Con il Counseling per trasformare “i pensieri svalutanti” e “Riconoscersi un valore”.

Siamo soddisfatti di noi, della nostra vita in generale?  Proviamo ad ascoltarci profondamente e rispondiamo autenticamente alla domanda: “Mi riconosco un valore?”. No, non è un compito per casa e non è nemmeno un compito facile a cui si possa rispondere con un semplice Si o No. Questa è solo una mia riflessione e penso che probabilmente la gran parte di noi si posiziona in uno dei valori che vanno dal  “Si con lode” al “Si, abbastanza” al “Si, però dipende” al “a volte si a volte no” al “quasi Si” al “non proprio SI” al ” poco” al  “No”.

Ovunque ci posizioniamo tra SI con lode ed il NO io penso che ogni momento è buono per iniziare a “riconoscersi un valore”, perché tutti “noi valiamo” e meritiamo di riconoscercelo. Il malessere e l’insoddisfazione sono la voce del nostro “valore” che è in sofferenza, quindi ascoltiamolo.

Per consolidare il nostro valore è utile avere sempre attivo il dialogo interiore  (che è diverso dalle famose seghe mentali), questo è un prezioso canale che alimenta e mantiene attivo ed a nostro favore la consapevolezza di noi stessi, delle nostre emozioni, in relazione alle esperienze che viviamo. In questo modo non rischiamo di addormentarci e saremo sempre i comandanti della nostra esistenza ed in grado di riconoscere di volta in volta gli ostacoli per scegliere ciò che è bene per noi, in armonia con il nostro progetto spirituale e per la nostra crescita.

La capacità di scegliere ciò che è bene per noi va alimentata, protetta e difesa. Va protetta dai pensieri negativi e svalutanti e delle immancabili sirene che ci seducono e spostano le responsabilità sugli altri (il lavoro, i colleghi, il partner, gli amici, i genitori, i figli, lo stato, il partito politico, la squadra avversaria ecc ecc). Su questi aspetti dell’animo umano è bene accendere una luce permanente di consapevolezza per non farci fregare e derubare il nostro prezioso valore.

Un valido aiuto può essere quello di fare percorsi di crescita personale, costellare quindi il proprio cammino anche di alleanze sane e relazioni in cui questa nostra decisione possa trovare un ambito speciale di ascolto, ricerca, dialogo e crescita. E’ necessario? Beh io dico che è uno strumento valido. In questo ambito il counseling è un ottima occasione per poter fare un percorso di crescita. Ci sono tanti professionisti Counselor, io stesso lo sono ma questo post non ha scopo promozionale della mia attività, quindi cercate e trovate quello che può andare bene per voi.

Oggi ho fatto qualche foto e mi piace condividerle con voi. In tutte io vedo l’affermazione di “io valgo”, anche noi valiamo e se percepiamo che ci sono degli ostacoli allora accogliamoci con amore e riconosciamo il messaggi che tramite essi ci arriva dalla nostra vita.  Abbiamo tanti strumenti per trasformarli in occasioni di crescita per fare emergere e splendere la nostra luce. Con il counseling, ad esempio, o con altri percorsi se li preferite…ma l’importante è non perdere di vista la meta e stabilire ottime e sane alleanze buone per ciascuno di noi.

 

 

 

 

Atelier Lavoro, Arte esistenziale e volo.

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L’ambiente di lavoro è un laboratorio pazzesco, mette a nudo tutto e mette a nudo tanti. Tutti sappiamo vedere le criticità e le potenzialità degli altri ma solo chi ha coraggio e strumenti adeguati può scegliere di andare oltre e vedere le proprie, e se le assume responsabilmente e con intento trasformativo beh allora si fa l’arte e si fanno capriole esistenziali buone per spiccare il volo verso la prossima tappa del cammino della realizzazione di sé.

 

Giudice interiore…ma che rompi che sei però eh!!!

Vi capita che quando dovete fare qualcosa frettolosi e fastidiosi arrivano pensieri svalutanti e l’onnipresente rompipalle del giudice interiore che pressappoco emana sempre la stessa inappellabile sentenza tale per cui: “in nome di questo e di

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quello…considerato che tu non sei tizi o caio…e che non hai agito in questo modo e in quell’altro io ti dichiaro colpevole di incapacità e di totale inadeguatezza anche solo a pensare di fare quello che stai provando a fare, pertanto fermati che è meglio perché altrimenti oltre alla sentenza da scontare arai anche una brutta figura ed una sicura delusione da smaltire?!”.

Ecco, vi capita?

Si tratta, a ben intuire, di una particolare tipologia di sabotatore interiore che opera in maniera trasversale nell’animo umano delle persone di ogni latitudine, esperienza o astrazione sociale o ogni altra qualsivoglia distinzione si voglia infilare ma che pressappoco si può tradurre con un semplice “capita a tutti”.

Sto lavorando ad un progetto e non ci crederete…non riesco a scrivere nulla, ho come una specie di blocco creativo e la cosa mi è davvero nuova essendo che proprio nello scrivere ho sempre pensato che non avrei mai avuto problemi essendo io un abbondante chiacchierone.

Ma non mi sono mica arreso eh…nooo. Scrivo bozze e poi non mi piacciono e poi ne scrivo altre e poi altre ancora. Sto scavando il mio buco per evadere da questo rompi di giudice…che poi sono io con me stesso.

Che fare quindi?

Opzione 1: Basta rinuncio, mi lamento, mi arrabbio con il giudice interiore e con me stesso;

Opzione 2: Come posso trasforamare questa situazione, quale cambiamento devo attuare dentro e fuori di me?

Scelgola n 2. Virata verso la libertà. Forse il mio giudice mi rimanda solo che ho paura di sbagliare e ci sta, sono umano. Scelgo di fare l’artista, e mi allineo con il sentimento dell’umiltà, l’impegno, la fiducia e l’biettivo che è sempre quello di crescere e anche in questo progetto dalla vita mi arriva una preziosa opportunità. Mi ispira

Odissea_Ulisse_mendicante.pngAh…oltre alla paura che è un sentimento umano di cui non dobbiamo mai vergognarci c’è anche la pretesa … e questa è un ostacolo a ogn forma di creatività sana e duratura. Mi ispiro al mito di Ulisse ed alla saggezza che contiene. Come Ulisse mendicante in casa propria anche io mi rendo umile sul mio terreno preferito per non essere divorato dalle pretese e dal giudizio.