta (stile Edmond Dantes il “Conte di Montecristo”).

Come fare? Lavorarci sopra perchè queste vesti seducenti sono veleni per la nostra vita e in realtà ci tengono fermi al palo o peggio ci fanno naufragare sugli scogli come le sirene di Ulisse.

Perchè farlo? Noi meritiamo di “godere della felicità” e di realizzarci invece che rimanere ancorati a antichi traumi ed alla fissazione rabbiosa di una ns parte scema.

Dobbiamo farlo per forza? No, Scegliete voi. Io consiglio di farlo, io ci lavoro e non vi nego che sono tante le volte che il mio Io Fetale si mette in cattedra e vuole comandare lui. Ma Lui Non Deve Comandare👨‍✈️👨‍✈️!!!! E noi dobbiamo essere bravi a stanarlo.

Torniamo a Elliot e a me dunque dopo il pistolotto teorico, sorry mi é scappato 🤗. Con Elliot la partita è persa… ed il mio rancore va a farsi benedire (alleluia).

Con lui, come con il mio Io Fetale ho ben poco da dover ragionare. Elliot mi piego e pulisco e l’Io Fetale pure lo DEVO piegare.

Fanno errori gli altri e ne faccio anche io ( e voi?) e quando accade come con Elliot Bye Bye rancore e lavorare, riparare e ricostruire … che la nostra vita la deve condurre il ns Io Adulto per nascere per intero…costi quel che costi!

Ciao A tutti e se siete arrivare a leggere fin qua sotto vi dico che mi sento onorato e grato…miei eroi 😘😘. E sono grato a tutti gli uteri del mondo che donano seppur in modo imperfetto e con corredo di dolore ” l’opportunità”…prendere o lasciare, io scelgo di prendere😁😁… e voi vi opportunitate?

Pro Homo

“E’ nel cuore dell’uomo che si decide il destino dell’umanità”  (Antonio Mercurio)
“La guerra è bella anche se fa male”, (F. De Gregori).

wpid-fotor_143265144454470.jpgSpalmato sulla poltrona vedo un programma in tv per i 100 anni dalla 1° Guerra mondiale. Mi colpisce la cura narrativa,  la ricercatezza e la qualità della proposta editoriale fatta di ricordi,  fatti personali, fatti strategici, errori militari, partecipazione di gente, enormità di vittime. Mi colpiscono le lettere dal fronte a rassicurare le mamme dicendo che “va tutto bene” a parte il freddo, mi colpisce la mancanza di ambivalenze, mi colpisce la mancanza di dubbi ed il fatto che non era previsto avere dei dubbi. Colpito e affondato, un pugno allo stomaco, decido di spegnere “solo” la TV per dire la mia 🙂 .

Oggi parlo di guerra.
La proposta di Antonio è chiaramente impegnativa, responsabilizzante.
La frase di Francesco narra e canta di umane idee perduranti, depositate nella memoria cellulare che suona più o meno come una cosa che “e’ cosi…punto!”, e quindi cantabile 🙂 a squarciagola … tanto non dipende da noi che abbiamo ereditato la vita “già così”.

Perché la guerra è bella? Per me essa è un grande contenitore di “senso”, nè buono nè cattivo… un “senso” Punto!

wpid-fotor_143265176076715.jpgNegli scenari di guerra i dubbi, i “forse” ed i “ma” scompaiono.  Le mezze misure ed i dubbi paiono dissolversi di fronte ad un senso di “dovere”. Forse la guerra è bella perché alimenta l’illusione di uscire dalle ambivalenze della vita quotidiana, dalla insoddisfazione, dalla tensione di essere se stessi, darsi un progetto e continuarlo, essa alimenta l’illusione (solo mentale) di poter avere una seconda opportunità per ricominciare la partita.  Tutto questo è falso.

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Tutti cerchiamo soluzioni ai conflitti, ma quelle armate hanno fallito o avuto breve durata; altre ipotesi vanno esplorate. E se funzionano è bene continuare.

Buon viaggio ai ricercatori di senso, a chi decide di farsi aiutare per poi aiutare a sua volta e agli aiutati che aiutano, e agli aiutati che aiutano e ancora … e ancora.

daZeroaInfinito.com … No War Blog 🙂

Tsunami di Libertà

ImmaginePer valutare gli effetti di un maremoto l’uomo ha messo a punto il Pacific Tsunami Warning Center (PTWC),  è un sistema complesso di boe dislocate negli oceani ed ha la funzione di captare segnali. Dall’insieme dei segnali che capta, dalla loro elaborazione, si comprende se da un maremoto si è generato o meno uno Tsunami.

Oltre a questi ci sono anche gli tsunami esistenziali, e su questo come ci organizziamo? Ho pensato di fare un giro sul mare vasto,  ricco, complesso e misterioso vita umana, specificatamente seguendo la rotta delle situazione in cui “L’uomo ha paura e va spesso KO”.

Ci sono situazioni, persone, argomenti, pensieri, immagini (a ciascuno le sue 🙂 )  intorno alle quali si alimentano pensieri spaventosi, persecutori direi.

Ipotizzo che da ognuna di queste situazioni umane arrivano informazioni alla persona (proprio come al PTWC ), sia dalle situaioni nel presente che del passato

Prese singolarmente, tanto le situazioni umane quanto i segnali delle boe oceaniche, hanno una scarsa o limitata utilità. Isolatamente sono difficili da interpretare, comprendere. Scientificamente e umanamente si può sbrigativamente archiviare preziose informazioni  come “Fenomeni naturali imprevedibili” – gli Tsunami – e “Cose della vita, disgrazie, sfighe ecc” – le paure  e le cose umane.

Tornando al lato umano dico che SE le informazioni (esperienze) vengono valorizzate, messe in rete e collegate tra di loro, confrontate e accettate ( quando sono spiacevoli ) magari si può anche ipotizzare cosa stà succedendo giù nel profondo di noi, dove l’occhio e la razionalità da sole non arrivano a “vedere”, o non vogliono vedere.

Colleghiamo mente cuore e pancia e proviamo ad esplorare l’idea che una emozione di paura circostanziata forse non si è generata solo per un “fatto in sè” ( ad esempio un esame universitario, un colloqui di lavoro, andare incontro alla persona amata …ecc ecc), quanto piuttosto da un movimento tellurico esistenziale avvenuto più giù nel profondo del nostro animo. Insomma che l’evento in se possa essere solo il “visibile” di un motivo di fondo che non conosciamo o che non siamo ancora forti da riconoscercelo.

Ad esempio?

Due sono le grandi forze che governano le azioni umane, l’Amore e l’Odio. Di qualità uguale ( atti d libertà)  ma di segno opposto.

Se arrivano segnali di paura possiamo ipotizzare che c’è stato un movimento di forze di segno negativo.

Proposta di verifica. Mettete insieme un paio di situazioni, pensieri, luoghi e persone che vi mettono KO 😦 organizzate i dati. Provate a fare un ponte storico temporale tra momento presente e altre situazioni del passato similari  ( se ci sono state ) e vedete se è possibile ipotizzare che la cosa ha semplicemente una “ripetizione”.

Se i dati confermanoche c’è effettivamente una ripetizione che facciamo?

Beh, niente e tutto. Possiamo anche fermarci qui. Oppure possiamo vedere oltre.

Se vogliamo vedere oltre allora ipotizziamo che in qualche modo ed in qualche momento dentro di noi si è creata una grande falla/frattura tra noi e la capacità di amarci. Da quella falla è scaturito un noioso, obsoleto, automatico e ripetitivo Mantra che recita pressappoco così: “Tu non puoi…Tu non devi…Tu non sei capace…non ce la farai ecc ecc” :-(.

ImmagineVi dico che se vi ritrovate nella descrizione potete intanto essere felici. Si … perchè quella scoperta può essere un vero  tesssssoro. Dipende di nuovo da noi che valore dargli.

Le cose cambiano sapete? In meglio o in peggio cambiano, dipende da noi. Non vedete all’orizzonte spuntare la parola LIBERTA‘.

Ora ci può stare di pensare: “E dove cakkio stanno la Libertà e la felicità se veniamo messi KO?”

La libertà la individuo nella possibilità di poter scegliere. Quando sentiamo un segnale negativo possiamo agire (se lo vogliamo) una decisione positiva di compensazione.

oscarLa libertà è il potere di scegliere di mettere in campo energia  sana, nuova, creativa e costruttiva. All’inizio sarà un casino, ma gradualmente la cosa sarà sempre più immediata e i risultati arriveranno, ci prenderete gusto e vi piacerà… ve lo garantisco.

Noi siamo potenzialità. Da potenzialità ad attuazione c’è da fare un pò di strada, ci vuole lavoro e sudore, muscoli e anima.

Ma se avete disseminato boe esistenziali lungo la vostra vita – e state pure leggendo questo lungo articolo 🙂 – di sicuro siete coraggiosi e tenaci.  Abbiamo il potere di scegliere e creare la vita che desideriamo giorno per giorno, nuova decisione dopo nuova decisione…da zero all’infinito :-).

Sono prossime le vacanze, sono prossimi gli esami di maturità, sono prossime un sacco di cose. Occhio al pannello di controllo, controllare i sensori e forza con e le decisioni nuove e positive. Yes We Can!

daZeroaInfinito.com 🙂