L’ingrediente del Successo

Il senso di “successo” è leggibile come il risultato – positivo o negativo – che deriva dalla sommatoria algebrica delle nostre esperienze. Un risultato con il segno positivo genererà il senso di successo e la soddisfazione.

Non dico nulla di originale nell’affermare che un ingrediente prezioso per il successo esistenziale è la “fame di superamento” . Il senso di fame ha radici nella nostra esperienza con “le cose della vita”, così come le abbiamo interiorizzate dal nostro ambiente familiare e sociale. Le cose della vita hanno natura sia materiale che non. il primo gruppo è quello del bisogno di cibo, acqua e protezione e sono la prima cosa a cui siamo chiamati a trovare una soluzione ( sensato e ben espresso da .Maslow, nella sua famosa piramide dei bisogni).  Il secondo gruppo delle cose della vita sono il bisogno di realizzazione di sé, ovvero di quell’alimento per l’anima più che per lo stomaco.  

Dicevo della fame!

L’emergenza di soddisfazione di questo bisogno spinge alla evoluzione, ovvero ci costringe a “fare” qualcosa per non soccombere.

Non possiamo vivere senza cibo, acqua e protezione – in senso fisico – così come non possiamo sopravvivere alla negazione della affermazione di noi. Non avanzare dallo stato di bisogno è mortale per il nostro corpo come per la nostra anima.

La fame di cose dell’anima morde a prescindere dallo stato sociale e dalla quantità di cose materiali che si dispone.

Non è un assoluto, beninteso, ma credo che l’abbondanza di cose materiali se non gestite in modo saggio possono facilmente accrescere gli ostacoli alla realizzazione di Se. Pigrizia, superbia e capricci sono paludi in cui è facile impantanarsi; queste forze ipotecano i talenti, li sequestrano e sacrificano sull’altare della ricerca del piacere psichico più che esistenziale.

Quando la fame, sana, morde una cosa è certa…ci si deve dare da fare. Riconoscere questo tipo di “morsi” è lo stesso che saper riconoscere la stella polare per sapersi orientare verso la meta che si vuole raggiungere.

Ed il successo, come è noto, è l’arte di fare, disfare, rimediare, rilanciare, riparare, riprogrammare, ripartire e …poi ancora fare, disfare, riparare…ecce cc.

Il misuratore del successo non è la “fama e l’ammirazione dagli altri” (che non sono comunque un reato, beninteso)  quanto piuttosto lo stato di gioia che abita nella nostra casa, del corpo e dell’anima.

Buona giornata e buon appetito a tutti.

Godersi la vita è possibile. Ecco una cosa da fare, impegnativa ma funziona.

In conclusione quindi godersi la vita si può. Facciamoci il dono di poter smetterla con le sofferenze inutili e vedrete accadere quelli che credevate fossero “miracoli”.

Godersi la vita è un ambizione di molti, ma non a tutti riesce di farlo. Un’ostacolo al godimento è che su alcuni aspetti della nostra storia siamo ancora molto coinvolti e ciò nonostante spesso ci separino tanti anni, visi e chilometri.

Ci sono persone per i quali la vita non è stata facile, sono accadute cose dolorose e certi colpi hanno fatto molto male.

Quello che segue potrà apparire indigesto.

Il dolore fa parte della vita. Chi ne ha fatto esperienza, o la sta vivendo in questo momento, reattivamente si appunta su una sorta di taccuino interiore le forme ed i modi di questa esperienza. Sono fatti oggettivi, inopinabili. Sono successe “cose” ed è la verità fredda e pungente.

Il taccuino interiore, tuttavia, nel tempo – potrebbe – assorbire ed assolve anche una ulteriore funzione, oltre a quella di ricordarci.

La funzione cui faccio riferimento è di tipo sedativa, interviene facendoci sentire giustificati a non essere “migliori”, ovvero giustificati per essere ” mediocri o inadeguati”.

Più o meno questa funzione, quando ci troviamo di fronte alle sfide della vita, si attiva e di fronte alle difficoltà inizia a granare nella nostra mente il rosario delle tante pene passate. Altra funzione sedativa la assolve contro la paura, o almeno così ci illude.

Questa funzione ha bisogno di mantenere in vita un aspetto dell’esperienza del dolore, anche se sono passati molti anni, e mi riferisco alla “sofferenza”.

L’ho “virgolettato” per aiutarmi nel tentativo complesso di dire che, rispetto al dolore ed alle ferite che ci sono state, la permanenza del sentimento della sofferenza nella nostra vita trova linfa in un nostro accanimento a tenerla sempre attiva.

In sintesi il dolore fa parte della vita, abbiamo dato e sofferto, ma scegliere di permanere nella visione di una vita di sofferenza è una decisione.

Tornando all’inizio quindi il godersi la vita trova un ostacolo nella nostre decisioni di mantenere attiva quesa funzione.

Seppur a fatica, devo riconoscere quanto mi hanno insegnato i miei maestri e cioè che la sofferenza è una decisione.

In conclusione quindi godersi la vita si può. Facciamoci il dono di poter smetterla con le sofferenze inutili e vedrete accadere quelli che credevate fossero “miracoli”.

Davvero un Counselor può aiutarmi?

Il counseling non è “per sempre” ma ciò può darvi beh…quello si che lo è, eccome se lo è.

La vita è un esperienza ricca. Sono tante le cose che accadono ogni giorno, la quantità di scelte che prendiamo è incalcolabile. Si incalcolabile! Pensiamo a ogni azione e ogni sguardo, ogni parola detta o non detta, maglia rossa o maglia blu… in ogni grande e piccola cosa noi scegliamo. L’automatismo di tante nostre attività fa si che certe scelte non le percepiamo. Non per questo, però, non ci sono. Noi siamo pieni di risorse, molte più di quante ce ne riconosciamo.

Siamo pieni di risorse, quindi, ed abitano in ogni nostra cellula anche innate tante alleanze.

Tra queste, la prima cui penso è quella che si perfeziona sin dal nostro concepimento, un big bang che in un lampo ha siglato e fuso in noi l’alleanza per la sopravvivenza e per la nostra piena realizzazione … ed è bella forte.

A causa degli automatismi, e delle variabili della vita, può accedere, però, e mi spiace dirlo ma purtroppo accade😊, che sotto pressione delle molte cose della vita perdiamo il contatto con questo patrimonio. Ecco allora che all’orizzonte si addensano nubi. Nei casi di “nuvola nera” ci incazziamo! Pieni di rabbia non è raro pensare che lei, la vita, più che un alleata è una rifilatrice di fregature. Ed ecco che per non “farci fregare” alziamo barricate di comportamenti, di idee e “verità assolute” circa il “come funziona il mondo”.

Sarò schietto! Secondo la mia esperienza da sopra quelle barricate più che utili a descrivere il “come funziona il mondo” fuori, è un ottimo punto di osservazione per vedere al come ho “acchittato” il mio mondo interiore.

Quali valori vi abitano? Qual’è il clima emotivo? Come rispondo alle situazioni?

Se siete stati così bravi e coraggiosi al punto da essere arrivati a dirvi “questo che vedo non mi piace!” e anche “voglio rimboccarmi le mani e fare pulizia” beh allora sia glorificato tutto quel disordine ed il malessere perché vi hanno permesso questo fresco “risveglio”.

Primo step. Rinnovate e rinsaldate le alleanze, riportatele in altro nella classifica delle cose da fare, come ad esempio “il rispetto e la cura di voi stessi”.

Se non sapete da dove iniziare, ma volete iniziare, potete trovare alleanze ausiliarie. Metti il counseling, ad esempio.

Il counselor è una valido professionista, trovate il vostro. Fate ricerche, fate colloqui e chiedete ogni cosa (come funziona, quanto costa, quanto dura, come si svolge ecc) senza imbarazzo e risparmio alcuno.

Io, come tanti altri colleghi, sono solito offrire un primo incontro gratuito.

Il counseling non è “per sempre” ma ciò può darvi beh…quello si che lo è, eccome se lo è.

Quindi si rispondo alla domanda del titolo: Si, eccome se lo è!

Se volete lavorare con me scrivetemi, non pensateci troppo!

Nuovi Eroi per la Bellezza

Ritorniamo ad essere umani con noi stessi e tutto il resto scompare

Ogni persona ha il proprio mostro interiore.

Ha avuto origine quando la tua ferita si è generata. A ciascuno la propria. In quel momento ha preso delle sembianze Specifiche in base a come hai risposto a quella prima esperienza con il dolore.

Non c’è un prontuario a quel tempo, eravamo tutti molto giovani e tutto era molto nuovo.

In quel preciso momento, il mostro, ha indossato un abito cucito su misura per te. Un abito che dice: “ non valgo nulla”, oppure “non ce la farò mai” … e l’immancabile “ e’ tutta colpa mia”…ed infine ma solo per necessità di sintesi “non sono adeguado”.

Quel mostro ogni volta che ci apprestiamo a fare qualcosa che ci “impegna” mente, anima e corpo tende a ripresentarsi ed a descrivere un futuro conforme alla sua visione.

Con personaggio (interiore e simbolico dei nostri stati emozionali) che chiamo mostro facciamoci pace; c’è e continua a fare capolino. Non ho la soluzione per farlo scomparire.

So invece cosa fare con lui.

VI sembrerà strano ma non c’è nulla da sconfiggere, se volete su questo potere costruirci un intera esistenza. La letteratura e la filmografia sono piene di eroi che si sono immolati contro i mostri e/o contro le sorti avverse. Il mito dell’eroe ed il suo cammino di crescita e liberazione è una cosa belle e buona, beninteso.

Qui io dico che la vera trasformazione di questo conflitto non è ponendo il focus su di lui.

La vera e definitiva soluzione si realizza nel rapporto con noi stessi e la scelta DECISA di tracciare, e fortificare, nuovi solchi e nuovi sentieri esistenziali lasciando che agli argini, in panchina, i mostri facciano il loro baccano ma tenendo lo sguardo fisso verso la meta, ovvero l’obiettivo di vivere ora la nuova era della nostra vita.

Vi propongo di divenire eroi in altro modo, eroi nell’arte di creare bellezza nella nostra vita. Facciamoci ogni momento il dono inestimabile di vivere le situazioni della vita per quelle che sono; liberi di avere paura quando qualcosa ci spaventa ; liberi di sentirsi preoccupati quando qualcosa ci disturba; avendo rispetto per tutta la nostra persona e potendo vivere con le nostre fragilità senza dare ad esse l’etichetta di indegnità.

Al mostro poi non presterete più attenzione, e per ricordarvi di lui dovrete girare lo sguardo e andarlo a cercare nel suo posto lì…ai margini della vostra vita.

Ritorniamo ad essere umani, morbidi ed accoglienti, con noi stessi e tutto il resto scompare.

Risultato garantito.

Il Counseling della libertà

La libertà può assumere forme e modi diversi a seconda delle situazioni, ma permane.

Ogni persona è per definizione libera. Anche nelle situazioni più estreme la libertà permane. La libertà può assumere forme e modi diversi a seconda delle situazioni, ma permane. La forza si percepisce ad esempio dalla lettura della poesia Invictus utilizzata anche da Nelson Mandela e pubblicata sul sito giorni fa .

Sulla scelta tra benessere e malessere similarmente abbiamo libertà.

Possiamo purificare dove abbiamo depositato scorie di rancore che sta inquinando la nostra vita.

Non abbiamo bisogno di alcuna autorizzazione “da fuori” per questa opera di pulizia.

Possiamo farlo in forza proprio della capacità di libertà e per noi solo.

E’ un fatto spontaneo? E’ certamente, come detto, un attitudine umana ma attivarla richiede una decisa azione di volontà. Con i miei clienti ci lavoriamo insieme, un passo alla volta con la stessa cura e determinazione degli esploratori.

Mi occupo di crescita personale ed ho dedicato questo blog al tema proprio della libertà.

Dal pensiero all’azione certamente il counseling è ottimo alleato per far essere realtà nella vostra vita quella che diversamente rimane solo una “possibilità” ferma in panchina.

Se la cosa vi interessa sarò ben lieto, e senza impegno alcuno, di potervi dare tutte le informazioni per le vostre curiosità e dubbi.

Buona giornata

Creativi alla luce del sole

Prendiamo decisioni nuove quando il cielo è sereno, quando siamo felici e pieni di vita sotto la luce calda e rigenerante del sole

Ho indicato come motto del blog ” Fare della vita un opra d’Arte”. Motto bello, oggettivamente. Mi è familiare e risiede stabilmente, e comodamente anche, nel mio DNA spirituale da oltre 20 anni, ovvero dall’inizio del mio percorso personale e professionale. Io quando sento questi temi penso ad Antonio Mercurio ma altri validamente ne parlano e sono lieto di sentire lo stesso spirito da più direzioni, che siano tutte benvenute.

Due anni fa proprio su questo tema ho avuto il privilegio di condurre un intero corso presso l’Istituto Solaris, e quindi diciamo che sul tema mi sento abbastanza preparato.

Oggi sarò brevissimo.

Voglio dire a voi, e rinnovare a me, quanto è importante e quanto sono forti le decisioni prese “quando il cielo è sereno”.

Quando è burrascoso, emergenziale, ne prendiamo, anche, di decisioni. Poi finito il maltempo?

Prendiamo, e rinnoviamo, decisioni nuove quando il cielo è sereno, quando siamo felici e pieni di vita sotto la luce calda e rigenerante del sole. Con Arte imperitura “dobbiamo” ogni giorno presidiare e fortificare i solchi nuovi che tracceremo. Lì dentro ci seminiamo il corso della vita che vogliamo, quindi siamo seri.

Con i miei clienti cerchiamo la giusta risposta alla loro giusta domanda: “Come si fa?”. Io propongo di vedere alla propria vita come un artista vede ( nel caso di un pittore ) la sua tela, e provare a fare da tutto il bianco la propria autentica opera d’Arte, e vedo sorrisi. Poi con forza, coraggio, amore e lavoro … si fa!

Buona giornata

Gli anticorpi

Questa mattina mi serviva del materiale per casa e sono andato da Bricofer (merita la citazione). In cassa, insieme con il conto da pagare mi sento dire: “possiamo offrirle un caffè?”.

Dopo un velocissimo momento, in cui mi stava per scattare dalle labbra l’immediato automatico “No grazie”, ecco tra la parola e l’azione si è infilato un respiro ed ho detto “Si grazie”.

Ho trovato il tutto molto carino, anche ad altri è stato fatto lo stesso invito. Io mi sono accomodato vicino la cassa continuando a scambiare due parole con la signora e dopo aver gustato un buonissimo caffè ci siamo salutati augurandoci una buona giornata.

Tra gli anticorpi abbiamo anche la gentilezza, ed è una qualità bella tosta…nel caso tante volte la si pensasse di serie B.

Nei giorni scorsi, sempre a proposito di anticorpi, un mare di gente ha preso a camminare per le strade di molte città americane. Hanno fatto vedere gli “anticorpi” a chi pensa di essere un Re mentre è solo un volgarotto bullo che meriterebbe una bella sculacciata per la sua rozza arroganza.

Gli anticorpi fanno il loro lavoro. Nella storia recente li abbiamo visti prendere il mare. Il mare aperto.

I virus pensano di fare ciò che vogliono. Fanno la voce grossa ma sono solo piccoli piccoli. Quando gli anticorpi si mostrano…i virus arretrano, cercano di mistificar la realtà dicendo che non si sono nemmeno accorti dell’esistenza degli anticorpi ma la verità è che erano assediati nelle loro torri molli di pseudo potere.

I virus abitano la casa della nostra vita anche. Pensate al virus del lamento quanto si annida nei nostri pensieri e comunica con la nostra voce. Avete notato come è stancante? Il virus del lamento ha proprio questo effetto di stancarci perché ci succhia energie. Ma quando ci guardiamo allo specchio e gli anticorpi della nostra saggezza fanno diradare le nebbie del velenoso e lamentoso piacere allora “vedere” diviene un faticosissimo ma bellissimo atto di liberazione. E le energie e la creatività entrano in ogni nostra cellula e diveniamo artisti.

I virus hanno certamente la loro funzione, ovvero quella di farci “svegliare”.

5 azioni di sicuro successo per stare bene ed essere Felici.

Respiriamo pienamente e lasciamo aprirsi il sorriso, è un era nuova e lo è perché lo abbiamo deciso noi e tanto vale. 

Eccoci qua, dopo ave esplorato il collettivo “loro” ed esserci posti nella volontà di cambiare “epoca esistenziale” il prossimo passo è fare gli artisti con la nostra vita.

La prigione della reattività e dell’orgoglio ha sbarre robuste e richiede altrettante robuste azioni.

La prima azione è l’accettare che “Loro”, nel bene e nel male, ci sono stati, ci sono e ci saranno.  Accettiamo anche che possiamo fare tanto per cambiare Noi.

La seconda Azione che sento importante è “Amarsi in modo folle”. Si follemente, essere pronti a tutto per il nostro bene.

La terza azione ha le radici nell’amore ed i muscoli alimentati a capacità perdonare (tutti, noi inclusi) ! Non ragionateci sopra, fatelo ebbasta! Fatevene “dono” per voi, qualsiasi cosa “loro” possono aver fatto e qualsiasi cosa “noi” possiamo aver fatto ora è tempo di andare avanti.

La quarta è riparare; non c’è un modo buono o sbagliato di farlo. Riparare, ricucire, ricostruire, e ogni cosa che in sintesi dia dignità di prosecuzione a noi.

La quinta è godere di Sè. Qualsiasi cosa sia accaduta godiamo di noi, avanziamo verso il centro della pista della vita e lasciamo che gli altri si chiedano anche “che cosa ancora possiamo avere da ballare”.

Già vedo sbarre sgretolarsi.

Come uscire dalla prigione della rabbia e del rancore. PARTE II. Iniziare una nuova vita.

Meritiamo di godere della pienezza del nostro essere e di attuare l’opportunità di costruirsi una vita all’insegna di valori altri, nuovi, godere della pienezza dell’essere. 

Bentrovati, e spero abbiate letto il post dal titolo  “Come uscire dalla prigione della rabbia e del rancore. PARTE I” se non avete ancora fatto beh…fatelo ok?

Siamo in un tempo epocale, stanno accadendo nel mondo eventi che segnano un epoca.  Passano sopra le nostre teste trasformazioni sociali radicali, le parole stanno scolorendo e le passioni sbadigliano. In questo momento storico di conflitti l’uso della parola “atomica” avviene con una tale frequenza che se dovesse (ci auguriamo di no) ricomparire il fungo mortale in qualche parte del mondo “forse” ci troverebbe già pronti e assuefatti.

watch-dealers-g25635f5db_1920E’ tempo di far suonare la sveglia, svegliarci. Le nebbie della posizione rabbiosa ci imprigionano e ci fanno naufragare.

Se abbiamo fatto – e continuiamo a fare – i conti con il tema del rancore allora la domanda che vi pongo è : “Vogliamo fare un passaggio epocale nella nostra vita? ”

Si “epocale” perché si uscire dal medioevo delle nostre rabbie e vivere il rinascimento della vita libera.

Oggi è un giorno nuovo. E’ oggi la nuova epoca in cui possiamo e dobbiamo entrare, vogliamo tutti legittimamente  stare bene ed essere felici. Fissiamo questo punto di cambiamento da “voglio avere ragione” al “voglio essere felice”. No, non sto chiedendo a nessuno di svilirsi e non è nemmeno un atto di resa passiva e vigliacca, nulla di tutto questo. Vi sto chiedendo solo di spostare il baricentro da un obiettivo all’altro. Il dolore che ciascuno di noi ha provato – e prova – merita rispetto, l’ho già detto ma è utile ripeterlo. Allo stesso modo però merita rispetto la nostra vita tutta, la pienezza di noi che non può e non deve essere legata al palo della rabbia.

“La pienezza dell’essere è una novità continua di essere.(..) Appare ritmicamente, come il giorno e la notte, e si accresce all’infinito. Non ci può essere esperienza della pienezza dell’essere per chi non ha ancora deciso di lasciare l’utero e di nascere pienamente al mondo della realtà”. ( Le leggi delle vita di Antonio Mercurio)

Per fare questo passaggio dal mondo della rabbia e dell’attesa di rivalsa all’epoca nuova dobbiamo metterci ben saldi ok? Non è un giochetto, ho parlato non a caso di cambiamento epocale e bellissimo. Siete pronti?

Al prossimo articolo quindi, e scrivetemi…che mi fa sempre tanto piacere. Grazie a tutti e uno speciale a Raffa per il commento ed il contributo al precedente post.

Musica per questa fase… Learn to Fly dei Foo Fighters

Noi e “Loro”: Uscire dalla prigione della rabbia e del rancore. PARTE I

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Quante volte, ispirati da incazzature abbiamo detto, o pensato, : … Siccome loro NON!. Beh allora Io… !”.

Mi occupo di benessere da oltre 20 anni e, sia per esperienza personale che di lavoro con i clienti, conosco bene questa posizione esistenziale.

Una fetta importante di nostre energie la dedichiamo alle seghe mentali sul “collettivo loro”.

Chi sono “loro”? L’elenco è lungo, possono essere: genitori, iinsegnanti, partner, fratelli, datori di lavori, amici, i governanti, l’agenzia delle entrate, i vigili urbani, i tifosi dell’altra squadra di calcio, il meccanico, l’idraulico, il sacerdote, parrucchiere ecc ecc. Insomma “Loro”!

Con il “collettivo loro” ci relazioniamo e, a volte, facciamo esperienza di incavolature (giuste o sbagliate qui non interessa). Alcuni, poi, pare hanno un talento particolare a tirar fuori da noi certi speciali loop di pensieri.

Reattivamente pensiamo (o potremmo aver pensato) :”Beh allora Io …!” , faccio come mi pare, non vi credo più, non vi ascolto più, non ci vengo più, cambio città, cambio vita, meccanico, lavoro, dentista, partner, ecc ecc“.

Antropologia Personalistica Esistenziale, disciplina elaborata dal prof Antonio Mercurio, ci da sempre una mano. Ci dice, in molti casi, che ciò che proviamo nel tempo presente non è, in qualche modo, proprio nuovo e originale. Spesso sperimentiamo con i vari “loro” di turno un tipo di emozione già familiare e di cui abbiamo poca memoria. Se ci mettiamo a spulciare nelle nostre vite con la meticolosità degli archeologi magari troviamo tracce di remote esperienze.

Chiusa la parentesi dei riferimenti disciplinari ed all’archeologia torniamo ora al tempo presente.

Oggi, e questo lo dobbiamo ben sapere, se rimaniamo bloccati, affezionati direi, ai motivi di malumore ed alle famose “questioni di principio” dalle radici remote, siamo belli che fregati!

Non ci dobbiamo cascare ok! Ne va della salvezza della nostra vita.

Le questioni di principio, ed i progetti di rivalsa, ammanettano il nostro presente ed ipotecano il futuro. Non ne vale la pena!

Beninteso non voglio banalizzare il dolore che ciascuno di noi ha provato, merita rispetto e serietà. Ciò posto non dobbiamo darci fregare da:

  • l’orgoglio. Ci frega se non lo conosciamo bene e non lo disinneschiamo subito .
  • il lamento. Se non lo riconosciamo autenticamente e non decidiamo di farla finita.

Dobbiamo uscire da simili prigioni. Conoscere queste cose è una delle chiavi verso la libertà. Il prossimo passo di cui vi dirò è “Come liberarci”.

Superare le Paure per Crescere ( P.Coelho)

All inizio di un cammino di ricerca (e di crescita) siamo agevolati dalla fortuna del principiante ma poi alla fine ci vuole la prova del conquistatore.

Buongiorno a tutti.

E’ dura la consapevolezza di essere più bravi di come siamo abituati a vederci. Vi ci trovate? Ci facciamo un mazzo per crescere e poi ad un tratto arrivano i dubbi. Questo accade perché siamo avviluppati nelle paure e nella svalutazione. Possiamo sfondare questa membrana che ci avvolge. Non guardiamoci indietro, che è un attimo ritrovarsi imbrigliati di nuovo. Andiamo avanti, piangiamo se ci scappa ma andiamo avanti. Nascere è doloroso, rinascere anche. Ma anche non nascere, lo è. Mostriamo il nostro valore, ce lo meritiamo.

Cit liberamente ispirata da “l’Alchimista di Coelho”: All’inizio di un cammino di ricerca (e di crescita) siamo agevolati dalla fortuna del principiante ma poi alla fine ci vuole la prova del conquistatore.

Buona giornata a tutti e buone conquiste.

Cosa imparare dal lockdown

L’era della pandemia moderna e dei lockdown cosa ci ha lasciato?  Questo tempo “sospeso” ci ha fatto percepire una dimensione diversa e ci ha fatto percepire le rigidità con cui conviviamo. In quei mesi la musica è stata ( ed ancora lo è) uno degli ambiti da cui ho tratto una piacevole sensazione di positività e di creatività. Molti artisti hanno superato i limiti fisici riuscendo ad essere band, una coralità, anche a distanza. Quello che ne è derivato sono i tanti progetti musicali in cui i diversi elementi della band pur essendo lontani erano uniti e la loro fusione poi ha creato una speciale forma nuova di arte musicale. Ci leggo in questo un messaggio di passione oltre che per la musica anche per la vita e tanta tenacia nella ricerca di un superamento creativo, e con gioia.  Ispiriamoci a questi esempi,  usiamoli quei limiti, ritagliamoli e facciamone splendidi aquiloni.  Buona visione  e buona vita a tutti.

Il perdono è buono perchè…

  1. Perché ci serve
  2. Perché ci libera
  3. Perché ci aiuta
  4. Perché è necessario
  5. perché è una vittoria
  6. Perché è importante
  7. Perché libera il nostro cuore
  8. Perché siamo grandi persone
  9. Perché sappiamo farlo
  10. Perché è “prendersi il potere nella propria vita”
  11. Perché è una specialità umana
  12. Perché ci rende sorridenti
  13. Perché ci fa sorridere in modo speciale
  14. Perché ci fa belli
  15. Perché ci fa splendere
  16. Perché ci aiuta a evolvere spiritualmente ( da: https://rivaombrosa.wordpress.com/. che ringrazio)
  17. (…)

E tante altre cose sono sicuro potrete aggiungere anche voi. Potete inserirle nei commenti e io allungherò la lista anche con la vostra forza.

Un abbraccio a tutti

8 regole d’oro per vincere la Rabbia.

Io non ho ancora trovato una sola persona “arrabbiata” e che – in base al suo racconto – non avesse poi ragione ad essere arrabbiata. Corrisponde al ero quindi il fatto che quando ci hanno ferito noi poi abbiamo provato rabbia. La ferita c’è stata e quindi anche la rabbia è reale. E quanti romanzi abbiamo scritto nella nostra mente alimentati da quella rabbia!!

 Ma ad un certo punto anche STOP, direi!!. Ed ecco il perché.

Anche Stop perché la rabbia lasciata “pura” avvelena la nostra vita. Ad un certo punto la vita ci presenta il conto di tanto “veleno” e necessariamente siamo chiamati a scegliere che fare.  Come fa a chiedercelo? Spesso arriva attraverso il disagio ed il malessere, spesso ci incasiniamo la vita con le nostre mani. Richiama in questo modo la nostra attenzione, ci mette davanti allo specchio e ci chiede: ” Questa rabbia ti aiuta a star bene ed essere felice? E’ questo che vuoi?

Se la risposta è “Si” allora continuate pure. Se invece è “NO” beh…allora mettiamo un “punto” al nostro racconto ed andiamo a capo.

Che farne della rabbia.

La rabbia ha una parte utile, è energia. Energia che può essere incanalata per alimentare ( invece che i segono mentali di rivalse mitiche) la nostra tenacia e perseveranza ad esempio, ch e Dio solo sa quanta ne occorre nella vita!!

La rabbia dunque è un veleno da trasformare, non va assunta “pura” .

Che fare allora? Ecco dei miei semplici e potenti consigli:

1- Prima cosa “non raccontiamocela più“. Tutti intimamente sentiamo quando la narrazione è diventata lunga e ripetitiva, sterile e mortifica. Ecco quando ci arriva questa percezione diamogli valore,  è il momento di “finirla”.

2 – Seconda cosa “diamo valore alla vostra decisione”. Ergiamo la decisione di “farla finita” a totem del nostro progetto d’amore, a onore della nostra grandezza. Rendiamo visibile e diciamolo al mondo intero ” Oggi è il giorno glorioso dell’avvento dell’amore nella mia vita”.

3- Terza cosa “siamo grati”. Si,  siamo grati a noi stessi per aver ascoltato e dato un senso a quel senso di malessere che ci ha nauseato in modo insopportabile. Siano grati per esserci resi disponibili ad ascoltarci seriamente. Siamo grati per aver scelto di parlarne con qualcuno e/o di esserci farci aiutare. Siamo grati perché ci siamo scelti come protagonisti, finalmente.

4 – Quarta cosa “siamo gentili”. Si, pratichiamo la gentilezza con noi stessi quando ci riparte il loop. Siamo gentili sempre!

5 – Quinta cosa ” siate amorevoli”. Non siamo perfetti, pratichiamo accoglienza verso di noi e le nostre debolezze  fragilità. Andiamo bene così come siamo, stiamo costruendo.

6 – Sesta cosa ” Siamo innamorati pazzi di noi stessi”. Perdoniamoci gli errori, facciamoci sempre il dono della possibilità di riparare, abbracciamoci, sorridiamoci allo specchio, siamo leggeri e morbidi. Voltiamo le spalle al corteo della rabbia quando lo sentiamo arrivare, siate signori della nostra vita e possiamo farlo.  Ce lo meritiamo.

7- Settima cosa ” Facciamoci un mondo di complimenti”. Si, ogni giorno. Ogni volta che notiamo la rabbia insinuarsi in parole e pensieri e scegliamo di essere, invece, gentili e amorevoli con noi e gli altri. Facciamoci tanti complimenti perché abbiamo tenuto bene il comando.   Perdonatevi, riparate, ricominciate.

8- Ottava cosa ” Sentiamoci grandi”. Si, perché lo siamo! Gonfiamo il vostro petto d’amore per voi, ogni momento. Siamo fieri di noi per le nostre scelte e decisioni.  Godiamo della Nostra grandezza che è bella e luminosa.

Un grande abbraccio a tutti.

La sensibilità è faro nella nebbia

Recentemente mi sono trovato per ben due volte a dover prendere una decisione. Dentro avevo un gomitoli di emozioni difficili da districare e mi confondevano nello scegliere. Ho seguito una sensazione, poi il groviglio si è risolto, sono passati dei giorni ed ancora mi nutro della gratificazione di sapere che ho scelto la cosa buona per me.  

La sensibilità è un valore, un faro nella nebbia, imparando a conoscerla essa ci guida saggiamente. Attraverso di essa la nostra natura profonda si sente e ci guida.

La sensibilità per noi è come il sonar per i sottomarini, ci guida e ci fa percepire il clima delle situazioni ed il clima nelle relazioni con le persone. La sensibilità è una forza!

La sensibilità è un dono, una dotazione di tutti. Se l’abbiamo chiusa in qualche luogo nascosto della nostra anima, è il momento di tirarla fuori. Con fiducia, assoluta fiducia, che ci suggerirà solo cose buone .

Ciao, alla prossima😀

Tecniche di Felicità. I° essere spietati contro il lamento.

Io affermo che per essere felici bisogna essere spietati contro tutto ostacola la felicità.

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Un primo esercizio è quello di essere spietati contro il lamento. Il lamento è una brutta bestia. Immaginiamoci come una mongolfiera con tante zavorre che ci tengono a terra e ci impediscono di alzarci in volo, il lamento è una grossa e pesante zavorra.

Quando ci parte il desiderio di lamentarci dobbiamo imparare a morderci la lingua ( in senso figurato 😁😁), imparare a stare zitti se necessario, a far morire dentro quel malsano piacere di “lamentarsi”. Attenzione che capiterà frequentemente che incontreremo persone che ci sedurranno con voluttuosi ammiccamenti. C’è poco da fare, bisogna essere spietati e decidere di cambiare strada all’occorrenza, cambiare stanza, allontanarsi con una scusa, cambiare canale televisivo, disattivare gli stati whatsapp e non seguire più sui sociall . Contro tutto ciò non c’è nessun compromesso da raggiungere. Se vogliamo essere felici, permanere nella serenità ed accrescere i risultati del nostro lavoro e voler stare bene dobbiamo per forza essere spietati.

Che dite? Io non mi lamento sono gli altri che lo fanno? Beh…valutate voi se corrisponde a verità.

Tutto va bene per tutelare la nostra felicità.

A piccoli e grandi passi andiamo “Avanti”

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Molto può l’impegno e la tenacia, anche quando non abbiamo voglia e quando le tentazioni di abbandono sono forti; Molto fa la buona volontà quando è seguita da gesti concreti. Molto fa ogni piccolo passo avanti quando il vento contrario è forte. Molto fa l’amore e l’accoglienza delle nostre debolezze. Sana è la fatica ed il suo riconoscimento; Sano è il godimento per ogni piccolo seme di progetto piantato, per una pagina letta, per un appunto evidenziato, per una telefonata fatta, per un impegno preso e portato a compimento. Molto fa bene la cura e l’attenzione; Molto fa l’amore e il non smettete mai di sognare, di studiare e di fare ogni momento quella cosa – seppur piccola – che arricchisce la nostra vita di “quel qualcosa in più” che ci lega alla cosa dopo, ed a quella dopo ancora, ed a tutte quelle che verranno.

Pensieri nel tempo Covid in un giorno di mezza estate.

*** pensieri frequenti di questo periodo. Che siano miei o percepiti conta davvero poco, sono cose dell’umano ed essendo un essere umano riconosco che in ognuno c’è anche una parte di me.

1- Ho paura che all’improvviso si riblocchi tutto;

2- Devo godere di questo periodo di libertà e voglio fare quante più cose possibili – ed in sicurezza – per prepararmi al prossimo lockdown autunnale;

3- In vacanza? Si ci vado! Me la merito e questa volta me la scelgo full optional. Anzi ci vado anche perché poi non so cosa succederà!

4- In vacanza? Oddio speriamo di riuscire ad andare e non si blocca tutto di nuovo

5- Covid? Mah…Boh, a volte mi sembra tutto uno scherzo.

6- Immuni? Si l’ho installato, ed ho visto anche come funziona e credo sia buono e utile

7- Immuni? Si è buono…ma per il momento non lo attivo. Metti che mi segnala di essere entrato in contatto con qualcuno poi risultato positivo che faccio? Dovrei attivarmi, contattare le autorità, fare controlli e metti caso che mi tocca rimettermi in quarantena?

8 – Cavolo in giro siamo veramente in tanti e mi rendo conto che le regole sul distanziamento sono saltate e comunque è difficile rispettarle

9 – Le regole di sicurezza? Si uso la mascherina, mi lavo frequentemente le mani. Ma cavolo entro frequentemente in contatto con persone e cose e a volte mi dimentico le regole

10 – Spero che tutto finisca davvero!

11-  Piano piano tutto sta passando, i contagi sono pochi

12 – In molte parti del mondo ci sono emergenze pazzesche, il mio paese sta facendo qualcosa per aiutare queste persone? Mi piacerebbe poter fare qualcosa.

13 – Desidero con forza che tutto passi, ma non voglio che rimuoviamo tutto correndo come stiamo facendo ora e dimenticandoci delle tante cose che abbiamo sentito nel lockdown, valori come la persona, i rapporti sociali, l’umanità, il rispetto per l’ambiente, l’essere interconnessi a livello mondiale, voler fare tanto per stare bene tutti.

***In questo tempo, un po’ sospeso e di certo unico e – ci auguriamo – irripetibile  non dobbiamo perdere la speranza e dobbiamo lottare con ogni forza per non cedere alla rabbia ed alla paura (che pure ci sono e sono cose umane). Quando paura e rabbia danno le carte al nostro tavolo blocchiamoli subito e scegliamo un altra partita, quella dell’amore, del rispetto per noi e le nostre tante parti e per gli altri, la speranza.

I punti/sentimenti/pensieri/riflessioni che ho indicato sono “umani”. E’ un tempo particolare, vogliamoci bene e facciamo il meglio per dare una mano al cambiamento in noi, con gli altri e nel mondo intero. Non siamo poca cosa, siamo preziosi elementi e della vita e abbiamo una grande forza.

Percorsi di Crescita Personale: Conosciamo l’Io Fetale.

L’Io Fetale chi è … e come agisce nella nostra vita?

Intro: Ciascuno di noi nella vita sperimenta tante cose belle e sperimenta purtroppo anche il dolore.
L’esperienza del dolore ha una genesi remota,  molta parte degli studi sullo sviluppo umano – Antropologia Personalistica Esistenziale (A.P.E.)  in primis – lo inseriscono tra le esperienze che facciamo sin dalla vita intrauterina.

A questo punto abbiamo quindi , da una parte, la rappresentazione del tempo intrauterino, ed in generale dei primi anni di vita, come un tempo privo di sensazioni spiacevoli ovvero un tempo di totale beatitudine; dall’altra parte abbiamo la proposta di considerare questa fase della vita assumendo che in essa abbiamo sperimentato – oltre alla “beatitudine” – anche le difficoltà e non tutto è stato piacevole. il professor Antonio Mercurio fonda questo assunto sull’esperienza del lavoro fatto con le persone.

Seguitemi ora.  Nella vita adulta della persona si possono presentare delle difficoltà e questo è pacifico.

Quando accade abbiamo la possibilità di fare un un ponte temporale tra il nostro tempo presente ed il nostro vissuto intrauterino, e vedere se c’è tra le due esperienze una relazione.

Facciamo una ricerca anche con l’aiuto dei nostri genitori. Esploriamo com’era il tempo  del nostro concepimento e della nostra gravidanza:  eravamo attesi, siamo stati desiderati, ci volevano maschio o femmina, è stato un errore, era il momento opportuno, com’era l’umore della madre, c’era gioia in lei e nell’ambiente in cui viveva, c’era timore, c’era paura, ci sono stati tentativi di aborto diretti o indiretti, com’era la situazione familiare?
Insomma come si vede sono tante le cose che, a saperle, ci raccontano la nostra vita intrauterina.
Tutto queste informazioni hanno sul piano emotivo tante corrispondenti emozioni, ed è con queste che noi siamo cresciuti e ci siamo sviluppati.

Nella fase dal concepimento al parto la relazione con la vita passa dalla relazione biologica con l’utero, la madre. L’Antropologia Personalistica Esistenziale ci dice che in ogni fase del nostro sviluppo (da blastocisti ad embrione a feto ) ed in misura adeguata al nostro stadio di sviluppo noi siamo perfettamente in grado di reagisce agli stimoli che riceviamo. Ora anche le indagini scientifiche confermano questo assunto, per cui il feto in simbiosi con la madre risponde alle variazioni di umore e di esperienza della madre in modo diretto. Le sue pulsazioni, la pressione arteriosa e i movimenti saranno adeguati all’ambiente emotivo dell’utero a seconda che si sperimenta la gioia, lo stato di serenità e pace, l’armonia,  paura, ansia, fatica. In sintesi sin da piccoli siamo in grado di percepire stimoli e ad essi reagiamo come fanno gli adulti provando benessere e pace, quando tutto va bene, e provando rabbia e paura quando invece ci sentiamo minacciati o preoccupati. 

Dall’armonia alla disarmonia

Nella vita intrauterina ci sviluppiamo quindi sia a livello biologico che sul piano  emozionale.  In questa fase – ci dice l’A.P.E si strutturano tutte le nostre parti, il nostro corpo e la nostra psiche. Nel nostro sviluppo ed in reazione appunto agli stimoli che riceviamo una parte che si struttura nella nostra dimensione psichica è appunto l’ IO FETALE. Per capire il suo ruolo e la sua posizione mi dilungo un po nel racconto.

Seguitemi quindi per favore: ” L’umanità ha conosciuto certamente un tempo in cui l’esperienza della gravidanza era vissuta in serenità ed in armonia. C’è sicuramente stato un tempo in cui il rapporto con la nature era armonioso. Nella memoria cellulare del nostro DNA è stabilmente presente la consapevolezza di “come deve essere la gravidanza”. In questa memoria genetica c’è scritto come deve essere la qualità dell’utero affinché ci si possa sentire a proprio agio. In sintesi noi abbiamo dentro ben chiaro come “deve essere la gravidanza!.”

MA… L’armonia uomo-ambiente nel tempo è mutata e sono mutate anche le relazioni con noi stessi e con gli altri. Quel tempo di armonia sopravvive nella nostra memoria cellulare arcaica. Ecco allora che, al netto del tanto impegno e consapevoli che facciamo del nostro meglio (noi oggi, i nostri genitori ieri, i nostri avi prima ancora e così di seguito), non ci è praticamente possibile evitare che nella vita intrauterina faccia la sua comparsa il dolore, lo stress sociale e personale arrivano anche nell’utero e generano frustrazioni le ferite.

Per tutta risposta a questi traumi, piccoli o grandi che siano,  l’Io Fetale reagisce. L’Io Fetale si sviluppa seguendo la logica azione-reazione ed esprime la parte di noi che in risposta alla ferita patita  per tutta risposta alimenta progetti di vendetta, di malcontento, di sfiducia e rabbia. L’Io fetale è molto suscettibile. Nella dimensione intrauterina si percepisce come assoluto e ogni trauma è una “lesa maestà”.

L’Io Fetale è determinato nel suo volere, se ritiene di aver  subito una ingiustizia vuole la sua soddisfazione, il suo riscatto ed essere ripagato. Gli spettava un utero accogliente e dunque lo pretende! Qualunque altra realtà, diversa da quella, o non viene percepita o, se viene percepita, viene annullata e distrutta, svalutata e sminuita.

L’Io Fetale è una parte di tutti noi, è bene conoscerlo ed averne consapevolezza. Se ci è difficile accettare questa proposta o magari non abbiamo notizie sulla nostra vita intrauterine consiglio di provare a vederlo nelle nostre rigidità di posizione, nei nostri assoluti, nelle nostre idee immodificabili e nelle nostre pretese.

Dobbiamo conoscerlo e riconoscerlo, per evitare di averlo ai posti di comando della nostra vita. Le sue ragioni sono molto seduttive, e l’ebbrezza del ristabilire la giustizia seduce molti…ma questo non fa crescere la nostra vita bensì ci mantiene bloccati.

Vogliamo che sia lui a governare la nostra vita?” Per gran parte dell’umanità orgogliosa e testarda e piena di pretese e di reazioni violenti è lui che viene posto al posto di comando. Molti si pavoneggiano della loro libertà ma in realtà sono sotto scacco delle pretese del proprio IO Fetale.

Ok,magari prima non lo sapevamo. Per accrescere ed approfondire il tema io suggerisco percorsi di crescita che si rifanno all’Antropologia Personalistica Esistenziale,  L’Istituto Solaris di Roma  -di cui faccio parte – è sicuramente un eccellenza e offre percorsi di crescita con validi professionisti che sapranno guidarvi a conoscere meglio sia l’Io Fetale ma anche e soprattutto tutte le altre nostre parti che sono al servizio della nostra vita e della nostra crescita.

L’Io fetale esprime la nostra parte infantile, rabbiosa e capricciosa. In quanti adulti la ritroviamo? E quanto la ritroviamo anche in noi? Non è facile liberarsene in modo definitivo.

Ha tra le sue migliori qualità la capacità di ragionare in modo logico e sottile tanto da giustificare le proprie ragioni facendo emergere sempre e solo le “colpe” degli altri.

Il trauma patito produce un senso di vuoto che l’Io fetale si illude di riempite con reazioni di rabbia, vendetta e lamento.

Dobbiamo aprire gli occhi ok? E dobbiamo rinforzare lo spirito ed il nostro principio decisionale e prendere NOI il comando della nostra vita.  Il mondo descritto dall’Io Fetale è un solo un punto di vista e va armonizzato con tutto il resto, con i nostri talenti ad esempio le qualità umane e capacità di amore che abbiamo. E’ urgente quindi divenire sempre più consapevoli, e come ho già detto può essere di utilità in questo anche fare dei percorsi di crescita personale.

Questo tiranno interiore avvelena le nostre relazioni, simbolicamente ci tiene ancora dentro l’utero fissati al trauma patito e non ci permette di nascere per intero, ovvero biologicamente e spiritualmente. Il nostro utero, i nostri genitori, hanno fatto il meglio di quello che potevano con quello che avevano. Crescere, evolvere e riuscire a nascere per intero è un bisogno sempre più urgente.

Essere e divenire “Persona” governare la nostra vita in modo Adulto.

Al posto di comando della della nostra vita mettiamo il nostro Io Adulto. Egli solo esprime qualità e competenze di armonizzazioni nelle diverse situazioni.

Il nostro Io Adulto esprime capacità di amore per se, di accogliere tutta la nostra storia dandoci un “senso”, capacità di superare la rabbia e con il perdono per se e per tutti, superare il lamento ed il progetto vendicativo.

Il nostro Io adulto esprime la consapevolezza per quello che è il senso della realtà dato dalla capacità di percepire le circostanze ambientali alle quali egli deve adattarsi se vuole sopravvivere e sviluppare le potenzialità di cui dispone per migliorare la realtà che lo circonda.

Il nostro Io Adulto è la nostra parte dotata di libertà e di capacità decisionale. Proprio perché dotato di libertà ed affinché non cada preda delle seduzioni fetali dobbiamo accrescere e rinforzare la nostra conoscenza di noi e la consapevolezza. Come Ulisse passa davanti all’isola delle sirene legato all’albero maestro allo stesso modo noi ci dobbiamo tenere ben stretti a nostro progetto d’amore e rinforzare l’alleanza tra questo ed il nostro Io Adulto.

Quale è l’obiettivo che vogliamo raggiungere nella vita? Vogliamo avere ragione o vogliamo essere felici?

Il nostro Io Adulto è la parte di noi in grado di armonizzare tutta la nostra storia, riconoscere ed accettare il dolore della nostra ferita intrauterina ma anche riconoscere la luce di tutti i nostri talenti e delle nostre parti positive e costruttive. L’Io Adulto consapevole sa che anche l’IO Fetale ha delle qualità ( sensibilità al dolore, capacità di reagire alle minacce) e le utilizza per creare e non per distruggere.

Accresciamo il nostro essere Adulti e non solo in senso biologico ( quello avviene naturalmente)  ma in senso spirituale decisione dopo dopo decisione.

Diveniamo Adulti  ed agiamo il potere e la capacità di scegliere di trasformare il dolore, sciogliere l’odio e la rabbia liberando energie di amore e perdono.

Noi siamo creature luminose, tutti, e abbiamo l’obiettivo di crescere e realizzare il nostro progetto esistenziale ovvero quel modo di esistere che ci fa stare bene e ci completa. Possiamo creare bellezza e fare della nostra vita un autentica opera d’arte…piena di senso e di gioia. Io lo voglio, e tu?

Messaggio dal Nespolo: “Andrà tutto bene”.

Che poi ciò che deve germogliare germoglia, ed i frutti arrivano. A volte i semi piantati da tempo attendono più del dovuto per germogliare, a volte può capitare di perdere la speranza e archiviare la cosa. Poi quando meno te lo aspetti la vita sa meravigliarci con il suo progetto ed i suoi tempi. Messaggio al mondo dal piccolo nespolo spuntato nel vaso di casa:” Seminate, prendetevi cura dei vostri progetti e quando non sapete che fare e viene meno la speranza è bene pregare più che disperare…andrà tutto bene! Parola di Nespolo.

 

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Verso il 39° Seminario di Cinematerapia, In buona compagnia.

Sto lavorando alla preparazione del 39° Seminario di Cinematerapia che si terrà presso Istituto Solaris nel week end del 6 e 7 Aprile 2019. Titolo del prossimo seminario è  “IL SOGNO COME PROGETTO D’AMORE” e lavoreremo a partire dalla visione del film “I SOGNI SEGRETI DI WALTER MITTY (un film di Ben Stiller – 2013)…poi vi dirò di più e se siete curiosi chiedete pure nei commenti che sapete mi fa molto piacere eh.

Io condurrò insieme con alte colleghe fantastiche un gruppo di lavoro e mi sto preparando…e non sono da solo, sono in ottima compagnia, insieme e curiosi mi seguono i cari Panda, Amanda, Neve, Billi, Willy,  Mister love e Princess…. e Emma naturalmente.fotor_154910454687842-11385478557.jpg

 

Sapore di vita

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Emma mi sembra ieri che i tuoi  piedi non toccavano terra e dondolavano dando calci a destra e sinistra. E’ molto bello vederli poggiare a terra.

E’ tutto molto bello, ed ha sapore di vita…la tua.

I Pensieri di Antonio Mercurio, la Luce del sole e la musica del Postino.

Lo sapete che la mattina io, Elliot e il sole ci scambiamo il buongiorno vero? Stamattina tutto era molto evocativo, le luci, le nuvole, i raggi del sole e l’aria fresca. Ho girato questo video e sviluppato un piccolo montaggio ispirato ad un elaborato di Antonio Mercurio che si chiama: ” Regole per la navigazione notturna degli Ulissidi”. Spero vi piaccia, e Grazie ancora all’autore cui esprimo il mio sentimento di gratitudine. Punto di riferimento per la mia formazione e la mia crescita.

Impariamo ad “Accogliere l’amore”

Ciao amici, e buon inizio settimana.

imagesAntefatto: Ieri mattina sono andato a messa con Emma. Abbiamo scelto con mia moglie di iscriverla al corso per la prima comunione, eravamo combattuti ma alla fine abbiamo scelto per il “Si” sospendendo ogni tipo di giudizio e seguendo l’ispirazione e l’aspettativa che sarebbe stata per lei e per noi un esperienza di incontro con suoi coetanei e di socializazzione anche per noi.
Così dallo scorso anno la domenica mattina andiamo a messa.
Io non sono mai stato un grande frequentatore di chiesa ma come ho detto prima sono entrato in questa esperienza con sospensione di giudizio e così continuo e non di rado provo anche piacere
.

L’onore delle Armi: Al parroco del mio quartiere riconosco di essere persona ispirata e con cui è bello dialogare e che quando parla parla molto bene. In molte occasioni ho tratto preziose riflessioni dai suoi sermoni e frequentemente ho trovato anche nei suoi sermoni spunti che alimentano ed integravano il mio percorso di crescita spirituale.
Ieri: Non ho seguito bene il suo sermone ma ad un certo punto il suo parlare ha penetrato il mio rumore mentale e ha catturato la mia attenzione. Ha parlato di Amore. Siamo tutti abituati e pronti ad Amare, ha detto, eppure c’è una cosa altrettanto preziosa e utile per la nostra crescita ed è “accogliere l’amore per noi”.
Sbam … Bingo.

E ora io: Amare ci riesce meglio perché comunque siamo noi che governiamo. Decido di Amare, Scelgo chi amare, Scelgo come amare, Scelgo se amare.

Antonio Mercurio definisce nel suo lavoro espresso ad esempio nel testo teoria della persona la persona come colui che tra tra le sue forze portanti ha la capacità di amarsi, amare ed essere amati nella libertà. 

Dunque:
Capacità di amarsi: Ok dai…possiamo farcela e tante volte lo facciamo.
Amare: Ok dai…possiamo farcela e tante volte lo facciamo.
Essere amati: Beh…qui sento che c’è da lavorare. Io ci sto lavorando, seppur è vero che anche qui tante volte lo facciamo… ma …seguitemi ancora.

Riconoscere di essere amati è “affidarsi (opposto del controllo) , è accettare (opposto del pretendere) è sentire la gratitudine perché chi ci ama ci fa un dono al meglio di come può. Chi ci ama non è tenuto a farlo e se lo fa vuol dire che ha scelto di donarci amore, farsi strumento di vita.

Accogliere l’amore è un potere reale potenziale, decidendo di agirlo noi passiamo alla attuazione e diveniamo potenza creativa.

Quindi per il ns bene e per la ns crescita e felicità lasciamoci penetrare dall’ “amore che c’è”, ammorbidiamo la ns rabbia verso quello che “non c’è” o che “ci sarebbe dovuto essere ma non c’è stato”.

Accogliere l’amore vuol dire rendersi disponibili a liberarci delle pretese.

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Accogliere l’amore che c’è è un atto spirituale profondo anche di “resa” perché “la vita”, il ns partner, i ns maestri, il ns lavoro, i ns genitori ecc ecc … sono stati e sono a modo loro donatori di “amore”, e lo stesso siamo noi ogni giorno in tutto ciò che facciamo.
Accogliere l’amore è un salto quantico. .

Con gratitudine a Don Michele per ieri e ad al prof Antonio Mercurio per la ricchezza del suo pensiero rivoluzionario.

L’importante è riemergere all’Amore. Basta seghe mentali!

Come Ulisse con le sirene anche a noi può capitare (a me capita) di sentire l’invito sedicente di pensieri rabbiosi e reattivi contro qualcuno o qualcosa che ci ha “infastidito”. Io? Proprio stamattina ho viaggiato tra le braccia di una seducente sirena. Poi la “casualità positiva” mi ha portato a frugare nel mio zaino e la mia mano ha ritrovato il “manuale del guerriero della luce” (che sapete è mio fedele manualetto di zaino da sempre) ed ho aperto una pagina a caso con il cuore voglioso di pace. Ho trovato questa risposta (foto in basso). Affermo: “Mio maestro interiore, scelgo di riemergere perché questi fondali non mi piacciono e mi fanno star male”.

Nessun moralismo…Capita, ci sta! Facciamocene una ragione ma soprattutto decidiamo di non starci troppo nelle nebbie sollazzati dal dolce canto di mirabolanti riscatti.

Quando capita, l’invito è quello di vedere a questo nuovo “passaggio” per un solo motivo, ovvero riviversi una dinamica personale per affondare più in profondità una nuova decisione di superamento. Il resto sono seghe mentali.

Impariamo a rimanere fedeli alla linea dell’Amore Incondizionato

Vedete…mentre scrivo è domenica e sono le 10 ma il post nasce questa notte alle IMG_04792 circa, poi ci sono andato a letto con la paura, come spesso accade, di dimenticare.
Vedete… accade che Elliot sta dormendo ma se mi sveglio per andare in bagno lui pur visibilmente assonnato, stiracchiante e sbadigliante non esita a seguirmi, mi sta vicino il tempo di una pipì guardandomi e accucciandosi sul tappeto, poi quando ho finito e ritorno a letto lui torna nella sua cuccia e si rimette a dormire. Questo accade sempre … Elliot è incondizionatamente presente e non serba rancore, anche se è stato sgridato lui alla prima occasione riparte con il suo essere autentico e autenticamente affettuoso e legato a tutti noi.

Vedete…io credo che questa caratteristica che lui mostra è anche una qualità umana, noi l’abbiamo un poco offuscata sotto rancori più o meno manifesti. Magari evitiamo pure di svegliarci e seguire in bagno di notte  qualcuno dei nostri cari…ma saper andare oltre la rabbia ed i nostri rancori si che lo possiamo fare, saper conservare e far primeggiare l’amore incondizionato per noi e per gli altri questo si che lo possiamo fare…dobbiamo decidere di volerlo e questo è faticoso, lo so.

elliotFedeli alla linea…sempre.

Grazie Elliot, fonte di preziosi riflessioni e amico a 4 zampe sempre fedele e presente.

(foto By Emma)