Fare della propria vita un opera d’arte, prima che un bel motto, è una bellissima prospettiva, un opportunità, che ci si può dare nella vita. Con tenacia e utilizzando come un artista le nostre qualità umane possiamo realizzarla. Provate a sussurrare: “voglio fare della mia vita un autentica opera d’arte”. Non sentite come l’anima riceve da questa prospettiva un ben pieno di senso?
Bene, rigenerati da questa bellissima opportunità, iniziamo.
Oggi vi parlerò di un particolare tipo di contratto, quello che tutti e che abbiamo stipulato – un tempo, appunto – con l’Amore. Non dite che non lo avete…c’è! Consiglio di cercare bene e di non trascurate i dettagli.
Provo a darvi qualche dritta.
Da alcuni giorni, dal mio passato di ricordi universitari, sono tornati a stimolarmi ed ispirarmi le teorie di pensatori/filosofi come Rousseau, Locke e Hobbes. Per quali ragioni, si chiedevano i tre autori, l’uomo, ad un certo punto della propria vita, ha lasciato, o sarebbe meglio ha dovuto abbandonare, lo stato di natura?
Possiamo visualizzare lo “Stato di Natura” come il tempo di un passato remoto in cui l’ uomo viveva in armonia con il pianeta e gli altri esseri viventi. Avevano anche loro un sistema di accordi d’amore dato che è trasversale ai vari autori l’idea che nel tempo dello stato di natura vi fosse equilibrio, armonia e rispetto.
MA le cose cambiano per tutti. Così ecco che ad un certo punto l’uomo ha abbandonato questo stato per approdare ad una evoluzione del “vivere” fatto di regole a protezione della convivenza nella società che si separava dalla dimensione di natura per approdare a quella “civile” . Ad inquinare la bontà dello stato di natura, sono intervenuti, a seconda dei diversi autori, cambiamenti nella società naturale (diffidenza e ostilità, rabbia e desiderio di vendetta, proprietà privata e sfruttamento). Gli effetti dei cambiamenti hanno sbilanciato quell’equilibrio naturale tra uomo, suo i simili e natura, al punto da far percepire un sentimento di paura verso l’altro. Così, per cercare di governare le forze aggressive si è reso necessario, per bisogno, ed a caro prezzo di libertà, sancire delle regole. Tali regole hanno assunto fisionomie organizzative in tutto nuove, si è andati dal riconoscere il potere ( di proteggere ) ad un sovrano assoluto, o a una monarca affiancata da un parlamento, o ad un organo di rappresentati del popolo democraticamente eletto. A questi l’uomo ha ceduto per sempre, o delegato per un intervallo di tempo, una grossa fetta del proprio potere in cambio della promessa di una convivenza “pacifica”.
Lo stato di bisogno, quindi, fu la molla ispiratrice della decisione di cambiare.
Lo stato di bisogno da sempre è un pungolo al cambiamento.
Proprio dai bisogni umani, e la ricerca dei modi migliori per soddisfarli, si è generata l’economia. Le scienze economiche sono divenute, via via sempre più complesse man mano che anche i bisogni, e le variabili, si sono fatte più complesse. Come scienza, l’economia, studia i modi più efficaci per soddisfare i bisogni umani con le risorse a disposizione.
Quelli primari di mangiare, bere, dormire, e di sicurezza sono certamente i primi che l’uomo deve soddisfare. La miglior soddisfazione è – dicono gli economisti- il risultato delle scelte di”allocazione di risorse”in modo ottimale. Le scelte sono necessarie dato che le risorse non sono limitate.
Garantiti – al meglio – i bisogni primari ecco che all’orizzonte se ne affacciano altri. Sono i bisogni di benessere fisico, sociale e di realizzazione di sé.
A questi bisogni siamo chiamati, singolarmente e collettivamente, come i nostri avi dello stato di natura, a trovare una soluzione.
Come dicono gli economisti, ciascun uomo con le proprie risorse può trovare la miglior combinazione di qualità umane e risorse materiali per soddisfare i bisogni in modo duraturo e di “qualità”, e gratificante.
La qualità anche. Pensate ad un albero, un bell’albero grande e rigoglioso, una quercia ad esempio. Osservandolo possiamo dire, con ragionevole certezza pur non essendo botanici, che è ben radicato nel suolo, che le sue radici attingono buoni nutrimenti dal terreno fertile, che in esso la linfa circola bene portando i nutrimenti ad ogni ramo ed ogni foglia e che il clima è favorevole allo sviluppo della sua natura profonda di produrre gustosi frutti (ad esempio). La qualità è quindi sia nei componenti essenziali (acqua, terreno, luce) ma anche nella evoluzione che è piena realizzazione di sè (albero).
Come un albero anche noi abbiamo la nostra “natura” da realizzare…ed è un bisogno che spinge. La ricerca di senso della vita è un esigenza molto diffusa.
Esiste poi veramente questa natura profonda? Certo, dico io! E’ la dimensione del nostro essere in cui è depositata la nostra natura ed opera costantemente, instancabilmente, per la nostra crescita ed evoluzione. E quando ci sono problemi ci spinge a superarli e trasformarli, senza perdersi nel lamento ( ma questa è un altra storia).
A volte è soffocata sotto scorie di dinamiche umane, come la rabbia e il giudizio, facciamo fatica a percepirla ma lavorandoci state pur certi che, come fuoco inesauribile, è viva, c’è e ci sostiene e aiuta incessantemente. Le scienze umane hanno definito tale natura in vari modi e dato vari nomi. Tutte concordano nel riconoscere come sia determinata alla nostra affermazione progettuale. Nel lavoro con le persone la vedo e rinsaldare l’alleanza tra il nostro Io decisionale e garanzia di successo per superare, con slancio, gli ostacoli, soddisfare il bisogno di realizzazione, stare bene ed essere felici.
Ho parlato di “rinsaldare” non a caso. E’ importante mettere in luce il fatto che tale alleanza, seppur certificata, va sostenuta.
La certificazione è il contratto con l’Amore che abbiamo sottoscritto. I termini dell’accordo non li conosciamo nel dettaglio ma, come per gli alberi, anche qui possiamo ragionevolmente affermare, che era un contratto per la crescita a cui la vita, potente ma non onnipotente e perfetta, ha offerto un terreno fertile ed clima buono per svilupparsi, un ambiente di natura, di società e di persone. La prova ne è il fatto che siamo vivi, qui ora.
Abbiamo sancito un contratto con l’amore e la nostra esistenza è oggi la prova che la clausole di collaborazione incondizionata…è stata rispettata ed è pienamente operativa.
Si tratta ora di continuare con il programma…
Già…il programma, la nostra opera d’arte…e di questo vi dirò.
Che il fuoco sacro delle alleanze scoppietti in ognuno di voi.