L’IA corre, avete notato si?!Eppure se ne parla cosi poco in rapporto alla valenza rivoluzionaria che è attesa.
Per l’essere umano rappresenta tanto una grossa opportunità quanto un bel grattacapo. Un evoluzione digitale, sostanzialmente, ma che ha una ricaduta -rivoluzionaria – anche nella vita reale.

Questa evoluzione digitale /rivoluzione genera entusiasmi e interrogativi in egual misura. I primi investono sull’efficienza di un sistema che esegue i nostri comandi e che, in un “click”, svolge egregiamente una grossa fetta di lavoro intellettivo umano con risparmio di tempo. L’IA sa meravigliarci, dunque, in efficienza…ed è sempre disponibile!
Concordo con chi la descrive come una sfida epocale, approdiamo ad una nuova era. Tempi di scelte, dunque, che piaccia o meno. Il mio sentimento è che dobbiamo decidere il ruolo che vogliamo assumere in questo passaggio. Traghettatori o traghettati?
L’IA non ha un anima. Quelli che sembrano ragionamenti sensati sono solo calcoli complessissimi di numeri mirabolanti di dati. I dati, diciamocelo, siamo noi. Questi sistemi, tramite le interazioni digitali (anche mentre sto scrivendo) osservano e codificano il nostro comportamento digitale.
In questo processo l’umanità non deve cedere il posto di comando.
Dobbiamo decidere le regole come unico organismo umano. Muoversi individualmente (singoli stati) è fallimento garantito.
A che punto siamo? I paesi stanno lavorando a questo oppure i governi hanno dismesso la loro funzione di “indirizzo” per divenire semplici “stati-utenti”, che acquistano servizi da privati?
Guardo in casa nostra. Nel dibattito politico italiano, tanto maggioranza quanto opposizione, la questione è assente. Come leggere tale sdilenzio: Incapacità o – a pensar male – c’è un disegno che va in direzione di una sempre maggior utilizzo di questi sistemi?

Intanto le persone ci giocano, si fanno riassumere documenti, non scriviamo più, non disegniamo, non fotografiamo, non facciamo ricerca, ci facciamo pianificare la giornata, ci facciamo consigliare, creiamo video efficaci, creiamo frasi ad effetto, ci diamo valore “digitale”, di rendiamo accattivanti e seducenti in modo digitale…evitiamo di pensare ed “essere”… “Tanto c’è l’IA!”
L’efficienza di questi sistemi di essere – e divenire sempre più – una piattaforma di controllo – gestione e decisione – determina nei fatti una forma di governo digitale.
Chi governa l’IA governa il mondo? Eh…gia!
Tale forma di “governo digitale” che carte di valori?
L’efficienza dell’IA e le sue stronzate digitali bombardano e ubriacano i nostri la mente umana. In ognuno la passione per “la volontà di dominio e di potenza” trova in questi strumenti degli stupefacenti digitali che promettono facile successo.
L’individualismo, la dipendenza digitale di ricerca di sempre maggiori picchi di dopamina da reel, l’accettazione passiva di sempre maggiore accentramento di potere economico, unito alla debolezza di una politica incapace di regolamentare gli eventi, i processi e gli strumenti digitali, a tutela esclusiva del bene pubblico, … sono un bel guaio.
Credo che l’umanità non può permettersi di dormire incolpevole.
L’IA conquista ogni giorno spazio nelle nostre vite. Conquista posizioni di controllo e funzioni “digitali” crescenti. La sua avanzata non incontra resistenza. Oltre oltre le la linea della attenzione, distratti come siamo da e una moltitudine dal susseguirsi delle emergenze (ad hoc?). Distratti da altro sottovalutiamo l’avanzata classificandola quasi a livello di “nuove mode, frivolezze, e costumi”. Tale distrazione di massa non favorisce l’analisi delle implicazioni, le condivisioni di esperienze, gli approfondimenti necessari e le decisioni sui valori con cui vogliamo entrare in questa rivoluzione da protagonisti ( magari) invece che come semplici “dati”.
Ai detentori di tali nuovi poteri stiamo mettendo a disposizione zone franche di sviluppo e sperimentazioni.
Non tutto ciò che le macchine fanno bene è anche – automaticamente – utile.
Su una cosa sono certo. L’essere umano al tempo dell’IA sarà chiamato con maggior urgenza a diventare migliore.

















7 Agosto e strade quasi vuote. Anche il tragitto casa lavoro si fa piacevole; tutto intorno calma e lenti morbidi movimenti. Vien voglia di far “sega” a lavoro come a scuola. Continuare a girare per le vie e le piazze pur familiari ma, in questi giorni e nelle settimane a venire, hanno un fascino magnetico e surreale. Roma ad agosto è bellissima, godibile e facile da girare. Per le vie mentre è ancora poco più che mattina unico suono vigoroso … sono io con la mia Bonnie eh niente…romba sicura e regolare, sinfonia di meccanica e metallo che è anch’essa bellezza … nella bellezza tutta attorno.
Il potere su tutto ammalia tutti. Avere il potere ci fa sentire, appunto, “potenti” e gratifica il bisogno atavico di sentirci capaci di governare – surfare, per dirla con immagine estiva – ogni tipo di accadimento con successo. I creatori di tendenze e i venditori di professione sanno bene come solleticare le pulsioni e vendere promesse di facili soluzioni. Senza muovere un dito riescono a indirizzare la vostra mano al fatidico click su “acquista “. 



