Libri #15 I giorni dell’eternità_di Ken Follet

20180317_1553091200238829.jpg“Dopo tutto quello che è successo”, ecco… e  ora tocca a me.
Con questo volumetto concludo la trilogia. Un libro, a prescindere dal n di pagine, se lo leggi fino alla fine poi non puoi dire che non ti è piaciuto…non regge! Mia figlia vedendomi con questo mattone più volte ha fatto viso meravigliato dicendomi chiaramente: “io non lo leggerò mai!”, io non ci credo che non lo leggerà. A me  è piaciuto.
Anche questo libro è un sacco di cose, emozioni, fatica anche, gioia sicuramente, piacere e decisione, delusione anche, immagini certamente e poi fantasie e le vite dei protagonisti che mi hanno trapassato l’anima. Non ho molto da dire, davvero. Amo molto la frase di chiusura, ed è da qui che poi ho ricominciato a viaggiare, la amo perché dentro c’è la vita sicuramente fatta di cose buone, cose meno buone e cose così così. Del finale solo voglio dire …di quelle 6 parole che mi hanno pacificato con la vita e la fatica delle tante storie narrate. La fine è un nuovo inizio dunque, … 6 parole, un cerchio narrativo ed esistenziale e dentro c’è tutto ciò che siamo stati e che siamo oggi “Dopo tutto quello che è successo”… si perché di cose ne sono successe e ne succedono ogni giorno a ciascuno di noi ... e noi siamo leggenda.

 

Nessun dorma … che vengon giù i muri

09.11.1989 – 09.11.2014

Di rientro quella sera accesi il televisore, poi mi sono addentrato nel frigo preparandomi a fare razzia di ogni cosa commestibile …silenziosamente e furtivamente perchè era notte e lo testimoniavano l’orologio ed il silenzio  del quartiere.

Tra un boccone e l’altro sento parlare di un muro che cade, a volume basso sento voci e vedo genti con braccia alzate … esultanti.

Tra un boccone e l’altro si moltiplicano immagini … e persone persone festose si fanno fotografare e altre sorridono a favore di telecamera mentre impugnano un piccone e fanno il gesto – e l’azione – di dare colpi contro un muro pieno si scritte e segni.  Uomini e donne festeggiano e stappano spumanti e brindano.

Cade il muro di Berlino, titolano i Tg…e li seguo ancora un po’.

Io con il boccone in bocca che vedo cose di cui percepisco l’importanza ma che non conosco.

“Sono Nato con il muro”- a questo pensavo stamattina lavandomi i denti e guardandomi allo specchio.

Quel muro e la sua caduta l’ho divorato tra un morso e l’altro, l’ho catalogato tra le mie esperienze rilevanti. Non provavo dolore per la sua esistenza perché per il ragazzo che ero quel muro c’era e non rientrava tra le cose che al mondo mi davano fastidio, mi dava più fastidio la barba che tardava a farsi “da vero uomo”.

Ero nato con il muro ed esso non mi dava fastidio.

Più fastidio mi danno i muri che sono venuti dopo, quello fisico e militare che separa Palestina e Israele, quello economico che separa ricchi e poveri, il muro invisibile delle paure, il muro dietro cui si rifugia chi vive la solitudine e l’angoscia.

Ho in fresco una buona bottiglia ed un piccone, per abbatterne sempre più ogni giorno ed in continuazione quanti più muri mi si pongono davanti, a partire dall’impegno di abbattere i miei muri interiori allenandomi ed agendo sempre più l’arte del coraggio di rendermi libero, costi quel che costi.

Se sono contento di non essere andato subito a letto quella sera? Beh si … sono contento, anche perché la notte a digiuno è la più lunga a passare 🙂 … e perché quella notte era bene NON dormire oltre.

daZeroaInfinito.com … nella macchina del tempo .

Ps: voi vi ricordate quando avete appreso la notizia?