Giovannino, storia d’amore e di rifiuto

Un pò di giorni fa la storia di Giovannino ha attraversato trasversalmente la rete rilanciata sui social e commentata da tantissime persone. Io non ho seguito la vicenda, ciononostante oggi nell’era dei social è praticamente impossibile non ricevere una notizia e le sue parole chiavi che in questo caso erano “bambino, malattia, genitori, abbandono, solidarietà, adozioni”.  Io non commento la vicenda perché davvero non ho informazioni.

Mi è capitato però giovedì scorso di sentire delle presone che parlavano del caso di Giovannino, ero nella sala d’attesa dello studio del mio medico. Una giovane donna, da poco mamma, ne parlava con alcuni signori anziani ed è stata questa la mia unica occasione di avere informazioni su Giovannino, la sua storia e la sua malattia.

Il mood del dibattito, come quello della rete, tendeva verso l’atto di condanna per i genitori abbandonici. Poi la giovane donna ha detto una cosa che mi ha colpito, ha detto che lei non se la sentiva di giudicare quei genitori. A suo dire la malattia del bambino è una cosa molto seria e richiede cure continuative e probabilmente anche costose. A suo dire ci può anche stare che quei genitori forse non lo hanno abbandonato, forse si sono fatti dolorosamente da parte non avendo risorse per potergli assicurare le cure.  Forse, diceva lei, il loro è stato un atto d’amore.

Io non lo so cosa è successo, ma cavolo quella valutazione mi ha steso. Che corrisponda o meno alla realtà la sua riflessione, che sia sua o che l’abbia letta in rete a me io non lo so. Ma mi ha fatto riflettere alla tante forme che può assumere l’amore.

E non aggiungo altro perché davvero non so altro e spero che il piccolo Giovannino possa stare sempre meglio e che possa crescere forte e sano per poter fare tutte le trasformazioni necessarie e fare della sua vita una opera d’arte.

 

Counseling: Andiamo avanti, oltre la svalutazione

Metti che ci troviamo in una situazione della vita, a lavoro ad esempio, e facciamo fatica a concepire di poter “cambiare”.

Che fare?

Un primo punto positivo da cui muovere è “ascoltarsi” profondamente e con coraggio.
A volte cambiare è difficile per una serie di aspetti pratici, ci può stare.
Quello che però mi interessa qui è evidenziare che frequentemente le cose “pratiche” nascondono una difficoltà più profonda ed a un profondo senso di “svalutazione” verso noi stessi.
Pressappoco la svalutazione dice: “non valiamo” e che quindi non meritiamo nessuna posizione migliore perché tanto “questo siamo”!

Quindi se abbiamo fatto emergere il senso si svalutazione siamo già stati molto bravi, è molto positivo imparare ad ascoltarsi e conoscere le proprie emozioni e farle emergere sempre più, renderle dignitose, libere e decolpevolizzarci. Sono cose umane, a ciascuno la sua area di svalutazione!

A più ampio raggio, se questo mood lo ritroviamo anche in alte situazioni riconosciamole e facciamole emergere per quelle che sono, delle vere e proprie “menzogna esistenziale” che ci raccontiamo, magari per paura di entrare nel “travaglio” del cambiamento che può anche essere molto impegnativo e doloroso.

Iniziamo allora con il riconoscerci che cambiare non è facile e può fare paura ma riconosciamo anche che noi valiamo eccome e che possiamo approdare al cambiamento che desideriamo gradualmente e accogliendoci con amore in tutto il nostro essere.

Il nostro valore si alimenta nell’amore per noi delle persone belle e speciali che siamo, armonizzando tutte le nostre parti.

Migliorare la capacità di ascolto ed accrescere la consapevolezza di noi stessi e di quello che desideriamo autenticamente possono trovare in percorsi di crescita personale dei validi strumenti.
Affermo che quanto più riusciamo ad aver consapevolezza del nostro essere e dei nostri obiettivi tanto più il nostro valore si accresce e alimenta la capacità di prendere le giuste decisioni in modo armonico con la nostra saggezza interiore.

Rompiamo le catene… della svalutazione. Noi abbiamo un grande valore.

Il tema della svalutazione mi ha fatto ricordare un passaggio del film “Ricomincio da tre con Massimo Troisi. Il protagonista ci fa vedere bene quello che succede dentro quando non ci diamo un valore, ecco ora che lo sappiamo vogliamoci un sacco di bene, accettiamo le ns fragilità e riconosciamo i nostri meriti che sono tanti e… andiamo avanti.

Il titolo della Clip su you tube è “la gelosia” ma io ci vedo tanto altro.

Buona serata amici

I can fly

Siamo genitori dei nostri talenti,
di tanti ne presagiamo il successo,
tante cose sentiamo di saperle fare pur non avendole mai fatte.
Siamo genitori dei nostri talenti
delle mani che fremono e che vogliono fare cose
delle fantasie, quelle belle, che fanno volare l’anima.
Siamo genitori dei nostri talenti
di ciascuno di loro si nutre il nostro spirito creatore
possiamo farcela possiamo esserne certi
mettiamo da parte la paura
noi sappiamo volare.

Messaggio dal Nespolo: “Andrà tutto bene”.

Che poi ciò che deve germogliare germoglia, ed i frutti arrivano. A volte i semi piantati da tempo attendono più del dovuto per germogliare, a volte può capitare di perdere la speranza e archiviare la cosa. Poi quando meno te lo aspetti la vita sa meravigliarci con il suo progetto ed i suoi tempi. Messaggio al mondo dal piccolo nespolo spuntato nel vaso di casa:” Seminate, prendetevi cura dei vostri progetti e quando non sapete che fare e viene meno la speranza è bene pregare più che disperare…andrà tutto bene! Parola di Nespolo.

 

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Welcome Love

Vieni Amore …io non mi opporrò,
Vieni carezza … mi farò trovare disponibile,
Vieni cura amorevole… mi lascerò avvicinare,
Vieni Amore…di te mi fido,
Vieni Amore…ti riconosco e ti sono grato.

Amici fatemi dono della esemplificazione.
Partiamo dall’assunto che Amarsi tutto sommato è facile …e anche Amare un’altro lo è!
Ed essere amati come lo vedete?
Io dico che è un passaggio importante e necessario nella vita di ognuno.
Noi riceviamo costantemente amore e di questo ci nutriamo anche quando non lo riconosciamo. Riconoscere i doni e l’amore che ci arriva ogni giorno è un lavoro minuzioso e dobbiamo imparate a saperlo riconoscere sempre meglio ed a distillarlo da ciò che ci accade.
Ci arriva in modo perfetto e ben riconoscibile? Magari fosse così, purtroppo mi sento di dire che frequentemente bisogna essere bravi a riconoscerlo per goderne dopo aver tolto tutto il grezzo e lo sporco attorno.
Noi tutti percepiamo l’amore nonostante lo schifo intorno e ne godiamo seppur mantenendo un certo distacco e questo ci frega.
Ci frega perché nel “distacco” si annidano le nostre pretese che “ci è dovuto”.
Le pretese occludono il desideri del nostro cuore che invece vuole essere consapevole dell’amore che c’è, senza giudizio alcuno.
L’amore in noi chiama l’amore ed è pronto e già gode di ciò che arriva con intima posizione di gratitudine.
La gratitudine facciamola emergere e livello di coscienza e godiamo di questa speciale attitudine perché è la strada della gioia e di una speciale relazione con la vita a cui ciascuno può dare il nome che vuole.

Vieni Amore …io non mi opporrò,
Vieni carezza … mi farò trovare disponibile,
Vieni cura amorevole… mi lascerò avvicinare,
Vieni Amore…di te mi fido,
Vieni Amore…ti riconosco e ti sono grato.

I doni della vita

I doni, i regali grandi e piccoli arrivano a noi. A volte non ricordiamo e non riconosciamo chi li ha portati. Peccato, ma ad ogni modo in ogni regalo e dono che abbiamo ricevuto e che sappiamo riconoscere c’è dentro un messaggio della vita che dice che ci ama e che ci vuole bene…e che a volte si avvale di ignari messaggeri e di convenzionali occasioni per accarezzare il nostro cuore.

40° Seminario di Cinematerapia

Si è tenuto questo fine settimana il 40° Seminario di Cimematerapia. Un bel traguardo per gli eventi di benessere dell’istituto solaris. È stato un seminario molto ricco e si è creata una bella energia e tanti approfondimenti e riflessioni da oggi arricchiscono la vita dei partecipanti.

Vita Ora

Come in pausa, come sospesi al tempo
attendiamo il momento propizio per vivere
e intanto vita già…è.
E’ già vita … mentre combattiamo conflitti vecchi
E’ già vita in ogni contatto superficiale
E’ già vita in ogni carezza data
in ogni dono fatto e ricevuto.
E’ già vita ed è già piena
già pronta per creare
essere grati
amarsi, amare ed essere amati
… e godere
Non più pause, non più sospensioni e attese,
con gratitudine aprire il cuore
respirare l’amore
che vita già è…anche ora.

Alimenti sani e pensieri positivi

Come certi cibi sono da evitare per i valori del colesterolo allo stesso modo certi schemi di pensieri ed abitudini sono da evitare per i valori del nostro benessere e per la nostra serenità. In un caso e nell’altro ci vuole tanto amore per se e fermezza nella rotta del cambiamento.

Accadimenti

Accaddono tante cose ogni giorno. Alcune sono belle, alcune no. Rispetto ad essi poi dobbiamo prendere una posizione… Come loro.

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ACCADDE OGGI: 16 ottobre 1968. Gli atleti statunitensi Tommie Smith e John Carlos vengono espulsi dalla nazionale olimpica. Probabilmente la foto più famosa della storia delle Olimpiadi e una delle più iconiche del Novecento: Tommie Smith, al centro, e John Carlos, a destra, alzano al cielo il pugno avvolto in un guanto nero per dire no al razzismo dopo aver vinto rispettivamente oro e bronzo nei 200 metri. Prima della finale dei 200 metri, Tommie Smith studia qualcosa che sia fatto di vittoria, di silenzio e di grande carica simbolica. Il piano viene studiato e i due atleti dominano la gara applicando poi il loro "piano" sul podio: calzini abbassati per denunciare la povertà della loro gente e pugno guantato di nero (simbolo del Black Power) sollevato durante l'inno nazionale statunitense ascoltato rigorosamente a testa bassa (per vergogna) e una collanina di piccole pietre al collo (“ogni pietra è un nero che si batteva per i diritti e per questo venne linciato”).. Ma tra questi giganti, pochissimi notano il secondo classificato. Un bianco australiano di nome Peter Norman che sembra quasi stonare in mezzo a questi giganti. E' lui a suggerire ai due americani di usare un guanto nero a testa, dato che non ne avevano due paia. Chiede poi di poter utilizzare anche lui lo stemma del Progetto per i Diritti Umani. In suo aiuto accorre il canottiere Paul Hofmann, anche lui attivista del Progetto Olimpico, il quale presta all'atleta australiano il suo stemma. Subito dopo la premiazione scoppia la bufera. Il Comitato Olimpico Internazionale pretende una punizione esemplare. Tommie e John non chiedono scusa venendo così esclusi dal team americano e cacciati dal villaggio Olimpico. Il tempo darà loro ragione. Una sorte diversa toccherà a Norman. Tornato in Australia verrà condannato dai media e successivamente escluso da qualsiasi competizione sportiva nonostante il suo risultato sorprendente alle Olimpiadi. Solo nel 2012 venne riabilitato dal Parlamento Australiano. #lefotografiechehannofattolastoria #accaddeoggi #tommiesmith #johncarlos #peternorman

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Il mio video: “La mia polvere di stelle”

Nel mio percorso formativo l’uso delle arti è una bella qualità. Dieci anni fa ho realizzato questo video a cui ho dato il titolo “La mia polvere di stelle”. Oggi lo ritrovo e mi fa sempre molto piacere rivederlo. Ricordo che ho girato tanto per trovare un gruppo di ragazzi che giocasse in un “campetto” a pallone. Quando vivevo in puglia ed ero ragazzino avevamo anche noi un campetto e da lì sono partite tante avventure.  Come me tanti compagni di viaggio e di formazione hanno realizzato video che potete vedere sulla pagina youtube dell’istituto solaris. Oggi vi auguro buona visione con il mio lavoro.

Mi rendo disponibile a migliorarmi…con amore.

Capita che certe situazioni e certe persone ci stanno pesantemente sulle scatole per non dire altro. Capita che frequentemente quelle situazioni e quelle persone, senza magari saperlo o volerlo, ci mettono in crisi.

Ora vi invito a fare gli artisti ed a vedere alle relazioni con queste persone e alle cose che accadono  in modo “geniale”, fare gli artisti e non le vittime.

Come? Beh ecco la mia proposta. Consideriamo che da loro (i rompiscatole di turno) ci arriva un messaggio grezzo che contiene dento un invito speciale. Un invito a usare meglio le nostre abilità e talenti e ad essere e divenire – semplicemente – delle persone migliori

Quando capita e percepiamo che possiamo fare di più, magari ci sentiamo un pò delusi “nudi, spiazzati e increduli” dato che dentro di noi pensavamo già di essere “migliori”… e invece no! O meglio SI, lo siamo e siamo già molto bravi e abbiamo fatto un sacco di cose buone,  ma quel messaggio arriva dalla vita e dal ns Sè e insieme ci chiedono di essere geniali artisti e non vittime reattive e rabbiose.

Scegliamo così di fare fare cose speciali, a partire dall’assumere la speciale posizione interiore di “apertura e disponibilità a fare nuovi passaggi di crescita”

È obbligatorio? Nulla è obbligatorio, abbiamo la sempre la libertà di scegliere se dare un valore a questi messaggi che arrivano dalle fasi “difficili” oppure se liquidare tutto con il classico “sono solo degli stronzi!”.

Nella fase “burrasca” prendetevi del tempo, ascoltatevi profondamente, entrate in quella area sacra e intima in cui sapete benissimo cosa fare e vi sono ben chiare le opzioni. Confidatevi con qualcuno se lo preferite, scrivete, pregate, chiedete aiuto e usate ogni strumento a vostra disposizione per fare in modo di rendere possibile l’impossibile. Non è un gioco e in queste fasi dalle decisioni deriverà anche la qualità della nostra vita.

Siate certi che tutto prenderà la giusta strada e noi cresceremo ancora e ancora. 

Paradossalmente le situazioni ad e persone che mi/ci mettono in crisi e ci stanno – a volte – sulle scatolette😁😁😁 ci fanno un favore a loro insaputa. E dirò di più: “E se li avessimo scelto noi le situazioni e le persone per vedere meglio i passaggi che desideriamo fare per realizzare il ns progetto, passaggi di cui non abbiamo consapevolezza e che riusciamo a contattare meglio quando contattiamo una sofferenza o un disagio?  Certo poi una volta collaudati gli strumenti della capacità di amarci dell’ascolto del nostro Sè e della capacità di scegliere in libertà di essere artisti e non vittime beh…teniamoli sempre attivi e operativi e come detto “disponibili a farlo”.

Ogni esperienza è un opportunità

A volte amiamo ciò che facciamo, a volte ci è insopportabile… come il lavoro, per esempio. Gioie e dolori, una ricerca continua di armonia ed una continua sfida a superare e trasformare le difficoltà.

Io sono certo che ogni cosa che ci accade ha un senso per noi, e per sapere qual’è ci dobbiamo mettere in ascolto autenticamente.

 

Atelier Lavoro, Arte esistenziale e volo.

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L’ambiente di lavoro è un laboratorio pazzesco, mette a nudo tutto e mette a nudo tanti. Tutti sappiamo vedere le criticità e le potenzialità degli altri ma solo chi ha coraggio e strumenti adeguati può scegliere di andare oltre e vedere le proprie, e se le assume responsabilmente e con intento trasformativo beh allora si fa l’arte e si fanno capriole esistenziali buone per spiccare il volo verso la prossima tappa del cammino della realizzazione di sé.

 

Atelier del Perdono

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Il perdono, dio santo quanto è desiderato questo obiettivo e quanto è arduo il cammino per approdarvi in modo definitivo.

Il perdono è una decisione e va ricucita periodicamente sull’anima nostra, a maglia stretta e fitta così che possa resistere alla rabbia ed all’odio che sono seduttivi e violenti.

Il perdono va alimentato ogni giorno, e va fatto ogni giorno meglio ed ogni giorno richiede sempre maggior impegno e decisione. Lo facciamo per noi, che sia chiaro. Il perdono è un dono che noi facciamo a noi e se dalla nostra anima esso si scuce allora rimettiamo mano all’arte del rammendo e riprendiamo da dove ci siamo fermati e senza giudizio per favore che è un cammino complicato per tutti.

Buona giornata artisti della vita e dell’arte del rammendo, anzi del creare trame fitte di amore e resistenti ad ogni intemperie.

 

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Saggio breve sull’inutilità del Lamento

Il lamento è uno dei modi con cui non cambia assolutamente nulla. Dobbiamo interrompere il lamento mentale, e quello verbale. Non che non ci siano motivi per farlo, sia chiaro, e tutti (dico tutti ma proprio tutti) abbiamo validi motivi per farlo MA DOBBIAMO SMETTERE DI FARLO.

Succede che ogni volta che ci lamentiamo noi mandiamo diciamo indirettamente a noi stessi CHE NON ANDIAMO BENE e questa vi sembra una cosa utile, a me no.

Stop quindi, appizziamo le orecchie dell’anima e impariamo a riconoscere la miriadi di modi in cui “ci scappa” e diventiamo sempre più bravi ogni giorno esercizio dopo esercizio a interrompere SUBITO il rosario.

Accettiamoci, accettiamo tutto quello che abbiamo e che “ora” siamo e ditemi nei commenti se dopo aver chiuso gli occhi ed aver fatto un bel pensiero e affermazione di accettazione non vi sentite più leggeri.

Ecco, questo si che è un modo per alimentare il cambiamento.

Provateci e vi sentirete subito meglio, garantito! E se a volte ci “scappa” di nuovo mi raccomando non siamo troppo cattivi, ma accogliamo di non essere perfetti interrompiamo il lamento e respiriamo e ricominciamo.

Buona giornata a tuttiiiiiii 😀😀👍👍💖💖

Saper Essere per Saper Divenire!

Sapere e conoscere le cause del malessere di una persona, di un gruppo o di un intero paese da solo non basta di per se ad essere la soluzione.

La consapevolezza è uno step fondamentale in ogni progetto di crescita e che necessariamente sottende la parola che più spaventa “ cambiamento”.

Nulla cambia se niente cambia.

Conoscere è un bene quindi e in tanti casi può anche essere una leva motivazionale importante e preziosa, in tanti casi invece è solo un tassello di una costruzione che richiede l’assunzione di responsabilità, l’assunzione in se delle proprie cause e solo da questo ulteriore step si potrà andare ulteriormente avanti accedendo a quella sfera che è la nostra libertà di scelta e soprattutto di scegliere in ragione della nostra progettualità autentica, di quella di un gruppo o di un intero paese.

Il progetto va corteggiato e liberato dentro di noi dalle tante menzogne e azioni e decisioni di “opportunità” prese per far fronte sempre alle esigenze del momento ma che poi sono diventate in modo reiterate delle vere e proprie storie e delle vere e proprie catene di emozioni, idee sulla vita e se stesse.

Consapevolezza, ascolto, assunzione delle proprie responsabilità, progettualità, libertà ed amore per se, capacità di perdonare e perdonarsi, disponibilità a riparare e tante altre sono le competenze che ogni persona che vuole veramente essere artista della propria vita deve acquisire lavorando sodo dentro e fuori di di se.

Sapere quindi è importante ma da solo non basta, ci vuole anche il saper fare…il provare e riprovare senza mai perdere la fiducia incrollabile in se stessi e questo non perché è un obbligo sia chiaro. Possiamo essere fiduciosi e agire questa competenza spirituale perché siamo vivi e questo è un dato di fatto che ci da ogni istante fiducia.

La droga uccide sempre!!

Da adolescente a scuola ed in tv era un continuo parlare dei pericoli delle tossicodipendenze, non so se ne parlavano bene o male. A me fregava poco quello che dicevano, il tema sentivo che non mi interessava direttamente pur conoscendolo.  Non so se quelle parole, quel tanto dire anche negli incontri a scuola abbiano poi davvero scoraggiato qualcuno dall’infognarsi in questa esperienza, spero abbiamo avuto più successo di quanto io ne percepisca. Bisognava informare, si diceva, e soprattutto bisognava conoscere i rischi delle droghe. Era un modo per scardinare il mito su cui invece simili sostanze avevano invece fondato gran parte del loro successo amplificato anche da molti artisti che, come i loro fans, hanno conosciuto il dramma.

La droga non ha smesso di uccidere, io la vedo meno in giro ma non perché non gira più quanto  piuttosto perché i miei giri e le mie abitudini sono cambiati e il tempo che trascorro in strada ed in giro è di meno e comunque diverso rispetto a tanti anni fa.

io e tePrima dell’estate scelgo un libro a caso, scelgo Nicolò Ammanniti e lo porto con me per tutta l’estate fino a l’altra quando metto in pausa i miei studi perchè avevo bisogno di leggere “altro”. Così decido di iniziare a leggerlo e subito vengo catturato dalla storia di Lorenzo e vado avanti,  voracemente. Lungo il racconto sono tante le emozioni che sento dentro, contrastanti a volte, e comunque a sovrastare su tutte è la  speranza che tutto si risolve bene.  Alla fine del libro il mio pensiero è occupato da questa riflessione:”La droga uccide ancora, non è lei che è scomparsa ma solo sono  io che la vedo meno in giro ma solo perché io sono meno in giro”.

Scrivo quindi mentre ho ancora calde le immagini e sento ancora l’odore delle pagine. Scrivo per non lasciare il silenzio sul tema e per amplificare e rilanciare anche dal mio piccolo spazio il messaggio che che come la mafia anche la droga e una montagna di merda e va conosciuta, raccontata per evitare che sotto traccia essa non possa alimentarsi di silenzio e disattenzione…prendersi la vita.

Consiglio la lettura, bel libro scritto bene…a me è piaciuto. Un racconto profondo di incontro tra autenticità e nostre parti che teniamo nascose in cantina e che hanno tanto desiderio di raccontarsi e raccontare, incontrare e trasformare.

Cambiamenti

Curiosità. Immagino non deve essere stato facile. io non ho ancora avuto occasione di guidare “contromano” 😀

Mi prendo cura e alimento i miei progetti

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Amo fare ricerca, apprendere sempre cose nuove, non mi spaventa piegarmi sui libri e amo circondarmi di fogli, penne, libri, rete, e ogni strumento utile alla mia crescita. Mi auguro di non smettere mai di studiare, e di avere stimoli a doverlo fare. E’ chiaro che questa parte di me esprime un mi modo di essere, una parte del mi progetto esistenziale altrimenti come te lo spighi il far parte di una scuola di formazione, di ricerca, di arte, saggezza e crescita personale tutt’assieme?  Quindi che dire, auguro buona crescita e tanto godimento a chi come me in questo momento sta facendo una delle tante cose che più ama. E per evitare che le cose che amiamo un giorno possano finire il mio suggerimento è continuare a coltivarle, stabilire legami di accrescimento, progettare e ascoltarsi sempre con autenticità e consapevolezza di modo che quando arrivano fasi ed ostacoli che ci distolgono allora ci facciamo trovare pronti come i lottatori di Sumo, si centriamo ancora di più, ci amiamo ancora di più, lavoriamo ancora di più, ci facciamo aiutare ancora di più e superiamo la burrasca…e andiamo avanti verso la ns meta.

In questo momento io e la mia storia stiamo approfondendo la conoscenza dei “neuroni specchio” e mi accompagnano un pò di libri di Giacomo Rizzolatti, che li ha scoperti.

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Porte aperte all’Istituto Solaris.Venite a conoscerci.

Ciao Amici,

è prossimo il ns Open day di Settembre. Venite a trovarci, trascorreremo una mattina insieme e saremo lieti di presentarvi la ns scuola di formazione in Counseling, Cinematerapia e Arteterapia. La partecipazione è gratuita. Basta prenotarsi, contattando telefonicamente la Segreteria al numero 0639741817, inviandoci un’email all’indirizzo segreteria@solaris.it, oppure compilando il Modulo sul nostro sito www.artcounseling.org e ricevendo gratuitamente il materiale informativo.

Io ci sarò insieme ai miei tanti colleghi e compagni👍.

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Pronti per ripartire?

Ogni anno in questo periodo mi fermo a pensare sempre la stessa cosa, e forse l’ho già detta a tanti chissà quante volte. A fronte della convenzionale data del 31/12 in cui si fanno i bilanci poi di fatto è settembre, e comunque il periodo agosto/settembre,  il momento in cui i cicli si chiudono e si riaprono. Non lo sentite anche voi questa crescente frequenza di azione e di pensieri che vi fanno capire, come quando si è su una giostra, che si sta per partire?

 

 

Buondì con Amore e Arte

Buongiorno a tutti da me in postazione latte, cacao e biscotti. Come sarà questa nuova giornata? Scegliamo, possiamo farlo. Scegliamo i valori che ci ispireranno e gli obiettivi buoni per noi. Ci saranno momenti emozionali opposti tra di loro come rabbia e gioia, come fiducia e sfiducia.  Si, ci saranno, e ci sono sempre.  Che fare allora? Facciamo come gli artisti, facciamo sintesi di emozioni opposti imitando un pittore che sceglie e mescola i colori a sua disposizione, e prova e riprova fino a trovare la sua mescolanza cromatica speciale ed autentica … il suo tocco unico.  Come lui noi operiamo continue sintesi degli opposti che si presenteranno, tentiamo e ritentiamo. Rendiamoci disponibili e flessibili; ispiriamoci all’amore per noi e visualizziamo l’armonia del nostro essere autentico che come per magia si manifesterà alla nostra consapevolezza e … scegliamoci. Buona giornata a tutti

Profumo di ripresa

Riprendo a studiare, progetti di docenza e preparazione del prossimo seminario di Cinematerapia di ottobre. Intorno il sound è di cicale, bimbi al parco, macchine sulla strada; a farmi compagnia l’amore e la volontà di andare avanti e poi bellissimi boccioli di rose rosa e più avanti un nespolo cresciuto da un seme che insieme con Emma abbiamo interrato anni fa. Creare, dunque, trasformare gli ostacoli e non cedere alla seduzione e di un liberatorio e mortalr “basta, mi arrendo”. Non é ancora tempo di fermarsi, e forse non lo sarà mai. 27 agosto, aria calda in città e tutto è ancora estate e luce e ci sta bene leggere anche la bellissima chiave di lettura del prossimo seminario e da cui mi faccio prendere per mano e mi faccio condurre amorevolmente lungo il sentiero della ripresa. Buona estate e buona luce amici.

“Fare gli artisti e non fare le vittime” (cit e ispirazione da A. Mercurio… e il resto io ðŸ˜€)

Ritornato a casa dopo 3 settimane di vacanze a base di mare, famiglia e paese in Puglia e poi montagna. Il pensiero deriva facilmente sul lamento perché domani ricomincia il lavoro e bla bla bla. Insomma un po’ di malumore c’è e penso sia anche umano. Qui tocca fare una sintesi di opposti, provarci  e va bene anche partire dal rendersi “disponibili a farla.   Dunque non rimuovere il dispiacere di “fine vacanza” e accogliere anche i tanti nuovi progetti da realizzare e che avevano bisogno di un ritorno alla “normalità”. Ora vediamo, oggi pomeriggio Roma è nuvolosa e poco fa c’è stato uno scroscio energico di pioggia e mi piace quando piove forte. Ora visione del film “Hitch” da Netflix in ottima compagnia di Emma, di Rosa ed Elliot. Tra le tante emozioni scelgo il sentimento della gratitudine per la vita che riconosco come “madre” accogliente e donativa, scelgo di essere grato alla vita e mi godo la domenica pomeriggio al meglio.😀

Dunque la sintesi oggi per me è accogliere quel pò di dispiacere  ma esprimere anche tanta gratitudine e rimanere centrato anche sul tanto “pieno” che c’è  ed armonizzare tutte le esperienze.

La meta non è avere ragione… ma essere felici (cit da Antonio Mercurio)

Questa é una delle foto da me scattate nell’ambito del laboratorio di fotografia e spiritualità dell’istituto solaris, scuola di alta formazione per couselor, arteterapeuti e cinematerapeuti.

Vi piace la foto? nei commenti su instagram ho inserito anche un approfondimento sul significato di questo scatto per me. 😁

Maledette le bombe e i loro progetti.

Maledette siano le guerre, le bombe e le lame affilate e le parole di rifiuto e di odio verso fratelli. Maledette siano le strategie ed i piani di azione e gli ordini ad attaccare, ad allontanare, a rinchiudere a sparare. Prego la vita ed il suo supremo progetto che possa non avvalersi più di lacrime e dolore e che trovi nella speranza e nell’amore – che pure é abbondante nell’animo umano- l’energia per tutte le necessarie trasformazioni.

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Joe O’Donnell fu un giornalista e fotografo che lavorò per la United States Information Agency e che in particolare fu inviato a documentare gli effetti delle due bombe atomiche sganciate in Giappone nei 7 mesi successivi agli eventi. In questa fotografia ritrasse un bambino giapponese di 10 anni che, con una freddezza e una forza d'animo fuori dal comune per la propria età, trasporta il fratello minore, ormai deceduto, al forno crematorio. Il fotografo disse che durante il viaggio aveva incontrato numerosi bambini che ne reggevano altri sulle spalle, ma questo ragazzino era evidentemente diverso dagli altri. Era infatti giunto come per compiere una precisa missione che gli era stata affidata: a piedi nudi, con gli abiti consumati e con uno sguardo da soldato rappresentava perfettamente lo spirito di una nazione che seppur colpita duramente fu in grado di reagire a testa alta; il bambino rimase 10 minuti in piedi nell'esatta posa che si vede nella foto, prima che un uomo addetto alla cremazione si curasse del fratellino e lo ponesse sul fuoco. Il giovane restò ancora immobile nella sua posizione, mordendosi le labbra fino a sanguinare; infine si voltò e si incamminò verso casa silenziosamente. #lefotografiechehannofattolastoria #accaddeoggi

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FotoStoria da Instagram

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La storia di Dorando Pietri è degna di un romanzo! Forse l'unico atleta capace di entrare nella leggenda non con un podio, ma con una squalifica. Dorando inizia a correre a livello agonistico e nel 1906 ottiene la qualificazione ai Giochi olimpici intermedi di Atene durante i quali però è costretto al ritiro. Il 1908 è l’anno dei Giochi olimpici di Londra, l'anno del riscatto da quel maledetto ritiro di due anni prima; Dorando si prepara alla maratona da mesi. La tattica di Dorando è quella di non attaccare il gruppo ma di mantenersi nelle retrovie nella prima parte della gara; quando gli atleti inglesi che si trovano al comando iniziano a perdere colpi (è una giornata insolitamente calda), Dorando riesce a rimontare fino a giungere indisturbato la seconda posizione, dietro al sudafricano Charles Hefferson, che lo precede di 4 minuti. Informato che il leader della gara è andato ormai in crisi, Dorando inizia una rimonta portentosa e al 39° km si porta in testa; il dispendio di energie è stato però enorme e l’azzurro va in crisi. Perde lucidità, sbaglia strada e cade almeno 4 volte, esausto. A 200 metri dall'arrivo, di fronte a 75.000 spettatori emozionati, un paio di soccorritori lo aiutano a tagliare il traguardo. Al secondo posto arriva l’americano Johnny Hayes, la cui squadra presenta immediato reclamo. Reclamo accolto: Pietri squalificato. La storia sembra avere però un lieto fine. Dorando non può essere il vincitore ufficiale, ma è indubbio come il suo sforzo abbia conquistato il pubblico e la regina che lo acclamano. Tutto il mondo si dispiace per la mancata vittoria eleggendo Dorando a mito vivente. Il giorno dopo la regina stessa lo premia con una coppa d’argento. Si dice che a suggerire questo encomio riparatore sia stato lo scrittore Artur Conan Doyle, il famoso scrittore. Si dice anche che l’addetto al megafono che ha sorretto Dorando al momento dell’arrivo e che si vede nella famosa foto che ritrae il finale della gara, sia proprio l'autore della fortunata serie di romanzi su Sherlock Holmes. Non ne abbiamo la certezza, ma in fondo, questa è la storia di Dorando.

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Storia dell’aragosta

Condividere è una ricchezza

La condivisione è ricchezza sempre, sia che fa caldo sia che fa freddo, sia che si è felici sia che si è tristi. Quando si vive un dolore e una difficoltà la condivisione con persone care apre a soluzioni inattese e allontana i fantasmi dello sconforto e della paura.

Condividere è un atto di amore per noi stessi, vuol dire che ci vogliamo davvero tanto tanto bene e che ci apriamo al cambiamento uscendo dal guscio dei ” non posso” e dei “nessuno può capire” …e  bla bla bla.

Condividere fa stare bene e fa crescere.

Condividere è un obbligo? NO, è un atto di assoluta libertà. Provare per credere.

 

 

Resilienza

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A star Is Born di Bradley Cooper

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Siamo stati all’Isola del Cinema di Roma, lo scorso sabato. Ogni anno in questo periodo andiamo a godere della magia del cinema all’aperto, vedere un film all’aperto e con tante stelle sulla capoccia.

Quest’anno alla prima uscita in programma c’era ” A Star is Born” di Bradley Cooper.

All’aperto capita di stare con la testa sospesa tra le immagini, la musica e le stelle… ogni tanto poi tra le tante stelle si vede il luccichio delle luci degli aerei e tutto diviene ancor più bello.

Non conoscevo il film, ne avevo sentito parlare ma  non vi ho prestato attenzione, ero distratto.

Ora che l’ho visto: “Che botta pero!”

Non racconterò la trama (la descrive bene wikipedia). In termini antropologici e come cinematerapeuta propongo di vedere i personaggi come tante parti di ognuno di noi. Nel personaggio maschile possiamo vedere ben rappresentata la distruttivita’.

Nel nostro cammino di crescita tante parti devono morire, parti a cui dobbiamo togliere alimento. Il mito del giovane, bello e dannato è trasversale al tempo di ogni epoca umana ma ORA siamo anche in un era storica particolare in cui le consapevolezze sono diffuse e condivise e questo è un bene. La consapevolezza è il faro che assiste la nostra navigazione e insieme alla saggezza – che abbiamo e va risvegliata e alimentata – ci fanno vedere quanto è importante seminare e fortificare la capacità di saper scegliere e armonizzare le nostre tante istanze indirizzandoci verso ciò che alimenta il nostro progetto e i nostri talenti invece che l’opposto.

È un bel film, lo dicono in tanti e sono d’accordo con loro. Crudo nel finale ma che voglio vedere in chiave simbolica a partire proprio da quell’applauso che non è scoccato fragoroso nel finale. Tutti eravamo affranti da in dolore pazzesco da un senso di rabbia e si sfiducia…  io avrei dato un finale diverso perché amo sempre il lieto fine😍.

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Una persona vicina a me camminandomi di fianco sottolineava con i suo amici che nel film ha visto come all’emergere della stella di Ally (Lady Gaga, bravissima aggiungo) gradualmente si percepiva la chiusura e il declino del protagonista maschile. Lento ed inesorabile il Lui del film faceva i conti con la distruttività storica allevata e coltivata per tanto … troppo tempo e “sordo” ai tanti inviti a smetterla!

Per non abortire noi ed i nostri progetti ci sono delle parti che devono morire c’è poco da fare e da dire, sono le ns parti distruttive – distruttive.

Il dolore ha tanti modi per essere vissuto, il protagonista ce ne fa vedere uno attraverso il ricorso all’alcool e alle droghe per non sentire per sballarsi a pezza. Il dolore ci dice la cosmo art può essere anche usato come propulsore della nostra crescita.

Quando lo contattiamo come cosmoartisti noi ne catturiamo il messaggio di trasformazione e ci lavoriamo.

Sotto un cielo di stelle bellissime insieme con la mia compagna di vita e nostra figlia ho visto un bel film, mi sono emozionato e ho provato un grande dolore. Scrivo propri per non renderlo sordo e inutile. Scrivo per lavorare sul dolore a partire dal riconoscere ancora come esso è un aspetto della vita e va armonizzato, come ha fatto Ally, con le cose belle e positive, le opportunità che la vita ci offre di poter crescere.  Come fare? Beh iniziamo a lavorare sull’amore per noi. Riconosciamo che ci amiamo quando facciamo cose e decidiamo cose che ci fanno crescere. Facile no?! Ora cerchiamole nella nostra vita. Ce ne sono tante, ce ne sono poche. Ok anche se non non le troviamo, a maggior ragione, lavoriamo a liberare la nostra capacità di amarci e di amare dagli ostacoli che da qualche parte rendono difficile il nostro cammino.

Giardinieri dell’Anima nostra e artisti della vita.

 

Obbedisco mio Sé.

Obbedisco!!! Mio Sé.

Garibaldi aveva un progetto personale ed aveva un’autorità fuori. Questa autorità non la metteva in  discussione. “Obbedisco” è la formula con cui chiude il suo famoso messaggio al Generale La Marmora che gli chiedeva di arrestare la sua avanzata verso Trento (era agosto del 1866, fonte Wikipedia).

“Obbedisco”…mio Sé, anche se a volte è difficile ma lo faccio…punto.

Il Sè esprime una parte importante di noi, preziosa e speciale. La parte in cui è contenuto il nostro progetto esistenziale, fonte di amore per noi incondizionato e che ci spinge in continuazione alla crescita ed alle trasformazioni.

Come Garibaldi con il suo Generale ( preso qui per il solo simbolismo) anche a noi il nostro progetto e la sua realizzazione può cercare, trovare e scegliere una persona cui  affidarsi, meglio se maestri di saggezza, persone speciali dotati di tanto amore e di speciali qualità umane che ci seguono e ci sostengono nel cammino quando si fa tosta!

A loro ci affidiamo.

Frequentemente i maestri ci chiedono di fare cose, o di rinunciare a qualcosa.  Maestro, Sé fuori di me. Obbedisco mio Sè, ed: “anche se mi pare una sventura quel che chiedi per me è guadagno” (cit. da la preghiera degli Ulissidi di Antonio Mercurio). 

Con il Sé non c’è da trattare. Quando entriamo nella “trattativa” in quel momento il nostro portavoce è l’ “Io Fetale”, ed a questa parte di noi di crescere non frega un bel niente. Testardamente rimane sui motivi del proprio dolore e vuole solo essere risarcito.

Ci caschiamo tutti, frequentemente. Crescere nella consapevolezza è il metodo per cascarci sempre meno…e magari poi “mai più”.

“Quel che tu vuoi (mio Sé) è giusto che accada…e quando tu vuoi allora è tempo”; solo l’IO Persona che è la nostra capacità di decidere e di renderci liberi può scegliere se ascoltare le ragioni mirabolanti e dettagliatamente giustificate dell’Io fetale oppure se seguire le indicazioni a volte dolorose e non sempre chiare del SE’.

A ognuno la libertà…che siamo troppo pronti a trattare, e poche inclini ad obbedire!

Certo, la libertà… ma attenzione che non necessariamente “sbagliando si impara”, anzi….” Si impara tanto e meglio anche amandosi e facendo il bene per se, vale a dire quello che ci fa crescere”.

Obbedisco, mio Sè. Come Ulisse accolto l’invito di Atena ad entrare in casa da mendicante. E vado avanti …

 

Tecniche pratiche di riduzione dell’ansia

A lavoro: Fai bene il tuo lavoro. Non distrarti con il cellulare. Quando c’è qualcosa da fare falla e non rimandare. Rimani centrato e comportati in modo professionale, sii il professionista migliore che vuoi essere. Qualunque cosa accada avrai fatto bene il tuo lavoro e sarà un sicuro successo per la tua autostima e una sconfitta per l’ansia e per le cattive abitudini che non ci fanno crescere.

A scuola: Studia. I buoni risultati si ottengono studiando. Non distrarti a fare altro e otterrai ottimi risultati, garantito!