Creatività a Km 0

Madre natura è una fonte continua di ispirazione. In questo periodo di meteo variabile la meraviglia delle alternanze meteorologiche è sotto i nostri occhi. Se ci fermiamo ad ammirare tutto quello che accade, tanto le cose grandi quanto quelle piccole, se ci chiniamo a guardare sotto una foglia potremo scoprire scenari divini. Questo video che vi propongo nasce dalla meraviglia di qualche giorno fa quando mi sono fermato ad ammirare nuvole maestose e poi si arricchisce oggi dal piacere e dalla curiosità di fare un giro tra le foglie delle mie piante durante un temporale. La musica? Beh quello pure sono io che strimpello. Insomma quando si dice Creatività a Km 0, direttamente dal balcone di casa mia e dalle note delle mie mani ecco a voi il mio nuovo video intitolato semplicemente ” Madre Natura”. Buona visione

Armonia

Buongiorno amici,

le nostre mani frequentemente chiedono di avere qualcosa da fare, da creare. Quando i pensieri e i mille impegni ci bloccano proviamo a seguirle e vediamo cosa hanno da dire, cosa hanno da creare. A me oggi hanno chiesto di creare per non dar troppo peso a emozioni di rabbia. Le cose che facciamo sono importanti più di tutte le parole che possiamo dire.

Tutto ciò che facciamo – se lo decidiamo – può tendere all’armonia. Qualche giorno fa durante uscite piovose mi sono fermato a riprendere la pioggia ed oggi ho messo insieme quei video con la richiesta delle mie mani di creare. Ho messo una chitarra a disposizione delle mie dita e sono venuti fuori tanti arpeggi, un pezzo è diventato la colonna sonora di questo video.

Così possiamo fare nelle vita, credo, armonizzare le nostre esperienze, le diverse tonalità e di emozioni e farne a modo nostro “arte”.

Buona visione e spero vi piaccia, a me piace tanto. 😀 

Crescita personale: Abbiamo bisogno d’amore e di contatto.

(…)C’è bisogno d’Amore sai Zio per tutto quanto il mondo. Di un overdose d’amore(…).Cit Zucchero.

Noi abbiamo un bisogno, e si chiama Amore. Ma non solo questo, anche del contatto abbiamo bisogno ed abbiamo bisogno di sentire e di essere toccati e di toccare, di vedere, parlare e ascoltare. Ne abbiamo bisogno e quando tutti questi aspetti fanno parte della nostra vita possiamo sentire scorrere in noi il benessere e se lo osserviamo bene vedremo scorrere ai suoi piedi quel che resta degli ostacoli e del malessere. Abbiamo bisogno di essere soggetto ed oggetto di queste qualità ed attenzioni umane, esse ci arricchiscono e ci sostengono e ci rimandano un messaggio fondamentale, che noi siamo vivi ed esistiamo.

Frequentemente andiamo in “sbattimento esistenziale” e queste meraviglie per l’anima non riusciamo a sentirle ed a agirle e non riusciamo ad essere umili da chiederle.

Quando siamo giù ad esempio noi vorremmo tanto parlare con qualcuno, vorremmo tanto raccontare ogni cosa di ciò che riempie la nostra mente di pensieri vorticosi e di paure eppure facciamo fatica. Frequentemente preferiamo mettere mano al portafoglio per andare dallo psicologo e per svuotare nel suo studio tutto il nostro contenuto interiore, e questo è comunque un bene, è comunque una cosa positiva, è comunque un movimento di crescita e di cura verso quel passaggio e quella domanda di crescita che abita in noi.

Abbiamo bisogno di tutte queste cose e dico che prima ce ne rendiamo conto e prima le daremo il giusto conto nelle nostre esperienze umane. Riuscire a soddisfare in modo sano ed autentico questo bisogno farà splendere la nostra luce e ci nutriremo di una ricchezza e di una bellezza senza eguali, nell’altro e nelle relazioni noi troviamo anche noi stessi, ci conosciamo, viviamo, ci amiamo. Con gli altri nella reciprocità possiamo essere alleati della crescita e del benessere, è prezioso avere progetti corali e condivisioni, sono pratiche attraverso le quali le nostre attitudini, un tempo naturali e spontanee, ritrovano un varco da sotto la cortina dell’orgoglio e delle pretese per tornare a respirare e riscoprire sorridente che gli piace tanto, un sacco e una sporta.

Amiamo, quindi, amiamoci e lasciamo che l’amore venga a noi ci sentiremo vivi e benissimo.

“Alcune cose sull’amore”…e tante altre sono ancora da dire

L’amore è un circolo vizioso, contagia ciò che facciamo, colora ciò che desideriamo e gli da vita. L’amore alimenta i nostri progetti, fa venire a noi le persone che stiamo aspettando. L’amore permette ai miracoli di accadere, indica la strada e prepara la tavola al  banchetto del successo. L’amore non ha controindicazioni e nessun abuso sarà punito, si può condividere e non si esaurisce mai.

Buoni propositi in tempo di “Fase 2” – Darsi una meta.

IMG_2437Il nome di questa fase non ha nulla di solenne, si chiama semplicemente fase 2, ed è quella della convivenza con il Covid 19.

L’essenzialità del none fa da contraltare ad un abbondanza di dibattito e di opinioni di prescrizioni e di minuziose indicazioni su ciò che è bene fare e cosa no, sui rischi che si corrono se si violano le regole o meglio “LA REGOLA” di  “stare a distanza”.

L’umanità ha molte anime, molte sentono di essere all’inizio di una nuova era, altre più pragmaticamente non vedono l’ora di tornare a fare come prima.

Io oggi ho lavorato di penna e di foto ispirandomi appunto alla “Fase 2”, ho lavorato per sintetizzare in un immagine la mia idea di cambiamento e di direzione verso cui andare.  Uno scatto semplice per il mio desiderio chiaro, desiderio di voltare pagina in termini esistenziali e relazionali andando verso tutto ciò che ci aiuta a crescere ed evolvere come persone. Ne io ne l’umanità abbiamo la pretesa di riuscire a fare tutto con la facilità di un idea narrativa o di un click.

Non mancheranno le tempeste e dobbiamo essere pronti e flessibili cambiare la rotta tutte le volte che le circostanze lo richiederanno, ma con la meta ben fissata nell’anima potremmo arrivare con un pò di ritardo…ma arriveremo dove desidera il nostro cuore.

 

 

 

 

Siamo figli della Vita ed abbiamo un sole dentro!

Della vita e del suo grande progetto siamo figli, il suo progetto è istillato in ciascuno di noi, anche in chi non lo sa, anche in chi non ci pensa, anche in chi non lo vuole. Così ecco che siamo tutti accomunati da questa comune identità. In questo tempo stiamo agendo

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Photo by Skitterphoto on Pexels.com

l’interconnessione in un modo nuovo, creiamo situazioni di incontro, di scambio e condivisione ad una velocità – e con una abilità – che prima non ignoravamo. Certo lo facciamo attraverso la rete ma questo non è rilevante, rilevante è che lo facciamo!

Come con gli altri anche con ogni nostra parte siamo interconnessi, lo siamo anche se lo sappiamo, anche se non ci pensiamo, anche se non ci interessa, anche se ci opponiamo! Corpo, spirito e mente sono in perenne interconnessione, in ogni istante

Del nostro Sé principalmente voglio dire, della nostra saggezza interiore in cui è contenuto il nostro progetto esistenziale, e del Sè cosmico che è della vita e con esso siamo in costante interconnessione. Essa ci guida e se impariamo ad ascoltarla consapevolmente beh… allora tutto è possibile e le tempeste non ci fanno paura.

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Nel libro terzo dell’Odissea il giovane Telemaco, alla ricerca di notizie sul padre, approda nella terra di Nestore, a Pilo. Ha paura il giovane, come noi tante volte, e si sente spaventato e svalutato, queste emozioni disturbano il suo spirito. A quel punto Atena ( il Sé – come ci propone Antonio Mercurio in “Ipotesi su Ulisse”) gli parla:(…) “Telemaco, qualcosa la penserai tu, nella mente, altre te le ispirerà anche un dio: perchè non credo che contro la volontà degli dei tu sia nato e cresciuto”

Credo fermamente che lo stesso vale per noi. Non senza l’approvazione della vita noi siamo nati e cresciuti. E di questo enorme dono possiamo essere grati e su di esso accendiamo su questo un faro perenne di consapevolezza. Quando la tempesta ci distrae noi possiamo – con un leggero volgere degli occhi – trovare la luce ed un porto sicuro e accogliente dove ripararci per poi ripartire, per creare ancora.

Fidarsi: Lo dico a me, mi fido di te! … della Counselor Laura Rinaldi su Solaris.it

LogoAltaDefinizione_sfondato_500px-e1438454191938Ospito con gioia nel blog un articolo chiaro e potente sul tema della Fiducia uscito questo mese sulla rivista on line www.solaris.it. L’autrice Laura Rinaldi è una bravissima professionista ed una persona bella e speciale. Vi invito a leggere la sua proposta sul tema della fiducia. Ogni mese la rivista propone tanti interessanti articoli.

Cosa significa fidarsi ai tempi del coronavirus? Mi fido di te! Un’affermazione apparentemente semplice ma oggi impronunciabile. Nell’estrema necessità di rispettare i protocolli di sicurezza anti-contagio e restare in casa, quando gli altri potrebbero essere il nemico numero uno da cui proteggersi, nel momento in cui tutto sembra dirci il contrario, fidarsi è oggi più che mai è una decisione.

Fidarsi è sinonimo di affidarsi, di andare verso l’Altro. Per poter uscire di casa, prendere un caffè al bar, stringere delle relazioni e costruire la propria vita, l’essere umano ha dovuto necessariamente decidere di affrontare le proprie paure e fidarsi. Ma perché non ci fidiamo?

La fiducia è sempre stata ostacolata dalla paura

Forse perché non siamo in grado di accogliere le nostre fragilità e abbiamo paura di mostrare le nostre vulnerabilità. Perché siamo condizionati dalla sofferenza, dai tradimenti, dalle offese e da tutto il dolore provato. Tutte ferite che portiamo dentro e alle quali restiamo attaccati. Avere fiducia ha da sempre a che fare con tante altre decisioni. Decidere di lottare contro queste resistenze interne significa fare un progetto d’amore verso se stessi. Tutte le volte che non lo facciamo abbandoniamo noi stessi.

La paura mi chiede di cambiare

Per continuare a vedere il nostro futuro oggi, per fidarsi bisogna trasformarsi. Coltivare la fiducia in questo momento significa darsi l’opportunità di continuare ad esistere. Equivale a fare leva su altre parti interne, cercando di non sprofondare nelle parti reattive e nel panico. Avere fiducia non significa non avere paura. Le due cose convivono: posso essere spaventato ma lavoro per avere fiducia. Decidendo di essere flessibili, morbidi e facendo spazio ai pensieri costruttivi, all’amore, all’umiltà, affrontando le paure, accettando di piegarsi, compiendo passi di coraggio e di crescita. Imparando a riconoscere la libertà di decidere da che parte stare, se fare di tutto per vivere oppure fare tutto per stare male ed essere preda di comportamenti irrazionali. Ma dove troviamo la forza?

Fidarsi per non farsi divorare dalla paura

Se non riusciamo più trovarla fuori di noi, dobbiamo necessariamente trovarla dentro. Mai come prima d’ora è indispensabile coltivare la fiducia. Non ci sono vie di mezzo, fidarsi significa decidere di confidare nella propria saggezza e affidarsi, affrontare un sacrificio e dirsi: “Mi fido per il mio bene e mi faccio un dono”. Essere disponibili a mettersi in discussione, sentire la forte decisione di voler migliorare, l’autentico desiderio di crescere e la determinazione a voler stare bene. Decidere di darsi un grande valore, in una parola: amarsi!

Fidarsi: Mi fido di me, mi fido del mio Sé!

Ma chi è il Sé? L’Antropologia Cosmoartistica descrive il Sé Personale come una guida, un maestro, come un padre, come una parte interna dell’essere umano, il più importante rappresentante della Dimensione Spirituale della Persona.  “Per potersi sviluppare pienamente l’uomo deve entrare in contatto col proprio Sé, la propria saggezza interna, il proprio progetto esistenziale, i propri sogni, e costruire la propria esistenza intorno ad esso” (Antonio Mercurio). Il Sé è insieme la saggezza e l’amore presenti dentro la Persona, è la coscienza profonda, è il custode del progetto esistenziale. Ci vuole determinazione, forza e tanto coraggio per decidere di affidarsi al proprio Sé. Questo è il momento.

La fiducia come progetto

Dirsi oggi “Mi fido di te” significa decidere di attaccarsi ai progetti che danno senso alla propria vita: ascoltare i progetti del cuore; scegliere di rinforzare i rapporti con i propri familiari; creare armonia nelle relazioni; decidere di amarsi incondizionatamente, di amare gli altri ed essere amati. E’ arrivato il momento di trasformarsi e aprire il cuore alla vita. Non c’è più tempo.

Poesia al Sé “Mi fido di te”

Sei la fiducia incrollabile
Sei la voce che ascolto
Sei la saggezza che mi guida
Sei il padre di cui ho bisogno
Sei l’energia che sento scorrere
Sei l’amore che ricevo e che dono
Sei la mia creatività
Sei la grazia dentro di me
Sei la mia sensibilità
Sei il sole che mi scalda e mi nutre
Sei il mio sorriso
Sei il primo Tu che ho accanto

Domande per crescere al tempo del Coronavisus: “Quando Finirà questa storia?”. Noi…Antonio Mercurio e il Mito di Ulisse

Già, ci chiediamo tutti: ma quando finirà?
I tecnici dicono che sarà una lunga e lenta planata il ritorno alla normalità, o comunque ad un nuovo modo di vivere che impareremo a chiamare “normalità”.

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Photo by Miguel Á. Padriñán on Pexels.com

Certo ci auguriamo tutti che i ricercatori mettono a punto in breve tempo un  farmaco o un vaccino così da poter accorciare i tempi. A loro da questo post mando tutta la mia e energia.

Ora però, mentre loro fanno il loro lavoro, noi che facciamo? Anche noi possiamo fare qualcosa e anch’io voglio fare il mio lavoro, così ecco che come Persona, come Counselor e ricercatore in Antropologia Cosmoartistica guardo al mondo dell’umano e mi interrogo sul “Quando finirà questa storia, ovvero,  quando finiranno le tante storie che ci impediscono di crescere e di approdare al tanto sognato cambiamento per stare bene ed essere felici?

Usiamo il simbolismo e per un momento vediamo il Coronavirus come alla rappresentazione fuori nel mondo di parti umane, parti nostre, e precisamente come rappresentazione di quelle parti nostre velenose che se non riconosciute e se lasciate libere di agire infettano e devastano la nostra vita, penso al veleno dell’odio al veleno dell’orgoglio, al veleno della volontà di potenza e di voler dominare gli altri, penso alla svalutazione, penso lamento, penso a tante forme virulenti che a volte agiamo nelle relazioni con noi stessi e con gli altri.

Così ecco che la domanda arriva alla nostra coscienza oggi in modo più chiaro, dalla situazione planetaria ed in tutte le lingue si è diffuso il messaggio che “bisogna fare qualcosa”. In questo momento in cui abbiamo preso consapevolezza del problema stiamo lavorando tutti a contenere il contagio e la diffusione. In questo modo l’ Io Adulto presente in ognuno di noi “qui e ora”, ed in alleanza solida con la saggezza interiore e  tutto il seguito di qualità positive umane che abbiamo  la capacità di scegliere per il bene e la costruttività, la comprensione, l’empatia, la speranza, il perdono ( IL PERDONO!!), la fiducia, la fratellanza … per dirne alcune; Ecco in questo momento di lucida consapevolezza abbiamo preso atto della virulenza dell’odio ed abbiamo deciso e stiamo facendo tutto il possibile per ridurne la diffusione.

Ad un mese dalle azioni difensive e quando si pianifica il “dopo” ecco che dalle nostre parti positive si alza la domanda “Hey tu! MA quando finirà questa storia?”  ed ancora…quando la finiremo inquinarci la vita con l’odio, i capricci e le pretese?

Già. Quando?

Ed allora mi metto in ascolto profondo in questo tempo e mi viene un sospetto.

Ma noi stiamo cambiando? Oppure stiamo aspettando che tutto finisca per riprendere a fare semplicemente quello che facevamo prima e magari anche con un pò più di veleni e di jubris, spavaldi e ringalluzziti dallo scampato pericolo?

Non è facile il momento che stiamo vivendo ed è forte la spinta umana a difenderci rimuovendo e negando il grande invito al cambiamento che la vita ci chiede di fare. Eppure qui tocca fare qualcosa…la vita lo dice chiaramente.

Recentemente in miei post vi ho parlato dell’IO FETALE. ( invito al leggere il post cliccando sul link). Di questa nostra parte  dobbiamo esser ben consapevoli e imparare a riconoscere quando essa sale in cattedra e comanda.  Ma per fortuna non c’è solo questa parte in noi, tante ne abbiamo ed in tanti post vi ho parlato anche del nostro Sé, della nostra saggezza interiore e dell’incondizionato amore per noi e che ci sostiene nei passaggi di crescita e ci spinge fermamente ad evolverci.  Ecco quindi che forti nell’amore e centrati con il nostro Sé possiamo cercare di rispondere alla domanda: Quando finirà?

art beach beautiful clouds
Photo by Pixabay on Pexels.com

Finirà quando noi decideremo di finirla veramente, senza se e senza ma. Finirà quando il nostro IO ADULTO avrà piena cittadinanza nella nostra vita e si muoverà in armonia con il nostro SE’ Personale alla luce del sole e non solo quando ne abbiamo bisogno. Finirà quando avremo preso coscienza del grande potere che abbiamo e che si chiama “libertà” di creare la vita che desideriamo. Noi ficchiamocelo in testa siamo sempre liberi sia quando siamo centrati sull’AMORE che quando siamo centrati sull’ODIO.

imagesQuando finirà?  La mia risposta è che finirà quando avremo deciso nella volontà cosciente ed in quella profonda che è ora di finirla e deciso di amarci come si deve.

Quale è la strada per arrivare a questo obiettivo? Allora una possibile strada ce la dona Antonio Mercurio con il suo grande lavoro di rilettura del mito di Ulisse in chiave antropologica Cosmoartistia.  Ecco cosa accade all’eroe dai mille patimenti e dal grande ingegno in un momento del suo viaggio di ritorno a Itaca. Provo a raccontarvela:

“Siamo sull’isola di Ogigia, qui è approdato Ulisse ormai senza più compagni navi e tesori, solo. Nell’isola vive con la Ninfa Calipso,  e per 7 anni il nostro eroe di giorno piange il ritorno a casa e di notte giace con la bella dea, godendone. Con l’intervento di Atena, Zeus tramite Mercurio fa arrivare a Calipso l’ordine di lasciar libero Ulisse e di permettergli di costruirsi una zattera per riprendere il mare. Così a malincuore la dea fornisce a Ulisse il necessario per costruire una zattera. Calipso offre ad Ulisse di scegliere tra andare via oppure di rimanere con lei che in cambio gli avrebbe offerto l’immortalità. 

Ulisse sceglie il mare. Quasi vicino all’isola dei Feaci ecco che Poseidone gli scatena una terribile tempesta. Ulisse viene ripetutamente sbattuto contro gli scogli e poi dalle correnti risucchiato in mare. La Ninfa INO gli va in soccorso e gli dice di lasciare i tronchi a cui era aggrappato e di liberarsi delle sue vesti pesanti, gli offre un telo chiedendogli di stendervisi sopra e che così lo avrebbe portato in salvo. Ma Ulisse che è anche testardo non accetta e si tiene aggrappato ai tronchi (alle certezze tangibili) in quella tempesta e per gran tempo è sbattuto contro gli scogli. Quasi esanime si abbandona e prega, prega il dio del fiume che le cui acque entrano nel mare in tempesta. Prega il Dio del fiume chiedendogli di accoglierlo nelle sue correnti e di farlo approdare, così ormai stremato e quasi esanime dopo tanta battaglia Ulisse tocca finalmente terra e lì si lascia andare ad un lungo sonno(…). 

9788886406505Antonio Mercurio ci propone Ulisse come esempio di uomo che vive gli accadimenti della vita e che in continuazione si trasforma per divenire sempre più artista della sua vita e non solo. Il bisogno ed il desiderio di immortalità che lo muove non è quella offertagli dalla ninfa Calipso ma quella che è il risultato del suo agire che è costantemente fusione di amore e odio e di tanti altri opposti.

Come Ulisse può capitare anche a noi in questo momento di aver iniziato questo tempo storico con le migliori intenzioni ma di trovarci a volte smarriti e di non sapere cosa fare, pensare e decidere. Alla domanda “Quando Finirà?” magari sentiamo che la tempesta in effetti non è ancora placata, non è vinto il nostro odio e non è saldo il nostro amore così come pensavamo e ancora sentiamo che c’è da lavorare.  Non siamo soli ed è un duro lavoro per ciascuno di noi, teniamo duro. Ancoriamoci saldamente al nostro Sé e ascoltiamolo, preghiamo, facciamo come Ulisse affinché si plachi la tempesta dentro e fuori.

Non molliamo, Rimaniamo concentrati, noi siamo forti e possiamo fare un gran passaggio di crescita proprio in questo periodo ostinato e difficile da digerire. Prendiamoci il tempo per entrare profondamente in contatto con le nostre parti ostinate e rinforziamoci nella decisione di amore per scegliere che è arrivato il momento che finisca … ORA.

Non diamoci addosso se scopriamo che ancora un pò ce la stiamo raccontando, amiamoci incondizionatamente siamo umani ed abbiamo anche le nostre debolezze e paure. Nessuna condanna dunque ma tanto amore e perdono. Rendiamoci disponibili, affermiamolo, sussurriamocelo con affetto guardandoci allo specchio ” Io mi rendo disponibile a fare un passaggio di crescita. Io mi rendo disponibile all’amore. Io mi rendo disponibile al perdono.”

Io mi rendo disponibile insieme con tutti voi e più siamo più energia di amore doniamo a noi ed alla vita cui possiamo essere grati.

Crescita personale. “Riconosciamo il narratore di storie tristi in noi, ringraziamolo e salutiamolo. Andiamo con fiducia verso il cambiamento che la nostra vita vi chiede. â¤”

Cambiare – a volte – fa male ed é doloroso, e su questo in molti siamo consapevoli. Frequentemente il non avere consapevolezza del dolore che comporta cambiare è di per se un ostacolo alla crescita. Quando parlo di dolore intendo un dolore sano, quello umano e necessario nei momenti di passaggio. Siamo umani, proviamo questo sentimento perché non abbiamo la palla di vetro che ci permette di tranquillizzarci conoscendo cosa succede dopo, o cosa troviamo oltre. Eppure pero noi tutti già tante volte abbiamo preso il cuore e lo abbiamo legato passionalmente all’amore ed all’alleanza con la nostra spiritualità profonda e con la vita. Quando siamo nati ad esempio e prima ancora durante tutta la nostra gestazione e sviluppo intrauterino quanti cambiamenti e quante rivoluzioni abbiamo fatto? Eravamo uno sperma ed un ovulo e poi un gran bel sound …et voilà ..eccoci qui😀. Tantissimi cambiamenti quindi e tantissimi ne abbiamo fatti dopo e fino a questo momento in cui state leggendo ( e io mentre sto scrivendo) e tante ne faremo anche dopo aver chiuso la pagina e domani e in tutti i giorni per i quali ci sostiene la vita ed il suo e nostro progetto. Il dolore accettiamolo “ci sta” – lo dico e lo ricordo  a voi e a me-  ed usiamolo come sentinella,  “accendiamo il faro sui tantissimi cambiamenti che abbiamo già fatto e che costantemente facciamo e nutriamoci di fiducia che è bene”.

A chi aggrapparci? All’amore per noi certamente e poi uniamo questo amore al nostro progetto esistenziale, quello che abbiamo scelto quando abbiamo deciso di venire al mondo, saldiamoci con forza al nostro Sé che e mettiamoci in ascolto. Impariamo a conoscere il suo modo di comunicare , spesso attraverso segni, sogni il nostro corpo e a volte messaggi all’apparenza senza senso; non attendiamoci raccomandare con ricevute di ritorno o PEC. Il nostro Sé comunica attraverso il nostro corpo e le emozioni; lo sentiamo bene quando ci sentiamo in una speciale Armonia di cuore mente e spirito. Affidiamoci al nostro Se, la nostra saggezza interiore e siamo pur certi che ci condurrà lungo i sentieri della crescita senza alcun pericolo. Siamo pur sereni che se a guidarci è l’amore allora la forza di decidere è nelle nostre mani e nelle nostre azioni e parole.

Mettiamo a tacere il narratore di storie tristi che è in noi (se C’è) e andiamo avanti … che il dolore quando lo sentiamo ecco che ci è utile e ci suona come una campana per farci risvegliare e scegliere di nuovo con chi volerci alleare. Il dolore è necessario ( non vuol dire però che ce lo dobbiamo andare a cercare ed alimentare sia ben chiaro!) e a ciascuno indica il cambiamento necessario da fare per essere in armonia e sempre più padroni e signori della nostra vita e servitori della vita che ci ha generati e del suo immenso progetto.

“È sempre triste guardare con occhi nuovi cose nelle quali si sono investite tante forze per adattarcisi” ci dice F. S. Fitzgerard in un passaggio de Il Grande Gatsby; ecco si sentiamo la tristezza se vogliamo ma per 5 minuti e non oltre e poi andiamo avanti che nessuno di noi ha la palla magica ed è umano sbagliare ed essere spaventati ma riconosiamo anche che tutti abbiamo dentro una fonte speciale di amore nelle cui braccia possiamo serenamente affidarci ed ogni errore è solo una pietra miliare lungo il sentiero del cammino che ogni istante facciamo

Io in ricarica solare ed in ottima compagnia

Buona Giornata cari

Crescita personale. “Riconoscere il narratore di storie tristi in noi. Ringraziarlo e salutarlo. Andiamo con fiducia nel cambiamento che la nostra vita vi chiede. â¤

Cambiare – a volte – fa male ed é doloroso, e su questo in molti siamo consapevoli. Frequentemente il non avere consapevolezza del dolore che comporta cambiare è di per se un ostacola la crescita. Quando parlo di dolore intendo un dolore sano, quello umano e necessarrio nei momenti di passaggio. Siamo umani, proviamo questo sentimento perché non abbiamo la palla di vetro che ci permette di tranquillizzati conoscendo cosa succede o cosa troviamo oltre. Eppure pero noi tutti già tante volte abbiamo preso il cuore e lo abbiamo legato passionalmente all’amore ed all’alleanza con la nostra spiritualità profonda e con la vita. Quando siamo nati ad esempio e prima ancora durante tutta la nostra gestazione e sviluppo intrauterino quanti cambiamenti e quante rivoluzioni abbiamo fatto? Eravamo uno sperma ed un ovulo e poi un gran bel sound et voilà eccovi qui😀. Tantissimi cambiamenti quindi e tantissime ne abbiamo fatte dopo e fino a questo momento in cui state leggendo ( e io mentre sto scrivendo) e tante ne faremo anche dopo aver chiuso la pagina e domani e in tutti i giorni per i quali ci sostiene la vita ed il suo e nostro progetto. Il dolore accettiamolo ma lo dico a voi e a me “accendiamo il faro sui tantissimi cambiamenti che abbiamo già fatto e che costantemente facciamo e nutriamoci di fiducia che è bene”.

A chi aggrapparci? All’amore per noi certamente e poi uniamo questo amore al nostro progetto esistenziale, quello che abbiamo scelto quando abbiamo deciso di venire al mondo, saldiamoci con forza al nostro Sé che e mettiamoci in ascolto. Impariamo a conoscere il suo modo di comunicare , spesso attraverso segni, sogni il nostro corpo e a volte messaggi all’apparenza senza senso; non attendiamoci raccomandare con ricevute di ritorno o PEC. Il nostro Sé comunica attraverso il nostro corpo e le emozioni; lo sentiamo bene quando ci sentiamo in una speciale Armonia di cuore mente e spirito. Affidiamoci al nostro Se, la nostra saggezza interiore e siamo pur certi che ci condurrà lungo i sentieri della crescita senza alcun pericolo. Siamo pur sereni che se a guidarci è l’amore allora la forza di decidere è nelle nostre mani e nelle nostre azioni e parole.

Mettiamo a tacere il narratore di storie tristi che è in noi (se C’è) e andiamo avanti … che il dolore quando lo sentiamo ecco che ci è utile e ci suona come una campana per farci risvegliare e scegliere di nuovo con chi volerci alleare. Il dolore è necessario ( non vuol dire però che ce lo dobbiamo andare a cercare ed alimentare sia ben chiaro!) e a ciascuno indica il cambiamento necessario da fare per essere in armonia e sempre più padroni e signori della nostra vita e servitori della vita che ci ha generati e del suo immenso progetto.

“È sempre triste guardare con occhi nuovi cose nelle quali si sono investite tante forze per adattarcisi” ci dice F. S. Fitzgerard in un passaggio de Il Grande Gatsby; ecco si sentiamo la tristezza se vogliamo ma per 5 minuti e non oltre e poi andiamo avanti che nessuno di noi ha la palla magica ed è umano sbagliare ed essere spaventati ma riconosiamo anche che tutti abbiamo dentro una fonte speciale di amore nelle cui braccia possiamo serenamente affidarci ed ogni errore è solo una pietra miliare lungo il sentiero del cammino che ogni istante facciamo

Io in ricarica solare ed in ottima compagnia

Buona Giornata cari

Crescita personale: Speranza e Paura al tempo del Coronavirus

In questo momento possiamo avere fiducia e possiamo avere paura. Se proviamo paura  vuol dire che non proviamo anche la speranza e fiducia, che sia chiaro questo ok? Rinforziamoci nella consapevolezza e nell’ accoglienza di noi nella nostra totalità nelle nostre forze e nelle nostre debolezze. Siamo flessibili e amorevoli con noi…rendiamoci disponibili a farlo…siamo esseri speciali e in questa fase consolidiamoci e affondiamo ancora di più le radici nell’amore che in noi é un nucleo immodificabile. Fatelo e se lo desiderate ricavatevi uno spazio per lavorare con un counselor.

In questa fase ricordo che l’Istituto Solaris di Roma ha attivato un servizio di counseling gratuito on line. Per accedere al servizio visitate la pagina facebook dell’Istituto Solaris oppure contattatemi qui sul blog o al n di telefono 3519743118 dedicato al servizio. Non siamo soli, aggrappiamoci alle nostre parti positve, facciamolo insieme se lo desiderate. Un saluto a tutti

Stress da iperattivismo digitale al tempo del coronavirus.

Le restrizioni alle libertà di movimento in tanti di noi sta favorendo un maggior uso della rete, chi per motivo di lavoro e tutti, complessivamente, per sentirci e vederci con le persone e mantenere relazioni che allevino il senso di isolamento. É una cosa naturale e comprensibile e non è un reato. È uno strumento positivo, la rete. Eppure nella mia esperienza e dalla condivisione on-line con tante persone emerge il disagio da abuso di rete, in molti hanno sperimentato una forma particolare di stress. Chiusi nelle nostre case abbiamo un iperattivismo social, ed anche nei casi di smart working frequentemente si va ben oltre gli orari lavorativi, per non parlare delle maratone infinite di film in streaming, le chat e le decine di gruppi che ci notificano ogni istante di andare a vedere a controllare a rispondere.

I messaggi del nostro corpo sono preziosi e parlano chiaro, in questa fase dobbiamo stare attenti a non passare da un opposto ( lo stare in casa senza far niente) all’altro (iperattivismo digitale) e fare invece con saggezza una sintesi per armonizzare i nostri ritmi biologici con la situazione che viviamo. Più volte al giorno spegniamo gli apparati e connettiamoci con noi stessi anche in modo creativo, leggiamo un libro, facciamo 10 minuti di meditazione, ascoltiamo un po’ di buona musica, disegnamo, facciamo qualcosa creativo manuale, respiriamo, scriviamo un diario, passiamo del tempo in poltrona a rilassarci e se arriva un po’ di sonno lasciamoci portare per mano.

A sera poi andare a letto presto non è un reato, per il fatto di non dover uscire per il lavoro o per la scuola non dobbiamo necessariamente fare tardi.

In questa fase riprendiamo il controllo della nostra vita per favore, se fuori ci blocca il coronavirus dentro ci blocca la paura e per non sentirla facciamo incetta di ogni tipo di distrazione e di impegno. Facciamo gli artisti, permettiamoci di poter avere anche paura, è un emozione di stagione. Riprendiamoci la nostra normalità e non scappiamo da noi stessi, facciamoci il dono del tempo, del poter provare la noia dell’imparare a conoscerci più intimamente. Gestiamo il tempo in modo saggio, e anche le pause sono preziose in una bella melodia.

Servizio Counseling Istituto Solaris #iorestiamoacasa e @chiamouncounselor #noicimettiamoilcuore

Servizio di ascolto gratuito in questo momento di trasformazione sociale. Un dono e nuova energia si amore e professionalità contro le difficoltà.

Crescita Personale: Evolvere anch al tempo del Coronavirus.

In questo momento storico di tempo e spazio “particolari” ci chiediamo tutti come poter riempire il silenzio e dare qualcosa da fare alle nostre mani e pensieri. In questa fase le emozioni che proviamo possiamo permetterci di provarle, come la paura ad esempio. Se abbiamo momenti di paura possiamo permetterci di provarla, come i momenti di gioia che anche ci sono e la speranza e la fiducia. C’è tutto il mondo in noi in questo momento. Quanto sta accadendo e le emozioni che stiamo provando, proviamo a chiederci, se le provavamo anche prima del coronavirus e approfittiamo di questa grande fase di consapevolezza per accendere un faro di luce sulla nostra storia e decidere magari oggi…ora…qui e per sempre di voleci bene, di non giudicarci più, di perdonare chi ci ha fatto arrabbiare e perdonare noi per la rabbia ed il tempo perso dietro i veleni della rabbia e dell’odio.

Sto rileggendo un libro letto forse due mesi fa ” Avro cura di te” di Massimo Gramellini e Chiara Gamberale. Ho piacere di condividere con voi questo passaggio a pagina 60 “(…) Nessuno viene al mondo per contemplare la propria perfezione. Ci si arriva con un obiettivo molto più serio: evolvere. (…).

Buona giornata a tutti

Creatività, saggezza e arte contro il Coronavirus: Tiriamo i progetti fuori dai cassetti e creiamo bellezza.

In questa fase di emergenza e paure diffuse corre l’obbligo più che mai di rimanere centrati con tutto il positivo in noi e fuori di noi. Dal mio zaino stamattina è spuntato questo speciale segnalibro. Accolgo con amore il messaggio di forza e lo condivido con voi. Buona giornata a tutti e un pensiero speciale e di riconoscimento ai quanti stanno lavorando in prima linea contro gli effetti di questa emergenza, a tutti quelli che la stanno sperimentando e a tutte le persone che vivono disagio e preoccupazione. Coltiviamo la fiducia e alimentiamola, usiamo la creatività e l’arte per fronteggiare pensieri persecutori. Se abbiamo “tempo nuovo” a cui non eravamo abituati allora ecco che è il momento di rispolverare il progetto ed il talento che “per mancanza di tempo” abbiamo riposto nel cassetto un po’ di tempo fa. Spegniamo la tv o comunque scegliamo cosa vedere e cosa no. Idem in rete. 😙😙

Il tuo silenzio mi uccide … ( di Kathleen Fenn) su Solaris.it

LogoAltaDefinizione_sfondato_500px-e1438454191938(con piacere condivido con coi un nuovo articolo della rivista on line Solaris.it  e scritto dalla mia collega counselor Kathleen Fenn ) 

 

Il tuo silenzio mi uccide. Questa è l’affermazione che spesso sentiamo risuonare dentro di noi quando il nostro partner usa il silenzio come un muro invalicabile fatto di rabbia e di risentimento. É forse il peggiore dei modi per farci sentire soli e senza possibilità di appello. Ma noi in che modo siamo responsabili della situazione di attrito che si è creata? Cerchiamo di assumerci anche la nostra parte di responsabilità. E’ possibile che negli anni ci siamo costruiti un guscio, il quale contiene il nostro orgoglio, le nostre pretese, le nostre maschere, insomma tutto ciò che noi pensiamo che ci possa servire per difenderci, lasciando spazio al nostro assoluto. A volte, viviamo sulle difensive, pensando di dover affrontare chissà quali nemici ed il primo nemico, il più vicino a noi è di solito il nostro partner, sul quale proiettiamo facilmente la figura (di solito materna) che in passato, forse fin dalla vita prenatale, ci ha ferito. Non spaventiamoci, è un processo abbastanza naturale. Si tratta di riconoscerlo, di accettarlo, di trasformarlo e di capire che i nemici non sono fuori di noi, ma dentro di noi, sono i nostri persecutori interni.

Siamo pieni di traumi e di doni

Il fatto è che noi “nasciamo arrabbiati e pieni di traumi …. ma anche pieni di doni” (citazione dal corso di Teatro della Cosmo-Art, Istituto Solaris,A.A. 2019/20, condotto dalla dottoressa Paola Capriani), possiamo quindi cogliere l’opportunità di trasformare nostri traumi in doni. Perché siamo arrabbiati? Per celare e rimuovere il nostro dolore più antico, per non attraversarlo di nuovo, ma solo riattraversandolo possiamo sciogliere questo nodo con il perdono. “Il perdono libera l’anima e cancella la paura.” (Nelson Mandela) Il passaggio da fare è ammettere di essere arrabbiati e di avere odiato, sì, odiato, anche se in molti rifuggono da questa parola. Riflettiamoci, se siamo capaci di amare dobbiamo essere capaci di odiare, siamo un meraviglioso miscuglio di sentimenti, positivi e negativi, abbiamo la capacità di fare la sintesi tra gli opposti e di darci  “un cuore ama e non un cuore che odia” (Regole della Navigazione Notturna degli Ulissidi – Antonio Mercurio) Questo ci suggerisce la Cosmo-Art.

Colpa e responsabilità

Il lavoro deve cominciare da noi stessi, solo perdonando noi stessi saremo capaci di perdonare l’altro, di essere accoglienti e di non attribuirgli più ogni responsabilità per gli accadimenti della nostra vita. ”E’ colpa tua!” , “Ho ragione io!” e  “il silenzio mi uccide” sono le frasi più ricorrenti tra i partner di una coppia. Non sentiamoci subito le vittime, facciamo gli artisti. Possiamo cominciare col cambiare la parola colpa con la parola responsabilità, e già le cose sembreranno diverse. La parola responsabilità implica la scelta e la conseguente decisione che tutti noi possiamo prendere. Se siamo responsabili stiamo scegliendo: e quindi fermiamoci, riflettiamo un momento e non incolpiamo sempre l’altro di ogni accadimento della nostra vita. Ogni giorno noi scegliamo tra il prendere decisioni d’amore o decisioni di odio. Scegliamo l’amore!

La chiave sta nel cambiamento

Quando, dopo aver superato la fase dell’innamoramento, fase in cui viviamo avvolti in una nube dorata che lentamente si dissolve, ci troviamo di fronte alla prima trasformazione da attuare e cominciamo a scegliere. Saremo capaci di passare dall’ innamoramento all’amore? E di decidere che la nostra vita di coppia è un progetto: un progetto che è nato, ma che dobbiamo impegnarci a far crescere ed evolvere, come due adulti responsabili? Sarà inevitabile affrontare dei cambiamenti, ed i cambiamenti avvengono solo attraverso un travaglio, forse attraverso l’attraversamento di un dolore, nuovo, ma che ci richiama un trauma antico. Anche un conflitto costruttivo può servire per capire, crescere, sanare e trasformare.

Andare oltre

Ecco perché è necessario partire dal perdono di sé stessi e dell’altro. È come se il perdono ci riportasse al blocco di partenza ed il percorso ora fosse scevro da ogni ostacolo, perché l’ostacolo è stato rimosso col perdono. Ora possiamo ripartire, disposti sempre ad accogliere l’altro e a perdonare ancora e ancora, anche a cadere e a rialzarci, per procedere imparando a trascenderci e per costruire una relazione sempre più sana e più forte. Impariamo ad andare oltre, tenendo a bada il rancore che a volte ritorna e ci fa sentire soli e feriti, oltre il dolore per il nostro trauma più antico che ci fa alzare quel muro. Allora sì che possiamo abbatterlo quel muro di silenzio che ci atterrisce, anzi, forse crolla da solo, travolto dall’onda d’amore e di gioia, che creiamo con la decisione di realizzare con forza e con determinazione il nostro progetto di coppia.

“Oggi è un nuovo giorno ed io scelgo l’amore e la bellezza” (Antonio Mercurio – Patto cosmoartistico per la Creazione della Bellezza Seconda).

Strumenti di Crescita personale: Il potere della Riparazione

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Capita a tutti di fare piccoli e grandi errori.
A volte il nostro comportamento ferisce altre persone. Ci sta, siamo umani e sbagliamo!
Oggi voglio parlare di cosa possiamo fare quando ci scappa di non essere bravi e vi propongo uno strumento spirituale molto potente, un arte preziosa e che genera benessere.
Mi riferisco al potere ed all’arte di Riparare.

Vi Riporto un esempio di un caso accaduto a me recentemente in cui la “dimenticanza” ed il continuo “rimandare” sono state le forme che ha assunto il non prendermi cura di una relazione con una persona.

Ecco il mio esempio.
Un’amica mi affida un suo oggetto che io gli ho chiesto per farne delle prove d’uso per un progetto a cui stavo lavorando. Andando via la mia amica ha dimentica di riprendere l’oggetto. Io non l’ho vista andare via e così non gli ho potuto riconsegnare il bene. Nulla di grave, come vedete, sono cose che accadono, chissà quanti di voi è capitata una cosa simile.
Ora torno a me.
Mi propongo di chiamarla subito, per informarla e per rassicurarla.
MA…passano le ora e non chiamo, rimando.
Passano i giorni e non chiamo, rimando.
So che devo chiamare ma non lo faccio, rimando.

Delle vocine dentro se la raccontano a modo loro:
– Tanto non gli serve, dice una, altrimenti avrebbe già chiamato;
– E’ colpa sua che si è dimenticata, dice un’altra;
– Tanto la rivediamo tra qualche giorno e quindi che senso ha chiamare ora?;
РSi vabb̬ poi gli mando un messaggio;

Quindi tagliando corto trascuro di prendermi cura della mia amica.

Come facciamo a capire che qualcosa non va bene?

Nel mio caso i continui rimandi e le dimenticanze mi davano un disagio, non parlo di malessere vero e proprio ma di un senso di fastidio sull’anima.

Dal mio Sé mi viene in soccorso la consapevolezza di come a volte attraverso delle piccole ed apparenti dimenticanze e rimandi non mi prendo cura a dovere del mio progetto e delle relazioni con altri.
Il mio Sé mi parla chiaro, basta rimandare … riparare è la cosa da fare. Obbedisco e decido :
1) riparare;
2) Accendere un nuovo faro di consapevolezza sull’importanza di “prendersi cura” a partire dalle piccole cose;
3) vedere come l’ io fetale si annida anche nel “rimando continuo”. Ricordate l’io fetale? Ne ho parlato qui. Lui vive nell’assoluto, lui risolve il tutto con un ” non è colpa mia”.

patch-2328289Dal pensiero all’azione: Operazioneriparazione.

Ho preso il telefono, ho chiamato la mia amica, le ho chiesto scusa (a dire il vero anche lei mi ha chiesto scusa per essersi dimenticata di riprenderlo), mi sono proposto – per riparare – di raggiungerla a casa sua e di potergli consegnare l’oggetto. Mi ha ringraziato per averla chiamata.

E’ un esempio semplice semplice come vedete ma utile perché cose simili accadono frequentemente.

L’arte di riparare è una competenza quotidiana e migliora la qualità della nostra vita, garantito.

Per rinforzare questa qualità umana (che tutti abbiamo) o se vi è difficile fare un azine di riparazione verso qualcuno beh fatevi aiutare, può essere utile fare dei percorsi di crescita, ma anche gli incontri di counseling sono sicuramente utili.

La riparazione per sua natura non è perfetta e non può cancellare la ferita originaria, essa non è magia e non riavvolge il nastro del tempo e non cancella ciò che è accaduto.
La riparazione tuttavia è liberatoria, sempre. Nei casi di ferite gravi non cancella il dolore ma ci permette di poterlo contattare in modo trasformativo e con la dignità della nostra dimensione umana, dove non è possibile ricostruire ciò che è definitivamente rotto o perso la riparazione abbraccia la nostra umanità e la conduce per mano a fare qualcosa di buono per chi abbiamo ferito, ci libera dal senso di colpa e ci libera dal senso di impotenza.

La riparazione porta un messaggio speciale: “Mi dispiace e voglio fare qualcosa per te per riparare al meglio di quello che “ora” mi è possibile. Tengo a te, tu sei prezioso ed anch’io lo sono”.

Con la riparazione liberiamo la nostra capacità creativa e costruttiva dagli orpelli velenosi della pretesa e del lamento che ci legano le ali.

( L’articolo non nasce con finalità promozionale della mia attività di Counselor ma se vorrete approfondirlo con me fate pure scrivendomi)

Un saluto affettuoso a tutti voi.

Crescita personale: Scegliamo di cambiare, scegliamo cosa pensare.

Certi brutti pensieri o certe cattive abitudini si possono bloccare. Una prima cosa da fare è non alimentarli. Ignoriamoli e non rimanendoci sopra a tessere storie infinite. Quando il pensiero si affaccia considerate che sono solo pensieri, visualizzateli come nuvole nel cielo della mente. Arrivano e passano.
Facciamo questo esercizio: Quando i pensieri negativi arrivano visualizziamoli e poi con gentile decisione li facciamo scorrere via, non tratteniamole ma anzi mentre scorrono via lasciamo entrare in scena l’immagine ed il pensiero di ciò che realmente siamo e del cambiamento a cui stiamo lavorando.

Impariamo a ignorare e disintossichiamoci da voluttuose abitudini come ad esempio il lamento, smettiamola di raccontare la “solita storia”, noi lo possiamo fare perché siamo padroni della nostra vita e dei nostri pensieri. Alleniamoci e manteniamoci allenati ogni giorno. 😉

Counseling e benessere: Siamo Guerrieri Coraggiosi ed abbiamo il sole dentro.

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dal “Manuele del Guerriero” di Luce di Paulo Coelho … dedicato a tutti noi che vogliamo crescere ed evolvere per divenire ogni giorno sempre più le persone speciali, preziose e importanti che sentiamo di essere.

Un guerriero della luce non è mai codardo. La fuga Può risultare un’eccellente tattica difensiva, ma non può essere impiegata quando la paura è grande. Nel dubbio, il guerriero preferisce affrontare la sconfitta e poi curarsi le ferite, perché  sa che, se fuggisse, darebbe all’aggressore un potere maggiore di quanto meriti. Durante i momenti difficili o dolorosi, il guerriero fronteggia le situazioni svantaggiose con eroismo, con rassegnazione e con coraggio”

da “Le leggi della vita” di Antonio Mercurio…per tutti noi, perché abbiamo un capitano speciale in noi… il nostro Sé.

Se tu coltivi un sogno, tu coltivi il Sé. Il Sé è come una stella dentro di te. Se tu coltivi il Sé, tu coltivi un sole e, se tu hai un sole come capitano, certamente egli condurrà in porto i tuoi sogni per quanto impossibili ti possano sembrare”. 

Buona luminosa giornata a tutti.

 

 

 

Il senso perduto del tempo – Keep calm

Con piacere riporto l’articolo del Dr. Giampiero Ciappina ( Direttore dell’Istituto Solaris) pubblicato sulla rivista on line solaris.it

L’attimo presente: una specie in via di estinzione

Siamo da poco approdati al 2020: giusto un rapido istante per riflettere sull’anno che si è concluso, e lo sguardo è già rivolto in avanti, alle mille cose da fare. Perché alla fine, ciò che facciamo è cercare di stare al passo, inseguire il tempo. Lungi dall’aver veramente più tempo, la modernità se da una parte ha offerto più tempo cronologico, contemporaneamente ne ha però ristretto la sua disponibilità, rendendolo fondamentalmente un tempo sfuggente. La promessa scientista presagiva che con la tecnologia avremmo lavorato tutti meno e avremmo avuto più tempo libero. I dati dimostrano che nella maggioranza dei casi, si lavora molte più ore e molto più velocemente, nell’ansia di rendersi sempre più multitasking, come le macchine. “Il desiderio di emulare le macchine rapide create da noi stessi” – ci conferma Lamberto Maffei, Presidente dell’Accademia dei Lincei ed ex Direttore dell’Istituto di Neuroscienza del CNR – “a differenza del cervello che invece è una macchina lenta, diventa fonte di angoscia e di frustrazione” (Elogio della lentezza, 2014).

Dopo più di un secolo, come nel Manifesto futurista di Marinetti del 1909, la velocità è ancora un mito. Mentre la lentezza è un difetto, una perdita di tempo, un errore e perfino una colpa. Il risultato è che siamo costantemente proiettati in avanti, nell’istante immediatamente successivo, in un altrove che ancora non c’è. L’era digitale ha velocemente sgretolato l’istante, rimodellando la nostra percezione del tempo e accelerandolo vorticosamente.

Il senso perduto del tempo e la superficialità

I guru del Marketing sentenziano che – per essere seguiti dal pubblico assuefatto – i video non possono durare più di 60 secondi, gli spot pubblicitari scendere sotto i 30 secondi e le radio trasmettere solo brandelli delle nuove canzoni da promuovere. Oracolari algoritmi di Google profetizzano che soltanto il 5% dei lettori che avevano cominciato a leggere questo articolo, sono arrivati fin qui. Il restante 95% aveva di meglio da fare. Oppure semplicemente, si è spazientito perché … se non arrivo al punto entro 5 secondi allora trattasi di … lettura impegnativa per intellettuali e quindi … lo leggo dopo, quando ho tempo. In verità questo tempo futuro non esiste. È un tempo soltanto ipotetico e astratto, gettato alla rinfusa in quel futuribile e magmatico caos di … mille libri che avrei voluto leggere, delle tante ricette di dolci che avrei voluto cucinare, dei tanti viaggi e delle tante cose che avrei voluto fare e che non ho mai tempo di fare. La modernità pretende risposte semplici e rapide, anche per realtà complesse. Non importa se poi le risposte semplici e rapide rischiano di essere superficiali – o peggio – perfino deleterie.

Se la retorica dei Social ci mitraglia con le esortazioni al Carpe Diem (variamente declinate) è perché in verità, il qui ed ora rischia di sciogliersi velocemente quanto i ghiacciai della Groenlandia. L’attimo presente è in via di estinzione. Sempre più premuto, compresso e appiattito tra passato e futuro, il presente è ridotto ad un brevissimo istante che resiste sempre meno: e sempre meno è abitato e vissuto. Inesorabilmente siamo ossessionati e rapiti dall’attimo successivo: quello che anestetizza il presente e si allontana, talvolta nella speranza o – molto più spesso – nell’illusione.

Il senso perduto del tempo e le sue conseguenze

Questa alterazione del nostro orologio interno, ha tre principali conseguenze.

La prima è che siamo costantemente impazienti, inquieti, stranieri al nostro tempo interno, sempre fuori posto e in ansiosa attesa di trovarci in un luogo diverso e in un tempo diverso. Come se quello presente in fin dei conti fosse un tempo inaccessibile, carico di angoscia e – fondamentalmente – insopportabile. Meglio allora vivere alienati e in costante accelerazione: nel prossimo post, nell’email che deve arrivare o nel prossimo messaggio What’sUp. Una sorta di bulimia del futuro prossimo.

La seconda è la perdita della libertà. Perdendo la coscienza del presente, siamo costretti a vivere nei rimpianti del passato o nella paura del futuro. Non siamo più liberi di vivere la nostra vita – quella di adesso – l’unica veramente esistente. Al di fuori del presente, barattiamo la libertà in cambio della schiavitù delle ossessioni: di ciò che è già accaduto o di ciò che deve ancora accadere.

La terza inevitabile conseguenza è la disperazione. La guarigione, la gioia, la trasformazione e la felicità dimorano certamente soltanto nell’attimo presente. Se perdiamo il contatto con il nostro Sè, e siamo assenti a noi stessi, immancabilmente siamo anche disperati.

Altre cosmologie

La concezione del Tempo, tipica dell’antica Grecia, ma anche della cosmologia buddista e induista è quella di un Tempo ciclico. Simile all’alternarsi delle stagioni, la grande Ruota del Tempo ritmicamente scandisce i cicli del lavoro nei campi e i cicli della vita: nascita, crescita e morte, in un infinito ripetersi. In occidente invece prevale una concezione lineare del Tempo, tipica della tradizione giudaico-cristiana. Al passato, segue sempre il presente e poi il futuro, come una freccia in un avanzare continuo. Dio crea il mondo, e il mondo – come causa ed effetto – procede dritto verso il Giudizio Universale e l’Apocalisse. Dice Andrea Colombo citando il grande filosofo (recentemente scomparso) Emanuele Severino (1929-2020): “L’Occidente è nichilista, perchè lega irrimediabilmente l’Essere al Nulla. E il cattolicesimo condivide questo tragico destino, così come tutte le forme di nichilismo che dominano la terra del tramonto, dal comunismo al capitalismo, fino al trionfo incontrastato della tecnica“. L’idea di un Tempo lineare conduce inevitabilmente al nichilismo – secondo Severino – perchè è fondata sull’illusione che tutto ciò che esiste, prima non ci fosse e poi non ci sarà. Ciò riduce la vita semplicemente ad una corsa verso la morte.

In entrambi i casi, sia nella concezione del Tempo ciclico che in quello lineare, i tempi sono sempre separati.

Diversa – ed interessante – è invece la concezione degli antichi Incas, dove il Tempo è un tutto unico: passato, presente e futuro sono contemporaneamente presenti, come linee del tempo che corrono parallele. Similmente a quanto raccontato nel film Interstellar (C. Nolan, 2014), dove Cooper e la figlia Murph pur abitando tempi diversi, tentano di comunicare tramite i libri e la sabbia. Gli antichi Incas vivevano insieme agli avi e insieme agli spiriti delle generazioni future: ogni decisione importante della Comunità coinvolgeva inevitabilmente tutti. Gli sciamani potevano spostarsi fra le diverse linee del tempo, e tutti venivano consultati per decidere del bene della società. Gli avi contribuivano con la saggezza, e i discendenti futuri con la speranza: ai presenti era quindi richiesto il massimo rispetto e una alta considerazione per le opinioni di tutti. Non era possibile sfuggire, accelerare o rifugiarsi altrove, perché tutto il tempo importante era lì, simultaneamente presente.

Il tempo della coscienza: un presente di senso

Oggi, abitare il nostro tempo è diventata una sfida semantica. Non si tratta di fermare il progresso, ma di resettare il nostro fuso orario interiore per sintonizzarlo nuovamente su un presente di senso, degno di essere vissuto. Oltre al tempo che fugge nei cronometri, esiste un tempo della coscienza che esige invece di essere conquistato con una presenza consapevole. Il tempo presente può riscoprire il suo significato soltanto entro un orizzonte spirituale. Ecco allora che l’attimo non fugge più quando ci ascoltiamo profondamente. Il qui ed ora si dilata – ad esempio – nella meditazione, nella preghiera, nell’amore verso un Tu, nella coralità, nella realizzazione di un progetto esistenziale. Tutti istanti che invece di fuggire, si eternalizzano nel nostro tempo interiore, perché ricchi di significato. Istanti senza tempo, perché permettono di conoscerci e di comprenderci, armonizzando e orientando il caos interno attraverso continue sintesi degli opposti. È questo il compito di chi vuole recuperare il senso perduto del Tempo. È questo il compito dell’Artista dell’esistenza, che vuole realizzare la propria Vita come un’Opera d’Arte.

Fermarsi per ritrovare il presente, abitarlo in modo consapevole, ci fa contattare un profondo senso di unità e di pienezza. Ecco il carpe diem! Non siamo separati: siamo uniti in una coralità a-temporale all’amore dei nostri avi e agli spiriti dei nostri discendenti. Assumere la realtà significare riscoprire il senso dell’esistenza. Possiamo allora guardare al presente con la necessaria saggezza e la necessaria speranza, recuperando il valore della memoria e la vera natura del coraggio. Un po’ come facevano gli antichi Incas.

…siamo Angeli

Gli angeli, le avanguardie “buone” del regno cielo azzurro…e se fosse diverso da come li intendiamo tradizionalmente? Mi spiego meglio, io in senso tradizionale percepisco gli angeli come creature speciali che hanno ricevuto questa investitura in ragione di particolari qualità e meriti nella loro esperienza di vita.

E se non funzionasse così? Se funzionasse invece all’inverso?

Magari funziona che ognuno di noi è libero di scegliere e può decidere se comportarsi da angelo o piuttosto da diavolo.  Le nostre scelte hanno effetti sulla nostra vita e su quella degli altri, e sulla vita nel suo complesso.

Si anche dare la precedenza, anche fermarsi ai passaggi dei pedoni sulle strisce…piccole cose certamente. Eppure se le facciamo con “valore” sono comportamenti speciali e fanno stare bene. Siamo angeli quindi, con noi stessi e con gli altri,  e possiamo fare per noi tutto quello che silenziosamente chiediamo ad un angelo nella visione tradizionale. Non entro nel merito dei miracoli … ma sono certo che ora che ci diamo un identità di valore molto centrata sull’amore e valori come la bellezza sono certo che tante cose cambieranno.

Counseling: Andiamo avanti, oltre la svalutazione

Metti che ci troviamo in una situazione della vita, a lavoro ad esempio, e facciamo fatica a concepire di poter “cambiare”.

Che fare?

Un primo punto positivo da cui muovere è “ascoltarsi” profondamente e con coraggio.
A volte cambiare è difficile per una serie di aspetti pratici, ci può stare.
Quello che però mi interessa qui è evidenziare che frequentemente le cose “pratiche” nascondono una difficoltà più profonda ed a un profondo senso di “svalutazione” verso noi stessi.
Pressappoco la svalutazione dice: “non valiamo” e che quindi non meritiamo nessuna posizione migliore perché tanto “questo siamo”!

Quindi se abbiamo fatto emergere il senso si svalutazione siamo già stati molto bravi, è molto positivo imparare ad ascoltarsi e conoscere le proprie emozioni e farle emergere sempre più, renderle dignitose, libere e decolpevolizzarci. Sono cose umane, a ciascuno la sua area di svalutazione!

A più ampio raggio, se questo mood lo ritroviamo anche in alte situazioni riconosciamole e facciamole emergere per quelle che sono, delle vere e proprie “menzogna esistenziale” che ci raccontiamo, magari per paura di entrare nel “travaglio” del cambiamento che può anche essere molto impegnativo e doloroso.

Iniziamo allora con il riconoscerci che cambiare non è facile e può fare paura ma riconosciamo anche che noi valiamo eccome e che possiamo approdare al cambiamento che desideriamo gradualmente e accogliendoci con amore in tutto il nostro essere.

Il nostro valore si alimenta nell’amore per noi delle persone belle e speciali che siamo, armonizzando tutte le nostre parti.

Migliorare la capacità di ascolto ed accrescere la consapevolezza di noi stessi e di quello che desideriamo autenticamente possono trovare in percorsi di crescita personale dei validi strumenti.
Affermo che quanto più riusciamo ad aver consapevolezza del nostro essere e dei nostri obiettivi tanto più il nostro valore si accresce e alimenta la capacità di prendere le giuste decisioni in modo armonico con la nostra saggezza interiore.

Rompiamo le catene… della svalutazione. Noi abbiamo un grande valore.

Il tema della svalutazione mi ha fatto ricordare un passaggio del film “Ricomincio da tre con Massimo Troisi. Il protagonista ci fa vedere bene quello che succede dentro quando non ci diamo un valore, ecco ora che lo sappiamo vogliamoci un sacco di bene, accettiamo le ns fragilità e riconosciamo i nostri meriti che sono tanti e… andiamo avanti.

Il titolo della Clip su you tube è “la gelosia” ma io ci vedo tanto altro.

Buona serata amici

Messaggio dal Nespolo: “Andrà tutto bene”.

Che poi ciò che deve germogliare germoglia, ed i frutti arrivano. A volte i semi piantati da tempo attendono più del dovuto per germogliare, a volte può capitare di perdere la speranza e archiviare la cosa. Poi quando meno te lo aspetti la vita sa meravigliarci con il suo progetto ed i suoi tempi. Messaggio al mondo dal piccolo nespolo spuntato nel vaso di casa:” Seminate, prendetevi cura dei vostri progetti e quando non sapete che fare e viene meno la speranza è bene pregare più che disperare…andrà tutto bene! Parola di Nespolo.

 

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Vita Ora

Come in pausa, come sospesi al tempo
attendiamo il momento propizio per vivere
e intanto vita già…è.
E’ già vita … mentre combattiamo conflitti vecchi
E’ già vita in ogni contatto superficiale
E’ già vita in ogni carezza data
in ogni dono fatto e ricevuto.
E’ già vita ed è già piena
già pronta per creare
essere grati
amarsi, amare ed essere amati
… e godere
Non più pause, non più sospensioni e attese,
con gratitudine aprire il cuore
respirare l’amore
che vita già è…anche ora.

Alimenti sani e pensieri positivi

Come certi cibi sono da evitare per i valori del colesterolo allo stesso modo certi schemi di pensieri ed abitudini sono da evitare per i valori del nostro benessere e per la nostra serenità. In un caso e nell’altro ci vuole tanto amore per se e fermezza nella rotta del cambiamento.

Mi prendo cura e alimento i miei progetti

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Amo fare ricerca, apprendere sempre cose nuove, non mi spaventa piegarmi sui libri e amo circondarmi di fogli, penne, libri, rete, e ogni strumento utile alla mia crescita. Mi auguro di non smettere mai di studiare, e di avere stimoli a doverlo fare. E’ chiaro che questa parte di me esprime un mi modo di essere, una parte del mi progetto esistenziale altrimenti come te lo spighi il far parte di una scuola di formazione, di ricerca, di arte, saggezza e crescita personale tutt’assieme?  Quindi che dire, auguro buona crescita e tanto godimento a chi come me in questo momento sta facendo una delle tante cose che più ama. E per evitare che le cose che amiamo un giorno possano finire il mio suggerimento è continuare a coltivarle, stabilire legami di accrescimento, progettare e ascoltarsi sempre con autenticità e consapevolezza di modo che quando arrivano fasi ed ostacoli che ci distolgono allora ci facciamo trovare pronti come i lottatori di Sumo, si centriamo ancora di più, ci amiamo ancora di più, lavoriamo ancora di più, ci facciamo aiutare ancora di più e superiamo la burrasca…e andiamo avanti verso la ns meta.

In questo momento io e la mia storia stiamo approfondendo la conoscenza dei “neuroni specchio” e mi accompagnano un pò di libri di Giacomo Rizzolatti, che li ha scoperti.

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A star Is Born di Bradley Cooper

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Siamo stati all’Isola del Cinema di Roma, lo scorso sabato. Ogni anno in questo periodo andiamo a godere della magia del cinema all’aperto, vedere un film all’aperto e con tante stelle sulla capoccia.

Quest’anno alla prima uscita in programma c’era ” A Star is Born” di Bradley Cooper.

All’aperto capita di stare con la testa sospesa tra le immagini, la musica e le stelle… ogni tanto poi tra le tante stelle si vede il luccichio delle luci degli aerei e tutto diviene ancor più bello.

Non conoscevo il film, ne avevo sentito parlare ma  non vi ho prestato attenzione, ero distratto.

Ora che l’ho visto: “Che botta pero!”

Non racconterò la trama (la descrive bene wikipedia). In termini antropologici e come cinematerapeuta propongo di vedere i personaggi come tante parti di ognuno di noi. Nel personaggio maschile possiamo vedere ben rappresentata la distruttivita’.

Nel nostro cammino di crescita tante parti devono morire, parti a cui dobbiamo togliere alimento. Il mito del giovane, bello e dannato è trasversale al tempo di ogni epoca umana ma ORA siamo anche in un era storica particolare in cui le consapevolezze sono diffuse e condivise e questo è un bene. La consapevolezza è il faro che assiste la nostra navigazione e insieme alla saggezza – che abbiamo e va risvegliata e alimentata – ci fanno vedere quanto è importante seminare e fortificare la capacità di saper scegliere e armonizzare le nostre tante istanze indirizzandoci verso ciò che alimenta il nostro progetto e i nostri talenti invece che l’opposto.

È un bel film, lo dicono in tanti e sono d’accordo con loro. Crudo nel finale ma che voglio vedere in chiave simbolica a partire proprio da quell’applauso che non è scoccato fragoroso nel finale. Tutti eravamo affranti da in dolore pazzesco da un senso di rabbia e si sfiducia…  io avrei dato un finale diverso perché amo sempre il lieto fine😍.

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Una persona vicina a me camminandomi di fianco sottolineava con i suo amici che nel film ha visto come all’emergere della stella di Ally (Lady Gaga, bravissima aggiungo) gradualmente si percepiva la chiusura e il declino del protagonista maschile. Lento ed inesorabile il Lui del film faceva i conti con la distruttività storica allevata e coltivata per tanto … troppo tempo e “sordo” ai tanti inviti a smetterla!

Per non abortire noi ed i nostri progetti ci sono delle parti che devono morire c’è poco da fare e da dire, sono le ns parti distruttive – distruttive.

Il dolore ha tanti modi per essere vissuto, il protagonista ce ne fa vedere uno attraverso il ricorso all’alcool e alle droghe per non sentire per sballarsi a pezza. Il dolore ci dice la cosmo art può essere anche usato come propulsore della nostra crescita.

Quando lo contattiamo come cosmoartisti noi ne catturiamo il messaggio di trasformazione e ci lavoriamo.

Sotto un cielo di stelle bellissime insieme con la mia compagna di vita e nostra figlia ho visto un bel film, mi sono emozionato e ho provato un grande dolore. Scrivo propri per non renderlo sordo e inutile. Scrivo per lavorare sul dolore a partire dal riconoscere ancora come esso è un aspetto della vita e va armonizzato, come ha fatto Ally, con le cose belle e positive, le opportunità che la vita ci offre di poter crescere.  Come fare? Beh iniziamo a lavorare sull’amore per noi. Riconosciamo che ci amiamo quando facciamo cose e decidiamo cose che ci fanno crescere. Facile no?! Ora cerchiamole nella nostra vita. Ce ne sono tante, ce ne sono poche. Ok anche se non non le troviamo, a maggior ragione, lavoriamo a liberare la nostra capacità di amarci e di amare dagli ostacoli che da qualche parte rendono difficile il nostro cammino.

Giardinieri dell’Anima nostra e artisti della vita.

 

Obbedisco mio Sé.

Obbedisco!!! Mio Sé.

Garibaldi aveva un progetto personale ed aveva un’autorità fuori. Questa autorità non la metteva in  discussione. “Obbedisco” è la formula con cui chiude il suo famoso messaggio al Generale La Marmora che gli chiedeva di arrestare la sua avanzata verso Trento (era agosto del 1866, fonte Wikipedia).

“Obbedisco”…mio Sé, anche se a volte è difficile ma lo faccio…punto.

Il Sè esprime una parte importante di noi, preziosa e speciale. La parte in cui è contenuto il nostro progetto esistenziale, fonte di amore per noi incondizionato e che ci spinge in continuazione alla crescita ed alle trasformazioni.

Come Garibaldi con il suo Generale ( preso qui per il solo simbolismo) anche a noi il nostro progetto e la sua realizzazione può cercare, trovare e scegliere una persona cui  affidarsi, meglio se maestri di saggezza, persone speciali dotati di tanto amore e di speciali qualità umane che ci seguono e ci sostengono nel cammino quando si fa tosta!

A loro ci affidiamo.

Frequentemente i maestri ci chiedono di fare cose, o di rinunciare a qualcosa.  Maestro, Sé fuori di me. Obbedisco mio Sè, ed: “anche se mi pare una sventura quel che chiedi per me è guadagno” (cit. da la preghiera degli Ulissidi di Antonio Mercurio). 

Con il Sé non c’è da trattare. Quando entriamo nella “trattativa” in quel momento il nostro portavoce è l’ “Io Fetale”, ed a questa parte di noi di crescere non frega un bel niente. Testardamente rimane sui motivi del proprio dolore e vuole solo essere risarcito.

Ci caschiamo tutti, frequentemente. Crescere nella consapevolezza è il metodo per cascarci sempre meno…e magari poi “mai più”.

“Quel che tu vuoi (mio Sé) è giusto che accada…e quando tu vuoi allora è tempo”; solo l’IO Persona che è la nostra capacità di decidere e di renderci liberi può scegliere se ascoltare le ragioni mirabolanti e dettagliatamente giustificate dell’Io fetale oppure se seguire le indicazioni a volte dolorose e non sempre chiare del SE’.

A ognuno la libertà…che siamo troppo pronti a trattare, e poche inclini ad obbedire!

Certo, la libertà… ma attenzione che non necessariamente “sbagliando si impara”, anzi….” Si impara tanto e meglio anche amandosi e facendo il bene per se, vale a dire quello che ci fa crescere”.

Obbedisco, mio Sè. Come Ulisse accolto l’invito di Atena ad entrare in casa da mendicante. E vado avanti …

 

Tecniche pratiche di riduzione dell’ansia

A lavoro: Fai bene il tuo lavoro. Non distrarti con il cellulare. Quando c’è qualcosa da fare falla e non rimandare. Rimani centrato e comportati in modo professionale, sii il professionista migliore che vuoi essere. Qualunque cosa accada avrai fatto bene il tuo lavoro e sarà un sicuro successo per la tua autostima e una sconfitta per l’ansia e per le cattive abitudini che non ci fanno crescere.

A scuola: Studia. I buoni risultati si ottengono studiando. Non distrarti a fare altro e otterrai ottimi risultati, garantito!

 

Preghiera al SE’_ di Antonio Mercurio

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Leggevo qualche sera fa nel libro “La nascita della cosmo art” di Antonio Mercurio” che Ulisse nel suo viaggio di ritorno è sostenuto sempre dall’intervento di Atena, e la dea opera anche quando l’eroe dai mille patimenti non ne è a conoscenza. Questi, anzi, in più occasioni si “incavola” e pensa e dice (secondo me): “Ma dove cavolo ti sei nascosta mia dea protettrice?! Perché non intervieni, perché non ti mostri e perché non ascolti le mie preghiere?!”. E così il nostro eroe un poco si incavola e a volte è scoraggiato, ma non smette mai di pregare.

Atena, ci dice Antonio Mercurio, nel suo immenso lavoro lettura dell’odissea in chiave CosmoArtistica , simboleggia il Sé di Ulisse e quindi anche il Sé presente in ognuno di noi. E’ la nostra parte saggia, fonte di amore immodificabile per noi e che sempre opera per la nostra crescita e per la realizzazione del nostro progetto esistenziale. Il Sé, che ha ben chiaro quale è il nostro progetto, non perde di vista la meta come può accadere invece a noi quando siamo smarriti nelle nebbie della rabbia e dello sconforto o seguiamo miraggi e seducenti sirene che falsamente si presentano come “la vera meta”. Quando ci smarriamo e ci sentiamo dentro un malessere, questi proprio sono i modi attraverso i quali il nostro Sé ci fa capire che dobbiamo cambiare rotta.

Io, quindi, e tutti noi e ciascuno con il nostro Sé è bene che iniziamo a dialogarci e a conoscerci. Intanto mettiamo un punto fermo sulla qualità di questa parte di noi, E’ UNA PARTE POSITIVA, FONTE DI AMORE E DI CORAGGIO, SEDE DEL NOSTRO PROGETTO ESISTENZIALE UNICO AUTENTICO E IMMODIFICABILE. In sintesi il nostro alleato buono, onnipresente.

Anche mentre ne ignoriamo la presenza, esso opera per noi. Anche quando dopo averlo conosciuto poi ci smarriamo, esso opera per noi.

Dunque vi propongo dalla “Preghiera degli Ulissidi” il passaggio della P”reghiera al Sé”.

Avvertenza dell’autore: Può accadere che il trovarsi per la prima volta di fronte a questa preghiera possa mettere paura ed è un buon segno che questo accada. Significa che il testo tocca dei punti nevralgici del nostro modo di essere e che emerge in noi un forte desiderio e una forte ribellione al cambiamento”

O mio SE’,
Signore della mia vita
E figlio del mio amore
E del mio coraggio,
Quel che Tu vuoi
E’ giusto che accada
E dove Tu vuoi
Io voglio andare.

Aiutami solo a capire:
Perché mi hai messo
In questa situazione?
E che vuoi da me
Che Io faccia?

Quando Tu vuoi
Allora è tempo
E quando Tu vorrai
Io arriverò all’isola
Della bellezza seconda.

Anche se pare
Una sventura
Quel che Tu vuoi
Per me è guadagno.

Ma dimmi:
Che vuoi che io crei
Da tanto dolore?

E che c’è di sbagliato
In me
Che io devo
Trasformare?

Anche se a volte
Mi sento precipitare
Negli abissi
Se Tu lo vuoi
Per me è bene
E per questo
Ho coraggio.

Prima che Io sia Te
E Tu sia me,
Mentre muoio e
Rinasco
Per realizzare i miei sogni
E i tuoi sogni
Nelle tue braccia
Trovo il mio riposo.

Buongiorno creature speciali e speciali figli della vita

Buona domenica miei cari amici del blog. Capita di percepirci – e a volte ci mettiamo davvero – in uno stato di “attesa”. A voi succede? Attendiamo speciali allineamenti di situazioni “fuori di noi”, attendiamo che tutto sia ok. E chi decide quando è ok è il nostro giudice interiore. Che palle però… si che palle perché al giudice pare che non gli sta mai bene niente!!
Succede a tutti credo, accade agli umani. Ok ora che lo sappiamo perà facciamo un passetto oltre questa modalità molto attendista e andiamo su un piano diverso, spirituale e di libertà.
Il fatto è che noi certe nostre “cosucce” le conserviamo caramente nello scrigno delle insoddisfazioni e recriminazioni per cose che “un tempo ” non sono andate come volevamo. Ebbene…è capitato, e mo? E’ bene che facciamo luce su queste pessime abitudini per vivere meglio, stare bene ed essere sempre il più possibile pronti a creare e godere della felicità nella nostra vita. Intorno a noi si muovono cose e si creano possibilità che se mettiamo a tacere il giudice interiore allora scopriamo tanta bellezza. Noi siamo speciali e ovunque noi ci troviamo arrivano messaggi per noi, libertà e capacità creative…ovunque. Prendete la fotografia ad esempio. Io sapete la amo e un pò ci faccio a pugni. Però da un pò sto cambiando e non voglio più attendere di trovarmi in chissà quale speciale congiuntura e per far poi chissà quale foto speciale. Le foto sono dentro di noi e se noi diamo una opportunità al nostro Io Creativo esso dialogherà con il mondo intorno a noi e si creeranno speciali sinergie, la nostra disponibilità ed il nostro desiderio attira naturalmente la nostra piena realizzazione.
Questo scatto che vi dono oggi è un momento di grande gioia per me, perché mi sono fatto dono di entrare in contatto con semini di grano che stanno germogliando proprio dentro casa e che sono curati amorevolmente da mia figlia Emma…e dal sole.
Buona domenica miei cari e cantiamo la vita che ci sta attorno, essa è speciale e parla a noi e di noi in continuazione, diveniamo armonia con le leggi e le forze attrattive che percepiamo e facciamo vibrare il nostro animo artistico.
Fermiamo gli impegni e mettiamo a tacere il giudice interiore “qui e ora” perché noi siamo creature speciali e speciali figli della vita e comunichiamo di arte e di amore e usiamo gli strumenti vicini al nostro cuore…e se è una foto beh…che sia la benvenuta.
La foto oggi ha in se oltre al messaggio della vita anche una dedica speciale per una mia cara amica che compie gli anni, Concetta Maria a cui mando il mio pensiero e la mia energia, lei mi vuole tanto bene e io ne voglio tanto a lei.
piante nascita rinascita

L’Io- Rompiballe. Questo si, quello no. Quello no, questo si

black and white stripes fedora hat
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Non vi è familiare l’immagine di un bambino/a a cui non sta mai bene niente?
Se c’è luce vuole l’ombra, se è bianco vuole nero, se c’è pasta vuole brodo, se c’è pizza vuole gelato, se c’è scarpa vuole ciabatta, se c’è cartone animato vuole film e se c’è film vuole un’altro film, se c’è bici vuole palla, se c’è caldo vuole freddo, se c’è gente non vuole nessuno, se c’è scuola vuole casa, se c’è mamma vuole papà, se c’è cioccolato vuole nocciola, se c’è canzoni vuole libri, se c’è disegno vuole cantare, se c’è coccole vuole essere lasciato in pace, se c’è gioia vuole tristezza.

Vi è familiare?
Non non parlo dei bambini in senso biologico…parlo del bambino che ancora vive in noi. Non vi trovate a volte a sentire a volte come il nostro caro io bambino sta ancora nel pieno di tanti capricci e non gli va mai bene niente?
Mah…a me mi pare tanto tutto molto familiare.
Oggi ad esempi ho sentito forte il mio Io – Rompiballe😀a cui non stava bene proprio niente.

Siamo Bravi😊 e non fortunati

Non capita anche a voi di dire quasi senza pensarci  – quando abbiamo fatto cose buone –  di essere stati “solo” fortunati? E’ come un automatismo…ed è bene, lo dico subito, che impariamo riconoscerlo e disattivarlo per riappropriarci invece della preziosità del nostro essere “bravi”.

La dea bendata aiuta chi “fa cose”.

Quindi noi sappiamo essere “anche” bravi, facciamocene una ragione!

Me lo ha ricordato domenica mia figlia Emma dopo un match con una imprevista manutenzione idraulica. Alla fine l’ho fatta ed anch’io ho detto: “Per fortuna ho risolto! Emma mi ha ricordato che ho riparato la perdita perché sono stato bravo.

Il tema è stato approfondito recentemente anche nell’art del Dr. Giampiero Ciappina, direttore dell’istituto Solaris dal titolo ” La sindrome dell’impostore”, io vi ho portato la sintesi e l’approfondimento potete leggerlo cliccando qui.

Grazie a Emma, che è molto Brava.

Dono d’Amore. Preghiera corale

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Questo post nasce qui.

Buongiorno e ben trovati a questo evento di creazione di una preghiera corale, un dono, un pensiero d’amore da donare alla vita ed alla sua grande energia pulsante. Inserite il vostro dono nei commenti
Inizio io e buona arte e forza a tutti.

“Come lucciole lascio volare dalle mie mani particelle di amore, positive energie e polvere di stelle. Le indirizzo alla vita ed al suo nucleo d’amore instancabile e creativo.
A piene mani dono amore all’amore della vita e prego il cuore del mondo e ogni sua pulsazione affinché crescano le decisioni di amore contro il buio mortale dell’odio.
Prego le forze, mie e di tutte le gente di convergere sull’amore che unisce e non divide, crea e non distrugge.
Prego l’universo intero, che sia Dio o ogni altra forze spirituale di accogliere il mio dono e la mia posizione interiore.
A chiunque si trovi nel dubbio possa arrivare parte delle immagini chiare dei miei momenti migliori;
A chiunque è sedotto dal dolore mortale e dal veleno della vendetta dono le energie del mio impegno incessante a trovare il modo sempre di trasformare il dolore con il perdono e decisioni di amore nuove;
Prego che chiunque ancora arde nei pensieri di odio possa riconoscere e accettare il dolore, che possa dissetarsi alla fonte del cuore del mondo e sentirsi scorrere dentro la libertà e la freschezza nuova di pensiero e di speranza.
Indirizzo il mio cuore verso il sole e lascio pulsare le mie energie, le lascio libere di unificarsi e unificare con tutte le persone che non vogliono più soffrire e rischiare sul mare.
Tendo la mano alla vita, mia madre, e visualizzo il tempo nuovo che insieme con tutti voglio contribuire a realizzare, una vita serena, libera dall’odio in ogni angolo del mondo” …

Cari amici voi continuate nei commenti aggiungendo quello di meglio che vorrete donare a voi ed alla vita.
grazie

 

***

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(Grazie Elena)

***

Mando in rete il pensiero, il mio Dono d’Amore. Sorridere. Questo è d’altronde il mio motto. Sorridere come segno di rapporto e di ascolto verso l’altro essere umano che si trova davanti a me. Senza alcuna distinzione, senza creare diversità.

(Grazie Antonella)

***

Dono l’amore che ho nel cuore e mi libero della paura che possa finire. Credo e prego anch’io che più amore dono e più amore ricevo.

(Grazie Sandy)

Invito per gli amici. Ho un progetto corale di Amore nel cuore ed ho bisogno di voi per realizzarlo.

Cari amici ho un progetto nel cuore mi frulla in testa da ieri e ve lo voglio raccontare e con voi per realizzare.

Voglio realizzare un evento collettivo (che nasce dal blog) in cui far convergere le nostre energie di amore intorno al progetto di realizzare una preghiera corale di amore. L’evento inizierà domenica 24 marzo – con un mio post ad hoc – e terminerà lunedì 25 alle 23:59.

Io l’ho pensata così:

1 – Io avvio un post sul blog domenica mattina, in questi 2 giorni i commenti non saranno moderati e quindi saranno immediatamente visibili.

2 – Ognuno di voi aggiunge un pensiero, una frase nei commenti, io di volta in volta li integro nel corpo del post di modo da vederla crescere.

Questo primo evento parte dal mio blog ma se volete potete lanciarne altri anche dai vostri blog, non mancate di darne notizia di modo perche sarò felice di essere lì con voi.

Oggi invito 10 blogger, a loro ed a tutti voi che passate chiedo in dono – se lo desiderate – di potete condividere questo evento sulla vostra pagina e invitare tanti vs amici per far sapere dell’evento ed essere tantissimi.

Perché una preghiera?
L’idea è nata ieri. Ho avuto un malessere esistenziale, un indigestione da brutte notizie dal mondo e rispetto alle quali mi sono sentito “impotente”.
Mi ha alleggerito l’animo un sussurro di preghiera, ho visualizzato di far arrivare una parte della mia energia di amore al nucleo di amore del mondo intero ed ho visualizzato che da questo nucleo potesse poi ripartire per arrivare a tutte le persone che ne avessero bisogno per uscire dai momenti di dolore e per riattivare in tutti loro la capacità di scegliere per l’amore e non per l’odio. Ho pensato di donare energia all’energia d’amore del mondo, quella migliore che in questo momento so donare.

Uso il termine preghiera per significare un momento di grande presenza e partecipazione con tutto noi stessi, ognuno interviene nelle forme che preferisce che siano pensieri laici, che siano pensieri religiosi di ogni fede, che siano pensieri di qualsiasi genere, che siano invocazioni, che sia un altra parola invece che “preghiera” anche va bene ( scegliete quella che più vi piace). Va bene qualsiasi tipo di ispirazione. L’unica cosa che vi chiedo è quello di essere donativi, essere presenti nell’evento sintonizzandoci sulla forza di amore che c’è in ognuno di noi, essere disponibili a donare una parte della nostra energia ad un nucleo energetico globale e visualizzarlo mentre cresce e pulsa arrivando in ogni angolo del mondo…essere grati a noi stessi ed alla vita per quanto abbiamo scelto di fare e sereni nella consapevolezza che più diamo amore e più ne riceviamo.

Siate con me, creiamo energia d’amore insieme, vi voglio bene.
Invito:

https://nonsolocampagna.wordpress.com/

https://lucythewombat.com/

https://lilasmile.wordpress.com/

https://silviacavalieri.com/

https://attieffimeri.wordpress.com/

https://fighterspirit.wordpress.com/

https://vincenza63.wordpress.com/

https://annaecamilla.blog/

https://giulianacampisi.wordpress.com/

https://giusymar.wordpress.com/

Buona condivisione a tutti e ci avvierò la preghiera corale domenica mattina.

Scrivete se avete cose da chiedermi che possono essere utili a voi ed a me per entrare ed esplorare questo progetto che sono sicuro ha grandi potenzialità di cose buone.

A presto

Leonardo

Crescita personale: Alimentiamoci con atti d’amore

h 08:04- Lo scatto di oggi è un atto rivoluzionario. Ora mi fermo per la colazione e poi verso le 10 vi dico di più. Intanto buona giornata a tutti

h 10:20 ( scusate il ritardo 😊). Vi capita a volte di percepire il giudice interiore che dice: “No, non lo puoi fare!…Non sei all’altezza!…Non va bene!…Non è come gli altri!…e bla bla bla?

Se vi capita allora immaginate la scena prima della foto. A me diceva pressappoco: ” E basta con le foto dei fiori!!! Hai già fatto quella usate per l’articolo dal titolo “Rinascita“!!! Tutti mettono foto di fiori!!! Devi essere più originale!!! Se non fai foto da premio Pulizar meglio non farle!!!

Ho ascoltato tutto in silenzio e guardavo il fiore. La mia saggezza mi ha sussurrato la parola “Amore” e così ho preso il mio telefono ed ho fatto la foto che a quel punto era già molto più della sua bellezza naturale, era divenuta in me un progetto comunicativo e aveva attivato un travaglio ed una contrapposizione tra forze di amore e libertà da una parte e di odio e giudizio negativo dall’altra.

Ho trovato nel mi progetto attraverso il blog il giusto aggancio per rinnovare la forza spirituale che ci vuole ogni giorno e più volte al giorno per sceglierci e rinnovarci l’amore e la libertà di essere le persone speciali e creative che siamo. Dobbiamo lottare con il giudice interiore e con i sensi di colpa, dobbiamo farlo tutti. Io oggi ho fatto la mia capriola interiore per passare dal “non posso” al “scelgo di amarmi! Non ho la pretesa di aver eliminato per sempre questo aspetto della esistenza umana dalla mia vita, ma  riconosco come dice l’antropologia cosmoartistica che con l’arte ( fare sintesi tra opposti come amore e odio),  un progetto ( il desiderio di comunicativo),  la saggezza ( ascolto profondo ) e la decisione di trasformare il dolore ( perché ogni giudice interiore esprime un dolore sotto sotto) …. si può creare bellezza nella ns vita. Oggi è capitato con questo bellissimo e freschissimo fiore degno e di essere fotografato da ogni passante e pubblicato e condiviso.

Ciao a tutti e grazie.

 

 

Noi Siamo il Meglio🥰

Tendiamo a svalutarci un pò troppo pensando che non siamo bravi, che non siamo all’altezza ecc… Frequentemente a questo mood si aggiungono le Iene Ridens dei ns sensi di colpa che latrano e ci insidiano l alibertà. MA, dicevo, noi siamo meglio. Riflettevo in questi giorni alle cose che faccio, e che sono certo anche voi fate. Pensando alle tante nostre attività io affermo che noi tutti siamo il meglio, the best. Affermo questo perché tutto ciò che esiste nella nostra vita è possibile solo perché le cose “buone” che noi abbiamo fatto  e che facciamo sono state e sono molto più delle cose “cattive”.

Per azioni “buone e cattive” non mi rifaccio ad alcun giudizio morale.

Per azioni buone mi riferisco a quelle che sono state utili per la nostra crescita, o che ci hanno permesso e ci permettono di avanzare.

Per azioni cattive, all’opposto, mi riferisco invece a quelle che non ci fanno crescere e ci tengono bloccati.

E’ tutto per oggi. Buonanotte🖐🏻

Buongiorno dalle stelle

Buongiorno a tutti dalla stazione orbitale internazionale. grazie a Emma ho scoperto un applicazione che si chiama isshd gratuita e disponibile su play store. Ci si può collegare e vedere in diretta la terra da lassù tra le stelle. L’immagine scattata è sull’Arabia Saudita.

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Stare bene ed essere felici😀

EssereFelice-1068x580Sul tema della felicità a seguire vi riporto un estratto dall’articolo “Voglio stare bene ed essere felice” a cura di Luana Terzini.  Questo ed altri contenuti speciali contiene la nuova uscita del magazine on line Solaris.it .

“Quando a guidarci sono la responsabilità e il valore di noi stessi, la felicità è una naturale conseguenza. La felicità è una competenza interiore frutto di impegno e di lavoro, fluttuante e stabile al tempo stesso, molto lontana dalla ricerca della perfezione.
E’ fondamentale scegliere un progetto guida che ci insegni a distillare la bellezza anche nelle situazioni dolorose dell’esistenza e che ci guidi come un faro nei momenti bui.
Un progetto guida, proprio come un figlio, richiede presenza quotidiana e la disponibilità a trascenderci verso una sempre maggiore consapevolezza di noi e del mondo che ci circonda. (…) Non commettiamo nessuna colpa nell’essere felici, anzi la colpa è nel non vivere con gioia e pienezza la vita che ci è stata donata.”

Se passate da solaris.it e avete approfondimenti sul tema commentate pure che sono sicuro l’autrice ne sarà felice e saprà rispondere ad ognuno di voi .

Buona felicità a tutti e teniamoci forte che più stiamo uniti al meglio di noi e alle forze positive e costruttive ( come ci dice l’autrice) e meglio è… 😀😀😀

 

 

The Butler- Un maggiordomo alla casa bianca

Frequentemente dopo aver visto un bel film sento il bisogno di spegnere la tv o il pc o lo smartphone che sia e…uscire in strada a camminare. Ho appena finito di vedere The Butler, esco a fare due passi come si fa quando si allunga la strada per stare ancora un po’ in compagnia con un caro amico e raccontarsi ancora.

Buona serata a tutti e ci vediamo domani

Le chiavi del benessere: l’amore e il perdono

20190223_004955292188928.jpgAvete nel vostro mazzo di chiavi una, o più chiavi, che non sapete più cosa aprono?
Io si, ed in ben 2 mazzi di chiavi!
Recentemente condividevo con una persona questa cosa e ci siamo fatti 4 risate… e ci sta ed è bene anche prenderci un pò in giro.
Per qualche giorno però sono andato in giro con questa immagine e una bozza di riflessione che ha preso a dialogare bene con il mi pensiero ed il mio desiderio di esplorare.
Le chiavi, quindi, ecco che nei casi più frequenti capita che c’è un cambio di serratura e noi non ci siamo aggiornati. Io ad esempio non ho ancora la chiave del cancello centrale del mio condominio; questo infatti subisce frequenti cambi di serratura … e non si contano le volte che ho detto tra me :”ok domani vado a fare la copia”.

Le chiavi è chiaro servono per “aprire” e se non aprono nulla allora non servono a nulla e devono essere riciclate, cambiate! .
Eppure le conserviamo!Ma perché le conserviamo?

Provo a spiegarmelo e per farlo ho bisogno di spostarmi dal regno delle chiavi e del loro rapporto con le serrature a quello delle persone.

Simbolicamente la chiave che non serve più ma che conserviamo non vi sembra rappresenti bene nostre abitudini ormai obsolete e che siamo sempre in tempo utile per cambiarle?

Immersione rapidaaaaa!!! Penso alle pretese ora e alla rabbia ed a tutta l’allegra brigata di emozioni che proviamo quando contattiamo dolore e frustrazioni ed il loro comunicare che pressappoco dice:
Il dolore : Tu non mi hai dato questo? Tu non hai fatto questo?
La rabbia: “Bene allora, io resto come sono e non cambio fino a che tu non mi darai quello che voglio e che mi spetta di diritto.

La permanenza nella reazione rabbiosa al dolore alimenta quello che l’antropologia personalistica esistenziale chiama “il progetto vendicativo”.

Il progetto vendicativo dice pressappoco: “Tu mi hai fatto del male e quindi ho diritto ad essere ripagato per l’ingiustizia subita”.

Ognuno di noi è libero di rimanere su questa posizione è una nostra prerogativa umana, ognuno di noi è anche libero di scegliere altre posizioni come il perdono ad esempio e anche questa è una nostra prerogativa.

Rabbia e perdono sono forze opposte e portano alla realizzazione di mondi e realtà opposte.

Ci sono dolori che ci portiamo dentro e che ricontattiamo in certi momenti, pensiamo al rapporto con l’ambiente di lavoro ed a come in esso si ripropone frequentemente ed in modo proiettivo il tema del rapporto con i genitori per cui se ci siamo sentiti poco amati allora ecco che magari viviamo una dinamica similare a lavoro e dento di noi attendiamo/pretendiamo/pensiamo che l’Azienda ci deve riconoscere e se non lo fa commette una ingiustizia e quindi bla bla bla bla .
L’ambiente lavoro, come a anche la coppia, sono laboratori speciali in cui – se vogliamo e opportunamente preparati magari facendo un percorso di crescita e di consapevolezza – possiamo vedere al nostro mondo interiore ed al nostro posizionamento spirituale rispetto al tema del dolore dandoci la possibilità di decidere ogni momento in modo nuovo e creativo a partire proprio da saper fare continuamente sintesi tra “realtà” e quello che è invece la proiezione di un nostro “nostro vissuto storico”.
Si lo so che è faticoso! Ma non mortifichiamoci, ridiamoci sopra in modo maturo tanto quanto basta e dopo aver goduto un pò nel vittimismo dei non sentirci capaci ecc e bla bla bla cambiamo di nuovo rotta e viriamo decisamente verso il voler stare bene.

Emersione quota periscopioooo. Siamo umani e cambiare è impegnativo e faticoso come faticoso è anche amare ed amarsi. Queste posizioni che passano spesso come smielate romanticherie sono delle vere e proprie imprese alla conquista della nostra libertà e della nostra bellezza e mettono alla prova tutta la nostra forza ed il nostro coraggio.

E allora ripenso tra me: Come mai ancora conservo chiavi che non aprono più nulla? E se fossero rappresentanti del mio progetto vendicativo che ancora pensa di dover aprire… o anzi di avere il diritto di aprire serrature che non esistono più, leggasi seghe mentali?!

Quelle chiavi, la pretesa la rabbia ed il progetto vendicativo non aprono nulla e non hanno mai aperto nulla.
Forse le conserviamo perché abbiamo paura, si perché le chiavi spirituali nuove sono forgiate di materia umana e sudore come consapevolezza del nostro dolore e la decisione di riconoscervi dentro il messaggio di cambiamento che contiene, e questo può spaventare.
Messaggio a chi si è spaventato: Non succede nulla di tutto ciò che vi spaventa, quelli sono solo pensieri neri, la verità è che una volta sfondato il muro della paura voi siete sempre voi e siete migliori e lo percepite bene che siete migliori e vi sentite bene.
Sono le chiavi dell’amore e dell’accettazione, quelle del perdono e del progetto che vogliamo realizzare e potare con noi sempre, esse aprono le porte ad un esistenza più libera e serena.

Certe chiavi non servono più e sono grato alla vita perché questa cosa all’apparenza banale ha saputo ridestare in me una consapevolezza che da un po di tempo non sentivo.
Manteniamoci in contatto con la vita ed osserviamoci e fermiamoci a riflettere, usiamo il simbolismo delle cose che ci accadono, non liquidiamole come banalità perché a volte sono portatrici di messaggi preziosi…che siano chiavi o altro ogni cosa va bene.
Riportiamo quanto ci accade alla nostra storia personale e facciamoci portare dall’ispirazione e mettendoci in ascolto della nostra saggezza interiore che ha un bel messaggio da farci arrivare: “E’ con le decisioni di amore che si aprono le porte del nostro cuore e lo si lascia libero di esistere e creare”.

Odissea_Ulisse_mendicanteE’ tardi e per fortuna domani non si lavora, penso ad Ulisse prima di mettermi a dormire, al suo ritorno a casa da mendicante. Aveva la casa piena di pretendenti, giovani e forti che divoravano le sue ricchezze ed ambivano alla sua sposa. A lui la sua saggezza – attraverso la dea Atena – fa vestire i panni di un mendicante, un mendicante a casa propria, un Re mendicante a casa propria.
Tutti quei Proci ci dice Antonio Mercurio nel suo capolavoro Ipotesi su Ulisse sono le rappresentazioni esteriori delle pretese che ancora vivono in lui e che sono l’ultima parte che deve morire prima che si compia appieno la sua trasformazione in artista della vita.
Penso a Lui e alle chiavi da cambiare per aprire e per percorrere le strade della crescita e del vero amore…le nuove serrature da aprire.

Buonanotte sognatori e creatori di chiavi …nuove.

Se lo sapesse la mia maestra😂😂

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Io nel mio piccolo sono uno scrittore. E’ una cosa che nemmeno io mi so spiegare ma sta di fatti che scrivo e pur non facendolo di mestiere mi posso comunque definire tale. Lo faccio strano e come noterete uso poco virgole punti e tante altre cose, questo purtroppo non so da cosa dipende e di certo non mi ha aiutato la prematura scomparsa nel mio cuore della maestra di Italiano alle elementari quando alla prima ingiustizia percepita ho detto che tra me, lei e la sua materia la partita era finita😴😴. Con il professore delle superiori poi non ne parliamo, non mi capiva…era chiaro così anche con lui dopo un pò abbiamo sancito un armistizio😣. Storicamente ho sempre avuto una avversione per ciò che mi “dicono di fare” salvo poi ritrovarmi a ripercorrere le stesse strade “a modo mio”. devo migliorare il mio rapporto con l’autorità👑…un giorno!

Oggi voglio dire dell’importanza di riconoscersi un valore. Non aspettiamo che siano altri a farlo e stacchiamo l’alimento del pensiero e del vivere “ruminante” contro il qualcosa o qualcuno che non vede in noi il grande talento che abbiamo dentro. Facciamo venir fuori ciò che amiamo e facciamolo venir fuori senza timore. Altri da cui attendiamo riconoscimento forse come noi attendono che giri il vento a loro favore. E’ una catena contagiosa il dolore e quindi prima lo capiamo e prima liberiamo le nostre ali. Scrivete se vi va di farlo e cantate se lo desiderate come ballare e come stare a terra in un prato per ore a guardare le scie deeglia erei passare. Facciamo quello che vogliamo e mentre lo facciamo riconosciamoci che ci piace tanto tanto.

Animiamo le passioni e le rivoluzionari, e se ci piace e ci fa stare bene continuiamo e quando siamo stanchi prendiamo fiato e poi dopo andiamo avanti ancora…ispiriamoci alle stelle e ricordiamoci che dentro di noi ci sono elementi della loro stessa materia, splendiamo e sintonizziamoci con il cosmo intero e siamo ogni giorno laboratori stellari e saranno tante le creazioni e i contagi creativi che attraverseremo il buco nero dei dolori che a volte ci frenano senza sapere come sia potutto succedere…ma sccccc silenzio non lo dite a nessuno …. io ho un idea e l’ho ascoltata ad un uomo saggio, dice pressappocco che possiamo trasformare il dolore e utilizzarne le energie a nostro favore. Il dolore quando arriva ci dice pressappoco che c’è qualcosa da cambiare, e per iniziare io consiglio di trovare un posto intimo e pregare ma non con l’intento di espiare bensì per mettersi in contatto con le stelle e far vibrare la materia buona dentro di noi.

Giudice interiore…ma che rompi che sei però eh!!!

Vi capita che quando dovete fare qualcosa frettolosi e fastidiosi arrivano pensieri svalutanti e l’onnipresente rompipalle del giudice interiore che pressappoco emana sempre la stessa inappellabile sentenza tale per cui: “in nome di questo e di

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quello…considerato che tu non sei tizi o caio…e che non hai agito in questo modo e in quell’altro io ti dichiaro colpevole di incapacità e di totale inadeguatezza anche solo a pensare di fare quello che stai provando a fare, pertanto fermati che è meglio perché altrimenti oltre alla sentenza da scontare arai anche una brutta figura ed una sicura delusione da smaltire?!”.

Ecco, vi capita?

Si tratta, a ben intuire, di una particolare tipologia di sabotatore interiore che opera in maniera trasversale nell’animo umano delle persone di ogni latitudine, esperienza o astrazione sociale o ogni altra qualsivoglia distinzione si voglia infilare ma che pressappoco si può tradurre con un semplice “capita a tutti”.

Sto lavorando ad un progetto e non ci crederete…non riesco a scrivere nulla, ho come una specie di blocco creativo e la cosa mi è davvero nuova essendo che proprio nello scrivere ho sempre pensato che non avrei mai avuto problemi essendo io un abbondante chiacchierone.

Ma non mi sono mica arreso eh…nooo. Scrivo bozze e poi non mi piacciono e poi ne scrivo altre e poi altre ancora. Sto scavando il mio buco per evadere da questo rompi di giudice…che poi sono io con me stesso.

Che fare quindi?

Opzione 1: Basta rinuncio, mi lamento, mi arrabbio con il giudice interiore e con me stesso;

Opzione 2: Come posso trasforamare questa situazione, quale cambiamento devo attuare dentro e fuori di me?

Scelgola n 2. Virata verso la libertà. Forse il mio giudice mi rimanda solo che ho paura di sbagliare e ci sta, sono umano. Scelgo di fare l’artista, e mi allineo con il sentimento dell’umiltà, l’impegno, la fiducia e l’biettivo che è sempre quello di crescere e anche in questo progetto dalla vita mi arriva una preziosa opportunità. Mi ispira

Odissea_Ulisse_mendicante.pngAh…oltre alla paura che è un sentimento umano di cui non dobbiamo mai vergognarci c’è anche la pretesa … e questa è un ostacolo a ogn forma di creatività sana e duratura. Mi ispiro al mito di Ulisse ed alla saggezza che contiene. Come Ulisse mendicante in casa propria anche io mi rendo umile sul mio terreno preferito per non essere divorato dalle pretese e dal giudizio.

 

 

 

 

 

 

Verso il 39° Seminario di Cinematerapia, In buona compagnia.

Sto lavorando alla preparazione del 39° Seminario di Cinematerapia che si terrà presso Istituto Solaris nel week end del 6 e 7 Aprile 2019. Titolo del prossimo seminario è  “IL SOGNO COME PROGETTO D’AMORE” e lavoreremo a partire dalla visione del film “I SOGNI SEGRETI DI WALTER MITTY (un film di Ben Stiller – 2013)…poi vi dirò di più e se siete curiosi chiedete pure nei commenti che sapete mi fa molto piacere eh.

Io condurrò insieme con alte colleghe fantastiche un gruppo di lavoro e mi sto preparando…e non sono da solo, sono in ottima compagnia, insieme e curiosi mi seguono i cari Panda, Amanda, Neve, Billi, Willy,  Mister love e Princess…. e Emma naturalmente.fotor_154910454687842-11385478557.jpg

 

Sapore di vita

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Emma mi sembra ieri che i tuoi  piedi non toccavano terra e dondolavano dando calci a destra e sinistra. E’ molto bello vederli poggiare a terra, pronti per fare strada e crescere.

E’ tutto molto bello, ed ha sapore di vita…la tua.