La profezia che si autoavvera

Parlavo l’altra sera con mia figlia Emma di come capita, è capitato e chissà, forse ricapiterà, di trovarci in una situazione nella quale, come nuvole, ci si può sentire avviluppati in un senso di predestinazione e pensare che “tutto è stabilito”. La mia condivisione con lei è nata dalla curiosità che ha saputo stimolare in me il tema del titolo e di cui, tra le tante altre cose, ho sentito parlare recentemente seguendo una masterclass di Mindfullness.

Forte è la tendenza – umana – di incasellare persone ed eventi. Se non adeguatamente svegli, automaticamente, tendiamo a selezioniamo, tra i mille stimoli e le mille opzioni che la vita ci pone davanti, prevalentemente quelle che giustificano le nostre aspettative ( ovvero come siamo abituati a vedere le cose ). Un giorno, sono certo, si potranno misurare questi tipi di effetti, ora siamo un po carenti di strumenti di misurazione, anche se gli effetti li vediamo eccome. Chissà magari un giorno, come accaduto per i batteri con il microscopio, avremo modo di misurare l’energia dei pensieri, autodiretti ed eterodiretti, e vedere i cambiamenti che operano. A volte gli imprevisti sono come docce fredde improvvise. Spaventano e determinano reazioni varie. Tra le tante vi è anche quella di “svegliarci”, ed in quel caso più che un danno è una benedizione. Stimolato dal tema ho iniziato a ricercare ed approfondire. Mi sono imbattuto in questo video e ho piacere di condividerlo.

Noi e “gli altri”

Una delle occupazioni della mente umana ha “gli altri” come focus. Cosa penseranno gli altri? Cosa diranno gli altri?

“Gli altri” ad un certo punto smette di avere sembianze di persone in carne e ossa con un nome e un cognome. Diviene semplicemente una emozione che abita in noi e che si attiva come un programma quando viene lanciata.

Diventa condizionante, si lo diventa eccome! Ci vuole lavoro, anima e coraggio per andare a snidare questa coabitazione.

“Gli altri” interiorizzati prendono varie forme a seconda della specifica situazione in cui li abbiamo assunti a “rilevanza”.

Non è solo un fatto personale, molto spesso questa è un acquisizione che ci arriva sia dalla cultura sociale che da quelal familiare.

E’ un bell’ostacolo…”gli altri”, sapete? Un gran legaccio alle nostre azioni. Prende varie connotazioni e forme, dicevo. Imbarazzo, timore e giudizio credo siano quelle da podio.

Queste emozioni interiorizzate appesantiscono la nostra vita.

Provate a immaginare quanto è pesante la paura di essere giudicati e come questo toglie slancio alla nostra libertà e creatività di poter fare il ca.zo che ci pare e di sbagliare alla grande e di essere imperfetti e di avere delle debolezze ecc ecc.

E’ un fatto personale, dicevo, ed è un chiacchiericcio tutto tra se e se stessi. Se vi capita di sperimentare questa coabitazione dolorosa non sentitevi sbagliati, capita. Ma una volta che la ritrovate mi raccomando, lavorateci e sciogliete i nodi.

La mia esperienza? Si conosco ciò di cui scrivo, non scimmiotto cose che non conosco. Ci ho lavorato tanto su questo tema e mi piace spoilerare il finale.

Il finale è che gli “altri” ovvero ai rappresentanti in carne e ossa delle nostre paure o timori interiorizzati hanno, come noi del resto, tante altre cose a cui pensare. La vita è interessante. E ogni persona è davvero molto interessante, anche se non ci crede.

Nuovi Eroi per la Bellezza

Ritorniamo ad essere umani con noi stessi e tutto il resto scompare

Ogni persona ha il proprio mostro interiore.

Ha avuto origine quando la tua ferita si è generata. A ciascuno la propria. In quel momento ha preso delle sembianze Specifiche in base a come hai risposto a quella prima esperienza con il dolore.

Non c’è un prontuario a quel tempo, eravamo tutti molto giovani e tutto era molto nuovo.

In quel preciso momento, il mostro, ha indossato un abito cucito su misura per te. Un abito che dice: “ non valgo nulla”, oppure “non ce la farò mai” … e l’immancabile “ e’ tutta colpa mia”…ed infine ma solo per necessità di sintesi “non sono adeguado”.

Quel mostro ogni volta che ci apprestiamo a fare qualcosa che ci “impegna” mente, anima e corpo tende a ripresentarsi ed a descrivere un futuro conforme alla sua visione.

Con personaggio (interiore e simbolico dei nostri stati emozionali) che chiamo mostro facciamoci pace; c’è e continua a fare capolino. Non ho la soluzione per farlo scomparire.

So invece cosa fare con lui.

VI sembrerà strano ma non c’è nulla da sconfiggere, se volete su questo potere costruirci un intera esistenza. La letteratura e la filmografia sono piene di eroi che si sono immolati contro i mostri e/o contro le sorti avverse. Il mito dell’eroe ed il suo cammino di crescita e liberazione è una cosa belle e buona, beninteso.

Qui io dico che la vera trasformazione di questo conflitto non è ponendo il focus su di lui.

La vera e definitiva soluzione si realizza nel rapporto con noi stessi e la scelta DECISA di tracciare, e fortificare, nuovi solchi e nuovi sentieri esistenziali lasciando che agli argini, in panchina, i mostri facciano il loro baccano ma tenendo lo sguardo fisso verso la meta, ovvero l’obiettivo di vivere ora la nuova era della nostra vita.

Vi propongo di divenire eroi in altro modo, eroi nell’arte di creare bellezza nella nostra vita. Facciamoci ogni momento il dono inestimabile di vivere le situazioni della vita per quelle che sono; liberi di avere paura quando qualcosa ci spaventa ; liberi di sentirsi preoccupati quando qualcosa ci disturba; avendo rispetto per tutta la nostra persona e potendo vivere con le nostre fragilità senza dare ad esse l’etichetta di indegnità.

Al mostro poi non presterete più attenzione, e per ricordarvi di lui dovrete girare lo sguardo e andarlo a cercare nel suo posto lì…ai margini della vostra vita.

Ritorniamo ad essere umani, morbidi ed accoglienti, con noi stessi e tutto il resto scompare.

Risultato garantito.

Il Counseling della libertà

La libertà può assumere forme e modi diversi a seconda delle situazioni, ma permane.

Ogni persona è per definizione libera. Anche nelle situazioni più estreme la libertà permane. La libertà può assumere forme e modi diversi a seconda delle situazioni, ma permane. La forza si percepisce ad esempio dalla lettura della poesia Invictus utilizzata anche da Nelson Mandela e pubblicata sul sito giorni fa .

Sulla scelta tra benessere e malessere similarmente abbiamo libertà.

Possiamo purificare dove abbiamo depositato scorie di rancore che sta inquinando la nostra vita.

Non abbiamo bisogno di alcuna autorizzazione “da fuori” per questa opera di pulizia.

Possiamo farlo in forza proprio della capacità di libertà e per noi solo.

E’ un fatto spontaneo? E’ certamente, come detto, un attitudine umana ma attivarla richiede una decisa azione di volontà. Con i miei clienti ci lavoriamo insieme, un passo alla volta con la stessa cura e determinazione degli esploratori.

Mi occupo di crescita personale ed ho dedicato questo blog al tema proprio della libertà.

Dal pensiero all’azione certamente il counseling è ottimo alleato per far essere realtà nella vostra vita quella che diversamente rimane solo una “possibilità” ferma in panchina.

Se la cosa vi interessa sarò ben lieto, e senza impegno alcuno, di potervi dare tutte le informazioni per le vostre curiosità e dubbi.

Buona giornata

Creativi alla luce del sole

Prendiamo decisioni nuove quando il cielo è sereno, quando siamo felici e pieni di vita sotto la luce calda e rigenerante del sole

Ho indicato come motto del blog ” Fare della vita un opra d’Arte”. Motto bello, oggettivamente. Mi è familiare e risiede stabilmente, e comodamente anche, nel mio DNA spirituale da oltre 20 anni, ovvero dall’inizio del mio percorso personale e professionale. Io quando sento questi temi penso ad Antonio Mercurio ma altri validamente ne parlano e sono lieto di sentire lo stesso spirito da più direzioni, che siano tutte benvenute.

Due anni fa proprio su questo tema ho avuto il privilegio di condurre un intero corso presso l’Istituto Solaris, e quindi diciamo che sul tema mi sento abbastanza preparato.

Oggi sarò brevissimo.

Voglio dire a voi, e rinnovare a me, quanto è importante e quanto sono forti le decisioni prese “quando il cielo è sereno”.

Quando è burrascoso, emergenziale, ne prendiamo, anche, di decisioni. Poi finito il maltempo?

Prendiamo, e rinnoviamo, decisioni nuove quando il cielo è sereno, quando siamo felici e pieni di vita sotto la luce calda e rigenerante del sole. Con Arte imperitura “dobbiamo” ogni giorno presidiare e fortificare i solchi nuovi che tracceremo. Lì dentro ci seminiamo il corso della vita che vogliamo, quindi siamo seri.

Con i miei clienti cerchiamo la giusta risposta alla loro giusta domanda: “Come si fa?”. Io propongo di vedere alla propria vita come un artista vede ( nel caso di un pittore ) la sua tela, e provare a fare da tutto il bianco la propria autentica opera d’Arte, e vedo sorrisi. Poi con forza, coraggio, amore e lavoro … si fa!

Buona giornata

Gli anticorpi

Questa mattina mi serviva del materiale per casa e sono andato da Bricofer (merita la citazione). In cassa, insieme con il conto da pagare mi sento dire: “possiamo offrirle un caffè?”.

Dopo un velocissimo momento, in cui mi stava per scattare dalle labbra l’immediato automatico “No grazie”, ecco tra la parola e l’azione si è infilato un respiro ed ho detto “Si grazie”.

Ho trovato il tutto molto carino, anche ad altri è stato fatto lo stesso invito. Io mi sono accomodato vicino la cassa continuando a scambiare due parole con la signora e dopo aver gustato un buonissimo caffè ci siamo salutati augurandoci una buona giornata.

Tra gli anticorpi abbiamo anche la gentilezza, ed è una qualità bella tosta…nel caso tante volte la si pensasse di serie B.

Nei giorni scorsi, sempre a proposito di anticorpi, un mare di gente ha preso a camminare per le strade di molte città americane. Hanno fatto vedere gli “anticorpi” a chi pensa di essere un Re mentre è solo un volgarotto bullo che meriterebbe una bella sculacciata per la sua rozza arroganza.

Gli anticorpi fanno il loro lavoro. Nella storia recente li abbiamo visti prendere il mare. Il mare aperto.

I virus pensano di fare ciò che vogliono. Fanno la voce grossa ma sono solo piccoli piccoli. Quando gli anticorpi si mostrano…i virus arretrano, cercano di mistificar la realtà dicendo che non si sono nemmeno accorti dell’esistenza degli anticorpi ma la verità è che erano assediati nelle loro torri molli di pseudo potere.

I virus abitano la casa della nostra vita anche. Pensate al virus del lamento quanto si annida nei nostri pensieri e comunica con la nostra voce. Avete notato come è stancante? Il virus del lamento ha proprio questo effetto di stancarci perché ci succhia energie. Ma quando ci guardiamo allo specchio e gli anticorpi della nostra saggezza fanno diradare le nebbie del velenoso e lamentoso piacere allora “vedere” diviene un faticosissimo ma bellissimo atto di liberazione. E le energie e la creatività entrano in ogni nostra cellula e diveniamo artisti.

I virus hanno certamente la loro funzione, ovvero quella di farci “svegliare”.

Che si stava meglio “prima”…E’ una caz..ta!

E’ successo a tutti di pensarlo, e di affermarlo anche.

Quando “qualcosa cambia”, o è prossimo a cambiare, per quanto potremmo averlo desiderato arriverà il momento del dubbio con il corteo delle paure :”Oddio, avrà fatto veramente bene o sto facendo una cazzata!”.

Le radici del perché, seppur in misura variabile, l’umano fa i conti con questi sabotatori sono profonde e affondano nell’intimo, ed a volte poco noto, vissuto storico personale e familiare di ognuno di noi.

I sabotatori interiori manipolano la realtà percettiva ed ecco che all’improvviso, e magicamente, il “mondo di prima” diventa perfetto, nessun difetto e tutto era idilliaco con flauti e violini.

I cambiamenti (quelli con la C maiuscola) ci mettono di fronte ad aspetti pratici ed organizzativi, certamente, ma, ed è quello che qui mi interessa principalmente, ci mettono anche in contatto con i nostri “assunti di base”. Cosa sono questi assunti di base? Provo a dirlo con dei fatti, consueti. Nelle fasi di cambiamento potrebbero riaffiorare posizioni interiori di svalutazione, di paura o di senso di inadeguatezza. Magari non accade, beninteso questa non è una regola assoluta! Ma qui voglio esplorare la prima opzione, cioè che accade.

Oggi farò un pistolotto breve breve per dire solo che il riverginato “prima” non era affatto perfetto, se abbiamo approcciato un cambiamento magari era perché non ci piaceva … seppur in esso ci eravamo, diciamo, comunque accomodati come in un pigiama logoro ma comodo. Il regno “dopo” – faccio spoiler – diciamolo subito che non sarà perfetto, dovremo penare per prendere le misure e avremo bisogno di tempo, e tanta flessibilità, per sentirci a nostro agio.

Nel mezzo tra la terra del prima e quella del dopo dobbiamo fare i conti con nostre dinamiche di base. Con questo intendo quelle intime e personali riproposizioni, proiezioni, di vissuti che abitano silenziose ma attive. Nulla di patologico, sono le esperienze personali e familiari, e quindi facciamoci pace.

In questa fase di mezzo, dicevo, – tra la fase del “riverginato prima” e quella del “terribile dopo” – una proposta potrebbe che faccio a voi ed a me è quella di provare a fare gli artisti? Se ci poniamo in questa fase con questa visione allora ci può essere una grande opportunità per mettere a fuoco alcuni di questi assunti interiorizzati e trasformarli. Come? Beh un primo punto è farli emergere senza condanna, prendendosi la libertà di raccontarli. Sono come un cronista che viene dal passato. Magari un cronista di guerra che racconta dei possibili danni e dei rischi. Uso l’immagine del cronista di guerra non a caso. Nel silenzio dei passati di tante persone, anche mio, ci sono stati dolori e ferite che la polvere delle mille cose che facciamo solo marginalmente riescono a coprire. A volte si riaprono, e le fasi di cambiamento riescono a farlo bene.

Vogliamoci, vogliatevi, bene. Il presente è un tempo nuovo, imperfetto anch’esso come imperfetti continuiamo ad essere noi.

Nei cambiamenti impostiamo la meta sulla capacità di accogliere, di riconoscere e disinnescare con l’amore il giudizio e la critica verso di noi, respiriamo e rendiamoci morbidi ed elastici.

Quando le sirene torneranno a decantare le lodi del “prima” sappiate che passa. Come fece Ulisse allo stesso modo noi leghiamoci stretti alla nostra umanità tutta, impariamo da questo canto voluttuoso a conoscerci “di nuovo”.

Chiacchieriamo con il nostro cronista di guerra interiore, raccontiamogli quello che è successo dopo e le tante cose che abbiamo fatto e invitiamoci all’amore ed alla gentilezza.

I cambiamenti – quelli con la C maiuscola – sono amati e odiati proprio per questo. Teniamoci forte all’albero maestro dell’amore, le burrasche passano.

Come artisti quindi. Nel cambiamento possiamo lavorare la nostra ferita e metterci amore, sarà un capolavoro garantito.

Oggi è un giorno nuovo e io scelgo l’amore e la bellezza ( A. Mercurio)

Come uscire dalla prigione della rabbia e del rancore. PARTE II. Iniziare una nuova vita.

Meritiamo di godere della pienezza del nostro essere e di attuare l’opportunità di costruirsi una vita all’insegna di valori altri, nuovi, godere della pienezza dell’essere. 

Bentrovati, e spero abbiate letto il post dal titolo  “Come uscire dalla prigione della rabbia e del rancore. PARTE I” se non avete ancora fatto beh…fatelo ok?

Siamo in un tempo epocale, stanno accadendo nel mondo eventi che segnano un epoca.  Passano sopra le nostre teste trasformazioni sociali radicali, le parole stanno scolorendo e le passioni sbadigliano. In questo momento storico di conflitti l’uso della parola “atomica” avviene con una tale frequenza che se dovesse (ci auguriamo di no) ricomparire il fungo mortale in qualche parte del mondo “forse” ci troverebbe già pronti e assuefatti.

watch-dealers-g25635f5db_1920E’ tempo di far suonare la sveglia, svegliarci. Le nebbie della posizione rabbiosa ci imprigionano e ci fanno naufragare.

Se abbiamo fatto – e continuiamo a fare – i conti con il tema del rancore allora la domanda che vi pongo è : “Vogliamo fare un passaggio epocale nella nostra vita? ”

Si “epocale” perché si uscire dal medioevo delle nostre rabbie e vivere il rinascimento della vita libera.

Oggi è un giorno nuovo. E’ oggi la nuova epoca in cui possiamo e dobbiamo entrare, vogliamo tutti legittimamente  stare bene ed essere felici. Fissiamo questo punto di cambiamento da “voglio avere ragione” al “voglio essere felice”. No, non sto chiedendo a nessuno di svilirsi e non è nemmeno un atto di resa passiva e vigliacca, nulla di tutto questo. Vi sto chiedendo solo di spostare il baricentro da un obiettivo all’altro. Il dolore che ciascuno di noi ha provato – e prova – merita rispetto, l’ho già detto ma è utile ripeterlo. Allo stesso modo però merita rispetto la nostra vita tutta, la pienezza di noi che non può e non deve essere legata al palo della rabbia.

“La pienezza dell’essere è una novità continua di essere.(..) Appare ritmicamente, come il giorno e la notte, e si accresce all’infinito. Non ci può essere esperienza della pienezza dell’essere per chi non ha ancora deciso di lasciare l’utero e di nascere pienamente al mondo della realtà”. ( Le leggi delle vita di Antonio Mercurio)

Per fare questo passaggio dal mondo della rabbia e dell’attesa di rivalsa all’epoca nuova dobbiamo metterci ben saldi ok? Non è un giochetto, ho parlato non a caso di cambiamento epocale e bellissimo. Siete pronti?

Al prossimo articolo quindi, e scrivetemi…che mi fa sempre tanto piacere. Grazie a tutti e uno speciale a Raffa per il commento ed il contributo al precedente post.

Musica per questa fase… Learn to Fly dei Foo Fighters

Noi e “Loro”: Uscire dalla prigione della rabbia e del rancore. PARTE I

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Quante volte, ispirati da incazzature abbiamo detto, o pensato, : … Siccome loro NON!. Beh allora Io… !”.

Mi occupo di benessere da oltre 20 anni e, sia per esperienza personale che di lavoro con i clienti, conosco bene questa posizione esistenziale.

Una fetta importante di nostre energie la dedichiamo alle seghe mentali sul “collettivo loro”.

Chi sono “loro”? L’elenco è lungo, possono essere: genitori, iinsegnanti, partner, fratelli, datori di lavori, amici, i governanti, l’agenzia delle entrate, i vigili urbani, i tifosi dell’altra squadra di calcio, il meccanico, l’idraulico, il sacerdote, parrucchiere ecc ecc. Insomma “Loro”!

Con il “collettivo loro” ci relazioniamo e, a volte, facciamo esperienza di incavolature (giuste o sbagliate qui non interessa). Alcuni, poi, pare hanno un talento particolare a tirar fuori da noi certi speciali loop di pensieri.

Reattivamente pensiamo (o potremmo aver pensato) :”Beh allora Io …!” , faccio come mi pare, non vi credo più, non vi ascolto più, non ci vengo più, cambio città, cambio vita, meccanico, lavoro, dentista, partner, ecc ecc“.

Antropologia Personalistica Esistenziale, disciplina elaborata dal prof Antonio Mercurio, ci da sempre una mano. Ci dice, in molti casi, che ciò che proviamo nel tempo presente non è, in qualche modo, proprio nuovo e originale. Spesso sperimentiamo con i vari “loro” di turno un tipo di emozione già familiare e di cui abbiamo poca memoria. Se ci mettiamo a spulciare nelle nostre vite con la meticolosità degli archeologi magari troviamo tracce di remote esperienze.

Chiusa la parentesi dei riferimenti disciplinari ed all’archeologia torniamo ora al tempo presente.

Oggi, e questo lo dobbiamo ben sapere, se rimaniamo bloccati, affezionati direi, ai motivi di malumore ed alle famose “questioni di principio” dalle radici remote, siamo belli che fregati!

Non ci dobbiamo cascare ok! Ne va della salvezza della nostra vita.

Le questioni di principio, ed i progetti di rivalsa, ammanettano il nostro presente ed ipotecano il futuro. Non ne vale la pena!

Beninteso non voglio banalizzare il dolore che ciascuno di noi ha provato, merita rispetto e serietà. Ciò posto non dobbiamo darci fregare da:

  • l’orgoglio. Ci frega se non lo conosciamo bene e non lo disinneschiamo subito .
  • il lamento. Se non lo riconosciamo autenticamente e non decidiamo di farla finita.

Dobbiamo uscire da simili prigioni. Conoscere queste cose è una delle chiavi verso la libertà. Il prossimo passo di cui vi dirò è “Come liberarci”.

Come scovare il veleno dell’odio e rendersi liberi

Quando c’è un conflitto o un problema andiamo subito alla ricerca del colpevole. Fa così la nostra mente per dare un senso a ciò che appare senza senso e minaccioso.

Il sentimento dell’Odio è spesso tenuto nascosto. Io Odiare?! Ma quando mai – ci diciamo – io sono un angioletto, semmai gli altri sono stronzi ecc ecc .

Il sentimento dell’odio ha di frequente radici nel “non sentirsi amati, rispettati e riconoscimenti”. In quest’area emozionale molti sono fermi con le 4 frecce in attesa che arrivi risarcimento.

L’ho detto un sacco di volte e lo ripeto: “non ci sarà mai risarcimento e l’unico a pagare siamo noi che, drogati di fumi di mirabolanti rivincite, abbiamo costruito su questa attesa di giusto risarcimento “il senso del vivere”. Non sentitevi nudi e coglioni se lo avete fatto, è un fatto umano e capita a tutti, è solo che non tutti lo dicono perché è difficile aprire gli occhi e vedere la realtà.

Il mio consiglio è di prestare attenzione a questi mood di risentimento ricorrenti. La via della libertà inizia dal “vedere”.

Rendiamo gli onori al nostro passato e deponiamo quelle armi.

Se mi avete seguito fin qui allora ecco che dobbiamo accettare che anche noi, pur angioletti, siamo capaci di provare incazzature molto ampie.

Cosa fare quindi? Ecco alcune cose che penso siano utili:

  1. Prendetevi il tempo per familiarizzare con queste emozioni che la società rimuove o vede solo nell’altro in una continua ricerca del colpevole da condannare e imprigionare;
  2. Non condannatevi se le trovate in voi, non siete sbagliati e non siete colpevoli di provare emozioni;
  3. Rinforzatevi nella capacità di ascolto di voi stessi e alimentate il dialogo interiore con le vostre emozioni;
  4. Apprendete l’arte coraggiosa di scegliere voi;
  5. Riconoscete il vostro potere di decidere;
  6. Assumetevi le responsabilità delle vostre azioni;
  7. Siate disponibili sempre a perdonarvi per tutte le volte che avete odiato altri e voi stessi con giudizi feroci;
  8. Provate e riprovate alimentandovi a fiducia e speranza
  9. Non siete soli
  10. Daje

Superare le Paure per Crescere ( P.Coelho)

All inizio di un cammino di ricerca (e di crescita) siamo agevolati dalla fortuna del principiante ma poi alla fine ci vuole la prova del conquistatore.

Buongiorno a tutti.

E’ dura la consapevolezza di essere più bravi di come siamo abituati a vederci. Vi ci trovate? Ci facciamo un mazzo per crescere e poi ad un tratto arrivano i dubbi. Questo accade perché siamo avviluppati nelle paure e nella svalutazione. Possiamo sfondare questa membrana che ci avvolge. Non guardiamoci indietro, che è un attimo ritrovarsi imbrigliati di nuovo. Andiamo avanti, piangiamo se ci scappa ma andiamo avanti. Nascere è doloroso, rinascere anche. Ma anche non nascere, lo è. Mostriamo il nostro valore, ce lo meritiamo.

Cit liberamente ispirata da “l’Alchimista di Coelho”: All’inizio di un cammino di ricerca (e di crescita) siamo agevolati dalla fortuna del principiante ma poi alla fine ci vuole la prova del conquistatore.

Buona giornata a tutti e buone conquiste.

Il perdono è buono perchè…

  1. Perché ci serve
  2. Perché ci libera
  3. Perché ci aiuta
  4. Perché è necessario
  5. perché è una vittoria
  6. Perché è importante
  7. Perché libera il nostro cuore
  8. Perché siamo grandi persone
  9. Perché sappiamo farlo
  10. Perché è “prendersi il potere nella propria vita”
  11. Perché è una specialità umana
  12. Perché ci rende sorridenti
  13. Perché ci fa sorridere in modo speciale
  14. Perché ci fa belli
  15. Perché ci fa splendere
  16. Perché ci aiuta a evolvere spiritualmente ( da: https://rivaombrosa.wordpress.com/. che ringrazio)
  17. (…)

E tante altre cose sono sicuro potrete aggiungere anche voi. Potete inserirle nei commenti e io allungherò la lista anche con la vostra forza.

Un abbraccio a tutti

8 regole d’oro per vincere la Rabbia.

Io non ho ancora trovato una sola persona “arrabbiata” e che – in base al suo racconto – non avesse poi ragione ad essere arrabbiata. Corrisponde al ero quindi il fatto che quando ci hanno ferito noi poi abbiamo provato rabbia. La ferita c’è stata e quindi anche la rabbia è reale. E quanti romanzi abbiamo scritto nella nostra mente alimentati da quella rabbia!!

 Ma ad un certo punto anche STOP, direi!!. Ed ecco il perché.

Anche Stop perché la rabbia lasciata “pura” avvelena la nostra vita. Ad un certo punto la vita ci presenta il conto di tanto “veleno” e necessariamente siamo chiamati a scegliere che fare.  Come fa a chiedercelo? Spesso arriva attraverso il disagio ed il malessere, spesso ci incasiniamo la vita con le nostre mani. Richiama in questo modo la nostra attenzione, ci mette davanti allo specchio e ci chiede: ” Questa rabbia ti aiuta a star bene ed essere felice? E’ questo che vuoi?

Se la risposta è “Si” allora continuate pure. Se invece è “NO” beh…allora mettiamo un “punto” al nostro racconto ed andiamo a capo.

Che farne della rabbia.

La rabbia ha una parte utile, è energia. Energia che può essere incanalata per alimentare ( invece che i segono mentali di rivalse mitiche) la nostra tenacia e perseveranza ad esempio, ch e Dio solo sa quanta ne occorre nella vita!!

La rabbia dunque è un veleno da trasformare, non va assunta “pura” .

Che fare allora? Ecco dei miei semplici e potenti consigli:

1- Prima cosa “non raccontiamocela più“. Tutti intimamente sentiamo quando la narrazione è diventata lunga e ripetitiva, sterile e mortifica. Ecco quando ci arriva questa percezione diamogli valore,  è il momento di “finirla”.

2 – Seconda cosa “diamo valore alla vostra decisione”. Ergiamo la decisione di “farla finita” a totem del nostro progetto d’amore, a onore della nostra grandezza. Rendiamo visibile e diciamolo al mondo intero ” Oggi è il giorno glorioso dell’avvento dell’amore nella mia vita”.

3- Terza cosa “siamo grati”. Si,  siamo grati a noi stessi per aver ascoltato e dato un senso a quel senso di malessere che ci ha nauseato in modo insopportabile. Siano grati per esserci resi disponibili ad ascoltarci seriamente. Siamo grati per aver scelto di parlarne con qualcuno e/o di esserci farci aiutare. Siamo grati perché ci siamo scelti come protagonisti, finalmente.

4 – Quarta cosa “siamo gentili”. Si, pratichiamo la gentilezza con noi stessi quando ci riparte il loop. Siamo gentili sempre!

5 – Quinta cosa ” siate amorevoli”. Non siamo perfetti, pratichiamo accoglienza verso di noi e le nostre debolezze  fragilità. Andiamo bene così come siamo, stiamo costruendo.

6 – Sesta cosa ” Siamo innamorati pazzi di noi stessi”. Perdoniamoci gli errori, facciamoci sempre il dono della possibilità di riparare, abbracciamoci, sorridiamoci allo specchio, siamo leggeri e morbidi. Voltiamo le spalle al corteo della rabbia quando lo sentiamo arrivare, siate signori della nostra vita e possiamo farlo.  Ce lo meritiamo.

7- Settima cosa ” Facciamoci un mondo di complimenti”. Si, ogni giorno. Ogni volta che notiamo la rabbia insinuarsi in parole e pensieri e scegliamo di essere, invece, gentili e amorevoli con noi e gli altri. Facciamoci tanti complimenti perché abbiamo tenuto bene il comando.   Perdonatevi, riparate, ricominciate.

8- Ottava cosa ” Sentiamoci grandi”. Si, perché lo siamo! Gonfiamo il vostro petto d’amore per voi, ogni momento. Siamo fieri di noi per le nostre scelte e decisioni.  Godiamo della Nostra grandezza che è bella e luminosa.

Un grande abbraccio a tutti.

La sensibilità è faro nella nebbia

Recentemente mi sono trovato per ben due volte a dover prendere una decisione. Dentro avevo un gomitoli di emozioni difficili da districare e mi confondevano nello scegliere. Ho seguito una sensazione, poi il groviglio si è risolto, sono passati dei giorni ed ancora mi nutro della gratificazione di sapere che ho scelto la cosa buona per me.  

La sensibilità è un valore, un faro nella nebbia, imparando a conoscerla essa ci guida saggiamente. Attraverso di essa la nostra natura profonda si sente e ci guida.

La sensibilità per noi è come il sonar per i sottomarini, ci guida e ci fa percepire il clima delle situazioni ed il clima nelle relazioni con le persone. La sensibilità è una forza!

La sensibilità è un dono, una dotazione di tutti. Se l’abbiamo chiusa in qualche luogo nascosto della nostra anima, è il momento di tirarla fuori. Con fiducia, assoluta fiducia, che ci suggerirà solo cose buone .

Ciao, alla prossima😀

Gli ostacoli ( cit: Randy Pausch)

Ogni ostacolo, ogni muro di mattoni, è lì per un motivo preciso. Non è lì per escluderci da qualcosa, ma per offrirci la possibilità di dimostrare in che misura ci teniamo. I muri di mattoni sono lì per fermare le persone che non hanno abbastanza voglia di superarlo. Sono lì per fermare gli altri.“ — Randy Pausch

È Sempre Tempo Buono Per Le “Scelte D’Amore”.

Per tutti c’è un cammino di crescita, il cammino della vita, delle realizzazioni delle nostre autentiche propensioni. Per ognuno di noi c’è un tempo buono, quello della chiarezza e della consapevolezza della cosa buona da fare. Ma che non passi il concetto che “tanto arriva” quindi possiamo starcene seduti ad aspettare. Una e una sola è la scelta primaria, uscire dall’ombra del nostro dolore (a ciascuno il suo), accettare di separarcene e scegliere di investire ogni energia nella via che ci indica il nostro SÉ, la nostra guida interiore sempre presente, fonte si amore sede della nostra tenacia forte e del nostro forte e autentico progetto di vita. Buon tempo di scelta tutti, e non abbiate paura che “andrà tutto bene”. Buona scelta a voi e buona scelta d’amore anche a me. Vi saluto oggi rinnovandomi e rinnovando con voi questa consapevolezza.

La nostra paura più profonda ( N. Mandela)

La nostra paura più profonda non è di essere inadeguati.
La nostra paura più profonda è di essere potenti al di là di ogni misura.
È la nostra luce, non la nostra oscurità a terrorizzarci maggiormente.
Noi ci chiediamo: chi sono io per essere così brillante, stupendo,
pieno di talenti e favoloso?
In realtà, chi sei tu per non esserlo?
Tu sei un figlio di Dio. Il tuo giocare in piccolo non serve al mondo.
Non c’è niente di illuminato nel ridursi
perché gli altri non si sentano insicuri intorno a te.
Siamo nati per rendere manifesta la gloria di Dio che è dentro di noi.
Essa non è in alcuni: è in tutti!
E quando permettiamo alla nostra luce di risplendere, inconsciamente
diamo agli altri il permesso di fare la stessa cosa.
Nel momento stesso in cui siamo liberi dalle nostre paure,
la nostra presenza libera automaticamente gli altri.”
(Nelson_Mandela)

Crescita personale. “Riconosciamo il narratore di storie tristi in noi, ringraziamolo e salutiamolo. Andiamo con fiducia verso il cambiamento che la nostra vita vi chiede. ❤”

Cambiare – a volte – fa male ed é doloroso, e su questo in molti siamo consapevoli. Frequentemente il non avere consapevolezza del dolore che comporta cambiare è di per se un ostacolo alla crescita. Quando parlo di dolore intendo un dolore sano, quello umano e necessario nei momenti di passaggio. Siamo umani, proviamo questo sentimento perché non abbiamo la palla di vetro che ci permette di tranquillizzarci conoscendo cosa succede dopo, o cosa troviamo oltre. Eppure pero noi tutti già tante volte abbiamo preso il cuore e lo abbiamo legato passionalmente all’amore ed all’alleanza con la nostra spiritualità profonda e con la vita. Quando siamo nati ad esempio e prima ancora durante tutta la nostra gestazione e sviluppo intrauterino quanti cambiamenti e quante rivoluzioni abbiamo fatto? Eravamo uno sperma ed un ovulo e poi un gran bel sound …et voilà ..eccoci qui😀. Tantissimi cambiamenti quindi e tantissimi ne abbiamo fatti dopo e fino a questo momento in cui state leggendo ( e io mentre sto scrivendo) e tante ne faremo anche dopo aver chiuso la pagina e domani e in tutti i giorni per i quali ci sostiene la vita ed il suo e nostro progetto. Il dolore accettiamolo “ci sta” – lo dico e lo ricordo  a voi e a me-  ed usiamolo come sentinella,  “accendiamo il faro sui tantissimi cambiamenti che abbiamo già fatto e che costantemente facciamo e nutriamoci di fiducia che è bene”.

A chi aggrapparci? All’amore per noi certamente e poi uniamo questo amore al nostro progetto esistenziale, quello che abbiamo scelto quando abbiamo deciso di venire al mondo, saldiamoci con forza al nostro Sé che e mettiamoci in ascolto. Impariamo a conoscere il suo modo di comunicare , spesso attraverso segni, sogni il nostro corpo e a volte messaggi all’apparenza senza senso; non attendiamoci raccomandare con ricevute di ritorno o PEC. Il nostro Sé comunica attraverso il nostro corpo e le emozioni; lo sentiamo bene quando ci sentiamo in una speciale Armonia di cuore mente e spirito. Affidiamoci al nostro Se, la nostra saggezza interiore e siamo pur certi che ci condurrà lungo i sentieri della crescita senza alcun pericolo. Siamo pur sereni che se a guidarci è l’amore allora la forza di decidere è nelle nostre mani e nelle nostre azioni e parole.

Mettiamo a tacere il narratore di storie tristi che è in noi (se C’è) e andiamo avanti … che il dolore quando lo sentiamo ecco che ci è utile e ci suona come una campana per farci risvegliare e scegliere di nuovo con chi volerci alleare. Il dolore è necessario ( non vuol dire però che ce lo dobbiamo andare a cercare ed alimentare sia ben chiaro!) e a ciascuno indica il cambiamento necessario da fare per essere in armonia e sempre più padroni e signori della nostra vita e servitori della vita che ci ha generati e del suo immenso progetto.

“È sempre triste guardare con occhi nuovi cose nelle quali si sono investite tante forze per adattarcisi” ci dice F. S. Fitzgerard in un passaggio de Il Grande Gatsby; ecco si sentiamo la tristezza se vogliamo ma per 5 minuti e non oltre e poi andiamo avanti che nessuno di noi ha la palla magica ed è umano sbagliare ed essere spaventati ma riconosiamo anche che tutti abbiamo dentro una fonte speciale di amore nelle cui braccia possiamo serenamente affidarci ed ogni errore è solo una pietra miliare lungo il sentiero del cammino che ogni istante facciamo

Io in ricarica solare ed in ottima compagnia

Buona Giornata cari

Crescita personale. “Riconoscere il narratore di storie tristi in noi. Ringraziarlo e salutarlo.

Cambiare – a volte – fa male ed é doloroso, e su questo in molti siamo consapevoli. Frequentemente il non avere consapevolezza del dolore che comporta cambiare è di per se un ostacola la crescita. Quando parlo di dolore intendo un dolore sano, quello umano e necessarrio nei momenti di passaggio. Siamo umani, proviamo questo sentimento perché non abbiamo la palla di vetro che ci permette di tranquillizzati conoscendo cosa succede o cosa troviamo oltre. Eppure pero noi tutti già tante volte abbiamo preso il cuore e lo abbiamo legato passionalmente all’amore ed all’alleanza con la nostra spiritualità profonda e con la vita. Quando siamo nati ad esempio e prima ancora durante tutta la nostra gestazione e sviluppo intrauterino quanti cambiamenti e quante rivoluzioni abbiamo fatto? Eravamo uno sperma ed un ovulo e poi un gran bel sound et voilà eccovi qui😀. Tantissimi cambiamenti quindi e tantissime ne abbiamo fatte dopo e fino a questo momento in cui state leggendo ( e io mentre sto scrivendo) e tante ne faremo anche dopo aver chiuso la pagina e domani e in tutti i giorni per i quali ci sostiene la vita ed il suo e nostro progetto. Il dolore accettiamolo ma lo dico a voi e a me “accendiamo il faro sui tantissimi cambiamenti che abbiamo già fatto e che costantemente facciamo e nutriamoci di fiducia che è bene”.

A chi aggrapparci? All’amore per noi certamente e poi uniamo questo amore al nostro progetto esistenziale, quello che abbiamo scelto quando abbiamo deciso di venire al mondo, saldiamoci con forza al nostro Sé che e mettiamoci in ascolto. Impariamo a conoscere il suo modo di comunicare , spesso attraverso segni, sogni il nostro corpo e a volte messaggi all’apparenza senza senso; non attendiamoci raccomandare con ricevute di ritorno o PEC. Il nostro Sé comunica attraverso il nostro corpo e le emozioni; lo sentiamo bene quando ci sentiamo in una speciale Armonia di cuore mente e spirito. Affidiamoci al nostro Se, la nostra saggezza interiore e siamo pur certi che ci condurrà lungo i sentieri della crescita senza alcun pericolo. Siamo pur sereni che se a guidarci è l’amore allora la forza di decidere è nelle nostre mani e nelle nostre azioni e parole.

Mettiamo a tacere il narratore di storie tristi che è in noi (se C’è) e andiamo avanti … che il dolore quando lo sentiamo ecco che ci è utile e ci suona come una campana per farci risvegliare e scegliere di nuovo con chi volerci alleare. Il dolore è necessario ( non vuol dire però che ce lo dobbiamo andare a cercare ed alimentare sia ben chiaro!) e a ciascuno indica il cambiamento necessario da fare per essere in armonia e sempre più padroni e signori della nostra vita e servitori della vita che ci ha generati e del suo immenso progetto.

“È sempre triste guardare con occhi nuovi cose nelle quali si sono investite tante forze per adattarcisi” ci dice F. S. Fitzgerard in un passaggio de Il Grande Gatsby; ecco si sentiamo la tristezza se vogliamo ma per 5 minuti e non oltre e poi andiamo avanti che nessuno di noi ha la palla magica ed è umano sbagliare ed essere spaventati ma riconosiamo anche che tutti abbiamo dentro una fonte speciale di amore nelle cui braccia possiamo serenamente affidarci ed ogni errore è solo una pietra miliare lungo il sentiero del cammino che ogni istante facciamo

Io in ricarica solare ed in ottima compagnia

Buona Giornata cari

Crescita personale: Speranza e Paura al tempo del Coronavirus

In questo momento possiamo avere fiducia e possiamo avere paura. Se proviamo paura  vuol dire che non proviamo anche la speranza e fiducia, che sia chiaro questo ok? Rinforziamoci nella consapevolezza e nell’ accoglienza di noi nella nostra totalità nelle nostre forze e nelle nostre debolezze. Siamo flessibili e amorevoli con noi…rendiamoci disponibili a farlo…siamo esseri speciali e in questa fase consolidiamoci e affondiamo ancora di più le radici nell’amore che in noi é un nucleo immodificabile. Fatelo e se lo desiderate ricavatevi uno spazio per lavorare con un counselor.

In questa fase ricordo che l’Istituto Solaris di Roma ha attivato un servizio di counseling gratuito on line. Per accedere al servizio visitate la pagina facebook dell’Istituto Solaris oppure contattatemi qui sul blog o al n di telefono 3519743118 dedicato al servizio. Non siamo soli, aggrappiamoci alle nostre parti positve, facciamolo insieme se lo desiderate. Un saluto a tutti

Stress da iperattivismo digitale al tempo del coronavirus.

Le restrizioni alle libertà di movimento in tanti di noi sta favorendo un maggior uso della rete, chi per motivo di lavoro e tutti, complessivamente, per sentirci e vederci con le persone e mantenere relazioni che allevino il senso di isolamento. É una cosa naturale e comprensibile e non è un reato. È uno strumento positivo, la rete. Eppure nella mia esperienza e dalla condivisione on-line con tante persone emerge il disagio da abuso di rete, in molti hanno sperimentato una forma particolare di stress. Chiusi nelle nostre case abbiamo un iperattivismo social, ed anche nei casi di smart working frequentemente si va ben oltre gli orari lavorativi, per non parlare delle maratone infinite di film in streaming, le chat e le decine di gruppi che ci notificano ogni istante di andare a vedere a controllare a rispondere.

I messaggi del nostro corpo sono preziosi e parlano chiaro, in questa fase dobbiamo stare attenti a non passare da un opposto ( lo stare in casa senza far niente) all’altro (iperattivismo digitale) e fare invece con saggezza una sintesi per armonizzare i nostri ritmi biologici con la situazione che viviamo. Più volte al giorno spegniamo gli apparati e connettiamoci con noi stessi anche in modo creativo, leggiamo un libro, facciamo 10 minuti di meditazione, ascoltiamo un po’ di buona musica, disegnamo, facciamo qualcosa creativo manuale, respiriamo, scriviamo un diario, passiamo del tempo in poltrona a rilassarci e se arriva un po’ di sonno lasciamoci portare per mano.

A sera poi andare a letto presto non è un reato, per il fatto di non dover uscire per il lavoro o per la scuola non dobbiamo necessariamente fare tardi.

In questa fase riprendiamo il controllo della nostra vita per favore, se fuori ci blocca il coronavirus dentro ci blocca la paura e per non sentirla facciamo incetta di ogni tipo di distrazione e di impegno. Facciamo gli artisti, permettiamoci di poter avere anche paura, è un emozione di stagione. Riprendiamoci la nostra normalità e non scappiamo da noi stessi, facciamoci il dono del tempo, del poter provare la noia dell’imparare a conoscerci più intimamente. Gestiamo il tempo in modo saggio, e anche le pause sono preziose in una bella melodia.

Noi siamo creature bellissime e speciali.

“Ognuno di noi é speciale nel far bene qualcuna o più cose. Che sia scrivere o cantare, che sia ascoltare o raccontare, camminare, sorridere, cucinare, amare, andare in bici, strizzare l’occhio, abbracciare, parlare, soffiare, sognare, danzare, passeggiare, disegnare, dire, incontrare, dare, credere, sperare  ma anche semplicemente pensare di sé di essere speciale sentendosi dentro un qualcosa che non si sa ancora ben descrivere… ma c’è. 

Preghiera al SE’_ di Antonio Mercurio

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Leggevo qualche sera fa nel libro “La nascita della cosmo art” di Antonio Mercurio” che Ulisse nel suo viaggio di ritorno è sostenuto sempre dall’intervento di Atena, e la dea opera anche quando l’eroe dai mille patimenti non ne è a conoscenza. Questi, anzi, in più occasioni si “incavola” e pensa e dice (secondo me): “Ma dove cavolo ti sei nascosta mia dea protettrice?! Perché non intervieni, perché non ti mostri e perché non ascolti le mie preghiere?!”. E così il nostro eroe un poco si incavola e a volte è scoraggiato, ma non smette mai di pregare.

Atena, ci dice Antonio Mercurio, nel suo immenso lavoro di lettura dell’odissea in chiave CosmoArtistica , simboleggia il Sé di Ulisse e simbolicamente ci consente di vedere anche il Sé presente in ognuno di noi. Il Sé è la nostra parte saggia, fonte di amore immodificabile per noi e che sempre opera per la nostra crescita e per la realizzazione del nostro progetto esistenziale. Il Sé ha ben chiaro quale è il nostro progetto, non perde di vista la meta come può accadere invece a noi quando siamo smarriti nelle nebbie della rabbia, dello sconforto o seguiamo miraggi e seducenti sirene che falsamente si presentano come “la vera meta”. Quando ci smarriamo e ci sentiamo dentro un malessere, questi proprio sono i modi attraverso i quali il nostro Sé ci fa capire che dobbiamo cambiare rotta.

Io, quindi, e tutti noi e ciascuno con il nostro Sé è bene che iniziamo a dialogarci e a conoscerci. Intanto mettiamo un punto fermo sulla qualità di questa parte di noi, E’ UNA PARTE POSITIVA, FONTE DI AMORE E DI CORAGGIO, SEDE DEL NOSTRO PROGETTO ESISTENZIALE UNICO AUTENTICO E IMMODIFICABILE. In sintesi il nostro alleato buono, onnipresente.

Anche mentre ne ignoriamo la presenza, esso opera per noi. Anche quando dopo averlo conosciuto poi ci smarriamo, esso opera per noi.

 Dalla “Preghiera degli Ulissidi” vi propongo il passaggio della Preghiera al Sé”.

O mio SE’,
Signore della mia vita
E figlio del mio amore
E del mio coraggio,
Quel che Tu vuoi
E’ giusto che accada
E dove Tu vuoi
Io voglio andare.

Aiutami solo a capire:
Perché mi hai messo
In questa situazione?
E che vuoi da me
Che Io faccia?

Quando Tu vuoi
Allora è tempo
E quando Tu vorrai
Io arriverò all’isola
Della bellezza seconda.

Anche se pare
Una sventura
Quel che Tu vuoi
Per me è guadagno.

Ma dimmi:
Che vuoi che io crei
Da tanto dolore?

E che c’è di sbagliato
In me
Che io devo
Trasformare?

Anche se a volte
Mi sento precipitare
Negli abissi
Se Tu lo vuoi
Per me è bene
E per questo
Ho coraggio.

Prima che Io sia Te
E Tu sia me,
Mentre muoio e
Rinasco
Per realizzare i miei sogni
E i tuoi sogni
Nelle tue braccia
Trovo il mio riposo.

Un caro saluto a tutti.

Il potere delle “buone azioni”.

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Le buone azioni ci fanno bene.  Sono mattoni di positività e punti luminosi del nostro vivere.  Tutti abbiamo fatto cose buone, a allora condividiamole. Non c’è un voto, sono tutte grandi e importanti.

Se riusciamo a farlo senza supponenza o bisogno di metterci in mostra allora…Raccontiamole in giro, scriviamo un racconto breve e la vita ringrazierà. Facciamoci i complimenti, abbiamo fatto una cosa buona e siamo stati bravi! Non retrocediamo davanti alla possibilità di fare buone azioni. E nel dubbio quando non sappiamo cosa fare, piuttosto che non fare niente è meglio fare “piuttosto qualcosa” anche se appare goffa.

Ve ne racconto intanto io una che frequentemente mi ritorna in mente:

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Ho 20 anni e faccio il barista in un chiosco bar in un villaggio turistico. C’è un signore anziano che frequentemente viene a sedersi al bar e racconta la sua vita. Io lo sapete amo i racconti e so ascoltare. Lui ora è in pensione e di lavoro aveva fatto il direttore in un centro per l’impiego. Ricordo che si muoveva a fatica ed aveva un braccio paralizzato per via di un ictus. Una mattina lo vedo arrivare dal vialetto vestito a malo modo e mi chiede di dargli una mano a sistemarsi. Era agosto e dal vialetto era un gran via vai di gente che andava al mare e io un po mi sentivo in imbarazzo a quella richiesta. Poi però mi sono reso disponibile e gli ho dato una mano a sistemarsi i pantaloni e camicia tra i bagnanti. Poi siamo tornati a sederci al bar e abbiamo preso a parlare e lui mi ha detto che mi era molto grato per quello che avevo fatto. Io quel momento ancora me lo ricordo e frequentemente penso a quel vecchietto e cosa sarà poi stato il seguito della sua vita. E ogni volta che ci penso mi sento felice perché ho fatto una cosa buona. Si lo so che lo avrebbero fatto in molti e infatti non è mio fine pavoneggiarmi. Dico solo che quella volta è capitato a me. 

Da quel giorno sono passati moltissimi anni e so che la mia buona azione ha fatto bene a lui ed anche a me.

Buon anno scolastico a tutti gli studenti del mondo, e ai genitori😊

Stamattina in giro con Elliot dalla vita mi è stato suggerito questo ritmo. Così lo assumo come colonna sonora di buon anno scolastico per mia figlia Emma e per tutti gli studenti del mondo perché oggi é un nuovo inizio ed io auguro a tutti che sia colmo di amore e di bellezza e dato che ci vuole anche tanta forza allora che ben venga un buon ritmo di accompagnamento per far vibrare tutto. Buon inizio anno anche a tutti i genitori, nuovo giro sulla giostra….si parteee😀😀. Ritmo

Saper dare un nome alle proprie emozioni salva la vita.

SOLDATI-IN-TRINCEA Una buona storia è un dono, una benedizione.

Chi dona la sua esperienza in ogni caso è un uomo libero.

Ho abbinato a questo scritto un immagine di trincea. L’ho scelta perché  penso ai comportamenti ostinati in cui ci “trinceriamo” quando siamo spaventati e minacciati dalla paura nelle sue moltitudini rappresentazioni. Nel rapporto con gli altri e con le situazioni appare come paure di essere ridicoli, paura di sbagliare, di fallire, di non essere pronti, di non avere le idee chiare, di non essere bravi, di non saper dire, di non saper fare, di non essere furbi e forti, di fare brutta figura ecc ecc.

Da queste trincee difensive partono messaggi a voler rassicurare che “va tutto bene”, mentre non va bene per niente.
Una trincea alla lunga diviene una tomba esistenziale, c’è un tempo giusto per stare rintanati e uno per raccogliere il coraggio e mandare a fanculo tutte le elucubrazioni. Si proprio così. Mandare a fanculo la paura e poi chiamarla per nome. Ti vedo sai “mia paura del giudizio” o ancora “ti sento senso di inadeguatezza”.   
Dare il nome al problema o all’emozione che ci assedia vedrete che apre la via verso la libertà.

Ogni momento è una opportunità, allo stesso modo lo sono le storie di buone e umane condivisioni che parlano di noi. 

C’è ogni giorno una cosa da imparare e qualcosa di noi da mettere a fuoco e trasformare. E grazie alle storie che si raccontano.