… e comunque Babbo Natale esiste, secondo me! (parte 2)

IMG_5113… prima o poi i figli ci chiedono:”Ma dimmi la verità. Babbo Natale esiste davvero oppure è come dicono in tanti a cui i genitori hanno detto che non esiste e che in verità sono loro che fanno i regali?”. 

Io non ho dubbi, a questa domanda la risposta è: “SI, eccome se esiste!”.

Babbo Natale è energia d’amore e ognuno può chiamarlo come desidera. Come energia è una essenza diffusa in tutto il mondo. Ad un certo punto sulla scia del bisogno di “vedere” l’essere umano ha pensato di costruire un immagine iconica che potesse catturare questa sensazione e che la rappresentasse, appunto, e da allora l’energia ha preso in modo diffuso il nome e le forme di Babbo Natale. Io non ho nulla contro questo nome e sinceramente mi piace e pur non avendolo inventato io di fatti l’ho adottato e quindi sento che esprime anche un mio sentire che mi piace e quindi caro Babbo Natale tu sei il benvenuto.

Babbo Natale, come ci chiedono i più piccoli, come fa a portare tanti regali in una sola notte ed in tutto il mondo? 

Ecco come fa. Lui da solo non può riuscirci ma siccome ha un progetto d’amore,  da sempre, utilizza un energia forte, quella dell’amore e della condivisione. In questo periodo la sua energia si diffonde come fa il polline in un campo di fiori, e l’energia cerca i cuori di tutti grandi e piccini. Moltissimi si lasciano fecondare da tale energia. Essa bussa i cuori, rispettosamente, e una volta entrata apre un canale speciale di dialogo silenzioso e intimo con “il magico mondo dei sogni e dei desideri” al punto che i genitori stessi non sanno bene dove inizia la magia e dove li porta, la sentono e basta e iniziano a sognare ad occhi aperti. Babbo Natale attraverso tutto questo flusso arriva in ogni angolo del mondo.

I doni di babbo natale ai bambini ed agli adulti arrivano sia in modo diretto sia tramite questa rete speciale energia ancora tutta da studiare, anzi che forse è meglio non studiare affatto ma solo lasciarla libera di agire.

Babbo natale esiste cari bambini, come esiste tutto ciò a cui decidiamo di credere. Se molti cinicamente vi dicono che non è vero voi sappiate che quella non è la vostra storia ma che anzi avete un compito speciale e di grande responsabilità che è quello di custodire questa verità nel vostro cuore, alimentarla e rinnovarla.

Ma poi Babbo Natale dove va?  

Babbo natale non va mai via, lui è sempre in giro per il mondo anche in tanti altri momenti dell’anno e diffonde questa energia che è sua, che è tua, che è mia e di tutti.

Fai un bel respiro e chiudi un pochino gli occhi, lascia fluttuare il sogno e la magia e sentirai la frequenza speciale che è anche oggi attiva. Alimentala ogni giorno nel tuo cuore, chiedi in dono ciò che desideri e con fiducia e disponibilità stai pur certo che qualcosa di magico … prima o poi accadrà.

E voi grandi? 

Non so figlia mia come fanno tutti, io credo in questa magia e sono ben felice di poter essere fecondato – e di lasciarmi fecondare ogni anno – da tanta bella e amorevole energia.

Andiamo avanti, oltre la svalutazione

Metti che ci troviamo in una situazione della vita, a lavoro ad esempio, e facciamo fatica a concepire di poter “cambiare”. Che fare? i dico che intanto è bene ascoltarsi profondamente e con coraggio. Poi se l’ascolto è stato fatto bene ci può stare che magari sentiamo che dentro nel profondo di noi oltre agli immancabili ( per fortuna 😥) aspetti pratici,  che rendono difficile il “purtroppo sempre difficile cambiamento” , c’è anche un rumore di fondo a cui diamo il nome di “svalutazione” e che ad ascoltare bene dice – seppur in forme strane e non chiare tanto che è più facile decifrarlo partendo dalle esperienze – che più o meno “non valiamo” e che quindi non meritiamo nessuna posizione migliore perché tanto “questo siamo”!

Beh se dovesse capitare … che fare?  Io dico che per primo è bene imparare ad ascoltarsi e conoscere le proprie emozioni e farle emergere sempre più, renderle dignitose, libere e decolpevolizzarci. Sono cose umane, a ciascuno la sua area di svalutazione!

A più ampio raggio, poi, possiamo  vedere se questo mood lo ritroviamo anche in alte situazioni e stanarle. Una volta fatto questo lavoro prendiamo consapevolezza di un fatto, e cioè che queste sono “menzogna esistenziale” che ci raccontiamo.

Si tratta menzogne, perché se anche è vero che abbiamo delle fragilità e ci fa fatica riconoscercele ed accoglierle è vero anche che ovunque volgiamo lo sguardo possiamo vedere che di fatti in tutto quello che stiamo facendo “qui e ora” la verità è che  “noi valiamo eccome! “.

Il nostro valore reale ha nelle pretese uno dei suoi principali aggressori. Le pretese spesso si annidano nelle aspettative negative, vale a dire in tutte quelle cose che pensiamo di “dover fare” ed in tutti quei traguardi che “dobbiamo per forza raggiungere” per poterci minimamente sentire soddisfatti. Miraggio…lo sappiamo bene. Perché la meta della soddisfazione quando è drogata dalle pretese e dalle aspettative che non si fondano sull’amore per noi e la libertà  diviene una meta che non si raggiunge mai e che ci scappa di continuo alimentando rabbia e odio verso noi stessi, e svalutazione.

Il nostro valore si alimenta di accettazione pura e semplice delle persone che siamo, perché andiamo bene così come siamo, con i nostri talenti e con le cose che dobbiamo migliorare.

Passo dopo passo togliamo alimento al mood negativo e alimentiamo la consapevolezza su ciò che è buono per noi.

Affermo che possiamo scrivere una storia diversa di noi. Il nostro valore crea la vita che vogliamo e la nostra saggezza interiore è la nostra miglior guida, seguiamola.

Rompiamo le catene…e questo mi ha fatto ricordare un passaggio del film “Ricomincio da tre con Massimo Troisi. Il protagonista ci fa vedere bene quello che succede dentro quando non ci diamo un valore, ecco ora che lo sappiamo vogliamoci un sacco di bene, accettiamo le ns fragilità e riconosciamo i nostri meriti che sono tanti e… andiamo avanti.

Il titolo della Clip su you tube è “la gelosia” ma io ci vedo tanto altro.

Buona serata amici

Messaggio dal Nespolo: “Seminare, curare, pregare, fiducia e pazienza.

Che poi ciò che deve germogliare germoglia, ed i frutti arrivano. A volte i semi piantati da tempo attendono più del dovuto per germogliare, a volte può capitare di perdere la speranza e archiviare la cosa. Poi quando meno te lo aspetti la vita sa meravigliarci con il suo progetto ed i suoi tempi. Messaggio al mondo dal piccolo nespolo spuntato nel vaso di casa:” Seminate, prendetevi cura dei vostri progetti e quando non sapete che fare e viene meno la speranza è bene pregare più che disperare…andrà tutto bene! Parola di Nespolo.

 

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Con il Counseling per trasformare “i pensieri svalutanti” e “Riconoscersi un valore”.

Siamo soddisfatti di noi, della nostra vita in generale?  Proviamo ad ascoltarci profondamente e rispondiamo autenticamente alla domanda: “Mi riconosco un valore?”. No, non è un compito per casa e non è nemmeno un compito facile a cui si possa rispondere con un semplice Si o No. Questa è solo una mia riflessione e penso che probabilmente la gran parte di noi si posiziona in uno dei valori che vanno dal  “Si con lode” al “Si, abbastanza” al “Si, però dipende” al “a volte si a volte no” al “quasi Si” al “non proprio SI” al ” poco” al  “No”.

Ovunque ci posizioniamo tra SI con lode ed il NO io penso che ogni momento è buono per iniziare a “riconoscersi un valore”, perché tutti “noi valiamo” e meritiamo di riconoscercelo. Il malessere e l’insoddisfazione sono la voce del nostro “valore” che è in sofferenza, quindi ascoltiamolo.

Per consolidare il nostro valore è utile avere sempre attivo il dialogo interiore  (che è diverso dalle famose seghe mentali), questo è un prezioso canale che alimenta e mantiene attivo ed a nostro favore la consapevolezza di noi stessi, delle nostre emozioni, in relazione alle esperienze che viviamo. In questo modo non rischiamo di addormentarci e saremo sempre i comandanti della nostra esistenza ed in grado di riconoscere di volta in volta gli ostacoli per scegliere ciò che è bene per noi, in armonia con il nostro progetto spirituale e per la nostra crescita.

La capacità di scegliere ciò che è bene per noi va alimentata, protetta e difesa. Va protetta dai pensieri negativi e svalutanti e delle immancabili sirene che ci seducono e spostano le responsabilità sugli altri (il lavoro, i colleghi, il partner, gli amici, i genitori, i figli, lo stato, il partito politico, la squadra avversaria ecc ecc). Su questi aspetti dell’animo umano è bene accendere una luce permanente di consapevolezza per non farci fregare e derubare il nostro prezioso valore.

Un valido aiuto può essere quello di fare percorsi di crescita personale, costellare quindi il proprio cammino anche di alleanze sane e relazioni in cui questa nostra decisione possa trovare un ambito speciale di ascolto, ricerca, dialogo e crescita. E’ necessario? Beh io dico che è uno strumento valido. In questo ambito il counseling è un ottima occasione per poter fare un percorso di crescita. Ci sono tanti professionisti Counselor, io stesso lo sono ma questo post non ha scopo promozionale della mia attività, quindi cercate e trovate quello che può andare bene per voi.

Oggi ho fatto qualche foto e mi piace condividerle con voi. In tutte io vedo l’affermazione di “io valgo”, anche noi valiamo e se percepiamo che ci sono degli ostacoli allora accogliamoci con amore e riconosciamo il messaggi che tramite essi ci arriva dalla nostra vita.  Abbiamo tanti strumenti per trasformarli in occasioni di crescita per fare emergere e splendere la nostra luce. Con il counseling, ad esempio, o con altri percorsi se li preferite…ma l’importante è non perdere di vista la meta e stabilire ottime e sane alleanze buone per ciascuno di noi.

 

 

 

 

Eppur si Muove

A volte amiamo ciò che facciamo, a volte ci è insopportabile… come il lavoro, per esempio. Gioie e dolori, una ricerca continua di armonia ed una continua sfida a superare e trasformare le difficoltà. A volte lo amo e mi piace, a volte no.

Io sono certo che ogni cosa che ci accade ha in se un importante insegnamento per noi e…e pregare è un modo per capire cosa è bene fare.

Stasera allora vi auguro buonanotte con un passaggio della preghiera al SE’ di Antonio Mercurio.

“Mio Sé Signore della mia vita e figlio del mio amore e del mio coraggio, quel che tu vuoi è giusto che accada e dove tu vuoi io voglio andare. Ma aiutami a capire perché mi hai messo in questa situazione cosa vuoi da me che io faccia? (…)”

Notte a tutti e manteniamo sempre libero il dialogo con la nostra saggezza interiore e stiamo pur certi che la risposta arriva e quando arriva grande è la meraviglia nel vedere che poi davvero tutto aveva un suo ordine speciale…anche se non era facile da vedere.

Eppur si muove.

 

Atelier Lavoro, Arte esistenziale e volo.

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L’ambiente di lavoro è un laboratorio pazzesco, mette a nudo tutto e mette a nudo tanti. Tutti sappiamo vedere le criticità e le potenzialità degli altri ma solo chi ha coraggio e strumenti adeguati può scegliere di andare oltre e vedere le proprie, e se le assume responsabilmente e con intento trasformativo beh allora si fa l’arte e si fanno capriole esistenziali buone per spiccare il volo verso la prossima tappa del cammino della realizzazione di sé.

 

Atelier del Perdono

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Il perdono, dio santo quanto è desiderato questo obiettivo e quanto è arduo il cammino per approdarvi in modo definitivo.

Il perdono è una decisione e va ricucita periodicamente sull’anima nostra, a maglia stretta e fitta così che possa resistere alla rabbia ed all’odio che sono seduttivi e violenti.

Il perdono va alimentato ogni giorno, e va fatto ogni giorno meglio ed ogni giorno richiede sempre maggior impegno e decisione. Lo facciamo per noi, che sia chiaro. Il perdono è un dono che noi facciamo a noi e se dalla nostra anima esso si scuce allora rimettiamo mano all’arte del rammendo e riprendiamo da dove ci siamo fermati e senza giudizio per favore che è un cammino complicato per tutti.

Buona giornata artisti della vita e dell’arte del rammendo, anzi del creare trame fitte di amore e resistenti ad ogni intemperie.

 

Thanks to https://pixabay.com/it/photos/viking-norvegia-medievale-cucire-1493685/#_=_ for foto

Mi prendo cura e alimento i miei progetti

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Amo fare ricerca, apprendere sempre cose nuove, non mi spaventa piegarmi sui libri e amo circondarmi di fogli, penne, libri, rete, e ogni strumento utile alla mia crescita. Mi auguro di non smettere mai di studiare, e di avere stimoli a doverlo fare. E’ chiaro che questa parte di me esprime un mi modo di essere, una parte del mi progetto esistenziale altrimenti come te lo spighi il far parte di una scuola di formazione, di ricerca, di arte, saggezza e crescita personale tutt’assieme?  Quindi che dire, auguro buona crescita e tanto godimento a chi come me in questo momento sta facendo una delle tante cose che più ama. E per evitare che le cose che amiamo un giorno possano finire il mio suggerimento è continuare a coltivarle, stabilire legami di accrescimento, progettare e ascoltarsi sempre con autenticità e consapevolezza di modo che quando arrivano fasi ed ostacoli che ci distolgono allora ci facciamo trovare pronti come i lottatori di Sumo, si centriamo ancora di più, ci amiamo ancora di più, lavoriamo ancora di più, ci facciamo aiutare ancora di più e superiamo la burrasca…e andiamo avanti verso la ns meta.

In questo momento io e la mia storia stiamo approfondendo la conoscenza dei “neuroni specchio” e mi accompagnano un pò di libri di Giacomo Rizzolatti, che li ha scoperti.

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A star Is Born di Bradley Cooper

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Siamo stati all’Isola del Cinema di Roma, lo scorso sabato. Ogni anno in questo periodo andiamo a godere della magia del cinema all’aperto, vedere un film all’aperto e con tante stelle sulla capoccia.

Quest’anno alla prima uscita in programma c’era ” A Star is Born” di Bradley Cooper.

All’aperto capita di stare con la testa sospesa tra le immagini, la musica e le stelle… ogni tanto poi tra le tante stelle si vede il luccichio delle luci degli aerei e tutto diviene ancor più bello.

Non conoscevo il film, ne avevo sentito parlare ma  non vi ho prestato attenzione, ero distratto.

Ora che l’ho visto: “Che botta pero!”

Non racconterò la trama (la descrive bene wikipedia). In termini antropologici e come cinematerapeuta propongo di vedere i personaggi come tante parti di ognuno di noi. Nel personaggio maschile possiamo vedere ben rappresentata la distruttivita’.

Nel nostro cammino di crescita tante parti devono morire, parti a cui dobbiamo togliere alimento. Il mito del giovane, bello e dannato è trasversale al tempo di ogni epoca umana ma ORA siamo anche in un era storica particolare in cui le consapevolezze sono diffuse e condivise e questo è un bene. La consapevolezza è il faro che assiste la nostra navigazione e insieme alla saggezza – che abbiamo e va risvegliata e alimentata – ci fanno vedere quanto è importante seminare e fortificare la capacità di saper scegliere e armonizzare le nostre tante istanze indirizzandoci verso ciò che alimenta il nostro progetto e i nostri talenti invece che l’opposto.

È un bel film, lo dicono in tanti e sono d’accordo con loro. Crudo nel finale ma che voglio vedere in chiave simbolica a partire proprio da quell’applauso che non è scoccato fragoroso nel finale. Tutti eravamo affranti da in dolore pazzesco da un senso di rabbia e si sfiducia…  io avrei dato un finale diverso perché amo sempre il lieto fine😍.

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Una persona vicina a me camminandomi di fianco sottolineava con i suo amici che nel film ha visto come all’emergere della stella di Ally (Lady Gaga, bravissima aggiungo) gradualmente si percepiva la chiusura e il declino del protagonista maschile. Lento ed inesorabile il Lui del film faceva i conti con la distruttività storica allevata e coltivata per tanto … troppo tempo e “sordo” ai tanti inviti a smetterla!

Per non abortire noi ed i nostri progetti ci sono delle parti che devono morire c’è poco da fare e da dire, sono le ns parti distruttive – distruttive.

Il dolore ha tanti modi per essere vissuto, il protagonista ce ne fa vedere uno attraverso il ricorso all’alcool e alle droghe per non sentire per sballarsi a pezza. Il dolore ci dice la cosmo art può essere anche usato come propulsore della nostra crescita.

Quando lo contattiamo come cosmoartisti noi ne catturiamo il messaggio di trasformazione e ci lavoriamo.

Sotto un cielo di stelle bellissime insieme con la mia compagna di vita e nostra figlia ho visto un bel film, mi sono emozionato e ho provato un grande dolore. Scrivo propri per non renderlo sordo e inutile. Scrivo per lavorare sul dolore a partire dal riconoscere ancora come esso è un aspetto della vita e va armonizzato, come ha fatto Ally, con le cose belle e positive, le opportunità che la vita ci offre di poter crescere.  Come fare? Beh iniziamo a lavorare sull’amore per noi. Riconosciamo che ci amiamo quando facciamo cose e decidiamo cose che ci fanno crescere. Facile no?! Ora cerchiamole nella nostra vita. Ce ne sono tante, ce ne sono poche. Ok anche se non non le troviamo, a maggior ragione, lavoriamo a liberare la nostra capacità di amarci e di amare dagli ostacoli che da qualche parte rendono difficile il nostro cammino.

Giardinieri dell’Anima nostra e artisti della vita.

 

Obbedisco mio Sé.

Obbedisco!!! Mio Sé.

Garibaldi aveva un progetto personale ed aveva un’autorità fuori. Questa autorità non la metteva in  discussione. “Obbedisco” è la formula con cui chiude il suo famoso messaggio al Generale La Marmora che gli chiedeva di arrestare la sua avanzata verso Trento (era agosto del 1866, fonte Wikipedia).

“Obbedisco”…mio Sé, anche se a volte è difficile ma lo faccio…punto.

Il Sè esprime una parte importante di noi, preziosa e speciale. La parte in cui è contenuto il nostro progetto esistenziale, fonte di amore per noi incondizionato e che ci spinge in continuazione alla crescita ed alle trasformazioni.

Come Garibaldi con il suo Generale ( preso qui per il solo simbolismo) anche a noi il nostro progetto e la sua realizzazione può cercare, trovare e scegliere una persona cui  affidarsi, meglio se maestri di saggezza, persone speciali dotati di tanto amore e di speciali qualità umane che ci seguono e ci sostengono nel cammino quando si fa tosta!

A loro ci affidiamo.

Frequentemente i maestri ci chiedono di fare cose, o di rinunciare a qualcosa.  Maestro, Sé fuori di me. Obbedisco mio Sè, ed: “anche se mi pare una sventura quel che chiedi per me è guadagno” (cit. da la preghiera degli Ulissidi di Antonio Mercurio). 

Con il Sé non c’è da trattare. Quando entriamo nella “trattativa” in quel momento il nostro portavoce è l’ “Io Fetale”, ed a questa parte di noi di crescere non frega un bel niente. Testardamente rimane sui motivi del proprio dolore e vuole solo essere risarcito.

Ci caschiamo tutti, frequentemente. Crescere nella consapevolezza è il metodo per cascarci sempre meno…e magari poi “mai più”.

“Quel che tu vuoi (mio Sé) è giusto che accada…e quando tu vuoi allora è tempo”; solo l’IO Persona che è la nostra capacità di decidere e di renderci liberi può scegliere se ascoltare le ragioni mirabolanti e dettagliatamente giustificate dell’Io fetale oppure se seguire le indicazioni a volte dolorose e non sempre chiare del SE’.

A ognuno la libertà…che siamo troppo pronti a trattare, e poche inclini ad obbedire!

Certo, la libertà… ma attenzione che non necessariamente “sbagliando si impara”, anzi….” Si impara tanto e meglio anche amandosi e facendo il bene per se, vale a dire quello che ci fa crescere”.

Obbedisco, mio Sè. Come Ulisse accolto l’invito di Atena ad entrare in casa da mendicante. E vado avanti …

 

Tecniche pratiche di riduzione dell’ansia

A lavoro: Fai bene il tuo lavoro. Non distrarti con il cellulare. Quando c’è qualcosa da fare falla e non rimandare. Rimani centrato e comportati in modo professionale, sii il professionista migliore che vuoi essere. Qualunque cosa accada avrai fatto bene il tuo lavoro e sarà un sicuro successo per la tua autostima e una sconfitta per l’ansia e per le cattive abitudini che non ci fanno crescere.

A scuola: Studia. I buoni risultati si ottengono studiando. Non distrarti a fare altro e otterrai ottimi risultati, garantito!

 

Nessun Dorma

Il cambiamento nasce da una decisione molto intima della persona, e sia benvenuto ogni movimento di avanzamento qualunque sia l’origine e l’energia che la alimenta.

Cambiare, dicevo anche nel precedente post, passa necessariamente da non ripetere ciò che non si vuole più.

Il cambiamento nel suo divenire si rinforza delle esperienze che la persona fa.

Ok, esploriamo l’ipotesi di cambiamento che nasce dalla volontà e dalla necessità di mettere fine ad una visione pessimistica della vita.

Vi potrebbe capitare anche dopo tanto lavoro di decisione e di consapevolezza di percepire che siete “arrivati”, ma facciamo attenzione ad abbassare la guardia.  Si, attenzione, perché capita frequentemente che dopo aver consolidato dei risultati positivi ci prendiamo certe  “libertà” con vecchi compagni di schemi esistenziali e abitudini. Avviene tutto tanto velocemente e tanto in modo innocuo e innocente come tra vecchi amici che ci sembra non vi sia nulla di negativo in questo. E qui ci facciamo lo sgambetto. Ora senza darci troppo addosso, che capita a tutti di smarrire la strada a volte, l’importante è fare tosoro ti tutto ciò che ci accade perché tutto è esperienza preziosissima per noi. Un fatto del genere ci fa capire, se non lo avessimo ancora chiaro, come noi siamo responsabili di tutte le nostre esperienze sia di quelle positive che di quelle negative.

Osserviamoci e notiamo come certi schemi sono in noi ben collaudati, certi pensieri e visioni sono talmente approfondite che basta aprire la bocca e diamo fiato a un certo modo di esistere o comunque di descrivere l’esistenza.

Osserviamoci e lavoriamo sodo e state pur certi che arriva un momento in cui starete per fare o dire qualcosa e vi sentirete liberi di scegliere, e sentirete la seduzione come le sirene per Ulisse, e sentirete il dramma della scelta, sentirete quanto è difficile cambiare davvero prendendo una posizione nuova e costruendo una realtà nuova, e sentirete che è bellissimo e che siete fieri di voi…e fate bene ad esserlo perché ve lo meritate.  Nessun Dorma, quindi…

Preghiera al SE’_ di Antonio Mercurio

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Leggevo qualche sera fa nel libro “La nascita della cosmo art” di Antonio Mercurio” che Ulisse nel suo viaggio di ritorno è sostenuto sempre dall’intervento di Atena, e la dea opera anche quando l’eroe dai mille patimenti non ne è a conoscenza. Questi, anzi, in più occasioni si “incavola” e pensa e dice (secondo me): “Ma dove cavolo ti sei nascosta mia dea protettrice?! Perché non intervieni, perché non ti mostri e perché non ascolti le mie preghiere?!”. E così il nostro eroe un poco si incavola e a volte è scoraggiato, ma non smette mai di pregare.

Atena, ci dice Antonio Mercurio, nel suo immenso lavoro lettura dell’odissea in chiave CosmoArtistica , simboleggia il Sé di Ulisse e quindi anche il Sé presente in ognuno di noi. E’ la nostra parte saggia, fonte di amore immodificabile per noi e che sempre opera per la nostra crescita e per la realizzazione del nostro progetto esistenziale. Il Sé, che ha ben chiaro quale è il nostro progetto, non perde di vista la meta come può accadere invece a noi quando siamo smarriti nelle nebbie della rabbia e dello sconforto o seguiamo miraggi e seducenti sirene che falsamente si presentano come “la vera meta”. Quando ci smarriamo e ci sentiamo dentro un malessere, questi proprio sono i modi attraverso i quali il nostro Sé ci fa capire che dobbiamo cambiare rotta.

Io, quindi, e tutti noi e ciascuno con il nostro Sé è bene che iniziamo a dialogarci e a conoscerci. Intanto mettiamo un punto fermo sulla qualità di questa parte di noi, E’ UNA PARTE POSITIVA, FONTE DI AMORE E DI CORAGGIO, SEDE DEL NOSTRO PROGETTO ESISTENZIALE UNICO AUTENTICO E IMMODIFICABILE. In sintesi il nostro alleato buono, onnipresente.

Anche mentre ne ignoriamo la presenza, esso opera per noi. Anche quando dopo averlo conosciuto poi ci smarriamo, esso opera per noi.

Dunque vi propongo dalla “Preghiera degli Ulissidi” il passaggio della P”reghiera al Sé”.

Avvertenza dell’autore: Può accadere che il trovarsi per la prima volta di fronte a questa preghiera possa mettere paura ed è un buon segno che questo accada. Significa che il testo tocca dei punti nevralgici del nostro modo di essere e che emerge in noi un forte desiderio e una forte ribellione al cambiamento”

O mio SE’,
Signore della mia vita
E figlio del mio amore
E del mio coraggio,
Quel che Tu vuoi
E’ giusto che accada
E dove Tu vuoi
Io voglio andare.

Aiutami solo a capire:
Perché mi hai messo
In questa situazione?
E che vuoi da me
Che Io faccia?

Quando Tu vuoi
Allora è tempo
E quando Tu vorrai
Io arriverò all’isola
Della bellezza seconda.

Anche se pare
Una sventura
Quel che Tu vuoi
Per me è guadagno.

Ma dimmi:
Che vuoi che io crei
Da tanto dolore?

E che c’è di sbagliato
In me
Che io devo
Trasformare?

Anche se a volte
Mi sento precipitare
Negli abissi
Se Tu lo vuoi
Per me è bene
E per questo
Ho coraggio.

Prima che Io sia Te
E Tu sia me,
Mentre muoio e
Rinasco
Per realizzare i miei sogni
E i tuoi sogni
Nelle tue braccia
Trovo il mio riposo.

XXV° laboratorio di Antropologia Cosmoartistica

Questo week end a Frascati si è riunita la costellazione della Sophia University of Rome nel XXV laboratorio di Antropologia Cosmoartistica. Il raduno, organizzato dallo IAPE di Tempio Pausania, ha offerto a tutti i partecipanti un approfondito  de libro: “Regole per la navigazione notturna degli Ulissidi” di Antonio Mercurio .

Sono grato allo IAPE di Tempio per le bellissime relazioni che hanno presentato, in ognuna di esse mi ci sono ritrovato e questo mi muove un sentimento ancor più di gratitudine verso di loro che hanno fatto dono di lavori ed esplorazioni belle, profonde ed autentiche.

Le “Regole per la navigazione notturna degli Ulissidi” sono un documento che utilizzo molto, per quelli di voi che volessero leggerle potete trovarle cliccando qui  (Una volta sulla Home page poi cliccate nel menu a destra “discipline e arti”)

Non è stato facile arrivare a questo appuntamento, ma sono felice di aver partecipato insieme con tutti i compagni. In queste occasioni mi piace molto incontrare persone che vengono da ogni parte d’Italia e che come me sono impegnati e innamorati della bellezza del pensiero di Antonio Mercurio. Con molti mi fermo a parlare, di tanti non so il nome ma con tutti ho potuto scambiare anche solo con uno sguardo quello speciale intendimento che ci fa essere una bella coralità in grado di fare viaggi che ci portano a percorrere le profondità tanto del basso quanto dell’alto e consolidare i punti di forza di un progetto personale e corale che continuamente alimenta e rinnova in tutti una grande gioia e tanta speranza.

 

 

Storia del pellegrino e i Tre Spaccapietre

Durante il Medioevo, un pellegrino aveva fatto voto di raggiungere un lontano santuario, come si usava a quei tempi.
Dopo alcuni giorni di cammino, si trovò a passare per una stradina che si inerpicava per il fianco desolato di una collina brulla e bruciata dal sole. Sul sentiero spalancavano la bocca grigia tante cave di pietra. Qua e là degli uomini, seduti per terra, scalpellavano grossi frammenti di roccia per ricavare degli squadrati blocchi di pietra da costruzione.
Il pellegrino si avvicinò al primo degli uomini. Lo guardò con compassione. Polvere e sudore lo rendevano irriconoscibile, negli occhi feriti dalla polvere di pietra si leggeva una fatica terribile. Il suo braccio sembrava una cosa unica con il pesante martello che continuava a sollevare ed abbattere ritmicamente.
“Che cosa fai?”, chiese il pellegrino.
“Non lo vedi?” rispose l’uomo, sgarbato, senza neanche sollevare il capo. “Mi sto ammazzando di fatica”.
Il pellegrino non disse nulla e riprese il cammino.
S’imbatté presto in un secondo spaccapietre. Era altrettanto stanco, ferito, impolverato.
“Che cosa fai?”, chiese anche a lui, il pellegrino.
“Non lo vedi? Lavoro da mattino a sera per mantenere mia moglie e i miei bambini”, rispose l’uomo.
In silenzio, il pellegrino riprese a camminare.
Giunse quasi in cima alla collina. Là c’era un terzo spaccapietre. Era mortalmente affaticato, come gli altri. Aveva anche lui una crosta di polvere e sudore sul volto, ma gli occhi feriti dalle schegge di pietra avevano una strana serenità.
“Che cosa fai?”, chiese il pellegrino.
“Non lo vedi?”, rispose l’uomo, sorridendo con fierezza. “Sto costruendo una cattedrale”.
E con il braccio indicò la valle dove si stava innalzando una grande costruzione, ricca di colonne, di archi e di ardite guglie di pietra grigia, puntate verso il cielo.

Responsabilità e Felicità🌻

(…) Se la responsabilità non è sostenuta da un autentico riconoscimento del proprio valore, potrebbe non essere  sufficiente per realizzare la propria vita ed essere felici.”

Passaggio dalla chiave di lettura del 39° Seminario di Cinematerapia che si tiene oggi pressio Istituto Solaris di Roma.

Buon fine settimana amici del blog🌈

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Buongiorno creature speciali e speciali figli della vita

Buona domenica miei cari amici del blog. Capita di percepirci – e a volte ci mettiamo davvero – in uno stato di “attesa”. A voi succede? Attendiamo speciali allineamenti di situazioni “fuori di noi”, attendiamo che tutto sia ok. E chi decide quando è ok è il nostro giudice interiore. Che palle però… si che palle perché al giudice pare che non gli sta mai bene niente!!
Succede a tutti credo, accade agli umani. Ok ora che lo sappiamo perà facciamo un passetto oltre questa modalità molto attendista e andiamo su un piano diverso, spirituale e di libertà.
Il fatto è che noi certe nostre “cosucce” le conserviamo caramente nello scrigno delle insoddisfazioni e recriminazioni per cose che “un tempo ” non sono andate come volevamo. Ebbene…è capitato, e mo? E’ bene che facciamo luce su queste pessime abitudini per vivere meglio, stare bene ed essere sempre il più possibile pronti a creare e godere della felicità nella nostra vita. Intorno a noi si muovono cose e si creano possibilità che se mettiamo a tacere il giudice interiore allora scopriamo tanta bellezza. Noi siamo speciali e ovunque noi ci troviamo arrivano messaggi per noi, libertà e capacità creative…ovunque. Prendete la fotografia ad esempio. Io sapete la amo e un pò ci faccio a pugni. Però da un pò sto cambiando e non voglio più attendere di trovarmi in chissà quale speciale congiuntura e per far poi chissà quale foto speciale. Le foto sono dentro di noi e se noi diamo una opportunità al nostro Io Creativo esso dialogherà con il mondo intorno a noi e si creeranno speciali sinergie, la nostra disponibilità ed il nostro desiderio attira naturalmente la nostra piena realizzazione.
Questo scatto che vi dono oggi è un momento di grande gioia per me, perché mi sono fatto dono di entrare in contatto con semini di grano che stanno germogliando proprio dentro casa e che sono curati amorevolmente da mia figlia Emma…e dal sole.
Buona domenica miei cari e cantiamo la vita che ci sta attorno, essa è speciale e parla a noi e di noi in continuazione, diveniamo armonia con le leggi e le forze attrattive che percepiamo e facciamo vibrare il nostro animo artistico.
Fermiamo gli impegni e mettiamo a tacere il giudice interiore “qui e ora” perché noi siamo creature speciali e speciali figli della vita e comunichiamo di arte e di amore e usiamo gli strumenti vicini al nostro cuore…e se è una foto beh…che sia la benvenuta.
La foto oggi ha in se oltre al messaggio della vita anche una dedica speciale per una mia cara amica che compie gli anni, Concetta Maria a cui mando il mio pensiero e la mia energia, lei mi vuole tanto bene e io ne voglio tanto a lei.
piante nascita rinascita