Sopravvissuti e Artisti. 38°Seminario di Cinematerapia

In questo periodo sto lavorando a questo evento🤗 e ho piacere di parlarvene. Il prossimo 20 e 21 Ottobre presso l’IStituto Solaris di Roma si terrà il 38°

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seminario di Cinematerapia. Si lavorerà con la visione del film The Martian (Sopravvissuto) un film del 2015 diretto e prodotto da Ridley Scott.

La proposta di crescita di questo seminario questa è sul potenziamento del nostro Io Artista.

Possibili domande: Chi? Io Artista? Ma io? Ma mica sono un artista io…io faccio l’impiegato😁?

Risposta: Tutti mettiamo mano alla ns vita elaboriamo emozioni e gestiamo situazioni. Combiniamo emozioni e le trasformiamo come fanno gli artisti classici as esempio con i colori, noi e loro allo stesso modo operiamo scelte e creiamo😎😎. Ecco quindi che anche noi abbiamo un Io Artista già bello e pronto, e che lavora da tanto tempo silenziosamente.

In che senso🤔🤔? Ok Seguitemi.

Nel film c’è un giovane astronauta biologo che fa parte di un progetto di ricerca spaziale ed un bel giorno la vita e le sue scelte lo portano ad approdano su Marte. Una brutta tempesta però si catena sul pianeta ed ecco che la missione viene abortita e tutto l’equipaggio scappare via. Nel corri corri il giovane Mark (interpretato da Mat Demon) ha un incidente e il suo sensore vitale smette di funzionare al punto che il resto dell’equipaggio lo ritiene morto, ripartono senza di lui. Al risveglio dopo la tempesta ed un pò stordito il nostro giovane biologo si ritrova solo, su un pianeta inadatto alla vita umana per lunghi periodi e con risorse alimentari per max 30 gg. Insomma un gran bel casino a cui deve trovare una soluzione…e la trova e sopravvive. Ma non vi racconto i particolari del film che – se non lo conoscete – vi invito a vedere.

Veniamo invece a noi😋.

Tutti noi, se vogliamo, siamo dei sopravvissuti. A ciascuno di noi è capitato di trovarci in situazioni ostili e/o minacciose. Forse non ne abbiamo memoria ma la storia della vita di ognuno di noi è farcita anche di queste esperienze. Una prima fase di contatto di difficoltà può essere stato anche la nostra vita intrauterina. Eravamo attesi, o no? Eravamo desiderati maschi o femmina? Era il momento opportuno per arrivare? Com’era il clima che viveva la madre e quello del suo ambiente familiare e comunque com’era il suo mondo allora? Era felice? Era spaventata? Ha avuto paura?

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A noi piace – e permane in noi – l’immagine del tempo del nostro approdo (concepimento e gravidanza) alla vita come a una fase di totale beatitudine cullati e sostenuti nel comodo ambiente intrauterino. Forse il ricordo permane perché tanto tantp tempo fa era così, ipotizzo.

Nello sviluppo del mio intervento però devo introdurre delle variabili storiche ed esistenziali, in estrema sintesi: ” Anche in quel periodo succedono tanti casini e non tutto va come vorremmo. I genitori sono persone del nostro tempo e oggi vi pare davvero che alla gioia per l’arrivo di un figlio non si accompagnino anche tante paure. Vi pare che tutte le gravidanze sono desiderate?”, ecco insomma anche quell’esperienza ha i suoi casini…

Nel mio articolo mi ispiro al contributo ed al grande patrimonio disciplinare dell’antropologia personalistica esistenziale ideato dal prof Antonio Mercurio è più precisamente al lavoro fatto dall’autore proprio sulla tema della vita intrauterina. Laviro avvalorato e universalmente riconosciuta e confermata anche a livello scientifico. Gli studi e l’esperienza di lavoro oltraventennale ci dicono che la vita intrauterina pur nella sua magnificenza non è però privo di sofferenze e di traumi, e di paure.

Immaginiamo un giovane “noi” piccolo piccolo che si trova un pò come Mark su Marte e deve trovare una soluzione per portare a casa il proprio progetto di vita ( a ciascuno il suo).

E quindi 😎dato che siamo qui, io a scrivere e voi coraggiosi a leggemi spero😀 c’è è un dato di fatto ed è che noi siamo stati Artisti ed abbiamo trovato soluzioni.

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Abbiamo un bell’artista dentro di noi e con questo seminario vogliamo andarlo a conoscere meglio😍.

Noi consapevoli del ns potere artistico “possiamo” crescere e far fruttare i nostri talenti e la nostra capacità artistica e fare salti esistenziale importanti passando da quell’universo di quotidianità in cui si “sopravvive” ad una nuova era autentici artisti e figli della vita ” vivi e viventi…e creatori di bellezza nella ns vita e di ogni cosa buona per noi”.

Si può fare e ce lo meritiamo. Io ci sarò, orgogliosamente a lavoro per preparare questo bellissimo evento e se vi va di partecipare contattatemi pure, oppure contattate istituto Solaris a questo link. Buon we e se siete arrivati a leggere fin qua sotto beh, vi meritate uno speciale ringraziamento e se me lo fate sapere nei commenti sarà anche lieto di leggervi e di ringraziarvi uno a uno😀

Tutti i Santi Giorni, di Paolo Virzi

imagesCiao amici Avete visto questo film? Io lo suggerisco.
E’ film del 2012 diretto da Paolo Virzì, ispirato al romanzo La generazione di Simone Lenzi.
I protagonisti li ami subito, giovani innamorati che hanno la gioia e la vita addosso e ci fanno partecipare alla loro bella esperienza insieme.
Una parte di me è andata in forte risonanza con il tema centrale del film.

Della soddisfazione vorrei dire…ma tutto quello che dirò non mi soddisferà appieno e mi chiederà un atto d’amore e di accettazione sicuramente.

Siamo soddisfatti di noi? Riusciamo ad amarci per quanto abbiamo ma anche al netto di quello che non abbiamo?
Giulio e Antonia non hanno figli e iniziano a desiderare uno, che non viene;

images2Il tema ci riguarda tutti.
Vogliamo una casa più grande, un lavoro meglio pagato, una carriera, una macchina potente e sportiva, una casa al mare e una in montagna e una in campagna, due o tre figli, una moto, una casa con piscina, una moglie/marito, un fisico atletico. E se non ci sono questi desiderata?
Beh se non ci sono la vita è per questo meno bella?
Beh io non voglio essere ipocrita ma non vi nego che nella visione del film il dolore provato è stato tanto ed io ho fatto il tifo per loro perché avrei tanto voluto che andasse tutto bene.
Eppure a volte la vita non va come vorremmo noi e c’è sempre una identità nuova da acquisire e che ancora non conosciamo appieno.
Si una identità nuova perché magari un figlio non arriva e allora?
Beh cosa fa di noi un genitore? Il fatto di essere riusciti a generare figli biologici? Certo questo lo fa ma non è solo questo. Si può essere genitori di se stessi ad esempio e dei propri progetti, si può essere genitori di un progetto di crescita che come un figlio ha bisogno di cure e di essere seguito e richiede tanto sacrificio e tanto lavoro e presenza.

Certo la botta arriva e fa male tanto. Ci sta e con quel dolore che a volte scompagina le carte bisogna farci i conti e agire come si deve per non perdersi.

Guido e Antonia sono parti di me, di te lettore del momento, e di ciascun essere vivente. Sono la nostra parte che reagisce rabbiosa, non si riconosce e agisce distruttivi. Sono la nostra parte che ama incondizionatamente e non ci abbandona e ci cerca costantemente.

Sono la nostra psiche e il nostro spirito. E noi siamo i protagonisti della nostra storia con la capacità ed il compito di armonizzare tutto il nostro essere e decidere nella libertà che prospettiva dare alla nostra storia… se di amore o di odio.

Amiamoci, affermo io ora. Siamo noi genitori di noi stessi e riconosciamoci quanto di buono facciamo e quanto di buono abbiamo…impariamo a sentire dentro la gratitudine e teniamo a bada le pretese che esse sono come i proci nella casa di Ulisse e depredano tutto. Scegliamo noi la nostra storia perché in questo specifica nostra storia personale sin dal nostro concepimento passa la potenzialità di realizzare il nostro speciale, unico ed irripetibile progetto di vita. Nelle cosiddette insoddisfazioni e nel dolore nostro personale c’è quel quantum di energia che ci è utile per fare le trasformazioni che la vita ci chiede di fare e poi una volta fatte beh… continuiamo a crescere e a creare, a crescere a creare e godere, a crescere a creare e godere …e vivere.

 

Film: L’ultimo Treno

el ultimo trenLo ammetto, se non ci fossero le opportunità di visioni “mobili” e le potenzialità della rete forse io questo film non lo avrei mai visto. E sono grato per queste possibilità perchè questo è un bel film. Essenziale e bello di quelli che al termine della visione sei lieto di aver incontrato nel tuo cammino. Durante la visione e per tutta la visione ho provato molta simpatia per i protagonisti, in qualche modo li ho sentito dentro e li ho voluti bene. Come sarò io da grande? Potrei come loro lottare fino alla fine per un ideale romantico? Voi mi direte cosa centra tutto questo con un treno. L’ultimo treno che ricorda la storia di un intero popolo sta per essere venduto agli Americani per girarci un film, qualcuno però a quel treno ci è affezionato e non vuole che venga portato via. Che fare allora? beh…non ve lo dico per non rubarvi il finale.

Beh vedete i treno sono stati in passato e permangono ancora oggi uno strumento di unione, portatori sani di opportunità e di incontri.  Anche se oggi si viaggia a 300 km/h e in comodità ( non sempre lo so)  agli albori non era proprio così comodo e veloce. Ad ogni modo non mi frega delle differenze, voglio dire che il treno ha sempre unito…sempre! Negli anni di università ho viaggiato moltissimo nei treni ed ho percorso in lungo e in largo lo stivale un sacco di volte andando incontro alla mia futura sposa. Ho passato centinaia di ore in attesa ed a pesseggiare lungo i binari e parlare da solo e costruire pensieri. Ho detto un sacco di volte che mi piacerebbe fare un giro nella motrice su un treno merci, di quelli che si fermano nelle stazioni e “stazionano” parecchio e lungo i binari secondari per far passare poi i treni veloci delle persone. Mi piacerebbe tanto e credo che i macchinisti dei treni merce hanno un sacco di storie da raccontare. Vabbè…ma questo è il mio film.  Tornando alla pellicola invece se vi capita vi consiglio di vederlo, così senza tante aspettative e magari piacerà anche a voi. L’ho trovato su Amazon prime Video (e questo NON è e NON vuole essere un messaggio promozionale) … a propostito…qualcuno di voi lo ha visto?

 

Film_ Half Nelson

Ho visto il film e devo dire che mi è piaciuto. L’ho visto a più riprese negli ultimi tre giorni, un pezzetto alla volta, in maniera distillata. Non vi dirò il finale, anche perchè poi io non l’ho capito e/o comunque gli ho dato un mio intendimento. Voi lo avete visto? Il protagonista Ryan Gosling, protagonista anche del più famoso La La Land, è un insegnante di quelli bravi e che sa coinvolgere gli allievi … ma ha il suo dolore attaccato al piede e quando può…sempre più e sempre spesso si intossica la vita. Il dolore trascina con se un certo fascino nelle modalità di farsi del male e quella messa in atto dal protagonista è una. Io ora non sono uno che chiacchera molto di film e questo post stesso è il primo che riguarda questo argomento per cui chiudo solo dicendo a tutti e ricordando a me di stare attenti al fascino seducente del morire in un dolore. Voi lo avete visto il film?

Real time_ 37° Seminario di Cinematerapia_con il Film “Joy” sul tema “La costruzione di un’Artista della Vita”

Joy-Movie-Poster

Ci siamo, tutto è pronto per il 37° Seminario di Cinematerapia dell’Istituto Solaris. Si tiene a Roma il 28 e 29 Aprile un evento potente e prezioso per la crescita, una proposta bella oltremodo perchè muove a partire dalla visione del film e si apre fresca e bella lungo il sentiero disciplinare dell’Antropologia CosmoArtistica tradotta con la metodologia ed il linguaggio della Cinematerapia.

“Joy” è la storia di una rinascita, del cammino doloroso e esaltante che porta la protagonista a riscoprire se stessa, la sua vera identità e il suo progetto autentico che era rimasto sepolto per 17 anni. E’ la storia di un’artista della Vita (cit da : Chiave di lettura del seminario).

Io mi sento pronto per questo nuovo viaggio con l’animo disponibile a prendere ogni cosa buona ed a donare la mia energia per fonderla con gli altri a creare nuova bellezza. A seguire vi passerò spunti da questo weer and.

28/04_ h 17. Ho visto più volte il film eppure riconosco che la visione in questo contesto ha una forza evocativa maggiore. Lavoriamo dopo la visione del film ai contenuti in termini emozioni che ha suscitato. Dal film il primo messaggio che arriva é come dobbiamo essere presenti alle ns scelte ed ai nostri progetti. Pare scontato e facile ma non lo è, troppo spesso i sensi di colpa e le complicità ( nelle deleghe agli altri ad esempio) sono ostacoli alla ns realizzazione.

H17:30 – il film come i sogni evoca emozioni.

H 19 – Il piano simbolico é uno strumento utile. Ad esempio noi assumiamo che tutti i personaggi del film rappresentano parti della protagonista, di Joy. I lavori proseguono e dopo una condivisione i partecipanti si suddividono in 5 gruppi, ognuno sceglie il tema di interesse che ha piacere di esplorare, approfondire guidati dai counselors della scuola. Io? per me Tema 1 ” Il sogno spezzato, il sogno ritrovato, il risveglio”. Vado ciaoo ?

h 20 – il lavoro nel gruppo 1 é stato molto utile per me ed i conduttori mi hanno dato preziosi spunti per approdare ad affermare punti di forza. Come i talenti che abbiamo e che il dolore può in qualche momento aver messo in secondo piano. Affermiamoceli e riconosciamoceli perché se li nascondiamo troppo poi li nascondiamo anche a noi e come abbiamo visto nel ns gruppo ce ne sono tanti come, la sensibilità, l’empatia, la determinazione, la scrittura, l’amore e tanti altri.

Con una bella visualizzazione guidata per oggi abbiamo finito, andiamo ad accogliere i sogni e ci salutiamo ricchi e pronti per la giornata di domani. Ancora all’opera dunque, il viaggio di cose buone continua…a domani.

29 Aprile h 10. Art in Action. È lo spazio in cui i gruppi di lavoro di ieri rappresentano con il corpo ed il gesti artistici le emozioni. Come? Pensiamo alla gioia ad esempio ed al suo opposto dolore…pensate a come lo rappresentereste. Probabilmente la gioia potrebbe avere le braccia in alto e farvi saltellare come allo stadio dopo un gol della vostra squadra del cuore e probabilmente il dolore potrebbe vedere in uno stare rannicchiati una buona espressione. Ecco queste ed altre forme assumono le emozioni e un questo spazio lasciamo la parola ed il racconto e in gruppo rappresentiamo quello che abbiamo esplorato ieri. Contatto tanta forza ma anche un pizzico di imbarazzo che appartiene alla mia storia e che grazie a questo spazio che dribla le parole eccolo alla mia attenzione, come pure i gesti dei miei compagni e di tanti altri che insieme realizziamo un arcobaleno di gesti artisticamente belli e coinvolgenti che siamo tutti noi, nessuno escluso, e tutte le ns parti da accogliere armonizzare e indirizzare lungo la strada del ns se personale in cui risiede il ns progetto esistenziale ed il ms essere unici ed irripetibili. Che grande emozione…e non finisce qui.

H 11. Ho una grande trasformazione da fare il suo nome è “fiducia”. Al seminario inizia un momento esperenziale con un lavoro guidato di esplorazione esperenziale e di rinforzamento decisionale. Un video dal titolo “rinascita”( alla cui realizzazione ho collaborato 😀) emoziona i partecipanti ed anche me che con gioia vedo il risultato di tanto lavoro e impegno corale apprezzato, sono soddisfatto e grato.

H 13 andiamo verso la conclusione. Gruppo di condivisione. E stato un week end di belle forze tutte convergenti e centrate. Le emozioni sono tante e sui visi di tutti i partecipanti si legge la soddisfazione e la gratitudine. Siddisfazione per il lavoro fatto, come singoli e come gruppo. Come Joy abbiamo scelto di andare a vedere le ns complicità e a fare i conti con i sensi di colpa e la distruttivitta’. Abbiamo raccolto intorno a noi i ns talenti, i ns sogni ed il ns essere artisti che vogliono usare tutta la materia emozionale per armonizzare e sintetizzare gli opposti e far risplendere la luce che siamo. Abbiamo lavorato sodo, siamo co tenti e siamo grati all’Istituto Solaris che da oltre 20 anni propone occasioni di crescita di ottima fattura e con la guida sapiente e professionale dei sui direttori, Dr Ciappina e D.ssa Capriani, fa fare a tutti grandi trasformazioni.

Siamo polvere di stelle ed abbiamo in noi la capacità di fondere opposti storici emozionali per concrete trasformazioni che rendono la ns vita in una sola parola bella di bella bellezza.

Alla prossima e stato bello esserci a questo 37°Seminario.

“City Of Stars”” dal film LA La Land

Ho visto il film sabato scorso sotto un bel cielo stellato in quella bella location che è l’isola del cinema sull’isola Tiberina a Roma. Saranno state le stelle, la compagnia delle due donne più importanti della mia vita è questo film “La la land” che non visto questo inverno…ma sta di fatto che sono quasi 7 giorni che fischietto e canto (Si fa per dire) questo motivo. Un bel film di certo e lo consiglio a tutti. Fa centro di sicuro con i temi che propone, la poesia dell’amore certamente ma anche quel tema ricorrente delle decisioni che prendiamo…e di quelle che abbiamo già preso…e i tanti “come sarebbe stato se”…Beh… chi lo sa. Io per ora vi lascio al brano con linvito a me ed a tutti di fare un sorriso di consapevolezza e accoglienza a tutta la mia/nostra storia e alle tante decisioni prese e che prenderemo…che nessuno ha la palla magica ma tutti abbiamo progetto che ci guida i cui ingredienti base sono l’amore per noi stessi, la disponibilità, l’ascolto e un mondo intero di pazienza. Sintonizzati così di sicuro siamo protagonisti…e poi mani sulla tastiera e come il protagonista ” one, Two…and one two three”…prossimo jazz nuove storie da costruire e bellezza da accrescere…che siamo unici e speciali.

daZeroainfinito.com…quasi in vacanza e con il desiderio ed il bisogno di riposare, leggere un bel libro, camminare e respirare …e fare tante foto e tanti bagni.

Io, il cellulare e un pò di storia_6

MOTOKRZRUna Commessa: Complimenti lei lo sa che ha un bel numero di telefono?
Io: Un bel cosa? Cioè cosa intende?
Lei: No guardi, è una specie di deformazione di noi che lavoriamo con i telefoni. I numeri di telefono che hanno una ritmica e delle ripetizioni noi diciamo che sono belli, ed il suo lo è.
Io: grazie, non avevo mai visto a questo aspetto ritmico estetico.
E voi avete un numero di telefono bello o brutto?

Non so cosa mi piacque di questo cellulare, boh…forse sono ricaduto sullo “sportellino”. Entro nel mondo Motorola, l’apparecchio funziona bene ma ha un piccolo e odiosissimo difettuccio…quando ricevevo un sms stava in continuazione a mandare il messaggi di avviso. Ora non c’è nulla di male in questo e anzi può anche essere utile… Ma come la mettiamo per tutte le volte in cui non vi va di alzarvi dal letto e c’è questo fastidioso avviso che ogni 5 minuti vi rompe le scatole? Insomma a partire da questo apparecchio ho preso la sana abitudine di spegnere il telefono di notte. Ma Stop…ho già detto troppo di lui! Cambio ritmo, su il sipario entra in scena la vita…la mia vera:

E di lei canto
Di una stagione calda
E di visioni
Spiagge e case bianche
E di sole
Ad attendere maggio
Un pianto strillante
Gioia di manine piccole
Addio lunghe dormite
Pannolini e pappette
Canzoncine
Colpito e affondato
Completamente cotto
Di vita io canto
E cellulari tenuti bassi bassi
Che la principessa dorme
E noi a vegliare
Che nulla disturbi
Il tempo dei sogni ancora
Ed il resto è sfondo
…può attendere.

daZeroaInfinito.com … che divento papà…colpito e abbattuto. Poi al riemergere dopo qualche anno entro nel mondo degli Smartphone. Cavolo quanto tempo è passato dal 2000…cavolo come corre il tempo…cavolo bisogna essere veloci…e anche loro, i nostri apparecchi,  ce lo ricordano di continuo, dobbiamo essere veloci e perennemente connessi e pronti alla condivisione…al controllo in tempo reale…se ci va!

Io, il cellulare e un pò di storia_5

k320_Se“Tempi Moderni”, con questo apparecchio entro nella fase 2.0. Apparecchio con display a colori, fotocamera, bluetooth e tante altre cose che poi, detto tra noi, non ho usato. Inizia la fase dei telefoni che non pago, o meglio che pago in modo improprio. Aderendo ad una operazione a premi con il mio gestore ecco che nel 2005 ho accumulato una quantità di punti (si chiamavano “lune”) e mi spetta un premio, ed il premio che scelgo è lui, Il cellulare Sony Ericcson. Devo dire che con questo apparecchietto mi ci sono divertito; seppur con pochi megapixel rispetto ad altri modelli in commercio ho iniziato a utilizzare in modo “importante” lo strumento fotografico. E credo di non essere stato il solo a ben vedere visto quanto successo ha e quanto prende piede il fare foto e la condivisione.

cinematerapiaNel 2005 mi iscrivo al Master in Cinematerapia dell’Istituto Solaris, scrivo anche alcuni articoli sulla rivista on line Solaris.it. e se siete curiosi potete leggerlo cliccando qui.  Mi piace molto questa esperienza e ci prendo gusto, la porto avanti e non mollo.

italia-campione-del-mondo-2006Nel 2006 anche noi usufruiamo della fase espansiva dei mutui e così ci compriamo una casa e diventiamo intimi con Unicredit, giusto in tempo per festeggiare la vittoria ai mondiali in Germania…e poi nel 2007 con questo apparecchio ci vado a nozze, non in senso figurativo ma reale…il progetto di coppia cresce.

La mia posizione lavorativa seppur nel nuovo modello di forme contrattualistiche “moderne” è abbastanza precariamente stabilizzata, firmo una quantità importante di rinnovi contrattuali che per elencarli tutti ci vuole un contabile. Fin che dura io ci sono.

Ho volato per la prima volta in vita mia,  primo volo “Ciampino – Saragozza” e mi è piaciuto tanto. Se avevo paura? Eccome!

Dunque anche questo aggeggetto ha percorso con me un pezzo di storia e di cose importanti…ma al rientro dal viaggio di nozze mi serve un altro telefono, nuovo giro e stavolta si balla.

daZeroainfinito.com … che stavolta non mi dilungo troppo dato che ho già il prossimo articolo che spinge per voler dire cose sue.

35° Seminario di Cinematerapia_Creare una Fiducia e una Speranza Incrollabili.

locandinaPresso l’Istituto Solaris di Roma, il prossimo 1 e 2 Aprile si svolgerà 35° seminario di Cinematerapia.
Il tema proposto è “Non uno di Meno”, Creare una fiducia e speranza incrollabili.
Non uno di meno sono i nostri progetti, i nostri sogni, le persone che amiamo, siamo noi tutti.

Con la metodologia della cinematerapia e la forza del pensiero Antropologico CosmoArtistico lavoreremo a consolidare la fiducia e la speranza incrollabili. La capacità straordinaria di andare oltre i nostri limiti usuali, affrontando le avversità della vita, fa parte dell’epica umana e del mito universale dell’Eroe, il quale nonostante le catastrofi che deve affrontare, risorge dalle proprie rovine, trasformando le difficoltà in opportunità per migliorarsi e crescere evolutivamente.

In questa occasione si lavorerà a partire dalla visione del film “non uno di Meno ” di Zhang Yimou.

Sono lieto di partecipare a questo nuovo evento e che come sempre è bello carico di temi e di proposte di crescita. La resilienza è una attitudine positiva e di tutti, ognuno di noi è tenace ed ha la capacità di far fronte positivamente e con impegno alle avversità. Su questa qualità umana voglio fare un viaggio in sieme con tante persone che, come sempre accade, saranno ancora una volta una conferma ed una forza per me ed io voglio donare anche a loro la mia parte di forza e coraggio. Tutti insieme e …non uno in meno dritti alla meta.

Come partecipare? Contattare l’istituto al seguente indirizzo: segreteria@solaris.it oppure potete scrivere ad approdo@dazeroainfinito.com e sarò lieto di darvi info.

daZeroaInfinito.com …che passa il tempo ma resilienti andiamo avanti e confermiamo i nostri intendimenti ed i nostri sogni progetti.

Hasta La Bellezza Siempre