Nessuna colpa, sono cose della vita.

Quando accade qualcosa di brutto e ci assale l’angoscia e l’impotenza ci parte la ricerca del colpevole “fuori”. Perché una persona muore all’improvviso? Perché il tuo amico a 4 zampe rischia di morire? Di chi è la colpa. Tendiamo a cercare una soluzione ed una giustificazione “comunque” per non contattare il dolore freddo dell’impotenza. E se un colpevole fuori non lo troviamo allora forse i colpevoli siamo noi, perche non siamo stati attenti ecc! Lo pensano i bambini, lo abbiamo pensato noi da bambini, lo penseranno i bambini che verranno. Che fare allora? Dobbiamo imparare a “starci” ed a accettare che certe cose succedono e fanno male come se ci schiacciamo le dita ad una porta…fa un dolore bestiale. Accettiamo che non siamo perfetti ed onnipotenti e se vi accettiamo a fondo seminiamo terreno fertile per il perdono e ulteriore amore da far crescere in noi, da usare e da mostrare per insegnare ad altri ed ai bambini che accadono incidenti nella vita e che si chiamano incidenti proprio perche non è colpa di nessuno…ma non per questo quando accade fa meno male.

Arrendersi alla “Liberta

candido-vessilloAutore: mi capita spesso che persone che conosco poco e niente mettono a nudo alcune mie “menzognucce”, di loro tempo fa ebbi modo di dire che sono portatori di doni a loro insaputa.

Ecco che in una mattina di pioggia di un febbraio particolarmente pungente sto per partire per andare a lavoro in moto quando una voce dice: “Vai ancora in moto? Certo che “tu non ti arrendi proprio mai!”.

Colpito e affondato.
E’ da tanto, troppo tempo, che dico che voglio trovare una soluzione alternativa al dovermi muovere in moto per andare a lavoro.  Crescere per me passa a volte da atti di resa verso delle parti mie che non sono proprio di “amore per me” contro cui intavolo delle battaglie che però mi distraggono dall’obiettivo primari che è “godere della vita e stare bene”. Affermo dunque che devo arrendermi:

– alla mia testardaggine, di sicuro;
– alla lotta contro sensi di colpa, quelli sono cani che latrano e deviano il mio cammino di crescita;
– all’accettare che alcune cose non le posso cancellare, ma devo assumermi le mie “carogne” con responsabilità ed agire per trasformarle (vedi il mio rognoso Io Fetale, quello che la mia amica di Blog Benedetta nei commenti al prcedente articolo ha chiamato anche “il muflone” );
Il re è nudo e spesso ci facciamo sedurre e derubare da ostacoli interiori che ci tengono fermi nei “non posso”.

E Voi a cosa vi volete/vorreste arrendere?

NonSoloFoto

obiettiviFare belle foto è un arte, sia umana che tecnica. Anche io vorrei essere un bravo fotografo,  ma fotografo poco e mi lamento tanto.  Spesso faccio ricerche su “gli obiettivi”. Non so se succede anche a voi.  Ne vorrei uno che…faccia fotografie bellissime, che non costi tanto e che al tempo stesso sia eccezzionale.  Pretese …care mie pretese.  Obiettivi…poveri obiettivi parafulmini delle mie frustrazioni.

Quando vado alla ricerca del giusto obiettivo vuol dire che sono alla frutta, che sto ancora “non a fuoco” intorno alla ricerca della mia fotografia e del mio fotografare.

In molti lo dicono e molti lo scrivono:  “La fotografia non ha niente a che vedere con la macchina o con il tipo di obiettivo e che anche con i migliori pezzi si possono fare pessime foto”. Ma non c’è niente da fare…la ricerca di qualcosa fuori che possa alleviarci il dolore e il travaglio creativo è un invito seducente a cui in molti cediamo. Quanti € sprecati.

Il tema è ampio, provo a seguirlo, mi faccio domande ( invece di uscire a scattare ).

Prima domanda: Quale è il mio obiettivo?”

Seconda domanda: Quale è l’obiettivo giusto per me?”

Terza domanda:  “Cosa voglio voglio comunicare con le immagini?”.

La ricerca affannosa dell’obiettivo è spesso una fuga dalla frustrazione. Per un pò la allevia, ma quando la polvere si riposiziona sulla macchina ci vedi scritta sopra la tua bugia.

La frustrazione non è un fatto fotografico, di macchina e di obiettivo, ma è un fatto squisitamente umano. Fare le belle foto è possibile, ma bisogna faticare tanto e soprattutto darsi un obiettivo, sentirlo dentro e poi cercarlo, seguirlo, coltivarlo, innamorarsene, e andargli incontro corteggiandolo con umiltà e tanta tanta pazienza. Si ma questo mi sa che nn vale solo per la fotografia!  mmm vabbè una cosa alla volta.

La bella fotografia passa dalle lenti più o meno luminose del nostro obiettivo “entry level o professionale” e da lì – prima di imprimersi su un sensore  – entra fin dentro l’anima, un pò la mette a nudo…se decidiamo di scattare decidiamo di farla vedere. Ed a volte fa paura.

Presso la Scuola di Counseling dell’Istituto Solaris è in pieno svolgimento – per il 3° anno – il corso di “Fotografia e Spiritualità” condotto dal Dr. Giampiero Ciappina ( con me e la collega Ersilia Rubano come assistenti 🙂 ). E anche quest’anno molti si sono messi alla ricerca della propria arte di esprimere in foto contenuti dell’anima, NonSoloFoto.

daZeroaInfinito di click in click 🙂