Siamo Bravi😊 e non fortunati

Non capita anche a voi di dire quasi senza pensarci  – quando abbiamo fatto cose buone –  di essere stati “solo” fortunati? E’ come un automatismo…ed è bene, lo dico subito, che impariamo riconoscerlo e disattivarlo per riappropriarci invece della preziosità del nostro essere “bravi”.

La dea bendata aiuta chi “fa cose”.

Quindi noi sappiamo essere “anche” bravi, facciamocene una ragione!

Me lo ha ricordato domenica mia figlia Emma dopo un match con una imprevista manutenzione idraulica. Alla fine l’ho fatta ed anch’io ho detto: “Per fortuna ho risolto! Emma mi ha ricordato che ho riparato la perdita perché sono stato bravo.

Il tema è stato approfondito recentemente anche nell’art del Dr. Giampiero Ciappina, direttore dell’istituto Solaris dal titolo ” La sindrome dell’impostore”, io vi ho portato la sintesi e l’approfondimento potete leggerlo cliccando qui.

Grazie a Emma, che è molto Brava.

Libri #14 La mia vita per la libertà_ di Ghandi … lettura in progress.

A mia figlia questa figura mette un po’ di paura. Credo che tanta ne incuta anche a molti di noi più avanti negli anni. Lei dice gli fa paura quel corpo secco che quasi si vedono le ossa; e chissà che a tanti potenti del suo tempo la sua forza non sia apparsa tanto grande proprio a partire da come l’uomo era poi in se gracile nella sua fisicità. Lei dice che quelle ossa la spaventano perché è come se si sentisse il rumore; c’è che di rumore ne hanno fatto tanto e riforme, ricerca e lavoro …tanto rumore che la sua azione è stata come un boato per chi imponeva la discriminazione razziale e la deprivazione di diritti civili, umani. Non avere paura Amore mio, certo ti comprendo ed accolgo il tuo sentire perchè non è una immagine a cui siamo abituati. Un giorno spero che anche tu deciderai di leggere questo libro…intanto io lo sto leggendo e sento che la storia di questo uomo esile e magro magro mi sta nutrendo di buona speranza… perché sai, la paura è una cosa umana ma anche la fede e l’amore lo sono, e la ricerca di verità e libertà. Sai piccola mia, ora sto leggendo di quando lui vive in Africa e sta mettendo su insieme con tanti una organizzazione per la tutela dei diritti delle persone. Lui aveva una grande fede ed un grande coraggio e ricercava sempre la verità e la libertà prima dentro di sé e poi anche per gli altri che erano discriminati. Anche lui aveva paura ma ha scelto di seguire il suo progetto interiore per l’amore e la crescita senza fuggire di fronte alle difficoltà che ha incontrao e ha fatto tutto senza essere mai violento…e quando sbagliava poi riparava … come è bene che facciamo sempre anche noi con noi. Perdonarsi e riparare sono qualità umane che tutti abbiamo e che dobbiamo usare … e poi con impegno e passione possiamo realizzare il progetto che c’è dentro il nostro cuore.

Lui si chiamava Ghandi. Appena finisco il libro ti racconto di quando aveva paura di parlare in pubblico, non ci crederai ma poi ha fatto un grande lavoro proprio parlando alle persone di ogni parte del Mondo. Piccolo e secco da far paura ma con una grande forza e coraggio. E che la forza e il coraggio uniti al tuo amore e decisione di realizzare i tuoi sogni sono certo non ti mancheranno mai … e noi pure ci saremo ad aiutarti … e anche ora che papà legge questo libro che contiene tante riflessioni utili e buone per me poi te ne farò dono al meglio delle mie capacità. Intanto sai che ti dico piccola mia che magari non sarà bello come il principe azzurro ma credimi che lui è stato un vero guerrero delle stelle e noi possiamo sentirci grati alla vita ed a lui per tutto quanto di buono ha potuto fare così anche noi faremo sempre tanto di buono.

daZeroaInfinito.com … ogni cosa a suo tempo.

Le strategiche agibilità

E’ cronaca politico-giudiziaria di questi giorni la definizione “definitiva” del come il sig. Berrlusconi Silvio deve scontare la pena inflittagli con una sentenza definitiva per un reato ( fiscale ) legato ad una vicenda di diritti tv mediaset.

E tutti, o comunque molti, si aspettano che ad un certo si pervenisse comunque ad una definizione che avesse un senso e che desse in qualche modo anche una credibilità alle regole.

Io resto perplesso nel sentire che la pena potrebbe essere una mezza giornata a settimana di presenza in un centro sociale.

Tutto qui?

Non sono giustizialista e non godo nel vedere la gente al gabbio, ma questa mi suona come una farsa. Ed un cattivo esempio di giustizia e di svilimento. Anche la giustizia ha una sua dignità di senso o mi sbaglio? Chi sbaglia deve sempre avere il modo di riparare assumendosi una pena – come sanzione – e come processo all’interno del quale concepire un idea di comprensione, ravvedimento e di riparazione.

Questo però è un cattivo esempio. E’ il risultato evidente di una volontà politica di far sembrare che la giustizia fa il suo corso anche quando non fa il suo corso reale. Una mezza giornata a settimana è ridicolo.

Nel mio paese Italia elaboriamo continuamente strategie sopraffini per far sembrare che tutto – o quasi –  funziona,  mentre in realtà nulla – o quasi –  funziona veramente.

E’ l’arte di essere sempre furbi e vincenti, o apparire tali. Fuggire le responsabilità è un buon modo per non crescere…mai.

Lo sta facendo lui, lo stanno facendo loro…e lo facciamo noi ogni giorno. Strategiche agibilità esistenziali per tirare a campare, un arte ed una zavorra al tempo stesso. Scegliere di assumersi una responsabilità, un ruolo e darsi un potere ( anche di comminarsi una penalità, ad esempio) è un salto qualitativo ed il valore reale lo scegliamo noi. Da potenzialità ad attuazione il passaggio è qualitativo, da zero a infinito si vola se si decide di rendersi liberi costi quel che costi. Liberi da strategie di strategiche agibilità…ad ogni costo.