L’arte di sapere lasciar correre.

Un giorno diciamo che: “Basta, è ora di cambiare!”. Quel giorno è di sicuro un giorno benedetto.

Una volta deciso ci si chiede: “Che fare?”. L’obiettivo a grandi linee è fare o non fare le stesse cose di modo da avere un risultato diverso, il cambiamento appunto.

All’inizio può accadere di andare incontro a delusione perché a fronte della tanta passione magari ci può sembrare che il cambiamento non arriva.

Il cambiamento, questa fase umana tanto desiderata e temuta, si muove lentamente e cresce con noi.

Quando ci ritroviamo in situazioni da cui vogliamo allontanarci anni luce il rischio può essere quello di reagire nel modo “solito” … allora fissiamo bene questo punto: “Quando siamo nel processo di cambiamento non necessariamente dobbiamo sempre sapere cosa fare. Quando non lo sappiamo, piuttosto che fare ciò che non ci piace è anche un bene lasciar correre…fare una passeggiata, decidere sostanzialmente di non reagire e di non alimentare ancora abitudini di azione e reazione.

Quindi anche “non fare”è una cosa buona da fare😊.

Preghiera al SE’_ di Antonio Mercurio

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Leggevo qualche sera fa nel libro “La nascita della cosmo art” di Antonio Mercurio” che Ulisse nel suo viaggio di ritorno è sostenuto sempre dall’intervento di Atena, e la dea opera anche quando l’eroe dai mille patimenti non ne è a conoscenza. Questi, anzi, in più occasioni si “incavola” e pensa e dice (secondo me): “Ma dove cavolo ti sei nascosta mia dea protettrice?! Perché non intervieni, perché non ti mostri e perché non ascolti le mie preghiere?!”. E così il nostro eroe un poco si incavola e a volte è scoraggiato, ma non smette mai di pregare.

Atena, ci dice Antonio Mercurio, nel suo immenso lavoro lettura dell’odissea in chiave CosmoArtistica , simboleggia il Sé di Ulisse e quindi anche il Sé presente in ognuno di noi. E’ la nostra parte saggia, fonte di amore immodificabile per noi e che sempre opera per la nostra crescita e per la realizzazione del nostro progetto esistenziale. Il Sé, che ha ben chiaro quale è il nostro progetto, non perde di vista la meta come può accadere invece a noi quando siamo smarriti nelle nebbie della rabbia e dello sconforto o seguiamo miraggi e seducenti sirene che falsamente si presentano come “la vera meta”. Quando ci smarriamo e ci sentiamo dentro un malessere, questi proprio sono i modi attraverso i quali il nostro Sé ci fa capire che dobbiamo cambiare rotta.

Io, quindi, e tutti noi e ciascuno con il nostro Sé è bene che iniziamo a dialogarci e a conoscerci. Intanto mettiamo un punto fermo sulla qualità di questa parte di noi, E’ UNA PARTE POSITIVA, FONTE DI AMORE E DI CORAGGIO, SEDE DEL NOSTRO PROGETTO ESISTENZIALE UNICO AUTENTICO E IMMODIFICABILE. In sintesi il nostro alleato buono, onnipresente.

Anche mentre ne ignoriamo la presenza, esso opera per noi. Anche quando dopo averlo conosciuto poi ci smarriamo, esso opera per noi.

Dunque vi propongo dalla “Preghiera degli Ulissidi” il passaggio della P”reghiera al Sé”.

Avvertenza dell’autore: Può accadere che il trovarsi per la prima volta di fronte a questa preghiera possa mettere paura ed è un buon segno che questo accada. Significa che il testo tocca dei punti nevralgici del nostro modo di essere e che emerge in noi un forte desiderio e una forte ribellione al cambiamento”

O mio SE’,
Signore della mia vita
E figlio del mio amore
E del mio coraggio,
Quel che Tu vuoi
E’ giusto che accada
E dove Tu vuoi
Io voglio andare.

Aiutami solo a capire:
Perché mi hai messo
In questa situazione?
E che vuoi da me
Che Io faccia?

Quando Tu vuoi
Allora è tempo
E quando Tu vorrai
Io arriverò all’isola
Della bellezza seconda.

Anche se pare
Una sventura
Quel che Tu vuoi
Per me è guadagno.

Ma dimmi:
Che vuoi che io crei
Da tanto dolore?

E che c’è di sbagliato
In me
Che io devo
Trasformare?

Anche se a volte
Mi sento precipitare
Negli abissi
Se Tu lo vuoi
Per me è bene
E per questo
Ho coraggio.

Prima che Io sia Te
E Tu sia me,
Mentre muoio e
Rinasco
Per realizzare i miei sogni
E i tuoi sogni
Nelle tue braccia
Trovo il mio riposo.

Scenario Politico Italia_9. Dopo “Elezioni Europee”.

Ormai tutti sappiamo com’è andata

Cattura

In Europa i cd : Sovranisti non avranno peso. Il più felice della “non vincita” dei Sovranisti è proprio Salvini (o come lo chiama Roberto Saviano “il Ministro della Malavita”) che in questa fase storia incassa i gettoni d’oro senza l’impegno di dover fare nulla. In sostanza continuerà la sua campagna elettorale perenne a suon di slogan contro i più deboli, gli immigrati ad esempio, e zero responsabilità.

Guardiamo all’Italia dunque, dato che questo era l’obiettivo primario del vincitore, riuscire ad aumentare i propri consensi per presentarsi al tavolo del governo e dire con i suoi modi “qui ora comando io”.

Possibili scenari:

  1. I 5S affermano la loro linea ed anzi, vista la batosta elettorale, si irrigidiscono su posizioni storiche ( NO TAV, e basta!) e questo apre lo scontro che il leghista utilizzerà per rompere accusandoli di “non fare” e andare a elezioni anticipate;
  2. I 5S prendono atto che la quelli hanno più consenso e si accodano per non mandare in vacca i progetti di medio- lungo termine ( vedi dare respiro al Reddito di Cittadinanza auspicandosi l’effetto “volano” su acquisti e rilancio produttivo);
  3. I 5S vanno allo scontro su TAV, rompono con lega e si riparte con nuovo contratto con il PD, con l’avallo di Mattarella;

Di sicuro gli sconfitti di queste elezioni, i 5S, non hanno nessun interesse a rompere per tornare a elezioni anticipate in quanto la situazione economica difficile verrebbe da tutti vista e imputata alle loro responsabilità, lo farebbe la lega e lo farebbe il PD.

Voi quali altri scenari ipotizzare e cosa vi auspichereste?

Io credo che le derive xenofobe e razziste di Salvini da sole già bastano per fondare un asse collaborativo di ampio raggio tra i 5S e PD.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

XXV° laboratorio di Antropologia Cosmoartistica

Questo week end a Frascati si è riunita la costellazione della Sophia University of Rome nel XXV laboratorio di Antropologia Cosmoartistica. Il raduno, organizzato dallo IAPE di Tempio Pausania, ha offerto a tutti i partecipanti un approfondito  de libro: “Regole per la navigazione notturna degli Ulissidi” di Antonio Mercurio .

Sono grato allo IAPE di Tempio per le bellissime relazioni che hanno presentato, in ognuna di esse mi ci sono ritrovato e questo mi muove un sentimento ancor più di gratitudine verso di loro che hanno fatto dono di lavori ed esplorazioni belle, profonde ed autentiche.

Le “Regole per la navigazione notturna degli Ulissidi” sono un documento che utilizzo molto, per quelli di voi che volessero leggerle potete trovarle cliccando qui  (Una volta sulla Home page poi cliccate nel menu a destra “discipline e arti”)

Non è stato facile arrivare a questo appuntamento, ma sono felice di aver partecipato insieme con tutti i compagni. In queste occasioni mi piace molto incontrare persone che vengono da ogni parte d’Italia e che come me sono impegnati e innamorati della bellezza del pensiero di Antonio Mercurio. Con molti mi fermo a parlare, di tanti non so il nome ma con tutti ho potuto scambiare anche solo con uno sguardo quello speciale intendimento che ci fa essere una bella coralità in grado di fare viaggi che ci portano a percorrere le profondità tanto del basso quanto dell’alto e consolidare i punti di forza di un progetto personale e corale che continuamente alimenta e rinnova in tutti una grande gioia e tanta speranza.

 

 

Tramonto Cosmico

Ciao a tutti,
con l’applicazione ISS HD ho ripreso un tramonto dalla International Space Station…poi ho messo sotto una musica e ora voglio condividerlo con voi…da vedere lentamente…con calma… fino alla fine…e si possono esprimere anche desideri (aggiungo io 😊).
Buona visione.

 

Il lavoro come mezzo e non come fine

Liberiamoci dall’odio commerciale mi viene da dire oggi, vale a dire di quella speciale forma di modalità di fare attività economica che divora tutto incluse le persone.
Oggi ho scambiato due parole con una commessa in un centro commerciale di Roma. Come si lavora in questi negozi? Pressappoco così:
Chiusure nell’anno 5 giorni (Natale, Santo Stefano, Capodanno, Primo Maggio, Ferragosto) e per il resto si lavora tutti i giorni su turni, non ci sono sabato e domenica liberi e quando sei libero è solo quando sei in ferie.
Tempo fa il ministro Di Maio aveva palesato una proposta di chiusura domenicale obbligatoria per le attività commerciali. Ci vedo del buono in questa proposta, non saprei dire bene cosa perché non credo si possa bloccare tutto eppure io sono sicuro che tutte le persone che lavorano la domenica “sempre” un pò si sono rotti le scatole. Certo il lavoro è importante e molti, anche i lavoratori, avevano criticato la proposta per paura delle ricadute in termini occupazionali che ne sarebbero derivate, paure legittime e che rispetto.
A tratti il tema del tanto tempo passato a lavoro ritorna. Credo che passiamo troppo tempo a lavoro che sotto i fumi dell’odio commerciale diviene una vera e propria prigione che divora tanta parte delle nostra capacità creative che in parte si esprimono attraverso il lavoro ma che hanno bisogno anche di altri ambiti applicativi. Quando il lavoro divorante allora è tempo di fare qualcosa per trasformare e ricondurre questa esperienza della vita umana in una dimensione di utilità e non di fine.
Il mio pensiero di oggi va a tutte le persone che lavorano e che lavorano nei centri commerciali ogni giorno e che hanno ciclicità del cavolo.

Storia del pellegrino e i Tre Spaccapietre

Durante il Medioevo, un pellegrino aveva fatto voto di raggiungere un lontano santuario, come si usava a quei tempi.
Dopo alcuni giorni di cammino, si trovò a passare per una stradina che si inerpicava per il fianco desolato di una collina brulla e bruciata dal sole. Sul sentiero spalancavano la bocca grigia tante cave di pietra. Qua e là degli uomini, seduti per terra, scalpellavano grossi frammenti di roccia per ricavare degli squadrati blocchi di pietra da costruzione.
Il pellegrino si avvicinò al primo degli uomini. Lo guardò con compassione. Polvere e sudore lo rendevano irriconoscibile, negli occhi feriti dalla polvere di pietra si leggeva una fatica terribile. Il suo braccio sembrava una cosa unica con il pesante martello che continuava a sollevare ed abbattere ritmicamente.
“Che cosa fai?”, chiese il pellegrino.
“Non lo vedi?” rispose l’uomo, sgarbato, senza neanche sollevare il capo. “Mi sto ammazzando di fatica”.
Il pellegrino non disse nulla e riprese il cammino.
S’imbatté presto in un secondo spaccapietre. Era altrettanto stanco, ferito, impolverato.
“Che cosa fai?”, chiese anche a lui, il pellegrino.
“Non lo vedi? Lavoro da mattino a sera per mantenere mia moglie e i miei bambini”, rispose l’uomo.
In silenzio, il pellegrino riprese a camminare.
Giunse quasi in cima alla collina. Là c’era un terzo spaccapietre. Era mortalmente affaticato, come gli altri. Aveva anche lui una crosta di polvere e sudore sul volto, ma gli occhi feriti dalle schegge di pietra avevano una strana serenità.
“Che cosa fai?”, chiese il pellegrino.
“Non lo vedi?”, rispose l’uomo, sorridendo con fierezza. “Sto costruendo una cattedrale”.
E con il braccio indicò la valle dove si stava innalzando una grande costruzione, ricca di colonne, di archi e di ardite guglie di pietra grigia, puntate verso il cielo.

Responsabilità e Felicità🌻

(…) Se la responsabilità non è sostenuta da un autentico riconoscimento del proprio valore, potrebbe non essere  sufficiente per realizzare la propria vita ed essere felici.”

Passaggio dalla chiave di lettura del 39° Seminario di Cinematerapia che si tiene oggi pressio Istituto Solaris di Roma.

Buon fine settimana amici del blog🌈

grano e sole_Fotor

Buongiorno creature speciali e speciali figli della vita

Buona domenica miei cari amici del blog. Capita di percepirci – e a volte ci mettiamo davvero – in uno stato di “attesa”. A voi succede? Attendiamo speciali allineamenti di situazioni “fuori di noi”, attendiamo che tutto sia ok. E chi decide quando è ok è il nostro giudice interiore. Che palle però… si che palle perché al giudice pare che non gli sta mai bene niente!!
Succede a tutti credo, accade agli umani. Ok ora che lo sappiamo perà facciamo un passetto oltre questa modalità molto attendista e andiamo su un piano diverso, spirituale e di libertà.
Il fatto è che noi certe nostre “cosucce” le conserviamo caramente nello scrigno delle insoddisfazioni e recriminazioni per cose che “un tempo ” non sono andate come volevamo. Ebbene…è capitato, e mo? E’ bene che facciamo luce su queste pessime abitudini per vivere meglio, stare bene ed essere sempre il più possibile pronti a creare e godere della felicità nella nostra vita. Intorno a noi si muovono cose e si creano possibilità che se mettiamo a tacere il giudice interiore allora scopriamo tanta bellezza. Noi siamo speciali e ovunque noi ci troviamo arrivano messaggi per noi, libertà e capacità creative…ovunque. Prendete la fotografia ad esempio. Io sapete la amo e un pò ci faccio a pugni. Però da un pò sto cambiando e non voglio più attendere di trovarmi in chissà quale speciale congiuntura e per far poi chissà quale foto speciale. Le foto sono dentro di noi e se noi diamo una opportunità al nostro Io Creativo esso dialogherà con il mondo intorno a noi e si creeranno speciali sinergie, la nostra disponibilità ed il nostro desiderio attira naturalmente la nostra piena realizzazione.
Questo scatto che vi dono oggi è un momento di grande gioia per me, perché mi sono fatto dono di entrare in contatto con semini di grano che stanno germogliando proprio dentro casa e che sono curati amorevolmente da mia figlia Emma…e dal sole.
Buona domenica miei cari e cantiamo la vita che ci sta attorno, essa è speciale e parla a noi e di noi in continuazione, diveniamo armonia con le leggi e le forze attrattive che percepiamo e facciamo vibrare il nostro animo artistico.
Fermiamo gli impegni e mettiamo a tacere il giudice interiore “qui e ora” perché noi siamo creature speciali e speciali figli della vita e comunichiamo di arte e di amore e usiamo gli strumenti vicini al nostro cuore…e se è una foto beh…che sia la benvenuta.
La foto oggi ha in se oltre al messaggio della vita anche una dedica speciale per una mia cara amica che compie gli anni, Concetta Maria a cui mando il mio pensiero e la mia energia, lei mi vuole tanto bene e io ne voglio tanto a lei.
piante nascita rinascita

L’Io- Rompiballe. Questo si, quello no. Quello no, questo si

black and white stripes fedora hat
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Non vi è familiare l’immagine di un bambino/a a cui non sta mai bene niente?
Se c’è luce vuole l’ombra, se è bianco vuole nero, se c’è pasta vuole brodo, se c’è pizza vuole gelato, se c’è scarpa vuole ciabatta, se c’è cartone animato vuole film e se c’è film vuole un’altro film, se c’è bici vuole palla, se c’è caldo vuole freddo, se c’è gente non vuole nessuno, se c’è scuola vuole casa, se c’è mamma vuole papà, se c’è cioccolato vuole nocciola, se c’è canzoni vuole libri, se c’è disegno vuole cantare, se c’è coccole vuole essere lasciato in pace, se c’è gioia vuole tristezza.

Vi è familiare?
Non non parlo dei bambini in senso biologico…parlo del bambino che ancora vive in noi. Non vi trovate a volte a sentire a volte come il nostro caro io bambino sta ancora nel pieno di tanti capricci e non gli va mai bene niente?
Mah…a me mi pare tanto tutto molto familiare.
Oggi ad esempi ho sentito forte il mio Io – Rompiballe😀a cui non stava bene proprio niente.