Nessuna colpa, sono cose della vita.

Quando accade qualcosa di brutto e ci assale l’angoscia e l’impotenza ci parte la ricerca del colpevole “fuori”. Perché una persona muore all’improvviso? Perché il tuo amico a 4 zampe rischia di morire? Di chi è la colpa. Tendiamo a cercare una soluzione ed una giustificazione “comunque” per non contattare il dolore freddo dell’impotenza. E se un colpevole fuori non lo troviamo allora forse i colpevoli siamo noi, perche non siamo stati attenti ecc! Lo pensano i bambini, lo abbiamo pensato noi da bambini, lo penseranno i bambini che verranno. Che fare allora? Dobbiamo imparare a “starci” ed a accettare che certe cose succedono e fanno male come se ci schiacciamo le dita ad una porta…fa un dolore bestiale. Accettiamo che non siamo perfetti ed onnipotenti e se vi accettiamo a fondo seminiamo terreno fertile per il perdono e ulteriore amore da far crescere in noi, da usare e da mostrare per insegnare ad altri ed ai bambini che accadono incidenti nella vita e che si chiamano incidenti proprio perche non è colpa di nessuno…ma non per questo quando accade fa meno male.

Stanchino … ma Felice!

Ciao miei Follower :-),
Come state? Io sono un pò stanchino, vengo da un periodo pieno di impegni. Ho desiderio di scambiare due chiaccheire con voi e sapere il vostro punto di vista.

RapunzhelHo avuto un periodo ricco di eventi. Lo scorso WeekEnd ho partecipato al 31° Seminari di Cinematerapia dell’Istituto Solaris. Eravamo in tanti, e meno male.
Uno degli interrogativi principali del lavoro del gruppo (guidato dai direttori della scuola) è stato quello di trovare una risposta alla domanda “Come scendere dalla torre?”. Abbiamo lavorato con il film Rapunzel “L’Intreccio delle Torre”. Come sapete la nostra protagonista è stata per ben 18 anni rinchiusa.
Dal film alla realtà quanti di noi si rinchiudono in torri di comodo o come risultato di una fuga dal dolore?
Legittimo potersi arroccare ogni tanto, e se lo si sente necessario.
Ma in un modo o nell’altro bisogna trovare il modo di scendere per potersi realizzare, realizare i propri sogni ed i propri progetti.

Conoscete il film?
E voi quali torri (simboliche, naturalmente) conoscete, e perchè spesso ci si arrocca in esse? Inoltre quali modi consocete per potervi scendere?

Facciamo due chiacchiere dai!
E se siete arrivati a leggere fin qua vi voglio premiare con una acquisizione emersa dal lavoro in gruppo ed è che : “Dalla Torre si scende (e si esce) insieme”. Ciò non vuol dire che non lo si possa fare da soli … Ma in squadra è meglio. Quindi facciamo squadra e non trascuriamo le alleanze positive.

daZeroaInfinito.com … con il cuore sulle barricate!

Europa si, Europa no…Europa Gnamm

ImmagineCi siamo quasi, manca solo una settimana e sarà un’ultima settimana da scintille.

Se qualcuno ha un colpo ancora nel cassetto è questo il momento di tirarlo fuori.

L’Europa è un bene, un male o assoluta indifferenza? L’ultima opzione quest’anno non concorre alla gara.

Quest’anno sento che la contesa è “di senso”…e per fortuna aggiungo! Le genti europee, tra le ragioni dei pro e quelle dei contro, si chiedono come cantava Cocciante :” Se stiamo insieme ci sarà un perché”.

Dopo una prima esperienza di unione in ui abbiamo percepito solo il tema monetario fondato su percentuali, indici bancari e di bilanci, da molte parti arriva una richiesta di superamento dell’idea di unione per recuperare il senso di Comunità.

Io sono per l’Europa, e sono favorevole ad un avanzamento forte verso una identità comunitaria in cui le diversità possono coesistere e divenire in un ordinamento unico di regole valide per tutte.

Così com’è non va, non mi piace. Non è possibile essere una comunità ed esistere in microcosmi nazionali differenti.

Esempio: Com’è possibile che l’evasione fiscale rimane un problema italiano? Perché a livello europeo non si ha una, ed una sola, legislazione fiscale? Ergo se una normativa di un paese funziona sul piano fiscale allora valutiamo di renderla unica per tutti. Se funziona perché non farne una cosa comune?

Se invece ognuno rimane con le proprie legislazioni nazionali ( e i proprio mostri nell’armadio ) allora come cavolo facciamo a diventare comunità. A qualcosa dobbiamo rinunciare gli italiani, a qualcosa i tedeschi, i francesi e così di seguito.

Semplicistico? Si lo è e so che questo argomento e pensiero lo facciamo tutti.

Ma in fondo dove sta scritto che dobbiamo complicare tutto? E inoltre non sta nemmeno scritto che dobbiamo ostinarci a voler stare insieme. Ma visto che stiamo ballando almento proviamo a creare qualcosa, diversamente non spendiamo energie su un progetto che non interessa…forse non è ancora il momento storico buono…forse c’è di vero e di falso tutto ed il suo contrario.

Il tema dell’Europa è l’identità ed il progetto, deve nascere un “Noi”…ed a chiacchiere è facile…e magari pure bello.

Questo comporta che tante parti di “Io” devono morire e tante altre si devono trasformare e fondere (non confondere, sia chiaro). Succede nelle relazioni sociali, nei piccoli gruppi di amici e di colleghi …e succede anche a livello di organismo stato e di progetto comunitario. Succede anche frequentemente di fallire, e le relazioni diventano scontri e conflitti ( vedere cronaca, politica, sociale,sportiva ecc ecc)

La paura della fusione ci può stare, è fisiologico ed il processo un po’ mette in “tensione”, per usare un eufemismo della più adatta parola “crisi”,.

Nessuno vuole perdere niente, ma tutti vogliono. Questo è un fatto umano, e accade anche in un “semplice” rapporto di coppia, lo facciamo noi e lo fanno gli altri…siamo onesti su!

Ora però io penso che tutte ste resistenze non hanno niente a che vedere con la bellezza e le potenzialità umane di un super_organismo (Europa ora e …chissà domani l’intero mondo) che naturalmente è molto più della semplice somma di tanti organismi nazionali . Io ci stò, ma parliamo d’altro per favore perché indici di bilancio, tassi e ogni altra stramaledetta percentuale e il parlare solo di soldi mi ha un po’ rotto e sinceramente se deve essere questo il senso….beh allora lasciamo perdere, dico io.

daZeroaInfinito fare comunità è sempre una potenzialità, il passaggio attuativo passa per un salto qualitativo dall’Io al Noi ( dando per scontato che quello intermedio ad un TU lo abbiamo fatto).

Certo a parole e facile, direte voi. Ed avete ragione, rispondo io.

E’ uno sporco lavoro ma qualcuno lo deve pur fare. Stanare le carogne che si oppongono alla crescita non piace a nessuno, e quello lo dobbiamo fare noi, da soli e insieme.

daZeroaInfinito