
Tra gli argomenti evergreen di ogni inizio legislatura compaiono: la commissione di vigilanza della RAI (che va rinnovata ad ogni nuova legislatura) e poi “l’aggiornamento” del CDA della RAI.
Temi noiosissimi che i cittadini facciamo fatica a comprenderne l’utilità. E infatti non vi è un “Utilità di Popolo” che giustifichino il phatos, le strategie ed il tempo che viene dedicato a queste “priorità” che l’azione politica si da.
L’utilità, a vedere dal punto di vista dei governanti, c’è eccome è piuttosto una “Utilità di Sistema”, per stabilire il “controllo” dell’informazione.
Controllare l’informazione, e quindi l’opinione pubblica televisiva, è ambizione di chiunque governi (così fanno tutti).
L’avvento dell’era social ha inferto, tuttavia, a questa pretesa di controllo un durissimo colpo. I social, con tutti i loro limiti, hanno hanno reso estremamente virale e visibile, in questi ultimi giorni, la scissione tra informazione e percezione di realtà. Questa distorsione tra realtà raccontata e realtà percepita amplificano e mettono a fuoco responsabilità – di inerzia e di priorità – che un tempo godevano dell’impunità dell’ombra: “mi riferisco alla volontà di gestione dell’informazione per finalità di parte, manipolatoria (nel 2026 siamo al 56° posto nella classifica mondiale su “libertà di stampa”).

L’era social riversa in ciascuno di noi attraverso gli smartphone valanghe di informazioni. Non tutte chiare e non tutte obiettive, ma ad esse riconosco il merito di potere essere stimolo al sano senso del dubbio e della ricerca: “qui qualcosa non quadra!!!”. Come mai, si chiedono in molti, nessuno parla di ciò che leggo sui social e che riguarda tante persone? Il silenzio degli organi di stampa, pubblici e non, è diventato assordante.
Da circa 10 giorni in Italia si sta intensificando la protesta di famiglie e lavoratori che chiedono al governo provvedimenti di contenimento del galoppante costo della vita.
Sono manifestazioni pacifiche, molte al SUD. I manifestanti non chiedono miracoli. Come molti altri cittadini chiedono un cambio di indirizzo e di rivedere l’ordine delle priorità. Chiedono di fermare la deriva che sta pericolosamente alimentando la dialettica dei conflitti e dell’ individualismo; chiedono una più chiara e incisiva posizione su temi di rinnovamento, cooperazione, pace, ambiente, utilizzo delle risorse ecc. Non sono proclami bellicistici quelli dei manifestanti.
Ma, “C’è del marcio in Danimarca” e qualcosa di sgradevole si permea l’aria anche in Italia. Un odore sgradevole sale dal disarmante silenzio della RAI, servizio pubblico, e anche di altri emittenti, circa queste proteste. Un cattivo odore di precisa “assenza” e distanza tra paese e governo.
In modo arrogante, negli ultimi 10 giorni, le redazioni hanno dato molto spazio nei TG ad argomenti di secondaria importanza, curiosità, costume, gossip giudiziari (oppio per popoli?).
Ancora oggi, 18 ottobre, a scorrere i siti web delle principali testate le notizie sono molto in basso e poco visibili rispetto ad altre notizie che, invece abbondano di servizi, approfondimenti, contributi video e immagini: Sono i servizi sui disordini a Milano.
E’ accaduto che durante manifestazione pacifica sul caro vita c’è stata l’azione di gruppi che si sono infiltrati con unico intento di creare disordine e mettere in secondo piano le ragioni della protesta; sugli infiltrati catturati andrebbero fatte delle indagini approfondite per capire se vi sono regie occulte.

Dopo i disordini, ed il sospetto è che vi sia un preciso intento propagandistico pro padrone, i TG pubblici e non , come affamati di voglia di riscatto dopo le critiche, si sono messi a banchettare al capezzale di una regia che ha dato la priorità: “accostare e assimilare le manifestazioni pacifiche alle azioni violente, generare nell’opinione pubblica sentimento di paura, confusione e ostacolare ogni tentativo di ragionare in maniera critica”.
L’opinione pubblica, secondo me, è in questo momento storico distratta e confusa, rincoglionita dalla miriade di informazioni che arrivano con disordine e prive di approfondimenti fuori dal clima da stadio.
Ma una cosa l’opinione pubblica, spero, l’ha intuito, ed è che “qualcosa non quadra”. In molti hanno da tempo sentimenti di sfiducia verso le istituzioni, questi eventi non fanno che accrescere le ragioni di rifiuto con tutto il seguito di conseguenze.
Questo clima alimenta la distanza tra cittadino e stato, cementifica ancor più il senso di sfiducia e l’individualismo.
Il dubbio che si voglia distrarre l’opinione pubblica dalle scelte del governo per strategia elettorale – in vista delle prossime elezioni- è fondato.
Solo però che “qualcosa non quadra” e il dubbio alimenta domante e considerazioni. Molti pensano: “è innaturale e triste la rappresentazione, da parte del governo più longevo della nostra storia repubblicana, centrata sull’atteggiamento vittimistico e di ossessiva ricerca di colpevoli e responsabili “negli altri”. La mancanza di capacità critica e di assunzione di responsabilità è un azione “triste”, pericolosamente diseducativa da parte di chi è al governo del paese e, forse, non lo ha ancora capito.
Delle due l’una: o solo impreparati ed incapaci, oppure sono arroganti e credono di poter trattare gli i cittadini come cogl..ni …, e non è bello!!
Tempo di crescere dunque per tutti, per il popolo in primo ad essere più attento e rimanere sveglio; e per chi si propone alle cariche politiche poi, affinché si attivi un processo nuovo e virtuoso di nuove soluzioni a sfide sempre più complesse e che richiedono decisioni e visioni di lungo periodo… i vecchi metodi non funzionano più e il collettivo paese, quello delle persone e del pianeta stesso richiede ai nostri leader ed agli alti di essere rivoluzionari e non amministratori di condominio e dispensatori di favori personali. Abbiamo già dato…andiamo oltre.













7 Agosto e strade quasi vuote. Anche il tragitto casa lavoro si fa piacevole; tutto intorno calma e lenti morbidi movimenti. Vien voglia di far “sega” a lavoro come a scuola. Continuare a girare per le vie e le piazze pur familiari ma, in questi giorni e nelle settimane a venire, hanno un fascino magnetico e surreale. Roma ad agosto è bellissima, godibile e facile da girare. Per le vie mentre è ancora poco più che mattina unico suono vigoroso … sono io con la mia Bonnie eh niente…romba sicura e regolare, sinfonia di meccanica e metallo che è anch’essa bellezza … nella bellezza tutta attorno.
Il potere su tutto ammalia tutti. Avere il potere ci fa sentire, appunto, “potenti” e gratifica il bisogno atavico di sentirci capaci di governare – surfare, per dirla con immagine estiva – ogni tipo di accadimento con successo. I creatori di tendenze e i venditori di professione sanno bene come solleticare le pulsioni e vendere promesse di facili soluzioni. Senza muovere un dito riescono a indirizzare la vostra mano al fatidico click su “acquista “. 



