Non abbiamo paura di contattare il dolore che si affaccia nelle nostre vite. Con l’amore, l’arte e la saggezza possiamo trasformarlo in energia per crescere.

Antonio Mercurio è un uomo che ha donato e dona all’umanità una strada per riuscire a superare i momenti dolorosi che incontriamo nel nostro cammino; l’insieme di pensiero, discipline e metodologie di lavoro ci permettono di poter trarre da queste esperienze le energie necessarie per quei passaggi di crescita – quelle trasformazioni –  necessarie per evolverci. Chiaramente non si cresce solo dal dolore, ma dato che esso è un esperienza che tutti prima o poi facciamo allora ecco che anche da questa, come dall’amore, possiamo attingere energie utili per realizzare il nostro progetto.  Antonio_400x400

Il dolore si può trasformare. Uno degli ostacoli maggiori è insito nella difficile relazione che abbiamo con questo aspetto della vita.

Il dolore cerchiamo di non incontrarlo, e quando le nostre strade si incrociano cerchiamo di cambiare percorso, di non vedere, di non sentire, ci distraiamo, ci anestetizziamo, rimuoviamo. Non è facile far entrare l’esperienza del dolore nella nostra vita, la sua presenza in molti casi ci spaventa perché arriva come una minaccia pronta a far saltare in 1000 pezzi il castello che con tanta fatica teniamo su. Carico di tutto questa virulenza comprensibilmente agiamo strategie difensive, non c’è da sentirsi in colpa se abbiamo paura. Ognuno di noi ha il diritto di difendersi dal dolore e di entrarvi in relazione con i propri modi e tempi.

Nella vita di tutti comunque esso è presente e il mio messaggio e la mia riflessione che condivido con voi è quella di lavorare per crescere, lavorare per armonizzare, lavorare per integrare.

Antonio Mercurio ci offre una prospettiva ed a lui non manco di indirizzare tutta la mia gratitudine. Come le piante sintetizzano sole, terra e acqua allo stesso modo anche noi siamo chiamati a fare continuamente la sintesi di opposti. La nostra vita è fatta di tante esperienze e ogni volta possiamo scegliere di unificare le cose luminose con quelle meno brillanti. Quello che ne deriverà sarà una sintesi speciale, la nostra luce nuova e la nostra nuova identità più ricca perché piena di esperienze tra loro anche opposte.

La vita non sempre va come vorremmo noi e c’è sempre una identità nuova da acquisire, che ancora non conosciamo. Dobbiamo aprici alla ricchezza della vita, ci si apriranno occhi nuovi ( cit. Liberamente Ispirata alle Regole per la navigazione notturna degli Ulissidi di Antonio Mercurio)

Vi saluto cari amici con un messaggio di speranza, entrare in contatto con il dolore è possibile e se ci sentiamo bloccati dall’immagine di noi di persone che “non devono avere

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paura” allora scrolliamocela di dosso questa menzogna e esprimiamo liberamente le nostre paure. Questo è il cammino che ci porta ad aprire il nostro cuore ed a rinforzarci con atti concreti di amore per noi, amore che arriva dall’ascolto e dalla consapevolezza ed amore si rinforza e ci nutre con atti di decisione ad uscire dalla paura narrandola. Perché non c’è nulla di colpevole nell’avere paura. Siamo figli speciali della vita, tutti ed in ognuno di noi è instillato il progetto della vita stessa. Siamo co-protagonisti della evoluzione umana e qualsiasi cosa accada non saremo mai realmente soli, indirizziamoci ad ascoltare il nostro Sé e impariamo a dialogare con la vita che pulsa dentro di noi, parliamo e apriamo il nostro cuore, chiediamo in dono ogni segnale ed ogni aiuto e stiamo sin da ora certi e felici che ne arriveranno di ricchissimi e che ci sosterranno nel nostro cammino per divenire padroni e artisti della nostra vita. Il dolore di può trasformare, lo fanno in tanti da sempre ed è una capacità umana presente in ogni persona. Non Aggiungo altro. Buon lavoro a tutti noi e buone vacanze.

 

Crescita personale. “Riconoscere il narratore di storie tristi in noi. Ringraziarlo e salutarlo. Andiamo con fiducia nel cambiamento che la nostra vita vi chiede. â¤

Cambiare – a volte – fa male ed é doloroso, e su questo in molti siamo consapevoli. Frequentemente il non avere consapevolezza del dolore che comporta cambiare è di per se un ostacola la crescita. Quando parlo di dolore intendo un dolore sano, quello umano e necessarrio nei momenti di passaggio. Siamo umani, proviamo questo sentimento perché non abbiamo la palla di vetro che ci permette di tranquillizzati conoscendo cosa succede o cosa troviamo oltre. Eppure pero noi tutti già tante volte abbiamo preso il cuore e lo abbiamo legato passionalmente all’amore ed all’alleanza con la nostra spiritualità profonda e con la vita. Quando siamo nati ad esempio e prima ancora durante tutta la nostra gestazione e sviluppo intrauterino quanti cambiamenti e quante rivoluzioni abbiamo fatto? Eravamo uno sperma ed un ovulo e poi un gran bel sound et voilà eccovi qui😀. Tantissimi cambiamenti quindi e tantissime ne abbiamo fatte dopo e fino a questo momento in cui state leggendo ( e io mentre sto scrivendo) e tante ne faremo anche dopo aver chiuso la pagina e domani e in tutti i giorni per i quali ci sostiene la vita ed il suo e nostro progetto. Il dolore accettiamolo ma lo dico a voi e a me “accendiamo il faro sui tantissimi cambiamenti che abbiamo già fatto e che costantemente facciamo e nutriamoci di fiducia che è bene”.

A chi aggrapparci? All’amore per noi certamente e poi uniamo questo amore al nostro progetto esistenziale, quello che abbiamo scelto quando abbiamo deciso di venire al mondo, saldiamoci con forza al nostro Sé che e mettiamoci in ascolto. Impariamo a conoscere il suo modo di comunicare , spesso attraverso segni, sogni il nostro corpo e a volte messaggi all’apparenza senza senso; non attendiamoci raccomandare con ricevute di ritorno o PEC. Il nostro Sé comunica attraverso il nostro corpo e le emozioni; lo sentiamo bene quando ci sentiamo in una speciale Armonia di cuore mente e spirito. Affidiamoci al nostro Se, la nostra saggezza interiore e siamo pur certi che ci condurrà lungo i sentieri della crescita senza alcun pericolo. Siamo pur sereni che se a guidarci è l’amore allora la forza di decidere è nelle nostre mani e nelle nostre azioni e parole.

Mettiamo a tacere il narratore di storie tristi che è in noi (se C’è) e andiamo avanti … che il dolore quando lo sentiamo ecco che ci è utile e ci suona come una campana per farci risvegliare e scegliere di nuovo con chi volerci alleare. Il dolore è necessario ( non vuol dire però che ce lo dobbiamo andare a cercare ed alimentare sia ben chiaro!) e a ciascuno indica il cambiamento necessario da fare per essere in armonia e sempre più padroni e signori della nostra vita e servitori della vita che ci ha generati e del suo immenso progetto.

“È sempre triste guardare con occhi nuovi cose nelle quali si sono investite tante forze per adattarcisi” ci dice F. S. Fitzgerard in un passaggio de Il Grande Gatsby; ecco si sentiamo la tristezza se vogliamo ma per 5 minuti e non oltre e poi andiamo avanti che nessuno di noi ha la palla magica ed è umano sbagliare ed essere spaventati ma riconosiamo anche che tutti abbiamo dentro una fonte speciale di amore nelle cui braccia possiamo serenamente affidarci ed ogni errore è solo una pietra miliare lungo il sentiero del cammino che ogni istante facciamo

Io in ricarica solare ed in ottima compagnia

Buona Giornata cari

Crescita personale. “Riconosciamo il narratore di storie tristi in noi, ringraziamolo e salutiamolo. Andiamo con fiducia verso il cambiamento che la nostra vita vi chiede. â¤”

Cambiare – a volte – fa male ed é doloroso, e su questo in molti siamo consapevoli. Frequentemente il non avere consapevolezza del dolore che comporta cambiare è di per se un ostacolo alla crescita. Quando parlo di dolore intendo un dolore sano, quello umano e necessario nei momenti di passaggio. Siamo umani, proviamo questo sentimento perché non abbiamo la palla di vetro che ci permette di tranquillizzarci conoscendo cosa succede dopo, o cosa troviamo oltre. Eppure pero noi tutti già tante volte abbiamo preso il cuore e lo abbiamo legato passionalmente all’amore ed all’alleanza con la nostra spiritualità profonda e con la vita. Quando siamo nati ad esempio e prima ancora durante tutta la nostra gestazione e sviluppo intrauterino quanti cambiamenti e quante rivoluzioni abbiamo fatto? Eravamo uno sperma ed un ovulo e poi un gran bel sound …et voilà ..eccoci qui😀. Tantissimi cambiamenti quindi e tantissimi ne abbiamo fatti dopo e fino a questo momento in cui state leggendo ( e io mentre sto scrivendo) e tante ne faremo anche dopo aver chiuso la pagina e domani e in tutti i giorni per i quali ci sostiene la vita ed il suo e nostro progetto. Il dolore accettiamolo “ci sta” – lo dico e lo ricordo  a voi e a me-  ed usiamolo come sentinella,  “accendiamo il faro sui tantissimi cambiamenti che abbiamo già fatto e che costantemente facciamo e nutriamoci di fiducia che è bene”.

A chi aggrapparci? All’amore per noi certamente e poi uniamo questo amore al nostro progetto esistenziale, quello che abbiamo scelto quando abbiamo deciso di venire al mondo, saldiamoci con forza al nostro Sé che e mettiamoci in ascolto. Impariamo a conoscere il suo modo di comunicare , spesso attraverso segni, sogni il nostro corpo e a volte messaggi all’apparenza senza senso; non attendiamoci raccomandare con ricevute di ritorno o PEC. Il nostro Sé comunica attraverso il nostro corpo e le emozioni; lo sentiamo bene quando ci sentiamo in una speciale Armonia di cuore mente e spirito. Affidiamoci al nostro Se, la nostra saggezza interiore e siamo pur certi che ci condurrà lungo i sentieri della crescita senza alcun pericolo. Siamo pur sereni che se a guidarci è l’amore allora la forza di decidere è nelle nostre mani e nelle nostre azioni e parole.

Mettiamo a tacere il narratore di storie tristi che è in noi (se C’è) e andiamo avanti … che il dolore quando lo sentiamo ecco che ci è utile e ci suona come una campana per farci risvegliare e scegliere di nuovo con chi volerci alleare. Il dolore è necessario ( non vuol dire però che ce lo dobbiamo andare a cercare ed alimentare sia ben chiaro!) e a ciascuno indica il cambiamento necessario da fare per essere in armonia e sempre più padroni e signori della nostra vita e servitori della vita che ci ha generati e del suo immenso progetto.

“È sempre triste guardare con occhi nuovi cose nelle quali si sono investite tante forze per adattarcisi” ci dice F. S. Fitzgerard in un passaggio de Il Grande Gatsby; ecco si sentiamo la tristezza se vogliamo ma per 5 minuti e non oltre e poi andiamo avanti che nessuno di noi ha la palla magica ed è umano sbagliare ed essere spaventati ma riconosiamo anche che tutti abbiamo dentro una fonte speciale di amore nelle cui braccia possiamo serenamente affidarci ed ogni errore è solo una pietra miliare lungo il sentiero del cammino che ogni istante facciamo

Io in ricarica solare ed in ottima compagnia

Buona Giornata cari

Della Gratitudine Voglio Cantare

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E’ stata una settimana ed un periodo molto impegnativo questo. Quando ci sentiamo sotto pressione meglio che in altri momenti possiamo – se vogliamo – osservarci ed ascoltarci con attenzione. Se prestiamo attenzione notiamo nitidamente in questi momenti come si esprimono in pensieri e parole le nostre risposte “reattive storiche” al dolore. A ciascuno le sue … a me hanno bussato la rabbia, la paura, la sfiducia e idea che poi le cose non potessero andare bene. Ho lottato con tutte le mie forze e ho cercato costantemente di modificare i miei pensieri, come un torero ho preso le corna di un nemico interiore che voleva andare per forza su una narrazione che non poteva avere un lieto fine. Ho costretto la mia mente ad un lavoro di visualizzazione positiva, ho messo a digiuno miei appetiti lamentosi e mi sono tenuto alla larga da dolorose constatazioni oggettive ( Come? In questo periodo ho avuto molte uscite economiche. Non sono mai andato a consultare il mio conto per non affliggermi oltre) . E’ capitato recentemente e lo voglio scrivere per non dimenticarlo affinchè capiti anche al prossimo dolore che dovrò trasformare, Ho scelto di sacrificato e stare alla larga dal piacere voluttuoso del lamento per non togliere energia e vitalità a qualcosaltro che ancora nemmeno conosco bene e che non so spiegare a fondo.

Esprimo gratitudine alla vita in ogni forma essa si esprima, umana e cosmica che io possa concepire, ma anche di fede, di spirito o di scienza mi interessa poco e niente … ma sono grato alla vita che reiterà e sussurra la fiducia e la speranza alle mie orecchie e narici e indica la strada per la libertà al mio cuore. Esprimo la gratitudine come qualità esistenziale da esprimere ora e da affermare ancora e ancora … che sono/siamo esseri spirituali dotati di libertà e sempre in grado di scegliere e decidere di superare i nostri determinismi storici di reiterazioni di narrazioni dolorose reattive per accrescere il nostro potere reale perche NOI POSSSIAMO – se vogliamo – scrivere fasi nuove traendo energie anche dal dolore per trasformare la nostra vita, migliorarla nel rapporto con noi stessi e con gli altri, pennellarla come opera d’arte da vivere e narrare. Grazie vita … che ho una grande trasformazione da fare…il suo nome è “fiducia”.

Libri #15 I giorni dell’eternità_di Ken Follet

20180317_1553091200238829.jpg“Dopo tutto quello che è successo”, ecco… e  ora tocca a me.
Con questo volumetto concludo la trilogia. Un libro, a prescindere dal n di pagine, se lo leggi fino alla fine poi non puoi dire che non ti è piaciuto…non regge! Mia figlia vedendomi con questo mattone più volte ha fatto viso meravigliato dicendomi chiaramente: “io non lo leggerò mai!”, io non ci credo che non lo leggerà. A me  è piaciuto.
Anche questo libro è un sacco di cose, emozioni, fatica anche, gioia sicuramente, piacere e decisione, delusione anche, immagini certamente e poi fantasie e le vite dei protagonisti che mi hanno trapassato l’anima. Non ho molto da dire, davvero. Amo molto la frase di chiusura, ed è da qui che poi ho ricominciato a viaggiare, la amo perché dentro c’è la vita sicuramente fatta di cose buone, cose meno buone e cose così così. Del finale solo voglio dire …di quelle 6 parole che mi hanno pacificato con la vita e la fatica delle tante storie narrate. La fine è un nuovo inizio dunque, … 6 parole, un cerchio narrativo ed esistenziale e dentro c’è tutto ciò che siamo stati e che siamo oggi “Dopo tutto quello che è successo”… si perché di cose ne sono successe e ne succedono ogni giorno a ciascuno di noi ... e noi siamo leggenda.

 

Thanks Randy Pausch

Ho visto questo video diversi anni fa per la prima volta. Mi fologoro’ e mi fu da subito di grande aiuto e ispirazione. Quel giorno stesso ho stampato la foto di Randy e l’ho messa nel mio portafoglio. 4 foto permangono nel mio portafogli, una è quella di Randy. Io non so nulla di lui e conosco solo questo video…ho conservato la foto perché mi sarebbe stata utile, un giorno. E ora mi è utile perché sono ri-ri-chiamato a decidere cosa fare da grande. Grazie Ancora Randy perché di nuovo mi hai offerto uno spunto per ampliare il mio pannel di considerazioni da fare prima di decidere. Accade che vorremmo sempre avere risposte e certezze sul cosa è buono fare, e quando non le abbiamo poi la rabbia e la paura oscurano il ns cielo. Cosa penso ora? Beh il dramma di decidere permane ma certamente mi erano sfuggiti alcuni aspetti e se la vita oggi mi dice di considerarli vuoi dire che sono utili per me e che questa signora (la vita) è pazzamente innamorata di me 😍😍😍e come l’allenatore di Randy non molla e mi sprona per ore e ore, giorni e giorni, mesi e anni. Se dovessero capitare i figli sul mio blog e leggessero l’articolo beh…gli direi che il padre ha lasciato una cosa utile a loro certamente ma anche a tantissime altre persone, a me.di sicuro, e gli chiedere andando sulla sua tomba magari di portargli il mio “Grazie Randy”.

Voglio condividerlo con voi e dargli il benvenuto nel mio spazio web

Strumenti di Crescita personale: Liberarsi del rancore e mettere a tacere l’Io Fetale.

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Metti Elliot ad esempio, e metti uno come me che è giusto un “pochino” rancoroso. Metti che lui ad esempio dopo giorni di “successo” un bel giorno ti fa i bisogni in casa, Metti che mi sono incavolato 😤😤😠😠: “Tu questo e tu quello … io così e io colà ecc ecc”. Ma lui è un cucciolo di cane, titolare di tanto pelo ed istinto con cui c’è poco da parlare. Quindi mi sono piegato e ho pulito … poi ho pensato e riflettuto🤔.

Lui, Elliot, esprime ancora tanto istinto e reattivita (confido nell’addestramento😅); queste caratteristiche però sono anche mie (e vostre?) di quando qualcosa non mi va bene o mi addolora e me la prendo tanto, troppo.

Quando la mia rabbia va fuori dal recinto dell’evento contingente a me si accende ogni volta un ALLERT☠💣 e senza voler giustificare il malcapitato di turno quando la rabbia va oltre mi aiuta la consapevolezza che il mio Io Fetale é sempre pronto a battagliare.

Cos’è Io Fetale? (Il termine non é mio ma preso a prestito dall’Antropologia Personalistica Esistenziale – in sigla APE).

Parte teorica breve breve, lo giuro🤓: L’ Io fetale è quella parte della ns “personalità” che si struttura sin dalla vita intrauterina ed in risposta agli stimoli che riceviamo. L’Io fetale vive male le frustrazioni, le paura, è la ns dimensione incazzosa 😡; quando pure sembra che “lascia correre😇” poi tende a conserva dentro l’intendimento di rivalsa😏. In “utero” il ns rabbioso ragazzotto “io fetale” vive una realtà complessa ed ambivalente, da un lato vive un senso di grandezza perchè come embrione prima e feto poi lui/io/noi ci percepiamo come “il tutto” (AMORE, Assoluto e Onnipotenza), dall’altro vive un senso di grande debolezza perchè nei fatti “l’utero ed il mondo fuori” sono più forti di lui/io/noi al punto che se vogliono possono anche finire la partita e GAME OVER 😨😨(ODIO, Dolore, Impotenza). Questa ns dimensione ” Fetale” non si dissolve e non scompare con il parto ma permane come uno dei tanti elementi della ns complessa e ricca personalità.

Se dal concepimento alla nascita abbiamo avuto esperienze difficili e dolorose, vedi ad esempio 1. una fase di stress della mamma 2. una mamma spaventata 3. una mamma addolorata e che magari pensa di interrompere la gravidanza perché non desiderata ecc, allora ci può stare che a tale dolore, frustrazione o senso di minaccia si possa essere sviluppata una qualità emozionale e decisionale di tipo reattiva e rabbiosa.

Tali tipologie di risposte fetali possono permanere e caratterizzare la qualità delle risposte che diamo e delle decisioni che prendiamo nella vita da grandi e ce ne accorgiamo quando ad esempio 1. perdiamo il lavoro 2. la ragazza/o dei ns sogni non ci si fila 3. non ci sentiamo valorizzati ecc ecc. Può accadere e spesso accade che le ns risposte vanno ben oltre il problema contingente e assumono connotazioni epiche. L’io fetale é scemo!

Dunque che fare? Io consiglio di accrescere la consapevolezza e la conoscenza di se per non subire e inseguire ad libitum intendimenti “fetali” (la famosa rivalsa) che in tanti casi si presentano anche sotto vesti seducenti come “senso di ingiustizia, spirito del guerriero, intendimento di rivalsa e di vendetta (stile Edmond Dantes il “Conte di Montecristo”).

Come fare? Lavorarci sopra perchè queste vesti seducenti sono veleni per la nostra vita e in realtà ci tengono fermi al palo o peggio ci fanno naufragare sugli scogli come le sirene di Ulisse.

Perchè farlo? Noi meritiamo di “godere della felicità” e di realizzarci invece che rimanere ancorati a antichi traumi ed alla fissazione rabbiosa di una ns parte scema.

Dobbiamo farlo per forza? No, Scegliete voi. Io consiglio di farlo, io ci lavoro e non vi nego che sono tante le volte che il mio Io Fetale si mette in cattedra e vuole comandare lui. Ma Lui Non Deve Comandare👨‍✈️👨‍✈️!!!! E noi dobbiamo essere bravi a stanarlo.

Torniamo a Elliot e a me dunque dopo il pistolotto teorico, sorry mi é scappato 🤗. Con Elliot la partita è persa… ed il mio rancore va a farsi benedire (alleluia).

Con lui, come con il mio Io Fetale ho ben poco da dover ragionare. Elliot mi piego e pulisco e l’Io Fetale pure lo DEVO piegare.

Fanno errori gli altri e ne faccio anche io ( e voi?) e quando accade come con Elliot Bye Bye rancore e lavorare, riparare e ricostruire … che la nostra vita la deve condurre il ns Io Adulto per nascere per intero…costi quel che costi!

Ciao A tutti e se siete arrivare a leggere fin qua sotto vi dico che mi sento onorato e grato…miei eroi 😘😘. E sono grato a tutti gli uteri del mondo che donano seppur in modo imperfetto e con corredo di dolore ” l’opportunità”…prendere o lasciare, io scelgo di prendere😁😁… e voi vi opportunitate?

Cosmo Art e Counseling -Divenire Artisti della Vita

Trovo molto belli e preziosi questi podcast
realizzati nell’ambito del progetto di comunicazione
che l’istituto solaris sta portando avanti.

Buon Ascolto a tutti e grazie Claudia Carducci che lo ha realizzato

https://www.youtube.com/watch?v=TgfE3uCLinU