Libri #15 I giorni dell’eternità_di Ken Follet

20180317_1553091200238829.jpg“Dopo tutto quello che è successo”, ecco… e  ora tocca a me.
Con questo volumetto concludo la trilogia. Un libro, a prescindere dal n di pagine, se lo leggi fino alla fine poi non puoi dire che non ti è piaciuto…non regge! Mia figlia vedendomi con questo mattone più volte ha fatto viso meravigliato dicendomi chiaramente: “io non lo leggerò mai!”, io non ci credo che non lo leggerà. A me  è piaciuto.
Anche questo libro è un sacco di cose, emozioni, fatica anche, gioia sicuramente, piacere e decisione, delusione anche, immagini certamente e poi fantasie e le vite dei protagonisti che mi hanno trapassato l’anima. Non ho molto da dire, davvero. Amo molto la frase di chiusura, ed è da qui che poi ho ricominciato a viaggiare, la amo perché dentro c’è la vita sicuramente fatta di cose buone, cose meno buone e cose così così. Del finale solo voglio dire …di quelle 6 parole che mi hanno pacificato con la vita e la fatica delle tante storie narrate. La fine è un nuovo inizio dunque, … 6 parole, un cerchio narrativo ed esistenziale e dentro c’è tutto ciò che siamo stati e che siamo oggi “Dopo tutto quello che è successo”… si perché di cose ne sono successe e ne succedono ogni giorno a ciascuno di noi ... e noi siamo leggenda.

 

Io, Ken Follet & Elliot a proposito della Fiducia.

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La Storia (I giorni dell’eternità) caro mio è piuttosto lunghetta, e di pagine ne mancano ancora un pò… e meno male!!! Siamo negli anni del libero amore caro mio Elliot e a questo punto della storia in molti si ritengono liberi di amoreggiare con chi gli pare!
Che dici? Che è bello!
Mah, non saprei. Certamente l’amore è sempre una bella cosa ma anche la fiducia non è male. E quando anche ci si proclama a favore del “Libero Amore” poi quando capita di dover accettare lo “scambio” beh…insomma… sono dolori. Vedi vecchio mio 😂😂 la fiducia è una cosa preziosa in ogni ambito della vita. Ora prescindendo dal passaggio del libro che sto leggendo il tema di fondo è che tutto il sistema si fonda sulla “fiducia” ad esempio che andanto in strada l’altro rispetterà la precedenza? Attraversando sulle strisce pedonali l’altro si fermerà? Abbiamo certezze che queste cose accadono quotidianamente perchè ci fidiamo. Certo succedono anche gli incidento…ma la fiducia è molto molto più grande del suo opposto… la sfiducia ed il sospetto. Senza fiducia il mondo non esiste caro mio…Fidati.

# Olibriadi a sorpresa!

Ben mi ha proposto in questa #Olibriadi e lo ringrazio. Quindi eccomi a donare il mio contributo nel raccontarvi in breve di alcuni libri che mi hanno fatto più compagnia durante il 2017, difficile scegliere i preferiti ma sono soddisfatto della scelta ! Grazie ancora Ben e OK si parte

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Queste sono le regole:
•Inserire i creatori del tag: Il Salotto Irriverente e D.A.vide Digital Art
•Ringraziare il blog che ti ha taggato
•Inserire il banner del tag (solo se pubblicate un post sul blog)
•Fotografare i tre libri che più vi sono piaciuti e che avete letto nel 2017, e fate la vostra classifica!
•Condividete la foto su Facebook, Instragram o sul vostro blog con l’hashtag #Olibriadi
•Taggate tre persone o tre blog

Ecco i miei tre libri, la numerazione ha solo finalità organizzativa e non esprime uan mia scala di preferenza, ciascun libro mi ha donato preziosità, per me sono tutti primi in classifica:

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  1. L’inverno del Mondo – Ken Follett –. Ho già trattato della lettura nel mio post qui sul blog. Allora dicevo e lo confermo ora che “Leggendo questo libro di nuovo a bussarmi in testa una parola “dignità”. La dignità delle multiforme direzioni che può prendere l’umano. L’umano che si appassiona a ideologie di un male sordo, disumano e spietato e la forza di chi lotta e non si arrende”

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2. La mia vita per la Libertà- Ghandi .
Libro suggeritomi dal dr. Ciappina, direttore dell’Istituto Solaris, e che ancora ringrazio. Ne ho parlato in due post qui e qua :-). In ogni parte del racconto mi sono sentito come di fronte a una scoperta. Un uomo che credevo fosse un supereroe ha fatto cose grandi ma non aveva superpoteri anzi aveva anche un sacco di problemi e di debolezze. Aveva un grande amore ed una grande decisione. Di fronte a tanta forza mi sono chinato ed ho letto umilmente fino alla fine e con dentro l’emozione della gratitudine.

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3. La Scoperta dell’Inconscio – Storia della psichiatria dinamica- Henri F. Ellenberger. A vederlo così può sembrare un testo per “addetti ai lavori” MA NON E’ COSI’! Tanti anni fa l’ho studiato da allievo e quest’anno per la seconda volta l’ho proposto agli allievi della scuola come docente. Un libro di storia, scritto benissimo e molto ricco di racconti. Un viaggio dai tempi delle prime guarigioni primitive a tutto quello che è stato l’evoluzione di pensiero e le conferme di ricerca nei secoli successivi. Dai guaritori primitivi ai moderni indagatori della psiche umana passando tra lastoria, i fatti e glie eventi sociali, culturali, economici. Perchè siamo un perpetuo divenire di persone e di volontà di crescere e trovare soluzioni per risolvere e trasformare i problemi per essere il più felici possibile e lavorando per realizzarla, chiaramente.

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Sperando di far cosa gradita, nomino per le prossime Olibriadi:

Benedetta

Lila

Mr. Loto

Buone #Olibriadi e buona giornata

Lo ammetto…Non ho resistito

daZeroaInfinito.com …iniziare o non iniziare questo è il dilemma, che il desiderio è forte ed il tempo delle vacanze è da poco finito, che devo usare al meglio il tempo a mia disposizione, che in questa fase il mio impegno è richiesto al lavoro ed alla formazione … che anche per questo bellissimo mattone devo trovare tempo ed energie…ho fiducia è passione…che per iniziare non è male!

Libri #14 La mia vita per la libertà_ di Ghandi

wp-image-875147019Oddio e che posso dire io di questo libro? Mi lascerò guidare da quello che ho sentito durante questi giorni di lettura perchè mi sono trovato spesso a leggere il suo racconto di se ed a pensare al mio rapporto con il tema della libertà e della verità. Non vogliatemene miei amici per i limiti del mio dire ma per darmi una possibilità narrerò di ciò che ho sentito.
– Gandhi è stato un testardone, uno di quelli che quando si mette in testa una cosa non vi è poi modo di fargli cambiare idea;
– Gandhi, non deve essere stato facile stargli vicino, certo con il senno di poi deve essere stato anche un onore ma conosco persone che hanno modi lontanamente similari e stargli vicino mi procura sempre un grande malessere e non mi è facile per niente per niente;
– Gandhi, che io limitato dalla mia cultura sono stato spesso infastidito dalla sua mancanza di flessibilità … sono stato infastidito perchè nel racconto della sua vita ho potuto vedere le tante mie mancanze, complicità e confusioni intorno ai miei tanti propositi che faticano ad affermarsi;
– Gandhi, che con onestà intellettuale non me la sento di dire che per i miei progetti metto in campo il massimo del mio impegno, amore e passione;
– Gandhi, che un passaggio da giorni mi batte nel petto e nell’animo profondo ed è quello che anche all’autore ha fatto provare un dolore nel constatare che di un intendimento prima che nei fatti l’abbandono interviene nel cuore;
Gandhi, che vorrei crescere un pò di più e sono fiducioso che questa lettura mi darà supporto e sostegno perchè in questo passaggio mi sono sentito come messo a nudo e ho scrutato anche nel mio cuore abbandoni presenti per progetti che ancora aspettano di vedere il sole.
– Gandhi, grazie.

daZeroaInfinito.com… fiducioso e grato nel cuore, ora. E grazie Giampiero per l’invito alla lettura.

Libri #13 Cent’anni di solitudine_ di Gabriel Garcia Marquez

La prima volta con questo libro fu nel 2003, allora tante cose non avevo idea che ci sarebbero poi state, questo mio spazio on the web ad esempio. Oggi ho scelto i rileggerlo.
Autointervista:
wp-image-800584055D: Cent’anni di solitudine … perchè rileggerlo??
R: Per volontà di potenza. Dopo tanti anni non ricordavo quasi nulla del romanzo ed avevo un grande desiderio di rileggere del colonnello Aureliano Buendia e della grande famiglia di Macondo. La prima volta che l’ho letto ho cercato nelle sue pagine il tema della “catena del dolore”.

D: E oggi?
R: Beh sono felice di esserci ritornato su. Ho recuperato la memoria ed ho sentito un emozione.

D:Il tema della solitudine?
R: Si … durate la lettura non ho pensato a questa parola. Cosa strana essendo poi il titolo stesso del romanzo. C’ho pensato alla fine, sull’ultima parola. Che la solitudine in questo racconto danza con l’isolamento a cui molti personaggi vanno incontro sia rapiti da loro passioni e missioni che dellusi o arrabbiati e sconfitti ma mai …mai arresi.
D: mai arresi?
R: Si nessuno si arrende alla vita ed ai guai, quello che si percepisce è un eterno movimento ed una eterna azione.
wp-image-263460378…Che Cent’anni di solitudine è musicale è polveroso come il ritmo delle vite che si mescolano senza sosta e che – anche – si lasciano.
…Che i Buendia non conoscono mezze misure, sono sognatori e idealisti oppure feroci realisti e dediti al piacere d’impulso all’insegna della forza e della passione, un Aureliano o un Arcadio…comunque.
…Che Passano anni e guerre civili e sempre in prima linea, cambiamenti e rivoluzioni senza mezze misure che stravolgono, in tanti ci si buttano dentro ma tanti a Macondo la vivono per quella che è una fluttuazione di follie e passioni di pienezza prima e miseria poi.
…Che la catena di dolore si tramanda ancora e aleggia questo strano presentimento di attesa e predestinazione che qualcosa di brutto prima o poi deve accadere.

D: Da rileggere ancora?
R: Si … perchè come passa il tempo a Macondo allo stesso modo passa nella mia vita con fasi più o meno Aureliano e Arcadio. In ogni personaggio c’è sempre impegno senza risparmio a fare “qualcosa di importante” per se, senza scendere nella valutazione etica. Il surreale microcosmo di Macondo ed io tra un pò di anni ci ritroveremo ancora a narrarci per vedere a che punto siamo.

D: Ed a dieci anni dalla prima lettura a che punto sei?
R: Bella domanda…mi hai fregato. Ti rispondo partendo da quello che ho provato scrivendo l’articolo. Ho provato un grande bisogno di contattare dentro di me la potenza del Perdono. Perchè le catene di dolore si rompono perdonandosi e perdonando.

D: sei soddisfatto della tua storia oggi?
R: Mi rendo disponibile a perdonarmi per gli errori ed a godere per i tanti successi; ed ora che di nuovo sento questa sintonia nella mia anima posso risponderti che si…sono soddisfatto.

…daZeroaInfinito.com.
…che la vita è il romanzo che scriviamo ogni giorno (frase scontata ma vera);
…che lo strumento del perdono è il sangue spirituale della libertà;
…che farsene dono è atto di amore supremo;
…che questo non smetterò mai di dirlo;

Hasta la Bellezza…siempre;

Libri #12_L’Inverno del Mondo_ di K. Follet

Leggendo questo libro di nuovo a bussarmi in testa una parola “dignità”. La dignità delle multiforme direzioni che può prendere l’umano. L’umano che si appassiona a ideologie di un male sordo, disumano e spietato e la forza di chi lotta e non si arrende. Lo consiglio a tutti perché e un romanzo storico narrativo ( come già La caduta dei Giganti) che prende per mano il lettore e lo conduce con maestria nella storia della nostra epoca di conflitti mondiali e nelle dinamiche intime delle persone che sanno scegliere di stare dalla parte di un mondo migliore e consapevoli dei rischi che la loro posizione e la loro azione potrà comportare. Leggetelo con rispetto per le vicende delle persone …perché spesso tra le sue pagine mi sono chiesto “e se succedesse ancora, io cosa farei…e noi?”

 

daZeroaInfinito.com…1000 pagine? Davvero?… di cuore non mi sono per un solo attimo sentito appesantito. Un mattone di cose buone.

 

Roma h 19:59…tempo di una riflessione veloce…di libri…di tempo…e di armonia

Ciao a tutti,
Oggi giro in libreria. Di libri da leggere ne desidero tanti. Ho finito “L’inverno del mondo” di Ken Follet qualche giorno fa e stavo cercando un nuovo libro. Per un attimo mi sono ritrovato faccia a faccia con Ghoete, “i dolori del giovane Werther”, prima o poi faremo un giro insieme lo sento. Ma oggi no! Oggi mi ritrovo di nuovo a camminare tra gli scaffali e ritrovo i titoli che ho letto, quelli che ho amato e quelli che ho odiato…e quelli che sono in pausa come”  l’Ulisse ” di Joyce. Oggi però più forte del desiderio di leggere un nuovo libro ho sentito di nuovo la voglia di rileggere i titoli che mi hanno accompagnato negli anni. Si ho desiderio di rileggere alcuni libri che ho amato in modo particolare, rispolverarli, lasciarli raccontare ancora ed io stesso raccontarmi e ritrovarmi insieme a loro nel tempo di ora. Ah a proposito, Ken Follet non l’ho finito, l’ho divorato. Amo i suoi libri ed a breve vi dirò di quest’ultimo in una mia personale recensione.
Mi ispiro e mi lascio guidare dalla parola “armonia” del tempo e delle storie, che ho storie nuove da esplorare ed alcune vecchie da rispolverare e sono certo che entrambe avranno qualcosa di nuovo da donare.
A voi capita?

daZeroaInfinito.com…che è un giorno caldo ed è da un po’ che non scrivo. Così mi fermo subito…metto in pausa i motivi del rientro ed anche le commissioni ancora da fare. Mi faccio il dono del tempoche ho desiderio di ritrovarmi narratore…me lo hanno suggerito prospettive di libri del mio passato e del mio presente…qui e ora. 

Io, il cellulare e un pò di storia_4

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Nuovo giro, nuova corsa. Dicembre 2001, tempo di Nokia 3330.  Facile da usare, carino, compatto, resistente e … funzionante. Anche io come tanti gioco a Snake, e con ottimi punteggi :-). Stavolta ho anche un uricolare, ci provo ad usarlo ma con poco successo. Quel parlare nel vuoto non mi è mai piaciuto e così bye auricolari. Io e questo telefono facciamo tanta strada insieme arriviamo fino al 2004. Tempi di cambiamenti, e che cambiamenti! Narrare tutto non posso, seguirò il ritmo del mio cuore in immagini e parole.

7115XdGbj-LFase Tagadà, dunque,  tenersi forte. Come in un parto, un nuovo travaglio, tante parti  in fibrillazione è momento di decisioni prese al volo. Mi accompagnano in questa fase:

  • la musica dei Negrita e dei Nomadi;33789
  • i libri di Richard Bach, in particolar modo “Biplano”;
  • ho iniziato a leggere anche la Bibbia;
  • “Wil Hunting, Genio Ribelle” film con Robin Williams e Matt Demon;
  • Prego

 Con tutti e questi elementi  inizio un nuovo giro di giostra, si balla signori e nuovo giro…nuova corsa:

– Mi licenzio da due lavori, ho cose più importante da fare. Devo correre e non posso stare dietro una scrivania, dimensione “impiegato” rimandata;
– Su corso Buenos Aires entro in un posto sballoso e mi faccio un pircing, quello stesso giorno mi regalo una nuova chitarra, stavolta preamplificata, come segno concreto di amore per me che ne avevo tanto bisogno;
– Saluto Milano e Approdo a Roma, è il 4 aprile ed è una bella e calda giornata. Non ho un lavoro ma ho una bozza di progetto personale e di coppia tutto da sviluppare;
– BNL? Al colloquio del 18 dicembre c’ero. Poi mai più sentiti.

euroA Gennaio è arrivato l’euro. Da questo momento in Italia non passa giorno che in qualche parte del paese qualcuno non lo maledica.

Follia ci mosse, necessità o la vita? Probabilmente tutte.

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Roma maggio 2002 in libreria Io: “Senta scusi posso lasciarle un mio cv?”.  A fine maggio sono assunto in libreria, quella che sta nella stazione termini di Roma, settore preferito “Saggistica e Filosofia” e tra una sistemata e l’altra del banco ho letto tanti brani. Mi prendevo cura con affetto di quei libri.

In quel periodo i Nomadi erano usciti con l’album “Amore che prendi amore che dai” e tra le tante canzoni vi è questa che si chiama “Trovare Dio”; nel testo c’è anche un “Biplano”. Tempi dinamici e cambio tanti lavori dalle Assicurazioni alle Fideiussioni fino ad occuparmi in qualche modo di analisi finanziaria. Viviamo molto la città e stiamo spesso in giro … in cuffia in quel periodo i nomadi erano presentissimi, in tasca sempre il Nokia 3330. Che fossi da tempo alla ricerca era chiaro, solo che non lo sapevo ancora. Così nel 2003 decido di passare dalla possibilità ai fatti e – grazie anche alla spinta di alcuni attacchi di panico – cerco e trovo l’Istituto Solaris ed inizio un percorso formativo e di crescita personale…e poi ad un certo punto ho comprato un altro telefono (…)

 

daZeroaInfinito.com … che a riscrivre del tempo che è stato noto ancor di più come ogni singolo elemento era una potenzialità per me e come il mio Sè non ha tralasciato nulla di quello che avevo per indicarmi di volta in volta la scelta migliore da prendere. Non sempre è stato facile decidere, anzi quasi mai. Ma questa è stata la mia esperienza … semplicemente e ci sono molto affezzionato. Seppur narro i tempi in modo individuale io non ero mai da solo.

Avete letto “Ulisse” di Joyce?

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Io ci sto provando e non nego che mi sta facendo un pò di fatica e difficoltà.
Eppure è da tanto, veramente da tanto che desidero leggere questo libro.
1° ostacolo…”ammazza…28 €, ma è troppo”
2° ostacolo…”ammazza che mattone”Vabbè…iniziamo intanto…in bocca al lupo a me.

Opto per edizione economica in e-book e iniziamo.
Voi lo avete letto?
Sono tentato – anche – di rinunciare e spesso mi viene dal cuore l’invito a non essere testardo.  Che una delle molteplici cose del bello del leggere è proprio nella libertà di scelta.

Eppure sento che non è il momento di gettare la spugna.
Consigli? Voi che esperienza avete con questo testo?

A volte penso che sono all’inizio di una nuova sezione per il mio blog, la sezione del “Poi ho smesso di leggerlo”.

daZeroaInfinito.com … spazio aperto nei commenti 🙂 …molto  graditi.

 

Libri #11_La peste_ di A. Camus

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Ero indeciso, come non accade spesso quando sono in una libreria. Quel giorno non avevo grande ispirazione ma avevo desiderio di leggere qualcosa. Pensavo di buttarmi su qualcosa sul banco “novità”. Gira che ti rigira mia figlia sceglie il suo di “Geronimo Stilton” ed io? Come cose lasciate indietro nel tempo mi ritrovo di nuovo a incrociare gli occhi su questo libro. Camus…di lui ancora ho un libro da leggere e con cui devo fare i conti. Intanto però “La peste”…e ok, vieni con me è arrivato il momento di fare un giro insieme io nelle tue pagine e tu – come sempre accade – nella mia vita.

Un narratore si prende la briga di raccontare quello che accade nella città di Orano, sulla costa Algerina. E quello che accade non è una cosa di quelle “mordi e fuggi”, non un evento veloci. Un flagello lento, cosi lo chiama il narratore, insinuante e minaccioso e statisticamente molto mortale, la peste.

Un paese si chiude, e viene chiuso. Che il contagio deve rimanere lì e va contenuto il più possibile. E contro la peste che ci fai? Le pagine sono piene di narrazioni di persone che a modo loro fanno la loro parte, che un qualcosa va fatto di sicuro perchè da quel posto non si può andare via con un semplice: “Scusate, io vado via. Che poi questo nemmeno è il mio posto e mi ci trovo solo per caso”.

Ma cavolo a volte accadono cose che ci mettono nella più totale impotenza, e come gli abitanti di Orano a tutti un pò scatta il desiderio di fuggire via lontano. C’è un dottore coraggioso? Mah, neanche tanto. C’è un dottore e fa il suo lavoro. Tanti si impegnano per ariginare ed organizzare i soccorsi …anche loro non sono eroi, non c’è nulla di eroico in un recinto con la peste dentro e si fa qualcosa.

Qualcuno era felice, e solo in quella prospettiva di morte universale si sentiva a suo agio e non credo fosse l’unico…che in molti si sentono a loro agio quando saltano gli schemi e la paura viene vista e vissuta anche dagli altri. Quelli lì si sentono a loro agio perchè forse nella paura e nella confusione ci sono da sempre e quindi ecco che di fronte alla peste che minaccia di uccidere…non si sente minimamente confuso e spaventato…anzi sereno e sollevato.

daZeroaInfinito.com … che come gli abitanti di Orano rimette in moto il blog dopo una lunga pausa. 

 

 

 

 

Libri #10_Il Manuale del guerriero della luce_ di P. Coelho

wp-1461832863731.jpegDell’autore ho letto un pò di roba ma questo è il solo libro che ancora mi porto nel cuore e nello zaino, e volentieri. Sono più di 10 anni che risiede nel mio zaino. Piccolo e leggero non da fastidio alcuno. Sono affezionato a questo libricino. Mi piacciono le riflessioni e gli spunti che contiene, in qualche modo parla direttamente alla mia anima…facendomi fare – come in questo momento che scrivo – un bel profondo respiro che mi placa l’ansia e mi fa ricontatatre la speranza e la forza.

Il manuale del guerriero della luce ne ha per tutti e sono sicuro che chiunque nelle sue pagine troverà la giusta frase per se, provare per credere.

Negli anni l’ho regalato a diverse persone, ed ho sbagliato. Quando me lo hanno consigliato io ero in battaglia e mi portavo in giro per la vita l’immagine del guerriero. Una persona a me molto cara me lo consiglio e ne rimasi subito affascinato, tanto che ogni pagina ed ogni riflessione mi sembrava parlasse direttamente al mio giovane guerriero donchisciottesco interiore fornendogli alimento buono, una disciplina e una autorevolezza per la strada fatta e per quella da fare per divenire guerrieri della luce…che poi detto tra noi a me suona più o meno come “un buon guerriero, un buon navigatore, una buona persona, un buon padre, un buon marito, un buon collega, una bella persona che ad imparare con arte e saggezza le buone tecniche di crescita magari realizza qualcosa di veramente luminoso per se e per gli altri.

daZeroaInfinito.com … che i miracoli accadono ma se noi ci diamo da fare accadono prima.

 

Libri #8_1984_ di George Orwell

wp-1450117688367.jpegCosa posso dire di questo libro che altri non hanno gia detto, e meglio?
Comprato anni fa e tenuto per tanto, troppo tempo in libreria a prendere polvere.
Dopo la fattoria degli animali, letto ormai quasi 15 anni fa, approdo a 1984.
Ci sono autori che si leggono bene perché sanno usare parole semplici e che “dicono” senza saccenza e ricerca del pensiero complesso, Orwell è uno di questi e rendo lode a lui ed anche al traduttore italiano.
Io non so perché uno dovrebbe leggerlo come non mi spiego il perché c’è gente che legge, gente che non lo fa e gente che i libri li regala.
Io sono di quelli che con il desiderio di leggere un bel libro ci va in giro, e che prima o poi riesce a trovare il tempo e la giusta forza per mettere in pausa il mondo intero perché ” sto leggendo”.
Questo libro l’ho letto in bagno per il 70% del tempo ( la mia casetta è piccola così questo luogo si presta “anche” per leggere), il restante 25% attaccato al termosifone in cucina ed il restante 5% in altri luoghi incluso l’ufficio un giorno di black out e di blocco operativo.

In 10 punti.

1-Winston mi è stato simpatico sin da subito, dal nome che mi ricorda le sigarette che fumavo anni fa.
2 – Ho assunto i panni del protagonista. Ho guardato il mondo con lui e non piaceva neanche a me. Freddo, grigio, gelito, stitico, triste, controllato, manipolato, terrorizzato.
3- Oh cazzo si, scrivere un diario è pericoloso. Finisse il mondo qualcuno prima o poi lo leggerà ma cazzo che libertà una penna e che ritmo raggiunge il cuore quando racconti un sentire intimo ed il pensiero che vita.
4- Julia? Certo alzi la mano chi non ha mai sognato una situazione come quella tra di loro, una ragazza che sa cosa vuole … ma che tante altre cose non sa.
5- Le persone sono solo biologicamente uguali, esistenzialmente sono diverse.
6 – Si concordo con Winston, la signora e “la sua immagine di fertilità è bella” anche se trasuda e i suoi fianchi sono larghi.
7- Il potere…ah sublime verità.
8 -Ognuno ha qualcosa che lo frega.
9 – Julia io non l’ho mai creduta sincera, e mi sono sbagliato.
10- il grande fratello è ovunque … va a finire che lo ami.

daZeroaInfinito.com … In the house.

Libri #7_Di noi tre_ di A. De Carlo

Primo libro letto della categoria ” i non comprati”. Questo testo, insieme a altri ha fatto parte (3 anni fa) di un’operazione “dono” da parte di una persona che – come spesso accade – ha accumulato roba e poi ad un certo punto dovendo smontare le tende si accorge che molto di quello che ha non gli interessa. In una di queste operazioni un pò di libri sono entrati a far parte della mia personale biblioteca. Perchè Andrea De Carlo si? Mah, diciamo per fiducia. Dell’autore ho letto altri libri seguendo l’entusiasmo che mi ha dato il primo “Due di Due”. Così sulla fiducia ne ho letti altri e poi per oltre 10 anni più niente. Non amo i libri regalati e mi è difficile leggere un libro che non ho scelto, seppur in questo caso un minimo di scelta l’ho compiuta.
Ho dato a questo testo, ed a me, la speranza di rompere uno schema di “Niet”, e ne è valsa la pena.

wpid-wp-1439022367908.jpegApro subito con togliermi il peso di dover dire che “tutti i personaggi poi sono riconduicibili ad uno, che ognuno di essi esprime parti di noi”.
Livio, come fai a non volergli bene ed al tempo stesso a detestarlo per le tante e troppe volte che si fa maledettamente da parte, o che viene messo in secondo piano? Livio …al posto giusto nel momento giusto, una fumosa serata milanese, il momento delle potenzialità,  che crea (comunque) un “dopo”, che riempie la testa di pensieri persistenti, che fa impone un cambio di passo al cuore, il momento che quel nome “Misia” non ti mollerà più il pensiero e i sogni,  il momento in cui lui – fresco neolaureato chiacchierone e sognatore – è colpito e affondato. Con lui viaggia la carovana di emozioni del lettore che sente e vive il suo dramma e che vorrebbe di volta in volta essere “un altro”. Il viaggio di 20 anni fatto di ricerche e di continua persistenza del tema della insoddisfazione, della ricerca di autenticità, della difficile convivenza con i compromessi e pericolose fuoriuscite e perdite di controllo che non sempre hanno il lieto fine. Misia fa muovere intorno a se il mondo intero, e Livio con esso. Amore, amicizia, avventura, conflitti, successo e miseria, luoghi del mondo e luoghi dell’anima. Un bel libro che mi gratifica della tanta energia messa in campo per non buttarlo nel gruppone dei “non li leggerò mai”.
Nota per l’autore, casomai passa di qua :-), alcune descrizioni sono un pò pesanti e lunghe … ma sono anche io che non vado molto d’accordo con le descrizioni eccessive. Complessivamente sono felice di averlo concluso. Caro Livio, mi spiace … ma quella a te proprio non ti vedeva altro che come un amico, triste amarezza … eh vabbè, almeno ti ha aiutato a crescere così come tu hai aiutato lei …ed insieme lui…e ognuno per l’altro…ecc ecc. Certo che teste tutti e tre!

daZeroaInfinito.com … che c’è sempre tempo per cambiare idea.

Libri #6_ Manuale di Cinematerapia di G. Ciappina e P. Capriani

L’ho letto per la prima volta nel 2007, quell’anno con Istituto Solaris abbiamo fatto un eventone presso Istituto Goethe di Roma ed in quell’occasione il testo venne presentato al pubblico. Da allora la scuola è cresciuta e molti allievi la frequentano ogni anno sia per i  Diplomi di Counseling, di Cinematerapeuta e di Antropologo Esistenziale,  ma anche perchè semplicemente è bello crescere  potenziando le proprie capacità in un contesto dinamico, con una proposta formativa di ottima fattura e con un corpo di docenti ed operatori formati a puntino. Passano gli anni eppure il testo che vi propongo stavolta conserva dentro di se un bel carico di potenzialità tutte attualissime ed adatte per ogni tempo ed ogni spazio. 

wpid-wp-1425654010477.jpegIl Manuale di Cinematerapia è un testo valido e piacevole. Gli autori, G.Ciappina e P.Capriani, hanno saputo armonizzare gli aspetti sia del necessario approfondimento disciplinare che quello più piacevoli con la possibilità di immergersi nella lettura delle preziose e potenti chiavi di lettura di film proposti nei seminari creativi di Cinematerapia presso Istituto Solaris.

Chi ha desiderio di acquistarlo può contattare direttamente la scuola, oppure me, E’ disponibile anche in diverse librerie, ad ogni modo potete scrivere ad info@solaris.it .

Un manuale, dunque, che prende per mano il lettore e gli fa fare un giro intorno agli aspetti legati all’arte ed al suo potenziale come strumento di terapia (intesa come processo di crescita e trasformazione e non come cura di patologie); Il Focus speciale è per il Cinema ed il suo potere evocativo. Sono molti i meccanismi psicologici che attiva una visione filmica, molti i riti e gli atti cui noi ci atteniamo scupolosamente ogni volta che decidiamo di andare a vedere un film. Leggendo il libro non mancherete di rimanere piacevolmente sorpresi dalle tante similitudini.

Vedere un film ha in se aspetti piacevoli, è indubbio, a volte è usato a scopi cuturali e sociali.

La proposta degli autori è quella di usare il film per lavorare sulle emozioni che esso suscita. Al film non deleghiamo il compito di cambiarci e farci stare bene, per il solo fatto di vederlo – sottolineano gli autori. MA se si vuole provare ecco che un film, una metodologia adeguata come la Cinematerapia e operatori adeguatamente possono essere una occasione preziosa di crescita. La scuola organizza annualmente due seminari di Cinematerapia ed è in essi che si esprimono le potenzialità del cinema come strumento di crescita. In un seminario creativo di Cinematerapia c’è un film, ci sono persone formate, ci sono partecipanti che hanno desiderio di lavorare mettendosi in gioco, c’è il piano disciplinare, la metodologia e la passione per far emergere punti di forza, rafforzarli e consolidarli in un lavoro esperenziale personale e corale. E tanto altro lo lascio alla vostra scoperta, altrimenti vi tolgo il gusto di essere esploratori e ricercatori di benessere e bellezze.
Un opera d’arte – ci dice Antonio Mercurio – non è mai una creazione individuale bensì Corale.

Il 21 e 22 marzo c’è il 31° Seminario, non fatevelo scappare.

Consiglio di leggerlo se amate il cinema, e se avete tante volte percepito che in alcune scene o in alcuni passaggi beh…il tema era vostro. Buon lavoro e buon divertimento nella lettura.

daZeroaInfinito.com … di libro in libro.

Libri #3. “La caduta dei Giganti”, di Ken Follett

Entrato in libreria ho provato un senso di pena e di tristezza. Da molto tempo ho dedicato le mie letture a tematiche relative al mio percorso formativo e professionale. Così gurdando tutti quei libri mi sono sentito morire dentro per non essermi dato la possibilità di leggere anche romanzi. Agguanto e compro La caduta dei Giganti. Lo guardo e gli dico “Tu verrai in vacanza con me” questa estate. Mi sono sentito subito meglio, ” mai più senza una buona storia” … mi sono detto.

Io non amo molto le ambientazioni storiche di Ken Follett, ma cavolo i suoi racconti riescono a farmeli piacere.
IMG_20141014_0838352Tra colleghi scherzavamo dicendo che la cosa più bella dei romanzi di KF sono le donne ed il suo modo incisivo di esprimerne la sensualità, la passionalità, la dolcezza e la femminilità. Insomma ci sa fare a descriverle in un modo che piace molto all’universo maschile.

Quindi la componente maschile del mondo immergendosi nelle pagine di questo mattone “potrebbe” ritrovarvi più e più volte a fantasticare sulle figure di Maud Fitzherbert o di Ethel Williams, sono figure che catturano.In questo romanzo sento che c’è una predominanza del femminile. Maud e la sua lotta politica sia per i diritti civili che per scongiurare un conflitto in europa, ed ancora Ethel e la sua indipendenza e intraprendenza. Entrambe donne che guardano avanti e che come primo obiettivo nella loro vita hanno quello di fare la cosa giusta, per se in primis e poi anche per qualcun’altro.
In europa si incasinano le politiche e i focolai di malumori ultra decennali.
L’uccisione dell’arciduca Francesco Ferdinando ( erede al trono asburgo) è il pretesto per lo scoppio del conflitto. Storie di amori, di nobili alla ricerca di un riscatto, storie di fughe per la vita, storie di lotte di classe e di potere. Storie di minatori e di sovrani tutte unite sotto il grande tendone del circo delle vicende umane. Cadono i giganti ed Ethel cammina fiera e forte lungo i corridoi di un nuovo corso della storia.

Sono passati 100 anni dallo scoppio della prima guerra mondiale e se vi capita di leggere questo libro probabilmente potrebbe accadere anche a voi di sentire una spaventosa e rischiosa familiarità tra gli eventi narrati allora e quelli ancor latenti in europa ed in giro per il mondo. Attenti dunque che mentre tutto sembra tacere … in realtà nulla tace.

E’ l’ultimo mattone letto di Ken Follett, (divorati anche I pilastri della terra/ Mondo senza Fine / La cruna dell’ago/ Un luogo chiamato liberta / Codice Rebcca ) però ammazza che testo!
La mia collega Marilena elogia sempre KF e soprattutto il suo traduttore, io mi unisco al suo elogio per complimentarmi con i traduttori di questa opera Adriana Colombo, Paola Frezza Pavese, Nicoletta Lamberti, Roberta Scarabelli

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Libri #2. “Teoria della Persona”, di Antonio Mercurio

E’ il primo libro di questo autore che ho letto (correva l’anno 2005), altri ne sono seguiti e tutti molto interessanti. Antonio Mercurio è un autore che cito spesso nei miei articoli. Ho avuto ed ho la fortuna di poterlo incontrare nell’ambito di preziose occasioni formative cui partecipo con la scuola di counseling dell’Istituto Solaris di Roma ed insieme a tanti istituti italiani ed internazionali di cui si compone la Sophia University of Rome. Un grande studioso, un uomo coraggioso e tenace che ha donato e che dona all’umanità un patrimonio disciplinare di grande valore, dall’Antropologia Personalistica Esistenziale, la sophia Analisi, la Sophia Art e giungendo fino alla Cosmo Art (scusate il pippone dell’elencazione ma sono notizie).

Al curioso di passaggi sul mio blog consiglio vivamente di mettere in pausa la vita per una giornata e leggere Teoria della Persona. Non è palloso, anzi sono certo che vi piacerà.   Certo ci vuole un pò di attenzione ma ne vale la pena. Ok, andiamo!

TEoria della PersonaCos’è la Persona, si chiede l’autore, e quante dimensioni ha? Di certo vi è una mente, di certo vi è un corpo e di certo vi è uno spirito. Su questo ultimo aspetto AM richiama l’attenzione del lettore, in modo semplice e nella forma del dialogo domanda/risposta con gli studenti esplora quelle manifestazioni dell’agire della parsona nelle quali si esprime la dimensione spirituale “tutta propria”.  Ho messo virgolettato “tutta propria” perchè questa sfera spirituale della persona è un fatto esistenziale e non ha niente a che vedere con la spiritualità della religione… e voi sapete quanto è difficile usare la parola spirituale senza sconfinare nell’ambito religioso! Ad ogni modo- dice AM – questa dimensione è una qualità della persona e risiede “nella persona” e non occorre scomodare la/le religione/i.

Le manifestazioni dell’agire della dimensione spirituale della persona sono ravvisabili in due aspetti fondamentali, la capacità dell’ uomo di perdonare e la capacità di decidere nella libertà (ad esempio di non sfruttare un altro uomo).

Queste qualità umane sono abbondantemente presenti nella esperienza quotidiana, piccole e grandi scelte di libertà così come piccole e grandi decisioni di perdono sono un patrimonio universale di tutti noi.

L’agire nella vita di queste decisioni di libertà e di perdono, secondo l’autore, non sono qualità della dimensione della psiche. Essa, diceva, Freud è governata a bacchetta dal principio del piacere e quindi il perdono di chi mi ha offeso è inconcepibile. L’unica scelta che può fare la psiche è l’agire per avere piacere…il piacere della vendetta.

Eppure l’uomo perdona ed esprime così la pienezza della libertà di decidere il corso della propria vita. Nel testo troverete anche esempi.

Teoria della Persona si legge bene, tra i tanti valori dell’autore vi è anche quello di comunicare in modo semplice e chiaro. Il lettore è preso per mano e condotto lungo concetti anche complessi ma, se vi capiterà di leggerlo, probabilmente capiterà anche a voi di dire alla fine:”Però detto così mi è stato facile comprendere!”

A prescindere dal titolo e dalle innegabili immagini di “tematiche da strizzacervelli cui è meglio tenersi alla larga” io ravviso che è un bel libro e contiene un messaggio forte di speranza e lo consiglio.

Se siamo liberi di scegliere possiamo scegliere. E se possiamo scegliere allora non siamo in prigione. E se agiamo la nostra forza allora non siamo determinati dal passato … e l’oggi ed il futuro ce lo possiamo crare così come lo desideriamo profondamente. La dimensione spirituale accoglie il nostro essere più autentico, l’amore e la forza necessaria per poterci realizzare.

La valorizzazione della nostra dimensione spirituale unitamente alla capacità di essere persone che decidono costantemente di armonizzarla con le altre (anch’esse necessarie, sia chiaro) è una fonte di ricchezza.

Dunque il lavoro non manca.

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