L’amore ci salva la vita

Le Leggi della Vita di A. Mercurio.

“Impegnati come siamo ad odiare, ad allontanare gli altri, a rimanere ancorati al passato con la pretesa infantile che colei o colui che sono stati mancanti nei nostri confronti tornino a riempire i nostri oceanici vuoti, perdiamo completamente il contatto con il nostro S√©, con noi stessi non vedendo, invece, la nostra capacit√† di riempire il vuoto con un atto d’amore.”#LeLeggiDellaVita pag. 25 ( https://www.facebook.com/mercurioanton/ )

Non abbiamo paura di contattare il dolore che si affaccia nelle nostre vite. Con l’amore, l’arte e la saggezza possiamo trasformarlo in energia per crescere.

Antonio Mercurio √® un uomo che ha donato e dona all’umanit√† una strada per riuscire a superare i momenti dolorosi che incontriamo nel nostro cammino; l’insieme di pensiero, discipline e metodologie di lavoro ci permettono di poter trarre da queste esperienze le energie necessarie per quei passaggi di crescita – quelle trasformazioni –¬† necessarie per evolverci. Chiaramente non si cresce solo dal dolore, ma dato che esso √® un esperienza che tutti prima o poi facciamo allora ecco che anche da questa, come dall’amore, possiamo attingere energie utili per realizzare il nostro progetto.¬† Antonio_400x400

Il dolore si può trasformare. Uno degli ostacoli maggiori è insito nella difficile relazione che abbiamo con questo aspetto della vita.

Il dolore cerchiamo di non incontrarlo, e quando le nostre strade si incrociano cerchiamo di cambiare percorso, di non vedere, di non sentire, ci distraiamo, ci anestetizziamo, rimuoviamo. Non √® facile far entrare l’esperienza del dolore nella nostra vita, la sua presenza in molti casi ci spaventa perch√© arriva come una minaccia pronta a far saltare in 1000 pezzi il castello che con tanta fatica teniamo su. Carico di tutto questa virulenza comprensibilmente agiamo strategie difensive, non c’√® da sentirsi in colpa se abbiamo paura. Ognuno di noi ha il diritto di difendersi dal dolore e di entrarvi in relazione con i propri modi e tempi.

Nella vita di tutti comunque esso è presente e il mio messaggio e la mia riflessione che condivido con voi è quella di lavorare per crescere, lavorare per armonizzare, lavorare per integrare.

Antonio Mercurio ci offre una prospettiva ed a lui non manco di indirizzare tutta la mia gratitudine. Come le piante sintetizzano sole, terra e acqua allo stesso modo anche noi siamo chiamati a fare continuamente la sintesi di opposti. La nostra vita √® fatta di tante esperienze e ogni volta possiamo scegliere di unificare le cose luminose con quelle meno brillanti. Quello che ne deriver√† sar√† una sintesi speciale, la nostra luce nuova e la nostra nuova identit√† pi√Ļ ricca perch√© piena di esperienze tra loro anche opposte.

La vita non sempre va come vorremmo noi e c’√® sempre una identit√† nuova da acquisire, che ancora non conosciamo. Dobbiamo aprici alla ricchezza della vita, ci si apriranno occhi nuovi ( cit. Liberamente Ispirata alle Regole per la navigazione notturna degli Ulissidi di Antonio Mercurio)

Vi saluto cari amici con un messaggio di speranza, entrare in contatto con il dolore √® possibile e se ci sentiamo bloccati dall’immagine di noi di persone che “non devono avere

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paura” allora scrolliamocela di dosso questa menzogna e esprimiamo liberamente le nostre paure. Questo √® il cammino che ci porta ad aprire il nostro cuore ed a rinforzarci con atti concreti di amore per noi, amore che arriva dall’ascolto e dalla consapevolezza ed amore si rinforza e ci nutre con atti di decisione ad uscire dalla paura narrandola. Perch√© non c’√® nulla di colpevole nell’avere paura. Siamo figli speciali della vita, tutti ed in ognuno di noi √® instillato il progetto della vita stessa. Siamo co-protagonisti della evoluzione umana e qualsiasi cosa accada non saremo mai realmente soli, indirizziamoci ad ascoltare il nostro S√© e impariamo a dialogare con la vita che pulsa dentro di noi, parliamo e apriamo il nostro cuore, chiediamo in dono ogni segnale ed ogni aiuto e stiamo sin da ora certi e felici che ne arriveranno di ricchissimi e che ci sosterranno nel nostro cammino per divenire padroni e artisti della nostra vita. Il dolore di pu√≤ trasformare, lo fanno in tanti da sempre ed √® una capacit√† umana presente in ogni persona. Non Aggiungo altro. Buon lavoro a tutti noi e buone vacanze.

 

Le Dirette del “Benessere”. Amo il mio S√©:Artista della Vita

Cari amici condivido con voi la registrazione della diretta instagram di quelli che io chiamo “i venerd√¨ del benessere”. Sono momenti speciali in cui l’Istituto Solaris, i direttori e gli aderenti al movimento cosmoartistico insieme approfondiamo delle tematiche sui temi della crescita personale e della piena realizzazione di noi stessi come persone.

Lo scorso 24 luglio la counselor Giulia Petruccetti ci ha fatto dono della lettura del suo¬† bell’articolo dal titolo “Amo il mio S√©: Artista della vita” pubblicato sul magazine on line www.solaris.it.¬†

Tanti interventi per esplorare un tema importante e che mette in luce l’importanza di far crescere l’alleanza con la nostra saggezza interiore e che ci guida nello sviluppo del nostro essere e divenire sempre pi√Ļ e le persone speciali che siamo. Un tema ampio, me ne rendo conto,¬† ed in questa occasione tutti noi abbiamo dato un nostro contributo consapevoli di non poter esaurire la dimensioni profonda del S√©.¬† Sono grato a questo progetto che mi ha permesso di poter intervenire come counselor e membro del movimento Cosmoartistico per donare anch’io un contributo al tema. Il S√©, questa parte nostra tanto sconosciuta, √® bene che con sempre maggior convinzione entriamo in alleanza. Alleiamoci con l’amore ed il nostro progetto profondo sempre e non solo per avere forza quando siamo in difficolt√†. Il S√© ci guida in ogni momento, √® come le stelle per i marinai.¬†

Vi auguro come sempre una buona visione e buone vacanze a chi è in vacanza. 

 

Armonia

Buongiorno amici,

le nostre mani frequentemente chiedono di avere qualcosa da fare, da creare. Quando i pensieri e i mille impegni ci bloccano proviamo a seguirle e vediamo cosa hanno da dire, cosa hanno da creare. A me oggi hanno chiesto di creare per non dar troppo peso a emozioni di rabbia. Le cose che facciamo sono importanti pi√Ļ di tutte le parole che possiamo dire.

Tutto ci√≤ che facciamo – se lo decidiamo – pu√≤ tendere all’armonia. Qualche giorno fa durante uscite piovose mi sono fermato a riprendere la pioggia ed oggi ho messo insieme quei video con la richiesta delle mie mani di creare. Ho messo una chitarra a disposizione delle mie dita e sono venuti fuori tanti arpeggi, un pezzo √® diventato la colonna sonora di questo video.

Cos√¨ possiamo fare nelle vita, credo, armonizzare le nostre esperienze, le diverse tonalit√† e di emozioni e farne a modo nostro “arte”.

Buona visione e spero vi piaccia, a me piace tanto. ūüėĬ†

Crescita personale: Abbiamo bisogno d’amore e di contatto.

(…)C’√® bisogno d’Amore sai Zio per tutto quanto il mondo. Di un overdose d’amore(…).Cit Zucchero.

Noi abbiamo un bisogno, e si chiama Amore. Ma non solo questo, anche del contatto abbiamo bisogno ed abbiamo bisogno di sentire e di essere toccati e di toccare, di vedere, parlare e ascoltare. Ne abbiamo bisogno e quando tutti questi aspetti fanno parte della nostra vita possiamo sentire scorrere in noi il benessere e se lo osserviamo bene vedremo scorrere ai suoi piedi quel che resta degli ostacoli e del malessere. Abbiamo bisogno di essere soggetto ed oggetto di queste qualità ed attenzioni umane, esse ci arricchiscono e ci sostengono e ci rimandano un messaggio fondamentale, che noi siamo vivi ed esistiamo.

Frequentemente andiamo in “sbattimento esistenziale” e queste meraviglie per l’anima non riusciamo a sentirle ed a agirle e non riusciamo ad essere umili da chiederle.

Quando siamo gi√Ļ ad esempio noi vorremmo tanto parlare con qualcuno, vorremmo tanto raccontare ogni cosa di ci√≤ che riempie la nostra mente di pensieri vorticosi e di paure eppure facciamo fatica. Frequentemente preferiamo mettere mano al portafoglio per andare dallo psicologo e per svuotare nel suo studio tutto il nostro contenuto interiore, e questo √® comunque un bene, √® comunque una cosa positiva, √® comunque un movimento di crescita e di cura verso quel passaggio e quella domanda di crescita che abita in noi.

Abbiamo bisogno di tutte queste cose e dico che prima ce ne rendiamo conto e prima le daremo il giusto conto nelle nostre esperienze umane. Riuscire a soddisfare in modo sano ed autentico questo bisogno far√† splendere la nostra luce e ci nutriremo di una ricchezza e di una bellezza senza eguali, nell’altro e nelle relazioni noi troviamo anche noi stessi, ci conosciamo, viviamo, ci amiamo. Con gli altri nella reciprocit√† possiamo essere alleati della crescita e del benessere, √® prezioso avere progetti corali e condivisioni, sono pratiche attraverso le quali le nostre attitudini, un tempo naturali e spontanee, ritrovano un varco da sotto la cortina dell’orgoglio e delle pretese per tornare a respirare e riscoprire sorridente che gli piace tanto, un sacco e una sporta.

Amiamo, quindi, amiamoci e lasciamo che l’amore venga a noi ci sentiremo vivi e benissimo.

Crescita personale: L’umilt√† come strumento spirituale per riconoscere ed eliminare le pretese.

Antonio_400x400Esprimo gratitudine ad Antonio Mercurio per il dono immenso di discipline e conoscenze, fonte di ricchezza per la mia crescita personale e per il lavoro con i miei clienti. Se leggendo desiderate approfondire la tematica e se la sentite di vostro interesse sappiate che io sono disponibile e quindi potete sicuramente contattarmi e sarò ben lieto lavorare con voi anche on line. 

Per parlare del tema delle pretese mi far√≤ guidare dal racconto del mito di Ulisse,¬† come narrato da Omero,¬† e dal pensiero di¬† Antonio Mercurio che nella sua opera “Ipotesi su Ulisse” ci presenta un il re di Itaca come prototipo dell’uomo che nel suo viaggio trasforma i propri veleni e fa della sua vita un opera d’arte.

orologio_interna-nuovaOk Partiamo…andiamo un p√≤ indietro nel tempo, andiamo al tempo sempre vivo del mito.

E’ la sera prima della strage dei Proci e siamo nella reggia di Ulisse. Il re tanto atteso, cerca di dormire, sotto le sembianze di un mendicante, ma √® irrequieto il suo animo e tanti dubbi lo tormentano.

Stana indecisioneūü§Ē! Eppure fino a poco prima era forte la sua determinazione e non vi erano dubbi sulla volont√† di annientare i pretendenti, avidi e pieni di pretese, che gli divorano le ricchezze, gli insidiano la moglie e minacciano di uccidergli il figlio.

Eppure ora che tutto √® quasi pronto ecco che il suo animo ora si agita, √® ambivalente la sua decisione, … intanto nel salone i proci si divertono con le ancelle, fa fatica il suo spirito e l’eroe prega:

“CUORE, SOPPORTA! SOPPORTASTI BEN ALTRA VERGOGNA, QUANDO IL CICLOPE MANGIAVA, CON FURIA IMPLACABILE, I FORTI COMPAGNI; E TU SOPPORTASTI, FINCHE’ L’ASTUZIA TI TRASSE DALL’ANTRO, QUANDO CREDEVI GIA’ DI MORIRE”.

Ulisse si chiede anche: “Ce la far√≤ io da solo?”

Quindi anche Ulisse ha il suo momento di svalutazione e paura. Quindi non vogliamocene quando capita anche a noi¬† di essere in difficolt√†ūüėÄok?

In questa tempesta interiore ecco che di nuovo Atena interviene, lo sostiene e lo incoraggia. Atena alleata di Ulisse nell’odissea,¬† ma Atena (ci dice Antonio Mercurio) √® per noi la nostra saggezze interiore che ci indica sempre cosa √® bene fare e che fa dissolvere i dubbi.¬†¬†

Ma un altro dubbio pi√Ļ profondo disturba Ulisse, ed √® quello di eliminare le pretese rappresentate dai proci.

Odissea_Ulisse_mendicanteI Proci, i giovani principi che ambiscono a prendere il posto di Ulisse, ci dice Antonio Mercurio nel suo bellissimo libro ” Ipotesi su Ulisse”,¬† possono essere visti come rappresentanti simbolici delle pretese che albergano nell’animo umano. Nell’Odissea i Proci sono numerosi , ci dice Omero. Tante pretendenti ci sono nella casa di Ulisse e tante sono le pretese che albergano nel suo animo ancora nonostante i mille patimenti, ci dice Antonio Mercurio.¬† La richiesta dei Proci di avere un successore alla guida di Itaca √® legittima, a ben vedere, ma quello che ci preme ora rilevare √® come a monte di questa motivazione esteriore poi ne profondo li muove un avido desiderio di divorare e depredare la casa di Ulisse e di insidiarne la sposa ed il potere.

Dopo aver tanto agognato il ritorno, Ulisse √® combattuto proprio sulla linea del “traguardo”. Questa immagine ben esprime come anche per noi arrivano i dubbi sulla “soglia” del cambiamento tanto desiderato. Il dubbio si lega con il fatto che il cambiamento √® doloroso e richiede di far morire (simbolicamente, sia ben chiaro) delle nostre parti e questo non sempre √® facile e ci mette in contatto con le nostre fragilit√†. Ma come un messaggio di fiducia √® nell’Odissea, la dea Atena, allo stesso modo un messaggio ed un indicatore forte di fiducia e forza √® in ognuno di noi, la nostra saggezza interiore (ci dice Antonio Mercurio).

Quindi in questo cammino non siamo soli, ci vuole impegno ma è di sicuro successo.

Chiss√† quante sono affollate di pretendenti le stanze del nostro mondo interiore e quanto sono velenose le pretese che dentro si annidano vantando sacrosante ragioni. Le istanze dell’ “IO VOGLIO, IO PRETENDO” chiss√† quanti followers hanno. In tutto l’umano albergano legittime istanze di crescita, e questo √® sano. Accanto a queste motivazioni sane ed in armonia con le leggi della vita ve ne sono altre che non hanno nella crescita il fine autentico ma perseguono piuttosto il desiderio di riscatto, di risarcimento costi quel che costi. Accade questo perch√© il dolore che sperimentiamo nella vita se non viene conosciuto, accolto e trasformato pu√≤ alimentare il risentimento e questo ci devia dalla “sana crescita”; il risentimento pu√≤ sedurci con miraggio che la “sana crescita” coincida con le ragioni del¬† riscatto, della vendetta, del tanto ambito risarcimento per il dolore patito. Pressappoco succede che questo obiettivo diviene “l’obiettivo”, e ci deruba e divora le nostre energie creative e ricchezze.

Questa posizione avvelena e depreda la nostra reggia, il luogo della nostra vita risiede il nostro potere sano e l’arte di essere signori della nostra vita, il luogo dove con saggezza decisione ed arte costruiamo la nostra potenza reale fatta di capacit√† di accogliere, di perdonare, di riparare e di essere costruttivi, realizzare i nostri sogni e stare bene!

Spesso inconsce e ben camuffate le istanze di “IO VOGLIO, IO PRETENDO” sono frequentemente in pole position a motivare le nostre decisioni.

unnamedLa pretesa √® ogni volta che l’altro DEVE essere o fare qualcosa per noi. Cos√¨ l’altro ha tante facce, l’altro √® la vita,¬† lo stato, Il presidente del consiglio, i medici, i ricercatori che in questo momento devono trovare il vaccino, il sistema politico, i genitori, il partner,¬† gli amici, gli insegnanti, la tecnologia, il modem, skype, il datore di lavoro, il vicino di casa, il comune, l’amministratore di condominio ecc ecc.

Le pretese inquinano la nostra progettualità sia personale che di relazioni con gli altri e di questo è bene che ne abbiamo consapevolezza. In questo modo saremo sempre liberi e padroni della nostra vita.

Che fare allora per venire fuori da questo ginepraio di pretese? Un primo suggerimento √® l’umilt√†, ovvero osservare e conoscere a fondo le nostre pretese e poi rinforzare l’alleanza con il nostro S√©.

Ma torniamo al nostro eroe ed ai dubbi ed alle paure, e veniamo anche a noi.

Atena non ha mai abbandonato Ulisse anche se lui ogni tanto perde la fiducia. A

Cos√¨ gli risponde Atena: ” Ostinato! ci si fida persino d’un compagno pi√Ļ debole, che √® pure mortale e non sa tanti accorti pensieri; ed invece io sono la dea, che sempre veglio su di te in tutti i travagli. Ma ti dir√≤ apertamente: ci accerchiassero pure cinquanta drappelli di uomini splendidi, bramosi di ucciderci in guerra, torresti anche ad essi i buoi e le pecore grasse. Ma il sonno ti colga: anche questa √® una pena, vegliare, desto per tutta la notte; uscirai presto dai mali”.

Beh cari, con questo invito di Atena vi saluto e rilancio ancora l’invito a tutti¬† di accrescere la conoscenza di noi, delle nostre parti luminose e quelle no,¬† per non lasciare che le pretese divorino la nostra vita e la nostra bellezza. Come Ulisse con i Proci anche noi restiamo centrati e pronti ad eliminarle… senza esitazione. in alleanza con il nostro S√©.¬† Con questa centratura e le decisioni d’amore noi diverremo sempre pi√Ļ e sempre meglio i padroni della nostra vita e artisti della nostra vita.

Se desiderate approfondire la tematica e se la sentite di vostro interesse potete sicuramente contattarmi e sar√≤ ben lieto lavorare con voi anche on line per fare un percorso di crescita “insieme”.

 

 

 

 

 

Domande per crescere al tempo del Coronavisus: “Quando Finir√† questa storia?”. Noi…Antonio Mercurio e il Mito di Ulisse

Già, ci chiediamo tutti: ma quando finirà?
I tecnici dicono che sar√† una lunga e lenta planata il ritorno alla normalit√†, o comunque ad un nuovo modo di vivere che impareremo a chiamare “normalit√†”.

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Certo ci auguriamo tutti che i ricercatori mettono a punto in breve tempo un  farmaco o un vaccino così da poter accorciare i tempi. A loro da questo post mando tutta la mia e energia.

Ora per√≤, mentre loro fanno il loro lavoro, noi che facciamo? Anche noi possiamo fare qualcosa e anch’io voglio fare il mio lavoro, cos√¨ ecco che come Persona, come Counselor e ricercatore in Antropologia Cosmoartistica guardo al mondo dell’umano e mi interrogo sul “Quando finir√† questa storia, ovvero,¬† quando finiranno le tante storie che ci impediscono di crescere e di approdare al tanto sognato cambiamento per stare bene ed essere felici?

Usiamo il simbolismo e per un momento vediamo il Coronavirus come alla rappresentazione fuori nel mondo di parti umane, parti nostre, e precisamente come rappresentazione di quelle parti nostre velenose che se non riconosciute e se lasciate libere di agire infettano e devastano la nostra vita, penso al veleno dell’odio al veleno dell’orgoglio, al veleno della volont√† di potenza e di voler dominare gli altri, penso alla svalutazione, penso lamento, penso a tante forme virulenti che a volte agiamo nelle relazioni con noi stessi e con gli altri.

Cos√¨ ecco che la domanda arriva alla nostra coscienza oggi in modo pi√Ļ chiaro, dalla situazione planetaria ed in tutte le lingue si √® diffuso il messaggio che “bisogna fare qualcosa”. In questo momento in cui abbiamo preso consapevolezza del problema stiamo lavorando tutti a contenere il contagio e la diffusione. In questo modo l’ Io Adulto presente in ognuno di noi “qui e ora”, ed in alleanza solida con la saggezza interiore e¬† tutto il seguito di qualit√† positive umane che abbiamo¬† la capacit√† di scegliere per il bene e la costruttivit√†, la comprensione, l’empatia, la speranza, il perdono ( IL PERDONO!!), la fiducia, la fratellanza … per dirne alcune; Ecco in questo momento di lucida consapevolezza abbiamo preso atto della virulenza dell’odio ed abbiamo deciso e stiamo facendo tutto il possibile per ridurne la diffusione.

Ad un mese dalle azioni difensive e quando si pianifica il “dopo” ecco che dalle nostre parti positive si alza la domanda “Hey tu! MA quando finir√† questa storia?”¬† ed ancora…quando la finiremo inquinarci la vita con l’odio, i capricci e le pretese?

Già. Quando?

Ed allora mi metto in ascolto profondo in questo tempo e mi viene un sospetto.

Ma noi stiamo cambiando? Oppure stiamo aspettando che tutto finisca per riprendere a fare semplicemente quello che facevamo prima e magari anche con un p√≤ pi√Ļ di veleni e di jubris, spavaldi e ringalluzziti dallo scampato pericolo?

Non √® facile il momento che stiamo vivendo ed √® forte la spinta umana a difenderci rimuovendo e negando il grande invito al cambiamento che la vita ci chiede di fare. Eppure qui tocca fare qualcosa…la vita lo dice chiaramente.

Recentemente in miei post vi ho parlato dell’IO FETALE. ( invito al leggere il post cliccando sul link). Di questa nostra parte¬† dobbiamo esser ben consapevoli e imparare a riconoscere quando essa sale in cattedra e comanda.¬† Ma per fortuna non c’√® solo questa parte in noi, tante ne abbiamo ed in tanti post vi ho parlato anche del nostro S√©, della nostra saggezza interiore e dell’incondizionato amore per noi e che ci sostiene nei passaggi di crescita e ci spinge fermamente ad evolverci.¬† Ecco quindi che forti nell’amore e centrati con il nostro S√© possiamo cercare di rispondere alla domanda: Quando finir√†?

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Finir√† quando noi decideremo di finirla veramente, senza se e senza ma. Finir√† quando il nostro IO ADULTO avr√† piena cittadinanza nella nostra vita e si muover√† in armonia con il nostro SE’ Personale alla luce del sole e non solo quando ne abbiamo bisogno. Finir√† quando avremo preso coscienza del grande potere che abbiamo e che si chiama “libert√†” di creare la vita che desideriamo. Noi ficchiamocelo in testa siamo sempre liberi sia quando siamo centrati sull’AMORE che quando siamo centrati sull’ODIO.

imagesQuando finirà?  La mia risposta è che finirà quando avremo deciso nella volontà cosciente ed in quella profonda che è ora di finirla e deciso di amarci come si deve.

Quale √® la strada per arrivare a questo obiettivo? Allora una possibile strada ce la dona Antonio Mercurio con il suo grande lavoro di rilettura del mito di Ulisse in chiave antropologica Cosmoartistia.¬† Ecco cosa accade all’eroe dai mille patimenti e dal grande ingegno in un momento del suo viaggio di ritorno a Itaca. Provo a raccontarvela:

“Siamo sull’isola di Ogigia, qui √® approdato Ulisse ormai senza pi√Ļ compagni navi e tesori, solo. Nell’isola vive con la Ninfa Calipso,¬† e per 7 anni il nostro eroe di giorno piange il ritorno a casa e di notte giace con la bella dea, godendone. Con l’intervento di Atena, Zeus tramite Mercurio fa arrivare a Calipso l’ordine di lasciar libero Ulisse e di permettergli di costruirsi una zattera per riprendere il mare. Cos√¨ a malincuore la dea fornisce a Ulisse il necessario per costruire una zattera. Calipso offre ad Ulisse di scegliere tra andare via oppure di rimanere con lei che in cambio gli avrebbe offerto l’immortalit√†.¬†

Ulisse sceglie il mare. Quasi vicino all’isola dei Feaci ecco che Poseidone gli scatena una terribile tempesta. Ulisse viene ripetutamente sbattuto contro gli scogli e poi dalle correnti risucchiato in mare. La Ninfa INO gli va in soccorso e gli dice di lasciare i tronchi a cui era aggrappato e di liberarsi delle sue vesti pesanti, gli offre un telo chiedendogli di stendervisi sopra e che cos√¨ lo avrebbe portato in salvo. Ma Ulisse che √® anche testardo non accetta e si tiene aggrappato ai tronchi (alle certezze tangibili) in quella tempesta e per gran tempo √® sbattuto contro gli scogli. Quasi esanime si abbandona e prega, prega il dio del fiume che le cui acque entrano nel mare in tempesta. Prega il Dio del fiume chiedendogli di accoglierlo nelle sue correnti e di farlo approdare, cos√¨ ormai stremato e quasi esanime dopo tanta battaglia Ulisse tocca finalmente terra e l√¨ si lascia andare ad un lungo sonno(…).¬†

9788886406505Antonio Mercurio ci propone Ulisse come esempio di uomo che vive gli accadimenti della vita e che in continuazione si trasforma per divenire sempre pi√Ļ artista della sua vita e non solo. Il bisogno ed il desiderio di immortalit√† che lo muove non √® quella offertagli dalla ninfa Calipso ma quella che √® il risultato del suo agire che √® costantemente fusione di amore e odio e di tanti altri opposti.

Come Ulisse pu√≤ capitare anche a noi in questo momento di aver iniziato questo tempo storico con le migliori intenzioni ma di trovarci a volte smarriti e di non sapere cosa fare, pensare e decidere. Alla domanda “Quando Finir√†?” magari sentiamo che la tempesta in effetti non √® ancora placata, non √® vinto il nostro odio e non √® saldo il nostro amore cos√¨ come pensavamo e ancora sentiamo che c’√® da lavorare.¬† Non siamo soli ed √® un duro lavoro per ciascuno di noi, teniamo duro. Ancoriamoci saldamente al nostro S√© e ascoltiamolo, preghiamo, facciamo come Ulisse affinch√© si plachi la tempesta dentro e fuori.

Non molliamo, Rimaniamo concentrati, noi siamo forti e possiamo fare un gran passaggio di crescita proprio in questo periodo ostinato e difficile da digerire. Prendiamoci il tempo per entrare profondamente in contatto con le nostre parti ostinate e rinforziamoci nella decisione di amore per scegliere che √® arrivato il momento che finisca … ORA.

Non diamoci addosso se scopriamo che ancora un p√≤ ce la stiamo raccontando, amiamoci incondizionatamente siamo umani ed abbiamo anche le nostre debolezze e paure. Nessuna condanna dunque ma tanto amore e perdono. Rendiamoci disponibili, affermiamolo, sussurriamocelo con affetto guardandoci allo specchio ” Io mi rendo disponibile a fare un passaggio di crescita. Io mi rendo disponibile all’amore. Io mi rendo disponibile al perdono.”

Io mi rendo disponibile insieme con tutti voi e pi√Ļ siamo pi√Ļ energia di amore doniamo a noi ed alla vita cui possiamo essere grati.

Stress da iperattivismo digitale al tempo del coronavirus.

Le restrizioni alle libert√† di movimento in tanti di noi sta favorendo un maggior uso della rete, chi per motivo di lavoro e tutti, complessivamente, per sentirci e vederci con le persone e mantenere relazioni che allevino il senso di isolamento. √Č una cosa naturale e comprensibile e non √® un reato. √ą uno strumento positivo, la rete. Eppure nella mia esperienza e dalla condivisione on-line con tante persone emerge il disagio da abuso di rete, in molti hanno sperimentato una forma particolare di stress. Chiusi nelle nostre case abbiamo un iperattivismo social, ed anche nei casi di smart working frequentemente si va ben oltre gli orari lavorativi, per non parlare delle maratone infinite di film in streaming, le chat e le decine di gruppi che ci notificano ogni istante di andare a vedere a controllare a rispondere.

I messaggi del nostro corpo sono preziosi e parlano chiaro, in questa fase dobbiamo stare attenti a non passare da un opposto ( lo stare in casa senza far niente) all’altro (iperattivismo digitale) e fare invece con saggezza una sintesi per armonizzare i nostri ritmi biologici con la situazione che viviamo. Pi√Ļ volte al giorno spegniamo gli apparati e connettiamoci con noi stessi anche in modo creativo, leggiamo un libro, facciamo 10 minuti di meditazione, ascoltiamo un po’ di buona musica, disegnamo, facciamo qualcosa creativo manuale, respiriamo, scriviamo un diario, passiamo del tempo in poltrona a rilassarci e se arriva un po’ di sonno lasciamoci portare per mano.

A sera poi andare a letto presto non è un reato, per il fatto di non dover uscire per il lavoro o per la scuola non dobbiamo necessariamente fare tardi.

In questa fase riprendiamo il controllo della nostra vita per favore, se fuori ci blocca il coronavirus dentro ci blocca la paura e per non sentirla facciamo incetta di ogni tipo di distrazione e di impegno. Facciamo gli artisti, permettiamoci di poter avere anche paura, √® un emozione di stagione. Riprendiamoci la nostra normalit√† e non scappiamo da noi stessi, facciamoci il dono del tempo, del poter provare la noia dell’imparare a conoscerci pi√Ļ intimamente. Gestiamo il tempo in modo saggio, e anche le pause sono preziose in una bella melodia.

Creativit√†, saggezza e arte contro il Coronavirus: Tiriamo i progetti fuori dai cassetti e creiamo bellezza.

In questa fase di emergenza e paure diffuse corre l’obbligo pi√Ļ che mai di rimanere centrati con tutto il positivo in noi e fuori di noi. Dal mio zaino stamattina √® spuntato questo speciale segnalibro. Accolgo con amore il messaggio di forza e lo condivido con voi. Buona giornata a tutti e un pensiero speciale e di riconoscimento ai quanti stanno lavorando in prima linea contro gli effetti di questa emergenza, a tutti quelli che la stanno sperimentando e a tutte le persone che vivono disagio e preoccupazione. Coltiviamo la fiducia e alimentiamola, usiamo la creativit√† e l’arte per fronteggiare pensieri persecutori. Se abbiamo “tempo nuovo” a cui non eravamo abituati allora ecco che √® il momento di rispolverare il progetto ed il talento che “per mancanza di tempo” abbiamo riposto nel cassetto un po’ di tempo fa. Spegniamo la tv o comunque scegliamo cosa vedere e cosa no. Idem in rete. ūüėôūüėô

Counseling: Andiamo avanti, oltre la svalutazione

Metti che ci troviamo in una situazione della vita, a lavoro ad esempio, e facciamo fatica a concepire di poter “cambiare”.

Che fare?

Un primo punto positivo da cui muovere √® “ascoltarsi” profondamente e con coraggio.
A volte cambiare è difficile per una serie di aspetti pratici, ci può stare.
Quello che per√≤ mi interessa qui √® evidenziare che frequentemente le cose “pratiche” nascondono una difficolt√† pi√Ļ profonda ed a un profondo senso di “svalutazione” verso noi stessi.
Pressappoco la svalutazione dice: “non valiamo” e che quindi non meritiamo nessuna posizione migliore perch√© tanto “questo siamo”!

Quindi se abbiamo fatto emergere il senso si svalutazione siamo gi√† stati molto bravi, √® molto positivo imparare ad ascoltarsi e conoscere le proprie emozioni e farle emergere sempre pi√Ļ, renderle dignitose, libere e decolpevolizzarci. Sono cose umane, a ciascuno la sua area di svalutazione!

A pi√Ļ ampio raggio, se questo mood lo ritroviamo anche in alte situazioni riconosciamole e facciamole emergere per quelle che sono, delle vere e proprie “menzogna esistenziale” che ci raccontiamo, magari per paura di entrare nel “travaglio” del cambiamento che pu√≤ anche essere molto impegnativo e doloroso.

Iniziamo allora con il riconoscerci che cambiare non è facile e può fare paura ma riconosciamo anche che noi valiamo eccome e che possiamo approdare al cambiamento che desideriamo gradualmente e accogliendoci con amore in tutto il nostro essere.

Il nostro valore si alimenta nell’amore per noi delle persone belle e speciali che siamo, armonizzando tutte le nostre parti.

Migliorare la capacità di ascolto ed accrescere la consapevolezza di noi stessi e di quello che desideriamo autenticamente possono trovare in percorsi di crescita personale dei validi strumenti.
Affermo che quanto pi√Ļ riusciamo ad aver consapevolezza del nostro essere e dei nostri obiettivi tanto pi√Ļ il nostro valore si accresce e alimenta la capacit√† di prendere le giuste decisioni in modo armonico con la nostra saggezza interiore.

Rompiamo le catene… della svalutazione. Noi abbiamo un grande valore.

Il tema della svalutazione mi ha fatto ricordare un passaggio del film “Ricomincio da tre con Massimo Troisi. Il protagonista ci fa vedere bene quello che succede dentro quando non ci diamo un valore, ecco ora che lo sappiamo vogliamoci un sacco di bene, accettiamo le ns fragilit√† e riconosciamo i nostri meriti che sono tanti e… andiamo avanti.

Il titolo della Clip su you tube √® “la gelosia” ma io ci vedo tanto altro.

Buona serata amici

Obbedisco mio Sé.

Obbedisco!!! Mio Sé.

Garibaldi aveva un progetto personale ed aveva un’autorit√† fuori. Questa autorit√† non la metteva in¬† discussione. “Obbedisco” √® la formula con cui chiude il suo famoso messaggio al Generale La Marmora che gli chiedeva di arrestare la sua avanzata verso Trento (era agosto del 1866, fonte Wikipedia).

“Obbedisco”…mio S√©, anche se a volte √® difficile ma lo faccio…punto.

Il Sè esprime una parte importante di noi, preziosa e speciale. La parte in cui è contenuto il nostro progetto esistenziale, fonte di amore per noi incondizionato e che ci spinge in continuazione alla crescita ed alle trasformazioni.

Come Garibaldi con il suo Generale ( preso qui per il solo simbolismo) anche a noi il nostro progetto e la sua realizzazione può cercare, trovare e scegliere una persona cui  affidarsi, meglio se maestri di saggezza, persone speciali dotati di tanto amore e di speciali qualità umane che ci seguono e ci sostengono nel cammino quando si fa tosta!

A loro ci affidiamo.

Frequentemente i maestri ci chiedono di fare cose, o di rinunciare a qualcosa.¬† Maestro, S√© fuori di me. Obbedisco mio S√®, ed: “anche se mi pare una sventura quel che chiedi per me √® guadagno” (cit. da la preghiera degli Ulissidi di Antonio Mercurio).¬†

Con il S√© non c’√® da trattare. Quando entriamo nella “trattativa” in quel momento il nostro portavoce √® l’ “Io Fetale”, ed a questa parte di noi di crescere non frega un bel niente. Testardamente rimane sui motivi del proprio dolore e vuole solo essere risarcito.

Ci caschiamo tutti, frequentemente. Crescere nella consapevolezza √® il metodo per cascarci sempre meno…e magari poi “mai pi√Ļ”.

“Quel che tu vuoi (mio S√©) √® giusto che accada…e quando tu vuoi allora √® tempo”; solo l’IO Persona che √® la nostra capacit√† di decidere e di renderci liberi pu√≤ scegliere se ascoltare le ragioni mirabolanti e dettagliatamente giustificate dell’Io fetale oppure se seguire le indicazioni a volte dolorose e non sempre chiare del SE’.

A ognuno la libert√†…che siamo troppo pronti a trattare, e poche inclini ad obbedire!

Certo, la libert√†… ma attenzione che non necessariamente “sbagliando si impara”, anzi….” Si impara tanto e meglio anche amandosi e facendo il bene per se, vale a dire quello che ci fa crescere”.

Obbedisco, mio S√®. Come Ulisse accolto l’invito di Atena ad entrare in casa da mendicante. E vado avanti …

 

Le chiavi del benessere: l’amore e il perdono

20190223_004955292188928.jpgAvete nel vostro mazzo di chiavi una, o pi√Ļ chiavi, che non sapete pi√Ļ cosa aprono?
Io si, ed in ben 2 mazzi di chiavi!
Recentemente condividevo con una persona questa cosa e ci siamo fatti 4 risate… e ci sta ed √® bene anche prenderci un p√≤ in giro.
Per qualche giorno però sono andato in giro con questa immagine e una bozza di riflessione che ha preso a dialogare bene con il mi pensiero ed il mio desiderio di esplorare.
Le chiavi, quindi, ecco che nei casi pi√Ļ frequenti capita che c’√® un cambio di serratura e noi non ci siamo aggiornati. Io ad esempio non ho ancora la chiave del cancello centrale del mio condominio; questo infatti subisce frequenti cambi di serratura … e non si contano le volte che ho detto tra me :”ok domani vado a fare la copia”.

Le chiavi √® chiaro servono per “aprire” e se non aprono nulla allora non servono a nulla e devono essere riciclate, cambiate! .
Eppure le conserviamo!Ma perché le conserviamo?

Provo a spiegarmelo e per farlo ho bisogno di spostarmi dal regno delle chiavi e del loro rapporto con le serrature a quello delle persone.

Simbolicamente la chiave che non serve pi√Ļ ma che conserviamo non vi sembra rappresenti bene nostre abitudini ormai obsolete e che siamo sempre in tempo utile per cambiarle?

Immersione rapidaaaaa!!! Penso alle pretese ora e alla rabbia ed a tutta l’allegra brigata di emozioni che¬†proviamo quando contattiamo dolore e frustrazioni ed il loro comunicare che pressappoco dice:
Il dolore : Tu non mi hai dato questo? Tu non hai fatto questo?
La rabbia: “Bene allora, io resto come sono e non cambio fino a che tu non mi darai quello che voglio e che mi spetta di diritto.

La permanenza nella reazione rabbiosa al dolore alimenta quello che l’antropologia personalistica esistenziale chiama “il progetto vendicativo”.

Il progetto vendicativo dice pressappoco: “Tu mi hai fatto del male e quindi ho diritto ad essere ripagato per l’ingiustizia subita”.

Ognuno di noi è libero di rimanere su questa posizione è una nostra prerogativa umana, ognuno di noi è anche libero di scegliere altre posizioni come il perdono ad esempio e anche questa è una nostra prerogativa.

Rabbia e perdono sono forze opposte e portano alla realizzazione di mondi e realtà opposte.

Ci sono dolori che ci portiamo dentro e che ricontattiamo in certi momenti, pensiamo al rapporto con l’ambiente di lavoro ed a come in esso si ripropone frequentemente ed in modo proiettivo il tema del rapporto con i genitori per cui se ci siamo sentiti poco amati allora ecco che magari viviamo una dinamica similare a lavoro e dento di noi attendiamo/pretendiamo/pensiamo che l’Azienda ci deve riconoscere e se non lo fa commette una ingiustizia e quindi bla bla bla bla .
L’ambiente lavoro, come a anche la coppia, sono laboratori speciali in cui – se vogliamo e opportunamente preparati magari facendo un percorso di crescita e di consapevolezza – possiamo vedere al nostro mondo interiore ed al nostro posizionamento spirituale rispetto al tema del dolore dandoci la possibilit√† di decidere ogni momento in modo nuovo e creativo a partire proprio da saper fare continuamente sintesi tra “realt√†” e quello che √® invece la proiezione di un nostro “nostro vissuto storico”.
Si lo so che è faticoso! Ma non mortifichiamoci, ridiamoci sopra in modo maturo tanto quanto basta e dopo aver goduto un pò nel vittimismo dei non sentirci capaci ecc e bla bla bla cambiamo di nuovo rotta e viriamo decisamente verso il voler stare bene.

Emersione quota periscopioooo. Siamo umani e cambiare è impegnativo e faticoso come faticoso è anche amare ed amarsi. Queste posizioni che passano spesso come smielate romanticherie sono delle vere e proprie imprese alla conquista della nostra libertà e della nostra bellezza e mettono alla prova tutta la nostra forza ed il nostro coraggio.

E allora ripenso tra me: Come mai ancora conservo chiavi che non aprono pi√Ļ nulla? E se fossero rappresentanti del mio progetto vendicativo che ancora pensa di dover aprire… o anzi di avere il diritto di aprire serrature che non esistono pi√Ļ, leggasi seghe mentali?!

Quelle chiavi, la pretesa la rabbia ed il progetto vendicativo non aprono nulla e non hanno mai aperto nulla.
Forse le conserviamo perché abbiamo paura, si perché le chiavi spirituali nuove sono forgiate di materia umana e sudore come consapevolezza del nostro dolore e la decisione di riconoscervi dentro il messaggio di cambiamento che contiene, e questo può spaventare.
Messaggio a chi si è spaventato: Non succede nulla di tutto ciò che vi spaventa, quelli sono solo pensieri neri, la verità è che una volta sfondato il muro della paura voi siete sempre voi e siete migliori e lo percepite bene che siete migliori e vi sentite bene.
Sono le chiavi dell’amore e dell’accettazione, quelle del perdono e del progetto che vogliamo realizzare e potare con noi sempre, esse aprono le porte ad un esistenza pi√Ļ libera e serena.

Certe chiavi non servono pi√Ļ e sono grato alla vita perch√© questa cosa all’apparenza banale ha saputo ridestare in me una consapevolezza che da un po di tempo non sentivo.
Manteniamoci in contatto con la vita ed osserviamoci e fermiamoci a riflettere, usiamo il simbolismo delle cose che ci accadono, non liquidiamole come banalit√† perch√© a volte sono portatrici di messaggi preziosi…che siano chiavi o altro ogni cosa va bene.
Riportiamo quanto ci accade alla nostra storia personale e facciamoci portare dall’ispirazione e mettendoci in ascolto della nostra saggezza interiore che ha un bel messaggio da farci arrivare: “E’ con le decisioni di amore che si aprono le porte del nostro cuore e lo si lascia libero di esistere e creare”.

Odissea_Ulisse_mendicanteE’ tardi e per fortuna domani non si lavora, penso ad Ulisse prima di mettermi a dormire, al suo ritorno a casa da mendicante. Aveva la casa piena di pretendenti, giovani e forti che divoravano le sue ricchezze ed ambivano alla sua sposa. A lui la sua saggezza – attraverso la dea Atena – fa vestire i panni di un mendicante, un mendicante a casa propria, un Re mendicante a casa propria.
Tutti quei Proci ci dice Antonio Mercurio nel suo capolavoro Ipotesi su Ulisse sono le rappresentazioni esteriori delle pretese che ancora vivono in lui e che sono l’ultima parte che deve morire prima che si compia appieno la sua trasformazione in artista della vita.
Penso a Lui e alle chiavi da cambiare per aprire e per percorrere le strade della crescita e del vero amore…le nuove serrature da aprire.

Buonanotte sognatori e creatori di chiavi …nuove.

Il Buongiorno con Positivit√†

Buongiorno a tutti con l’affermazione di oggi:
“Inspiro serenit√† ed espiro negativit√†”

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(Foto presa da https://pixabay.com/it/ e affermazione presa dal video a lato)

Nessuna colpa, sono cose della vita.

Quando accade qualcosa di brutto e ci assale l’angoscia e l’impotenza ci parte la ricerca del colpevole “fuori”. Perch√© una persona muore all’improvviso? Perch√© il tuo amico a 4 zampe rischia di morire? Di chi √® la colpa. Tendiamo a cercare una soluzione ed una giustificazione “comunque” per non contattare il dolore freddo dell’impotenza. E se un colpevole fuori non lo troviamo allora forse i colpevoli siamo noi, perche non siamo stati attenti ecc! Lo pensano i bambini, lo abbiamo pensato noi da bambini, lo penseranno i bambini che verranno. Che fare allora? Dobbiamo imparare a “starci” ed a accettare che certe cose succedono e fanno male come se ci schiacciamo le dita ad una porta…fa un dolore bestiale. Accettiamo che non siamo perfetti ed onnipotenti e se vi accettiamo a fondo seminiamo terreno fertile per il perdono e ulteriore amore da far crescere in noi, da usare e da mostrare per insegnare ad altri ed ai bambini che accadono incidenti nella vita e che si chiamano incidenti proprio perche non √® colpa di nessuno…ma non per questo quando accade fa meno male.

Thanks Randy Pausch

Ho visto questo video diversi anni fa per la prima volta. Mi fologoro’ e mi fu da subito di grande aiuto e ispirazione. Quel giorno stesso ho stampato la foto di Randy e l’ho messa nel mio portafoglio. 4 foto permangono nel mio portafogli, una √® quella di Randy. Io non so nulla di lui e conosco solo questo video…ho conservato la foto perch√© mi sarebbe stata utile, un giorno. E ora mi √® utile perch√© sono ri-ri-chiamato a decidere cosa fare da grande. Grazie Ancora Randy perch√© di nuovo mi hai offerto uno spunto per ampliare il mio pannel di considerazioni da fare prima di decidere. Accade che vorremmo sempre avere risposte e certezze sul cosa √® buono fare, e quando non le abbiamo poi la rabbia e la paura oscurano il ns cielo. Cosa penso ora? Beh il dramma di decidere permane ma certamente mi erano sfuggiti alcuni aspetti e se la vita oggi mi dice di considerarli vuoi dire che sono utili per me e che questa signora (la vita) √® pazzamente innamorata di me ūüėćūüėćūüėće come l’allenatore di Randy non molla e mi sprona per ore e ore, giorni e giorni, mesi e anni. Se dovessero capitare i figli sul mio blog e leggessero l’articolo beh…gli direi che il padre ha lasciato una cosa utile a loro certamente ma anche a tantissime altre persone, a me.di sicuro, e gli chiedere andando sulla sua tomba magari di portargli il mio “Grazie Randy”.

Voglio condividerlo con voi e dargli il benvenuto nel mio spazio web

Arrendersi alla “Liberta

candido-vessilloAutore: mi capita spesso che persone che conosco poco e niente mettono a nudo alcune mie “menzognucce”, di loro tempo fa ebbi modo di dire che sono portatori di doni a loro insaputa.

Ecco che in una mattina di pioggia di un febbraio particolarmente pungente sto per partire per andare a lavoro in moto quando una voce dice: “Vai ancora in moto? Certo che “tu non ti arrendi proprio mai!”.

Colpito e affondato.
E’ da tanto, troppo tempo, che dico che voglio trovare una soluzione alternativa al dovermi muovere in moto per andare a lavoro.¬† Crescere per me passa a volte da atti di resa verso delle parti mie che non sono proprio di “amore per me” contro cui intavolo delle battaglie che per√≤ mi distraggono dall’obiettivo primari che √® “godere della vita e stare bene”. Affermo dunque che devo arrendermi:

– alla mia testardaggine, di sicuro;
– alla lotta contro sensi di colpa, quelli sono cani che latrano e deviano il mio cammino di crescita;
– all’accettare che alcune cose non le posso cancellare, ma devo assumermi le mie “carogne” con responsabilit√† ed agire per trasformarle (vedi il mio rognoso Io Fetale, quello che la mia amica di Blog Benedetta nei commenti al prcedente articolo ha chiamato anche “il muflone” );
Il re √® nudo e spesso ci facciamo sedurre e derubare da ostacoli interiori che ci tengono fermi nei “non posso”.

E Voi a cosa vi volete/vorreste arrendere?

2 – Una bella storia √® una benedizione (Gpp)

(daZeroaInfinito) Ma come arrivasti nella¬†mia macchina!? Da dove sei sbucato fuori o chi ti¬†ci ha messo?¬† Mi √® piaciuta¬†l’immagine del Guerriero che mi rimandavi¬†e mi tornava subito utile , cavolo se mi serviva.¬†Ispirazione¬†nuova, nuova forza fresca ed inaspettata.

(Gpp) Vedi, noi siamo in contatto con la vita;
Tanti multiformi e creativi modi.
Di tutto la vita si avvale;
Un ispirazione se vuoi.
Che quando accade è benedizione.

Come sono capitato sul tappetino della tua macchina?

¬†(daZeroaInfinito) No No…non dirmelo.¬†Ho inteso cosa mi vuoi dire. La vita di tutto si avvale ed¬†il suo progetto √® in continuo contatto¬†con il progetto ed i sogni¬†di ogni persona, con i miei.¬†No, non dirmelo¬† come sei arrivato non mi serve saperlo…perch√© – invero – mi anima una¬†nuova ispirazione, come dici¬†tu una nuova benedizione. Mi serviva¬†un immagine da¬†guerriero¬†un tempo per¬†superare¬†ostacoli, e oggi¬†che ti ho tirato di nuovo fuori credo che insieme¬†abbiamo una bella¬†una storia da¬†narrare … e di¬†nuovo¬†strada.

 (Gpp) Bene!. Io ci sono ancora;
Che questa idea mi piace;
Son cose buone a venire;
Non perdiamoci ancora.

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La CosmoArt: Cosa ce ne facciamo del Dolore? Qualche contributo video

Mi avvicino a questo tema con umilt√† e nella consapevolezza che √® un tema anche complesso.  Da almeno una settimana questo articolo giace nelle mie bozze, oggi credo che √® bene che esca alla luce. La pubblicazione trova nel mio ultimo post dal titolo “Io, il cellulare e un p√≤ di storia_6” e dallo scambio e dalla condivisione in corso nei commenti una importante spinta a nascere.  Il tema di fondo √® “Cosa ce ne facciamo del dolore?”, e nel video c’√® la proposta che viene dalla Cosmo Art.

√ą una proposta, una metodologia ed una disciplina, di lavoro e di crescita sia personale che corale, devo dire innovativa, impegnativa certamente ma bella ed efficace.
Nasce dalla elaborazione di pensiero e di esperienza del suo creatore Antonio Mercurio.
Come in passato le culture hanno cercato risposte a domande tipo: “Perch√® esistiamo, cosa c’√® dopo la morte, perch√® piove, perch√® ho il mal di pancia, cosa genera i fulmini ecc ecc” creando e fondando all’occorrenza i “miti”,  allo stesso modo l’autore per trovare delle risposte a domande di tipo esistenziale ha elaborato una visione, il mito della Cosmo Art. Perch√® esiste il dolore? Nel video ci sono alcune valide risposte.

Che cosa possiamo farcene del dolore dato che non possiamo cancellarlo? Se c’√® e fa parte – o √® entrato a far parte – della ns vita beh…forse possiamo farne qualcosa di buono, e magari vuoi vedere che riesco a fare qualcosa di buono proprio a partire dall’energia in esso contenuto?

Alt subito! Questo Non √®, e non vuole essere, un elogio ed un inno al dolore. Qui si parla di questo aspetto solo per utilizazrne l’energia in essa contenuta per fini di crescita quindi No masochismo e “vietato” farsi male.

E’ una proposta, fa parte della mia formazione professionale e ad essa mi ispiro per le tante trasformazioni che la vita richiede.   E’ impegnativa, non lo nego, ma √® anche bella. Ad essa attingo quotidianamente a piene mani. Facendo parte della mia storia, sono lieto di ospitare nel mio blog anche la Cosmo Art. Buona visione e se avete curiosit√† commentate pure…si pu√≤ dire anche: “Io non ho capito niente”.

daZeroaInfinito.com…che il dolore se non serve per creare e per crescere allora non serve a niente; ma questa √® solo una mia frase ed √® utile per me. Quando la scrivo non pretendo assolutamente che sia verit√† assoluta. Il mio blog √® ispirato alla libert√†…e nella libert√† propongo questo tema.

AmarSi. 1 pensiero al giorno

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Chi ha letto il mio profilo sa che mi tengo allenato presso la scuola “di saggezza” dell’Istituto Solaris di Roma.
Nasce l√¨ questa proposta di creazione di un quantum di energie di amore per se attraverso la formulazione di una frase al giorno di amore per se e di condivisione con tutto il gruppo degli allievi della scuola che stiamo portando avanti un grande progetto. Dunque per un grande progetto ci vuole un grande amore…e io nel mio angolo di web voglio seminare allo stesso modo e per i prox 100 GG pensieri di amore con immagini autenticamente mie.

daZeroaInfinito.com…welcome beauty

Essere giusti is better

erasmuoIn caso estremo¬†√® da preferire l‚Äôabbandono dello scettro piuttosto che commettere un‚Äôinfamia: √® meglio essere giusto che restare principe a prezzo di un‚Äôingiustizia. La legittimit√† √® connessa con la coscienza morale: il principe, non solo deve anteporre il bene del principato alla propria vita, ma deve costantemente riferirsi alla legge divina. E, se gli attributi di Dio creatore sono la potenza, la saggezza e la bont√†, il principe come imago dei deve possedere queste tre virt√Ļ, altrimenti la sua potenza diventa tirannia. Spesso il principe √® preso dal desiderio di gloria e dal desiderio di conquista, e pensa di estendere il suo dominio per divenire pi√Ļ potente, ma questi desideri sono pericolosi perch√© gli fanno dimenticare che la grandezza di un principato si misura con il grado di prosperit√† del suo regno, e non con l‚Äôampiezza di imperio. (Erasmo da Rotterdam, pseudonimo: Desiderius Erasmus Roterodamus (Rotterdam, 1466/1469 ‚Äď Basilea, 12 luglio 1536))¬†

 

daZeroaInfinito.com …a spasso nell’umanesimo.

 

Attacchi di Panico. Un messaggio chiaro “BASTA ODIO”

 Stop odio verso se stessi.

L’attacco di panico √® la manifestazione visibile di una fase di una sofferenza e difficolt√† nella narrazione e costruzione della nostra storia .

Quello che raccontiamo come manifestazione sintomatica √® solo l’atto finale di una sequenza lunga di idee ed azioni di NON AMORE per noi, pensieri svalutanti, pensieri critici, pensieri senza speranza, pensieri di inadeguatezza, insoddisfazione ecc ecc fino a quando poi una parte di noi “saggia” dice “Eccheccavolo la vuoi finire di odiarti? Mo ci penso io a farti fermareūüėÄ”.

La nostra parte saggia chissà da quanto ci chiede di fermarci ed amarci e magari così ha trovato il modo per catturare la nostra attenzione.

Messa così gli attacchi di panico sono atti estremi di amore per noi che ci arrivano dalla nostra stessa esistenza.

Lo fa perch√© ognuno di noi, anche in te che leggi, c’√® un progetto speciale e ognuno di noi ha un proprio scopo nella vita; il nostro SE ( la ns saggezza ed il ns progetto esistenziale) lo sa bene ed √® il ns alleato per la crescita ed √® tosto sapete? Si, √® deciso e centrato e a noi spetta il compito di riuscire sempre pi√Ļ ad essere alleati e fusi con lui per non perdere la rotta.

QUINDI INTANTO STOP ODIO! CHIARO IL CONCETTO?

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Peppino…placa la tua ira.

 

9 maggio 1978. A Cinisi muore ucciso dalla mafia Peppino Impastato. Questo in sintesissima.

Dove hai sbagliato Peppino?
No, di certo non erano sbagliati i tuoi ideali di libertà e di giustizia.
Eppure in qualcosa hai sbagliato, ragazzo arrabbiato. L’ira ti ha accecato, e l’odio.
E questi 2 veleni non ti hanno fatto agire saggiamente.

Come Ulisse con Polifemo, allo stesso modo tu e la mafia.

Per lui, per te e per ognuno di noi c’√® un fottuto divoratore che ci attende.
E come lui, come te, allo stesso modo ad ognuno di noi capita di entrare frequentemente nel suo regno.
Forse …per vedere, per capirci qualcosa.

Narra Omero che Ulisse è pieno di ira, Polifemo gli ha divorato due compagni.
Sguaina la spada ed √® pronto ad ucciderlo…ma un altro pensiero lo placa.
Solo quel maledetto Ciclope pu√≤ togliere l’enorme masso che blocca l’uscita.
Osserva Antonio Mercurio che Ulisse placa la sua ira, ma non il suo odio…lo rimuove solo.
Macera il suo orgoglio e decide di vivere un grande patimento da rinuncia.
Lui √® pur sempre un Re ( e noi non siamo re?), √® colui che ha fregato i troiani ( e noi non siamo i pi√Ļ astuti? ) e se non bastasse √® pur sempre il capo dei suoi uomini ( e noi non abbiamo responsabilit√†?).
Le sue ragioni sono comprensibili, lo sono le tue Peppino, lo sono quelle di chiunque lotti contro l’ingiustizia e le mafie, lo sono quelle di ognuno di noi che vuole essere il re della propria vita.
Ma affermare quelle ragioni, andare allo scontro diretto non lo salverà. Non ha salvato te.

Forse …in questo hai sbagliato Peppino, e mi dispiace.
Forse …ti ha vinto l’ira …prima ancora della mafia.
Forse …sbagliamo noi tutti ogni volta che indossiamo l’armatura e ci armiamo sotto le effige del nostro orgoglio ferito, carichi della nostra ira.
Come l’elenco dei martiri similmente √® lungo l’elenco degli eroici cavalieri solitari impegnati “a vita” a combattere contro mostri invisibili, fuori.

Il tuoi ideali oggi sono narrati come quelli dell’ennesimo martire.
Mi piacerebbe tu fossi ancora in vita, quegli ideali avevano bisogno di te per poter diventare qualcosa di pi√Ļ grande, un onda culturale e di sollevamento sociale in grado di chiss√† quali trasformazioni nelle persone prima che nella societ√†, nell’ambiente e nella cultura mafiosa.
Forse…con la tua morte sappiamo ancor pi√Ļ e meglio quanto √® preziosa la saggezza perch√® i cambiamenti sono processi lunghi e difficili e dolorosi.
Forse …dovevi essere pi√Ļ saggio anche tu…perch√® la mafia la si combatte da vivi, da morti si √® solo parole e commemorazioni, mazzi di fiori e frasi fatte.

Ha fatto bene Ulisse, ha deciso di vivere la macerazione del suo orgoglio e della sua ira. Ha potuto cos√¨ trovare un’altra soluzione e continuare il suo viaggio verso Itaca. Anche tu Peppino avevi un tuo progetto, una tua Itaca. E non voglio credere che il tuo progetto fosse quello di saltare in aria in una macchina.

A te Peppino … e a tutti ed a me ricordo di riflettere profondamente quando ci troviamo di fronte a qualcosa che ci fa avvampare di ira.
Manteniamoci vivi, diversamente la nostra ira genera solo martiri e nessuna bellezza.
Forse…vale la pena provarci.

Ciao Peppino.