45°Laboratorio Corale di Cosmo Art – I’m Coming

20190308_122426324831264.jpgCiao cari, domani ci sarà il 45° laboratorio corale di Cosmo Art e sono felice di partecipare, sono grato alla vita di poter partecipare a questo evento speciale, grato al mio cammino cosmoartistico che mi ha portato qui ,  grato alla mia bellissima sposa ed a mia figlia che mi fanno dono del loro tempo e mi permettono di partecipare, grato agli organizzatori dell’evento, grato ad Antonio Mercurio ed a Paola Sensini Mercurio creatori e fondatori della Sophia University of Rome , grato al gruppo Bottega degli artisti per la creazione della bellezza seconda, grato a tutti i compagni che arriveranno da ogni parte del mondo.

Cos’è un laboratorio Corale? Vediamo…, la cosa è molto semplice. Si tratta di un’ occasione in cui un gruppo di persone lavoreremo a partire dalla visione di un bel film. Il film è Joy, lo conoscete?  Non sarà un lavoro individuale bensì un lavoro “corale” e per corale intendo qualcosa in più rispetto al fatto di stare “insieme”. Chiaramente staremo insieme ed insieme lavoreremo ma abbiamo anche un obiettivo comune che è quello di creare ancora una volta quello speciale quantum di energia che sarà risultato di approfondimenti, esplorazioni, condivisioni, sintesi e superamenti, opera d’arte di persone, opera d’arte e bellezza che solo l’essere umano può creare.

Cos’è la cosmo art? Beh per questa vi rimando a questo link in cui vi sono 2 info mie e soprattutto interviste molto utili e ben fatte.

Joy-Movie-PosterLa protagonista del film è una donna che per difficoltà e problematiche familiari ha messo per un po’ da parte i suoi talenti e poi nel corso del film ci fa vedere bene come ora l’atteggiamento vittimismo ora la complicità con i comportamenti distruttivi di alcuni membri della sua famiglia non sono utili per far riemergere i suoi talenti ma, anzi, al contrario portano al fallimento.

La vita chiede a Joy di crescere e di divenire pienamente protagonista della sua vita e responsabile per la realizzazione dei suoi talenti. L’alleanza con le forse costruttive,  da sempre presenti, e soprattutto la consapevolezza delle proprie complicità (dolorosa verità ma anche preziosa risorsa) sono punti di forza per il suo successo perché ora  – come fanno gli artisti – saprà decidere di fare sintesi di tutto il suo percorso e avviare quella grande trasformazione che la porterà a rinascere come persona pienamente artista della sua vita che sa guardare in viso agli ostacoli esteriori (rappresentanti simbolici di sue parti) e che sa decidere di amarsi e di seguire i suoi talenti in modo diretto, pienamente presente e preparata e… il seguito sarà Arte e bellezza.  Brava Joy e ci vediamo domani 😊

 

Noi Siamo il Meglio🥰

Tendiamo a svalutarci un pò troppo pensando che non siamo bravi, che non siamo all’altezza ecc… Frequentemente a questo mood si aggiungono le Iene Ridens dei ns sensi di colpa che latrano e ci insidiano l alibertà. MA, dicevo, noi siamo meglio. Riflettevo in questi giorni alle cose che faccio, e che sono certo anche voi fate. Pensando alle tante nostre attività io affermo che noi tutti siamo il meglio, the best. Affermo questo perché tutto ciò che esiste nella nostra vita è possibile solo perché le cose “buone” che noi abbiamo fatto  e che facciamo sono state e sono molto più delle cose “cattive”.

Per azioni “buone e cattive” non mi rifaccio ad alcun giudizio morale.

Per azioni buone mi riferisco a quelle che sono state utili per la nostra crescita, o che ci hanno permesso e ci permettono di avanzare.

Per azioni cattive, all’opposto, mi riferisco invece a quelle che non ci fanno crescere e ci tengono bloccati.

E’ tutto per oggi. Buonanotte🖐🏻

Buongiorno dalle stelle

Buongiorno a tutti dalla stazione orbitale internazionale. grazie a Emma ho scoperto un applicazione che si chiama isshd gratuita e disponibile su play store. Ci si può collegare e vedere in diretta la terra da lassù tra le stelle. L’immagine scattata è sull’Arabia Saudita.

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Stare bene ed essere felici😀

EssereFelice-1068x580Sul tema della felicità a seguire vi riporto un estratto dall’articolo “Voglio stare bene ed essere felice” a cura di Luana Terzini.  Questo ed altri contenuti speciali contiene la nuova uscita del magazine on line Solaris.it .

“Quando a guidarci sono la responsabilità e il valore di noi stessi, la felicità è una naturale conseguenza. La felicità è una competenza interiore frutto di impegno e di lavoro, fluttuante e stabile al tempo stesso, molto lontana dalla ricerca della perfezione.
E’ fondamentale scegliere un progetto guida che ci insegni a distillare la bellezza anche nelle situazioni dolorose dell’esistenza e che ci guidi come un faro nei momenti bui.
Un progetto guida, proprio come un figlio, richiede presenza quotidiana e la disponibilità a trascenderci verso una sempre maggiore consapevolezza di noi e del mondo che ci circonda. (…) Non commettiamo nessuna colpa nell’essere felici, anzi la colpa è nel non vivere con gioia e pienezza la vita che ci è stata donata.”

Se passate da solaris.it e avete approfondimenti sul tema commentate pure che sono sicuro l’autrice ne sarà felice e saprà rispondere ad ognuno di voi .

Buona felicità a tutti e teniamoci forte che più stiamo uniti al meglio di noi e alle forze positive e costruttive ( come ci dice l’autrice) e meglio è… 😀😀😀

 

 

The Butler- Un maggiordomo alla casa bianca

Frequentemente dopo aver visto un bel film sento il bisogno di spegnere la tv o il pc o lo smartphone che sia e…uscire in strada a camminare. Ho appena finito di vedere The Butler, esco a fare due passi come si fa quando si allunga la strada per stare ancora un po’ in compagnia con un caro amico e raccontarsi ancora.

Buona serata a tutti e ci vediamo domani

Giochiamo a crescere.

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Ciao a tutti, vi ritrovate se dico che frequentemente abbiamo la tentazione o il bisogno di paragonarci agli altri vero? Ok, non lo faremo forse tutti ma tanti lo facciamo, a me almeno capita🤷‍♂️. Può essere che lo facciamo per trovare fuori – nell’altro, appunto – un punto di riferimento e che ci faccia in qualche modo da specchio per capire: “noi a che punto siamo”?

Ma attenzione però, dobbiamo essere cauti nell’uso di questo metodo e usarlo con saggezza e arte! Perché potrebbe capitare di essere “derubati” da seducenti e voluttuosi paragoni che – più che la sana “spinta a migliorarsi” – possono alimentare il bisogno di recriminare.

A volte gli “altri” ci fanno vedere a nostre parti e a cose per le quali non siamo proprio al top. Vediamo le cose che magari a noi non piace fare e che koro fanno, oppure vorremmo fare/avere le cose che vediamo altri fanno/hanno.

Una volta visto poi che facciamo?

Io consiglio di fare come Ulisse con il canto delle sirene. Omero fa passare Ulisse dalle sirene solo una volta affinché potesse ascoltare la profondità del suo desiderio profondo di bramosia di potere e di dominio. Come lui, io penso che sia bene anche per noi conoscere, vedere e sentire … ma poi andiamo avanti e portiamoci via da tali luoghi.

Ulisse saggiamente si è fatto legare per benino dai compagni e anche noi tenendoci fortemente all’amore mi raccomando. Stacchiamo la spina a questo gioco di recriminazione e puntiamo la prua verso la meta che ci piace, quella di riconoscerci il “pieno” che abbiamo e che “siamo”. Possiamo essere soddisfatti di noi perché facciamo il massimo e lavoriamo sodo sui muscoli e sullo spirito per trasformarci e fare sintesi continue tra cose belle e cose no. Facciamo arte?

Ciao cari 😊😊

Fornelli, film e creatività.

Oggi mi sono dedicato alla cucina proponendo un mio cavallo di battaglia, spaghetti alle vongole con un po di pomodorino fresco, aglio e peperoncino…e tanto amore. Mi piace cucinare e quando ho tempo mi ci dedico volentieri a fare lo chef. Tra un passaggio e l’altro ho rivisto il film ” I sogni segreti di Walter Mitty” con cui lavoreremo nel 39° Seminario di Cinematerapia presso Istituto Solaris. Fuori è una bella giornata luminosa di cielo limpido e fresco dopo la ventosa giornata di ieri.

Beh ma ora basta chiacchiere ed ecco a voi il mio capolavoro da leccarsi i baffi 😂😂. Buona domenica a tutti 🤗🤗

Raising the flag on Iwo Jima

Nuova foto e nuova condivisione sempre dall’account instagram che segue. La foto già di suo è bella comunicativa, però anche le notizie a corredo a me piacciono tanto.  Buona domenica a tutti.

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Il 23 febbraio 1945 Joe Rosenthal realizzava uno degli scatti più famosi di sempre. Si chiama "Raising the Flag on Iwo Jima" e rappresenta sei soldati dell’esercito americano intenti ad issare una bandiera degli Stati Uniti sulla cima del monte Suribachi. Il monte era un luogo strategico per il controllo della zona e il controllo era stato ottenuto proprio quella mattina. Rosenthal venne a sapere che per segnare la vittoria i soldati si stavano organizzando per issare una bandiera e decise di raggiungere la montagna. Arrivato in cima scoprì però che la bandiera era già stata issata. Per un colpo di fortuna però si stava decidendo proprio in quei momenti di sostituirla con una più grande. Rosenthal si mise senza successo alla ricerca dei Marines che avevano issato la prima bandiera con l’idea di fotografarli in posa, ma, mentre li stava cercando, si accorse che altri sei soldati stavano per issare la nuova bandiera. Al momento dello scatto Rosenthal si era girato per rispondere a un collega, ragion per cui scattò senza guardare nel mirino e senza sapere di avere scattato quella che sarebbe stata la foto più importante della sua vita e una delle più famose della storia. #lefotografiechehannofattolastoria #flagofourfathers #joerosenthal

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Le chiavi del benessere, l’amore e il perdono

20190223_004955292188928.jpgAvete nel vostro mazzo di chiavi una, o più chiavi, che non sapete più cosa aprono?
Io si, ed in ben 2 mazzi di chiavi!
Recentemente condividevo con una persona questa cosa e ci siamo fatti 4 risate… e ci sta ed è bene anche prenderci un pò in giro.
Per qualche giorno però sono andato in giro con questa immagine e una bozza di riflessione che ha preso a dialogare bene con il mi pensiero ed il mio desiderio di esplorare.
Le chiavi, quindi, ecco che nei casi più frequenti capita che c’è un cambio di serratura e noi non ci siamo aggiornati. Io ad esempio non ho ancora la chiave del cancello centrale del mio condominio; questo infatti subisce frequenti cambi di serratura … e non si contano le volte che ho detto tra me :”ok domani vado a fare la copia”.

Le chiavi è chiaro servono per “aprire” e se non aprono nulla allora non servono a nulla e devono essere riciclate, cambiate! .
Eppure le conserviamo!Ma perché le conserviamo?

Provo a spiegarmelo e per farlo ho bisogno di spostarmi dal regno delle chiavi e del loro rapporto con le serrature a quello delle persone.

Simbolicamente la chiave che non serve più ma che conserviamo non vi sembra rappresenti bene nostre abitudini ormai obsolete e che siamo sempre in tempo utile per cambiarle?

Immersione rapidaaaaa!!! Penso alle pretese ora e alla rabbia ed a tutta l’allegra brigata di emozioni che proviamo quando contattiamo dolore e frustrazioni ed il loro comunicare che pressappoco dice:
Il dolore : Tu non mi hai dato questo? Tu non hai fatto questo?
La rabbia: “Bene allora, io resto come sono e non cambio fino a che tu non mi darai quello che voglio e che mi spetta di diritto.

La permanenza nella reazione rabbiosa al dolore alimenta quello che l’antropologia personalistica esistenziale chiama “il progetto vendicativo”.

Il progetto vendicativo dice pressappoco: “Tu mi hai fatto del male e quindi ho diritto ad essere ripagato per l’ingiustizia subita”.

Ognuno di noi è libero di rimanere su questa posizione è una nostra prerogativa umana, ognuno di noi è anche libero di scegliere altre posizioni come il perdono ad esempio e anche questa è una nostra prerogativa.

Rabbia e perdono sono forze opposte e portano alla realizzazione di mondi e realtà opposte.

Ci sono dolori che ci portiamo dentro e che ricontattiamo in certi momenti, pensiamo al rapporto con l’ambiente di lavoro ed a come in esso si ripropone frequentemente ed in modo proiettivo il tema del rapporto con i genitori per cui se ci siamo sentiti poco amati allora ecco che magari viviamo una dinamica similare a lavoro e dento di noi attendiamo/pretendiamo/pensiamo che l’Azienda ci deve riconoscere e se non lo fa commette una ingiustizia e quindi bla bla bla bla .
L’ambiente lavoro, come a anche la coppia, sono laboratori speciali in cui – se vogliamo e opportunamente preparati magari facendo un percorso di crescita e di consapevolezza – possiamo vedere al nostro mondo interiore ed al nostro posizionamento spirituale rispetto al tema del dolore dandoci la possibilità di decidere ogni momento in modo nuovo e creativo a partire proprio da saper fare continuamente sintesi tra “realtà” e quello che è invece la proiezione di un nostro “nostro vissuto storico”.
Si lo so che è faticoso! Ma non mortifichiamoci, ridiamoci sopra in modo maturo tanto quanto basta e dopo aver goduto un pò nel vittimismo dei non sentirci capaci ecc e bla bla bla cambiamo di nuovo rotta e viriamo decisamente verso il voler stare bene.

Emersione quota periscopioooo. Siamo umani e cambiare è impegnativo e faticoso come faticoso è anche amare ed amarsi. Queste posizioni che passano spesso come smielate romanticherie sono delle vere e proprie imprese alla conquista della nostra libertà e della nostra bellezza e mettono alla prova tutta la nostra forza ed il nostro coraggio.

E allora ripenso tra me: Come mai ancora conservo chiavi che non aprono più nulla? E se fossero rappresentanti del mio progetto vendicativo che ancora pensa di dover aprire… o anzi di avere il diritto di aprire serrature che non esistono più, leggasi seghe mentali?!

Quelle chiavi, la pretesa la rabbia ed il progetto vendicativo non aprono nulla e non hanno mai aperto nulla.
Forse le conserviamo perché abbiamo paura, si perché le chiavi spirituali nuove sono forgiate di materia umana e sudore come consapevolezza del nostro dolore e la decisione di riconoscervi dentro il messaggio di cambiamento che contiene, e questo può spaventare.
Messaggio a chi si è spaventato: Non succede nulla di tutto ciò che vi spaventa, quelli sono solo pensieri neri, la verità è che una volta sfondato il muro della paura voi siete sempre voi e siete migliori e lo percepite bene che siete migliori e vi sentite bene.
Sono le chiavi dell’amore e dell’accettazione, quelle del perdono e del progetto che vogliamo realizzare e potare con noi sempre, esse aprono le porte ad un esistenza più libera e serena.

Certe chiavi non servono più e sono grato alla vita perché questa cosa all’apparenza banale ha saputo ridestare in me una consapevolezza che da un po di tempo non sentivo.
Manteniamoci in contatto con la vita ed osserviamoci e fermiamoci a riflettere, usiamo il simbolismo delle cose che ci accadono, non liquidiamole come banalità perché a volte sono portatrici di messaggi preziosi…che siano chiavi o altro ogni cosa va bene.
Riportiamo quanto ci accade alla nostra storia personale e facciamoci portare dall’ispirazione e mettendoci in ascolto della nostra saggezza interiore che ha un bel messaggio da farci arrivare: “E’ con le decisioni di amore che si aprono le porte del nostro cuore e lo si lascia libero di esistere e creare”.

Odissea_Ulisse_mendicanteE’ tardi e per fortuna domani non si lavora, penso ad Ulisse prima di mettermi a dormire, al suo ritorno a casa da mendicante. Aveva la casa piena di pretendenti, giovani e forti che divoravano le sue ricchezze ed ambivano alla sua sposa. A lui la sua saggezza – attraverso la dea Atena – fa vestire i panni di un mendicante, un mendicante a casa propria, un Re mendicante a casa propria.
Tutti quei Proci ci dice Antonio Mercurio nel suo capolavoro Ipotesi su Ulisse sono le rappresentazioni esteriori delle pretese che ancora vivono in lui e che sono l’ultima parte che deve morire prima che si compia appieno la sua trasformazione in artista della vita.
Penso a Lui e alle chiavi da cambiare per aprire e per percorrere le strade della crescita e del vero amore…le nuove serrature da aprire.

Buonanotte sognatori e creatori di chiavi …nuove.

5 candeline per il mio Blog🎂🎂

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WordPress mi ricorda che oggi è il mio bloganniversario, 5 anni, un lustro😋. Intanto evidenzio che seppur la notifica arriva da un programma mi ha fatto piacere riceverla perchè diversamente questo dato più che un fatto numerico è un ftto progettuale importante per me e che rischiava di passare in sordina…e questo non va bene!

Quindi che dire…sono contento e guardo con fiducia al futuro e alle tante cose che ho in mente di fare e realizzare e che sicuramente passeranno anche da questo mio luogo di scrittura speciale che accoglie i miei pensieri e la condivisione di riflessioni. Grazie a voi che mi seguite e che quando mi contattate sia attraverso i commenti che via e-mail è per me un dono di cui vi sono grato.

Forza Michael

Da un pò su Instagram mi piace seguire questo account, posta sempre cose interessanti e l’abbinamento tra immagine e racconto mi piace. Oggi ne approfitto e lanciare anch’io il mio messaggio di incoraggiamento per Michael Schumacher. L’io ferrarista e l’io umano fanno il tipo per lui e poi io sono un fan sfegatato della speranza e delle storie con il lieto fine.

% di noi

Si dice che del nostro cervello utilizziamo solo il 20%, quindi che figo che sarebbe se riuscissimo a usare anche le  percentuali inutilizzate.

limitlessSecondo voi sono potenzialità buone quelle che non utilizziamo oppure stiamo utilizzando solo la nostra parte migliore?

Domanda esistenziale guardando il film Limitless che narra  chiaramente tutta un’altra storia e che pone tanti altri temi, come la volontà di dominio ad esempio, come il potere…ma quella è un altra storia.

 

Se lo sapesse la mia maestra😂😂

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Io nel mio piccolo sono uno scrittore. E’ una cosa che nemmeno io mi so spiegare ma sta di fatti che scrivo e pur non facendolo di mestiere mi posso comunque definire tale. Lo faccio strano e come noterete uso poco virgole punti e tante altre cose, questo purtroppo non so da cosa dipende e di certo non mi ha aiutato la prematura scomparsa nel mio cuore della maestra di Italiano alle elementari quando alla prima ingiustizia percepita ho detto che tra me, lei e la sua materia la partita era finita😴😴. Con il professore delle superiori poi non ne parliamo, non mi capiva…era chiaro così anche con lui dopo un pò abbiamo sancito un armistizio😣. Storicamente ho sempre avuto una avversione per ciò che mi “dicono di fare” salvo poi ritrovarmi a ripercorrere le stesse strade “a modo mio”. devo migliorare il mio rapporto con l’autorità👑…un giorno!

Oggi voglio dire dell’importanza di riconoscersi un valore. Non aspettiamo che siano altri a farlo e stacchiamo l’alimento del pensiero e del vivere “ruminante” contro il qualcosa o qualcuno che non vede in noi il grande talento che abbiamo dentro. Facciamo venir fuori ciò che amiamo e facciamolo venir fuori senza timore. Altri da cui attendiamo riconoscimento forse come noi attendono che giri il vento a loro favore. E’ una catena contagiosa il dolore e quindi prima lo capiamo e prima liberiamo le nostre ali. Scrivete se vi va di farlo e cantate se lo desiderate come ballare e come stare a terra in un prato per ore a guardare le scie deeglia erei passare. Facciamo quello che vogliamo e mentre lo facciamo riconosciamoci che ci piace tanto tanto.

Animiamo le passioni e le rivoluzionari, e se ci piace e ci fa stare bene continuiamo e quando siamo stanchi prendiamo fiato e poi dopo andiamo avanti ancora…ispiriamoci alle stelle e ricordiamoci che dentro di noi ci sono elementi della loro stessa materia, splendiamo e sintonizziamoci con il cosmo intero e siamo ogni giorno laboratori stellari e saranno tante le creazioni e i contagi creativi che attraverseremo il buco nero dei dolori che a volte ci frenano senza sapere come sia potutto succedere…ma sccccc silenzio non lo dite a nessuno …. io ho un idea e l’ho ascoltata ad un uomo saggio, dice pressappocco che possiamo trasformare il dolore e utilizzarne le energie a nostro favore. Il dolore quando arriva ci dice pressappoco che c’è qualcosa da cambiare, e per iniziare io consiglio di trovare un posto intimo e pregare ma non con l’intento di espiare bensì per mettersi in contatto con le stelle e far vibrare la materia buona dentro di noi.