Le chiavi del benessere, l’amore e il perdono

20190223_004955292188928.jpgAvete nel vostro mazzo di chiavi una, o più chiavi, che non sapete più cosa aprono?
Io si, ed in ben 2 mazzi di chiavi!
Recentemente condividevo con una persona questa cosa e ci siamo fatti 4 risate… e ci sta ed è bene anche prenderci un pò in giro.
Per qualche giorno però sono andato in giro con questa immagine e una bozza di riflessione che ha preso a dialogare bene con il mi pensiero ed il mio desiderio di esplorare.
Le chiavi, quindi, ecco che nei casi più frequenti capita che c’è un cambio di serratura e noi non ci siamo aggiornati. Io ad esempio non ho ancora la chiave del cancello centrale del mio condominio; questo infatti subisce frequenti cambi di serratura … e non si contano le volte che ho detto tra me :”ok domani vado a fare la copia”.

Le chiavi è chiaro servono per “aprire” e se non aprono nulla allora non servono a nulla e devono essere riciclate, cambiate! .
Eppure le conserviamo!Ma perché le conserviamo?

Provo a spiegarmelo e per farlo ho bisogno di spostarmi dal regno delle chiavi e del loro rapporto con le serrature a quello delle persone.

Simbolicamente la chiave che non serve più ma che conserviamo non vi sembra rappresenti bene nostre abitudini ormai obsolete e che siamo sempre in tempo utile per cambiarle?

Immersione rapidaaaaa!!! Penso alle pretese ora e alla rabbia ed a tutta l’allegra brigata di emozioni che proviamo quando contattiamo dolore e frustrazioni ed il loro comunicare che pressappoco dice:
Il dolore : Tu non mi hai dato questo? Tu non hai fatto questo?
La rabbia: “Bene allora, io resto come sono e non cambio fino a che tu non mi darai quello che voglio e che mi spetta di diritto.

La permanenza nella reazione rabbiosa al dolore alimenta quello che l’antropologia personalistica esistenziale chiama “il progetto vendicativo”.

Il progetto vendicativo dice pressappoco: “Tu mi hai fatto del male e quindi ho diritto ad essere ripagato per l’ingiustizia subita”.

Ognuno di noi è libero di rimanere su questa posizione è una nostra prerogativa umana, ognuno di noi è anche libero di scegliere altre posizioni come il perdono ad esempio e anche questa è una nostra prerogativa.

Rabbia e perdono sono forze opposte e portano alla realizzazione di mondi e realtà opposte.

Ci sono dolori che ci portiamo dentro e che ricontattiamo in certi momenti, pensiamo al rapporto con l’ambiente di lavoro ed a come in esso si ripropone frequentemente ed in modo proiettivo il tema del rapporto con i genitori per cui se ci siamo sentiti poco amati allora ecco che magari viviamo una dinamica similare a lavoro e dento di noi attendiamo/pretendiamo/pensiamo che l’Azienda ci deve riconoscere e se non lo fa commette una ingiustizia e quindi bla bla bla bla .
L’ambiente lavoro, come a anche la coppia, sono laboratori speciali in cui – se vogliamo e opportunamente preparati magari facendo un percorso di crescita e di consapevolezza – possiamo vedere al nostro mondo interiore ed al nostro posizionamento spirituale rispetto al tema del dolore dandoci la possibilità di decidere ogni momento in modo nuovo e creativo a partire proprio da saper fare continuamente sintesi tra “realtà” e quello che è invece la proiezione di un nostro “nostro vissuto storico”.
Si lo so che è faticoso! Ma non mortifichiamoci, ridiamoci sopra in modo maturo tanto quanto basta e dopo aver goduto un pò nel vittimismo dei non sentirci capaci ecc e bla bla bla cambiamo di nuovo rotta e viriamo decisamente verso il voler stare bene.

Emersione quota periscopioooo. Siamo umani e cambiare è impegnativo e faticoso come faticoso è anche amare ed amarsi. Queste posizioni che passano spesso come smielate romanticherie sono delle vere e proprie imprese alla conquista della nostra libertà e della nostra bellezza e mettono alla prova tutta la nostra forza ed il nostro coraggio.

E allora ripenso tra me: Come mai ancora conservo chiavi che non aprono più nulla? E se fossero rappresentanti del mio progetto vendicativo che ancora pensa di dover aprire… o anzi di avere il diritto di aprire serrature che non esistono più, leggasi seghe mentali?!

Quelle chiavi, la pretesa la rabbia ed il progetto vendicativo non aprono nulla e non hanno mai aperto nulla.
Forse le conserviamo perché abbiamo paura, si perché le chiavi spirituali nuove sono forgiate di materia umana e sudore come consapevolezza del nostro dolore e la decisione di riconoscervi dentro il messaggio di cambiamento che contiene, e questo può spaventare.
Messaggio a chi si è spaventato: Non succede nulla di tutto ciò che vi spaventa, quelli sono solo pensieri neri, la verità è che una volta sfondato il muro della paura voi siete sempre voi e siete migliori e lo percepite bene che siete migliori e vi sentite bene.
Sono le chiavi dell’amore e dell’accettazione, quelle del perdono e del progetto che vogliamo realizzare e potare con noi sempre, esse aprono le porte ad un esistenza più libera e serena.

Certe chiavi non servono più e sono grato alla vita perché questa cosa all’apparenza banale ha saputo ridestare in me una consapevolezza che da un po di tempo non sentivo.
Manteniamoci in contatto con la vita ed osserviamoci e fermiamoci a riflettere, usiamo il simbolismo delle cose che ci accadono, non liquidiamole come banalità perché a volte sono portatrici di messaggi preziosi…che siano chiavi o altro ogni cosa va bene.
Riportiamo quanto ci accade alla nostra storia personale e facciamoci portare dall’ispirazione e mettendoci in ascolto della nostra saggezza interiore che ha un bel messaggio da farci arrivare: “E’ con le decisioni di amore che si aprono le porte del nostro cuore e lo si lascia libero di esistere e creare”.

Odissea_Ulisse_mendicanteE’ tardi e per fortuna domani non si lavora, penso ad Ulisse prima di mettermi a dormire, al suo ritorno a casa da mendicante. Aveva la casa piena di pretendenti, giovani e forti che divoravano le sue ricchezze ed ambivano alla sua sposa. A lui la sua saggezza – attraverso la dea Atena – fa vestire i panni di un mendicante, un mendicante a casa propria, un Re mendicante a casa propria.
Tutti quei Proci ci dice Antonio Mercurio nel suo capolavoro Ipotesi su Ulisse sono le rappresentazioni esteriori delle pretese che ancora vivono in lui e che sono l’ultima parte che deve morire prima che si compia appieno la sua trasformazione in artista della vita.
Penso a Lui e alle chiavi da cambiare per aprire e per percorrere le strade della crescita e del vero amore…le nuove serrature da aprire.

Buonanotte sognatori e creatori di chiavi …nuove.

Giudice interiore…ma che rompi che sei però eh!!!

Vi capita che quando dovete fare qualcosa frettolosi e fastidiosi arrivano pensieri svalutanti e l’onnipresente rompipalle del giudice interiore che pressappoco emana sempre la stessa inappellabile sentenza tale per cui: “in nome di questo e di

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quello…considerato che tu non sei tizi o caio…e che non hai agito in questo modo e in quell’altro io ti dichiaro colpevole di incapacità e di totale inadeguatezza anche solo a pensare di fare quello che stai provando a fare, pertanto fermati che è meglio perché altrimenti oltre alla sentenza da scontare arai anche una brutta figura ed una sicura delusione da smaltire?!”.

Ecco, vi capita?

Si tratta, a ben intuire, di una particolare tipologia di sabotatore interiore che opera in maniera trasversale nell’animo umano delle persone di ogni latitudine, esperienza o astrazione sociale o ogni altra qualsivoglia distinzione si voglia infilare ma che pressappoco si può tradurre con un semplice “capita a tutti”.

Sto lavorando ad un progetto e non ci crederete…non riesco a scrivere nulla, ho come una specie di blocco creativo e la cosa mi è davvero nuova essendo che proprio nello scrivere ho sempre pensato che non avrei mai avuto problemi essendo io un abbondante chiacchierone.

Ma non mi sono mica arreso eh…nooo. Scrivo bozze e poi non mi piacciono e poi ne scrivo altre e poi altre ancora. Sto scavando il mio buco per evadere da questo rompi di giudice…che poi sono io con me stesso.

Che fare quindi?

Opzione 1: Basta rinuncio, mi lamento, mi arrabbio con il giudice interiore e con me stesso;

Opzione 2: Come posso trasforamare questa situazione, quale cambiamento devo attuare dentro e fuori di me?

Scelgola n 2. Virata verso la libertà. Forse il mio giudice mi rimanda solo che ho paura di sbagliare e ci sta, sono umano. Scelgo di fare l’artista, e mi allineo con il sentimento dell’umiltà, l’impegno, la fiducia e l’biettivo che è sempre quello di crescere e anche in questo progetto dalla vita mi arriva una preziosa opportunità. Mi ispira

Odissea_Ulisse_mendicante.pngAh…oltre alla paura che è un sentimento umano di cui non dobbiamo mai vergognarci c’è anche la pretesa … e questa è un ostacolo a ogn forma di creatività sana e duratura. Mi ispiro al mito di Ulisse ed alla saggezza che contiene. Come Ulisse mendicante in casa propria anche io mi rendo umile sul mio terreno preferito per non essere divorato dalle pretese e dal giudizio.

 

 

 

 

 

 

I Pensieri di Antonio Mercurio, la Luce del sole e la musica del Postino.

Lo sapete che la mattina io, Elliot e il sole ci scambiamo il buongiorno vero? Stamattina tutto era molto evocativo, le luci, le nuvole, i raggi del sole e l’aria fresca. Ho girato questo video e sviluppato un piccolo montaggio ispirato ad un elaborto di Antonio Mercurio che si chiama: ” Regole per la navigazione notturna degli Ulissidi”. Spero vi piaccia, e Grazie ancora all’autore cui esprimo il mio sentimento di gratitudine. Punto di riferimento per la mia formazione e la mia crescita.

Grazie a tutti

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Inizio il nuovo anno esprimendo il sentimento della gratitudine pet tutti voi Amici del Web e mettendo subito un blocco, invece, alla pretesa.
La vita non va sempre come vorremmo noi ok! Ma non facciamoci fregare perchè tante volte a descrivre “la vita” siamo noi ma sotto i fumi velenosi delle pretese.
Dentro di noi e forse sin dai primi respiri vitali c’è quella che dice: “Se non è come voglio io allora non va bene e non la voglio, e anzi non la vorrò mai più!”.

Dentro di noi, e meno male, c’è anche tanta saggezza e la “libertà” di scegliere. Gli studiosi di scenze umane indicano con il termine “SE” quella parte di noi in cui pulsa il nostro progetto di vita alimentato ad amore inesauribile. Questa parte ci suggerisce costantemente la crescita anche se è faticosa, ci fa vedere le cose per come sono…lasciando sempre all anostra capacità decisionale la libertà di sceglire cosa fare.
Il potere di decidere ce l’abbiamo “solo” noi e se decidiamo di fonderci con il nostro SE abbiamo potenza creativa dentro e trasformiamo ogni giorno la vita non subendola ma “crandola”.

Quindi cari miei amici del web voglio farvi arrivare il mio sentimento di gratitudine per i contatti e le condivisioni di cui mi avete fatto dono e che riempiono di gioia, metto sotto i piedi la pretesa e vi riconosco tutti per la vostra bella e costante presenza.

Ora non voglio dilungarmi in pistolotti ma in estrema sintesi dico Grazie per i doni che mi avete fatto anche se io non sempre ricambio con altrettanta presenza nei vostri blog. Per il 2019 mi rendo disponibile a migliorare.

Albero di Natale 2018

Ciao a tutti scusate la latitanza. Vi faccio vedere il ns albero di natale 2018.
A proposito di Babbo Natale esiste e nel mio prossimo post vi dico di più.
Ciaoooo e Buon periodo natalizio a tutti

“Accogliere l’amore” per stare bene ed essere felici

Ciao amici, e buon inizio settimana.

imagesAntefatto: Ieri mattina sono andato a messa con Emma. Abbiamo scelto con mia moglie di iscriverla al corso per la prima comunione, eravamo combattuti ma alla fine abbiamo scelto per il “Si” sospendendo ogni tipo di giudizio e seguendo l’ispirazione e l’aspettativa che sarebbe stata per lei e per noi un esperienza di incontro con suoi coetanei e di socializazzione anche per noi.
Così dallo scorso anno la domenica mattina andiamo a messa.
Io non sono mai stato un grande frequentatore di chiesa ma come ho detto prima sono entrato in questa esperienza con sospensione di giudizio e così continuo e non di rado provo anche piacere
.

L’onore delle Armi: Al parroco del mio quartiere riconosco di essere persona ispirata e con cui è bello dialogare e che quando parla parla molto bene. In molte occasioni ho tratto preziose riflessioni dai suoi sermoni e frequentemente ho trovato anche nei suoi sermoni spunti che alimentano ed integravano il mio percorso di crescita spirituale.
Ieri: Non ho seguito bene il suo sermone ma ad un certo punto il suo parlare ha penetrato il mio rumore mentale e ha catturato la mia attenzione. Ha parlato di Amore. Siamo tutti abituati e pronti ad Amare, ha detto, eppure c’è una cosa altrettanto preziosa e utile per la nostra crescita ed è “accogliere l’amore per noi”.
Sbam … Bingo.

E ora io: Amare ci riesce meglio perchè comunque siamo noi che governiamo. Decido di Amare, Scelgo chi amare, Scelgo come amare, Scelgo se amare.

Antonio Mercurio definisce nel suo lavoro espresso ad esempio nel testo teoria della persona la persona come colui che tra tra le sue forze portanti ha la capacità di amarsi, amare ed essere amati nella libertà. Tanto più si realizzano queste capacità tantnto più si è “Persona” come proposto dall’autore.

Dunque:
Capacità di amarsi: Ok dai…possiamo farcela e tante volte lo facciamo.
Amare: Ok dai…possiamo farcela e tante volte lo facciamo.
Essere amati: Beh…qui sento che c’è da lavorare. Io ci sto lavorando, seppur è vero che anche qui tante volte lo facciamo… ma …seguitemi ancora.

Riconoscere di essere amati è “affidarsi (opposto del controllo) , è accettare (opposto del pretendere) è sentire la gratitudine perchè chi ci ama ci fa un dono al meglio di come può. Chi ci ama non è tenuto a farlo e se lo fa vuol dire che ha scelto di donarci amore, farsi strumento di vita.

Accogliere l’amore è un potere reale potenziale, decidendo di agirlo noi passiamo alla attuazione e diveniamo potenza creativa.

Quindi per il ns bene e per la ns crescita e felicità lascicamoci penetrare dall’ “amore che c’è”, ammorbidiamo la ns rabbia verso quello che “non c’è” o che “ci sarebbe dovuto essere”.

Accogliere l’amore vuol dire rendersi disponibili a liberarci delle pretese.

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Accogliere l’amore che c’è è un atto spirituale profondo anche di “resa” perchè “la vita”, il ns partner, i ns maestri, il ns lavoro, i ns genitori ecc ecc … sono stati e sono a modo loro donatori di “amore”, e lo stesso siamo noi ogni giorno in tutto ciò che facciamo.
Accogliere l’amore è un salto quantico e ci lanciamo meglio nelle profondità dell’alto rendendoci disponibili a lasciarci amare, a lascaire che l’amore ci tocchi, che ci cada addosso come la rugiada del mattino, che ci copra come la neve che ci culli come le onde del mare e ci riepia come in una notte di passione e ci colmi l’anima di come la gratitudine sa fare.

C’è amore, impariamo a vederlo ed a dargli cittadinanza dentro le ns mura di dolori e pretese medievali. Accogliamo ed accresciamo la qualità del ns essere capaci di amarci, di amare e di essere amati e sarà un fantastico giorno oggi e saranno fantaastiche trasformazioni e nella nostra vita tutto si realizzerà perchè noi siamo meravigliose creature immersi nell’amore.

Con gratituidine a Don Michele per ieri e ad al prof Antonio Mercurio per la ricchezza inesauribile della sua elaborazione teorica ed esperenziale.

Buon anno scolastico a tutti gli studenti del mondo, e ai genitori😊

Stamattina in giro con Elliot dalla vita mi è stato suggerito questo ritmo. Così lo assumo come colonna sonora di buon anno scolastico per mia figlia Emma e per tutti gli studenti del mondo perché oggi é un nuovo inizio ed io auguro a tutti che sia colmo di amore e di bellezza e dato che ci vuole anche tanta forza allora che ben venga un buon ritmo di accompagnamento per far vibrare tutto. Buon inizio anno anche a tutti i genitori, nuovo giro sulla giostra….si parteee😀😀. Ritmo

I follow him in me, in you … in us.

Torno a casa con questa canzone che bussa fortemente alla mia attenzione e quindi…eccola. Follow chi? Allora a prescindere dall’immagine religiosa del video mi piace tanto il messaggio e lo indirizzo verso Him in noi…chi? Beh quella parte di noi che incessantemente ci dice “Tu vali, non è vero che non vali niente! Tu non sei solo e hai molto talento, non è vero che non vali niente e che non hai nessuno! Tu sei una persona speciale, non è vero che sei una mezza sega”. Ecco chi followiamo stasera ed a ritmo di musica. In diverse discipline si parla del SE’ come sede del nostro progetto esistenziale e fonte inesauribile di amore per noi. A ciascuno ora auguro di seguire le parti migliori e buone di se così come le intende e qualunque nome voglia dargli va bene lo stesso. Stay tuned with our best friend inside.

Lacrime nuove

Piangere al dolore nuovo
all’imprevisto che smuove l’anima nel petto o ovunque si trovi;
Buon pianto nuovo, che sia copioso,
liberatorio e senza giudizio, limpido e fresco;
Buon urlo al fiato che sgorga dal vulcano del cuore,
sali pure alto e in cielo con libero fragore, come tuono;
Basta pianto di un tempo, finiscila;
Che ogni secondo è tempo nuovo
che è sterile la sua ripetizione
seducente il solito narrare
Che già abbiamo versato lacrime copiose, ed era giusto allora;
Ora piangere per un dolore nuovo
per il superamento che fa paura e disperare
per la fatica
per la forza che ci vuole ad armonizzare il bene ed il male, l’odio e l’amore,
piangere per vivere
per nascere ancora
e aprire i polmoni;
Siamo tutti vincitori
sopravvissuti
dal primo respiro nel mondo di allora
Buon pianto nuovo e nuova forza e vita fresca a noi ricercatori di bellezza

Nessuna colpa, sono cose della vita.

Quando accade qualcosa di brutto e ci assale l’angoscia e l’impotenza ci parte la ricerca del colpevole “fuori”. Perché una persona muore all’improvviso? Perché il tuo amico a 4 zampe rischia di morire? Di chi è la colpa. Tendiamo a cercare una soluzione ed una giustificazione “comunque” per non contattare il dolore freddo dell’impotenza. E se un colpevole fuori non lo troviamo allora forse i colpevoli siamo noi, perche non siamo stati attenti ecc! Lo pensano i bambini, lo abbiamo pensato noi da bambini, lo penseranno i bambini che verranno. Che fare allora? Dobbiamo imparare a “starci” ed a accettare che certe cose succedono e fanno male come se ci schiacciamo le dita ad una porta…fa un dolore bestiale. Accettiamo che non siamo perfetti ed onnipotenti e se vi accettiamo a fondo seminiamo terreno fertile per il perdono e ulteriore amore da far crescere in noi, da usare e da mostrare per insegnare ad altri ed ai bambini che accadono incidenti nella vita e che si chiamano incidenti proprio perche non è colpa di nessuno…ma non per questo quando accade fa meno male.

Elliot 3. Bye Bye rancore

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Metti Elliot ad esempio, e metti uno come me che è giusto un “pochino” rancoroso. Metti che lui ad esempio dopo giorni di “successo” un bel giorno ti fa i bisogni in casa, Metti che mi sono incavolato 😤😤😠😠: “Tu questo e tu quello … io così e io colà ecc ecc”. Ma lui è un cucciolo di cane, titolare di tanto pelo ed istinto con cui c’è poco da parlare. Quindi mi sono piegato e ho pulito … poi ho pensato e riflettuto🤔.

Lui, Elliot, esprime ancora tanto istinto e reattivita (confido nell’addestramento😅); queste caratteristiche però sono anche mie (e vostre?) di quando qualcosa non mi va bene o mi addolora e me la prendo tanto, troppo.

Quando la mia rabbia va fuori dal recinto dell’evento contingente a me si accende ogni volta un ALLERT☠💣 e senza voler giustificare il malcapitato di turno quando la rabbia va oltre mi aiuta la consapevolezza che il mio Io Fetale é sempre pronto a battagliare.

Cos’è Io Fetale? (Il termine non é mio ma preso a prestito dall’Antropologia Personalistica Esistenziale – in sigla APE).

Parte teorica breve breve, lo giuro🤓: L’ Io fetale è quella parte della ns “personalità” che si struttura sin dalla vita intrauterina ed in risposta agli stimoli che riceviamo. L’Io fetale vive male le frustrazioni, le paura, è la ns dimensione incazzosa 😡; quando pure sembra che “lascia correre😇” poi tende a conserva dentro l’intendimento di rivalsa😏. In “utero” il ns rabbioso ragazzotto “io fetale” vive una realtà complessa ed ambivalente, da un lato vive un senso di grandezza perchè come embrione prima e feto poi lui/io/noi ci percepiamo come “il tutto” (AMORE, Assoluto e Onnipotenza), dall’altro vive un senso di grande debolezza perchè nei fatti “l’utero ed il mondo fuori” sono più forti di lui/io/noi al punto che se vogliono possono anche finire la partita e GAME OVER 😨😨(ODIO, Dolore, Impotenza). Questa ns dimensione ” Fetale” non si dissolve e non scompare con il parto ma permane come uno dei tanti elementi della ns complessa e ricca personalità.

Se dal concepimento alla nascita abbiamo avuto esperienze difficili e dolorose, vedi ad esempio 1. una fase di stress della mamma 2. una mamma spaventata 3. una mamma addolorata e che magari pensa di interrompere la gravidanza perché non desiderata ecc, allora ci può stare che a tale dolore, frustrazione o senso di minaccia si possa essere sviluppata una qualità emozionale e decisionale di tipo reattiva e rabbiosa.

Tali tipologie di risposte fetali possono permanere e caratterizzare la qualità delle risposte che diamo e delle decisioni che prendiamo nella vita da grandi e ce ne accorgiamo quando ad esempio 1. perdiamo il lavoro 2. la ragazza/o dei ns sogni non ci si fila 3. non ci sentiamo valorizzati ecc ecc. Può accadere e spesso accade che le ns risposte vanno ben oltre il problema contingente e assumono connotazioni epiche. L’io fetale é scemo!

Dunque che fare? Io consiglio di accrescere la consapevolezza e la conoscenza di se per non subire e inseguire ad libitum intendimenti “fetali” (la famosa rivalsa) che in tanti casi si presentano anche sotto vesti seducenti come “senso di ingiustizia, spirito del guerriero, intendimento di rivalsa e di vendetta (stile Edmond Dantes il “Conte di Montecristo”).

Come fare? Lavorarci sopra perchè queste vesti seducenti sono veleni per la nostra vita e in realtà ci tengono fermi al palo o peggio ci fanno naufragare sugli scogli come le sirene di Ulisse.

Perchè farlo? Noi meritiamo di “godere della felicità” e di realizzarci invece che rimanere ancorati a antichi traumi ed alla fissazione rabbiosa di una ns parte scema.

Dobbiamo farlo per forza? No, Scegliete voi. Io consiglio di farlo, io ci lavoro e non vi nego che sono tante le volte che il mio Io Fetale si mette in cattedra e vuole comandare lui. Ma Lui Non Deve Comandare👨‍✈️👨‍✈️!!!! E noi dobbiamo essere bravi a stanarlo.

Torniamo a Elliot e a me dunque dopo il pistolotto teorico, sorry mi é scappato 🤗. Con Elliot la partita è persa… ed il mio rancore va a farsi benedire (alleluia).

Con lui, come con il mio Io Fetale ho ben poco da dover ragionare. Elliot mi piego e pulisco e l’Io Fetale pure lo DEVO piegare.

Fanno errori gli altri e ne faccio anche io ( e voi?) e quando accade come con Elliot Bye Bye rancore e lavorare, riparare e ricostruire … che la nostra vita la deve condurre il ns Io Adulto per nascere per intero…costi quel che costi!

Ciao A tutti e se siete arrivare a leggere fin qua sotto vi dico che mi sento onorato e grato…miei eroi 😘😘. E sono grato a tutti gli uteri del mondo che donano seppur in modo imperfetto e con corredo di dolore ” l’opportunità”…prendere o lasciare, io scelgo di prendere😁😁… e voi vi opportunitate?

Magnifica giornata a tutti

Buongiorno a tutti. Elliot mi sa che non ha concluso il sogno…ultimo stiraccio e … pronti per un nuovo giorno e per dirla con una frase di Antonio Mercurio :”Oggi è un nuovo giorno e scelgo l’amore e la bellezza”.

11 – Veniamo a noi Stronzo (Gpp)

IMG_9047Giovane Guerriero Piccolo Piccolo (Gpp): C’è aria di tempesta a vedere dal titolo
daZeroaInfinito.com (daZaInf): No tranquillo, il contrario semmai. Tempesta d’amore 🙂
Gpp: Eh…immagino. Ci siamo quindi?
daZaInf: sai io mi ricordo ancora l’odore di quando ti ho trovato. Era autunno e nella mia Renault 5 c’era un area pregnante di fumo e di umido. Oggi Guardo in faccia non “il Re” in generale ma “un RE” in particolare, ed è quello dell’odio.
Gpp: ti ascolto.
daZaInf: Questo sovrano ha avuto – e purtroppo spesso ha ancora – libertà di azione dalle mie parti e sinceramente ora mi sono stufato.
Gpp : Intessante ed era ora, direi!
daZaInf: Vedi guerriero uno dei temi della mia storia è il tema del rifiuto, sarà che quando vengo al mondo non era previsto il mio arrivo … sarà altro, ma sta di fatto che ogni volta che mi capita di vivere anche solo da lontano un rifiuto mi si attiva di nuovo una risposta reattiva rabbiosa. Ora il fatto è che come ho detto tempo fa l’odio è un sentimento a doppia lama velenosa. Da una parte va verso gli altri e dall’altra va verso se stessi per cui accade che ci si da addosso e ci si condanna per non essere “il meglio del meglio”.
Gpp: Ti capisco e so cosa intendi. Anche io che sono piccolo piccolo tante volte ho sentito questo dolore, a me succede quando non mi sento riconosciuto. Dio quanto mi arrabbiavo anch’io e poi mi incavolavo anche con me per non essere come i Guerrieri Grandi Grandi.
daZaInf: Caro mio, dico che la vita vuole che noi facciamo un passaggio. Io non voglio più farmi fregare dall’odio.
Gpp: Lo credo anch’io, lo facciamo insieme?
daZaInf: Va bene, facciamolo.
daZaInf & Gpp: Cara vita, a te il nostro impegno. Impegno nell’abbandonare l’odio e lasciarlo naufragare e sciogliere nella capacità da sempre nostra come proprietà della vita di poterci perdonare, di perdonare e di amare;
Cara vita, da sempre alleata attenta;
Noi ci riconosciamo che possiamo trasformare la rabbia e l’odio e e consolidare fiducia e amore;
Amore, che è l’origine di ogni pulsazione e idea di vita;
Amore è in ogni essere, e noi esistiamo;
Amore come dono;
Amore come progetto con la vita insieme;
Che insieme abbiamo una mission;
Che siamo noi stessi vita che dona vita;
Che trasformiamo un cuore di pietra in uno che ama;
Che è ogni secondo un sospiro di sole;
Che è di nuovo ruspante primo respiro, pianto vitale;
Che il perdono è atto supremo;
Che il passato rimane a ricordare e ad incoraggiare;
Che siamo liberi da sempre;
Che siamo liberi di amare e di odiare;
Che oggi l’odio lo guardiamo in viso;
Che ci assumiamo il nostro e lo vogliamo trasformare;
Che non abbiamo paura ma fiducia;
Che ci sentiamo orgogliosi delle lacrime versate e delle cadute;
Che siamo guerrieri … e di quelli buoni;
Che sentiamo di usare l’arte e la saggezza come pure le gambe ed i polmoni;
Che non siamo supereroi umani;
Che teniamo forte il timone;
Che abbiamo servito sovrani stronzi…e ci può stare!
Che è ora di chiudere quella partita
Che ne iniziamo una più bella
… si chiama vita.

daZaInf: Ciao caro Guerriero piccolo piccolo, sono stato davvero bene con te e mi sei stato d’aiuto. Ritrovarti mi ha permesso di fare un bel viaggio. Ora non perdiamoci di vista ok?
Gpp: No, non ci perdiamo di vista. Io ci sarò sempre, abbiamo cantato insieme e quindi esistiamo insieme e insieme diveniamo. E poi ho preso gusto qui da te, mi ci trovo bene. Magari studiamo una rubrica “Il Giovane Guerriero piccolo piccolo in giro per la città”.
daZaInf: Si, e magari ti trovo anche una giovane Guerriera 🙂 e dei compagni di viaggio.
Gpp: ne sarò lieto
daZaInf : Ciao  ed ancora grazie alla vita che ti ha messo sulla mia strada facendoti cadere da chissà quale mano una sera d’autunno di tanto tempo fa quando ti ho trovato nella mia Renautl 5 che aveva un area pregna di fumo e di umidità.

10 – C’è posto per te (Gpp)

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“Hei voi della vita, C’è posto per me?”.
Può accadere: che ci sentiamo in panchina, e può accadere che reattivamente giudichiamo e ci giudichiamo.
Proposta: mettiamo sul campo le situazioni similari, vale a dire le situazioni (casa,lavoro,scuola, amici ecc) in cui ci sentiamo in panchina. Assumiamo queste situazioni come uno speciale cruscotto esperenziale. E poi affermiamo: “Smetto subito di giudicare e di giudicarmi”.
Ipotizziamoci: comadanti di un Boeing 747 (che poi lo siamo davvero) e osserviamo la strumentazione del nostro cruscotto…con mani ferme sui comandi e quando saltellano di nuovo i sensori (giudizio) chiediamoci in modo rivoluzionario il cambiamento che ci viene richiesto.
Sono certo: che quando noi cambiamo allora anche lei, la vita, cambia pari pari così come lo desidera l’ autenticità del ns cuore.
Parola di Giovane Guerriero, seppur piccolo piccolo. C’è sempre posto per te.

Gpp: Hey autore ricordi che abbiamo ancora un tema aperto?
daZaInf: Eccome! Sono in ascolto.

9 – Il dolore è una forza Cosmica (Gpp)

Radici oscure in abito da sera lusingano pensieri ancestrali antichi sotterranei e cosmo planetari. Il tempo oggi è nuovo.
Narciso arma a doppia punta. Un fiore sotto traccia racconta alla terra di un cielo e di un sole … la vita comunque altrove.

daZeroainfinito: Hei Guerriero🤗 come va ti sento poetico oggi!
Guerriero piccolo piccolo: Eh già.
dZainf: fa un certo effetto il tema delle radici
Gpp: si è molto evocativo e ieri mi hanno ispirato🤔
ZaInf: Tutto bene? E’ da un pò che non ti si vede in giro. Dovevi raccontare del dolore da un po’. Hai latitato eh😉
Gpp: un buon guerriero sa prendere il giusto tempo
Zainf: Parole sante caro mio🙄 e complimenti vedo che ti sei ristabilito.
Gpp: Si, sono di nuovo in piedi. Mi sono reincollato al mio progetto, ma devo essere grato all’autore del blog😗😗…per quanto poi è stato lui a rompermi😎…eh vabbè…ha riparato e accolgo il suo impegno al meglio di come ha potuto. Del dolore mi ricordi eh…🤔 tema impopolare. Non credo avrai molti lettori. Ma tu sei simpatico e curioso di cose buone e di crescita e voglio raccontarti di ciò che ho sentito su sulle stelle. Sei pronto?

ZaInf: quando vuoi.
Gpp:ho sentito su nelle stelle che è stato introdotto qui tra le persone per un fine.
ZaInf: Ho sentito qualcosa al riguardo. Certo il dolore una risorsa per un fine è un idea rivoluzionaria🤓 e difficile da accettare 😡.
IMG_8776Gpp: hei non ti infervorare, che non ho nemmeno iniziato. Sai a cosa serve il dolore? Serve per non farci perdere tempo, ecco. Quando esso arriva “hanno detto su nelle stelle” arriva perché alla persona viene chiesto un cambiamento ed una trasformazione, esso è pressappoco la forma visibile che la vita ci manda per dirci DIAMOCI UNA MOSSAAA!! Ci sono grandi capacità creative umane in ognuno di noi e la vita ha bisogno che le usiamo. Nel dolore vi è una forma efficace di spinta ad agire risorse creative e trasformative per darsi una opportunità di venirne fuori. 🤓Come massi di marmo possiamo rimanere inerti e morti nel nostro dolore e dando colpe e responsabilità tanto a noi quanto agli altri (e magari anche con prove alla mano👨‍🎓👨‍✈️) oppure decidere di trasformarci e fare come gli artisti😀. Prendi un’opera d’arte ad esempio, essa è il risultato di più trasformazioni, la prima avviene “nell’artista” che deve superare i sui dolori che – ipotizzo – dicono più o meno:“ non sono bravo perché …, e io ho avuto un incidente altrimenti…, e se io fossi stato…, e se io avessi avuto…, ed io ho paura perché…, ed io sono arrabbiato e quindi…, e a me mi hanno fatto questo e ora… ecc ecc”. La seconda trasformazione è nella materia, lo scultore lavora la pietra e il marmo così come un pittore i colori e altri ancora i propri strumenti e i propri. Ogni azione, ogni martellata come ogni colore scelto e mischiato con gli altri sono una decisione interiore prima ed un azione poi. Questa capacità è una prerogativa dell’Uomo. Ti risulta per caso che altri esseri viventi sappiano realizzare opere d’arte e capolavori che addirittura sopravvivono all’autore come ad esempio il David di Michelangelo? Io non ho notizia a tal riguardo.
ZaInf: Boo…certo gli animali pure fanno cose ma non saprei se lo fanno per spirito di adattamento o per spirito creativo come accade gli umani che, invece, nelle loro realizzazioni esprimono la capacità dell’essere umano di trascendersi👏👏.
Gpp: Ecco! Diciamo che in base alle ns conoscenze attuali non lo fanno. Ora ho bisogno però di ripetere un concetto. 🗣🗣Il tema del dolore che non va inteso con il “procurarsi il dolore” o con il “permanere masochisticamente nel dolore” o nell’ “essere felici per il dolore che ci arriva”. Nulla di questo☝️☝️!!
Zainf: Giusto!!!
Gpp: Quindi ecco che:
– alle stelle ho sentito raccontare che da tempo hanno capito la potenza di questo elemento;
– che l’uomo ( solo lui e non altri esseri viventi) può attingere alla propria saggezza nella capacità di decidere di darsi un’anima che trascende il dolore;
– che esiste l’arte come prova concreta che l’uomo sa creare una vita “artistica” e metterla in un opera che se poi è un capolavoro produce un campo di bellezza che una volta generato poi vive anche dopo la morte dell’autore e addirittura all’infinito ( almeno fin quando esisterà la dimensione del ns spazio tempo!!!);
– che come con la tela lo stesso può fare l’uomo sia da solo che in gruppo della propria vita un opera d’arte.
ZaInf: Dici che in questo modo la vita raggiunge un suo fine?
Gpp: Certo, se come persone riusciamo a creare un quantum di energia sotto forma di bellezza facendo della vita sia come singoli che come gruppo un opera d’arte allora la vita si da anch’essa un anima immortale e che – così come la bellezza dei capolavori vive e viaggia da generazioni in generazioni tra le persone allo stesso modo la vita ed il ns universo avranno un anima in grado di sopravvivere e di viaggiare da un universo all’altro.
ZaInf: Difficilotto però!!
IMG_8761Gpp: Non ci pensare alla difficoltà. Prendila come una bella storia, raccontatela e raccontala e vedrai che quando di nuovo ti troverai in difficoltà magari pensa che la vita ha bisogno di te e ti sta chiedendo un superamento che sarà una straordinaria opportunità per te e per lei. Fai L’artista e non la vittima😉😉.
Zainf: Si ma è difficile e faticoso e poi chi lo dice che uno poi lo vuole fare questo passaggio?
Gpp: Si è impegnativo. Ma sta di fatto però che il dolore c’è ed esiste e fino a quando non abbiamo trovato un modo per cancellarlo dalla esperienza umana è bene imparare a usarlo.
Zainf: Sei un grande!! E cavolo quanto parli pure tu!!
Gpp: Un grande guerriero piccolo piccolo.

Nota dell’autore: racconto liberamente ispiraro alla Cosmo Art di Antonio Mercurio in cui anche il giovane guerriero piccolo piccolo si ispira tanto…eccome!!!!

8 – Mi sono rotto. (Gpp)

IMG_8829daZeroainfinito: Hei guerriero, cos’è stato un incidente?
Guerriero piccolo piccolo: Anche i guerrieri si rompono, in tutti i sensi caro mio, io ora sono un pò a pezzi. Certo che ci vuole una pazienza!
daZaInf: Ti prometto che ti riparo e che la prossima volta starò più attento.
Gpp: Di questo ne sono sicuro! Che abbiamo ancora cose da raccontare. Io sono forte e non mollo ma tu pure stai sul pezzo che il prossimo è un tema importante da trattare ok?
daZaInf: Ok guerriero…che poi una cicatrice magari ti da anche un pò di fascino in più.
 

7 – Quand’è il tempo della felicità? (Gpp)

IMG_8809daZeroaInfinito.com: Hei… ma quando si è felici? Vedo tanto impegno in giro. Secondo i miei calcoli dovremmo essere già essere felici!!
Guerriero Piccolo Piccolo: mmm, sempre sta cacchio di matematica!! Non sei mai andato daccordo con i numeri…ecco perchè non ti ritrovi con i calcoli. Vedi che è dura essere felici, richiede impegno e fatica.
daZaInf: Dici?!
Gpp: Ne sono convinto! Ma la vita non è perfetta e nemmeno noi lo siamo, e nemmeno gli altri. Ed in questo vortice di imperfezioni facciamo sempre calcoli…su quando tutto sarà perfetto e così saremo felici.
daZaInf: Quindi?
Gpp: Scegli tu se vuoi essere felice, ad esempio proprio ora? Sono sicuro che quando avrai scelto troverai tanti buoni motivi per esseerlo e goderne.
daZaInf: Ora ad esempio sono felice!…mentre sto scrivendo
Gpp: Buon momento felice allora.
daZainf: Si, grazie. Amo questo momento e scrivere mi rende felice.
Gpp: Siamo felici quando facciamo qualcosa per esserlo. Quando scegliamo di esserlo. Quando cambiamo per esserlo. Perchè diversamente “nella nostra vita non cambia niente se niente cambia”.

daZaInf: cari lettori voi quando siete felici?

6 – Ombre Lunghe, una storia vera. ( Gpp)

daZeroaInfinito:Hei Guerriero come va? Sei in giro su paesaggi marmorei, ombre lunghe avanti.
Guerriero piccolo piccolo: Si, hai visto che marmo duro?
daZeroaInf: Che coincidenza, pensa che anche di un marmo ti voglio raccontare.
Gpp: Dici che è una coincidenza?
daZeroaInf: Mmmmm mica tanto! Ad ogni modo il racconto parla di Michelangelo Buonarroti il famoso artista del rinascimento. Lui, dicono, sapeva che presso il signore di Firenze vi era da tempo un blocco di marmo che giaceva inutilizzato e danneggiato. Praticamente un precedente scultore lo aveva danneggiato e poi abbandonato. Lui ha inisistito per avere proprio quel marmo. Una volta ottenuto ha iniziato a lavorarci e quel buco è stato abilmente usato e trasformato insieme con tutto il marmo inerte in una scultura che ancora oggi sopravvive ed è un capolavoro, il David.
Gpp: capisco e mi piace questo racconto. Siamo anche noi come un blocco di marmo, ognuno di noi ha il proprio buco. Ognuno di noi può vedersi ormai inutilizzabile e abbandonarsi oppure può lavorarci sopra per trasformarlo. Che il buco è solo un potenziale, e sta a noi sceglierne l’uso.
daZeroaInf: Si a volte il dolore ci mette a terra e ci si può anche arrendere.
Gpp: Si, si può. Ma si può anche altro. A me le stelle a proposti del dolore, ad esempio, hanno raccontato anche una cosa. Te la dico al prossimo giro
daZeroaInf: Nooo dai racconta?!

5 – Scusa guerriero: la strada per il benessere? (Gpp)

IMG_8760daZeroaInfinito: Senti ma qual’è la strada per il il benessere e la realizzazione?
Gpp: OK, svoltare dopo aver visto le criticità belle e grosse, sia delle persone che delle situazioni. Dopo aver superato la rabbia e l’orgoglio gira a sx verso l’amore e la cura, lì vedrai germogli di potenzialità che ti aspettano; sii accigliente con loro…sino piccole che si odono appena sotto il rumore della critica e del rancore. Seguile, ascoltale e prenditene cura. Poi prosegui diritto e pronto a modificare – se necessario – la rotta per non farti fregare dalla onnipresente jubris.

4 – Siamo Arte (Gpp)

IMG_8777daZeroaInfinito: Ciao Gpp, sempre in giro vedo eh :-).
Gpp: Ciao a te. Era ora. Allora a che punto siamo di quesrta storia. Cosa ti ricorda il sussurro della vita? Io intanto ho fatto un giro al mare, a guardare il sole.
daZeroaInfinito: Ok ti racconto, non essere impaziente! Un autore che amo e che cito spesso in una sua favola moderna racconta pressappoco così: “Ci sono infiniti universi. All’origine delle origini c’era una bambina, la VITA, alla quale piaceva giocare con le bolle di sapone. La VITA, soffiava sul cerchio con l’acqua e sapone e vedeva con meraviglia le infinite bolle. Ogni bolla era un universo. La Vita si doleva che non era immortale. Le sue bolle potevano durare un’eternità ma era un’eternità che si consumava in un istante. Tutte nascevano e morivano. Non ce n’era nessuna che nascesse e non morisse più. Che immenso dolore! Finchè un giorno arrivò l’idea vincente. Dentro una speciale bolla di sapone, la VITA mise gli umani, e poi insegnò loro come fondere insieme dolore, saggezza e arte, e da essi nacque un’opera d’arte e questa si staccò dalla bolla e si mise a volare danzando da una bolla all’altra, da un universo all’altro, all’infinito”.
IMG_8799Gpp: Pressappoco è quello che ho sentito anche io. Che ogni persona può fare della propria vita un opera d’arte attingendo alla sua materia particolare, le esperienze della sua vita, anche quella puntuta e dolorosa. Ma deve volerlo!
daZeroaInfinito: E chiaro, quello sempre.
Gpp: Forse è per questo che sono capitato dalle tue parti. Per ricordarti di non arrenderti e di fare l’artista invece che la vittima.
daZeroaInfinito: Grazie ma non è sempre facile.
Gpp: E chi ha mai detto che sarebbe stato facile?!? Siamo Arte vivente!
daZeroaInfinito: L’artista eh…sai che anche di questo ho sentito una storia che mi piace sempre a tanto. Te la racconto la prossima volta, aspettami eh!
Gpp: E chi si muove!