Tecniche di Felicità. I° essere spietati contro il lamento.

Io affermo che per essere felici bisogna essere spietati contro tutto ciò che impedisce il permanere di questo sentimento nella nostra vita.

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Un primo esercizio è quello di essere spietati contro il lamento. Il lamento è una brutta bestia, a suo modo una specie di malsano piacere. Immaginiamoci come una mongolfiera con tante zavorre che ci tengono a terra e ci impediscono di alzarci in volo, il lamento è una grossa e pesante zavorra.

Quando ci parte il desiderio di lamentarci dobbiamo imparare a morderci la lingua ( in senso figurato 😁😁), imparare a stare zitti se necessario, a far morire dentro quel malsano piacere di “lamentarsi”. Attenzione che capiterà frequentemente che incontreremo persone che ci sedurranno con voluttuosi ammiccamenti. C’è poco da fare, bisogna essere spietati e decidere ci cambiare strada all’occorrenza, cambiare stanza, allontanarsi con una scusa, cambiare canale televisivo, disattivare gli stati whatsapp di persone che mettono contenuti che non ci piacciono, non seguire più su facebook o altri social chi alimenta questa propensione. Contro tutto ciò non c’è nessun compromesso da raggiungere. Se vogliamo essere felici, permanere nella serenità ed accrescere i risultati del nostro lavoro a volre stare bene dobbiamo per forza essere spietati contro questo velenoso compagno di viaggio.

Che dite? Io non mi lamento sono gli altri che lo fanno? Beh…valutate voi, io dico che piace a tutti … e che non ci è di nessun aiuto.

Tutto va bene per tutelare la nostra felicità sana.

Lode ai costruttori d’Amore, lode a mia Moglie🥰💖

Lode e riconoscenza a chi costruisce l’amore con i fatti, lode e gratitudine alla mia compagna di vita. Sabato sera uscendo decido di non portare tutto il portafoglio pesante e pieno di carte e fogli vari, scelgo di prendere solo la patente ed il bancomat e lei gentilmente li mette nel suo borsello. Questa mattina in moto verso l’ufficio un pensiero corre a quel momento e subito una imprecazione mi fa dire “Cazz…sono senza patente” e pensavo al posto di blocco dei carabinieri “potenziale” ed alla noia di dover giustificare e magari prendermi una sanzione.

Ho poco carburante e mi fermo al distributore. E qui mentre vado per pagare ecco cosa trovo:

Come mi sono sentito? Mi sono sentito bene, ho sorriso e mi è arrivato tanto amore. Mentre io ero distratto lei ha donato a me le sue attenzioni. Grazie Amore, sei un esempio per me di capacità di “prendersi cura” in modo sostanziale delle cose che ami. E sono fortunato e grato di averti come compagna e che con i tuoi esempi sei un grande insegnamento.

Grazie amore🥰😘

A piccoli e grandi passi andiamo “Avanti”

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Molto può l’impegno e la tenacia, anche quando non abbiamo voglia e quando le tentazioni dell’abbandono sono forti; Molto fa la buona volontà quando è seguita da gesti concreti e decisioni che vanno nella direzione della crescita del nostro progetto; Molto fa anche un piccolo passo avanti quando il vento contrario è forte; Molto fa l’amore e l’accoglienza delle nostre debolezze; Sana è la fatica ed il suo riconoscimento; Sano è il godimento per ogni piccolo seme di progetto piantato, per una pagina letta, per un appunto evidenziato, per una telefonata fatta, per un impegno preso e portato a compimento. Molto fa bene alla nostra crescita la cura e l’attenzione; Molto fa l’amore e il non smettete mai di sognare, di studiare e di fare ogni momento quella cosa – seppur piccola – che arricchisce la nostra vita di “quel qualcosa in più” che ci lega alla cosa dopo, ed a quella dopo ancora, ed a tutte quelle che verranno.

L’amore ci salva la vita

Le Leggi della Vita di A. Mercurio.

“Impegnati come siamo ad odiare, ad allontanare gli altri, a rimanere ancorati al passato con la pretesa infantile che colei o colui che sono stati mancanti nei nostri confronti tornino a riempire i nostri oceanici vuoti, perdiamo completamente il contatto con il nostro Sé, con noi stessi non vedendo, invece, la nostra capacità di riempire il vuoto con un atto d’amore.”#LeLeggiDellaVita pag. 25 ( https://www.facebook.com/mercurioanton/ )

Per settembre scelgo l’amore per ricominciare al meglio.

Ogni inizio richiede una grande quantità di energie e tutti noi ora siamo davanti ad un nuovo inizio. In questo periodo dell’anno io sento sempre – e dico sempre – che è questo per me il vero inizio dell’anno e non il 1° gennaio. Ogni anno in questo momento mi ritornano parole tipo ” rimettiamo in moto la locomotrice!!” oppure ” rimettiamoci in marcia” e anche ” 1, 2, 3 pronti partenza via!!.

In questa fase convivono in noi la forza e la pigrizia, la voglia di fare tanto e una stanchezza che ci prende corpo, mente e animo. Siamo morbidi ok? Non forziamo troppo la mano. Ascoltiamo i nostri ritmo e ascoltiamo le tante voci e emozioni in noi. Pensavamo che l’estate sarebbe durata per sempre ed ecco che settembre ha già allungato la mano per suonare alla porta. Ora è il futuro delle cose che abbiamo messo in pausa e delle cose che abbiamo detto “lo faccio a settembre”. Tra le tante cose da fare scegliamo quelle che amiamo e che pensando al futuro ed a noi ci rimanda immagini di successo e che ci fanno sorridere. Questo sono certo ci renderà più facile la scelta e ridurrà di molto il rischio di errori.

Viva i Poeti, viva le nostre storie, viva noi.

Abbiamo bisogno di poesia, che siano allegre o tristi non fa niente. Abbiamo bisogno delle ali che ci donano i poeti, e che ci sollevano.

Noi tutti siamo poesia e poeti, non lasciamo nel silenzio un bel pensiero, amiamolo e cantiamolo che sia lungo o corto, è indifferente.

La poesia sfiora e fa muovere impercettibilmente le nostre labbra, vibra in noi la vita bella che abbiamo nell’anima, rallegriamoci e siamo grati alla nostra arte.

Abbracciamo un albero e parliamogli, paziente ascolterà e paziente attenderà i nostri tempi, le nostre pause, e sarà sempre disponibile ed amorevole.

Ho sognato di abbracciare un Ulivo, e le labbra hanno iniziato a raccontare; il tempo del lavoro di ripulitura, il tempo della cura, il tempo del troppo caldo, il tempo del troppo poco e del troppo tanto. Sono passato sul sagrato di un albero d’ulivo ed ho ringraziato e sento che ho fatto bene, tante volte insieme e mai distanza neppur siderale potrà farmi allontanare da quel legame storico con la terra della mia famiglia ed il suo odore faticoso e bello.

Brindo all’estate 2020: Il Bicchiere è Pieno. Sintonizziamoci con la gratitudine

In questa estate 2020 io voglio centrarmi sulla Gratitudine. Gratitudine per quanto siamo riusciti a fare. Mi aggrappo a questo sentimento per non dimenticare il rischio da cui siamo partiti, rischio di non potere fare nulla. Solo qualche mese fa era in dubbio la possibilità stessa di potere trascorrere del tempo al mare. Chi ha potuto ha trascorso giornate di mare, chi di montagna, chi di campagna. Chi ha potuto e chi ha scelto ha avuto in questa estate la possibilità di trascorrere del tempo vacanziero. Lo spirito “vacanziero” ha bisogno di allearsi fortemente con il sentimento della gratitudine per non lasciare il campo alle istanze della rabbia e delle pretese che vedono in tutto l’imperfezione e giudicano.

L’emergenza del Covid 19 è ancora realtà nell’intero mondo. Oggi sintonizziamoci con il sentimento della gratitudine, siamo grati a noi per quanto ci siamo potuti permettere di fare, siamo grati a chi ha lavorato per offrirci dei servizi, a quanti hanno vigilato, a quanti hanno gestito emergenze, a quanti hanno rispettato le regole. Siamo grati per le musiche che ci hanno accompagnate, e per i balli che abbiamo potuto fare, per le passeggiate serali, per le chiacchierate con gli amici ed i familiari, grati per esserci potuti vedere, grati per il tempo benevolo, grati per la salute, grati per la tenacia, grati per l’amore che mettiamo in campo, grati per la fiducia che investiamo, grati per la speranza di cui ci nutriamo.

Per molti all’orizzonte c’è il rientro al lavoro, che sia ufficio o ancora smartworking; per molti ci sono i conti che non tornano in base a quello che ci si attendeva; per molti è stato un periodo che ha risollevato le loro economie; per molti all’orizzonte ci saranno cambiamenti.

Abbiamo la vita e siamo in un tempo storico particolare in cui frequentemente la paura bussa alle porte. Io ogni volta che mi sento quel particolare morso nello stomaco sono solito anche pregare, una preghiera laica. Mi ritornano frequentemente le parole della preghiera scritta da Antonio Mercurio. Un passaggio in particolare oggi voglio condividere con voi, un profondo dialogo con la nostra saggezza profonda…un profondo ascolto ed il coraggio di vedere eccolo: “(…) Mio Sé…(…) ma dimmi perchè mi hai messo in questa situazione e cosa vuoi da me che io faccia?(…)”. A ciascuno la propria risposta, e ognuno sa quale è la risposta giusta, pronuciamola anche intimamente, sussurriamola dolcemente e con amore, scriviamola nell’animo. Garantisco che ci si sente pieni, ci si sente bene.

Brindo a questo tempo con il bicchiere pieno di quanto abbiamo potuto fare e di quanto siamo riusciti a fare, e respiro forte e mando a quel paese ogni critica. E’ il tempo dell’accoglienza, noi possiamo farci questo dono. Brindo sia che sono solo, sia che ci sono altri con me, brindo non per bere ma per omaggiare e riconoscere il buono che c’è.

Sono grato per tutto ciò che la vita mi offre, tutto ciò che accade è utile per la mia crescita.

È Sempre Tempo Buono Per Le “Scelte D’Amore”.

Per tutti c’è un cammino di crescita, il cammino della vita, delle realizzazioni delle nostre autentiche propensioni. Per ognuno di noi c’è un tempo buono, quello della chiarezza e della consapevolezza della cosa buona da fare. Ma che non passi il concetto che “tanto arriva” quindi possiamo starcene seduti ad aspettare. Una e una sola è la scelta primaria, uscire dall’ombra del nostro dolore (a ciascuno il suo), accettare di separarcene e scegliere di investire ogni energia nella via che ci indica il nostro SÉ, la nostra guida interiore sempre presente, fonte si amore sede della nostra tenacia forte e del nostro forte e autentico progetto di vita. Buon tempo di scelta tutti, e non abbiate paura che “andrà tutto bene”. Buona scelta a voi e buona scelta d’amore anche a me. Vi saluto oggi rinnovandomi e rinnovando con voi questa consapevolezza.

Non abbiamo paura di contattare il dolore che si affaccia nelle nostre vite. Con l’amore, l’arte e la saggezza possiamo trasformarlo in energia per crescere.

Antonio Mercurio è un uomo che ha donato e dona all’umanità una strada per riuscire a superare i momenti dolorosi che incontriamo nel nostro cammino; l’insieme di pensiero, discipline e metodologie di lavoro ci permettono di poter trarre da queste esperienze le energie necessarie per quei passaggi di crescita – quelle trasformazioni –  necessarie per evolverci. Chiaramente non si cresce solo dal dolore, ma dato che esso è un esperienza che tutti prima o poi facciamo allora ecco che anche da questa, come dall’amore, possiamo attingere energie utili per realizzare il nostro progetto.  Antonio_400x400

Il dolore si può trasformare. Uno degli ostacoli maggiori è insito nella difficile relazione che abbiamo con questo aspetto della vita.

Il dolore cerchiamo di non incontrarlo, e quando le nostre strade si incrociano cerchiamo di cambiare percorso, di non vedere, di non sentire, ci distraiamo, ci anestetizziamo, rimuoviamo. Non è facile far entrare l’esperienza del dolore nella nostra vita, la sua presenza in molti casi ci spaventa perché arriva come una minaccia pronta a far saltare in 1000 pezzi il castello che con tanta fatica teniamo su. Carico di tutto questa virulenza comprensibilmente agiamo strategie difensive, non c’è da sentirsi in colpa se abbiamo paura. Ognuno di noi ha il diritto di difendersi dal dolore e di entrarvi in relazione con i propri modi e tempi.

Nella vita di tutti comunque esso è presente e il mio messaggio e la mia riflessione che condivido con voi è quella di lavorare per crescere, lavorare per armonizzare, lavorare per integrare.

Antonio Mercurio ci offre una prospettiva ed a lui non manco di indirizzare tutta la mia gratitudine. Come le piante sintetizzano sole, terra e acqua allo stesso modo anche noi siamo chiamati a fare continuamente la sintesi di opposti. La nostra vita è fatta di tante esperienze e ogni volta possiamo scegliere di unificare le cose luminose con quelle meno brillanti. Quello che ne deriverà sarà una sintesi speciale, la nostra luce nuova e la nostra nuova identità più ricca perché piena di esperienze tra loro anche opposte.

La vita non sempre va come vorremmo noi e c’è sempre una identità nuova da acquisire, che ancora non conosciamo. Dobbiamo aprici alla ricchezza della vita, ci si apriranno occhi nuovi ( cit. Liberamente Ispirata alle Regole per la navigazione notturna degli Ulissidi di Antonio Mercurio)

Vi saluto cari amici con un messaggio di speranza, entrare in contatto con il dolore è possibile e se ci sentiamo bloccati dall’immagine di noi di persone che “non devono avere

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paura” allora scrolliamocela di dosso questa menzogna e esprimiamo liberamente le nostre paure. Questo è il cammino che ci porta ad aprire il nostro cuore ed a rinforzarci con atti concreti di amore per noi, amore che arriva dall’ascolto e dalla consapevolezza ed amore si rinforza e ci nutre con atti di decisione ad uscire dalla paura narrandola. Perché non c’è nulla di colpevole nell’avere paura. Siamo figli speciali della vita, tutti ed in ognuno di noi è instillato il progetto della vita stessa. Siamo co-protagonisti della evoluzione umana e qualsiasi cosa accada non saremo mai realmente soli, indirizziamoci ad ascoltare il nostro Sé e impariamo a dialogare con la vita che pulsa dentro di noi, parliamo e apriamo il nostro cuore, chiediamo in dono ogni segnale ed ogni aiuto e stiamo sin da ora certi e felici che ne arriveranno di ricchissimi e che ci sosterranno nel nostro cammino per divenire padroni e artisti della nostra vita. Il dolore di può trasformare, lo fanno in tanti da sempre ed è una capacità umana presente in ogni persona. Non Aggiungo altro. Buon lavoro a tutti noi e buone vacanze.

 

Dialoghi Estivi. Suggerimento: “Respiriamo Profondamente Amore✨”

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Cari Amici, in piena estate ci si incontra e si parla tra di noi frequentemente.

Respiriamo Profondamente Amore e facciamolo di continuo ok?

In queste sere estive uno degli argomenti di incontro e condivisione su cui ci si ritrova è “il tempo del lockdown ed il tempo di oggi”. Non dico che bisogna rimuovere, assolutamente, anzi la condivisione ci aiuta a vedere alle tante energie messe in campo.

Su questo terreno argomentale i principali punti di incontro che io ho contattato sono:

1- speriamo non ritornino più tempi come quelli

2- ora meritiamo di rilassarci e divertirci

3- pensavamo che il mondo sarebbe cambiato, che noi saremmo cambiati, eravamo pronti e decisi

4- la fine del lockdown purtroppo ha fatto cadere tanti buoni propositi di cambiamento personali e collettivi e si ha la sensazione diffusa di aver perso un occasione.

5- il distanziamento non c’è

OK BASTA. CHE FACCIAMO?

Ora amici miei lo dico a voi e lo dico anche a me, questa cosa è stata grossa davvero e ha trovato tutti impreparati. NON diamoci addosso se “dopo” abbiamo perso il contatto con “il meglio di noi” che abbiamo messo in campo in quei giorni lì, in quelle settimane lì, in quei mesi lì, in tutte quelle ore e minuti. Questo momento estivo è prezioso e l’incontro con gli altri ci permette un’analisi dei risultati, ci permette di conoscerci un pò meglio.

Non dico nulla di nuovo dicendo che in ognuno di noi ci sono istanze del cambiamento alleate con la vita e con il nostro progetto esistenziale,  sono queste fonti di energia che alimentano le nostre visioni, i nostri sogni e le nostre aspirazioni di creazione. In ognuno di noi, poi, ci sono anche le forze opposte, quelle di conservazione. Queste ultime sono spesso saldate tra loro con sentimenti come la rabbia e l’odio (tanto verso gli altri e quanto verso se stessi); queste parti di noi parlano di cambiamento di desiderio di evoluzione MA quello che loro intendono come cambiamento non è altro che la realizzazione di una sotterraneo e nascosto desiderio di “rivalsa”.

Ora che abbiamo chiuso questa prima fase con il COVID possiamo fare un bilancio ricco anche delle esperienze estive “in corso”. ECCO cosa suggerisco di fare.  DOBBIAMO centrandoci assolutamente sull’amore, la speranza e la fiducia:

Decisione di Amore 1- NOI POSSIAMO perdonarci totalmente per non essere riusciti a cambiare il mondo o noi stessi con la stessa velocità di un click😀.

Decisione di Comprensione 2 Рcomprendiamo che non ̬ facile e che questo genere di evoluzioni incontrano nostre parti profonde, paure e dolori spesso antichi

Decisione di Accoglienza 3- Accogliamo la nostra dimensione umana e i nostri limiti. Con umiltà (sana) riconosciamo le ns pretese e quelle degli altri.

Decisione di “Decisione” 4-  Accogliamo il malessere ed il dolore ed agiamo per trasformarlo alleandoci con più forza al nostro progetto d’amore ed al progetto della vita

Decisione di Fiducia 5- Ad ognuno di noi questa esperienza ha acceso un faro di consapevolezza nuova. Il seme del cambiamento è stato piantato e noi lo stiamo coltivando dentro di noi al meglio

Decisione di Speranza 6- Ascoltandoci profondamente e ancorandoci all’amore per noi tutto andrà bene

NON molliamo quindi e con spirito vacanziero rimaniamo svegli e prendiamoci cura del seme del cambiamento che abbiamo piantato dentro di noi e con tutto il mondo a livello di una coralità che si sta sempre più interconnettendo a livello profondo.

TENIAMO gli occhi aperti, quindi e quando passano dalle nostre parti sirene voluttuose che ci solleticano la lamentosa condivisione diamogli un bel calcio in culo e se ci troviamo troppo vicino agli scogli delle sirene fatte di persone che ci attirano al lamento ed alla recriminazione, critica e quant’altro di negativo magari mettiamo in conto anche di allontanarci a fare due passi… se è sera volgiamo lo sguardo verso le stelle e respiriamo profondamente l’amore.

 

 

Riflessione sul “Perdonare”. Anche in vacanza si può fare â¤

Perdonare chi ci ha fatto soffrire si può fare. Per riuscire in questo obiettivo (se è un ns desiderio) prima è necessario un lavoro. Prima dobbiamo entrare in contatto con il dolore che ci è stato fatto, senza filtri. Chi vogliamo perdonare qualcosa lo ha fatto e questo qualcosa ci ha ferito. Quando si tratta di familiari, genitori ad esempio, parte in noi un azione istintiva di compensione. Passiamo in qualche modo alla fase successiva , quella umana per intenderci ovvero quella per cui nessuno e perfetto ecc ecc. Tutto buono, MA poco utile – se non proprio dannoso – per il nostro obiettivo che è, ricordiamocelo, perdonare loro e liberare la ns vita dai veleni dell’odio ecc ecc. Il perdono non è una cosa superficiale, al cotrario e un lavoro profondo, intimo e richiede forza e tanto amore. Per il nostro lavoro è necessario che il dolore lo sentiamo chiaramente, e non per masochisti godimento o per infervorarci di ulteriore rabbia o per sentirci vittime. No, nulla di questo. Il dolore, e la sofferenza che sono entrati nella nostra vita, non sono un mero esercizio narrativo, non è successo ad altri ma a noi. E noi dobbiamo dare dignità alla nostra storia, tutta. Quindi il dolore che ci tiene all’angolo dobbiamo vederlo e sentirlo tutto e non serve a nulla rimuovere o raccontarci menzogne. Le sofferenze hanno un nome ed un cognome, ed un origine. Avvicinarci a sentire il dolore è “il lavoro”. Solo dopo potremo sentire il grande potere che abbiamo, quello di “perdono”, appunto, in tutta la sua potenza.

Il perdono ̬ una cosa seria, e quando saremo pronti lo scopriremo. Sentiremo in noi che ci stiamo facendo un dono speciale, che solo noi possiamo farci, sentiremo che ci stiamo amando ed in quel momento Рcome folli Рsorrideremo.

Poi ripeteremo questo passaggio ogni volta che il dolore ritorna. Non siamo sciocchi e non crediamo nelle magie e nelle “cancellazioni”, sappiamo lavorare e sappiamo scegliere di amarci e questo ci renderà liberi ogni giorno di più.

Lo stesso vale per il perdonare noi stessi. Si anche noi possiamo e sappiamo farci male. Anche qui lavoriamo, conosciamo, sentiamo, facciamo nostra la nostra storia, accettiamo, ingoiamo il rospo e piangiamo se lo desideriamo. Nulla di questo lavoro è una fatica, e da ogni fase la nostra dignità diventa sacra e ci fa decidere che possiamo smetterla e godere delle belle persone che siamo. Perché lo siamo! Doniamoci amore, non serve che gli altri lo sappiano. Lo facciamo per noi e poi se ci va di raccontarlo beh…quello è l’inizio di una nuova storia, certamente, piena anch’essa di amore e doni sani e prezioso come la speranza ed il coraggio … come solo l’esperienza può far arrivare.

Buone e Meritate Vacanze a TUTTI🥰

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Cari Amici e caro me. Tutti – e sottolineo tutti – meritiamo di trascorrere una vacanza. E auguro a tutti  che sia anche abbinato ad un luogo geografico di villeggiatura, questo auguro. Che tutti proprio tutti si possa trascorrere un periodo di serenità e staccare dalle tante preoccupazioni ed impegni di questo ultimo quadrimestre ci hanno chiesto molto impegno e tante energie.

Tutti siamo stati bravi, abbiamo messo in campo energie costruttive ed abbiamo fatto del nostro meglio, e se il nostro meglio non è stato “perfetto” va bene lo stesso, noi andiamo bene.

Io e la mia famiglia ci sposteremo per alcune settimane di mare tra Cilento e Gargano. Non è stato facile decidere quest’anno (ed ora che ci penso bene non lo è stato nemmeno lo scorso anno 🤔😁🤣); scegliere a volte è ostacolato da dinamiche interiori ed una è ben indicata nella poesia che ho pubblicato ieri da cui posto questo trafiletto significativo:

(…) Non c’è niente di illuminato nel ridursi
perché gli altri non si sentano insicuri intorno a te.
(…)
E quando permettiamo alla nostra luce di risplendere, inconsciamente
diamo agli altri il permesso di fare la stessa cosa.(..)

Andiamo in vacanza quindi e poco importa che sia un luogo lontano o vicino, entriamo nella dimensione interiore del prenderci cura di noi, ce lo meritiamo. I ” non posso” ed i ” non è giusto” sono solo ambasciatori di sabotatori interiori. Magari ad settembre ci lavoriamo un po’ ed ho qualche post in mente. Per il momento mettete questi ostacoli sotto  i piedi e ballateci sopra il Charleston sorridendo, divertendovi e ballando con le braccia alzate e ricordando a voi che ve lo meritate, che ce lo meritiamo tutti e che siamo stati bravi.

Buone Vacanze

 

 

 

 

 

Le Dirette del “Benessere”. Amo il mio Sé:Artista della Vita

Cari amici condivido con voi la registrazione della diretta instagram di quelli che io chiamo “i venerdì del benessere”. Sono momenti speciali in cui l’Istituto Solaris, i direttori e gli aderenti al movimento cosmoartistico insieme approfondiamo delle tematiche sui temi della crescita personale e della piena realizzazione di noi stessi come persone.

Lo scorso 24 luglio la counselor Giulia Petruccetti ci ha fatto dono della lettura del suo  bell’articolo dal titolo “Amo il mio Sé: Artista della vita” pubblicato sul magazine on line www.solaris.it. 

Tanti interventi per esplorare un tema importante e che mette in luce l’importanza di far crescere l’alleanza con la nostra saggezza interiore e che ci guida nello sviluppo del nostro essere e divenire sempre più e le persone speciali che siamo. Un tema ampio, me ne rendo conto,  ed in questa occasione tutti noi abbiamo dato un nostro contributo consapevoli di non poter esaurire la dimensioni profonda del Sé.  Sono grato a questo progetto che mi ha permesso di poter intervenire come counselor e membro del movimento Cosmoartistico per donare anch’io un contributo al tema. Il Sé, questa parte nostra tanto sconosciuta, è bene che con sempre maggior convinzione entriamo in alleanza. Alleiamoci con l’amore ed il nostro progetto profondo sempre e non solo per avere forza quando siamo in difficoltà. Il Sé ci guida in ogni momento, è come le stelle per i marinai. 

Vi auguro come sempre una buona visione e buone vacanze a chi è in vacanza. 

 

Riflessione nel tempo Covid in un giorno di mezza estate. Detto tra noi…sottovoce.

*** pensieri frequenti di questo periodo. Che siano miei o percepiti conta davvero poco, sono cose dell’umano ed essendo un essere umano riconosco che in ognuno c’è anche una parte di me.

1- Ho paura che all’improvviso si riblocchi tutto;

2- Devo godere di questo periodo di libertà e voglio fare quante più cose possibili – ed in sicurezza – per prepararmi al prossimo lockdown autunnale;

3- In vacanza? Si ci vado! Me la merito e questa volta me la scelgo full optional. Anzi ci vado anche perché poi non so cosa succederà!

4- In vacanza? Oddio speriamo di riuscire ad andare e non si blocca tutto di nuovo

5- Covid? Mah…Boh, a volte mi sembra tutto uno scherzo.

6- Immuni? Si l’ho installato, ed ho visto anche come funziona e credo sia buono e utile

7- Immuni? Si è buono…ma per il momento non lo attivo. Metti che mi segnala di essere entrato in contatto con qualcuno poi risultato positivo che faccio? Dovrei attivarmi, contattare le autorità, fare controlli e metti caso che mi tocca rimettermi in quarantena?

8 РCavolo in giro siamo veramente in tanti e mi rendo conto che le regole sul distanziamento sono saltate e comunque ̬ difficile rispettarle

9 – Le regole di sicurezza? Si uso la mascherina, mi lavo frequentemente le mani. Ma cavolo entro frequentemente in contatto con persone e cose e a volte mi dimentico le regole

10 – Spero che tutto finisca davvero!

11-  Piano piano tutto sta passando, i contagi sono pochi

12 – In molte parti del mondo ci sono emergenze pazzesche, il mio paese sta facendo qualcosa per aiutare queste persone? Mi piacerebbe poter fare qualcosa.

13 – Desidero con forza che tutto passi, ma non voglio che rimuoviamo tutto correndo come stiamo facendo ora e dimenticandoci delle tante cose che abbiamo sentito nel lockdown, valori come la persona, i rapporti sociali, l’umanità, il rispetto per l’ambiente, l’essere interconnessi a livello mondiale, voler fare tanto per stare bene tutti.

***In questo tempo, un po’ sospeso e di certo unico e – ci auguriamo – irripetibile  non dobbiamo perdere la speranza e dobbiamo lottare con ogni forza per non cedere alla rabbia ed alla paura (che pure ci sono e sono cose umane). Quando paura e rabbia danno le carte al nostro tavolo blocchiamoli subito e scegliamo un altra partita, quella dell’amore, del rispetto per noi e le nostre tante parti e per gli altri, la speranza.

I punti/sentimenti/pensieri/riflessioni che ho indicato sono “umani”. E’ un tempo particolare, vogliamoci bene e facciamo il meglio per dare una mano al cambiamento in noi, con gli altri e nel mondo intero. Non siamo poca cosa, siamo preziosi elementi e della vita e abbiamo una grande forza.

Ognuno il proprio Sé, ognuno il proprio talento.

Ciascuno di noi è pieno di amore della vita. In ognuno la vita ha instillato la sua stessa magia e meraviglia. In ciascuno di noi è presente la stessa forza e la stessa creatività della vita. In noi è il progetto della vita, insieme con quello nostro autentico e unico. punto di forza per noi è armonizzarci con la vita,  armonizzare le nostre parti tutte, quelle luminose e quelle no.

Con coraggio e con forza noi dobbiamo metterci al lavoro per amplificare la voce della nostra Saggezza profonda, e rimanere in contatto!

Disturbano tutto ciò la rabbia, dell’odio e del lamento.  Impariamo a riconoscere queste frequenze, siamo in grado di farlo e siamo in grado di interromperle. Noi abbiamo la vita dentro.

Il malessere, quando è presente, ci fa soffrire e disperare ma al tempo stesso è il segnale che siamo su un sentiero che non è buono per noi, stiamo vivendo un progetto non nostro o se è il nostro lo stiamo vivendo senza la giusta consapevolezza e presenza.

Ascoltiamo la vita e ascoltiamoci noi, il nostro Sé ci stimola anche attraverso il dolore, ci fa aprire gli occhi ci sprona ad essere le persone in gamba, speciali e talentuose che siamo.

Sappiamo bene che ci sono tante cose in cui siamo capaci davvero e che quando siamo in armonia con noi stessi siamo opera d’arte reale.  Sappiamo anche che  quando ci allontaniamo dalla nostra vera essenza ci rattristiamo, diventiamo nervosi e non ci divertiamo.

Il mio Sé ed a te il tuo, mio caro lettore, vuole che ognuno di noi apra le ali e che le usi per volare. Come un bruco così noi abbiamo parti da lasciare, e come al bruco (forse ) questo passaggio può spaventare e far male anche a noi (sicuro). Ma lasciamo tutto il racconto sul bruco e godiamo della meraviglia della sua trasformazione, del suo volo e della sua rinascita che non perde tempo a raccontare del travaglio e si diletta a volare e ritmare colori compiendo meraviglie che solo grazie alla fiducia, alla forza dell’amore ha saputo creare.

Noi siamo persone fantastiche, ficchiamocelo in testa. Lo siamo tutti, nessuno escluso.

Quando siamo nel dolore beh…e se è forte forte allora pensate al fatto che avete sbagliato sentiero, o forse lo state percorrendo con gli strumenti spirituali sbagliati come la rabbia e l’odio e il lamento. Dunque insieme con me ora facciamo un bel respiro, appoggiamoci ad un bel tronco amico, sganciamo lo zaino e tiriamo via queste vecchie zavorre. Osserviamole e senza giudicarci lasciamo che si dissolvano nella meraviglia di colori e profumi. Poi respiriamo ancora e animiamoci delle nostre qualità, delle cose che sappiamo fare bene e della posizione d’amore che ci alimenta i muscoli ed il cuore. Mettiamo nel nostro zaino l’amore ed il perdono, la gratitudine e la fiducia che tutto andrà bene. Rimettiamoci in strada con il nostro ritmo speciale e talentuoso,noi siamo così. In alleanza con il nostro Sé e pieni di progetti e di energia d’amore siamo il meglio. Buon cammino

Buona serata a tutti.

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Bisogno di pace

Con profonda convinzione affermo che il bisogno ed il desiderio più grande di tutti gli esseri viventi è la pace. Pace con se stessi e con gli altri, con il passato ed il presente, con i pensieri, con le paure, con i dolori. Pace per i sogni irrealizzati, pace per la rabbi e l’odio provati, per la realizzazione solo parziale dei nostri progetti. Meritiamo la “Pace”, e già a pronunciare intimamente la parola poi ci si sente meglio. Accolgo la “Pace”, e in ognuno di noi essa trova la parte di anima e

da abbracciare. Desidero la “Pace” che sono stanchi anche i pensieri e desiderano lasciar andare le tensioni e preoccupazioni, smettere di lottare. Meraviglia della pace, meraviglia di abbraccio e ci cura di ogni animo.

Le dirette del benessere dell’Istituto Solaris: Ricostruire la mia culla (il mio Progetto di Vita e di Amore)

Cari Amici è con grande gioia che pubblico questa diretta dell’Istituto Solaris del 10 Luglio. La counselor Kathleen Fenn condivide con tutti il suo articolo pubblicato sul mensile on line http://www.solaris.it.  L’articolo potete leggerlo qui.

Tante e cose ha portato questo lockdown e tanti progetti si sono affermati in parte come risposta d’amore all’emergenza ed al dolore che ci ha fatto contattare; in questa fase storica dall’emergenza, nelle intemperie diffuse nell’animo umano che essa ha scatenato, la nostra scuola ha lavorato con arte e saggezza guidati dai nostri direttori, il Dr. Giampiero Ciappina e la D.ssa Paola Capriani  cui va tutta la mia ammirazione e gratitudine.

Abbiamo scelto di agire in modo artistico, abbiamo scelto di darci un animo che ama ed abbiamo scelto di farlo coralmente. La forza di questa decisione e di amore e di fiducia ha trasformato il dolore ed ha dato vita a questo bellissimo progetto delle dirette del benessere del venerdì che avvengono sulla pagina Instagram dell’Istituto Solaris (https://www.instagram.com/istituto.solaris/), potete seguirle qui sul mio blog certamente ma potete seguirle anche “live” ogni venerdì alle 17 collegandovi con noi. 

In questa estate mi prendo l’impegno di pubblicare quante più dirette possibile. Oggi 24 luglio c’è l’ultima diretta “live”, poi ci sarà una pausa estiva ed a settembre ci ritroveremo per nuovi momenti insieme. 

Ora però mi fermo, e vi lascio in compagnia della diretta dell’istituto Solaris. Buona visione all’insegna dell’impegno e dell’amore. 

Creatività a Km 0

Madre natura è una fonte continua di ispirazione. In questo periodo di meteo variabile la meraviglia delle alternanze meteorologiche è sotto i nostri occhi. Se ci fermiamo ad ammirare tutto quello che accade, tanto le cose grandi quanto quelle piccole, se ci chiniamo a guardare sotto una foglia potremo scoprire scenari divini. Questo video che vi propongo nasce dalla meraviglia di qualche giorno fa quando mi sono fermato ad ammirare nuvole maestose e poi si arricchisce oggi dal piacere e dalla curiosità di fare un giro tra le foglie delle mie piante durante un temporale. La musica? Beh quello pure sono io che strimpello. Insomma quando si dice Creatività a Km 0, direttamente dal balcone di casa mia e dalle note delle mie mani ecco a voi il mio nuovo video intitolato semplicemente ” Madre Natura”. Buona visione

Armonia

Buongiorno amici,

le nostre mani frequentemente chiedono di avere qualcosa da fare, da creare. Quando i pensieri e i mille impegni ci bloccano proviamo a seguirle e vediamo cosa hanno da dire, cosa hanno da creare. A me oggi hanno chiesto di creare per non dar troppo peso a emozioni di rabbia. Le cose che facciamo sono importanti più di tutte le parole che possiamo dire.

Tutto ciò che facciamo – se lo decidiamo – può tendere all’armonia. Qualche giorno fa durante uscite piovose mi sono fermato a riprendere la pioggia ed oggi ho messo insieme quei video con la richiesta delle mie mani di creare. Ho messo una chitarra a disposizione delle mie dita e sono venuti fuori tanti arpeggi, un pezzo è diventato la colonna sonora di questo video.

Così possiamo fare nelle vita, credo, armonizzare le nostre esperienze, le diverse tonalità e di emozioni e farne a modo nostro “arte”.

Buona visione e spero vi piaccia, a me piace tanto. 😀 

Crescita personale: Abbiamo bisogno d’amore e di contatto.

(…)C’è bisogno d’Amore sai Zio per tutto quanto il mondo. Di un overdose d’amore(…).Cit Zucchero.

Noi abbiamo un bisogno, e si chiama Amore. Ma non solo questo, anche del contatto abbiamo bisogno ed abbiamo bisogno di sentire e di essere toccati e di toccare, di vedere, parlare e ascoltare. Ne abbiamo bisogno e quando tutti questi aspetti fanno parte della nostra vita possiamo sentire scorrere in noi il benessere e se lo osserviamo bene vedremo scorrere ai suoi piedi quel che resta degli ostacoli e del malessere. Abbiamo bisogno di essere soggetto ed oggetto di queste qualità ed attenzioni umane, esse ci arricchiscono e ci sostengono e ci rimandano un messaggio fondamentale, che noi siamo vivi ed esistiamo.

Frequentemente andiamo in “sbattimento esistenziale” e queste meraviglie per l’anima non riusciamo a sentirle ed a agirle e non riusciamo ad essere umili da chiederle.

Quando siamo giù ad esempio noi vorremmo tanto parlare con qualcuno, vorremmo tanto raccontare ogni cosa di ciò che riempie la nostra mente di pensieri vorticosi e di paure eppure facciamo fatica. Frequentemente preferiamo mettere mano al portafoglio per andare dallo psicologo e per svuotare nel suo studio tutto il nostro contenuto interiore, e questo è comunque un bene, è comunque una cosa positiva, è comunque un movimento di crescita e di cura verso quel passaggio e quella domanda di crescita che abita in noi.

Abbiamo bisogno di tutte queste cose e dico che prima ce ne rendiamo conto e prima le daremo il giusto conto nelle nostre esperienze umane. Riuscire a soddisfare in modo sano ed autentico questo bisogno farà splendere la nostra luce e ci nutriremo di una ricchezza e di una bellezza senza eguali, nell’altro e nelle relazioni noi troviamo anche noi stessi, ci conosciamo, viviamo, ci amiamo. Con gli altri nella reciprocità possiamo essere alleati della crescita e del benessere, è prezioso avere progetti corali e condivisioni, sono pratiche attraverso le quali le nostre attitudini, un tempo naturali e spontanee, ritrovano un varco da sotto la cortina dell’orgoglio e delle pretese per tornare a respirare e riscoprire sorridente che gli piace tanto, un sacco e una sporta.

Amiamo, quindi, amiamoci e lasciamo che l’amore venga a noi ci sentiremo vivi e benissimo.

“Alcune cose sull’amore”…e tante altre sono ancora da dire

L’amore è un circolo vizioso, contagia ciò che facciamo, colora ciò che desideriamo e gli da vita. L’amore alimenta i nostri progetti, fa venire a noi le persone che stiamo aspettando. L’amore permette ai miracoli di accadere, indica la strada e prepara la tavola al  banchetto del successo. L’amore non ha controindicazioni e nessun abuso sarà punito, si può condividere e non si esaurisce mai.

Buoni propositi in tempo di “Fase 2” – Darsi una meta.

IMG_2437Il nome di questa fase non ha nulla di solenne, si chiama semplicemente fase 2, ed è quella della convivenza con il Covid 19.

L’essenzialità del none fa da contraltare ad un abbondanza di dibattito e di opinioni di prescrizioni e di minuziose indicazioni su ciò che è bene fare e cosa no, sui rischi che si corrono se si violano le regole o meglio “LA REGOLA” di  “stare a distanza”.

L’umanità ha molte anime, molte sentono di essere all’inizio di una nuova era, altre più pragmaticamente non vedono l’ora di tornare a fare come prima.

Io oggi ho lavorato di penna e di foto ispirandomi appunto alla “Fase 2”, ho lavorato per sintetizzare in un immagine la mia idea di cambiamento e di direzione verso cui andare.  Uno scatto semplice per il mio desiderio chiaro, desiderio di voltare pagina in termini esistenziali e relazionali andando verso tutto ciò che ci aiuta a crescere ed evolvere come persone. Ne io ne l’umanità abbiamo la pretesa di riuscire a fare tutto con la facilità di un idea narrativa o di un click.

Non mancheranno le tempeste e dobbiamo essere pronti e flessibili cambiare la rotta tutte le volte che le circostanze lo richiederanno, ma con la meta ben fissata nell’anima potremmo arrivare con un pò di ritardo…ma arriveremo dove desidera il nostro cuore.

 

 

 

 

Siamo figli della Vita ed abbiamo un sole dentro!

Della vita e del suo grande progetto siamo figli, il suo progetto è istillato in ciascuno di noi, anche in chi non lo sa, anche in chi non ci pensa, anche in chi non lo vuole. Così ecco che siamo tutti accomunati da questa comune identità. In questo tempo stiamo agendo

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Photo by Skitterphoto on Pexels.com

l’interconnessione in un modo nuovo, creiamo situazioni di incontro, di scambio e condivisione ad una velocità – e con una abilità – che prima non ignoravamo. Certo lo facciamo attraverso la rete ma questo non è rilevante, rilevante è che lo facciamo!

Come con gli altri anche con ogni nostra parte siamo interconnessi, lo siamo anche se lo sappiamo, anche se non ci pensiamo, anche se non ci interessa, anche se ci opponiamo! Corpo, spirito e mente sono in perenne interconnessione, in ogni istante

Del nostro Sé principalmente voglio dire, della nostra saggezza interiore in cui è contenuto il nostro progetto esistenziale, e del Sè cosmico che è della vita e con esso siamo in costante interconnessione. Essa ci guida e se impariamo ad ascoltarla consapevolmente beh… allora tutto è possibile e le tempeste non ci fanno paura.

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Nel libro terzo dell’Odissea il giovane Telemaco, alla ricerca di notizie sul padre, approda nella terra di Nestore, a Pilo. Ha paura il giovane, come noi tante volte, e si sente spaventato e svalutato, queste emozioni disturbano il suo spirito. A quel punto Atena ( il Sé – come ci propone Antonio Mercurio in “Ipotesi su Ulisse”) gli parla:(…) “Telemaco, qualcosa la penserai tu, nella mente, altre te le ispirerà anche un dio: perchè non credo che contro la volontà degli dei tu sia nato e cresciuto”

Credo fermamente che lo stesso vale per noi. Non senza l’approvazione della vita noi siamo nati e cresciuti. E di questo enorme dono possiamo essere grati e su di esso accendiamo su questo un faro perenne di consapevolezza. Quando la tempesta ci distrae noi possiamo – con un leggero volgere degli occhi – trovare la luce ed un porto sicuro e accogliente dove ripararci per poi ripartire, per creare ancora.

Fidarsi: Lo dico a me, mi fido di te! … della Counselor Laura Rinaldi su Solaris.it

LogoAltaDefinizione_sfondato_500px-e1438454191938Ospito con gioia nel blog un articolo chiaro e potente sul tema della Fiducia uscito questo mese sulla rivista on line www.solaris.it. L’autrice Laura Rinaldi è una bravissima professionista ed una persona bella e speciale. Vi invito a leggere la sua proposta sul tema della fiducia. Ogni mese la rivista propone tanti interessanti articoli.

Cosa significa fidarsi ai tempi del coronavirus? Mi fido di te! Un’affermazione apparentemente semplice ma oggi impronunciabile. Nell’estrema necessità di rispettare i protocolli di sicurezza anti-contagio e restare in casa, quando gli altri potrebbero essere il nemico numero uno da cui proteggersi, nel momento in cui tutto sembra dirci il contrario, fidarsi è oggi più che mai è una decisione.

Fidarsi è sinonimo di affidarsi, di andare verso l’Altro. Per poter uscire di casa, prendere un caffè al bar, stringere delle relazioni e costruire la propria vita, l’essere umano ha dovuto necessariamente decidere di affrontare le proprie paure e fidarsi. Ma perché non ci fidiamo?

La fiducia è sempre stata ostacolata dalla paura

Forse perché non siamo in grado di accogliere le nostre fragilità e abbiamo paura di mostrare le nostre vulnerabilità. Perché siamo condizionati dalla sofferenza, dai tradimenti, dalle offese e da tutto il dolore provato. Tutte ferite che portiamo dentro e alle quali restiamo attaccati. Avere fiducia ha da sempre a che fare con tante altre decisioni. Decidere di lottare contro queste resistenze interne significa fare un progetto d’amore verso se stessi. Tutte le volte che non lo facciamo abbandoniamo noi stessi.

La paura mi chiede di cambiare

Per continuare a vedere il nostro futuro oggi, per fidarsi bisogna trasformarsi. Coltivare la fiducia in questo momento significa darsi l’opportunità di continuare ad esistere. Equivale a fare leva su altre parti interne, cercando di non sprofondare nelle parti reattive e nel panico. Avere fiducia non significa non avere paura. Le due cose convivono: posso essere spaventato ma lavoro per avere fiducia. Decidendo di essere flessibili, morbidi e facendo spazio ai pensieri costruttivi, all’amore, all’umiltà, affrontando le paure, accettando di piegarsi, compiendo passi di coraggio e di crescita. Imparando a riconoscere la libertà di decidere da che parte stare, se fare di tutto per vivere oppure fare tutto per stare male ed essere preda di comportamenti irrazionali. Ma dove troviamo la forza?

Fidarsi per non farsi divorare dalla paura

Se non riusciamo più trovarla fuori di noi, dobbiamo necessariamente trovarla dentro. Mai come prima d’ora è indispensabile coltivare la fiducia. Non ci sono vie di mezzo, fidarsi significa decidere di confidare nella propria saggezza e affidarsi, affrontare un sacrificio e dirsi: “Mi fido per il mio bene e mi faccio un dono”. Essere disponibili a mettersi in discussione, sentire la forte decisione di voler migliorare, l’autentico desiderio di crescere e la determinazione a voler stare bene. Decidere di darsi un grande valore, in una parola: amarsi!

Fidarsi: Mi fido di me, mi fido del mio Sé!

Ma chi è il Sé? L’Antropologia Cosmoartistica descrive il Sé Personale come una guida, un maestro, come un padre, come una parte interna dell’essere umano, il più importante rappresentante della Dimensione Spirituale della Persona.  “Per potersi sviluppare pienamente l’uomo deve entrare in contatto col proprio Sé, la propria saggezza interna, il proprio progetto esistenziale, i propri sogni, e costruire la propria esistenza intorno ad esso” (Antonio Mercurio). Il Sé è insieme la saggezza e l’amore presenti dentro la Persona, è la coscienza profonda, è il custode del progetto esistenziale. Ci vuole determinazione, forza e tanto coraggio per decidere di affidarsi al proprio Sé. Questo è il momento.

La fiducia come progetto

Dirsi oggi “Mi fido di te” significa decidere di attaccarsi ai progetti che danno senso alla propria vita: ascoltare i progetti del cuore; scegliere di rinforzare i rapporti con i propri familiari; creare armonia nelle relazioni; decidere di amarsi incondizionatamente, di amare gli altri ed essere amati. E’ arrivato il momento di trasformarsi e aprire il cuore alla vita. Non c’è più tempo.

Poesia al Sé “Mi fido di te”

Sei la fiducia incrollabile
Sei la voce che ascolto
Sei la saggezza che mi guida
Sei il padre di cui ho bisogno
Sei l’energia che sento scorrere
Sei l’amore che ricevo e che dono
Sei la mia creatività
Sei la grazia dentro di me
Sei la mia sensibilità
Sei il sole che mi scalda e mi nutre
Sei il mio sorriso
Sei il primo Tu che ho accanto

Domande per crescere al tempo del Coronavisus: “Quando Finirà questa storia?”. Noi…Antonio Mercurio e il Mito di Ulisse

Già, ci chiediamo tutti: ma quando finirà?
I tecnici dicono che sarà una lunga e lenta planata il ritorno alla normalità, o comunque ad un nuovo modo di vivere che impareremo a chiamare “normalità”.

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Photo by Miguel Á. Padriñán on Pexels.com

Certo ci auguriamo tutti che i ricercatori mettono a punto in breve tempo un  farmaco o un vaccino così da poter accorciare i tempi. A loro da questo post mando tutta la mia e energia.

Ora però, mentre loro fanno il loro lavoro, noi che facciamo? Anche noi possiamo fare qualcosa e anch’io voglio fare il mio lavoro, così ecco che come Persona, come Counselor e ricercatore in Antropologia Cosmoartistica guardo al mondo dell’umano e mi interrogo sul “Quando finirà questa storia, ovvero,  quando finiranno le tante storie che ci impediscono di crescere e di approdare al tanto sognato cambiamento per stare bene ed essere felici?

Usiamo il simbolismo e per un momento vediamo il Coronavirus come alla rappresentazione fuori nel mondo di parti umane, parti nostre, e precisamente come rappresentazione di quelle parti nostre velenose che se non riconosciute e se lasciate libere di agire infettano e devastano la nostra vita, penso al veleno dell’odio al veleno dell’orgoglio, al veleno della volontà di potenza e di voler dominare gli altri, penso alla svalutazione, penso lamento, penso a tante forme virulenti che a volte agiamo nelle relazioni con noi stessi e con gli altri.

Così ecco che la domanda arriva alla nostra coscienza oggi in modo più chiaro, dalla situazione planetaria ed in tutte le lingue si è diffuso il messaggio che “bisogna fare qualcosa”. In questo momento in cui abbiamo preso consapevolezza del problema stiamo lavorando tutti a contenere il contagio e la diffusione. In questo modo l’ Io Adulto presente in ognuno di noi “qui e ora”, ed in alleanza solida con la saggezza interiore e  tutto il seguito di qualità positive umane che abbiamo  la capacità di scegliere per il bene e la costruttività, la comprensione, l’empatia, la speranza, il perdono ( IL PERDONO!!), la fiducia, la fratellanza … per dirne alcune; Ecco in questo momento di lucida consapevolezza abbiamo preso atto della virulenza dell’odio ed abbiamo deciso e stiamo facendo tutto il possibile per ridurne la diffusione.

Ad un mese dalle azioni difensive e quando si pianifica il “dopo” ecco che dalle nostre parti positive si alza la domanda “Hey tu! MA quando finirà questa storia?”  ed ancora…quando la finiremo inquinarci la vita con l’odio, i capricci e le pretese?

Già. Quando?

Ed allora mi metto in ascolto profondo in questo tempo e mi viene un sospetto.

Ma noi stiamo cambiando? Oppure stiamo aspettando che tutto finisca per riprendere a fare semplicemente quello che facevamo prima e magari anche con un pò più di veleni e di jubris, spavaldi e ringalluzziti dallo scampato pericolo?

Non è facile il momento che stiamo vivendo ed è forte la spinta umana a difenderci rimuovendo e negando il grande invito al cambiamento che la vita ci chiede di fare. Eppure qui tocca fare qualcosa…la vita lo dice chiaramente.

Recentemente in miei post vi ho parlato dell’IO FETALE. ( invito al leggere il post cliccando sul link). Di questa nostra parte  dobbiamo esser ben consapevoli e imparare a riconoscere quando essa sale in cattedra e comanda.  Ma per fortuna non c’è solo questa parte in noi, tante ne abbiamo ed in tanti post vi ho parlato anche del nostro Sé, della nostra saggezza interiore e dell’incondizionato amore per noi e che ci sostiene nei passaggi di crescita e ci spinge fermamente ad evolverci.  Ecco quindi che forti nell’amore e centrati con il nostro Sé possiamo cercare di rispondere alla domanda: Quando finirà?

art beach beautiful clouds
Photo by Pixabay on Pexels.com

Finirà quando noi decideremo di finirla veramente, senza se e senza ma. Finirà quando il nostro IO ADULTO avrà piena cittadinanza nella nostra vita e si muoverà in armonia con il nostro SE’ Personale alla luce del sole e non solo quando ne abbiamo bisogno. Finirà quando avremo preso coscienza del grande potere che abbiamo e che si chiama “libertà” di creare la vita che desideriamo. Noi ficchiamocelo in testa siamo sempre liberi sia quando siamo centrati sull’AMORE che quando siamo centrati sull’ODIO.

imagesQuando finirà?  La mia risposta è che finirà quando avremo deciso nella volontà cosciente ed in quella profonda che è ora di finirla e deciso di amarci come si deve.

Quale è la strada per arrivare a questo obiettivo? Allora una possibile strada ce la dona Antonio Mercurio con il suo grande lavoro di rilettura del mito di Ulisse in chiave antropologica Cosmoartistia.  Ecco cosa accade all’eroe dai mille patimenti e dal grande ingegno in un momento del suo viaggio di ritorno a Itaca. Provo a raccontarvela:

“Siamo sull’isola di Ogigia, qui è approdato Ulisse ormai senza più compagni navi e tesori, solo. Nell’isola vive con la Ninfa Calipso,  e per 7 anni il nostro eroe di giorno piange il ritorno a casa e di notte giace con la bella dea, godendone. Con l’intervento di Atena, Zeus tramite Mercurio fa arrivare a Calipso l’ordine di lasciar libero Ulisse e di permettergli di costruirsi una zattera per riprendere il mare. Così a malincuore la dea fornisce a Ulisse il necessario per costruire una zattera. Calipso offre ad Ulisse di scegliere tra andare via oppure di rimanere con lei che in cambio gli avrebbe offerto l’immortalità. 

Ulisse sceglie il mare. Quasi vicino all’isola dei Feaci ecco che Poseidone gli scatena una terribile tempesta. Ulisse viene ripetutamente sbattuto contro gli scogli e poi dalle correnti risucchiato in mare. La Ninfa INO gli va in soccorso e gli dice di lasciare i tronchi a cui era aggrappato e di liberarsi delle sue vesti pesanti, gli offre un telo chiedendogli di stendervisi sopra e che così lo avrebbe portato in salvo. Ma Ulisse che è anche testardo non accetta e si tiene aggrappato ai tronchi (alle certezze tangibili) in quella tempesta e per gran tempo è sbattuto contro gli scogli. Quasi esanime si abbandona e prega, prega il dio del fiume che le cui acque entrano nel mare in tempesta. Prega il Dio del fiume chiedendogli di accoglierlo nelle sue correnti e di farlo approdare, così ormai stremato e quasi esanime dopo tanta battaglia Ulisse tocca finalmente terra e lì si lascia andare ad un lungo sonno(…). 

9788886406505Antonio Mercurio ci propone Ulisse come esempio di uomo che vive gli accadimenti della vita e che in continuazione si trasforma per divenire sempre più artista della sua vita e non solo. Il bisogno ed il desiderio di immortalità che lo muove non è quella offertagli dalla ninfa Calipso ma quella che è il risultato del suo agire che è costantemente fusione di amore e odio e di tanti altri opposti.

Come Ulisse può capitare anche a noi in questo momento di aver iniziato questo tempo storico con le migliori intenzioni ma di trovarci a volte smarriti e di non sapere cosa fare, pensare e decidere. Alla domanda “Quando Finirà?” magari sentiamo che la tempesta in effetti non è ancora placata, non è vinto il nostro odio e non è saldo il nostro amore così come pensavamo e ancora sentiamo che c’è da lavorare.  Non siamo soli ed è un duro lavoro per ciascuno di noi, teniamo duro. Ancoriamoci saldamente al nostro Sé e ascoltiamolo, preghiamo, facciamo come Ulisse affinché si plachi la tempesta dentro e fuori.

Non molliamo, Rimaniamo concentrati, noi siamo forti e possiamo fare un gran passaggio di crescita proprio in questo periodo ostinato e difficile da digerire. Prendiamoci il tempo per entrare profondamente in contatto con le nostre parti ostinate e rinforziamoci nella decisione di amore per scegliere che è arrivato il momento che finisca … ORA.

Non diamoci addosso se scopriamo che ancora un pò ce la stiamo raccontando, amiamoci incondizionatamente siamo umani ed abbiamo anche le nostre debolezze e paure. Nessuna condanna dunque ma tanto amore e perdono. Rendiamoci disponibili, affermiamolo, sussurriamocelo con affetto guardandoci allo specchio ” Io mi rendo disponibile a fare un passaggio di crescita. Io mi rendo disponibile all’amore. Io mi rendo disponibile al perdono.”

Io mi rendo disponibile insieme con tutti voi e più siamo più energia di amore doniamo a noi ed alla vita cui possiamo essere grati.

Crescita personale. “Riconosciamo il narratore di storie tristi in noi, ringraziamolo e salutiamolo. Andiamo con fiducia verso il cambiamento che la nostra vita vi chiede. â¤”

Cambiare – a volte – fa male ed é doloroso, e su questo in molti siamo consapevoli. Frequentemente il non avere consapevolezza del dolore che comporta cambiare è di per se un ostacolo alla crescita. Quando parlo di dolore intendo un dolore sano, quello umano e necessario nei momenti di passaggio. Siamo umani, proviamo questo sentimento perché non abbiamo la palla di vetro che ci permette di tranquillizzarci conoscendo cosa succede dopo, o cosa troviamo oltre. Eppure pero noi tutti già tante volte abbiamo preso il cuore e lo abbiamo legato passionalmente all’amore ed all’alleanza con la nostra spiritualità profonda e con la vita. Quando siamo nati ad esempio e prima ancora durante tutta la nostra gestazione e sviluppo intrauterino quanti cambiamenti e quante rivoluzioni abbiamo fatto? Eravamo uno sperma ed un ovulo e poi un gran bel sound …et voilà ..eccoci qui😀. Tantissimi cambiamenti quindi e tantissimi ne abbiamo fatti dopo e fino a questo momento in cui state leggendo ( e io mentre sto scrivendo) e tante ne faremo anche dopo aver chiuso la pagina e domani e in tutti i giorni per i quali ci sostiene la vita ed il suo e nostro progetto. Il dolore accettiamolo “ci sta” – lo dico e lo ricordo  a voi e a me-  ed usiamolo come sentinella,  “accendiamo il faro sui tantissimi cambiamenti che abbiamo già fatto e che costantemente facciamo e nutriamoci di fiducia che è bene”.

A chi aggrapparci? All’amore per noi certamente e poi uniamo questo amore al nostro progetto esistenziale, quello che abbiamo scelto quando abbiamo deciso di venire al mondo, saldiamoci con forza al nostro Sé che e mettiamoci in ascolto. Impariamo a conoscere il suo modo di comunicare , spesso attraverso segni, sogni il nostro corpo e a volte messaggi all’apparenza senza senso; non attendiamoci raccomandare con ricevute di ritorno o PEC. Il nostro Sé comunica attraverso il nostro corpo e le emozioni; lo sentiamo bene quando ci sentiamo in una speciale Armonia di cuore mente e spirito. Affidiamoci al nostro Se, la nostra saggezza interiore e siamo pur certi che ci condurrà lungo i sentieri della crescita senza alcun pericolo. Siamo pur sereni che se a guidarci è l’amore allora la forza di decidere è nelle nostre mani e nelle nostre azioni e parole.

Mettiamo a tacere il narratore di storie tristi che è in noi (se C’è) e andiamo avanti … che il dolore quando lo sentiamo ecco che ci è utile e ci suona come una campana per farci risvegliare e scegliere di nuovo con chi volerci alleare. Il dolore è necessario ( non vuol dire però che ce lo dobbiamo andare a cercare ed alimentare sia ben chiaro!) e a ciascuno indica il cambiamento necessario da fare per essere in armonia e sempre più padroni e signori della nostra vita e servitori della vita che ci ha generati e del suo immenso progetto.

“È sempre triste guardare con occhi nuovi cose nelle quali si sono investite tante forze per adattarcisi” ci dice F. S. Fitzgerard in un passaggio de Il Grande Gatsby; ecco si sentiamo la tristezza se vogliamo ma per 5 minuti e non oltre e poi andiamo avanti che nessuno di noi ha la palla magica ed è umano sbagliare ed essere spaventati ma riconosiamo anche che tutti abbiamo dentro una fonte speciale di amore nelle cui braccia possiamo serenamente affidarci ed ogni errore è solo una pietra miliare lungo il sentiero del cammino che ogni istante facciamo

Io in ricarica solare ed in ottima compagnia

Buona Giornata cari

Crescita personale. “Riconoscere il narratore di storie tristi in noi. Ringraziarlo e salutarlo. Andiamo con fiducia nel cambiamento che la nostra vita vi chiede. â¤

Cambiare – a volte – fa male ed é doloroso, e su questo in molti siamo consapevoli. Frequentemente il non avere consapevolezza del dolore che comporta cambiare è di per se un ostacola la crescita. Quando parlo di dolore intendo un dolore sano, quello umano e necessarrio nei momenti di passaggio. Siamo umani, proviamo questo sentimento perché non abbiamo la palla di vetro che ci permette di tranquillizzati conoscendo cosa succede o cosa troviamo oltre. Eppure pero noi tutti già tante volte abbiamo preso il cuore e lo abbiamo legato passionalmente all’amore ed all’alleanza con la nostra spiritualità profonda e con la vita. Quando siamo nati ad esempio e prima ancora durante tutta la nostra gestazione e sviluppo intrauterino quanti cambiamenti e quante rivoluzioni abbiamo fatto? Eravamo uno sperma ed un ovulo e poi un gran bel sound et voilà eccovi qui😀. Tantissimi cambiamenti quindi e tantissime ne abbiamo fatte dopo e fino a questo momento in cui state leggendo ( e io mentre sto scrivendo) e tante ne faremo anche dopo aver chiuso la pagina e domani e in tutti i giorni per i quali ci sostiene la vita ed il suo e nostro progetto. Il dolore accettiamolo ma lo dico a voi e a me “accendiamo il faro sui tantissimi cambiamenti che abbiamo già fatto e che costantemente facciamo e nutriamoci di fiducia che è bene”.

A chi aggrapparci? All’amore per noi certamente e poi uniamo questo amore al nostro progetto esistenziale, quello che abbiamo scelto quando abbiamo deciso di venire al mondo, saldiamoci con forza al nostro Sé che e mettiamoci in ascolto. Impariamo a conoscere il suo modo di comunicare , spesso attraverso segni, sogni il nostro corpo e a volte messaggi all’apparenza senza senso; non attendiamoci raccomandare con ricevute di ritorno o PEC. Il nostro Sé comunica attraverso il nostro corpo e le emozioni; lo sentiamo bene quando ci sentiamo in una speciale Armonia di cuore mente e spirito. Affidiamoci al nostro Se, la nostra saggezza interiore e siamo pur certi che ci condurrà lungo i sentieri della crescita senza alcun pericolo. Siamo pur sereni che se a guidarci è l’amore allora la forza di decidere è nelle nostre mani e nelle nostre azioni e parole.

Mettiamo a tacere il narratore di storie tristi che è in noi (se C’è) e andiamo avanti … che il dolore quando lo sentiamo ecco che ci è utile e ci suona come una campana per farci risvegliare e scegliere di nuovo con chi volerci alleare. Il dolore è necessario ( non vuol dire però che ce lo dobbiamo andare a cercare ed alimentare sia ben chiaro!) e a ciascuno indica il cambiamento necessario da fare per essere in armonia e sempre più padroni e signori della nostra vita e servitori della vita che ci ha generati e del suo immenso progetto.

“È sempre triste guardare con occhi nuovi cose nelle quali si sono investite tante forze per adattarcisi” ci dice F. S. Fitzgerard in un passaggio de Il Grande Gatsby; ecco si sentiamo la tristezza se vogliamo ma per 5 minuti e non oltre e poi andiamo avanti che nessuno di noi ha la palla magica ed è umano sbagliare ed essere spaventati ma riconosiamo anche che tutti abbiamo dentro una fonte speciale di amore nelle cui braccia possiamo serenamente affidarci ed ogni errore è solo una pietra miliare lungo il sentiero del cammino che ogni istante facciamo

Io in ricarica solare ed in ottima compagnia

Buona Giornata cari

Crescita personale: Speranza e Paura al tempo del Coronavirus

In questo momento possiamo avere fiducia e possiamo avere paura. Se proviamo paura  vuol dire che non proviamo anche la speranza e fiducia, che sia chiaro questo ok? Rinforziamoci nella consapevolezza e nell’ accoglienza di noi nella nostra totalità nelle nostre forze e nelle nostre debolezze. Siamo flessibili e amorevoli con noi…rendiamoci disponibili a farlo…siamo esseri speciali e in questa fase consolidiamoci e affondiamo ancora di più le radici nell’amore che in noi é un nucleo immodificabile. Fatelo e se lo desiderate ricavatevi uno spazio per lavorare con un counselor.

In questa fase ricordo che l’Istituto Solaris di Roma ha attivato un servizio di counseling gratuito on line. Per accedere al servizio visitate la pagina facebook dell’Istituto Solaris oppure contattatemi qui sul blog o al n di telefono 3519743118 dedicato al servizio. Non siamo soli, aggrappiamoci alle nostre parti positve, facciamolo insieme se lo desiderate. Un saluto a tutti

Stress da iperattivismo digitale al tempo del coronavirus.

Le restrizioni alle libertà di movimento in tanti di noi sta favorendo un maggior uso della rete, chi per motivo di lavoro e tutti, complessivamente, per sentirci e vederci con le persone e mantenere relazioni che allevino il senso di isolamento. É una cosa naturale e comprensibile e non è un reato. È uno strumento positivo, la rete. Eppure nella mia esperienza e dalla condivisione on-line con tante persone emerge il disagio da abuso di rete, in molti hanno sperimentato una forma particolare di stress. Chiusi nelle nostre case abbiamo un iperattivismo social, ed anche nei casi di smart working frequentemente si va ben oltre gli orari lavorativi, per non parlare delle maratone infinite di film in streaming, le chat e le decine di gruppi che ci notificano ogni istante di andare a vedere a controllare a rispondere.

I messaggi del nostro corpo sono preziosi e parlano chiaro, in questa fase dobbiamo stare attenti a non passare da un opposto ( lo stare in casa senza far niente) all’altro (iperattivismo digitale) e fare invece con saggezza una sintesi per armonizzare i nostri ritmi biologici con la situazione che viviamo. Più volte al giorno spegniamo gli apparati e connettiamoci con noi stessi anche in modo creativo, leggiamo un libro, facciamo 10 minuti di meditazione, ascoltiamo un po’ di buona musica, disegnamo, facciamo qualcosa creativo manuale, respiriamo, scriviamo un diario, passiamo del tempo in poltrona a rilassarci e se arriva un po’ di sonno lasciamoci portare per mano.

A sera poi andare a letto presto non è un reato, per il fatto di non dover uscire per il lavoro o per la scuola non dobbiamo necessariamente fare tardi.

In questa fase riprendiamo il controllo della nostra vita per favore, se fuori ci blocca il coronavirus dentro ci blocca la paura e per non sentirla facciamo incetta di ogni tipo di distrazione e di impegno. Facciamo gli artisti, permettiamoci di poter avere anche paura, è un emozione di stagione. Riprendiamoci la nostra normalità e non scappiamo da noi stessi, facciamoci il dono del tempo, del poter provare la noia dell’imparare a conoscerci più intimamente. Gestiamo il tempo in modo saggio, e anche le pause sono preziose in una bella melodia.

Servizio Counseling Istituto Solaris #iorestiamoacasa e @chiamouncounselor #noicimettiamoilcuore

Servizio di ascolto gratuito in questo momento di trasformazione sociale. Un dono e nuova energia si amore e professionalità contro le difficoltà.

Crescita Personale: Evolvere anch al tempo del Coronavirus.

In questo momento storico di tempo e spazio “particolari” ci chiediamo tutti come poter riempire il silenzio e dare qualcosa da fare alle nostre mani e pensieri. In questa fase le emozioni che proviamo possiamo permetterci di provarle, come la paura ad esempio. Se abbiamo momenti di paura possiamo permetterci di provarla, come i momenti di gioia che anche ci sono e la speranza e la fiducia. C’è tutto il mondo in noi in questo momento. Quanto sta accadendo e le emozioni che stiamo provando, proviamo a chiederci, se le provavamo anche prima del coronavirus e approfittiamo di questa grande fase di consapevolezza per accendere un faro di luce sulla nostra storia e decidere magari oggi…ora…qui e per sempre di voleci bene, di non giudicarci più, di perdonare chi ci ha fatto arrabbiare e perdonare noi per la rabbia ed il tempo perso dietro i veleni della rabbia e dell’odio.

Sto rileggendo un libro letto forse due mesi fa ” Avro cura di te” di Massimo Gramellini e Chiara Gamberale. Ho piacere di condividere con voi questo passaggio a pagina 60 “(…) Nessuno viene al mondo per contemplare la propria perfezione. Ci si arriva con un obiettivo molto più serio: evolvere. (…).

Buona giornata a tutti

Creatività, saggezza e arte contro il Coronavirus: Tiriamo i progetti fuori dai cassetti e creiamo bellezza.

In questa fase di emergenza e paure diffuse corre l’obbligo più che mai di rimanere centrati con tutto il positivo in noi e fuori di noi. Dal mio zaino stamattina è spuntato questo speciale segnalibro. Accolgo con amore il messaggio di forza e lo condivido con voi. Buona giornata a tutti e un pensiero speciale e di riconoscimento ai quanti stanno lavorando in prima linea contro gli effetti di questa emergenza, a tutti quelli che la stanno sperimentando e a tutte le persone che vivono disagio e preoccupazione. Coltiviamo la fiducia e alimentiamola, usiamo la creatività e l’arte per fronteggiare pensieri persecutori. Se abbiamo “tempo nuovo” a cui non eravamo abituati allora ecco che è il momento di rispolverare il progetto ed il talento che “per mancanza di tempo” abbiamo riposto nel cassetto un po’ di tempo fa. Spegniamo la tv o comunque scegliamo cosa vedere e cosa no. Idem in rete. 😙😙

Il tuo silenzio mi uccide … ( di Kathleen Fenn) su Solaris.it

LogoAltaDefinizione_sfondato_500px-e1438454191938(con piacere condivido con coi un nuovo articolo della rivista on line Solaris.it  e scritto dalla mia collega counselor Kathleen Fenn ) 

 

Il tuo silenzio mi uccide. Questa è l’affermazione che spesso sentiamo risuonare dentro di noi quando il nostro partner usa il silenzio come un muro invalicabile fatto di rabbia e di risentimento. É forse il peggiore dei modi per farci sentire soli e senza possibilità di appello. Ma noi in che modo siamo responsabili della situazione di attrito che si è creata? Cerchiamo di assumerci anche la nostra parte di responsabilità. E’ possibile che negli anni ci siamo costruiti un guscio, il quale contiene il nostro orgoglio, le nostre pretese, le nostre maschere, insomma tutto ciò che noi pensiamo che ci possa servire per difenderci, lasciando spazio al nostro assoluto. A volte, viviamo sulle difensive, pensando di dover affrontare chissà quali nemici ed il primo nemico, il più vicino a noi è di solito il nostro partner, sul quale proiettiamo facilmente la figura (di solito materna) che in passato, forse fin dalla vita prenatale, ci ha ferito. Non spaventiamoci, è un processo abbastanza naturale. Si tratta di riconoscerlo, di accettarlo, di trasformarlo e di capire che i nemici non sono fuori di noi, ma dentro di noi, sono i nostri persecutori interni.

Siamo pieni di traumi e di doni

Il fatto è che noi “nasciamo arrabbiati e pieni di traumi …. ma anche pieni di doni” (citazione dal corso di Teatro della Cosmo-Art, Istituto Solaris,A.A. 2019/20, condotto dalla dottoressa Paola Capriani), possiamo quindi cogliere l’opportunità di trasformare nostri traumi in doni. Perché siamo arrabbiati? Per celare e rimuovere il nostro dolore più antico, per non attraversarlo di nuovo, ma solo riattraversandolo possiamo sciogliere questo nodo con il perdono. “Il perdono libera l’anima e cancella la paura.” (Nelson Mandela) Il passaggio da fare è ammettere di essere arrabbiati e di avere odiato, sì, odiato, anche se in molti rifuggono da questa parola. Riflettiamoci, se siamo capaci di amare dobbiamo essere capaci di odiare, siamo un meraviglioso miscuglio di sentimenti, positivi e negativi, abbiamo la capacità di fare la sintesi tra gli opposti e di darci  “un cuore ama e non un cuore che odia” (Regole della Navigazione Notturna degli Ulissidi – Antonio Mercurio) Questo ci suggerisce la Cosmo-Art.

Colpa e responsabilità

Il lavoro deve cominciare da noi stessi, solo perdonando noi stessi saremo capaci di perdonare l’altro, di essere accoglienti e di non attribuirgli più ogni responsabilità per gli accadimenti della nostra vita. ”E’ colpa tua!” , “Ho ragione io!” e  “il silenzio mi uccide” sono le frasi più ricorrenti tra i partner di una coppia. Non sentiamoci subito le vittime, facciamo gli artisti. Possiamo cominciare col cambiare la parola colpa con la parola responsabilità, e già le cose sembreranno diverse. La parola responsabilità implica la scelta e la conseguente decisione che tutti noi possiamo prendere. Se siamo responsabili stiamo scegliendo: e quindi fermiamoci, riflettiamo un momento e non incolpiamo sempre l’altro di ogni accadimento della nostra vita. Ogni giorno noi scegliamo tra il prendere decisioni d’amore o decisioni di odio. Scegliamo l’amore!

La chiave sta nel cambiamento

Quando, dopo aver superato la fase dell’innamoramento, fase in cui viviamo avvolti in una nube dorata che lentamente si dissolve, ci troviamo di fronte alla prima trasformazione da attuare e cominciamo a scegliere. Saremo capaci di passare dall’ innamoramento all’amore? E di decidere che la nostra vita di coppia è un progetto: un progetto che è nato, ma che dobbiamo impegnarci a far crescere ed evolvere, come due adulti responsabili? Sarà inevitabile affrontare dei cambiamenti, ed i cambiamenti avvengono solo attraverso un travaglio, forse attraverso l’attraversamento di un dolore, nuovo, ma che ci richiama un trauma antico. Anche un conflitto costruttivo può servire per capire, crescere, sanare e trasformare.

Andare oltre

Ecco perché è necessario partire dal perdono di sé stessi e dell’altro. È come se il perdono ci riportasse al blocco di partenza ed il percorso ora fosse scevro da ogni ostacolo, perché l’ostacolo è stato rimosso col perdono. Ora possiamo ripartire, disposti sempre ad accogliere l’altro e a perdonare ancora e ancora, anche a cadere e a rialzarci, per procedere imparando a trascenderci e per costruire una relazione sempre più sana e più forte. Impariamo ad andare oltre, tenendo a bada il rancore che a volte ritorna e ci fa sentire soli e feriti, oltre il dolore per il nostro trauma più antico che ci fa alzare quel muro. Allora sì che possiamo abbatterlo quel muro di silenzio che ci atterrisce, anzi, forse crolla da solo, travolto dall’onda d’amore e di gioia, che creiamo con la decisione di realizzare con forza e con determinazione il nostro progetto di coppia.

“Oggi è un nuovo giorno ed io scelgo l’amore e la bellezza” (Antonio Mercurio – Patto cosmoartistico per la Creazione della Bellezza Seconda).

Strumenti di Crescita personale: Il potere della Riparazione

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Capita a tutti di fare piccoli e grandi errori.
A volte il nostro comportamento ferisce altre persone. Ci sta, siamo umani e sbagliamo!
Oggi voglio parlare di cosa possiamo fare quando ci scappa di non essere bravi e vi propongo uno strumento spirituale molto potente, un arte preziosa e che genera benessere.
Mi riferisco al potere ed all’arte di Riparare.

Vi Riporto un esempio di un caso accaduto a me recentemente in cui la “dimenticanza” ed il continuo “rimandare” sono state le forme che ha assunto il non prendermi cura di una relazione con una persona.

Ecco il mio esempio.
Un’amica mi affida un suo oggetto che io gli ho chiesto per farne delle prove d’uso per un progetto a cui stavo lavorando. Andando via la mia amica ha dimentica di riprendere l’oggetto. Io non l’ho vista andare via e così non gli ho potuto riconsegnare il bene. Nulla di grave, come vedete, sono cose che accadono, chissà quanti di voi è capitata una cosa simile.
Ora torno a me.
Mi propongo di chiamarla subito, per informarla e per rassicurarla.
MA…passano le ora e non chiamo, rimando.
Passano i giorni e non chiamo, rimando.
So che devo chiamare ma non lo faccio, rimando.

Delle vocine dentro se la raccontano a modo loro:
– Tanto non gli serve, dice una, altrimenti avrebbe già chiamato;
– E’ colpa sua che si è dimenticata, dice un’altra;
– Tanto la rivediamo tra qualche giorno e quindi che senso ha chiamare ora?;
РSi vabb̬ poi gli mando un messaggio;

Quindi tagliando corto trascuro di prendermi cura della mia amica.

Come facciamo a capire che qualcosa non va bene?

Nel mio caso i continui rimandi e le dimenticanze mi davano un disagio, non parlo di malessere vero e proprio ma di un senso di fastidio sull’anima.

Dal mio Sé mi viene in soccorso la consapevolezza di come a volte attraverso delle piccole ed apparenti dimenticanze e rimandi non mi prendo cura a dovere del mio progetto e delle relazioni con altri.
Il mio Sé mi parla chiaro, basta rimandare … riparare è la cosa da fare. Obbedisco e decido :
1) riparare;
2) Accendere un nuovo faro di consapevolezza sull’importanza di “prendersi cura” a partire dalle piccole cose;
3) vedere come l’ io fetale si annida anche nel “rimando continuo”. Ricordate l’io fetale? Ne ho parlato qui. Lui vive nell’assoluto, lui risolve il tutto con un ” non è colpa mia”.

patch-2328289Dal pensiero all’azione: Operazioneriparazione.

Ho preso il telefono, ho chiamato la mia amica, le ho chiesto scusa (a dire il vero anche lei mi ha chiesto scusa per essersi dimenticata di riprenderlo), mi sono proposto – per riparare – di raggiungerla a casa sua e di potergli consegnare l’oggetto. Mi ha ringraziato per averla chiamata.

E’ un esempio semplice semplice come vedete ma utile perché cose simili accadono frequentemente.

L’arte di riparare è una competenza quotidiana e migliora la qualità della nostra vita, garantito.

Per rinforzare questa qualità umana (che tutti abbiamo) o se vi è difficile fare un azine di riparazione verso qualcuno beh fatevi aiutare, può essere utile fare dei percorsi di crescita, ma anche gli incontri di counseling sono sicuramente utili.

La riparazione per sua natura non è perfetta e non può cancellare la ferita originaria, essa non è magia e non riavvolge il nastro del tempo e non cancella ciò che è accaduto.
La riparazione tuttavia è liberatoria, sempre. Nei casi di ferite gravi non cancella il dolore ma ci permette di poterlo contattare in modo trasformativo e con la dignità della nostra dimensione umana, dove non è possibile ricostruire ciò che è definitivamente rotto o perso la riparazione abbraccia la nostra umanità e la conduce per mano a fare qualcosa di buono per chi abbiamo ferito, ci libera dal senso di colpa e ci libera dal senso di impotenza.

La riparazione porta un messaggio speciale: “Mi dispiace e voglio fare qualcosa per te per riparare al meglio di quello che “ora” mi è possibile. Tengo a te, tu sei prezioso ed anch’io lo sono”.

Con la riparazione liberiamo la nostra capacità creativa e costruttiva dagli orpelli velenosi della pretesa e del lamento che ci legano le ali.

( L’articolo non nasce con finalità promozionale della mia attività di Counselor ma se vorrete approfondirlo con me fate pure scrivendomi)

Un saluto affettuoso a tutti voi.

Crescita personale: Scegliamo di cambiare, scegliamo cosa pensare.

Certi brutti pensieri o certe cattive abitudini si possono bloccare. Una prima cosa da fare è non alimentarli. Ignoriamoli e non rimanendoci sopra a tessere storie infinite. Quando il pensiero si affaccia considerate che sono solo pensieri, visualizzateli come nuvole nel cielo della mente. Arrivano e passano.
Facciamo questo esercizio: Quando i pensieri negativi arrivano visualizziamoli e poi con gentile decisione li facciamo scorrere via, non tratteniamole ma anzi mentre scorrono via lasciamo entrare in scena l’immagine ed il pensiero di ciò che realmente siamo e del cambiamento a cui stiamo lavorando.

Impariamo a ignorare e disintossichiamoci da voluttuose abitudini come ad esempio il lamento, smettiamola di raccontare la “solita storia”, noi lo possiamo fare perché siamo padroni della nostra vita e dei nostri pensieri. Alleniamoci e manteniamoci allenati ogni giorno. 😉

Counseling e benessere: Siamo Guerrieri Coraggiosi ed abbiamo il sole dentro.

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dal “Manuele del Guerriero” di Luce di Paulo Coelho … dedicato a tutti noi che vogliamo crescere ed evolvere per divenire ogni giorno sempre più le persone speciali, preziose e importanti che sentiamo di essere.

Un guerriero della luce non è mai codardo. La fuga Può risultare un’eccellente tattica difensiva, ma non può essere impiegata quando la paura è grande. Nel dubbio, il guerriero preferisce affrontare la sconfitta e poi curarsi le ferite, perché  sa che, se fuggisse, darebbe all’aggressore un potere maggiore di quanto meriti. Durante i momenti difficili o dolorosi, il guerriero fronteggia le situazioni svantaggiose con eroismo, con rassegnazione e con coraggio”

da “Le leggi della vita” di Antonio Mercurio…per tutti noi, perché abbiamo un capitano speciale in noi… il nostro Sé.

Se tu coltivi un sogno, tu coltivi il Sé. Il Sé è come una stella dentro di te. Se tu coltivi il Sé, tu coltivi un sole e, se tu hai un sole come capitano, certamente egli condurrà in porto i tuoi sogni per quanto impossibili ti possano sembrare”. 

Buona luminosa giornata a tutti.

 

 

 

Il senso perduto del tempo – Keep calm

Con piacere riporto l’articolo del Dr. Giampiero Ciappina ( Direttore dell’Istituto Solaris) pubblicato sulla rivista on line solaris.it

L’attimo presente: una specie in via di estinzione

Siamo da poco approdati al 2020: giusto un rapido istante per riflettere sull’anno che si è concluso, e lo sguardo è già rivolto in avanti, alle mille cose da fare. Perché alla fine, ciò che facciamo è cercare di stare al passo, inseguire il tempo. Lungi dall’aver veramente più tempo, la modernità se da una parte ha offerto più tempo cronologico, contemporaneamente ne ha però ristretto la sua disponibilità, rendendolo fondamentalmente un tempo sfuggente. La promessa scientista presagiva che con la tecnologia avremmo lavorato tutti meno e avremmo avuto più tempo libero. I dati dimostrano che nella maggioranza dei casi, si lavora molte più ore e molto più velocemente, nell’ansia di rendersi sempre più multitasking, come le macchine. “Il desiderio di emulare le macchine rapide create da noi stessi” – ci conferma Lamberto Maffei, Presidente dell’Accademia dei Lincei ed ex Direttore dell’Istituto di Neuroscienza del CNR – “a differenza del cervello che invece è una macchina lenta, diventa fonte di angoscia e di frustrazione” (Elogio della lentezza, 2014).

Dopo più di un secolo, come nel Manifesto futurista di Marinetti del 1909, la velocità è ancora un mito. Mentre la lentezza è un difetto, una perdita di tempo, un errore e perfino una colpa. Il risultato è che siamo costantemente proiettati in avanti, nell’istante immediatamente successivo, in un altrove che ancora non c’è. L’era digitale ha velocemente sgretolato l’istante, rimodellando la nostra percezione del tempo e accelerandolo vorticosamente.

Il senso perduto del tempo e la superficialità

I guru del Marketing sentenziano che – per essere seguiti dal pubblico assuefatto – i video non possono durare più di 60 secondi, gli spot pubblicitari scendere sotto i 30 secondi e le radio trasmettere solo brandelli delle nuove canzoni da promuovere. Oracolari algoritmi di Google profetizzano che soltanto il 5% dei lettori che avevano cominciato a leggere questo articolo, sono arrivati fin qui. Il restante 95% aveva di meglio da fare. Oppure semplicemente, si è spazientito perché … se non arrivo al punto entro 5 secondi allora trattasi di … lettura impegnativa per intellettuali e quindi … lo leggo dopo, quando ho tempo. In verità questo tempo futuro non esiste. È un tempo soltanto ipotetico e astratto, gettato alla rinfusa in quel futuribile e magmatico caos di … mille libri che avrei voluto leggere, delle tante ricette di dolci che avrei voluto cucinare, dei tanti viaggi e delle tante cose che avrei voluto fare e che non ho mai tempo di fare. La modernità pretende risposte semplici e rapide, anche per realtà complesse. Non importa se poi le risposte semplici e rapide rischiano di essere superficiali – o peggio – perfino deleterie.

Se la retorica dei Social ci mitraglia con le esortazioni al Carpe Diem (variamente declinate) è perché in verità, il qui ed ora rischia di sciogliersi velocemente quanto i ghiacciai della Groenlandia. L’attimo presente è in via di estinzione. Sempre più premuto, compresso e appiattito tra passato e futuro, il presente è ridotto ad un brevissimo istante che resiste sempre meno: e sempre meno è abitato e vissuto. Inesorabilmente siamo ossessionati e rapiti dall’attimo successivo: quello che anestetizza il presente e si allontana, talvolta nella speranza o – molto più spesso – nell’illusione.

Il senso perduto del tempo e le sue conseguenze

Questa alterazione del nostro orologio interno, ha tre principali conseguenze.

La prima è che siamo costantemente impazienti, inquieti, stranieri al nostro tempo interno, sempre fuori posto e in ansiosa attesa di trovarci in un luogo diverso e in un tempo diverso. Come se quello presente in fin dei conti fosse un tempo inaccessibile, carico di angoscia e – fondamentalmente – insopportabile. Meglio allora vivere alienati e in costante accelerazione: nel prossimo post, nell’email che deve arrivare o nel prossimo messaggio What’sUp. Una sorta di bulimia del futuro prossimo.

La seconda è la perdita della libertà. Perdendo la coscienza del presente, siamo costretti a vivere nei rimpianti del passato o nella paura del futuro. Non siamo più liberi di vivere la nostra vita – quella di adesso – l’unica veramente esistente. Al di fuori del presente, barattiamo la libertà in cambio della schiavitù delle ossessioni: di ciò che è già accaduto o di ciò che deve ancora accadere.

La terza inevitabile conseguenza è la disperazione. La guarigione, la gioia, la trasformazione e la felicità dimorano certamente soltanto nell’attimo presente. Se perdiamo il contatto con il nostro Sè, e siamo assenti a noi stessi, immancabilmente siamo anche disperati.

Altre cosmologie

La concezione del Tempo, tipica dell’antica Grecia, ma anche della cosmologia buddista e induista è quella di un Tempo ciclico. Simile all’alternarsi delle stagioni, la grande Ruota del Tempo ritmicamente scandisce i cicli del lavoro nei campi e i cicli della vita: nascita, crescita e morte, in un infinito ripetersi. In occidente invece prevale una concezione lineare del Tempo, tipica della tradizione giudaico-cristiana. Al passato, segue sempre il presente e poi il futuro, come una freccia in un avanzare continuo. Dio crea il mondo, e il mondo – come causa ed effetto – procede dritto verso il Giudizio Universale e l’Apocalisse. Dice Andrea Colombo citando il grande filosofo (recentemente scomparso) Emanuele Severino (1929-2020): “L’Occidente è nichilista, perchè lega irrimediabilmente l’Essere al Nulla. E il cattolicesimo condivide questo tragico destino, così come tutte le forme di nichilismo che dominano la terra del tramonto, dal comunismo al capitalismo, fino al trionfo incontrastato della tecnica“. L’idea di un Tempo lineare conduce inevitabilmente al nichilismo – secondo Severino – perchè è fondata sull’illusione che tutto ciò che esiste, prima non ci fosse e poi non ci sarà. Ciò riduce la vita semplicemente ad una corsa verso la morte.

In entrambi i casi, sia nella concezione del Tempo ciclico che in quello lineare, i tempi sono sempre separati.

Diversa – ed interessante – è invece la concezione degli antichi Incas, dove il Tempo è un tutto unico: passato, presente e futuro sono contemporaneamente presenti, come linee del tempo che corrono parallele. Similmente a quanto raccontato nel film Interstellar (C. Nolan, 2014), dove Cooper e la figlia Murph pur abitando tempi diversi, tentano di comunicare tramite i libri e la sabbia. Gli antichi Incas vivevano insieme agli avi e insieme agli spiriti delle generazioni future: ogni decisione importante della Comunità coinvolgeva inevitabilmente tutti. Gli sciamani potevano spostarsi fra le diverse linee del tempo, e tutti venivano consultati per decidere del bene della società. Gli avi contribuivano con la saggezza, e i discendenti futuri con la speranza: ai presenti era quindi richiesto il massimo rispetto e una alta considerazione per le opinioni di tutti. Non era possibile sfuggire, accelerare o rifugiarsi altrove, perché tutto il tempo importante era lì, simultaneamente presente.

Il tempo della coscienza: un presente di senso

Oggi, abitare il nostro tempo è diventata una sfida semantica. Non si tratta di fermare il progresso, ma di resettare il nostro fuso orario interiore per sintonizzarlo nuovamente su un presente di senso, degno di essere vissuto. Oltre al tempo che fugge nei cronometri, esiste un tempo della coscienza che esige invece di essere conquistato con una presenza consapevole. Il tempo presente può riscoprire il suo significato soltanto entro un orizzonte spirituale. Ecco allora che l’attimo non fugge più quando ci ascoltiamo profondamente. Il qui ed ora si dilata – ad esempio – nella meditazione, nella preghiera, nell’amore verso un Tu, nella coralità, nella realizzazione di un progetto esistenziale. Tutti istanti che invece di fuggire, si eternalizzano nel nostro tempo interiore, perché ricchi di significato. Istanti senza tempo, perché permettono di conoscerci e di comprenderci, armonizzando e orientando il caos interno attraverso continue sintesi degli opposti. È questo il compito di chi vuole recuperare il senso perduto del Tempo. È questo il compito dell’Artista dell’esistenza, che vuole realizzare la propria Vita come un’Opera d’Arte.

Fermarsi per ritrovare il presente, abitarlo in modo consapevole, ci fa contattare un profondo senso di unità e di pienezza. Ecco il carpe diem! Non siamo separati: siamo uniti in una coralità a-temporale all’amore dei nostri avi e agli spiriti dei nostri discendenti. Assumere la realtà significare riscoprire il senso dell’esistenza. Possiamo allora guardare al presente con la necessaria saggezza e la necessaria speranza, recuperando il valore della memoria e la vera natura del coraggio. Un po’ come facevano gli antichi Incas.

…siamo Angeli

Gli angeli, le avanguardie “buone” del regno cielo azzurro…e se fosse diverso da come li intendiamo tradizionalmente? Mi spiego meglio, io in senso tradizionale percepisco gli angeli come creature speciali che hanno ricevuto questa investitura in ragione di particolari qualità e meriti nella loro esperienza di vita.

E se non funzionasse così? Se funzionasse invece all’inverso?

Magari funziona che ognuno di noi è libero di scegliere e può decidere se comportarsi da angelo o piuttosto da diavolo.  Le nostre scelte hanno effetti sulla nostra vita e su quella degli altri, e sulla vita nel suo complesso.

Si anche dare la precedenza, anche fermarsi ai passaggi dei pedoni sulle strisce…piccole cose certamente. Eppure se le facciamo con “valore” sono comportamenti speciali e fanno stare bene. Siamo angeli quindi, con noi stessi e con gli altri,  e possiamo fare per noi tutto quello che silenziosamente chiediamo ad un angelo nella visione tradizionale. Non entro nel merito dei miracoli … ma sono certo che ora che ci diamo un identità di valore molto centrata sull’amore e valori come la bellezza sono certo che tante cose cambieranno.

Counseling: Andiamo avanti, oltre la svalutazione

Metti che ci troviamo in una situazione della vita, a lavoro ad esempio, e facciamo fatica a concepire di poter “cambiare”.

Che fare?

Un primo punto positivo da cui muovere è “ascoltarsi” profondamente e con coraggio.
A volte cambiare è difficile per una serie di aspetti pratici, ci può stare.
Quello che però mi interessa qui è evidenziare che frequentemente le cose “pratiche” nascondono una difficoltà più profonda ed a un profondo senso di “svalutazione” verso noi stessi.
Pressappoco la svalutazione dice: “non valiamo” e che quindi non meritiamo nessuna posizione migliore perché tanto “questo siamo”!

Quindi se abbiamo fatto emergere il senso si svalutazione siamo già stati molto bravi, è molto positivo imparare ad ascoltarsi e conoscere le proprie emozioni e farle emergere sempre più, renderle dignitose, libere e decolpevolizzarci. Sono cose umane, a ciascuno la sua area di svalutazione!

A più ampio raggio, se questo mood lo ritroviamo anche in alte situazioni riconosciamole e facciamole emergere per quelle che sono, delle vere e proprie “menzogna esistenziale” che ci raccontiamo, magari per paura di entrare nel “travaglio” del cambiamento che può anche essere molto impegnativo e doloroso.

Iniziamo allora con il riconoscerci che cambiare non è facile e può fare paura ma riconosciamo anche che noi valiamo eccome e che possiamo approdare al cambiamento che desideriamo gradualmente e accogliendoci con amore in tutto il nostro essere.

Il nostro valore si alimenta nell’amore per noi delle persone belle e speciali che siamo, armonizzando tutte le nostre parti.

Migliorare la capacità di ascolto ed accrescere la consapevolezza di noi stessi e di quello che desideriamo autenticamente possono trovare in percorsi di crescita personale dei validi strumenti.
Affermo che quanto più riusciamo ad aver consapevolezza del nostro essere e dei nostri obiettivi tanto più il nostro valore si accresce e alimenta la capacità di prendere le giuste decisioni in modo armonico con la nostra saggezza interiore.

Rompiamo le catene… della svalutazione. Noi abbiamo un grande valore.

Il tema della svalutazione mi ha fatto ricordare un passaggio del film “Ricomincio da tre con Massimo Troisi. Il protagonista ci fa vedere bene quello che succede dentro quando non ci diamo un valore, ecco ora che lo sappiamo vogliamoci un sacco di bene, accettiamo le ns fragilità e riconosciamo i nostri meriti che sono tanti e… andiamo avanti.

Il titolo della Clip su you tube è “la gelosia” ma io ci vedo tanto altro.

Buona serata amici

Messaggio dal Nespolo: “Andrà tutto bene”.

Che poi ciò che deve germogliare germoglia, ed i frutti arrivano. A volte i semi piantati da tempo attendono più del dovuto per germogliare, a volte può capitare di perdere la speranza e archiviare la cosa. Poi quando meno te lo aspetti la vita sa meravigliarci con il suo progetto ed i suoi tempi. Messaggio al mondo dal piccolo nespolo spuntato nel vaso di casa:” Seminate, prendetevi cura dei vostri progetti e quando non sapete che fare e viene meno la speranza è bene pregare più che disperare…andrà tutto bene! Parola di Nespolo.

 

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Vita Ora

Come in pausa, come sospesi al tempo
attendiamo il momento propizio per vivere
e intanto vita già…è.
E’ già vita … mentre combattiamo conflitti vecchi
E’ già vita in ogni contatto superficiale
E’ già vita in ogni carezza data
in ogni dono fatto e ricevuto.
E’ già vita ed è già piena
già pronta per creare
essere grati
amarsi, amare ed essere amati
… e godere
Non più pause, non più sospensioni e attese,
con gratitudine aprire il cuore
respirare l’amore
che vita già è…anche ora.

Alimenti sani e pensieri positivi

Come certi cibi sono da evitare per i valori del colesterolo allo stesso modo certi schemi di pensieri ed abitudini sono da evitare per i valori del nostro benessere e per la nostra serenità. In un caso e nell’altro ci vuole tanto amore per se e fermezza nella rotta del cambiamento.

Mi prendo cura e alimento i miei progetti

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Amo fare ricerca, apprendere sempre cose nuove, non mi spaventa piegarmi sui libri e amo circondarmi di fogli, penne, libri, rete, e ogni strumento utile alla mia crescita. Mi auguro di non smettere mai di studiare, e di avere stimoli a doverlo fare. E’ chiaro che questa parte di me esprime un mi modo di essere, una parte del mi progetto esistenziale altrimenti come te lo spighi il far parte di una scuola di formazione, di ricerca, di arte, saggezza e crescita personale tutt’assieme?  Quindi che dire, auguro buona crescita e tanto godimento a chi come me in questo momento sta facendo una delle tante cose che più ama. E per evitare che le cose che amiamo un giorno possano finire il mio suggerimento è continuare a coltivarle, stabilire legami di accrescimento, progettare e ascoltarsi sempre con autenticità e consapevolezza di modo che quando arrivano fasi ed ostacoli che ci distolgono allora ci facciamo trovare pronti come i lottatori di Sumo, si centriamo ancora di più, ci amiamo ancora di più, lavoriamo ancora di più, ci facciamo aiutare ancora di più e superiamo la burrasca…e andiamo avanti verso la ns meta.

In questo momento io e la mia storia stiamo approfondendo la conoscenza dei “neuroni specchio” e mi accompagnano un pò di libri di Giacomo Rizzolatti, che li ha scoperti.

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A star Is Born di Bradley Cooper

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Siamo stati all’Isola del Cinema di Roma, lo scorso sabato. Ogni anno in questo periodo andiamo a godere della magia del cinema all’aperto, vedere un film all’aperto e con tante stelle sulla capoccia.

Quest’anno alla prima uscita in programma c’era ” A Star is Born” di Bradley Cooper.

All’aperto capita di stare con la testa sospesa tra le immagini, la musica e le stelle… ogni tanto poi tra le tante stelle si vede il luccichio delle luci degli aerei e tutto diviene ancor più bello.

Non conoscevo il film, ne avevo sentito parlare ma  non vi ho prestato attenzione, ero distratto.

Ora che l’ho visto: “Che botta pero!”

Non racconterò la trama (la descrive bene wikipedia). In termini antropologici e come cinematerapeuta propongo di vedere i personaggi come tante parti di ognuno di noi. Nel personaggio maschile possiamo vedere ben rappresentata la distruttivita’.

Nel nostro cammino di crescita tante parti devono morire, parti a cui dobbiamo togliere alimento. Il mito del giovane, bello e dannato è trasversale al tempo di ogni epoca umana ma ORA siamo anche in un era storica particolare in cui le consapevolezze sono diffuse e condivise e questo è un bene. La consapevolezza è il faro che assiste la nostra navigazione e insieme alla saggezza – che abbiamo e va risvegliata e alimentata – ci fanno vedere quanto è importante seminare e fortificare la capacità di saper scegliere e armonizzare le nostre tante istanze indirizzandoci verso ciò che alimenta il nostro progetto e i nostri talenti invece che l’opposto.

È un bel film, lo dicono in tanti e sono d’accordo con loro. Crudo nel finale ma che voglio vedere in chiave simbolica a partire proprio da quell’applauso che non è scoccato fragoroso nel finale. Tutti eravamo affranti da in dolore pazzesco da un senso di rabbia e si sfiducia…  io avrei dato un finale diverso perché amo sempre il lieto fine😍.

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Una persona vicina a me camminandomi di fianco sottolineava con i suo amici che nel film ha visto come all’emergere della stella di Ally (Lady Gaga, bravissima aggiungo) gradualmente si percepiva la chiusura e il declino del protagonista maschile. Lento ed inesorabile il Lui del film faceva i conti con la distruttività storica allevata e coltivata per tanto … troppo tempo e “sordo” ai tanti inviti a smetterla!

Per non abortire noi ed i nostri progetti ci sono delle parti che devono morire c’è poco da fare e da dire, sono le ns parti distruttive – distruttive.

Il dolore ha tanti modi per essere vissuto, il protagonista ce ne fa vedere uno attraverso il ricorso all’alcool e alle droghe per non sentire per sballarsi a pezza. Il dolore ci dice la cosmo art può essere anche usato come propulsore della nostra crescita.

Quando lo contattiamo come cosmoartisti noi ne catturiamo il messaggio di trasformazione e ci lavoriamo.

Sotto un cielo di stelle bellissime insieme con la mia compagna di vita e nostra figlia ho visto un bel film, mi sono emozionato e ho provato un grande dolore. Scrivo propri per non renderlo sordo e inutile. Scrivo per lavorare sul dolore a partire dal riconoscere ancora come esso è un aspetto della vita e va armonizzato, come ha fatto Ally, con le cose belle e positive, le opportunità che la vita ci offre di poter crescere.  Come fare? Beh iniziamo a lavorare sull’amore per noi. Riconosciamo che ci amiamo quando facciamo cose e decidiamo cose che ci fanno crescere. Facile no?! Ora cerchiamole nella nostra vita. Ce ne sono tante, ce ne sono poche. Ok anche se non non le troviamo, a maggior ragione, lavoriamo a liberare la nostra capacità di amarci e di amare dagli ostacoli che da qualche parte rendono difficile il nostro cammino.

Giardinieri dell’Anima nostra e artisti della vita.

 

Obbedisco mio Sé.

Obbedisco!!! Mio Sé.

Garibaldi aveva un progetto personale ed aveva un’autorità fuori. Questa autorità non la metteva in  discussione. “Obbedisco” è la formula con cui chiude il suo famoso messaggio al Generale La Marmora che gli chiedeva di arrestare la sua avanzata verso Trento (era agosto del 1866, fonte Wikipedia).

“Obbedisco”…mio Sé, anche se a volte è difficile ma lo faccio…punto.

Il Sè esprime una parte importante di noi, preziosa e speciale. La parte in cui è contenuto il nostro progetto esistenziale, fonte di amore per noi incondizionato e che ci spinge in continuazione alla crescita ed alle trasformazioni.

Come Garibaldi con il suo Generale ( preso qui per il solo simbolismo) anche a noi il nostro progetto e la sua realizzazione può cercare, trovare e scegliere una persona cui  affidarsi, meglio se maestri di saggezza, persone speciali dotati di tanto amore e di speciali qualità umane che ci seguono e ci sostengono nel cammino quando si fa tosta!

A loro ci affidiamo.

Frequentemente i maestri ci chiedono di fare cose, o di rinunciare a qualcosa.  Maestro, Sé fuori di me. Obbedisco mio Sè, ed: “anche se mi pare una sventura quel che chiedi per me è guadagno” (cit. da la preghiera degli Ulissidi di Antonio Mercurio). 

Con il Sé non c’è da trattare. Quando entriamo nella “trattativa” in quel momento il nostro portavoce è l’ “Io Fetale”, ed a questa parte di noi di crescere non frega un bel niente. Testardamente rimane sui motivi del proprio dolore e vuole solo essere risarcito.

Ci caschiamo tutti, frequentemente. Crescere nella consapevolezza è il metodo per cascarci sempre meno…e magari poi “mai più”.

“Quel che tu vuoi (mio Sé) è giusto che accada…e quando tu vuoi allora è tempo”; solo l’IO Persona che è la nostra capacità di decidere e di renderci liberi può scegliere se ascoltare le ragioni mirabolanti e dettagliatamente giustificate dell’Io fetale oppure se seguire le indicazioni a volte dolorose e non sempre chiare del SE’.

A ognuno la libertà…che siamo troppo pronti a trattare, e poche inclini ad obbedire!

Certo, la libertà… ma attenzione che non necessariamente “sbagliando si impara”, anzi….” Si impara tanto e meglio anche amandosi e facendo il bene per se, vale a dire quello che ci fa crescere”.

Obbedisco, mio Sè. Come Ulisse accolto l’invito di Atena ad entrare in casa da mendicante. E vado avanti …

 

Tecniche pratiche di riduzione dell’ansia

A lavoro: Fai bene il tuo lavoro. Non distrarti con il cellulare. Quando c’è qualcosa da fare falla e non rimandare. Rimani centrato e comportati in modo professionale, sii il professionista migliore che vuoi essere. Qualunque cosa accada avrai fatto bene il tuo lavoro e sarà un sicuro successo per la tua autostima e una sconfitta per l’ansia e per le cattive abitudini che non ci fanno crescere.

A scuola: Studia. I buoni risultati si ottengono studiando. Non distrarti a fare altro e otterrai ottimi risultati, garantito!

 

Preghiera al SE’_ di Antonio Mercurio

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Leggevo qualche sera fa nel libro “La nascita della cosmo art” di Antonio Mercurio” che Ulisse nel suo viaggio di ritorno è sostenuto sempre dall’intervento di Atena, e la dea opera anche quando l’eroe dai mille patimenti non ne è a conoscenza. Questi, anzi, in più occasioni si “incavola” e pensa e dice (secondo me): “Ma dove cavolo ti sei nascosta mia dea protettrice?! Perché non intervieni, perché non ti mostri e perché non ascolti le mie preghiere?!”. E così il nostro eroe un poco si incavola e a volte è scoraggiato, ma non smette mai di pregare.

Atena, ci dice Antonio Mercurio, nel suo immenso lavoro di lettura dell’odissea in chiave CosmoArtistica , simboleggia il Sé di Ulisse e simbolicamente ci consente di vedere anche il Sé presente in ognuno di noi. Il Sé è la nostra parte saggia, fonte di amore immodificabile per noi e che sempre opera per la nostra crescita e per la realizzazione del nostro progetto esistenziale. Il Sé ha ben chiaro quale è il nostro progetto, non perde di vista la meta come può accadere invece a noi quando siamo smarriti nelle nebbie della rabbia, dello sconforto o seguiamo miraggi e seducenti sirene che falsamente si presentano come “la vera meta”. Quando ci smarriamo e ci sentiamo dentro un malessere, questi proprio sono i modi attraverso i quali il nostro Sé ci fa capire che dobbiamo cambiare rotta.

Io, quindi, e tutti noi e ciascuno con il nostro Sé è bene che iniziamo a dialogarci e a conoscerci. Intanto mettiamo un punto fermo sulla qualità di questa parte di noi, E’ UNA PARTE POSITIVA, FONTE DI AMORE E DI CORAGGIO, SEDE DEL NOSTRO PROGETTO ESISTENZIALE UNICO AUTENTICO E IMMODIFICABILE. In sintesi il nostro alleato buono, onnipresente.

Anche mentre ne ignoriamo la presenza, esso opera per noi. Anche quando dopo averlo conosciuto poi ci smarriamo, esso opera per noi.

Dunque vi propongo dalla “Preghiera degli Ulissidi” il passaggio della Preghiera al Sé”.

Avvertenza dell’autore: Può accadere che il trovarsi per la prima volta di fronte a questa preghiera possa mettere paura ed è un buon segno che questo accada. Significa che il testo tocca dei punti nevralgici del nostro modo di essere e che emerge in noi un forte desiderio e una forte ribellione al cambiamento”

O mio SE’,
Signore della mia vita
E figlio del mio amore
E del mio coraggio,
Quel che Tu vuoi
E’ giusto che accada
E dove Tu vuoi
Io voglio andare.

Aiutami solo a capire:
Perché mi hai messo
In questa situazione?
E che vuoi da me
Che Io faccia?

Quando Tu vuoi
Allora è tempo
E quando Tu vorrai
Io arriverò all’isola
Della bellezza seconda.

Anche se pare
Una sventura
Quel che Tu vuoi
Per me è guadagno.

Ma dimmi:
Che vuoi che io crei
Da tanto dolore?

E che c’è di sbagliato
In me
Che io devo
Trasformare?

Anche se a volte
Mi sento precipitare
Negli abissi
Se Tu lo vuoi
Per me è bene
E per questo
Ho coraggio.

Prima che Io sia Te
E Tu sia me,
Mentre muoio e
Rinasco
Per realizzare i miei sogni
E i tuoi sogni
Nelle tue braccia
Trovo il mio riposo.