“Accogliere l’amore” per stare bene ed essere felici

Ciao amici, e buon inizio settimana.

imagesAntefatto: Ieri mattina sono andato a messa con Emma. Abbiamo scelto con mia moglie di iscriverla al corso per la prima comunione, eravamo combattuti ma alla fine abbiamo scelto per il “Si” sospendendo ogni tipo di giudizio e seguendo l’ispirazione e l’aspettativa che sarebbe stata per lei e per noi un esperienza di incontro con suoi coetanei e di socializazzione anche per noi.
Così dallo scorso anno la domenica mattina andiamo a messa.
Io non sono mai stato un grande frequentatore di chiesa ma come ho detto prima sono entrato in questa esperienza con sospensione di giudizio e così continuo e non di rado provo anche piacere
.

L’onore delle Armi: Al parroco del mio quartiere riconosco di essere persona ispirata e con cui è bello dialogare e che quando parla parla molto bene. In molte occasioni ho tratto preziose riflessioni dai suoi sermoni e frequentemente ho trovato anche nei suoi sermoni spunti che alimentano ed integravano il mio percorso di crescita spirituale.
Ieri: Non ho seguito bene il suo sermone ma ad un certo punto il suo parlare ha penetrato il mio rumore mentale e ha catturato la mia attenzione. Ha parlato di Amore. Siamo tutti abituati e pronti ad Amare, ha detto, eppure c’è una cosa altrettanto preziosa e utile per la nostra crescita ed è “accogliere l’amore per noi”.
Sbam … Bingo.

E ora io: Amare ci riesce meglio perchè comunque siamo noi che governiamo. Decido di Amare, Scelgo chi amare, Scelgo come amare, Scelgo se amare.

Antonio Mercurio definisce nel suo lavoro espresso ad esempio nel testo teoria della persona la persona come colui che tra tra le sue forze portanti ha la capacità di amarsi, amare ed essere amati nella libertà. Tanto più si realizzano queste capacità tantnto più si è “Persona” come proposto dall’autore.

Dunque:
Capacità di amarsi: Ok dai…possiamo farcela e tante volte lo facciamo.
Amare: Ok dai…possiamo farcela e tante volte lo facciamo.
Essere amati: Beh…qui sento che c’è da lavorare. Io ci sto lavorando, seppur è vero che anche qui tante volte lo facciamo… ma …seguitemi ancora.

Riconoscere di essere amati è “affidarsi (opposto del controllo) , è accettare (opposto del pretendere) è sentire la gratitudine perchè chi ci ama ci fa un dono al meglio di come può. Chi ci ama non è tenuto a farlo e se lo fa vuol dire che ha scelto di donarci amore, farsi strumento di vita.

Accogliere l’amore è un potere reale potenziale, decidendo di agirlo noi passiamo alla attuazione e diveniamo potenza creativa.

Quindi per il ns bene e per la ns crescita e felicità lascicamoci penetrare dall’ “amore che c’è”, ammorbidiamo la ns rabbia verso quello che “non c’è” o che “ci sarebbe dovuto essere”.

Accogliere l’amore vuol dire rendersi disponibili a liberarci delle pretese.

photo of man in raising baby under blue sky
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Accogliere l’amore che c’è è un atto spirituale profondo anche di “resa” perchè “la vita”, il ns partner, i ns maestri, il ns lavoro, i ns genitori ecc ecc … sono stati e sono a modo loro donatori di “amore”, e lo stesso siamo noi ogni giorno in tutto ciò che facciamo.
Accogliere l’amore è un salto quantico e ci lanciamo meglio nelle profondità dell’alto rendendoci disponibili a lasciarci amare, a lascaire che l’amore ci tocchi, che ci cada addosso come la rugiada del mattino, che ci copra come la neve che ci culli come le onde del mare e ci riepia come in una notte di passione e ci colmi l’anima di come la gratitudine sa fare.

C’è amore, impariamo a vederlo ed a dargli cittadinanza dentro le ns mura di dolori e pretese medievali. Accogliamo ed accresciamo la qualità del ns essere capaci di amarci, di amare e di essere amati e sarà un fantastico giorno oggi e saranno fantaastiche trasformazioni e nella nostra vita tutto si realizzerà perchè noi siamo meravigliose creature immersi nell’amore.

Con gratituidine a Don Michele per ieri e ad al prof Antonio Mercurio per la ricchezza inesauribile della sua elaborazione teorica ed esperenziale.

Riemergere all’Amore.

Come Ulisse con le sirene anche a noi può capitare (a me capita) di seguire voluttuose derive di pensieri rabbiosi, vendicativi, rancorosi e distruttivi 🤢🤢🤢 rincorrendo falsi conigli bianchi e ologrammi alimentati a fumi di rabbia, pretese, veleni e dolori😣😣. Io? Proprio stamattina ho viaggiato tra le braccia di una seducente sirena. Poi la vita mi ha portato a frugare nel mio zaino e la mia mano ha ritrovato il “manuale del guerriero della luce” (con me sempre da oltre 12 anni) ed ho aperto una pagina a caso con il cuore voglioso di pace ed ho trovato questa risposta (foto in basso). Affermo: “Mio maestro interiore, scelgo di riemergere perché questi fondali non mi piacciono e mi fanno star male”.

Nessun moralismo…Capita, ci sta! Facciamocene una ragione ma soprattutto decidiamo di non starci nelle nebbie o sott’acqua come dice il manuale , ok abbiamo visto/rivisto la “solita storia”, in qualche modo ci serviva ricontattarla…ma ora riemergiamo ok😊😊! E quando capita non diamoci troppo addosso (doniamoci il massimo bene) …sono solo fasi tempestose di un lungo e avvincente cammino che siamo noi e che è la vita. Se vi chiedete perché lo facciamo beh io rispondo che forse lo facciamo perché ci siamo avvezzi – lo facciamo da una vita, ci è quasi familiare e poi in giro lo fanno tutti !! – e poi è una reazione immediata della nostra mente quando siamo sotto pressione e riviviamo dolori antichi.

Dico che è un bene che “vediamo” e dico che andiamo oltre e scegliamo di condividere la speranza così aumentiamo la ns consapevolezza di essere navigatori e creatori di bellezza per noi e per la vita e poi se qualcuno anche ora sta in fase tempestosa chissà che non possa trovare in questo post di condivisione un approdo utile per riemergere😀…dai amico…aggrappati e tirati su. Buona settimana a tutti

I follow him in me, in you … in us.

Torno a casa con questa canzone che bussa fortemente alla mia attenzione e quindi…eccola. Follow chi? Allora a prescindere dall’immagine religiosa del video mi piace tanto il messaggio e lo indirizzo verso Him in noi…chi? Beh quella parte di noi che incessantemente ci dice “Tu vali, non è vero che non vali niente! Tu non sei solo e hai molto talento, non è vero che non vali niente e che non hai nessuno! Tu sei una persona speciale, non è vero che sei una mezza sega”. Ecco chi followiamo stasera ed a ritmo di musica. In diverse discipline si parla del SE’ come sede del nostro progetto esistenziale e fonte inesauribile di amore per noi. A ciascuno ora auguro di seguire le parti migliori e buone di se così come le intende e qualunque nome voglia dargli va bene lo stesso. Stay tuned with our best friend inside.

Gli altri e noi.

Chi sono i tanti “altri” che popolano il nostro quotidiano? Sono quelli che hanno avuto successo ed hanno quello che ancora noi non abbiamo e sono quindi quegli altri che ci fanno arrivare il messaggio che “non andiamo bene”.  Ho proposto questa apertura non perché “gli altri” di questa categoria siano il tutto ma solo perché sono una categoria molto frequente nel dialogo tra noi e noi stessi.

Gli altri e noi, che fare quindi?

Io consiglio di lasciare “liberi” questi altri e fare della nostra esperienza con loro un “uso”  realmente valido per noi.

Proviamo ad assumere “gli altri” come “ns parti” che “gli altri” semplicemente ci fanno vedere, quindi lasciamo liberi gli altri e guardiamo a noi. Dentro di noi vivono parti che si svalutano, che hanno paura, che non si ritengono adeguati e bravi.

Quando ci parte il “trip” e quindi quando sugli altri “amici, famiglia, tv, capoufficio, colleghi ecc” si attiva il dialogo perverso del “loro sono bravi, loro hanno ragione, loro sono più belli, loro sono più ricchi ecc ecc ” beh ecco….quello è il momento della rivoluzione. Accogliamo queste parti, facciamo un bel respiro, riconosciamo che vivono in noi e poi lasciamole andare libere di andare via da noi.

Perché abbiamo anche tanti talenti, tante qualità, tante cose che sappiamo fare bene e sono le stesse che pensiamo di non saper fare, abbiamo tanti talenti e sono gli stessi che pensiamo di non avere.

Il passato e le esperienze sin dalle prime fasi della ns esistenza hanno contribuito a depositare in noi concetti  e pensieri svalutanti e la reiterazione di tali punti di vista ha creato tante esperienze negative, bene tempo di farla finita. Si può modificare l’approccio a partite da questo semplice suggerimento di vedere agli altri semplicemente come a nostre parti…chi dice che non abbiamo bene ci fa vedere la ns parte che dice che non andiamo bene.

E noi, invece, andiamo bene…buon pomeriggio a tutti.

 

Open Day_Scuola di Counseling_Istituto Solaris_Roma Sabato 7 Luglio

Sabato 7  Luglio h 10:00 – La scuola di Counseling dell’Istituto Solaris si apre a tutti i curiosi e interessati alla disciplina del Counseling. Io vi invito e dal mio piccolo spazio in rete voglio rilanciare l’evento, i vi invito sia che il tema vi interessi per obiettivo professionale sia che vi iteressi per la vostra crescita personale e anche solo perchè siete curiosi e volete saperne di più. Io ci sarò e insieme con tanti colleghi vi accoglieremo e vi condurremo a farvi conoscere la nostra originale metodologia e le tante attività che compongono la nostra importante e ricca offerta formativa. Puoi prenotarti, contattando telefonicamente la Segreteria al numero 0639741817, oppure compilando il Modulo sul sito www.artcounseling.org e ricevendo gratuitamente il materiale informativo.

Siate curiosi e disponibili a esplorare e conoscere, prenotatevi e ci vediamo li.

Pagina Facebook Istituto Solaris: https://www.facebook.com/IstitutoSolaris/

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Real time_ 37° Seminario di Cinematerapia_con il Film “Joy” sul tema “La costruzione di un’Artista della Vita”

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Ci siamo, tutto è pronto per il 37° Seminario di Cinematerapia dell’Istituto Solaris. Si tiene a Roma il 28 e 29 Aprile un evento potente e prezioso per la crescita, una proposta bella oltremodo perchè muove a partire dalla visione del film e si apre fresca e bella lungo il sentiero disciplinare dell’Antropologia CosmoArtistica tradotta con la metodologia ed il linguaggio della Cinematerapia.

“Joy” è la storia di una rinascita, del cammino doloroso e esaltante che porta la protagonista a riscoprire se stessa, la sua vera identità e il suo progetto autentico che era rimasto sepolto per 17 anni. E’ la storia di un’artista della Vita (cit da : Chiave di lettura del seminario).

Io mi sento pronto per questo nuovo viaggio con l’animo disponibile a prendere ogni cosa buona ed a donare la mia energia per fonderla con gli altri a creare nuova bellezza. A seguire vi passerò spunti da questo weer and.

28/04_ h 17. Ho visto più volte il film eppure riconosco che la visione in questo contesto ha una forza evocativa maggiore. Lavoriamo dopo la visione del film ai contenuti in termini emozioni che ha suscitato. Dal film il primo messaggio che arriva é come dobbiamo essere presenti alle ns scelte ed ai nostri progetti. Pare scontato e facile ma non lo è, troppo spesso i sensi di colpa e le complicità ( nelle deleghe agli altri ad esempio) sono ostacoli alla ns realizzazione.

H17:30 – il film come i sogni evoca emozioni.

H 19 – Il piano simbolico é uno strumento utile. Ad esempio noi assumiamo che tutti i personaggi del film rappresentano parti della protagonista, di Joy. I lavori proseguono e dopo una condivisione i partecipanti si suddividono in 5 gruppi, ognuno sceglie il tema di interesse che ha piacere di esplorare, approfondire guidati dai counselors della scuola. Io? per me Tema 1 ” Il sogno spezzato, il sogno ritrovato, il risveglio”. Vado ciaoo ?

h 20 – il lavoro nel gruppo 1 é stato molto utile per me ed i conduttori mi hanno dato preziosi spunti per approdare ad affermare punti di forza. Come i talenti che abbiamo e che il dolore può in qualche momento aver messo in secondo piano. Affermiamoceli e riconosciamoceli perché se li nascondiamo troppo poi li nascondiamo anche a noi e come abbiamo visto nel ns gruppo ce ne sono tanti come, la sensibilità, l’empatia, la determinazione, la scrittura, l’amore e tanti altri.

Con una bella visualizzazione guidata per oggi abbiamo finito, andiamo ad accogliere i sogni e ci salutiamo ricchi e pronti per la giornata di domani. Ancora all’opera dunque, il viaggio di cose buone continua…a domani.

29 Aprile h 10. Art in Action. È lo spazio in cui i gruppi di lavoro di ieri rappresentano con il corpo ed il gesti artistici le emozioni. Come? Pensiamo alla gioia ad esempio ed al suo opposto dolore…pensate a come lo rappresentereste. Probabilmente la gioia potrebbe avere le braccia in alto e farvi saltellare come allo stadio dopo un gol della vostra squadra del cuore e probabilmente il dolore potrebbe vedere in uno stare rannicchiati una buona espressione. Ecco queste ed altre forme assumono le emozioni e un questo spazio lasciamo la parola ed il racconto e in gruppo rappresentiamo quello che abbiamo esplorato ieri. Contatto tanta forza ma anche un pizzico di imbarazzo che appartiene alla mia storia e che grazie a questo spazio che dribla le parole eccolo alla mia attenzione, come pure i gesti dei miei compagni e di tanti altri che insieme realizziamo un arcobaleno di gesti artisticamente belli e coinvolgenti che siamo tutti noi, nessuno escluso, e tutte le ns parti da accogliere armonizzare e indirizzare lungo la strada del ns se personale in cui risiede il ns progetto esistenziale ed il ms essere unici ed irripetibili. Che grande emozione…e non finisce qui.

H 11. Ho una grande trasformazione da fare il suo nome è “fiducia”. Al seminario inizia un momento esperenziale con un lavoro guidato di esplorazione esperenziale e di rinforzamento decisionale. Un video dal titolo “rinascita”( alla cui realizzazione ho collaborato 😀) emoziona i partecipanti ed anche me che con gioia vedo il risultato di tanto lavoro e impegno corale apprezzato, sono soddisfatto e grato.

H 13 andiamo verso la conclusione. Gruppo di condivisione. E stato un week end di belle forze tutte convergenti e centrate. Le emozioni sono tante e sui visi di tutti i partecipanti si legge la soddisfazione e la gratitudine. Siddisfazione per il lavoro fatto, come singoli e come gruppo. Come Joy abbiamo scelto di andare a vedere le ns complicità e a fare i conti con i sensi di colpa e la distruttivitta’. Abbiamo raccolto intorno a noi i ns talenti, i ns sogni ed il ns essere artisti che vogliono usare tutta la materia emozionale per armonizzare e sintetizzare gli opposti e far risplendere la luce che siamo. Abbiamo lavorato sodo, siamo co tenti e siamo grati all’Istituto Solaris che da oltre 20 anni propone occasioni di crescita di ottima fattura e con la guida sapiente e professionale dei sui direttori, Dr Ciappina e D.ssa Capriani, fa fare a tutti grandi trasformazioni.

Siamo polvere di stelle ed abbiamo in noi la capacità di fondere opposti storici emozionali per concrete trasformazioni che rendono la ns vita in una sola parola bella di bella bellezza.

Alla prossima e stato bello esserci a questo 37°Seminario.

Nessuna colpa, sono cose della vita.

Quando accade qualcosa di brutto e ci assale l’angoscia e l’impotenza ci parte la ricerca del colpevole “fuori”. Perché una persona muore all’improvviso? Perché il tuo amico a 4 zampe rischia di morire? Di chi è la colpa. Tendiamo a cercare una soluzione ed una giustificazione “comunque” per non contattare il dolore freddo dell’impotenza. E se un colpevole fuori non lo troviamo allora forse i colpevoli siamo noi, perche non siamo stati attenti ecc! Lo pensano i bambini, lo abbiamo pensato noi da bambini, lo penseranno i bambini che verranno. Che fare allora? Dobbiamo imparare a “starci” ed a accettare che certe cose succedono e fanno male come se ci schiacciamo le dita ad una porta…fa un dolore bestiale. Accettiamo che non siamo perfetti ed onnipotenti e se vi accettiamo a fondo seminiamo terreno fertile per il perdono e ulteriore amore da far crescere in noi, da usare e da mostrare per insegnare ad altri ed ai bambini che accadono incidenti nella vita e che si chiamano incidenti proprio perche non è colpa di nessuno…ma non per questo quando accade fa meno male.

Elliot 3. Bye Bye rancore

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Metti Elliot ad esempio, e metti uno come me che è giusto un “pochino” rancoroso. Metti che lui ad esempio dopo giorni di “successo” un bel giorno ti fa i bisogni in casa, Metti che mi sono incavolato 😤😤😠😠: “Tu questo e tu quello … io così e io colà ecc ecc”. Ma lui è un cucciolo di cane, titolare di tanto pelo ed istinto con cui c’è poco da parlare. Quindi mi sono piegato e ho pulito … poi ho pensato e riflettuto🤔.

Lui, Elliot, esprime ancora tanto istinto e reattivita (confido nell’addestramento😅); queste caratteristiche però sono anche mie (e vostre?) di quando qualcosa non mi va bene o mi addolora e me la prendo tanto, troppo.

Quando la mia rabbia va fuori dal recinto dell’evento contingente a me si accende ogni volta un ALLERT☠💣 e senza voler giustificare il malcapitato di turno quando la rabbia va oltre mi aiuta la consapevolezza che il mio Io Fetale é sempre pronto a battagliare.

Cos’è Io Fetale? (Il termine non é mio ma preso a prestito dall’Antropologia Personalistica Esistenziale – in sigla APE).

Parte teorica breve breve, lo giuro🤓: L’ Io fetale è quella parte della ns “personalità” che si struttura sin dalla vita intrauterina ed in risposta agli stimoli che riceviamo. L’Io fetale vive male le frustrazioni, le paura, è la ns dimensione incazzosa 😡; quando pure sembra che “lascia correre😇” poi tende a conserva dentro l’intendimento di rivalsa😏. In “utero” il ns rabbioso ragazzotto “io fetale” vive una realtà complessa ed ambivalente, da un lato vive un senso di grandezza perchè come embrione prima e feto poi lui/io/noi ci percepiamo come “il tutto” (AMORE, Assoluto e Onnipotenza), dall’altro vive un senso di grande debolezza perchè nei fatti “l’utero ed il mondo fuori” sono più forti di lui/io/noi al punto che se vogliono possono anche finire la partita e GAME OVER 😨😨(ODIO, Dolore, Impotenza). Questa ns dimensione ” Fetale” non si dissolve e non scompare con il parto ma permane come uno dei tanti elementi della ns complessa e ricca personalità.

Se dal concepimento alla nascita abbiamo avuto esperienze difficili e dolorose, vedi ad esempio 1. una fase di stress della mamma 2. una mamma spaventata 3. una mamma addolorata e che magari pensa di interrompere la gravidanza perché non desiderata ecc, allora ci può stare che a tale dolore, frustrazione o senso di minaccia si possa essere sviluppata una qualità emozionale e decisionale di tipo reattiva e rabbiosa.

Tali tipologie di risposte fetali possono permanere e caratterizzare la qualità delle risposte che diamo e delle decisioni che prendiamo nella vita da grandi e ce ne accorgiamo quando ad esempio 1. perdiamo il lavoro 2. la ragazza/o dei ns sogni non ci si fila 3. non ci sentiamo valorizzati ecc ecc. Può accadere e spesso accade che le ns risposte vanno ben oltre il problema contingente e assumono connotazioni epiche. L’io fetale é scemo!

Dunque che fare? Io consiglio di accrescere la consapevolezza e la conoscenza di se per non subire e inseguire ad libitum intendimenti “fetali” (la famosa rivalsa) che in tanti casi si presentano anche sotto vesti seducenti come “senso di ingiustizia, spirito del guerriero, intendimento di rivalsa e di vendetta (stile Edmond Dantes il “Conte di Montecristo”).

Come fare? Lavorarci sopra perchè queste vesti seducenti sono veleni per la nostra vita e in realtà ci tengono fermi al palo o peggio ci fanno naufragare sugli scogli come le sirene di Ulisse.

Perchè farlo? Noi meritiamo di “godere della felicità” e di realizzarci invece che rimanere ancorati a antichi traumi ed alla fissazione rabbiosa di una ns parte scema.

Dobbiamo farlo per forza? No, Scegliete voi. Io consiglio di farlo, io ci lavoro e non vi nego che sono tante le volte che il mio Io Fetale si mette in cattedra e vuole comandare lui. Ma Lui Non Deve Comandare👨‍✈️👨‍✈️!!!! E noi dobbiamo essere bravi a stanarlo.

Torniamo a Elliot e a me dunque dopo il pistolotto teorico, sorry mi é scappato 🤗. Con Elliot la partita è persa… ed il mio rancore va a farsi benedire (alleluia).

Con lui, come con il mio Io Fetale ho ben poco da dover ragionare. Elliot mi piego e pulisco e l’Io Fetale pure lo DEVO piegare.

Fanno errori gli altri e ne faccio anche io ( e voi?) e quando accade come con Elliot Bye Bye rancore e lavorare, riparare e ricostruire … che la nostra vita la deve condurre il ns Io Adulto per nascere per intero…costi quel che costi!

Ciao A tutti e se siete arrivare a leggere fin qua sotto vi dico che mi sento onorato e grato…miei eroi 😘😘. E sono grato a tutti gli uteri del mondo che donano seppur in modo imperfetto e con corredo di dolore ” l’opportunità”…prendere o lasciare, io scelgo di prendere😁😁… e voi vi opportunitate?

Capodanno: un anno da vivere.

“Coglierò ancora il fascino e la magia di nuove storie
Sognerò quel che sarò
Sorriderò al mondo che guarderò
Vivrò come e meglio di quanto ho già vissuto
Troverò il tempo per guardare le stelle e per continuare a sperare
Combatterò per colmare la mente e il cuore di perdono e di doni
Chiederò forza, gioia e amore
Parlerò con verità e libertà
Cercherò la bellezza e l’incanto che ancora mi stupisce
Vorrò perché voglio e posso … mai devo
Piangerò e poi riderò delle medesime cose
Giocherò con me stessa e mi sentirò principessa in ogni luogo
Crederò che questo sarà un buon anno per tutto l’anno…
per me, per voi, per tutti noi: i Cosmo-artisti del 2018″ (di. Antonella Orecchio)

Quella di sopra è la chiusura poetica di un bell’articolo scritto da Antonella Orecchio e pubblicato sull’ultima uscita di dicembre della rivista telematica Solaris.it , a me é piaciuta tanto sia la chiusura poetica che l’articolo e per questo voglio amplificare la diffusione anche dal mio blog per tutti voi.

L’autrice è una Counselor ed un Antropologa Esistenziale molto preparata e in gamba, a lei oggi i miei complimenti per il bel pezzo autentico e valido.

L’articolo intero lo trovate qui insieme a tanti articoli altrettanto validi, buona lettura:

https://www.solaris.it/index.php/capodanno-un-anno-vivere/

Preghiera per nascere (di Antonio Mercurio)

Io che non sono ancora nato
Io che me ne sto ancora dentro l’utero
Incollato ai miei traumi
Tutto intento a crogiolarmi
Dentro il dolore Delle offese ricevute da mia madre
E da coloro che puntualmente
Me le fanno rivivere Io che ho ingigantito queste offese
Con orgoglio e con ira
Io che, con il mio Io fetale,
Impongo al mio Io adulto
Di vivere infelice
Nella rabbia e nell’odio
Con mille miliardi di pretese
Io che mi rinchiudo nella corazza
Del mio narcisismo assoluto
E giudico e condanno tutti
Con disprezzo infinito
Dall’alto della mia perfezione divina
Io che vorrei distruggere il mondo intero
Con diluvi e cataclismi universali
Vorrei che qualcuno mi aiutasse
A deporre questo fardello intollerabile
Di follie fetali
Che nulla hanno a che vedere
Con il mondo delle persone reali
Io vorrei nascere interamente
E vorrei essere libero
Di amarmi e di amare.
Libero di poter vivere nella pace e nella gioia.
Ho interrogato i saggi E ho chiesto: Come si fa a nascere per intero E a non restare mezzo dentro e mezzo fuori dall’utero di mia madre? Nessuno mi ha risposto.
Ho interrogato il mio Se’
E lui tace come non ha mai atto prima …..
Ho deciso di accettare il silenzio
Di accettare l’oscurità
E di non vedere
E di non poter sapere.
Ho deciso di piegare il mio orgoglio
E rinunciare alle mie pretese.
Ho deciso di accettare il mio dolore
E la mia impotenza
E soffrire in silenzio
Senza lamenti
E senza recriminazioni.
Lunga è la strada
Che porta alla vera umiltà
L’umiltà che è la faccia più profonda della verità
Lunga è l’attesa
Di poter un giorno entrare nella mia casa
Non più come mendicante
Ma come un signore.

AmarSi. 1 pensiero al giorno per 100 gg. 37 Day

daZeroaInfinito.com…che poi detto tra noi:”Conoscete altre strade per la gioia e la bellezza?”. Io no! Che rendersi liberi dagli ostavoli che serbiamo nel cuore è un passo fondamentale per essere liberi per davvero. Che ieri con due mie colleghe ho condotto un evento presso Istituto Solari di Roma sul tema della libertà. Un occasione d’oro per vedere a che punto sono e per sentire come è forte l’energia creativa di una coralità unità in un progetto di bellezza.  Beh…ora mi fermo ma è chiaro che sul tema ritornerò volentieri e di cuore…a narrare.

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AmarSi. 1 pensiero al giorno per 100 gg. 35 Day

daZeroaInfinito.com … Che nella nostra navigata possono capitare burrasche emozionali ed in quei casi odio, rabbia e intendimenti di vendetta possono oscurare in nostro cammino. Nel caso aiuta fissare i nostri punti luminosi, dentro e fuori…anzi salva la vita.

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Stanchino … ma Felice!

Ciao miei Follower :-),
Come state? Io sono un pò stanchino, vengo da un periodo pieno di impegni. Ho desiderio di scambiare due chiaccheire con voi e sapere il vostro punto di vista.

RapunzhelHo avuto un periodo ricco di eventi. Lo scorso WeekEnd ho partecipato al 31° Seminari di Cinematerapia dell’Istituto Solaris. Eravamo in tanti, e meno male.
Uno degli interrogativi principali del lavoro del gruppo (guidato dai direttori della scuola) è stato quello di trovare una risposta alla domanda “Come scendere dalla torre?”. Abbiamo lavorato con il film Rapunzel “L’Intreccio delle Torre”. Come sapete la nostra protagonista è stata per ben 18 anni rinchiusa.
Dal film alla realtà quanti di noi si rinchiudono in torri di comodo o come risultato di una fuga dal dolore?
Legittimo potersi arroccare ogni tanto, e se lo si sente necessario.
Ma in un modo o nell’altro bisogna trovare il modo di scendere per potersi realizzare, realizare i propri sogni ed i propri progetti.

Conoscete il film?
E voi quali torri (simboliche, naturalmente) conoscete, e perchè spesso ci si arrocca in esse? Inoltre quali modi consocete per potervi scendere?

Facciamo due chiacchiere dai!
E se siete arrivati a leggere fin qua vi voglio premiare con una acquisizione emersa dal lavoro in gruppo ed è che : “Dalla Torre si scende (e si esce) insieme”. Ciò non vuol dire che non lo si possa fare da soli … Ma in squadra è meglio. Quindi facciamo squadra e non trascuriamo le alleanze positive.

daZeroaInfinito.com … con il cuore sulle barricate!

Esercitazione di Libertà

wpid-wp-1424167452787.jpegWeek End di lavoro di gruppo presso Istituto Solaris.
Il lavoro in gruppo è un esperienza positiva, difficile certamente ma inequivocabilmente  arricchente. Oggi racconto del gruppo come “laboratorio di vita”. In un gruppo è possibile rivivere e riviversi situazioni “personali” in cui attribuiamo agli altri partecipanti – spesso ignari – ruoli e volontà sia pro che contro di noi. E’ il sistema delle proiezioni e se fate un giro in rete troverete tanti che  lo spiegano meglio di me. Io narro di esperienze cui partecipo, che vivo e che osservo … e poco poco di teorie.

Domande: Che c’è di bello in questa esperienza? Che cavolo c’è di utile nel rivivere proiettivamente attraverso altri, ad esempio, un proprio disagio?

La risposta immediata è che non c’è niente di bello, ci sono cose indubbiamente più divertenti nella vita. Di utile però c’è tanto, perchè se conosci il sistema puoi usarlo per star bene e non per subirlo e stare male.

Poniamo che “sta capitando”… che si può fare? Io dico che ognuno ha due possibilità e puo scegliere liberamente di:
1) piangere e inveire sugli altri (stronzi, cattivi, brutti ecc ecc);
2) provare a fare qualcosa per se.
Se la seconda cosa vi interessa continuate la lettura.

Ecco cosa propongo io.
Poniamo che siete in una situazione gruppo e state sperimentando un disagio. Prendetevi una pausa: “soli con voi stessi, in ascolto profondo”. Donatevi uno spazio sacro.
Provate a fare così.


– Chiudete un attimo in profonda intimità i vostri occhi;
– Ricercatevi, ricontatattevi, rivedetevi in un momento della vostra vita in cui volete parlare a voi stessi. – Magari al famoso bambino che è in voi (tema tanto noto e tanto ignorato);
– Non avete tanto tempo per cui siate incisivi;
– Sto ragazzotto è in tensione, come voi ora;
– Gli altri tuttattorno  agevolano e facilitano nonchè stimolano e rievocano esperienze passate;
-Emozioni del momento: rabbia, colpevolizzazione di se o dell’altro, odio, disagio e senso di alienazione. Tutto normale, diffuso e universale. Niente di cui sentirsi DISUMANI;
– Ditegli e ditevi la verità … fatelo con il cuore sincero;
-Ditegli e ditevi che si può stare tranquillo, credeteci insieme;
-Digli e dici a te che “ora ci pensi tu”;
-Digli e riconosciti che sei disponibile ad assumerti la responsabilità e la fatica di proteggerlo/Ti e liberarlo/Ti;
-Digli che è stato bravo, senti quanto questo è vero per entrambi;
-Digli che può stare tranquillo;
-Digli che insieme avete la libertà di scegliere;
-E raccontagli la realtà che stai vivendo
-raccontagli di dove ti trovi ora e perchè sei li;
-raccontagli di quanto ti piace quello che fai;
-raccontagli delle persone tuttattorno;
-lasciaglieli vedere con calma:
-non vi è nulla di minaccioso in loro;
-digli che stai facendo cose belle;
e che si può godere pienamente del crescere e imparare;
-Usa le migliori parole cha hai, è un caro ragazzotto e tu un Uomo Importante!


Dopo vederete che vi sentirete meglio.
Che cosa è successo? Nulla e tanto.
indexGli altri sono come prima, voi invece non siete più quello di prima perchè avete scelto di rinascere ed il modo in cui farlo. Questa si chiama libertà ed è una qualità della nostra sfera spirituale. Alla nostra psiche di questi argomenti non frega una mazza, questo lavoro include fatica e un pizzico di sofferenza e per la psiche esiste solo “il piacere”… e basta ( per approfondimenti potete leggere “Teoria della Persona” di Antonio Mercurio… di cui ho scritto due cose qui.

Il seguito sono state parole di Gioia, immagini ed emozioni. “Disponibili alla gioia, provare a gioire, manifestarla e sentire la gioia e la vita”.

AVVISO AI NAVIGANTI: Se vi capita di trovarvi in un gruppo e di provare cose che vi appartengono ma che non centrano niente con il gruppo, mettete tra le ipotesi – oltre all’immediata definizione degli altri come Stronzi ( indubbiamente non sono santi, e non lo siamo nemmeno noi)  – anche il tema delle proiezioni  se vi piace provate l’esercizietto che vi ho suggerito. Fatemi sapere com’è andata ok?

daZeroaInfinito.com … Week End di esperienze buone presso Istituto Solaris ….Che scuola ragazzi!

Profondità opposte.

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Tratto da “Regole per la navigazine notturna degli Ulissidi” di Antonio Mercurio. 

REGOLA V Fissate la vostra posizione.
Dove siete ora? E dove vuole andare il vostro Io cosciente? (…) non possiamo navigare in linea retta ma a spirale, in maniera ascensionale. La spirale è doppia; una va verso le profondità dell’alto e l’altra va verso le profondità del basso. (…)  I due coni di luce sono in due dimensioni contrapposte. (…) All’amore si contrappone l’odio, alla libertà il voler restare schiavi, alla verità la menzogna e alla bellezza la bruttezza. Adesso immaginate il fascio di luce che prima esplora gli opposti e poi li unifica.
L’arte della sophia-art e della cosmo-art consiste nella capacità di fare la sintesi degli opposti e noi abbiamo più serie di opposti da unificare.

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Conosci te stesso, la scelta. Io Fetale # Parte 3

Dom – Chi deve cambiare?

Risp  – Noi, Io, Tu, tutti. Se lo desideriamo, altrimenti va bene anche “stare”.

D – Per forza?

R – Ma neanche per sogno. Io dico di farlo per convenienza.  Perché il farlo – secondo me – arricchisce.  Giustamente per scegliere è bene avere delle informazioni, ma io consiglio di puntare molto sulle info “anche” dell’esperienza più che su quelle della ns “sola” esplorazione mentale.

Ognuno di noi si ritiene libero, e fa bene a farlo…e legittimamente ognuno la intende come più gli è di aiuto nella crescita. Per me la libertà non è il risultato “solo” di un affermazione, le affermazioni sono importanti perchè aiutano l’assimilazione di un concetto e permettono a noi di non dimenticare di essere presenti a noi stessi (leggasi consapevolezza) ma ho esplorato anche il piano pratico ed ho inteso e sperimentato che la libertà è un processo, una conquista, un azione di “liberazione” appunto.

D –  E da chi dobbiamo liberarci?

R –  Domanda azzeccata, semplice e diretta, per un’altrettanta semplice e diretta risposta: dal riproporre nella nostra vita “attuale” le ragioni di incavolatura del nostro “Io Fetale”.

Se immaginiamo la libertà come soluzione di una condizione di prigionia, un evasione, una fuga per la vittoria o la sconfitta definitiva di un nemico non esploriamo il tema nella sua pienezza. E’ vero che la parola evoca subito una lotta di liberazione, ma io voglio impegnare risorse sull’immagine di libertà come risultato di un potenziamento qualitativo di qualità umane … a partire dall’accrescere la conoscenza di noi e conseguentemente di saper sempre più e sempre meglio scegliere in forza della nostra vera identità.

L’Io fetale, i suoi motivi di scontento, ed i suoi “stabili” propositi per il futuro sono depositati nel profondo di noi e radicati, consideriamo che tutto questo ambaradan è una delle nostre prime passioni umane, noi e il nostro utero! Antonio Mercurio a tal riguardo e con riferimento ad una delle sue manifestazioni più diffuse, il progetto vendicativo, ci dice che “non è mai sconfitto a sufficienza”… insomma detto da profano tutto questo vissuto riciccia!

D – E cosa c’è di male? Scusa ma se uno viene ferito ha ben diritto no ad essere legittimato a sentirsi tale e non per questo deve sentirsi oltremodo sbagliato o nel torto.

R – Cosa c’è di male? Nulla, a priori il termine male è colpevolizzante e quindi lo levo volutamente.
Non è una questione di cosa è giusto e cosa non lo è. Io pongo la questione sul piano di convenienza oggi e quindi parlo in termini di opportunità. Quanto accaduto all’epoca del nostro concepimento e quanto sperimentato nel corso della vita intrauterina assumono oggi una valenza che è anacronistica dal punto di vista della nostra crescita. Vi sembra conveniente cercare di scalare una montagna con legato al piede una zavorra da 100Kg, io non credo. Eppure lo facciamo. E lo facciamo perché disinnescare l’azione dell’Io Fetale non è un gioco.

D – Beh allora se non c’è niente da fare che senso ha parlarne?

R – C’è da fare, cavolo se c’è da fare. Ed anzi dobbiamo farlo se vogliamo renderci liberi.

Il nostro io fetale fa la sua parte, ok. E’ parte della nostra storia, ci dice più o meno che abbiamo sofferto.  Siccome è una cosa molto diffusa affermiamo che arriviamo alla vita attraverso una fase romantica, passionale e creativa e che offre protezione e cura al meglio delle possibilità. Tutto questo però non impedisce e non ha impedito a ognuno di noi di fare esperienza con frustrazioni e dolori.  Sembra che a livello sistema ( economia, ambiente, sociale) sia compromessa la possibilità di mettere a disposizione un “utero” che protegga e non permetta il contatto con il dolore e la frustrazione già a livello fetale.

D – Quale è la proposta?

R – Il nostro Io Fetale esprime un forte radicamento con la nostra parte Psichica. Freud su questo è stato forte ed ha esplorato come la nostra psiche è alla costante ricerca di piacere ( la vendetta è un piatto che va servito freddo… si dice),  e di evitamento del dolore. La Sophia Analisi (una delle discipline messe appunto da Antonio Mercurio) ci propone un lavoro fondato sulla analisi della saggezza in noi. Vuol dire tanto ma principalmente vuol dire apprendere l’arte della capacità di armonizzarci. E questo ci apre alla speranza e introduce la soluzione.

imagesOgni Persona ha – oltre ad una componente Corporea e Psichica – una dimensione spirituale, ci dice l’antropologia Personalistica Esistenziale.

Niente a che vedere con la religione, Antonio Mercurio usa il termine spirituale in chiave esistenziale ed esperenziale. Spiritualità è la capacità della persona di scegliere, ad esempio se sfruttare o meno un altra persona. Spiritualità è la capacità dell’uomo di decidere, ad esempio di perdonare. Spiritualità è la scelta definirsi Peprsona come fine e non come mezzo. Spiritualità come qualità dell’uomo di amare se stesso e gli altri, ed essere riamato.

Non è una filosofia o chissà quale forma di pensiero campato in aria, sono semplicemente osservazioni di ciò che l’uomo ANCHE sa fare. E nel farlo, dice l’autore, l’essere umano esprime una qualità che non ha niente a che vedere con la nostra dimensione psichica; Che invece rimane pervicacemente legata alle ragioni spesso espresse dal suo luogotenente Io Fetale.

C’è l’uno e c’è l’altro. C’è la libertà.

C’è una parte di noi che decide, e lo fa sia quando si allea con le ragioni dell’io Fetale che quando si allea con le ragioni della sua componente spirituale ( con il nostro Sé personale).

D – Ok ma l’una vale l’altra no?

R – Neanche per sogno. Nell’una c’è la fissazione. Vi sembra sensato stare nel deserto e scavare ostinatamente in un punto per trovare acqua nonostante da anni ed anni quell’azione non produce che ulteriore “sete” intesa qui come rabbia e frustrzioni che alimentano l’insoddisfazione, il senso di essere vittima di ingiustizia e quindi di tutto il pippone sulla vendetta? Vi sembra sensato? A me no. Eppure tutti lo facciamo, incluso lo scrivente naturalmente. (l’immagine del deserto è di Antonio Mercurio 🙂 espressa nel corso del laboratorio corale di Cosmo Art del 12/13 febbraio 2011. “Dall’impotenza alla potenza”)

Se nell’una c’è la fissazione nell’altra alleanza c’è invece per la gioia. Nella Dimensione spirituale della libertà e della scelta c’è la possibilità di realizzarci e realizzare quello che profondamente sentiamo di essere e di voler divenire. Ecco perchè ci vuole lavoro per accrescere questo muscolo umano atrofizzato, la nostra parte spirituale ed il nostro essere in grado di armonizzarci. Ammesso che questo sia un nostro interesse.

D – Dici che vale la pena?

R – Io dico di fare delle prove, se la cosa vi da dei benefici e vedete che la vostra vita migliora allora convenite con me che occorre affermare che in questa strada c’è del buono per la vostra vita

D – Da cosa possiamo partire nella esplorazione?

R – Intanto partiamo dall’ascoltarci profondamente. E quando ci sentiamo rigidi, fissati e percepiamo un malessere chiediamoci se ci stiamo con l’amore per noi o con “l’arrabbiato che è in noi”. Se deriviamo verso questa posizione (perchè credetemi si scivola facilmente) ecco cosa consiglio di fare, imparare a perdonarsi ed a perdonare sia se stessi che l’utero ( la vita di oggi) che non è stato perfetto, e se abbiamo ferito allora mettiamoci in una posizione attiva di riparazione. . E’ necessario perdonare noi se percepiamo di non poterci dare una possibilità di darci una prospettiva nuova. E’ necessario darsi del tempo per conoscersi ed accrescere il proprio potere decisionale. E’ necessario riappropriarsi della capacità di riparare.

benhur_01Antonio Mercurio propone nelle sue opere di guardare la fomosa gara della corsa con i cavalli nel film Ben Hur. Ecco ognuno di noi è l’auriga ( Io persona) e la gara è la nostra vita, a noi compete di saper goverare la forza di cavalli che per loro natura rirano in direzioni opposte. Si può fare, e già lo facciamo… sostanzialmente.

C’è speranza di riuscire a costruire un mondo nuovo dentro e fuori di noi.

Quando nel modo vediamo manifestarsi aggressioni, anche nella forma di una serie di bottiglie lasciate a malo modo su un muro, possiamo vedere a questi comportamenti come ad espressione di una volontà di ferire un utero altro che è la vita, la natura, la socialità. Chiediamoci noi a che punto siamo ed in che modo e con quali forme siamo ancora legati al progetto centrato sull’esperienza fetale.

Pensate che l’essere umano abbia deciso definitivamente di rinunciare alle proprie follie fetali? Interpellato sul punto Antonio Mercurio dice che ancora non vi abbiamo rinunciato.

Rendiamoci liberi, non abbiamo la pretesa di sconfiggere l’io fetale che è in noi ma impariamo a conoscerlo sempre più, impariamo a governarlo ed a indirizzarlo accrescendo il potere di armonizzare, il potere e capacità di amare, potere di decidere, potere di scegliere, il potere di riparare.

Perchè possiamo divenire e creare la vita che vogliamo solo se costantemente … costantemente decidiamo di porre in essere scelte che vanno nella giusta direzione… diversamente restiamo a scavare nel deserto nella pretesa di trovare finalmente “l’acqua che meritiamo, che ci è dovuta” e la “santa riparazione” alla nostra sofferenza, l’utero perfetto. A proposito: “qualcuno lo ha trovato?”

Liberi di scegliere, in un modo e nell’altro.

Buon lavoro e… e con questa terza – parte vi saluto.

DaZeroaInfinito.com … sperando di non avervi annoiato troppo con le mie elugubrazioni ( parte 1 e parte 2 )  tematiche, ma vedete io racconto quello che sperimento di tappa in tappa, di porto in porto viaggiando con la mia umile zattera.

Ostinazione. Io Fetale # Parte 2

Dunque anche i piccoli “nel loro piccolo” si incavolano, eccome! Basta osservarli per capire.  Già dai primi momenti siamo in grado di manifestare con urla, calci, morsi e pianti quando viviamo un disagio. I primi mesi dal parto richiedono al genitore maggior attenzione – osservazione e d empatia; tutti elementi e capacità  che se ben accresciute ed investite sapranno fornire ai papà ed alle mamme di turno dei validi indicatori dello stato fisico ed emozionale dei baby nel corso delle tante fasi della crescita (da piccoli il canale di comunicazione primaria è visiva, emozionale e fisica più che verbale). Dunque ogni individuo è – in armonia con il proprio stadio di crescita e di evoluzione – in grado di agire e reagire sia in forme e modi adeguati che in forme e modi spropositati agli stimoli – sia positivi e negativi – che lo interessano (sul punto si può ALCapprofondire leggendo “Amore Libertà e Colpa di A. Mercurio” – testo che a breve lo presenterò nel blog ma intanto se siete impazienti potete reperirlo attraverso il sito www.sur.it). Allora quand’ è che si inizia a percepire – ad esempio una paura – e si inizia a decidere -ad esempio di vendicarsi?. La risposta che propongo in questo lavoro è: ” Subito”.

Ma attenzione che sul piano dello sviluppo del tema io parlo di Decisione che non è lo stesso che Attuazione ( valer a dire il fare, l’agire ). In questo momento vi invito a considerare la decisione come “proposito” che assumiamo. Ognuno di noi ha dei valori in cui crede, ed essi – correggetemi se sbaglio – sono degli elementi sia interiori ed originali che esterni e derivati dalla società e dalla famiglia.  Sulla base di questi valori ciascuno di noi pone in essere le sue scelte, fonda la sua realtà. Fiducia e speranza agevoleranno una percezione della realtà più accogliente e ospitale, paura e di rabbia – al contrario – agevoleranno una percezione della realtà più minacciosa ed ostile. Siamo noi stessi a ordinare la realtà, in base ai valori che ci diamo.

CDMEmond Dantes lo avete presente? Beh proviamo ad assumerlo a simbolo della capacità umana di saper scegliere l’intensità e la qualità della risposta ad un trauma causato da altri. Nel Romanzo di A. Dumas “Il conte i Montecristo” il protagonista è vittima di un complotto ai suoi danni ordito dai suoi compagni e che hanno come effetto quello di farlo condannare ingiustamente, imprigionarlo per oltre 20 anni in una prigione, e derubarlo sia della sua donna che del suo patrimonio…per non parlare della sua vita e della libertà. Edmond Dantes è un immagine romanzata che esprime bene una delle forme universalmente più diffuse di risposta umana ad un trauma, ad un offesa, minaccia o frustrazione… mi riferisco alla risposta fondata sul progetto di vendetta, il farsi giustizia.

Noi come reagiamo alle sofferenze, frustazioni e dolori? Io credo che nella volontà profonda sia molto diffuso lo stile Edmond Dantes e nella volontà cosciente esprimiamo la capacità di “lasciar correre”. Insomma esprimiamo una componente visibile che “pare” comprensiva e in grado di saper andare oltre ed una parte nascosta che invece “col cavolo” che lascia correre! Manifestiamo e viviamo una sostanziale ambivalenza. Questo passaggio è importante e quindi vi invito a considerare come noi adulti a fronte di una sofferenza che ci perviene da “qualcun’altro” sappiamo anche lasciar correre veramente accogliendo i nostri limiti e quelli degli altri; ma sappiamo anche serbare rancore, ingoiare il rospo e rimandare a tempi migliori il riscatto. pendoloVoi dove vi posizionate? Siete fermi o come me oscillate ora di qua e ora di la? Siamo umani, lo facciamo. Possiamo anche non ammetterlo, ma sta di fatto che lo facciamo.

Ma questa è una storia di oggi, dunque, oppure è una storia che si ripete? Rispondetevi con onestà e se rispondete con un :” Beh…cavolo però un pò … effettivamente … questi atteggiamenti si ripetono” allora avete dato la risposta esatta.

I principali pilastri dottrinali del comportamento umano a partire da Freud ( o almeno io parto da lui, che se non è stato il primo di certo ha avuto il merito di aver dato al concetto una enorme amplificazione con i suoi studi) hanno assunto a verità il fatto che l’individuo tra le infinite manifestazioni e capacità creative di cui è dotato ha anche una spiccata tendenza alla coazione a ripetere i comportamenti ( soprattutto quelli che lo fanno soffrire). E’ – diciamo – fissato!

Ma chi è che è rimasto fissato, o meglio quale parte di noi è rimasta e rimane pervicacemente fissata al suo motivo di incavolatura al punto da averlo assunto a valore esistenziale che pure il motto dei carabinieri “nei secoli fedele” gli fa un baffo? L’umanità intera può essere grata ad Antonio Mercurio che con i suoi studi ha anticipato la capacità umana di decidede sin dalla vita intrauterina. E’ già in queste prime fasi dello sviluppo della persona che è presente in fieri  la capacità umana di rispondere qualitativamente e quantitativamente ad un offesa, quella di lasciar correre – di rimandare, e quella di agire. Al “cosa è”, o meglio al “quale è la parte di noi” che rimane impuntata Antonio Mercurio da il nome di IO FETALE. Vediamo se riesco a definirlo, credetemi però che la cosa può apparire complessa ma non lo è. Sono io che la spiego male. Di recente a proposito dell’io fetale ho scritto questo passaggio e voglio riproporlo qui:

Sotto il profilo esistenziale il feto è un individuo dotato di una struttura psichica, biologica e spirituale. Seppure è una struttura in divenire nella crescita essa è perfettamente adeguata al suo tempo ed al suo spazio.

Intorno alle decisioni reattive del feto si struttuta una sua identitò di IO, cui diamo il nome di IO Fetale. Questa struttura è per sua natura assoluta, fragile e rigida.

L’Io fetale è una componente dell’individuo che si sviluppa reattivamente in relazione agli stimoli che riceve. Esso è assoluto perchè nel mondo intrauterino l’embrione prima e il feto poi si colloca al centro di “tutto” e si identifica con il “tutto”.

Ed è proprio questa parte, ancora viva in ognuno di noi, ad essere rimasta fissata e di fargli cambiare idea non se ne parla proprio. Non ne vuole sapere, sapete?

Domanda: E perchè dovrebbe cambiare idea? Risposta: Rispondo alla terza parte :-).

Ora, onestamente, se intimamente vi mettete in ascolto voi potete percepite questo nucleo decisionale e caratteriale di voi, se non lo sentite provate a scovarlo nella ostinazione a rimanere legato ad un motivo di conflitto e/o di insanabile frustazione che mai niente e nessuno potranno farvi cambiare idea che quella offesa ( e solo quella vostra e non quella degli altri) è degna di essere assunta come tale e quindi risarcita a dovere “fin che morte non vi separi”. Ecco se spesso vi sentite così ipotizzate che (forse) si sta manifestando non il vostro Io adulto ma il vostro Io fetale, provateci. imagesFondatore dell’Antropologia Personalistica Esistenziale, Antonio Mercurio a sviluppato tale ipotesi a partire dal suo lavoro sia personale che con clienti e studiosi in oltre quarant’anni di attività come psicoterapeuta, formatore, ricercatore. L’autore analizza la costanza di relazioni tra la quotidianità emozionale delle esperienze delle persone ed il loro corrispettivo (ipotetico) al tempo della vita intrauterina – così come lo si può ricostuire a partire dei racconti delle persone stesse e soprattutto grazie alle informazioni relative all’ambiente familiare e soprattutto all’esperienza emozionale della madre dal concepimento in poi.

Quale sarà l’ambiente intrauterino in caso di concepimento non desiderato? Se ipotizziamo il terrore e la paura di una donna possiamo anche ipotizzare ( ma ormai si può dare anche per certo grazie alle moderne tecniche di analisi mediche) che sin da quel momento – l’embrione prima ed il feto a seguire – percepiscono questo ambiente come ostile, anaccogliente o apertamente rifiutante e che a tale input risponderà. Certo non una risposta verbale o un arringa difensiva ma risponderà in forma di tensione, lo confermeranno le analisi sul flusso sanguigno del feto e l’osservazione della sua irrequietezza. Altro che fermo e “non capisce”, il piccolo capisce tutto e nel suo piccolo si muove, reagisce come i grandi … e allora ipotizziamo che prende anche delle decisioni … tale e quale come i grandi. Intervistare il feto e l’embrione che siamo stati non è possibile ma se abbiamo notizia del nostro ambiente intrauterino proviamo a fare dei test a partire dal tempo presente.

Usiamo lo strumento della similitudine e ascoltiamoci profondamente quando ci troviamo a rivivere situazioni del quotidiano che sono simili a quelle che conosciamo – o ipotizziamo sia successo –  “allora”, o che evocano comunque qualche elemento doloroso oggi ma che in primis lo è già stato “allora”.

Domanda: Ok, faccio dei test e vedo che si… ci può anche stare. E che me ne faccio? Risposta: anche a questa rispondo nell’ultima parte che pubblicherò tra qualche gg.

… to be continued…

daZeroaInfinito.com … con il mio IO Fetale di traverso a fare capricci.

Azione e Reazione. Io Fetale # Parte 1

wpid-wp-1421672409581.jpegSuccede che REAGIAMO quando ci sentiamo/veniamo minacciati, frustrati e non riconosciuti?

Ammazza se succede!

  • Ci può minacciare la presenza e/o l’azione di un amico/collega che liquidiamo sinteticamente come st..nzo.
  • Ci può frustrare il non riuscire – nonostante il tanto impegno – ad ottenere ciò che desideriamo ( un lavoro, un figlio, una famiglia, un/a partner ecc)
  • Ci può far sentire non riconosciuti allorchè veniamo “non considerati” per la nostra identità e valore ( ad esempio se a lavoro avete un ottima idea che poi non viene accolta solo perchè siete nuovi ecc ecc). La prima considerazione che faccio è che se siamo ( o ci sentiamo) minacciati o frustrati e non riconosciuti proviamo paura e poi rabbia.
    E fin qua non ho detto nulla che non sia scontato e risaputo.Ma quando è che proviamo per le prime volte delle emozioni?
    Secondo una grossa percentuale umana molto diffusa e trasversale alle diverse culture il tutto inizierebbe non proprio da piccoli piccoli; …i piccoli (ho sentito dire spesso) non capiscono!
    Pressappoco quando si e piccoli non si sa cosa si e’, i bambini per molta parte di mondo sono come degli insignificanti esseri che possono sopportare tutto e tutti per un bel pò di anni. Sembra come se la coscienza e l’affermazione di qualità emozionali ed umane sia stato fissato convenzionalmente nella mente dell’ uomo a partire da quando si è bambini verso i 4/5 anni. Perchè? Mah… io non lo so, forse faveva comodo e probabilmente è stato assunto così a ragione della difficoltà di relazionarsi all’universo persona dall’inizio.Eppure anche i piccoli si incazzano …eccome se lo fanno!Evidentemente anche loro hanno delle cose che proprio non gli vanno giu’, e si spaventano se si sentono minacciati oppure si incavolano se si sentono offesi.

    … to be continued … per ora vi saluto sottolineando che l’incazzatura e la capacità di decidere in che modo ed in che forma reagire ad un dolore è una qualità umana che non ha età.

daZeroaInfinito.com … aspirante Antropologo.

Avviso ai naviganti, a breve si parla di “Io Fetale”

Voglio provare a trattare un tema complesso, tosto secondo me. Userò diversi strumenti nella narrazione (concetti, immagini, similitudine, simbolismo e ogni alta cosa mi sarà utile per esprimere ciò che ho in testa).  A te fortunato (o meno  )  lettore che passa di qua 🙂 chiedo di sospendere il giudizio e seguirmi pazientemente lungo questo sviluppo tematico, o almeno farlo finchè ti va e finchè leggermi ti torna utile. Mi prendo in carico un tema grosso ed ho paura di toppare, ma è da parecchio che mi frulla nella testa,  non so perchè oggi e non so perchè ORA ho deciso di farmi dono della possibilità di provarci… ma è successo. Ce la metterò tutta e farò del mio meglio. Vi chiedo sin da ora il dono della comprensione, a molti potrà dare fastidio la generalizzazione ad altri la genericità del piano narrativo … e ci sta; tuttavia se aspetto di avere idee chiare ed una capacità comunicativa in grado di far comprendere tutto quello che dico e tutto quello  “vorrei dire”  rischio di ritrovarmi con la barba bianca ed ancora ad attendere.  Pensate che tutto è nato da una fotografia, o meglio dal fatto di aver visto una serie di bottiglie in fila e dopo un pò aver wpid-img_7e1f0bbf4b17292c57cc37a9a31622b5.jpgdeciso di tornare indietro per fotografarla.
Come vi consiglio di leggermi? Io consiglio di farlo con la predisposizione d’animo che si ha quando si pronunciano le parole:”può anche essere”.
A breve per la prima parte.

Intanto buon Week End

daZeroaInfinito.com … instancabile chiacchierone, a volte anche di cose interessanti.