Io, Ken Follet & Elliot a proposito della Fiducia.

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La Storia (I giorni dell’eternità) caro mio è piuttosto lunghetta, e di pagine ne mancano ancora un pò… e meno male!!! Siamo negli anni del libero amore caro mio Elliot e a questo punto della storia in molti si ritengono liberi di amoreggiare con chi gli pare!
Che dici? Che è bello!
Mah, non saprei. Certamente l’amore è sempre una bella cosa ma anche la fiducia non è male. E quando anche ci si proclama a favore del “Libero Amore” poi quando capita di dover accettare lo “scambio” beh…insomma… sono dolori. Vedi vecchio mio 😂😂 la fiducia è una cosa preziosa in ogni ambito della vita. Ora prescindendo dal passaggio del libro che sto leggendo il tema di fondo è che tutto il sistema si fonda sulla “fiducia” ad esempio che andanto in strada l’altro rispetterà la precedenza? Attraversando sulle strisce pedonali l’altro si fermerà? Abbiamo certezze che queste cose accadono quotidianamente perchè ci fidiamo. Certo succedono anche gli incidento…ma la fiducia è molto molto più grande del suo opposto… la sfiducia ed il sospetto. Senza fiducia il mondo non esiste caro mio…Fidati.

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untitledTema di attualità 🙂

 L’informazione. Dal generale al particolare, dal piano politico a quello personale, quale collegamento? 🙂

Svolgimento :-).

Mi corre indietro la memoria di una ventina d’anni circa, da allora ad oggi.

Sul piano generale,  prendendo ad esempio la scena politica nazionale, vedo che ciclicamente sono sotto accusa i mass media per la loro faziosità.

Ogni volta la polemica si sposta su: le regole della comunicazione, la libertà di stampa, la libertà dei giornalisti  rispetto ad una determinata linea editoriale e/o politica,  la deontologia, la formazione ecc ecc.

L’ informazione è un servizio sociale prezioso, è anche però uno strumento strategico potente per la sua capacità di creare e indirizzare una cosa molto preziosa e delicata, il consenso.

Se da una parte è prezioso perchè è un acceleratore di saperi, dall’altro si pone come strumento di controllo e di indirizzo. Dipende, come per tanti altri strumenti, dall’uso che si fa di essi.

Regole, ordini e codici deontologici, si propongono nei loro valori fondanti  di tutelare le persone di modo che chi si occupa di informazione lo faccia in modo oggettivo e senza derivare su faltre finalità, come la volontà di potere e di consenso.

Nelle migliori delle ipotesi le persone “dovrebbero” avere una informazione sugli eventi la più obiettiva possibile, volendo poi “potrebbero” anche farsi un idea personale come risultato di un lavoro di analisi e riflessione in base ai propri valori, bisogni, esperienze ed aspettative. Fin qua, quindi, tutto fila.

Spesso, però,  accade che l’informazione è usato come uno strumento per creare ed indirizzare il consenso.

Primo effetto è che spesso non ci si capisce più niente, cresce il senso di sfiducia e di smarrimento. A chi credere?

Dal piano generale a quello particolare lo stesso succede anche in un gruppo sociale, gruppo di amici, ambiente di lavoro, persino nella famiglia. A chi credere? E Noi? Chi ha ragione e chi ha torto?

Ma si sa …siamo umani, e spesso 🙂  il potere ci alletta…e lo vogliamo detenere ed agire “verso e sugli altri”. Il potere piace a tutti e famosa è la massima di Andreotti per cui esso “logora chi non ce l’ha”.

Che fare allora? Come capire se stiamo pensando con la nostra testa o se siamo invece condizionati da altri o da altro (seduzione di potere in primis)?

Propongo un esperimento, lo chiamo “scova chi “ci prova” :-).

1- Scegliere un argomento (Un tema politico attuale, ma anche un tema della propria esperienza in una socialità)

2- Risalire alle fonti (Cosa è successo? Cosa si voleva fare? ecc ecc )

3 – Consultare diverse fonti (I giornali.  Sentire  le persone intorno a noi. Con orecchio e occhio attento…mi raccomando, si va alla ricerca di informazioni)

4 – Seguire i commenti (Molti giornali on line hanno i commenti. Nella nostra esperienza in una socialità ascoltiamo il vociaire interiore, i diversi punti di vista, i diversi umori e le diverse emozioni che ci solleticano la pancia)

5 – Prendersi qualche ora o qualche giorno di riflessione per capire. Va bene anche rendersi conto che non si è capito niente. 

6 – Scrivere un proprio interevento, un articolo sul tema. Sentire dentro il tema e dargli forma, cercare i punti di interesse e quelli che necessitano ulteriori approfondimenti. Chi, cosa, come, quando e perchè?

7- Riflessioni finali

Se l’esercisio ha funzionato ed ha dato buoni risultati allora vediamo che  piuttosto che un potere “verso o sugli altri” ( oltremodo faticosissimo da realizzare e dagli esiti affatto garantiti) possiamo lasciarsi guidare da un idea di potere “di”. Cioè il potere che ognuno ha “di” decidere per la propria vita, cosa farne e come indirizzarla. Non vi pare?

Certo il potere “sugli altri” esalta e seduce….ma questa è un altra storia:-).

Con il potere “di” diventiamo sostanzialmente redattori della nostra vita. Scegliamo i temi importanti per noi, approfondiamoli e arricchiamoli con vere e proprie ricerche come fanno i reporter.

Traiamo delle conclusioni, prendiamo decisioni e posizioni.  Verifichiamole sul campo, sperimentiamole. Scendiamo in campo e non restiamo solo in panchina ad assistere, o peggio a criticare. 

Come Alice seguiamo il bianconiglio del nostro sentire, entriamo nella tana, stiamo sul pezzo, fiutiamo lo scoop e vediamo dove ci porta.

Non facciamoci ingozzare con “di tutto e di più”, e senza il nostro permesso…non siamo discariche.

Spegniamo i tubi catodici, gli automatismi e le abitudini consolidate per cui le cose sono vere perchè le ha dette la TV,  rimettiamo la presa e riattiviamo la capacità di ricerca, sviluppo e realizzazione di ciò che per noi è importate.

Ricreiamo consenso dentro, e se la cosa ci fa sentire bene allora seguiamo il bianconiglio del nostro redattore interiore. Potremmo prenderci gusto…e se accade…buon appetito e buon divertimento con tante cose buone e nuove…scelte da noi stavolta.

E smascheriamo i cattivi commentatori…giochiamo a scovarli.

E’ una potenzialità della persona..attuarla è un fatto di libertà e di decisione. Non sboccia solo perchè siamo esseri viventi, richiede un minimo di cura…se la cura è tanta…tanto meglio :-).

L’assunzione di libertà non ha effetti indesidati.  Abbondare nell’uso!

PS: Se l’esercizio non ha funzionato e non vi piace …modificatelo, adattatelo alle vostre necessità, cambiategli parole, createne uno vostro. Siete voi i redattori. 

Una volta scovato “chi ci prova” – sia dentro che fuori – consiglio due azioni.

Prima azione: Spostare nel cestino.

Seconda azione: Svuotare cestino.

In_Forma_te :-).