Correvano gli anni 1986 e 1987. Verso le mie 50 candeline, un viaggio nel tempo in musica e eventi

Dal 1972 al 2023 verso i miei 50 anni, ogni giorno un anno da ripercorrere in musica e negli eventi di quell’anno

Cari il mio percorso non è lineare e perfetto, ieri ho bucato il post per cui oggi provo a fare una sintesi di ben 2 anni, il 1986 e 1987.

Sono gli anni della seconda e la terza media. Finisce l’esperienza terrena di un componente della famiglia, ci lascia mia nonna paterna, si chiamava Margherita. L’ho conosciuta poco, i nonni  paterni abitavano in un altro quartiere e – pur essendo comunque vicini –  non li frequentavo tanto,  il rapporto con loro era meno spontaneo rispetto a quello che invece avevo con i nonni materni che invece vivevano praticamente con noi.

Dopo il 1982 non siamo più andati in Germania, mio padre ha accumulato già un bel po’ di anni all’estero e in questo tempo sono diversi i “padri” che vicini alla pensione o già in età di pensione ritornano a casa. Non so come sono i loro rientri, se sono sereni o disturbati; una volta ho sentito dire che chi è emigrante è due volte straniero. Non credo sia stato facile per loro la lontananza e forse non lo è stato nemmeno il ricongiungimento. Mio padre non è ancora in età da pensione ma il tema del rientro anche in casa viene trattato e proposto. Mia madre è una donna in gamba e sono fortunata per averla come esempio, lei e mio padre hanno saputo fare dei programmi di risparmio e così hanno acquisto alcuni terreni che negli anni poi hanno iniziato anche a dare un reddito dalla produzione di olio. Il programma era quindi di anticipare il rientro dedicandosi a tempo pieno alla nostra piccola azienda agricola.

La mia fase pre adolescenziale procede senza tante novità, scuola, amici, inizio a interessarmi alle ragazze e la prospettiva della fidanzatina prende piede e spazio tra i miei pensieri.

Nel mondo nel 1986 mi colpisce molto la tragedia dell’espolosione dello schuttle Challenge. Ho letto diversi 220px-Christa_McAuliffe_and_Barbara_Morgan_-_GPN-2002-000004giornali in quel giorno e mi colpì la storia di una delle astronauti che era un insegnante e che avrebbe tenuto una lezione dallo spazio per stimolare l’interesse per le scienze e la matematica. A distanza di molti anni ho ben nitide quelle immagini nei miei ricordi

Da un certo momento nel 1986 si parla di nube radioattiva. Era scoppiata la centrale nucleare di Cernobyl e arrivavano notizie ( poche) miste al terrore del passaparola delle persone – alimentato dalla tv – rispetto a ciò che si doveva fare, ciò che non si doveva mangiare (verdure a foglie larghe). I giorni i mesi e gli anni successivi amplificheranno la reale problematica di quell’incidente specifico e ci si interrogherà tutti sull’opportunità delle delle centrali eletriche nucleri.

A fine 1986 arriva anche il problema definito – mediaticamente – della “mucca pazza”.

Sopra i miei 12 anni tutti questi eventi tuttavia transitano con il mio poco interesse e preoccupazione. Dei tre eventi citati quello del Challenger quell’anno fu quello che mi colpì di più. In seconda media ricordo che andiamo in gita a Roma, un solo giorno andata e ritorno.

Il 1987 invece ho 13 anni ed è per me l’ultimo anno di medie, si inizia a pensare alle superiore…ma senza fretta. Quell’anno a livello scolastico il primo pensiero è “la gita della terza media”. A sanremo avevano vinto Morandi -Tozzi e Ruggeri e quella canzone l’abbiamo cantata da matti nell’autobus, destinazione Venezia. Ci siamo divertiti da matti!! All’esame finale esco con “buono”, niente male dai!

Gli U2 hanno pubblicato “The Joshua Tree”, mi piaceva molto “Where the street have no name. Un mio carissimo amico, Nico, negli anni a seguire diventerà un fan sfegatato degli U2, e in più occasioni, mi ricorda spesso che fu grazie a me che li ha conosciuti. Io non ricordo questo dettaglio ma poco male, si vede che quando una cosa ti piace in qualche modo ti esce fuori e gli altri la vedono. questo è il video ufficiale: 

AS Photo Archive

Il Napoli vince il primo scudetto della sua storia, in campo c’è Maradona. Io lo sapete tifavo Juventus ( anche ora ma seguo davvero al minimo sindacale il calcio) e noi avevamo Platini.

Dopo un travaglio confuso scelgo di iscrivermi a scuola per geometri, scelta confusa appunto infatti dopo qualche giorno chiedo di cambiare e passo a ragioneria. Scelgo ragioneria non perché mi interessasse, semplicemente erano era frequentata da molti conoscenti del mio paese (vale come criterio di scelta a 14 anni!!).  Le superiori sono in un paese vicino al mio, Rodi Garganico, inizia la mia fase pendolare.

Quest’anno i Guns N’Roses pubblicano Appetite for Destruction, mi arriva di rimbalzo da quelli più “alla moda” che li seguono e che si ispirano come stile e look, mi piacciono ma   passeranno un po’ di anni prima di apprezzarli.

Il 1986-87 è un biennio pieno di bella musica ed è imbarazzante scegliere.

Mi ricordo però un giorno del primo superiore che facemmo una visita guidata, una mia compagna era in fissa con Therence Trend D’Arby. Ancora mi ricordo benissimo quella giornata, lei che cantava, le cuffie scambiate e il “rompi” di quando le ragazze si “fissano”… e  allora ecco affido a questo brano il ricordo ricordo musicale di chiusura e ci vediamo domani con il 1988.

Correva l’anno 1980. Verso le mie 50 candeline, un viaggio nel tempo in musica e eventi

Dal 1972 al 2023 verso i miei 50 anni, ogni giorno un anno da ripercorrere in musica e negli eventi di quell’anno

7 Anni per me, tempo di andare a scuola. Bene, mettiamola così…non ci volevo andare! Ho fatto peste e corna, infatti il primo giorno dopo se la memoria non mi inganna credo che ci sono stato solo un poco, ma potrei anche confondermi e magari era stato solo una toccata e fuga per tutti. Comunque il secondo giorno mi hanno dato 200 lire per non “rompere” e così ho iniziato la mia carriera scolastica…con profitto diciamo😂😂.

Della scuola non mi andava a genio che il mio amico di quartiere e andava in un ‘altra classe, ci avevano divisi. Nati a meno di un mese di distanza io ed il mio amico, si chiama Michele, praticamente siamo cresciuti insieme, dio quante volte ci siamo anche azzuffati e quante ce ne siam date.

La mia maestra non mi piaceva, a scuola vigeva ancora la bacchetta e ho avuto modo di sperimentarla. Guardate non ho parole, ancora oggi ogni volta che penso alla mia maestra delle elementari mi sale una rabbia!!

Non sono un bravo alunno, abbastanza svogliato diciamo e non prendo sul serio aspetti tipici della scuola come il “fare i compiti”, ad esempio.  Alle scorribande per le vie del paese e per le campagne, invece, sono sempre presente.  Conosco altri ragazzi come me e con molti di loro ho stretto una fraterna amicizia e sono stati per me dei supporti negli anni, verso molti di loro nutro una profonda gratitudine per le tante volte che mi hanno sostenuto.

Quest’anno in estate a fine scuola con la mia famigli andiamo in Germania. E’ stato bellissimo. Ci vuole davvero una notte ed un giorno di viaggio, il primo treno i grandi lo chiamavano il Lecce-Milano e poi si cambiava. Mi ricordo la meraviglia dell’imponenza della stazione centrale. Uscivamo spesso, andavamo a fare delle bellissime passeggiate anche per boschi e mi sono divertito un sacco. I miei ci hanno comprato una bici, ed è stato propri lì che ho imparato ad andarci.

Non ho un ricordo temporale netto del “quando a casa arriva la TV”, potrebbe essere quest’anno o il successivo, insomma per scopo narrativo scelgo che arriva quest’anno.

A febbraio al festival di Sanremo vince Toto Cotugno con solo noi, me la ricordo come fosse ora. Si sentiva tanto in radio e a me toto Cotugo piaceva un sacco.

Questo stesso anno viene messo in commercio il gioco Pac Man, ancora oggi mi piace giocarci ma a quel tempo non andavo molto in sala giochi . Tra i giochi che preferivo c’è sempre il calcio, al tempo si diceva semplicemente il gioco del pallone. Mi piaceva anche fare ala raccolta delle figurine e giocarci, me la cavavo.

Nella mia famiglia la squadra di calcio preferita è la Juventus così anch’io divento tifoso della Juventus.

A quel tempo la notizia non l’ho sentita, ma poi negli anni successivi tante volte sentirò parlare della strage di Ustica, un aereo Italiano precipita, ovvero viene abbattuto si dirà sempre, sul mar tirreno.

Gli AC/DC pubblicano Back in Black

Chissa…devo averli sentiti nell’aria dato che poi scoprendoli negli anni dopo mi sono subito piaciuti.

1024px-Orologio_strage_bolognaIl clima politico è sempre molto teso, siamo nella fase della cosidetta “strategia della tensione” ed è in questo clima che la mattina del 2 agosto fanno scoppiare una bomba alla stazione di Bologna e muoiono molte persone. I miei ho sentito che ne parlavano, dicevano che era impressionante e faceva impressione.

A novembre , in Irpinia, tra la Campania e la Basilicata c’è un fortissimo terremoto e muoiono moltissime persone. Diversi anni dopo avrò un amico che era da quelle parti e mi ricordo che ci ha raccontato di aver avuto molta paura. Mi ricordo le immagini delle persone per le strade e mi ricordo che anche da noi si era spaventati perché si temeva che potesse arrivare da un momento all’altro un forte terremoto, molti passarono alcune notti fuori.

L’8 dicembre un folle uccide John Lennon.

Il panorama musicale mi propone titoli che amo, o meglio che ho ascoltato tanto anche negli anni successivi. Ma ho 7 anni ed scorrere i titoli mi fermo su questo brano che mi faceva tanto ridere e che canticchiavo con gioia. Per tutti gli altri sono certo che capiranno.

In televisione hanno iniziato a passare Capitan Harlock, dio quanto mi piaceva la sigla e lui era un mito. A quel tempo vendevano le gomme da masticare con dentro delle carte che si bagnavano e imprimevano sulla pelle – tipo tatuaggio – le immagini dei cartoni e io ero tappezzato di Capitan Harlock

Ci vediamo domani, nel 1981.

Correva l’anno 1977. Verso le mie 50 candeline, un viaggio nel tempo in musica e eventi

Dal 1972 al 2023 verso i miei 50 anni, ogni giorno un anno da ripercorrere in musica e negli eventi di quell’anno

Sto crescendo. Ho ben 4 anni!! A casa tutto bene. Siamo un famiglia in linea con il tempo, mio padre sempre all’estero e noi in Italia. Non vado all’asilo, non ancora. Trascorro un sacco di tempo con i miei coetanei nello spazio ampio del mio quartiere con ragazzini come me, non ho molti ricordi di questo tempo aspetto di averne di prima mano.  Intanto in Italie e nel mondo accadono cose. 

Dal 1 gennaio terminano ufficialmente le trasmissioni di Carosello e, arrivano i moderni  spot pubblicitari. Nel mio paese credo che erano in pochi che li avevano visti dato che a quel tempo i televisori non è che fossero tanto diffusi nelle case. Forse i miei fratelli potevano averli visti in uno dei raduni presso chi aveva il televisore, chissà potrei avrlo visto anch’io qualcuno. Sempre parlando di TV poi il successivo mese di febbraio si inizia a trasmettere a colori. 

In italia non si stava nell’abbondanza e 5 marzo in un clima di austerrità vengono abrogate le festività dell’Epifania, San Giuseppe (19 marzo), l’Ascensione, il Corpus Domini, i Santi Pietro e Paolo (29 giugno), nonché la Festa Nazionale del 2 giugno e la festa del 4 novembre. 

In Inghilterra festeggiano i 25 anni di regno della regina e intanto in america il 25 maggio esce al cinema il primo episodio della saga di Guerre stellari.

Continuano gli incidenti aerei, ovvero i disastri aerei. Il giorno in cui compio i miei 4 anni 27 marzo si registra all’aeroporto di Tenerife il più grave incidente nella storia dell’aviazione civile; in uno scontro sulla pista dra due boeing 747o 583 passeggeri, soltanto 61 i sopravvissuti.

Siamo ancora in clima di lotta politica armata, manifestazioni a Bologna vedono l’intervento repressivo del ministero dell’intero con invio di carri armati nell’ateneo. E’ tempo di divieto di manifestazioni, di contestazioni. I radicali forzano il divieto per un sitt-in per festeggaire i 2 anni del referendum sul divorzio e volano manganellate e pallottole, una donna viene uccisa.

Sullo scenario politico si fa sempre più acceso il dibattito e le messi in stato d’accusa di politici intorno allo  scandalo Lockheed, storia di mazzette – in quel caso – per far andare in porto contratti di forniture di aerei. Saltano ministri e il dito è puntato anche contro il presidente della repubblica che in questo momento è Giovanni Leone

il 15 agosto a Roma: Herbert Kappler, criminale di guerra nazista e responsabile dell’eccidio delle Fosse Ardeatine, fugge dall’ospedale militare del Celio dove si trova ricoverato sotto custodia.

Pazzesco!! In francia si usa ancora la ghigliottina!! il 10 settembre â€“ a Marsiglia: viene usata per l’ultima volta per decapitare un’omicida.

Arrivano le console di giochi, a settembre viene messa in vendita la Atari 2600. Dalle parti mie si continua a giovare a pallone per le strade e a fare scorribande nelle campagne, io ho 4 anni e già corro. Le mie ginocchia sono caraterizzate sa perenni patacche di croste per le innumerevoli cadute.

Sul versante musicale scorro gli elenchi dei singoli in rete e cavolo sono molte di più quelle che conosco rispetto agli anni prima .

Secondo me io questa la canticchiavo e credo che dalle radio e nelle strade del mio paese si sentiva tantissimo

E’ anche l’anno di Furia di Mal, ma mi dispiace per lui ma per essere per me un tormentone deve aspettare che prima arrivi la TV e ci vuole ancora un po’.

A sanremo quell’anno vincono gli Homo Sapiens. Il nome del gruppo lo ignoravo ma la canzone si cavolo se me la ricordo, la cantavano i grandi e io …copiavo … ma solo il ritornello però.

A domani, con il 1978 e il mio primo lustro di vita.

Verso le mie 50 candeline. Viaggio nel tempo in musica e eventi. Correva l’anno 1972…

Dal 1972 al 2023 ogni giorno sarà un anno da ripercorrere in musica e negli eventi di quell’anno.

Eccomi qui al battesimo di questo progetto di narrazione. Bene, il tema è che tra 51 giorni, precisamente il prossimo 27 marzo,  spegnerò le mie 50 candeline. .Da ieri è venuta a bussare alla mia attenzione questo progetto e mi è piaciuto…ed eccomi qua.

Voglio fare un viaggio indietro nel tempo al meglio che posso, con leggerezza e senza pretesa alcuna attingendo alle info che trovo in rete.  Ogni giorno sarà un anno da ripercorrere in musica e negli eventi di quell’anno. Musiche che potrebbero essere state ascoltate dai miei genitori, che potrei aver ascoltato anch’io nei primissimi anni. E man mano che gli anni passano di tante musiche state pur certi che avrò un ricordo ben più diretto e anche degli eventi. 

OK eccomi dunque, si parte. 

Il mio concepimento avviene nel 1972. In quel tempo i miei genitori sono in Germania quindi attraverso mia madre è da quesa terra che mi arrivano suoni e ossigeno, li i miei primi battiti di cuore. 

Non so cosa e se ascoltassero musica i miei genitori nel 1972.  Scorro gli almanacchi di quell’anno in rete e cerco delle coincidenze con il tempo presente e mie preferenze. 

Nell’estate 1972, nell’ambiente discografico c’è fermento per il tema del Padrino. Caso, coincidenza o qualsiasi altra cosa sia sta di fatto che nei giorni scorsi con mia figlia abbiamo visto i primi 2 episodi del padrino (a proposito Netflix sbrigati a mettere il terzo!!!!!). Quindi mi aggrappo a questa coincidenza e inizio.  Quell’estate potrei aver sentito questo brano: 

Nel 1972 andava forte anche Battisti con la Canzone del Sole, I Giardini di marzo. I Nomadi hanno presentato “Io Vagabondo”. 

Chiedendo aiuto alla rete per giocare a cosa si sarebbe potuto sentire in Germania e mi viene proposto questo simpatico video: 

Non credo che i miei fossero dei fan di Tony Marshall ma non escludo che potrebbero ( e potrei ) aver ascoltato questo brano in sottofondo per strada, in qualche negozio o al supermercato.

E io cosa avrei scelto di ascoltare in quegli anni? Vediamo, scorro la classifica e trovo:

E poi sono strasicuro che avrei alzato il pugno al cielo e marciato per i diritti civili contro ogni oppressione e discriminazione. Avrei imbracciato la chitarra e suonato Alabama:

A circa due mesi dal mio concepimento il 12 agosto 1972 – Le ultime truppe americane lasciano il Vietnam.
A partire da ottobre la Fiat smette di produrre la 500. Ho visto qualche anno fa il film “Alive”, ve lo ricordate? Quello sul drammatico incidente aereo sulle Ande, beh anche quello è successo quel mese di ottobre. Non so se e quanto le notizie girassero a quel tempo, rientrata in Italia mia madre prosegue nella calda terra di Puglia il resto della gravidanza mentre nel mondo accadono tante cose … e di tante non se ne sa nulla. E’ solo il 1972, non c’è la tv e la radio non è ancora diffusa in tutte le case. Ci si scrive lettere e passano diverse settimane senza avere notizie.

Sono successe sicuramente tante altre cose ma come ho detto…sarò leggero e senza pretese di esaurire tutto.

Ci vediamo domani nel 1973 … e grazie a mia madre e mio padre per non aver mollato e per avermi dato questa opportunità seppur so che non è stato facile nemmeno per loro.

Il senso di tutto

Dimenticanze, omissioni, ritardi, conflitti interiori ed esteriori, salti di gioia e quant’altro ancora assumono una rilevanza speciale nella nostra vita. Il passaggio che “valorizza il tutto” è proprio quello della posizione di “senso” o meno che noi vogliamo prendere rispetto alle tanto famose “cose della vita”. Dimenticare un impegno importante ha un senso eccome! Si può far passare la cosa come sbadatezza o risultato del “corri corri”. Si, si può! Si può anche scegliere di cercare il senso delle cose. E cerca cerca poi magari, ad essere centrati e tenaci, poi il senso si trova. Allora una dimenticanza può accendere un faro di consapevolezza su un ostacolo interiore come la paura, ad esempio, di entrare in una situazione per le valenze pratiche e di scelte che ne consegue. Perché mi accade questo? Rispondo dicendo che il motivo è quello di emergere a coscienza un aspetto di se, e non è una sciagura (certo lo si può vedere anche così, se si vuole), io invito a vedere invece tutto come un contenitore di senso e significato, pieno di messaggi e indizi per noi, pieno di inviti a crescere. Quando una cosa accade e ci trova svegli beh allora possiamo essere persone nuove, nuove posizioni interiori e nuove decisioni…quindi nuova vita…e buona vita.

Restiamo luminosi.

Non dobbiamo mai smettere di credere che cambiate in meglio sia possibile. La fiducia è il risultato della nostra azione e della nostra disponibilità a rimanere sintonizzati con il nostro obiettivo di crescere ed evolvere. Siamo persone meravigliose, abbiamo un sole dentro che non ci abbandona mai. Siamo liberi di scegliere e, può suonare assurdi, ma a volte scegliamo di escludere il sole dalle nostre vite. Accade quando siamo arrabbiati e addolorati, facile in questi casi sentirsi affini e sedotti da emozioni reattive. Ma non smetterò mai di dirlo e lo ripeto ancora oggi che dobbiamo conoscerci a fondo per essere sempre padroni della nostra vita. Poi scegliamo, ma consapevolmente. E se il sole ci piace, allora non mettiamoci più all’ombra.

Conoscere le ragioni dell’odio per risolvere i conflitti ed essere felici

Di chi è la colpa? Quando c’è un conflitto è questo uno degli interrogativi a cui sentiamo di trovare una risposta. Ne ha bisogno la nostra mente per non soffrire troppo, ovvero per dare un senso a ciò che nel conflitto appare nebbioso e ci minaccia. Credo che inconsciamente ognuno tende a patteggiare per l’una o l’altra parte e penso che le motivazioni di tale – intimo – posizionamento abbiano un corrispettivo esperienziale da ricercare nella storia delle persone. Potremmo così accorgerci che i nostri motivi di astio e risentimento per non esserci, ad esempio, sentiti amati o riconosciuti come meritavamo magari ci fanno patteggiare con coloro che stanno rivendicando qualcosa di simile. Questo chiaramente a prescindere dalle ragioni di un conflitto che la storia probabilmente non saprà mai descrivere in modo obiettivo, ma ci saranno diverse versioni e diverse verità. Di chi è la colpa quindi? Partendo dalle nostre ragioni di risentimento, sento che presto ci ritroviamo a contattare le posizioni interiori intorno al sentimento dell’odio. Il nostro Odio spesso tenuto nascosto e che affonda le radici nel passato atomico delle nostre sofferenze percepite i subite. Seguendo i fumi velenosi dell’odio potremo vedere le sue azioni nella nostra vita, lo potremmo trovare ad esempio nel non amore e riconoscimenti che noi stessi non ci diamo, fermi nell’attesa e nella pretesa che arrivi il giusto risarcimento. Vi svelo un segreto, non ci sarà mai risarcimento l’unico a pagare siamo noi che ipotechiamo su queste follie risarcitorie la nostra vita. Rendiamo gli onori al nostro passato e deponiamo quelle armi. Lo so, non è facile assumersi la capacità di odiare, ed è questo forse uno dei motivi per cui cerchiamo fuori il colpevole, per non soffrire certamente e per non mettere le mani a fondo nel nostro dolore che tanto ci fa male Ma è il tempo di sanarlo, di liberarci, trasformarlo imparando a riparare verso di noi attraverso le azioni concrete del prendendoci cura sempre più e sempre meglio del nostro progetto. Quale progetto? Beh, certamente non quello di stare pronti con il fucile spianato in attesa del risarcimento. Probabilmente il nostro progetto lo abbiamo chiuso a protezione in uno scrigno nel profondo in un bunker del nostro cuore. Andiamo a liberarlo, ok? Partiamo con il riconoscere le ragioni del nostro odio che inquina la nostra vita e alimenta i rovi spinosi intorno al nostro progetto. Come fare? Iniziamo intanto a fissare questo obiettivo, rendiamolo palese alla nostra volontà cosciente. Poi rimaniamo svegli nel quotidiano per conoscerci meglio, imparare acaptare i fumi velenosi dell’odio con il suo corteo di pretese e ragioni assolute. Chiediamoci ogni volta se vogliamo avere ragione o se vogliamo essere invece felici. Scegliamo di liberarci e stiamo certi che dallo scrigno sentiremo pulsazioni di vita e di evoluzioni speciali e ci alimenteranno ogni giorno. Ci innamoreremo di noi e sapremo, al prossimo conflitto che ci troveremo ad affrontare, che la motivazione profonda e soprattutto la soluzione ha un noi una buona opportunità di risoluzione. Sarà impegnativo ma sarà anche bellissimo come bella e la libertà.

Sul Cambiamento

mi prendo cura del mio cambiamento

Un cambiamento, per potersi realizzare, deve essere ben motivato, sostenuto e accolto con fiducia nella nostra vita. Noi possiamo tanto, iniziamo con lo scegliere il tempo ed il luogo dove seminare il nostro coraggio, il nostro amore, il desiderio, le paure e la consapevolezza tutta. Poi una volta scelto e seminato ce ne prendiamo cura, siamo attenti alle erbacce che prontamente estirpiamo e siamo attenti anche agli inutili curiosi, preserviamo la sacralità del nostro utero d’amore. Mentre il seme cresce impariamo a pregare per trattenerci dal commettere errori, impariamo ad accoglierci perché non siamo infallibili, impariamo a riparare, impariamo a farci umili per non alimentare l’orgoglio e le sue infinite pretese. Accediamo alla sacralità del nostro cambiamento con rispetto per la nostra storia, qualunque essa sia stata. Siamo decisi a scrivere nuovi capitoli di vita e partiamo proprio da qui dove le nostre scelte passate e la nostra storia ci hanno portato. Tratteniamo il giudizio, dapprima interiormente e poi quando ci sentiamo pronti anche nelle parole e nei fatti, rendiamoci disponibili a sentirci figli della vita e sentire che il nostro essere è pienamente inserito nel progetto della vita ed in continua evoluzione. Scegliamo di vederci come genitori della nostra vita, autori del nostro cambiamento ed artisti della nostra vita e – insieme con la vita tutta – artisti anche della vita dell’universo. Ogni giorno il nostro cambiamento è più forte, senza giudizio e con gratitudine per le forze umane e spirituali lasciamo che il nostro cuore assapori la fiducia nella libertà, la gratitudine ed il benessere sublime del perdono totale per tutti e per noi stessi. Ogni istante che passa il cambiamento che desideriamo è una più grande e forte realtà, siamo grati a noi per l’impegno e l’amore che scegliamo di donarci. Buona giornata a tutti e grazie ai tanti uomini e donne speciali che donano al mondo intero il loro impegno nella ricerca di senso e per creare bellezza. Post liberamente ispirato alla Cosmo Art del Professor Antonio Mercurio, con immensa gratitudine.

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È Sempre Tempo Buono Per Le “Scelte D’Amore”.

Per tutti c’è un cammino di crescita, il cammino della vita, delle realizzazioni delle nostre autentiche propensioni. Per ognuno di noi c’è un tempo buono, quello della chiarezza e della consapevolezza della cosa buona da fare. Ma che non passi il concetto che “tanto arriva” quindi possiamo starcene seduti ad aspettare. Una e una sola è la scelta primaria, uscire dall’ombra del nostro dolore (a ciascuno il suo), accettare di separarcene e scegliere di investire ogni energia nella via che ci indica il nostro SÉ, la nostra guida interiore sempre presente, fonte si amore sede della nostra tenacia forte e del nostro forte e autentico progetto di vita. Buon tempo di scelta tutti, e non abbiate paura che “andrà tutto bene”. Buona scelta a voi e buona scelta d’amore anche a me. Vi saluto oggi rinnovandomi e rinnovando con voi questa consapevolezza.

Crescita personale. “Riconoscere il narratore di storie tristi in noi. Ringraziarlo e salutarlo. Andiamo con fiducia nel cambiamento che la nostra vita vi chiede. â¤

Cambiare – a volte – fa male ed é doloroso, e su questo in molti siamo consapevoli. Frequentemente il non avere consapevolezza del dolore che comporta cambiare è di per se un ostacola la crescita. Quando parlo di dolore intendo un dolore sano, quello umano e necessarrio nei momenti di passaggio. Siamo umani, proviamo questo sentimento perché non abbiamo la palla di vetro che ci permette di tranquillizzati conoscendo cosa succede o cosa troviamo oltre. Eppure pero noi tutti già tante volte abbiamo preso il cuore e lo abbiamo legato passionalmente all’amore ed all’alleanza con la nostra spiritualità profonda e con la vita. Quando siamo nati ad esempio e prima ancora durante tutta la nostra gestazione e sviluppo intrauterino quanti cambiamenti e quante rivoluzioni abbiamo fatto? Eravamo uno sperma ed un ovulo e poi un gran bel sound et voilà eccovi qui😀. Tantissimi cambiamenti quindi e tantissime ne abbiamo fatte dopo e fino a questo momento in cui state leggendo ( e io mentre sto scrivendo) e tante ne faremo anche dopo aver chiuso la pagina e domani e in tutti i giorni per i quali ci sostiene la vita ed il suo e nostro progetto. Il dolore accettiamolo ma lo dico a voi e a me “accendiamo il faro sui tantissimi cambiamenti che abbiamo già fatto e che costantemente facciamo e nutriamoci di fiducia che è bene”.

A chi aggrapparci? All’amore per noi certamente e poi uniamo questo amore al nostro progetto esistenziale, quello che abbiamo scelto quando abbiamo deciso di venire al mondo, saldiamoci con forza al nostro Sé che e mettiamoci in ascolto. Impariamo a conoscere il suo modo di comunicare , spesso attraverso segni, sogni il nostro corpo e a volte messaggi all’apparenza senza senso; non attendiamoci raccomandare con ricevute di ritorno o PEC. Il nostro Sé comunica attraverso il nostro corpo e le emozioni; lo sentiamo bene quando ci sentiamo in una speciale Armonia di cuore mente e spirito. Affidiamoci al nostro Se, la nostra saggezza interiore e siamo pur certi che ci condurrà lungo i sentieri della crescita senza alcun pericolo. Siamo pur sereni che se a guidarci è l’amore allora la forza di decidere è nelle nostre mani e nelle nostre azioni e parole.

Mettiamo a tacere il narratore di storie tristi che è in noi (se C’è) e andiamo avanti … che il dolore quando lo sentiamo ecco che ci è utile e ci suona come una campana per farci risvegliare e scegliere di nuovo con chi volerci alleare. Il dolore è necessario ( non vuol dire però che ce lo dobbiamo andare a cercare ed alimentare sia ben chiaro!) e a ciascuno indica il cambiamento necessario da fare per essere in armonia e sempre più padroni e signori della nostra vita e servitori della vita che ci ha generati e del suo immenso progetto.

“È sempre triste guardare con occhi nuovi cose nelle quali si sono investite tante forze per adattarcisi” ci dice F. S. Fitzgerard in un passaggio de Il Grande Gatsby; ecco si sentiamo la tristezza se vogliamo ma per 5 minuti e non oltre e poi andiamo avanti che nessuno di noi ha la palla magica ed è umano sbagliare ed essere spaventati ma riconosiamo anche che tutti abbiamo dentro una fonte speciale di amore nelle cui braccia possiamo serenamente affidarci ed ogni errore è solo una pietra miliare lungo il sentiero del cammino che ogni istante facciamo

Io in ricarica solare ed in ottima compagnia

Buona Giornata cari

Crescita personale. “Riconosciamo il narratore di storie tristi in noi, ringraziamolo e salutiamolo. Andiamo con fiducia verso il cambiamento che la nostra vita vi chiede. â¤”

Cambiare – a volte – fa male ed é doloroso, e su questo in molti siamo consapevoli. Frequentemente il non avere consapevolezza del dolore che comporta cambiare è di per se un ostacolo alla crescita. Quando parlo di dolore intendo un dolore sano, quello umano e necessario nei momenti di passaggio. Siamo umani, proviamo questo sentimento perché non abbiamo la palla di vetro che ci permette di tranquillizzarci conoscendo cosa succede dopo, o cosa troviamo oltre. Eppure pero noi tutti già tante volte abbiamo preso il cuore e lo abbiamo legato passionalmente all’amore ed all’alleanza con la nostra spiritualità profonda e con la vita. Quando siamo nati ad esempio e prima ancora durante tutta la nostra gestazione e sviluppo intrauterino quanti cambiamenti e quante rivoluzioni abbiamo fatto? Eravamo uno sperma ed un ovulo e poi un gran bel sound …et voilà ..eccoci qui😀. Tantissimi cambiamenti quindi e tantissimi ne abbiamo fatti dopo e fino a questo momento in cui state leggendo ( e io mentre sto scrivendo) e tante ne faremo anche dopo aver chiuso la pagina e domani e in tutti i giorni per i quali ci sostiene la vita ed il suo e nostro progetto. Il dolore accettiamolo “ci sta” – lo dico e lo ricordo  a voi e a me-  ed usiamolo come sentinella,  “accendiamo il faro sui tantissimi cambiamenti che abbiamo già fatto e che costantemente facciamo e nutriamoci di fiducia che è bene”.

A chi aggrapparci? All’amore per noi certamente e poi uniamo questo amore al nostro progetto esistenziale, quello che abbiamo scelto quando abbiamo deciso di venire al mondo, saldiamoci con forza al nostro Sé che e mettiamoci in ascolto. Impariamo a conoscere il suo modo di comunicare , spesso attraverso segni, sogni il nostro corpo e a volte messaggi all’apparenza senza senso; non attendiamoci raccomandare con ricevute di ritorno o PEC. Il nostro Sé comunica attraverso il nostro corpo e le emozioni; lo sentiamo bene quando ci sentiamo in una speciale Armonia di cuore mente e spirito. Affidiamoci al nostro Se, la nostra saggezza interiore e siamo pur certi che ci condurrà lungo i sentieri della crescita senza alcun pericolo. Siamo pur sereni che se a guidarci è l’amore allora la forza di decidere è nelle nostre mani e nelle nostre azioni e parole.

Mettiamo a tacere il narratore di storie tristi che è in noi (se C’è) e andiamo avanti … che il dolore quando lo sentiamo ecco che ci è utile e ci suona come una campana per farci risvegliare e scegliere di nuovo con chi volerci alleare. Il dolore è necessario ( non vuol dire però che ce lo dobbiamo andare a cercare ed alimentare sia ben chiaro!) e a ciascuno indica il cambiamento necessario da fare per essere in armonia e sempre più padroni e signori della nostra vita e servitori della vita che ci ha generati e del suo immenso progetto.

“È sempre triste guardare con occhi nuovi cose nelle quali si sono investite tante forze per adattarcisi” ci dice F. S. Fitzgerard in un passaggio de Il Grande Gatsby; ecco si sentiamo la tristezza se vogliamo ma per 5 minuti e non oltre e poi andiamo avanti che nessuno di noi ha la palla magica ed è umano sbagliare ed essere spaventati ma riconosiamo anche che tutti abbiamo dentro una fonte speciale di amore nelle cui braccia possiamo serenamente affidarci ed ogni errore è solo una pietra miliare lungo il sentiero del cammino che ogni istante facciamo

Io in ricarica solare ed in ottima compagnia

Buona Giornata cari

Stress da iperattivismo digitale al tempo del coronavirus.

Le restrizioni alle libertà di movimento in tanti di noi sta favorendo un maggior uso della rete, chi per motivo di lavoro e tutti, complessivamente, per sentirci e vederci con le persone e mantenere relazioni che allevino il senso di isolamento. É una cosa naturale e comprensibile e non è un reato. È uno strumento positivo, la rete. Eppure nella mia esperienza e dalla condivisione on-line con tante persone emerge il disagio da abuso di rete, in molti hanno sperimentato una forma particolare di stress. Chiusi nelle nostre case abbiamo un iperattivismo social, ed anche nei casi di smart working frequentemente si va ben oltre gli orari lavorativi, per non parlare delle maratone infinite di film in streaming, le chat e le decine di gruppi che ci notificano ogni istante di andare a vedere a controllare a rispondere.

I messaggi del nostro corpo sono preziosi e parlano chiaro, in questa fase dobbiamo stare attenti a non passare da un opposto ( lo stare in casa senza far niente) all’altro (iperattivismo digitale) e fare invece con saggezza una sintesi per armonizzare i nostri ritmi biologici con la situazione che viviamo. Più volte al giorno spegniamo gli apparati e connettiamoci con noi stessi anche in modo creativo, leggiamo un libro, facciamo 10 minuti di meditazione, ascoltiamo un po’ di buona musica, disegnamo, facciamo qualcosa creativo manuale, respiriamo, scriviamo un diario, passiamo del tempo in poltrona a rilassarci e se arriva un po’ di sonno lasciamoci portare per mano.

A sera poi andare a letto presto non è un reato, per il fatto di non dover uscire per il lavoro o per la scuola non dobbiamo necessariamente fare tardi.

In questa fase riprendiamo il controllo della nostra vita per favore, se fuori ci blocca il coronavirus dentro ci blocca la paura e per non sentirla facciamo incetta di ogni tipo di distrazione e di impegno. Facciamo gli artisti, permettiamoci di poter avere anche paura, è un emozione di stagione. Riprendiamoci la nostra normalità e non scappiamo da noi stessi, facciamoci il dono del tempo, del poter provare la noia dell’imparare a conoscerci più intimamente. Gestiamo il tempo in modo saggio, e anche le pause sono preziose in una bella melodia.

Crescita Personale: Evolvere anch al tempo del Coronavirus.

In questo momento storico di tempo e spazio “particolari” ci chiediamo tutti come poter riempire il silenzio e dare qualcosa da fare alle nostre mani e pensieri. In questa fase le emozioni che proviamo possiamo permetterci di provarle, come la paura ad esempio. Se abbiamo momenti di paura possiamo permetterci di provarla, come i momenti di gioia che anche ci sono e la speranza e la fiducia. C’è tutto il mondo in noi in questo momento. Quanto sta accadendo e le emozioni che stiamo provando, proviamo a chiederci, se le provavamo anche prima del coronavirus e approfittiamo di questa grande fase di consapevolezza per accendere un faro di luce sulla nostra storia e decidere magari oggi…ora…qui e per sempre di voleci bene, di non giudicarci più, di perdonare chi ci ha fatto arrabbiare e perdonare noi per la rabbia ed il tempo perso dietro i veleni della rabbia e dell’odio.

Sto rileggendo un libro letto forse due mesi fa ” Avro cura di te” di Massimo Gramellini e Chiara Gamberale. Ho piacere di condividere con voi questo passaggio a pagina 60 “(…) Nessuno viene al mondo per contemplare la propria perfezione. Ci si arriva con un obiettivo molto più serio: evolvere. (…).

Buona giornata a tutti

Creatività, saggezza e arte contro il Coronavirus: Tiriamo i progetti fuori dai cassetti e creiamo bellezza.

In questa fase di emergenza e paure diffuse corre l’obbligo più che mai di rimanere centrati con tutto il positivo in noi e fuori di noi. Dal mio zaino stamattina è spuntato questo speciale segnalibro. Accolgo con amore il messaggio di forza e lo condivido con voi. Buona giornata a tutti e un pensiero speciale e di riconoscimento ai quanti stanno lavorando in prima linea contro gli effetti di questa emergenza, a tutti quelli che la stanno sperimentando e a tutte le persone che vivono disagio e preoccupazione. Coltiviamo la fiducia e alimentiamola, usiamo la creatività e l’arte per fronteggiare pensieri persecutori. Se abbiamo “tempo nuovo” a cui non eravamo abituati allora ecco che è il momento di rispolverare il progetto ed il talento che “per mancanza di tempo” abbiamo riposto nel cassetto un po’ di tempo fa. Spegniamo la tv o comunque scegliamo cosa vedere e cosa no. Idem in rete. 😙😙

Noi siamo creature bellissime e speciali.

“Ognuno di noi é speciale nel far bene qualcuna o più cose. Che sia scrivere o cantare, che sia ascoltare o raccontare, camminare, sorridere, cucinare, amare, andare in bici, strizzare l’occhio, abbracciare, parlare, soffiare, sognare, danzare, passeggiare, disegnare, dire, incontrare, dare, credere, sperare  ma anche semplicemente pensare di sé di essere speciale sentendosi dentro un qualcosa che non si sa ancora ben descrivere… ma c’è. 

The Butler- Un maggiordomo alla casa bianca

Frequentemente dopo aver visto un bel film sento il bisogno di spegnere la tv o il pc o lo smartphone che sia e…uscire in strada a camminare. Ho appena finito di vedere The Butler, esco a fare due passi come si fa quando si allunga la strada per stare ancora un po’ in compagnia con un caro amico e raccontarsi ancora.

Buona serata a tutti e ci vediamo domani

Creare benefici

Da ogni nostra decisione costruttiva deriva a noi un beneficio.

Ciao Natale…e grazie Vita

Dura Elliot vero? Eh caro mio, il Natale è tosto. Oggi approfittiamo per togliere l’albero che nell’ultimo mese hai assalito a più riprese godendo come un riccio a giocare con le palle quando noi eravamo fuori casa😣😣 e tante ne hai rotte…😂😂😂tante proprio.
Primo natale di Elliot con noi, e nostro con lui. Come lui anch’io sono un po’ affaticato ed è stato un periodo molto intenso di emozioni. Oggi voglio fare una sintesi e voglio dire e dirmi che ho fatto del mio meglio per star bene ed essere felice per me e per la mia famiglia…ho faticato perché per essere felici ci vuole tanto lavoro di spirito, di amore continuo, di decisione e di libertà da conquistare ogni giornone consolidare con nuove decisioni e ancora tanto amore e poi ancora…ancora…e ancora. Sono soddisfatto di come è andata, mi perdono per gli errori che ho fatto. Quest’anno più di altri ho sentito il movimento intestinale dei sensi di colpa. Chi ha i parenti e la famiglia di origine lontana sa quanto ci si sente un pochino dilaniati. Che fare? Stare a casa? Andare? Faccio bene? Faccio male? Eccccheeeepppalllleeee!!!! Insomma con questi elementi un giro mi riconosco di aver fatto un buon lavoro insieme alla mia compagna e Emma. Noi continuiamo nel solco di una tradizione nostra che si nutre ogni anno di amore e conferme progettuali…e combattiamo i sensi di colpa. Quindi caro mio Elliot anche tu hai fatto tanto, buon riposo.

Mio Sole Mio SE’

Con il sole testimone affermo e rinnovo la volontà e la decisione di crescere e creare sempre più bellezza nella mia vita accudendo e alimentando progetti centrati sull’amore

Il mio video sul tema “Liberi di Amare: Scambio”.

10 anni fa nel mio percorso di crescita e di formazione mi sono cimentato ad esplorare con lo strumento video il tema “liberi di amare” e nello specifico io ho esplorato il tema dello scambio. Vi piace?

Lacrime nuove

Piangere al dolore nuovo
all’imprevisto che smuove l’anima nel petto o ovunque si trovi;
Buon pianto nuovo, che sia copioso,
liberatorio e senza giudizio, limpido e fresco;
Buon urlo al fiato che sgorga dal vulcano del cuore,
sali pure alto e in cielo con libero fragore, come tuono;
Basta pianto di un tempo, finiscila;
Che ogni secondo è tempo nuovo
che è sterile la sua ripetizione
seducente il solito narrare
Che già abbiamo versato lacrime copiose, ed era giusto allora;
Ora piangere per un dolore nuovo
per il superamento che fa paura e disperare
per la fatica
per la forza che ci vuole ad armonizzare il bene ed il male, l’odio e l’amore,
piangere per vivere
per nascere ancora
e aprire i polmoni;
Siamo tutti vincitori
sopravvissuti
dal primo respiro nel mondo di allora
Buon pianto nuovo e nuova forza e vita fresca a noi ricercatori di bellezza