Buon we a tutti

Io:Che dici Elliot ci facciamo un selfie?

Elliot: Sarebbe?

Io: Sarebbe che ci mettiamo in posa e poi click.

Elliot: E io che devo fare?

Io: Fai il tipo intellettuale😁😁😂

Elliot: Vabbe ho capito…faccio finta che ho visto una tipa ma mi mostro indifferente…vai sono pronto, al mio tre; 1 ..2 .click😁

Orchidea tutto bene?

IMG_9282_1Un orchidea è meno bella se per tempo ed età un pò si appoggia? Non credo, bella rimani anche appoggiata a terra …fresca con la pioggia tutta attorno. Che vecchia non sono – dice la dea – … ma mi riposo un attimo, un po prendo tempo…non me ne vogliate…va tutto bene e son sempre profumata e bella.

La triste ricerca del colpevole.

Quando accade qualcosa di brutto e ci assale l’angoscia e l’impotenza ci parte la ricerca del colpevole “fuori”. Perché una persona muore all’improvviso? Perché il tuo amico a 4 zampe rischia di morire? Di chi è la colpa. Tendiamo a cercare una soluzione ed una giustificazione “comunque” per non contattare il dolore freddo dell’impotenza. E se un colpevole fuori non lo troviamo allora forse i colpevoli siamo noi, perche non siamo stati attenti, bravi ecc! Che fare allora? Dobbiamo imparare a “starci” ed a accettare che certe cose succedono e fanno male come se ci schiacciamo le dita ad una porta…fa un dolore bestiale. Accettiamo che non siamo perfetti ed onnipotenti e se vi accettiamo a fondo seminiamo terreno fertile per il perdono e ulteriore amore da far crescere in noi, da usare e da mostrare per insegnare ad altri ed ai bambini che accadono incidenti nella vita e che si chiamano incidenti proprio perché non è colpa di nessuno…ma non per questo quando accade fa meno male.

Elliot… Non Mollare! Real time

H 8:30. Ritorniamo dal veterinario. Quando si é giovani e scapestrati capita. Così eccomi al 3 giorno di convalescenza. Un ospedale, poi una giornata dal veterinario con flebo ed ora di nuovo a controllo. Devo aver mangiato qualcosa e da giorni sono spossato con febbre e mangio poco. Meno male che c’è quest’uomo paziente e Emma e Rosa che si prendono cura di me…e oggi mi porta pure in braccio perché io non riesco a fare tanta strada. Certo speriamo bene…perché non mi sento tanto in forma😣😣

Aggiornamento: Ore 14. Purtroppo pare ci sia una grave infezione intestinale e urge ricovero in terapia intensiva. Dai Elliotttttttt!!!!!!!😟😟

h 16:00 diagnosi di parvovirosi canina confermata. Brutto virus, anche letale. Ora é ricoverato con terapia di sostegno. Elliot sei in buone mani, e noi facciamo il tifo per te 💪💪

h 19:51. Non abbiamo notizie di Elliot. Domani potremo andare a visitarlo dalle 14 alle 16. E fino a quel momento non è possibile fare richieste di info via filo. A detta dei medici se non ci sentiamo é positivo perché vuol dire che non ci sono cose gravi e che invece, laddove vi fossero complicazioni e/o necessità fu fare indagini extra o interventi imprevisti ci chiameranno per informarci. Quindi da una parte vorrei sapere e dall’altra prego che non ci chiamino. Ho letto in rete molte notizie sulla gravità di questo maledetto virus come i medici stessi ci hanno detto. Suoi punti di forza il fatto che era vaccinato e che comunque da 3 giorni sta seguendo una terapia antibiotica e di idratazione e questo può essere una utilità per il suo corpo in lotta contro il virus che deve fare il suo corso. Ha già perso quasi 300 g di peso, praticamente il 10% di quanto pesava prima. Mi raccomando mandate energia a Elliot…ne ha bisogno e se la merita. 😢😢

07 Aprile h 10. Nessuna telefonata.

h 16. Visita terminata. Non mi aspettavo di trovarlo in gran forma e così effettivamente é stata. Ulteriormente dimagrito e non ha mangiato nulla. Manifestazioni di vomito e diarrea e un visino assente. All’inizio ci ha scodinzolato, lo abbiamo tenuto stretto ed il dolore si taglia nell’aria e negli occhi. Vogliamo fortemente che guarisca ma a vederlo un po’ la fiducia barcolla. Iniziano i dubbi sul che fare. Lasciarlo in ospedale o portarlo a casa? Credo per lui sia meglio stare lì, a casa riceverebbe molte carezze é sicuro ma ora lui ha bisogno di qualcuno che curi la sua malattia e noi non abbiamo strumenti per farlo. Non so cosa pensare. Povero Elliot ti stringe il cuore. Questo virus toglie la vitalità dagli occhi e lo vedi assente e solo desideroso di stare rannicchiato su se stesso. Domani non sono previste visite ma si potrà telefonare. Domani gli fanno di nuovo emocromo. Umore? Grande tristezza e senso di impotenza e rabbia.

h 22:30. Spesso penso che Elliot ci sta lasciando. Sto utilizzando anche tutte le forze positive e di speranza che ho dentro sia io che la mia famiglia. Ma é tosta! In questi casi l’impotenza fa male e l’angoscia spinge a voler trovare una soluzione, a trovare un colpevole. Di chi é la colpa? Purtroppo di nessuno, succede.

08 Aprile h 17. Elliot é nella fase acuta della malattia i globuli bianchi sono scesi ma è il corso della malattia. È abbattuto. Prognosi riservata. Ciò nonostante non ci sono perdite emorragiche. Sta ricevendo tutte le terapie, dobbiamo aspettare e sperare che il suo corpo reagisca.

9 Aprile. h 09:25. Nessuna telefonata. A Roma oggi tempo nero di pioggia sole e vento che si alternano a follia. Così anche l’animo mio é rapito da maree di rabbia e ampie accoglienti correnti di speranza. Sono certo che Elliot sta facendo del suo meglio (e da parecchi giorni già) per rimanere aggrappato alla vita. Forza cucciolo Forza💪💪💪

H 16. Lieve miglioramento. Non voglio sbilanciarmi. Domani pomeriggio ci sarà nuova visita. Continuiamo a mandare energia al cucciolo, Che la forza sia con te. Forza Elliot!!!

10 Aprile. Nessuna telefonata dall’ospedale. Oggi c’è un bel sole caldo. Con Elliot ieri era ricoverato per lo stesso virus anche un cucciolotto di 2 mesi ed un gattino. Oggi pomeriggio andiamo in clinica, stamattina fanno nuovo emocromo e continua la cura antibiotica, se il miglioramento si conferma potrebbero anche dimetterlo ( non bi nego che mi fa paura scrivere questa cosa per non rimanere delusi), ci affidiamo ai dottori ed alle indicazioni che ci daranno. Che l’energia solare sia guaritrice di ogni sofferenza e di alimento per le forze che occorrono per attraversare il dolore facendo luce al coraggio di ognuno di noi. Vi terrò aggiornati.

h 19: Elliot in trend di miglioramento. I dottori da un lato sono positivi perché ha riacquistato vitalità, ha mangiato e non ha più vomito e diarrea da ieri. Lo tengono ancora in ospedale perché i globuli bianchi sono ancora in calo e questo (dicono) essere ancora sintomatico del fatto che il virus è ancora in fase attiva. La crescita dei globuli bianchi sarà conferma che il miglioramento già visibile nel comportamento molto attivo è presente anche a livello biologico. Non sciolgono ancora la prognosi. Domani spero possa tornare a casa. A seguire vi posto una foto di oggi.

11 Aprile. Telefonata dalla clinica. Globuli bianchi in salita. Elliot clinicamente guarito ed in uscita. Siamo molto felici. E stata una brutta settimana ma ora é finita. Elliot é stato davvero bravo e forte. Bravo Elliot

h 19:45. Ciai sono tornato a casa e sono molto felice, me la sono vista brutta e grazie a tutti per gli incoraggiamenti. Mi fa male un po’ la zampa ma è normale perché sono ancora infasciato perche mi hanno fatto un sacco di punture. Devo mangiare poco e spesso perché io mio stomaci si deve gradualmente riprendere. Prenderò antibiotici per un po’ ma ora é per me tempo di vivere e voglio vivere tanto. Bauuuu a tuttiiii ( vedere mia terza foto)

 

Libri_I giorni dell’eternità_di Ken Follet

20180317_1553091200238829.jpg“Dopo tutto quello che è successo”, ecco… e  ora tocca a me.
Con questo volumetto concludo la trilogia. Un libro, a prescindere dal n di pagine, se lo leggi fino alla fine poi non puoi dire che non ti è piaciuto…non regge! Mia figlia vedendomi con questo mattone più volte ha fatto viso meravigliato dicendomi chiaramente: “io non lo leggerò mai!”, io non ci credo che non lo leggerà. A me  è piaciuto.
Anche questo libro è un sacco di cose, emozioni, fatica anche, gioia sicuramente, piacere e decisione, delusione anche, immagini certamente e poi fantasie e le vite dei protagonisti che mi hanno trapassato l’anima. Non ho molto da dire, davvero. Amo molto la frase di chiusura, ed è da qui che poi ho ricominciato a viaggiare, la amo perché dentro c’è la vita sicuramente fatta di cose buone, cose meno buone e cose così così. Del finale solo voglio dire …di quelle 6 parole che mi hanno pacificato con la vita e la fatica delle tante storie narrate. La fine è un nuovo inizio dunque, … 6 parole, un cerchio narrativo ed esistenziale e dentro c’è tutto ciò che siamo stati e che siamo oggi “Dopo tutto quello che è successo”… si perché di cose ne sono successe e ne succedono ogni giorno a ciascuno di noi ... e noi siamo leggenda.

 

Thanks Randy Pausch

Ho visto questo video diversi anni fa per la prima volta. Mi folgoro’ e mi fu da subito di grande aiuto e ispirazione. Quel giorno stesso ho stampato la foto di Randy e l’ho messa nel mio portafoglio. 4 foto permangono nel mio portafogli, una è quella di Randy. Io non so nulla di lui e conosco solo questo video…ho conservato la foto perché mi sarebbe stata utile, un giorno. E ora mi è utile perché sono ri-ri-chiamato a decidere cosa fare da grande. Grazie Ancora Randy perché di nuovo mi hai offerto uno spunto per ampliare il mio pannel di considerazioni da fare prima di decidere. Accade che vorremmo sempre avere risposte e certezze sul cosa è buono fare, e quando non le abbiamo poi la rabbia e la paura oscurano il ns cielo. Cosa penso ora? Beh il dramma di decidere permane ma certamente mi erano sfuggiti alcuni aspetti e se la vita oggi mi dice di considerarli vuol dire che sono utili per me e che questa signora (la vita) è pazzamente innamorata di me 😍😍😍e come l’allenatore di Randy non molla e mi sprona per ore e ore, giorni e giorni, mesi e anni. Se dovessero capitare i figli sul mio blog e leggessero l’articolo beh…gli direi che il padre ha lasciato una cosa utile a loro certamente ma anche a tantissime altre persone, a me di sicuro, e gli chiedere andando sulla sua tomba magari di portargli il mio “Grazie Randy”.

Non può piovere per sempre.

Elliot ma hai notato che appena io e te usciamo riprende a piovere? Tu dici che:” Non può piovere per sempre”. Ok saggio Elliot😅 aspettiamo un po’ qui sotto i balconi che l’aria e gradevole e poi riprendiamo la ns passeggiata. 🤗

Io, Ken Follet & Elliot a proposito della Fiducia.

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Caro mio la storia (ndr: I giorni dell’eternità di Ken Follet) è piuttosto lunghetta, e di pagine ne mancano ancora un po. Siamo negli anni del libero amore caro mio Elliot e a questo punto della storia in molti si ritengono liberi di amoreggiare con chi gli pare!
Che dici? Che è bello!
Mah, non saprei. Certamente l’amore è sempre una bella cosa ma anche la fiducia non è male. E quando anche ci si proclama a favore del “Libero Amore” poi quando capita di dover accettare lo “scambio” beh…insomma… sono dolori. Vedi vecchio mio 😂😂 la fiducia è una cosa preziosa in ogni ambito della vita. Ora prescindendo dal passaggio del libro che sto leggendo il tema di fondo è che tutto il sistema si fonda sulla “fiducia” ad esempio che andanto in strada l’altro rispetterà la precedenza? Attraversando sulle strisce pedonali l’altro si fermerà? Abbiamo certezze che queste cose accadono quotidianamente perchè ci fidiamo. Certo succedono anche gli incidentI…ma la fiducia è molto molto più grande del suo opposto… la sfiducia ed il sospetto. Senza fiducia il mondo non esiste caro mio…Fidati.

Libri_La mia vita per la libertà_ di Ghandi

wp-image-875147019Oddio e che posso dire io di questo libro? Mi lascerò guidare da quello che ho sentito durante questi giorni di lettura perchè mi sono trovato spesso a leggere il suo racconto di se ed a pensare al mio rapporto con il tema della libertà e della verità. Non vogliatemene miei amici per i limiti del mio dire ma per darmi una possibilità narrerò di ciò che ho sentito.
– Gandhi è stato un testardone, uno di quelli che quando si mette in testa una cosa non vi è poi modo di fargli cambiare idea;
– Gandhi, non deve essere stato facile stargli vicino, certo con il senno di poi deve essere stato anche un onore ma conosco persone che hanno modi lontanamente similari e stargli vicino mi procura sempre un grande malessere e non mi è facile per niente per niente;
– Gandhi, che io limitato dalla mia cultura sono stato spesso infastidito dalla sua mancanza di flessibilità … sono stato infastidito perchè nel racconto della sua vita ho potuto vedere le tante mie mancanze, complicità e confusioni intorno ai miei tanti propositi che faticano ad affermarsi;
– Gandhi, che con onestà intellettuale non me la sento di dire che per i miei progetti metto in campo il massimo del mio impegno, amore e passione;
– Gandhi, che un passaggio da giorni mi batte nel petto e nell’animo profondo ed è quello che anche all’autore ha fatto provare un dolore nel constatare che di un intendimento prima che nei fatti l’abbandono interviene nel cuore;
Gandhi, che vorrei crescere un pò di più e sono fiducioso che questa lettura mi darà supporto e sostegno perchè in questo passaggio mi sono sentito come messo a nudo e ho scrutato anche nel mio cuore abbandoni presenti per progetti che ancora aspettano di vedere il sole.
– Gandhi, grazie.

daZeroaInfinito.com… fiducioso e grato nel cuore, ora. E grazie Giampiero per l’invito alla lettura.

Libri_ La mia vita per la libertà_ di Ghandi … lettura in progress.

A mia figlia questa figura mette un po’ di paura. Credo che tanta ne incuta anche a molti di noi più avanti negli anni. Lei dice gli fa paura quel corpo secco che quasi si vedono le ossa; e chissà che a tanti potenti del suo tempo la sua forza non sia apparsa tanto grande proprio a partire da come l’uomo era poi in se gracile nella sua fisicità. Lei dice che quelle ossa la spaventano perché è come se si sentisse il rumore; c’è che di rumore ne hanno fatto tanto e riforme, ricerca e lavoro …tanto rumore che la sua azione è stata come un boato per chi imponeva la discriminazione razziale e la deprivazione di diritti civili, umani. Non avere paura Amore mio, certo ti comprendo ed accolgo il tuo sentire perchè non è una immagine a cui siamo abituati. Un giorno spero che anche tu deciderai di leggere questo libro…intanto io lo sto leggendo e sento che la storia di questo uomo esile e magro magro mi sta nutrendo di buona speranza… perché sai, la paura è una cosa umana ma anche la fede e l’amore lo sono, e la ricerca di verità e libertà. Sai piccola mia, ora sto leggendo di quando lui vive in Africa e sta mettendo su insieme con tanti una organizzazione per la tutela dei diritti delle persone. Lui aveva una grande fede ed un grande coraggio e ricercava sempre la verità e la libertà prima dentro di sé e poi anche per gli altri che erano discriminati. Anche lui aveva paura ma ha scelto di seguire il suo progetto interiore per l’amore e la crescita senza fuggire di fronte alle difficoltà che ha incontrao e ha fatto tutto senza essere mai violento…e quando sbagliava poi riparava … come è bene che facciamo sempre anche noi con noi. Perdonarsi e riparare sono qualità umane che tutti abbiamo e che dobbiamo usare … e poi con impegno e passione possiamo realizzare il progetto che c’è dentro il nostro cuore.

Lui si chiamava Ghandi. Appena finisco il libro ti racconto di quando aveva paura di parlare in pubblico, non ci crederai ma poi ha fatto un grande lavoro proprio parlando alle persone di ogni parte del Mondo. Piccolo e secco da far paura ma con una grande forza e coraggio. E che la forza e il coraggio uniti al tuo amore e decisione di realizzare i tuoi sogni sono certo non ti mancheranno mai … e noi pure ci saremo ad aiutarti … e anche ora che papà legge questo libro che contiene tante riflessioni utili e buone per me poi te ne farò dono al meglio delle mie capacità. Intanto sai che ti dico piccola mia che magari non sarà bello come il principe azzurro ma credimi che lui è stato un vero guerrero delle stelle e noi possiamo sentirci grati alla vita ed a lui per tutto quanto di buono ha potuto fare così anche noi faremo sempre tanto di buono.

daZeroaInfinito.com … ogni cosa a suo tempo.

Libri_ Cent’anni di solitudine_ di Gabriel Garcia Marquez

La prima volta con questo libro fu nel 2003, allora tante cose non avevo idea che ci sarebbero poi state, questo mio spazio on the web ad esempio. Oggi ho scelto i rileggerlo.
Autointervista:
wp-image-800584055D: Cent’anni di solitudine … perchè rileggerlo??
R: Per volontà di potenza. Dopo tanti anni non ricordavo quasi nulla del romanzo ed avevo un grande desiderio di rileggere del colonnello Aureliano Buendia e della grande famiglia di Macondo. La prima volta che l’ho letto ho cercato nelle sue pagine il tema della “catena del dolore”.

D: E oggi?
R: Beh sono felice di esserci ritornato su. Ho recuperato la memoria ed ho sentito un emozione.

D:Il tema della solitudine?
R: Si … durate la lettura non ho pensato a questa parola. Cosa strana essendo poi il titolo stesso del romanzo. C’ho pensato alla fine, sull’ultima parola. Che la solitudine in questo racconto danza con l’isolamento a cui molti personaggi vanno incontro sia rapiti da loro passioni e missioni che dellusi o arrabbiati e sconfitti ma mai …mai arresi.
D: mai arresi?
R: Si nessuno si arrende alla vita ed ai guai, quello che si percepisce è un eterno movimento ed una eterna azione.
wp-image-263460378…Che Cent’anni di solitudine è musicale è polveroso come il ritmo delle vite che si mescolano senza sosta e che – anche – si lasciano.
…Che i Buendia non conoscono mezze misure, sono sognatori e idealisti oppure feroci realisti e dediti al piacere d’impulso all’insegna della forza e della passione, un Aureliano o un Arcadio…comunque.
…Che Passano anni e guerre civili e sempre in prima linea, cambiamenti e rivoluzioni senza mezze misure che stravolgono, in tanti ci si buttano dentro ma tanti a Macondo la vivono per quella che è una fluttuazione di follie e passioni di pienezza prima e miseria poi.
…Che la catena di dolore si tramanda ancora e aleggia questo strano presentimento di attesa e predestinazione che qualcosa di brutto prima o poi deve accadere.

D: Da rileggere ancora?
R: Si … perchè come passa il tempo a Macondo allo stesso modo passa nella mia vita con fasi più o meno Aureliano e Arcadio. In ogni personaggio c’è sempre impegno senza risparmio a fare “qualcosa di importante” per se, senza scendere nella valutazione etica. Il surreale microcosmo di Macondo ed io tra un pò di anni ci ritroveremo ancora a narrarci per vedere a che punto siamo.

D: Ed a dieci anni dalla prima lettura a che punto sei?
R: Bella domanda…mi hai fregato. Ti rispondo partendo da quello che ho provato scrivendo l’articolo. Ho provato un grande bisogno di contattare dentro di me la potenza del Perdono. Perchè le catene di dolore si rompono perdonandosi e perdonando.

D: sei soddisfatto della tua storia oggi?
R: Mi rendo disponibile a perdonarmi per gli errori ed a godere per i tanti successi; ed ora che di nuovo sento questa sintonia nella mia anima posso risponderti che si…sono soddisfatto.

…daZeroaInfinito.com.
…che la vita è il romanzo che scriviamo ogni giorno (frase scontata ma vera);
…che lo strumento del perdono è il sangue spirituale della libertà;
…che farsene dono è atto di amore supremo;
…che questo non smetterò mai di dirlo;

Hasta la Bellezza…siempre;

Libri L’Inverno del Mondo_ di K. Follet

Leggendo questo libro di nuovo a bussarmi in testa una parola “dignità”. La dignità delle multiforme direzioni che può prendere l’umano. L’umano che si appassiona a ideologie di un male sordo, disumano e spietato e la forza di chi lotta e non si arrende. Lo consiglio a tutti perché e un romanzo storico narrativo ( come già La caduta dei Giganti) che prende per mano il lettore e lo conduce con maestria nella storia della nostra epoca di conflitti mondiali e nelle dinamiche intime delle persone che sanno scegliere di stare dalla parte di un mondo migliore e consapevoli dei rischi che la loro posizione e la loro azione potrà comportare. Leggetelo con rispetto per le vicende delle persone …perché spesso tra le sue pagine mi sono chiesto “e se succedesse ancora, io cosa farei…e noi?”

1000 pagine? Davvero?… di cuore non mi sono per un solo attimo sentito appesantito. Un mattone di cose buone.

Lascia scorrere via la rabbia

Senti a me…Lascia perdere
Lascia correre
Non ti incaponire, non c’è niente da guadagnare.
Una volta provaci

La mosca davanti al naso falla volare
Respira a fondo
Fallo per te solo
Per amore

Provaci, lascia perdere
Siediti
Lascia scorrere via le parole
Respira a fondo
Passerà l’ombra scura
E sarai persona nuova
Più vera
Libera e forte
Lascia correre
Stringi aria
Una volta…una sola

Non è viltà ma amore per te.

Prova.

Abbiamo tutti un progetto speciale. (liberamente ispirata al mito della Cosmo Art)

Se vivi è perché la vita ha voluto che tu vivessi;
Se vivi è perché tu hai scelto di vivere;
Se la vita vuole che vivi è perché anche tu ha un progetto;
Se hai scelto di vivere è perché al tuo progetto in fondo ci tieni tanto;
Il tuo progetto e quello della vita vanno a braccetto;
Se realizzi i tuoi sogni la vita ti sostiene ad ogni passo;
Se realizzi il tuo progetto tanto più la vita è lieta e ti sorride;

Ma ci sono gli ostacoli!
Si, esistono.
Esistono perché la vita non è perfetta;
Esistono perché noi non siamo perfetti;
Esistono perché nemmeno le persone da cui veniamo erano e non sono perfette

Perché esiste ancora il dolore nella vita?
Esiste per ricordarci, quando ricapita, che ci dobbiamo evolvere;
Esiste per aiutarci, perché se vediamo il dolore possiamo svegliarci e riprendere in mano la nostra vita;
Esiste per ricordarci che il ns progetto ha bisogno di noi;

Esiste perchè come un pittore con i suoi colori o uno scultore con il suo marmo – anche noi possiamo agire l’arte di fondere le forze opposte, l’odio e l’amore, le gioie e i dolori, la libertà ed il rimanere schiavi;

Se vivi è perché hai scelto di esserlo;
Se vivi è perché hai un progetto che vale;
Se ti poni come artista della tua vita allora costruisci “ponti d’oro”;
La vita ci ha voluto, possiamo affidarci, successo garantito;
Se condividiamo un progetto con gli altri noi fondiamo una coralità;

Se il dolore ritorna strizziamogli l’occhio. Ci ricorda solo e di nuovo che abbiamo perso il contatto, trascurato, il progetto.
La vita ed il ns progetto non se la prendono per le nostre disattenzioni e disavventure, aspettano e ci amano incondizionatamente. E noi però diamoci una mossa!

Libri_La peste_ di A. Camus

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Ero indeciso, come non accade spesso quando sono in una libreria. Quel giorno non avevo grande ispirazione ma avevo desiderio di leggere qualcosa. Pensavo di buttarmi su qualcosa sul banco “novità”. Gira che ti rigira mia figlia sceglie il suo di “Geronimo Stilton” ed io? Come cose lasciate indietro nel tempo mi ritrovo di nuovo a incrociare gli occhi su questo libro. Camus…di lui ancora ho un libro da leggere e con cui devo fare i conti. Intanto però “La peste”…e ok, vieni con me è arrivato il momento di fare un giro insieme io nelle tue pagine e tu – come sempre accade – nella mia vita.

Un narratore si prende la briga di raccontare quello che accade nella città di Orano, sulla costa Algerina. E quello che accade non è una cosa di quelle “mordi e fuggi”, non un evento veloci. Un flagello lento, cosi lo chiama il narratore, insinuante e minaccioso e statisticamente molto mortale, la peste.

Un paese si chiude, e viene chiuso. Che il contagio deve rimanere lì e va contenuto il più possibile. E contro la peste che ci fai? Le pagine sono piene di narrazioni di persone che a modo loro fanno la loro parte, che un qualcosa va fatto di sicuro perché da quel posto non si può andare via con un semplice: “Scusate, io vado via”.

Ma cavolo a volte accadono cose che ci mettono nella più totale impotenza, e come gli abitanti di Orano a tutti un po scatta il desiderio di fuggire via lontano. C’è un dottore coraggioso? Mah, neanche tanto. C’è un dottore e fa il suo lavoro. Tanti si impegnano per arginare ed organizzare i soccorsi … anche loro non sono eroi, non c’è nulla di eroico in un recinto con la peste dentro e si fa qualcosa.

Qualcuno era felice, e solo in quella prospettiva di morte universale si sentiva a suo agio e non credo fosse l’unico…che in molti si sentono a loro agio quando saltano gli schemi e la paura viene vista e vissuta anche dagli altri. Quelli lì si sentono a loro agio perché forse nella paura e nella confusione ci sono da sempre e quindi ecco che di fronte alla peste che minaccia di uccidere…non si sente minimamente confuso e spaventato…anzi sereno e sollevato sussurra “era ora!”.

Preghiera per nascere (di Antonio Mercurio)

Io che non sono ancora nato
Io che me ne sto ancora dentro l’utero
Incollato ai miei traumi
Tutto intento a crogiolarmi
Dentro il dolore Delle offese ricevute da mia madre
E da coloro che puntualmente
Me le fanno rivivere Io che ho ingigantito queste offese
Con orgoglio e con ira
Io che, con il mio Io fetale,
Impongo al mio Io adulto
Di vivere infelice
Nella rabbia e nell’odio
Con mille miliardi di pretese
Io che mi rinchiudo nella corazza
Del mio narcisismo assoluto
E giudico e condanno tutti
Con disprezzo infinito
Dall’alto della mia perfezione divina
Io che vorrei distruggere il mondo intero
Con diluvi e cataclismi universali
Vorrei che qualcuno mi aiutasse
A deporre questo fardello intollerabile
Di follie fetali
Che nulla hanno a che vedere
Con il mondo delle persone reali
Io vorrei nascere interamente
E vorrei essere libero
Di amarmi e di amare.
Libero di poter vivere nella pace e nella gioia.
Ho interrogato i saggi E ho chiesto: Come si fa a nascere per intero E a non restare mezzo dentro e mezzo fuori dall’utero di mia madre? Nessuno mi ha risposto.
Ho interrogato il mio Se’
E lui tace come non ha mai atto prima …..
Ho deciso di accettare il silenzio
Di accettare l’oscurità
E di non vedere
E di non poter sapere.
Ho deciso di piegare il mio orgoglio
E rinunciare alle mie pretese.
Ho deciso di accettare il mio dolore
E la mia impotenza
E soffrire in silenzio
Senza lamenti
E senza recriminazioni.
Lunga è la strada
Che porta alla vera umiltà
L’umiltà che è la faccia più profonda della verità
Lunga è l’attesa
Di poter un giorno entrare nella mia casa
Non più come mendicante
Ma come un signore.

Carpe Diem Photo

Aspetta…buona…non ti muovere…ecco…messa a fuoco (insomma vabbe’ +-)…respiro…fermati mano…click…ok…grazie…ciao.

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Libri_Il Manuale del guerriero della luce_ di P. Coelho

wp-1461832863731.jpegDell’autore ho letto un pò di roba ma questo è il solo libro che ancora mi porto nel cuore e nello zaino, e volentieri. Sono più di 10 anni che risiede nel mio zaino. Piccolo e leggero non da fastidio alcuno. Sono affezionato a questo libricino. Mi piacciono le riflessioni e gli spunti che contiene, in qualche modo parla direttamente alla mia anima…facendomi fare – come in questo momento che scrivo – un bel profondo respiro che mi placa l’ansia e mi fa ricontatatre la speranza e la forza.

Il manuale del guerriero della luce ne ha per tutti e sono sicuro che chiunque nelle sue pagine troverà la giusta frase per se, provare per credere.

Quando me lo hanno consigliato io ero in battaglia e mi portavo in giro per la vita l’immagine del guerriero. Una persona a me molto cara me lo consigliò e ne rimasi subito affascinato, tanto che ogni pagina ed ogni riflessione mi sembrava parlasse direttamente al mio giovane guerriero donchisciottesco interiore fornendogli alimento buono, una disciplina e una autorevolezza per la strada fatta e per quella da fare per divenire guerrieri della luce…che poi detto tra noi a me suona più o meno come “un buon guerriero, un buon navigatore, una buona persona, un buon padre, un buon marito, un buon collega, una bella persona che ad imparare con arte e saggezza le buone tecniche di crescita magari realizza qualcosa di veramente luminoso per se e per gli altri.

Nella vita bisogna serve “Incisività”

img_20160410_112302.jpgIncisività
che senza, poi, uno sperma non penetra l’ovulo;
che senza, poi, un buon boccone non può essere sminuzzato e gustato;
che senza una pallottola non può essere estratta;
che senza una “scelta” non cresce;
che senza, poi, perdura solo “ambivalenza”;
che senza la “ricchezza” è chiusa fuori la porta;
che senza, poi, l’altro poi ti supera;
che senza, poi, non si cambia;
che senza non raccogliamo ciò che vogliamo;
che senza, poi, un progetto rimane solo “vago ideale”;
che senza crescono le pretese;
che senza, poi, il retrogusto è triste e deluso;
che senza, poi, è campo libero per le complicità malsane;
che senza, poi, se una cosa fa soffrire e si ripete allora nel dolore ci devi un pò stare (tqb);
che senza, poi, non ci lasciamo liberare dalla vita che – Dio l’abbia in gloria – continuamente ci fa “tana” e ci chiede di lasciarci andare, arrenderci e fluire.

Che fare? Mah non saprei bene ma ho fiducia, che dal dolore CosmoArtisticamente tanta energia posso creare per me stesso e per la vita intera.

Cosa fare? Mah non saprei, intanto sento che intorno alla parola Incisività inizia una esplorazione esistenziale da cui non posso prescindere se voglio realizzare i sogni che per tanto e troppo tempo sono rimasti fermi al palo.

Che fare dopo aver smesso di scrivere? Mah non saprei…intanto penso e lascio vivere dentro immagini che…

Che intanto comunque è bene muovere il primo passo;
Che il primo passo non sia frettoloso, avido;
Che il movimento leggero di un passo che sta per toccare il suolo può far sentire vuoto, smarrimento e paura;
Che camminare piano ma camminare aiuta a potenziare le nostre e le mie positività;

Che per ora mi fermo qua…ed ho fiducia che qualcosa di buono sboccerà dal dolore che contatto pensando alla forza di questa parola.
Ora per ora? Per evitare che tutto scappasse via ho provato a tener viva l’energia in una narrazione – una via di mezzo tra poesia, leggerezza e pesantezza, in stile sbilengo e strano …mah non lo so…so solo che io amo questo modo di creare.

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Libri: 1984_ di George Orwell

wp-1450117688367.jpegCosa posso dire di questo libro che altri non hanno gia detto, e meglio?
Comprato anni fa e tenuto per tanto, troppo tempo in libreria a prendere polvere.
Dopo la fattoria degli animali, letto ormai quasi 15 anni fa, approdo a 1984.
Ci sono autori che si leggono bene perché sanno usare parole semplici e che “dicono” senza saccenza e ricerca del pensiero complesso, Orwell è uno di questi e rendo lode a lui ed anche al traduttore italiano.
Io non so perché uno dovrebbe leggerlo come non mi spiego il perché c’è gente che legge, gente che non lo fa e gente che i libri li regala.
Io sono di quelli che con il desiderio di leggere un bel libro ci va in giro, e che prima o poi riesce a trovare il tempo e la giusta forza per mettere in pausa il mondo intero perché ” sto leggendo”.
Questo libro l’ho letto in bagno per il 70% del tempo ( la mia casetta è piccola così questo luogo si presta “anche” per leggere), il restante 25% attaccato al termosifone in cucina ed il restante 5% in altri luoghi.

In 10 punti.

1-Winston mi è stato simpatico sin da subito, dal nome che mi ricorda le sigarette che fumavo anni fa.
2 – Ho assunto i panni del protagonista. Ho guardato il mondo con lui e non piaceva neanche a me. Freddo, grigio, gelito, stitico, triste, controllato, manipolato, terrorizzato.
3- Oh cazzo si, scrivere un diario è pericoloso. Finisse il mondo qualcuno prima o poi lo leggerà ma cazzo che libertà una penna e che ritmo raggiunge il cuore quando racconti un sentire intimo ed il pensiero che vita.
4- Julia? Certo alzi la mano chi non ha mai sognato una situazione come quella tra di loro, una ragazza che sa cosa vuole … ma che tante altre cose non sa.
5- Le persone sono solo biologicamente uguali, esistenzialmente sono diverse.
6 – Si concordo con Winston, la signora e “la sua immagine di fertilità è bella” anche se trasuda e i suoi fianchi sono larghi.
7- Il potere…ah sublime verità.
8 -Ognuno ha qualcosa che lo frega.
9 – Julia io non l’ho mai creduta sincera, e mi sono sbagliato.
10- il grande fratello è ovunque … va a finire che lo ami.

Fai la cosa buona

E’ così

“Quando un uccello è vivo ,mangia le formiche. Quando l’uccello è morto, le formiche mangiano l’uccello. Il tempo e le circostanze possono cambiare ad ogni momento. Non sottostimare o ferire nessuno nella vita. Puoi essere potente oggi, ma ricorda: il Tempo è più potente di te! Un albero serve a creare un milione di fiammiferi.. Ma basta un solo fiammifero per bruciare milioni di alberi.. Perciò sii buono e fai cose buone.

(ho copiato e incollato perché mi pare una cosa buona)

Sulla vita di Nazim Hikmet

Sulla vita, di Nazim Hikmet
“La vita
tu la prenderai sul serio,
come fa uno scoiattolo, per esempio
senza aspettarti niente di fuori e dall’aldilà.
Non dovrai fare nient’altro che vivere.
La vita non è uno scherzo,
la prenderai sul serio,
ma sul serio a tal punto,
che addossato al muro, per esempio, con le mani legate
o in un laboratorio, in camice bianco, con grandi occhiali,
tu morirai perché vivano gli uomini,
gli uomini di cui non avrai neppure visto il volto,
e morirai pur sapendo
che niente è più bello,
niente è più vero della vita
tu la prenderai sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settant’anni, per esempio, pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte, pur temendola,
ma perché la vita peserà di più sulla bilancia.”
Nazim Hikmet – Sulla vita

Sei Libero se …

Sei libero se non usi un pretesto per scatenare una guerra;
… se ingoi il rospo perché riconosci che sono solo tue proiezioni.

Sei libero se rimani al tuo posto davanti ad una provocazione;
… se usi il dolore che senti per un nuovo passaggio trasformativo.

Sei libero se sai contenere le ragioni del tuo dolore immenso;
… se ti fai dono del perdono.

Sei libero se decidi di non vomitare sull’altro le ragioni del tuo malessere ;
… se sei disposto a riconoscere e vedere nell’altro anche  parti tue.

Sei libero se ti assumi il tuo male per superarlo;
… se decidi di farti aiutare perché può essere difficile da soli.

Sei libero se di fronte all’impotenza preghi umilmente;
… se ti riconsci figlio della vita.

Sei libero se usi ciò che hai;
… se non agisci il furto e vivi la vita come dono.

Sei libero se tagli i legami con il destino;
… perché oggi è il tempo presente … e scrivi la storia.

Sei libero se sai aspettare;
… se usi la saggezza ed al momento buono DECIDI.

.

Come trovare il tuo “progetto di vita”

Un progetto è per sempre … altro che diamante!
Fiumi di parole STOP, che poi stufano.
Se un idea … piace, un immagine …  fa sorridere, una visione … veste bene e ti nutre l’anima , una qualità  … esalta, una prospettiva … libera, una energia  … inebbria, una tonalità … armonizza e una gratificazione dentro permane …. beh potreste aver sentito la magia di un progetto fantastico… Il vostro.

Nè bello nè brutto, nè migliore nè peggiore, nè facile nè difficile… Nostro/Vostro e cazzo non mollatelo perchè è pienezza e potenza della vita allo stato puro … produce miracoli.

Seminatelo dentro senza pensare,…Annusalo;
Accarezzalo dolcemente,… Proteggilo;
Prenditene cura,… Alimentalo;
Parla con lui, … Ascoltalo;
Donagli spazio, … Ingravidati;
Nutriscilo ogni giorno, … Vive;
Stagli vicino, … Ricercalo;
Amalo passionalmente, …Possiedilo;

Quando il vento porterà confusione lui ti salverà.

Annuserà la tua paura, … Conforterà;
Proteggerà il tuo cuore, … Sempre;
Ti alimentarà, … Forte;
Ascolterà, … Comprenderà;
Ti parlerà, … Dolcemente ;
Ti cullerà, … Danzando;
Ti alimenterà, … Amorevolmente ;
Ti troverà, …  Illuminerà;
Ti stimolerà, …Gratificherà ;

Insieme, … per sempre.
No tempo e No spazio.
Nessun obbligo e impegno.
Permane una ficata pazzesca
Una pazzesca possibilità di essere Bellezza vivente.
Chi vuole … può esplorare.
Chi no … può rinunciare … uguale.

Antonio Mercurio

imagesDi Antonio Mercurio avete letto, e leggerete,  spesso il nome nel mio Blog, a lui faccio spesso riferimento … o almeno ci provo umilmente.
Di lui in termini di informazioni anagrafiche e di tipo disciplinare rinvio al link della Sophia University of Rome , qui potrete soddisfare ogni curiosità.
Di lui mi hanno parlato spesso il direttore dell‘Istituto Solaris Dott. Giampiero Ciappina e Paola Capriani, sin dall’inizio del mio percorso formativo e di crescita personale.
Incontrarlo di persona è stata ed è ogni volta un emozione che mi riempie di gioia e gratitudine. Era il 2005 ed ero all’inizio della mia formazione. La prima volta che lo incontrai portai con me il libro Teoria della Persona per farmelo autografare.
Antonio Mercurio ha donato e dona all’animo artistico umano un corpus di esperienze e scoperte (vedi il grande lavoro sulla vita intrauterina)a partire dalla sua esperienza personale e dalla lunga esperienza di lavoro con le persone. Il suo patrimonio di pensiero è per me una fonte inesauribile di risposte, stimoli, sogni  e soluzioni sostanziali quotidiane alle tematiche esistenziali di fondo ed alle tensioni che spesso intervengo nel quotidiano .
A lui devo tanto in termini di benessere,  e di miglioramento della qualità della mia vita e di introduzione al senso spirituale della esistenza stessa.
No…non pensate che usando il termine “spirituale” andiamo sul vago e sul ideologico…religioso…new age ecc.
Spirituale per lui è il potere sostanziale, concreto,  di decidere nella libertà.
Pare un acquisizione diffusa per cui potremmo dire: ” E dov’è l’originalità!”. Pare, appunto ma poi a ben vedere la “libertà” non è un fatto automatico e non è facile realizzarla pienamente.
Sai, direbbe Antonio, Tu hai in te un centro decisionale … immaginatelo come più ti piace ma nella sostanza è una tua qualità. Se vuoi puoi fare della vita ciò che vuoi nel bene e nel male, per l’amore e per l’odio.
Bene…ora che lo sai hai una possibilità di far emergere questa qualità.
Ma bada bene, direbbe Antonio, non basta solo sapere che c’è … e vivere poi di rendita.
Ti devi impegnare ogni giorno, divenire sempre più responsabile nelle scelte che decidi di assumere,  nella consapevolezza che tu puoi fare della tua vita un opera d’arte, scegliere di evolvere, … ma anche no!  Poi però, aggiungerebbe Antonio, poi non dare la colpa agli altri( e qui molti se la danno😊 )
Una volta eravamo seduti a fianco, lui parlava di scuole e di formazione. Mi ha detto: “Ma lo sai che la scuola che frequenti (per me Istituto Solaris​)  è una scuola di saggezza?”… ed aveva ragione. Quel testone che ero allora pensava che stavo studiando ancora “solo” per un Diploma.

Attacchi di Panico: Ci sono Soluzioni”

Sperimentare gli ADP è disarmante, arrivano con violenza e alimentano grandi paure ed crescenti strategie di evitamento.  Il punto “zero” è il momento in cui va fermato il disagio e basta, fase fondamentale insieme al lavoro di accrescimento della consapevolezza e di esplorazione delle cause. Ci sono farmaci che funzionano, se servono usateli e basta. Ci sono percorsi di psicoterapia che aiutano, quindi non siate pirla e non fatevi fregare dall’orgoglio. Chiedete aiuto che solo i coraggiosi lo sanno fare come si deve, e voi siete coraggiosi.

I farmaci: Puo’ capitare che vi possano essere utili anche dei farmaci, nel caso rivolgetevi ad uno specialista e trovate ciò che va bene per voi. Informatevi, provateli e vedete come funzionano. Mettetevi in tasca il vostro paracadute, un aiuto nel momento del bisogno. Non mettetevi nell’ottica di vivere “con” il farmaco, non accadrà e se lo pensate è solo una “sega mentale”.

images Siate folli, umili, elastici, donatevi il meglio.

Proposta di lettura: Alcatraz “di Diego Cugia” pagina 168 (credo :-) ) “48 giorni all’esecuzione”.

Libri: Manuale di Cinematerapia di G. Ciappina e P. Capriani

L’ho letto per la prima volta nel 2007, quell’anno con Istituto Solaris abbiamo fatto un eventone presso Istituto Goethe di Roma ed in quell’occasione il testo venne presentato al pubblico. Da allora la scuola è cresciuta e molti allievi la frequentano ogni anno sia per i  Diplomi di Counseling, di Cinematerapeuta e di Antropologo Esistenziale,  ma anche perchè semplicemente è bello crescere  potenziando le proprie capacità in un contesto dinamico, con una proposta formativa di ottima fattura e con un corpo di docenti ed operatori formati a puntino. Passano gli anni eppure il testo che vi propongo stavolta conserva dentro di se un bel carico di potenzialità tutte attualissime ed adatte per ogni tempo ed ogni spazio. 

wpid-wp-1425654010477.jpegIl Manuale di Cinematerapia è un testo valido e piacevole. Gli autori, G.Ciappina e P.Capriani, hanno saputo armonizzare gli aspetti sia del necessario approfondimento disciplinare che quello più piacevoli con la possibilità di immergersi nella lettura delle preziose e potenti chiavi di lettura di film proposti nei seminari creativi di Cinematerapia presso Istituto Solaris.

Chi ha desiderio di acquistarlo può contattare direttamente la scuola, oppure me, E’ disponibile anche in diverse librerie, ad ogni modo potete scrivere ad info@solaris.it .

Un manuale, dunque, che prende per mano il lettore e gli fa fare un giro intorno agli aspetti legati all’arte ed al suo potenziale come strumento di terapia (intesa come processo di crescita e trasformazione e non come cura di patologie); Il Focus speciale è per il Cinema ed il suo potere evocativo. Sono molti i meccanismi psicologici che attiva una visione filmica, molti i riti e gli atti cui noi ci atteniamo scupolosamente ogni volta che decidiamo di andare a vedere un film. Leggendo il libro non mancherete di rimanere piacevolmente sorpresi dalle tante similitudini.

Vedere un film ha in se aspetti piacevoli, è indubbio, a volte è usato a scopi cuturali e sociali.

La proposta degli autori è quella di usare il film per lavorare sulle emozioni che esso suscita. Al film non deleghiamo il compito di cambiarci e farci stare bene, per il solo fatto di vederlo – sottolineano gli autori. MA se si vuole provare ecco che un film, una metodologia adeguata come la Cinematerapia e operatori adeguatamente possono essere una occasione preziosa di crescita. La scuola organizza annualmente due seminari di Cinematerapia ed è in essi che si esprimono le potenzialità del cinema come strumento di crescita. In un seminario creativo di Cinematerapia c’è un film, ci sono persone formate, ci sono partecipanti che hanno desiderio di lavorare mettendosi in gioco, c’è il piano disciplinare, la metodologia e la passione per far emergere punti di forza, rafforzarli e consolidarli in un lavoro esperenziale personale e corale. E tanto altro lo lascio alla vostra scoperta, altrimenti vi tolgo il gusto di essere esploratori e ricercatori di benessere e bellezze.
Un opera d’arte – ci dice Antonio Mercurio – non è mai una creazione individuale bensì Corale.

Il 21 e 22 marzo c’è il 31° Seminario, non fatevelo scappare.

Consiglio di leggerlo se amate il cinema, e se avete tante volte percepito che in alcune scene o in alcuni passaggi beh…il tema era vostro. Buon lavoro e buon divertimento nella lettura.

daZeroaInfinito.com … di libro in libro.

XXXI° SEMINARIO DI CINEMATERAPIA, Roma 21 e 22 Marzo 2015

Il mio primo Seminario di Cinematerapia fu nel 2005, era la 13° Edizione. Che botta che fu il mio battesimo! Laura mi fu molto vicina in quell’ occasione e mi sorrideva spesso. A proposito del seminario mi disse: “Questa è un esperienza a rilascio graduale”. Laura aveva ragione :-). Consiglio a tutti di prendervi parte, così…perchè è una cosa buona. Sono grato al Dott. Giampiero Ciappina perchè mi ha sempre invitato ai seminari, e quando io non partecipavo non si è mai perso d’animo e così ogni volta e tutte le volte mi ha rinnovato l’invito e donato la preziosa chiave di lettura realizzata insieme con la Dott.sa Paola Capriani. Il Dott Ciappina e la Dott.sa  Capriani sono i Direttori dell’istituto Solaris e i conduttori dei Seminari.

A seguire info sull’evento. Le iscrizioni entro il 21 Febbraio ricevono uno sconto del 20%.

Rapunzhel

XXXI° SEMINARIO DI CINEMATERAPIA

Laboratorio creativo di Arti-Terapie. Con il metodo della Cosmo-Art e della Sophia- Art Cinema, Teatro, Arti grafiche, Danza, Giochi, Scrittura, Poesia
21 e 22 marzo 2015 – Roma, Via Rovereto 4b

“Ad occhi aperti”
Usiamo il perdono e la riparazione per accedere ad una
nuova visione.

Con la visione del film “Rapunzel”, di Nathan Greno, Byron Howard

 BREVE ESTRATTO DALLA CHIAVE DI LETTURA.
Tra Dubbi e Veleni
Possiamo riassumere con questo semplice titolo tante nostre difficoltà. Questa favola ci parla di una visione offuscata. E’ tutto lì, sotto i nostri occhi, ma non lo vediamo. Non riusciamo a contattare le nostre verità interiori perchè è troppo doloroso vedere le menzogne di anni. Il dubbio è spesso un  cattivo consigliere. L’ascolto profondo però ci dice la nostra verità, ci indica la direzione e il disegno del nostro futuro. Ma il dubbio si intromette e – come nuvole nere – offusca la limpidezza della visione profonda, dell’occhio interiore. Il dubbio ci fa rimanere intrappolati con la sfiducia e, quindi, con la “madre negativa”. Siamo malfidati e depressi perchè veniamo da esperienze piene di
visioni negative. Nessuno ci ha insegnato invece a considerare i fatti dolorosi come delle guide, delle indicazioni di crescita. Immaginate il dolore come una freccia pungente che indica la strada da seguire. Al contrario, ci hanno insegnato invece a lamentarci o a pretendere. Questi atteggiamenti avvelenano la nostra vita. Il rapporto con noi stessi e con gli altri è filtrato da questi veleni e dubbi, proprio come Rapunzel che è prigioniera della parte negativa della madre e della sua esperienza intrauterina di morte. E’ arroccata lì nella sua Torre, nascosta nel nulla e lì cresce lunghi anni (…).

CONTATTI PER ISCRIVERSI – WEB: http://www.istituto.solaris.it – EMAIL: contatti@solaris.it Tel. 0690289797 – Fax. 0662209629

Libri: Gli Ulissidi di Antonio Mercurio

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Perché voi passando volutamente o per sbaglio dal mio blog ed imbattendoti in questo articolo dovreste leggere questo libro? La risposta è che non lo so perché dovreste farlo, io l’ho fatto in passato e lo sto rileggendo in questo periodo traendone piacere. Per chi è a digiuno del pensiero e del sogno di Antonio Mercurio potrà apparire anche folle. Forse non è un libro per tutti. provo a dirvi 2 cose.

Antonio Mercurio è un autore prolifico, i suoi libri sono un condensato di conoscenza, forza e saggezza.

Gli Ulissidi è un bel libro che consiglio di leggere senza soffermarsi troppo al concettuale, il suo sviluppo è dialettico e costruttivo. L’autore espone nelle sue pagine i fondamenti di alcuni suoi pilastri disciplinari che vanno dalla Sophia Analisi alla Sophia Art e fino alla più recente Cosmo Art.

Lascio a voi, se deciderete di leggere il libro, di penetrare il piano delle definizioni…dedicategli un minimo sindacale di tempo e poi ritornate a farvi prendere per mano dall’autore. Se qualcosa non la capite non vi preoccupate, nel corso della lettura l’autore saprà più volte riconnettervi con lo spirito ed il messaggio della sua opera. Se posso permettermi vi consigli di leggere questo libro con l’anima rivolta verso le stelle. Pensate a voi mentre lo leggete e lasciate che il livello della presenza cognitiva sia limitata alla necessità di lettura. Fate scendere i concetti ed il racconto nel vostro animo, sentite che sviluppi hanno. Antonio Mercurio propone una visione dell’uomo fondata su una sostanziale interconnessione tra uomo e vita, tra uomo e cosmo. .

Perché Ulissidi? L’autore offre in questo testo una sua interpretazione del mito di Ulisse, una visione nuova sia dell’Illiade che dell’Odissea. Ci fa conoscere Ulisse come artista della vita e della vita dell’universo. Ulissidi sono tutti coloro che nel vivere l’odissea della propria vita, dice l’autore,  si ispirano al mito di Ulisse come da lui proposto.

Vi invito a leggerlo, non ad impararlo. Probabilmente scorrendo le pagine vi potrò capitare di sentire che …tutto sommato …il suo punto di vista e la sua visione cosmologica della vita è sostanzialmente bella e piena di grazia.

Io non aggiungo altro…che io mica sono Antonio Mercurio :-) !

Nel video qui sotto potete ascoltare direttamente dalla voce dell’autore il suo teorema della cosmo art, proposto nel libro. Buona visione e buona lettura.

L’artista rende possibile l’impossibile

images(Brano tratto da “Gli Ulissidi” di Antonio Mercurio).
(…) Più’ di ogni altro, l’artista e’ colui che rende possibile l’impossibile.
Egli compie il miracolo di estrarre
l’unita’ dalla frammentarietà’
l’armonia dal caos
la bellezza dal nulla
la gioia dal dolore
la forza dalla debolezza
il positivo dal negativo
il bene dal male
l’amore dall’odio
la vita dalla morte
la poesia e la grazia dalla drammaticità’ del vivere quotidiano.

Egli crea l’unita’ e l’armonia operando la sintesi degli opposti e stabilendo il giusto equilibrio tra le parti (…).

Libri: La parola a Louise Hay

Mio fratello me ne parlo’ per la prima volta nel 1995. Pensa positivo, mi diceva. Da allora sono passati 20 anni e sono diventato grandicello eppure quei gg con mio fratello non me li dimentico. Ansie ed attacchi di panico mi rendevano l’esistenza difficile. Non è quantificabile l’aiuto di mio fratello, gli devo molto più’ dell’avermi indicato un testo e/o una serie di affermazioni. Gli devo di avermi dato speranza quando ero disperato. L’ho seguito allora, ne ho fatto tesoro.
I testi di L Hay Li consiglio a tutti, che siate nel bisogno o meno. E’ il testo da tenere aperto ed a portata di mano … Sempre.
L’ho riaperto stamattina ed e’ venuta fuori la pagina del perdono.
Lascio la parola a Louise Hay ma prima ancora un grazie di cuore a Nicola, mio fratello.

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Con riconoscenza.

 

Libri: “La caduta dei Giganti”, di Ken Follett

Entrato in libreria ho provato un senso di pena e di tristezza. Da molto tempo ho dedicato le mie letture a tematiche relative al mio percorso formativo e professionale. Così guardando tutti quei libri mi sono sentito morire dentro per non essermi dato la possibilità di leggere anche romanzi. Agguanto e compro La caduta dei Giganti. Lo guardo e gli dico “Tu verrai in vacanza con me” questa estate. Mi sono sentito subito meglio, ” mai più senza una buona storia” … mi sono detto.

Io non amo molto le ambientazioni storiche di Ken Follett, ma cavolo i suoi racconti riescono a farmeli piacere.
IMG_20141014_0838352Tra colleghi scherzavamo dicendo che la cosa più bella dei romanzi di KF sono le donne ed il suo modo incisivo di esprimerne la sensualità, la passionalità, la dolcezza e la femminilità. Insomma ci sa fare a descriverle in un modo che piace molto all’universo maschile.

Quindi la componente maschile del mondo immergendosi nelle pagine di questo mattone “potrebbe” ritrovarvi più e più volte a fantasticare sulle figure di Maud Fitzherbert o di Ethel Williams, sono figure che catturano. In questo romanzo sento che c’è una predominanza del femminile. Maud e la sua lotta politica sia per i diritti civili che per scongiurare un conflitto in Europa, ed ancora Ethel e la sua indipendenza e intraprendenza. Entrambe donne che guardano avanti e che come primo obiettivo nella loro vita hanno quello di fare la cosa giusta, per se in primis e poi anche per qualcun altro.
In Europa si incasinano le politiche e i focolai di malumori ultra decennali.
L’uccisione dell’arciduca Francesco Ferdinando ( erede al trono Asburgo) è il pretesto per lo scoppio del conflitto. Storie di amori, di nobili alla ricerca di un riscatto, storie di fughe per la vita, storie di lotte di classe e di potere. Storie di minatori e di sovrani tutte unite sotto il grande tendone del circo delle vicende umane. Cadono i giganti ed Ethel cammina fiera e forte lungo i corridoi di un nuovo corso della storia.

Sono passati 100 anni dallo scoppio della prima guerra mondiale e se vi capita di leggere questo libro probabilmente potrebbe accadere anche a voi di sentire una spaventosa e rischiosa familiarità tra gli eventi narrati allora e quelli ancor latenti in Europa ed in giro per il mondo. Attenti dunque che mentre tutto sembra tacere … in realtà nulla tace.

E’ l’ultimo mattone letto di Ken Follett, (divorati anche I pilastri della terra/ Mondo senza Fine / La cruna dell’ago/ Un luogo chiamato liberta / Codice Rebecca ) però ammazza che testo!
La mia collega Marilena elogia sempre KF e soprattutto il suo traduttore, io mi unisco al suo elogio per complimentarmi con i traduttori di questa opera Adriana Colombo, Paola Frezza Pavese, Nicoletta Lamberti, Roberta Scarabelli

Libri: “Teoria della Persona”, di Antonio Mercurio

E’ il primo libro di questo autore che ho letto (correva l’anno 2005), altri ne sono seguiti poi. Antonio Mercurio è un autore che cito spesso nei miei articoli. Ho avuto la fortuna di poterlo incontrare nell’ambito di preziose occasioni formative cui partecipo con la scuola di counseling dell’Istituto Solaris di Roma. Un grande studioso, un uomo coraggioso e tenace che ha donato e che dona all’umanità un patrimonio disciplinare di grande valore, dall’Antropologia Personalistica Esistenziale, la sophia Analisi, la Sophia Art e giungendo fino alla Cosmo Art (scusate il pippone dell’elencazione ma sono notizie).

Al curioso di passaggio sul mio blog consiglio vivamente di mettere in pausa la vita per una giornata e leggere Teoria della Persona. Non è palloso, anzi sono certo che vi piacerà.   Certo ci vuole un po di attenzione ma ne vale la pena. Ok, andiamo!

TEoria della PersonaCos’è la Persona, si chiede l’autore, e quante dimensioni ha? Di certo vi è una mente, di certo vi è un corpo e di certo vi è uno spirito. Su questo ultimo aspetto AM richiama l’attenzione del lettore. In modo semplice e nella forma del dialogo domanda/risposta con gli studenti esplora quelle manifestazioni dell’agire della persona nelle quali si esprime la dimensione spirituale. Questa sfera spirituale della persona è un fatto esistenziale e non ha niente a che vedere con la spiritualità della religione… e voi sapete quanto è difficile usare la parola spirituale senza sconfinare nell’ambito religioso!

Le manifestazioni dell’agire della dimensione spirituale della persona sono ravvisabili in due aspetti fondamentali, la capacità dell’uomo di perdonare e la capacità di decidere nella libertà (ad esempio di non sfruttare un altro uomo).

L’agire nella vita di queste decisioni di libertà e di perdono, secondo l’autore, non sono spiegabili nel perimetro della nostra dimensione psichica. Essa, diceva, Freud è governata a bacchetta dal principio del piacere e quindi il perdono di chi mi ha offeso è inconcepibile. All’azione corrisponde una reazione, all’offesa una rivalsa ecc.

Eppure però l’uomo perdona! Esprime così la pienezza della libertà di decidere in rottura dell’automatismo azione -reazione. Nel testo troverete anche esempi.

Teoria della Persona si legge bene, tra i tanti valori dell’autore vi è anche quello di comunicare in modo semplice e chiaro. Il lettore è preso per mano e condotto lungo concetti anche complessi ma, se vi capiterà di leggerlo, probabilmente capiterà anche a voi di dire alla fine:”Però detto così mi è stato facile comprendere!”

A prescindere dal titolo e dalle innegabili immagini di “tematiche da strizzacervelli che può suscitare” io ravviso che è un bel libro e contiene un messaggio forte di speranza e lo consiglio.

Se siamo liberi di scegliere allora non siamo in prigione. E se agiamo la nostra forza allora non siamo determinati dal passato … e l’oggi ed il futuro ce lo possiamo creare così come lo desideriamo profondamente.

Buona lettura

Libri: “Furore” di John Steinbeck

Antefatto: Quella sera ero a casa come una delle tante sere, e su Rai 1 c’era il Festival di Sanremo.
Forse ero in attesa e forse mi sono trovato per caso, non ricordo ma questo è comunque secondario.
Fatto primario è invece che a distanza di anni ricordo la grande emozione che ho provato nel sentire l’esibizione live con chitarra ed armonica di Bruce Springsteen in “The gost of Tom Joad”.
Ogni tanto rivedo il video su You Tube. Da chitarrista autodidatta mi sono divertito a cantarla, a modo mio naturalmente
:-)  . Sapevo che il brano era ispirato ad un romanzo.
Sono passati anni, poi lo scorso aprile il ricordo mi si è riacceso e con essa la curiosità: “ Ma quale cavolo è il romanzo?”.
Detto fatto, un click qua un pagamento on line e nel giro di 3 gg il pacco è sulla mia scrivania.
John Steinbeck “Furore”. Passano 6 mesi e poi dieci gg fa lo ritrovo tra i libri ancora da leggere.

2014-10-07 08.17.56Ok, Si parte.

Sin dalle prime pagine ho provato un sentimento di rispetto per la storia che gradualmente si andava sviluppando.
Furore ( titolo originale The Grapes of wrath) è un racconto intriso di umanità, una umanità dignitosa e polverosa.

Come lettore ho sentito un senso di cura e di rispetto per le vicende che la famiglia di Tom Joad vive nel suo viaggio dalla arida ed ormai ostile fattoria dell’ Oklahoma, percorrendo la famigerata Route 66 a bordo di un camioncino allestito alla meno peggio, e fino alla terra dei “sogni” – o almeno così dicono i volantini – la California.  Tante difficoltà sbiadiscono al confronto con quelle che hanno vissuto i Joad e tante famiglie di mezzadri americani costretti a lasciare le case e le terre, un tempo ricche e fertili, ma ora non più loro … non più fertili … non più ospitali ed accoglienti e sotto la minaccia delle macchine dei grandi latifondisti.

Intere famiglie di mezzadri si svegliano un bel giorno con la consapevolezza di doversi reinventare la vita, con una meta da raggiungere si mettono in viaggio, diventano nomadi in viaggio per sopravvivere.

La meta è indicata su un volantino in cui si invita ad andare in California a lavorare alla raccolta delle pesche con la promessa di una casa, un buon salario ed accoglienza. Nulla di più falso, e pian piano quello che sembrava un viaggio verso un nuovo sogno si arricchisce di disillusione e di triste constatazione che la meta, la California, è un luogo di sfruttamento e di rifiuto.

Lungo le pagine del romanzo emerge il grande valore della vita, il valore sostanziale fatto di decisioni che continuamente cambiano il corso della storia. La famiglia di Tom non ha tempo per piangere troppo, non ha tempo di ostinarsi troppo. Vivere è l’unico modo per avere una speranza, ed anche odiare fino in fondo è un lusso che i Joad ( e molti altri come loro ) non possono permettersi. Accettare di lavorare per mangiare, accettare di lasciare andare un figlio, accettare l’impotenza e aiutarsi vicendevolmente per reciproco bisogno, piangere quel poco che basta per rimettere tutta la propria vita su un camion e ripartire.

Quella della famiglia di Tom Joad non è il racconto dei vincitori, ma è una finestra aperta sul tempo e lo spazio di allora come di oggi e che narra delle vicende umane che vive chi decide pienamente di vivere, vicende multicolori di fame e di passioni, di emozioni acute in tutte le direzioni, di grandi errori e di grandi speranze, di grande rispetto per l’umano che fa semplicemente tutto il possibile per non cedere alla morte ed alla disperazione finale.

Un libro che consiglio di leggere sicuramente, e consiglio di farlo con un senso di silenzioso rispetto. Entrando nelle pagine forse capiterà anche a voi di percepire di trovarvi in una storia che vi appartiene e appartiene all’umanità intera e di cui è bene prendersi cura.

Il tempo del riscatto e della vittoria ….quella è un’altra storia. In queste pagine c’è l’uomo che vive, che ha fame, che è sporco, che scappa, che uccide, che decide e deve difendere la sua esistenza perché essa è il vero sogno e la vera meta … non la California.

Il nostro valore

Noi tutti ci diamo valore?

Mi sono chiesto: “è possibile misurare gli effetti del darsi un valore nella vita quotidiana?”

Ognuno, intimamente, sente di valere, …vuole valere,… pensa di valere… vale. Ma intimamente si realizza poco. Questa qualità se non diviene tirata fuori produce risultati.

images2Darsi un valore comporta un “agire” come frutto di una decisione profonda di amarsi con passione incontenibile. Molti lo fanno, molti scelgono di pascolare nella “terra di mezzo” del rimando.

Frequentemente mandiamo in vacca i sogni dissanguandoci l’anima con infiniti “poi…dopo…la prossima volta ecc”.

In potenzialità tutti ma nel pratica sono pochi quelli che vivono veramente il “darsi un valore”, lo coltivano con amore e cura, lo proteggono con forza.

  • Chiedi un aumento di stipendio? Bene, ti stai dando un valore perché ti metti in gioco e ti riconosci che vali di più.
  • Disponi delle tue risorse economiche nella libertà e ne godi? Ottimo, bravissimo. Ti stai dando un valore perché dimostri nei fatti che non stai commettendo nessun reato.
  • Dici “no” a ciò che non ti piace? Ti stai dando un valore perché ti rispetti.
  • Sai riconoscere le tue “responsabilità” e decidi di riparare? Ti stai dando un valore perché liberi l’anima dai rovi mortiferi dei sensi di colpa.
  • Non ti racconti menzogne e decidi di stare nella sofferenza “sana”? Ti stai dando un valore perché come un artista stai decidendo di conoscere e trasformare la materia della tua vita…parti ombra incluse.
  • Metti in conto di poter anche sbagliare tutto? Ti stai dando un valore perché ti ti fai dono della speranza.

A che punto siamo oggi? La terra di mezzo è dura, dolorosa e seducente al tempo stesso. Ci vuole forza, saggezza e umanità. E allora vi racconto una ficata, funziona.

imagesAntonio Mercurio una volta ci disse che per superare i blocchi, il senso di impotenza, era saggio partire da una piccola ma potente azione: “rendersi disponibili”.

Che vuol dire?

Vuol dire che non bisogna essere perfetti per iniziare e che possiamo iniziare dal darci intanto una possibilità. Introduciamo nella nostra vita il seme potente del “rendersi disponibili ” e cavalchiamo la tigre. Ogni giorno capitalizziamo i risultati e reinvestiamo in altro valore. Arriveremo alle stelle.

Claude Eatherly, il pilota di Hiroshima.

Claude Robert Eatherly (stato del Texas, 2 ottobre 1918 – Houston, 1 luglio 1978). Uno dei protagonisti del bombardamento di Hiroshima.

Vennero scelti i migliori piloti e i migliori equipaggi,  lui era uno di quelli. A 24 anni era già maggiore, abbattendo 33 aerei nemici si guadagna due medaglie, fra cui la ” Dinstinguished Flying Cross “, la decorazione più alta per piloti vivi.

Eatherly era il comandante del B-29 incaricato di verificare se le condizioni meteorologiche permettevano il rilascio della bomba,  la visibilità doveva essere ottimale.  Il suo aereo, battezzato Straight Flush (scala reale), parte alle 1:37 dalla base di Tinian, un’ora prima del più famoso B-29 Enola Gay. Volò sulla città per 15 minuti, durante i quali il vento spazzò via le nuvole. Le condizioni gli parvero ideali e trasmise quindi il seguente messaggio in codice all'”Enola Gay“: (…) Su Hiroshima sereno, con visibilità dieci miglia sulla quota di tredicimila piedi”. La scelta era fatta. Rimase terrorizzato dall’esplosione e vide sparire Hiroshima dentro una nube gialla. Solo al suo ritorno alla base di Tinian seppe della devastazione e della grande perdita di vite umane causate dallo scoppio.

Decorato come gli altri, ma alla fine della seconda Guerra mondiale chiese di essere congedato.  Lo stato americano gli offrì 237 dollari di pensione, lui dispose che venissero devoluti alle vedove dei caduti di guerra.

Era cambiato, era nervoso, magro e irascibile. Di notte iniziò ad avere incubi, svegliandosi di soprassalto e gridando “Gettatevi, gettatevi: arriva la nuvola gialla!”. Nel 1950 tenta il suicidio a New Orleans, si lasciò convincere a farsi ricoverare nell’ospedale psichiatrico di Waco, dove trascorse sei settimane. Dopo alcuni piccoli crimini tentò nuovamente il suicidio, recidendosi le vene di un polso. Nuovo ricovero a Waco e massiccia cura a base di insulina per la rimozione dei ricordi che lo ossessionavano. La moglie, esasperata dai suoi comportamenti, chiese e ottenne il divorzio insieme con l’interdizione di Eatherly a incontrare i loro figli, sentenza che l’ex aviatore accettò. Seguì, negli anni posteriori, un’interminabile successione di piccoli reati, finte rapine, assalti a uffici postali, processi e trattamenti psichiatrici. Nulla poteva restituire Eatherly alla vita sociale. I suoi occhi erano spalancati su un orrore insopportabile.

 La corrispondenza con Günther Anders

Nella primavera del 1959, il filosofo tedesco Günther Anders venne a conoscenza del caso Eatherly e pose inizio a un rapporto epistolare con l’aviatore, ricoverato a Waco, per aiutarlo ad uscire da quella condizione. I contatti divennero più intensi con il tempo e i due si incontrarono qualche anno dopo. Anders suggerì all’ex pilota di scrivere una lettera di scuse in cui descriveva il suo dolore, il suo rimorso e la sua vita dopo quella ricognizione. I superstiti di quell’inferno gli risposero che in fondo lui era solo un’ennesima vittima di Hiroshima. L’ex pilota si sentì più sollevato dopo essersi riappacificato con Hiroshima e visse meglio fino alla sua morte. (Testo liberamente ispirato alla fonte Wikipidia).

A lui è dedicata la canzone dei Nomadi “Il Pilota di Hiroshima”, la trovate in rete. 

Saper dare un nome alle proprie emozioni salva la vita.

SOLDATI-IN-TRINCEA Una buona storia è un dono, una benedizione.

Chi dona la sua esperienza in ogni caso è un uomo libero.

Ho abbinato a questo scritto un immagine di trincea. L’ho scelta perché  penso ai comportamenti ostinati in cui ci “trinceriamo” quando siamo spaventati e minacciati dalla paura nelle sue moltitudini rappresentazioni. Nel rapporto con gli altri e con le situazioni appare come paure di essere ridicoli, paura di sbagliare, di fallire, di non essere pronti, di non avere le idee chiare, di non essere bravi, di non saper dire, di non saper fare, di non essere furbi e forti, di fare brutta figura ecc ecc.

Da queste trincee difensive partono messaggi a voler rassicurare che “va tutto bene”, mentre non va bene per niente.
Una trincea alla lunga diviene una tomba esistenziale, c’è un tempo giusto per stare rintanati e uno per raccogliere il coraggio e mandare a fanculo tutte le elucubrazioni. Si proprio così. Mandare a fanculo la paura e poi chiamarla per nome. Ti vedo sai “mia paura del giudizio” o ancora “ti sento senso di inadeguatezza”.   
Dare il nome al problema o all’emozione che ci assedia vedrete che apre la via verso la libertà.

Ogni momento è una opportunità, allo stesso modo lo sono le storie di buone e umane condivisioni che parlano di noi. 

C’è ogni giorno una cosa da imparare e qualcosa di noi da mettere a fuoco e trasformare. E grazie alle storie che si raccontano.

L’avidità come ostacolo alla nostra crescita.

Mega generalizzazione ( passatemela ) “Ad Ulisse e al suo mito vogliamo tutti molto  bene”.deplian Ulisse versione definitiva_18032014-page-001

Si…perché comunque è un esempio meritevole di lode.

Ci ispira fiducia, speranza, capacità di riuscire a cavarsela comunque vada.

Una Odissea comunque a lieto fine.

E di  storie a lieto fine ne abbiamo anche un gran bisogno soprattutto in questi tempi storici in cui a volte davvero è dura, e a volte ci manca la speranza.

Antonio Mercurio nel libro “Ipotesi su Ulisse” lo propone come esempio della persona che decide di divenire artista della propria vita. Ed è una bella idea.

Ulisse l’abile ed astuto, l’odiato e che si odia…l’uomo dai tanti pianti e patimenti,

che vive l’impotenza e che sa pregare e piegarsi, l’orgoglioso e il diffidente. Vi ricorda qualcuno? Un pò non somiglia a tutti noi?

Ulisse smanioso di gloria e di una immortalità nuova, duratura, di una vita che lasci in qualche modo il segno di sè. Vi ricorda qualcuno?Non vogliamo tutti vivere una vita in cui potere creare e contribuire alla magnifica esperienza della esistenza umana con il nostro speciale essere ed esistere come persona e come organismo?

Ulisse muore e rinasce continuamente, diviene continuamente una persona nuova … e prende decisioni anche con le lacrime agli occhi.

C’è poco da fare, a Itaca ci vuole tornare ma non come il Re ed il guerriero che vi è partito molti anni prima.

Vuole ritornarci ripulito, trasformato per benino, cresciuto. Vi ricorda qualcuno?

A Itaca ci era quasi arrivato grazie all’aiuto di Eolo, ma evidentemente non era ancora  pronto, forse se vi approdava ora di lui non avremmo nulla da raccontare, si la storia del cavallo di Troia ma…ben altra cosa è l’Odissea!

Non vi arriva perché ha in grembo avidità, bramosia di essere fonte di invidia altrui…uno schifo che io chiamo “non riconoscimento”. Che bramosia quell’otre dei venti…tutto mio…tutto per me…io Ulisse l’astuto che ha piegato fortezze e raggirato anche gli Dei.

No, non era ancora il momento. Troppo ancora il veleno che covava dentro.

Un altro giro allora…mia cara sorte, e stavolta prendiamola larga perché il lavoro da fare è tanto… ed io lo voglio fortemente perché ho un obiettivo è ambizioso non fatto di bottino trafugato e coppe d’oro ma di me stesso capace di creare piegando tutta la mia storia al mio nuovo volere.

Un volere che sa apprezzare i doni della vita ed accoglierli con gratitudine, un volere che non vuole soggiacere al vittimismo ma che riconosce che in  tutto ciò che accade vi è un occasione per realizzare un passaggio, forse anche doloroso, ma essenziale di crescita…perché la bellezza di Elena per la quale ha lottato e vinto piano piano sfigura…e lui ne vuole una nuova, altra, immorale e duratura…la sua stessa esistenza come opera d’arte da creare con forza, saggezza, arte e coraggio per attraversaere e trasformare i dolori.

Beh si. E’ un grande dono il pensiero di Antonio Mercurio e gli sono grato, dalle sue riflessioni traggo ricchezza e sul suo pensiero nascono gli eventi di counseling.

Capita spesso di vivere passaggi che sono una vera e propria Odissea.

Nuovo consiglio? Impariamo a modificare la rotta, giorno per giorno.  Meglio evitare colpi di testa e testardaggini…credetemi.

Eventi di Counseling 2014

Eventi di Counseling

L’arte di prendere nuove decisioni seguendo
il mito di Ulisse.
Come se la caverebbe Ulisse oggi?

Uscire dalla nostra comfort-zone. Come Ulisse possiamo lasciare Calipso, l’isola delle nostre certezze quotidiane.

Io: Ulisse non era un pazzo.
Voi(forse): “E chi lo ha mai detto?”
Io: “Tutti lo abbiamo detto”.
Uno di voi (forse): “Ma strano! A me non mi risulta, io ho sempre detto che era un figo uno di successo abile ed astuto…uno da imitare, invidiare, ma un pazzo no…ma se l’ho detto forse ho toppato…me lo ricorderei”.
Io: Mi spiego meglio, uso il mito.

Ulisse da Calipso ci stava anche bene.
Calipso è bella, una ninfa, sempre giovane e passionale, immortale e fonte di piacere.
Tutto attorno alla sua isola un mare immenso. A lui è andata anche bene visto che vi è approdato dopo giorni e giorni alla deriva e dopo che tutti gli altri sono morti. Eppure lui vuole andare via. Come minimo viene spontaneo dirgli “Ulisse tu sei un pazzo!”.

Anche a noi sicuramente è capitato di sentire intimamente  che quello che abbiamo non ci gratifica. Un idea da diventarci pazzo

Vi è capitato mai? A me si.
Quante volte ci siamo detti – a bassa voce intimamente – che era un idea pazza e che dovevamo accontentarci e difendere quello che avevamo.

Ulisse non era un pazzo. Lui aveva il suo progetto di tornare a casa.

Noi pure ne abbiamo, ognuno il proprio che sia di natura materiale ideale non fa alcuna differenza.  Noi tutti siamo quelli che vogliamo crescere e realizzarci, fare cose nuove e diverse, un altro lavoro, un’altra città, viaggiare, una famiglia,  il successo, diventare genitori…ecc ecc.

E’ solo che anche a noi il cambiamento fa paura e per far sparire questa cavolo di paura l’umanità non ha trovato ancora una soluzione. Gli strumenti più utili sono l’amore, il coraggio e la follia.
Io credo che ogni momento al mondo molte persone legano insieme due legni con una corda, caricano su tutto quello che hanno e si mettono in mare verso un idea ed un progetto, la loro personale Itaca.
Lo abbiamo fatto anche noi tante volte, è solo che non ce lo ricordiamo. E’ solo che ogni volta decidere è dura e non ci ricordiamo delle tante vittorie già all’attivo.

Ulisse non era un pazzo e non parte a caso. Con l’aiuto degli dei ottiene di poter lasciare Calipso che gli dona valide indicazioni per la navigazione, coordinate per la sua meta.

E noi? Beh noi abbiamo i nostri sogni ed i nostri valori che sono anch’essi una mappa.

Ulisse è partito. Bye Bye Calipso. Mani, zattera, mare … non mi tradite! E noi pure…sogni e polmoni, amore muscoli e coraggio teniamoci forte che ad ogni nuovo cambiamento un pò si balla…ma poi passa e noi siamo già persone nuove. Quando iniziate un viaggio prendete carta e penna e scrivete il vostro diario di bordo. Un giorno vi direte “cazzo quanto sono stato bravo e figo”, parola mia!

Come Ulisse scegliamo di realizzare pienamente noi stessi…costi quel che costi.

Cara Calipso, pensava forse Ulisse, non sono insensibile alla tua proposta di immortalità ed al tuo fascino. Se scelgo di riprendere il mare è per ubbidienza al mio progetto esistenziale, anch’esso demone in me, che non mi lascia dormire . Fammi dono del tuo aiuto, indicami in quale direzione è la meta…e non volertene a male. Siamo stati bene insieme ma ora devo andare.

Liberamente ispirata alla chiacchierata finale tra Calipso e Ulisse vista con la proposta di Antonio Mercurio e proposta nel libro Ipotesi su Ulisse. Prima Che questi poi riprenda il mare, di nuovo, per l’ultimo pezzo prima di tornare a casa.

ulisse_e_calipso_20140617_1440828418Calipso:  Penso io a te
non soffrirai
non morirai
non soffrirai.

Mi prendo cura di te
riconosci il mio potere.

Prendere o lasciare
0 me o la morte
la sofferenza ti aspetta
e la vecchiaia

Amami non morirai
amami …firma qua.

Risultato garantito
formula collaudata
soddisfatto garantito
nessun rimborso
nessun reclamo.

E’ il momento di decidere
prendere o lasciare
vivere o morire
entrare o uscire.
…..

Ulisse:  dammi due legni per favore
ed una corda per poterle legare insieme
il tempo è propizio
non ho più godimento nel mio cuore
non voglio restare
voglio andare
smettere di errare
ho visto abbastanza
ho sofferto quanto basta

Eppure…Tutto il tuo promettere mi seduce
e una parte di me vorrebbe accettare, restare.

Ma voglio andare
riprendere il mare
forse soffrire ancora
ancora piangere e penare
non posso farci niente
se resto sarò pure immortale
ma ho bisogno di nascere e di morire
ogni giorno e tante volte in un ora
il mio viaggio ed il mio dolore
hanno un senso …un onore…
un odore…e questo pure mi seduce
mi fa morire …ardere il cuore
desiderio di creare
fare di me qualcosa buona
essere e divenire.

Preferisco esistere
…ecco la sua pena.

Scappo via dalla sua vista
prima che me ne penta.

Addio Calipso.

 

Peppino…placa la tua ira.

 

9 maggio 1978. A Cinisi muore ucciso dalla mafia Peppino Impastato. Questo in sintesissima.

Dove hai sbagliato Peppino?
No, di certo non erano sbagliati i tuoi ideali di libertà e di giustizia.
Eppure in qualcosa hai sbagliato, ragazzo arrabbiato. L’ira ti ha accecato, e l’odio.
E questi 2 veleni non ti hanno fatto agire saggiamente.

Come Ulisse con Polifemo, allo stesso modo tu e la mafia.

Per lui, per te e per ognuno di noi c’è un fottuto divoratore che ci attende.
E come lui, come te, allo stesso modo ad ognuno di noi capita di entrare frequentemente nel suo regno.
Forse …per vedere, per capirci qualcosa.

Narra Omero che Ulisse è pieno di ira, Polifemo gli ha divorato due compagni.
Sguaina la spada ed è pronto ad ucciderlo…ma un altro pensiero lo placa.
Solo quel maledetto Ciclope può togliere l’enorme masso che blocca l’uscita.
Osserva Antonio Mercurio che Ulisse placa la sua ira, ma non il suo odio…lo rimuove solo.
Macera il suo orgoglio e decide di vivere un grande patimento da rinuncia.
Lui è pur sempre un Re ( e noi non siamo re?), è colui che ha fregato i troiani ( e noi non siamo i più astuti? ) e se non bastasse è pur sempre il capo dei suoi uomini ( e noi non abbiamo responsabilità?).
Le sue ragioni sono comprensibili, lo sono le tue Peppino, lo sono quelle di chiunque lotti contro l’ingiustizia e le mafie, lo sono quelle di ognuno di noi che vuole essere il re della propria vita.
Ma affermare quelle ragioni, andare allo scontro diretto non lo salverà. Non ha salvato te.

Forse …in questo hai sbagliato Peppino, e mi dispiace.
Forse …ti ha vinto l’ira …prima ancora della mafia.
Forse …sbagliamo noi tutti ogni volta che indossiamo l’armatura e ci armiamo sotto le effige del nostro orgoglio ferito, carichi della nostra ira.
Come l’elenco dei martiri similmente è lungo l’elenco degli eroici cavalieri solitari impegnati “a vita” a combattere contro mostri invisibili, fuori.

Il tuoi ideali oggi sono narrati come quelli dell’ennesimo martire.
Mi piacerebbe tu fossi ancora in vita, quegli ideali avevano bisogno di te per poter diventare qualcosa di più grande, un onda culturale e di sollevamento sociale in grado di chissà quali trasformazioni nelle persone prima che nella società, nell’ambiente e nella cultura mafiosa.
Forse…con la tua morte sappiamo ancor più e meglio quanto è preziosa la saggezza perchè i cambiamenti sono processi lunghi e difficili e dolorosi.
Forse …dovevi essere più saggio anche tu…perchè la mafia la si combatte da vivi, da morti si è solo parole e commemorazioni, mazzi di fiori e frasi fatte.

Ha fatto bene Ulisse, ha deciso di vivere la macerazione del suo orgoglio e della sua ira. Ha potuto così trovare un’altra soluzione e continuare il suo viaggio verso Itaca. Anche tu Peppino avevi un tuo progetto, una tua Itaca. E non voglio credere che il tuo progetto fosse quello di saltare in aria in una macchina.

A te Peppino … e a tutti ed a me ricordo di riflettere profondamente quando ci troviamo di fronte a qualcosa che ci fa avvampare di ira.
Manteniamoci vivi, diversamente la nostra ira genera solo martiri e nessuna bellezza.
Forse…vale la pena provarci.

Ciao Peppino.

Da Omero ad Antonio Mercurio_Dal Mito all’Infinito

Di Ulisse non si hanno prove circa la reale esistenza. Ad Itaca c’è un insediamento dimostrato da reperti archeologici, ma nulla parla dell’eroe dalle mille astuzie, nessuna incisione. La mancanza di prove, tuttavia, non ha impedito la planeraria diffusione del mito di Ulisse .

Ulisse, le sue avventure narrate nell’Odissea, i suoi patimenti e la sua capacità di trovare soluzioni in situazioni pazzesche è un’ opera sapienziale; nelle sue pagine c’è rappresentazione simbolica di dinamiche umane.

Ed è questo filone simbolico delle dinamiche umane che Antonio Mercurio ha messo a fuoco nelle sua opera “Ipotesi su Ulisse”.  E’ penetrato nel racconto omerico e ne ha portato in superficie il contenuto sapienziale.

Antonio Mercurio ha fondato un corpus disciplinare potente ed innovativo ( l’Antropologia Personalistica Esistenziale – la Sophia Analisi – la Sophia Art e la Cosmo Art).

In “Ipotesi su Ulisse”, Antonio Mercurio prende per mano il lettore in un viaggio alla scoperta del contenuto sapienziale dell’Odissea come storia dell’uomo che compie un cammino di crescita e che vuole diventare artista della propria vita.

In questa sezione mi ispirerò al lavoro di Antonio Mercurio ed a quello di Omero, con umiltà e consapevolezza.

In molte mie riflessioni qui sul blog sicuramente mi avvarrò del lavoro di Antonio Mercurio.

A lui rivolgo il mio sentimento di gratitudine perché la sua opera più volte mi ha dato una mano, e ad essa attingo tutte le volte che serve.

Vuoi Avere Ragione o Vuoi Essere Felici?

Vuoi avere ragione o vuoi essere felice?
E’ capitato, capita e capiterà che “le cose non vanno come vorremmo noi”
Cosa fare? Reagire, lottare fino alla morte per affermare la giustizia ed avere ragione? Si ci può stare…ma gli altarini già sono troppo pieni di martiri; penso che possono bastare!
Ulisse nella caverna di Polifemo decise saggiamente di non affermare la sua giustizia vendicando i compagni, ne aveva anche lui diritto…era pur sempre loro re, un re, ed un capo.
Scelse di rinfoderare la spada. Non per viltà, non per giustificare il male subito. Ulisse scelse di non mortificare il suo progetto di tornare a casa e di essere un uomo nuovo. Investì sangue e dolore in contenimento della sua ira per un progetto più grande…ritornare a Itaca…e scelse di voler essere felice.
(Riflessione liberamente ispirata al mito di Ulisse come magnificamente proposto dal prof Antonio Mercurio)