Recentemente ho parlato di “tentazioni” qui nel blog e l’ho fatto tirando dentro, tra le altre, anche la tendenza a rimandare le scelte.
Generalmente l’esperienza di una tentazione è descritta come la bramosia di piacere che ci attrae verso qualcosa o qualcuno. A seconda della situazione l’attrazione può assumere diverse letture. Io la ritrovo anche nella tendenza al procrastinare, a rimandare e rinunciare, ad esempio. Qui la bramosia è il piacere che deriva dal “liberarsi” (reale o meno che sia) dall’angoscia di scegliere.
L’angoscia di scegliere e la ricerca di perfezione anche, se vogliamo, sono espressione di un conflitto interiore, risolvibile.
Il conflitto su cui voglio qui soffermarmi è quello che si consuma, spesso, a livello mentale e fa un gran baccano. Lo scontro è tra: i vorrei contro i non posso; i dovrei contro ho paura; i potrei contro i non sono capace ecc ecc.
In questo conflitto tra elucubrazioni si scontrano in noi opposte emozioni, e la libertà viene a trovarsi imprigionata. I contingenti sono agguerriti. Quello delle esperienze passate ha dalla sua parte il contingente della “prova dei fatti”. Quello della voglia di crescere, di star bene e di essere felici ha dalla propria parte il potere del “tempo presente”. I fatti, la nostra storia ed i nostri vissuti sono importanti. Rispetto al momento presente il nostri approccio sarà diverso a seconda che veniamo da esperienza positive, o meno. Nel primo caso ci caratterizzerà un atteggiamento fiducioso e sicuro; all’opposto invece saremo più cauti. Ora mi dedico ai cauti, come me 😀.
Chi si è scottato una volta, poi, sviluppa una particolare sensibilità al calore tanto da percepire come bollente anche l’acqua tiepida.
Rispetto alle “gestione e cura” delle ferite l’umano ha sempre cercato rimedi curativi. Tra i rimedi e le strategie vi è anche quella “pronta all’uso” dell’ evitare.
Evità oggi, evita domani, evita questo, evita quello, calcola questo, calcola quello … ecco che, paradossalmente, anche di fronte ad una cosa che si desidera tanto, poi, quando c’è da scegliere si addensano nubi d dubbi e ” dolci sirene” iniziano a cantare il melodioso canto del ” ma lascia stare … chi te lo fa fare!”.
Stamattina però ho pensato una cosa, ravanando tra le mie storie e strategie. Ho pensato alla saggezza dei “piccoli passi rivoluzionari”.
A chi fa fatica a scegliere io consiglio 2 cose:
- 1) “ricercate e trovate” la vostra giusta misura, quella in cui avete ben a fuoco tutto il vostro essere passato e presente. Lasciate perdere il giudizio, avete già dato anche troppo al giudice interiore e ha fin troppo rotto le scatole con il suo sentenziare sempre e solo “contro”. Anche basta quindi! Lasciate perdere il confronto con gli altri, hanno esperienze diverse dalle vostre.
- 2) esplicitate il vostro conflitto, fatelo venir fuori dal “sancta santorum” dello sterile chiacchiericcio mentale tra voi e voi. Chiedete un supporto, un consiglio, una guida e qualsiasi cosa purché utile a liberarvi della matassa di pensieri che, come catene, vi impediscono di vivere.
Cari, so che non è facile. So, come detto, che in questi conflitti, frequentemente, poi la persona ci mette sopra il carico da 100 del giudizio spietato verso se per non essere come gli altri, per non essere brillanti, per non essere incisivi, coraggiosi, temerari, spavaldi, di successo ecc. Si lo so.
So che uno dei principali ostacoli ai cambiamenti è l’imbarazzo ed il suo fidato compagno di viaggio, l’orgoglio. Piuttosto che ammettere un nostro limite preferiamo vivere di rinunce e di ricerca di giustificazioni provate da calcoli e riflessioni profonde che meriterebbero il nobel.
So tutto questo e so che lo sapete anche voi. Non aggiungo altro, ma, siate rivoluzionari.
