Noi e “Loro”: Uscire dalla prigione della rabbia e del rancore. PARTE I

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Quante volte, ispirati da incazzature abbiamo detto, o pensato, : … Siccome loro NON!. Beh allora Io… !”.

Mi occupo di benessere da oltre 20 anni e, sia per esperienza personale che di lavoro con i clienti, conosco bene questa posizione esistenziale.

Una fetta importante di nostre energie la dedichiamo alle seghe mentali sul “collettivo loro”.

Chi sono “loro”? L’elenco è lungo, possono essere: genitori, iinsegnanti, partner, fratelli, datori di lavori, amici, i governanti, l’agenzia delle entrate, i vigili urbani, i tifosi dell’altra squadra di calcio, il meccanico, l’idraulico, il sacerdote, parrucchiere ecc ecc. Insomma “Loro”!

Con il “collettivo loro” ci relazioniamo e, a volte, facciamo esperienza di incavolature (giuste o sbagliate qui non interessa). Alcuni, poi, pare hanno un talento particolare a tirar fuori da noi certi speciali loop di pensieri.

Reattivamente pensiamo (o potremmo aver pensato) :”Beh allora Io …!” , faccio come mi pare, non vi credo più, non vi ascolto più, non ci vengo più, cambio città, cambio vita, meccanico, lavoro, dentista, partner, ecc ecc“.

Antropologia Personalistica Esistenziale, disciplina elaborata dal prof Antonio Mercurio, ci da sempre una mano. Ci dice, in molti casi, che ciò che proviamo nel tempo presente non è, in qualche modo, proprio nuovo e originale. Spesso sperimentiamo con i vari “loro” di turno un tipo di emozione già familiare e di cui abbiamo poca memoria. Se ci mettiamo a spulciare nelle nostre vite con la meticolosità degli archeologi magari troviamo tracce di remote esperienze.

Chiusa la parentesi dei riferimenti disciplinari ed all’archeologia torniamo ora al tempo presente.

Oggi, e questo lo dobbiamo ben sapere, se rimaniamo bloccati, affezionati direi, ai motivi di malumore ed alle famose “questioni di principio” dalle radici remote, siamo belli che fregati!

Non ci dobbiamo cascare ok! Ne va della salvezza della nostra vita.

Le questioni di principio, ed i progetti di rivalsa, ammanettano il nostro presente ed ipotecano il futuro. Non ne vale la pena!

Beninteso non voglio banalizzare il dolore che ciascuno di noi ha provato, merita rispetto e serietà. Ciò posto non dobbiamo darci fregare da:

  • l’orgoglio. Ci frega se non lo conosciamo bene e non lo disinneschiamo subito .
  • il lamento. Se non lo riconosciamo autenticamente e non decidiamo di farla finita.

Dobbiamo uscire da simili prigioni. Conoscere queste cose è una delle chiavi verso la libertà. Il prossimo passo di cui vi dirò è “Come liberarci”.

Cosa imparare dal lockdown

L’era della pandemia moderna e dei lockdown cosa ci ha lasciato?  Questo tempo “sospeso” ci ha fatto percepire una dimensione diversa e ci ha fatto percepire le rigidità con cui conviviamo. In quei mesi la musica è stata ( ed ancora lo è) uno degli ambiti da cui ho tratto una piacevole sensazione di positività e di creatività. Molti artisti hanno superato i limiti fisici riuscendo ad essere band, una coralità, anche a distanza. Quello che ne è derivato sono i tanti progetti musicali in cui i diversi elementi della band pur essendo lontani erano uniti e la loro fusione poi ha creato una speciale forma nuova di arte musicale. Ci leggo in questo un messaggio di passione oltre che per la musica anche per la vita e tanta tenacia nella ricerca di un superamento creativo, e con gioia.  Ispiriamoci a questi esempi,  usiamoli quei limiti, ritagliamoli e facciamone splendidi aquiloni.  Buona visione  e buona vita a tutti.

Il perdono è buono perchè…

  1. Perché ci serve
  2. Perché ci libera
  3. Perché ci aiuta
  4. Perché è necessario
  5. perché è una vittoria
  6. Perché è importante
  7. Perché libera il nostro cuore
  8. Perché siamo grandi persone
  9. Perché sappiamo farlo
  10. Perché è “prendersi il potere nella propria vita”
  11. Perché è una specialità umana
  12. Perché ci rende sorridenti
  13. Perché ci fa sorridere in modo speciale
  14. Perché ci fa belli
  15. Perché ci fa splendere
  16. Perché ci aiuta a evolvere spiritualmente ( da: https://rivaombrosa.wordpress.com/. che ringrazio)
  17. (…)

E tante altre cose sono sicuro potrete aggiungere anche voi. Potete inserirle nei commenti e io allungherò la lista anche con la vostra forza.

Un abbraccio a tutti

La sensibilità è faro nella nebbia

Recentemente mi sono trovato per ben due volte a dover prendere una decisione. Dentro avevo un gomitoli di emozioni difficili da districare e mi confondevano nello scegliere. Ho seguito una sensazione, poi il groviglio si è risolto, sono passati dei giorni ed ancora mi nutro della gratificazione di sapere che ho scelto la cosa buona per me.  

La sensibilità è un valore, un faro nella nebbia, imparando a conoscerla essa ci guida saggiamente. Attraverso di essa la nostra natura profonda si sente e ci guida.

La sensibilità per noi è come il sonar per i sottomarini, ci guida e ci fa percepire il clima delle situazioni ed il clima nelle relazioni con le persone. La sensibilità è una forza!

La sensibilità è un dono, una dotazione di tutti. Se l’abbiamo chiusa in qualche luogo nascosto della nostra anima, è il momento di tirarla fuori. Con fiducia, assoluta fiducia, che ci suggerirà solo cose buone .

Ciao, alla prossima😀

È Sempre Tempo Buono Per Le “Scelte D’Amore”.

Per tutti c’è un cammino di crescita, il cammino della vita, delle realizzazioni delle nostre autentiche propensioni. Per ognuno di noi c’è un tempo buono, quello della chiarezza e della consapevolezza della cosa buona da fare. Ma che non passi il concetto che “tanto arriva” quindi possiamo starcene seduti ad aspettare. Una e una sola è la scelta primaria, uscire dall’ombra del nostro dolore (a ciascuno il suo), accettare di separarcene e scegliere di investire ogni energia nella via che ci indica il nostro SÉ, la nostra guida interiore sempre presente, fonte si amore sede della nostra tenacia forte e del nostro forte e autentico progetto di vita. Buon tempo di scelta tutti, e non abbiate paura che “andrà tutto bene”. Buona scelta a voi e buona scelta d’amore anche a me. Vi saluto oggi rinnovandomi e rinnovando con voi questa consapevolezza.

Crescita personale. “Riconoscere il narratore di storie tristi in noi. Ringraziarlo e salutarlo.

Cambiare – a volte – fa male ed é doloroso, e su questo in molti siamo consapevoli. Frequentemente il non avere consapevolezza del dolore che comporta cambiare è di per se un ostacola la crescita. Quando parlo di dolore intendo un dolore sano, quello umano e necessarrio nei momenti di passaggio. Siamo umani, proviamo questo sentimento perché non abbiamo la palla di vetro che ci permette di tranquillizzati conoscendo cosa succede o cosa troviamo oltre. Eppure pero noi tutti già tante volte abbiamo preso il cuore e lo abbiamo legato passionalmente all’amore ed all’alleanza con la nostra spiritualità profonda e con la vita. Quando siamo nati ad esempio e prima ancora durante tutta la nostra gestazione e sviluppo intrauterino quanti cambiamenti e quante rivoluzioni abbiamo fatto? Eravamo uno sperma ed un ovulo e poi un gran bel sound et voilà eccovi qui😀. Tantissimi cambiamenti quindi e tantissime ne abbiamo fatte dopo e fino a questo momento in cui state leggendo ( e io mentre sto scrivendo) e tante ne faremo anche dopo aver chiuso la pagina e domani e in tutti i giorni per i quali ci sostiene la vita ed il suo e nostro progetto. Il dolore accettiamolo ma lo dico a voi e a me “accendiamo il faro sui tantissimi cambiamenti che abbiamo già fatto e che costantemente facciamo e nutriamoci di fiducia che è bene”.

A chi aggrapparci? All’amore per noi certamente e poi uniamo questo amore al nostro progetto esistenziale, quello che abbiamo scelto quando abbiamo deciso di venire al mondo, saldiamoci con forza al nostro Sé che e mettiamoci in ascolto. Impariamo a conoscere il suo modo di comunicare , spesso attraverso segni, sogni il nostro corpo e a volte messaggi all’apparenza senza senso; non attendiamoci raccomandare con ricevute di ritorno o PEC. Il nostro Sé comunica attraverso il nostro corpo e le emozioni; lo sentiamo bene quando ci sentiamo in una speciale Armonia di cuore mente e spirito. Affidiamoci al nostro Se, la nostra saggezza interiore e siamo pur certi che ci condurrà lungo i sentieri della crescita senza alcun pericolo. Siamo pur sereni che se a guidarci è l’amore allora la forza di decidere è nelle nostre mani e nelle nostre azioni e parole.

Mettiamo a tacere il narratore di storie tristi che è in noi (se C’è) e andiamo avanti … che il dolore quando lo sentiamo ecco che ci è utile e ci suona come una campana per farci risvegliare e scegliere di nuovo con chi volerci alleare. Il dolore è necessario ( non vuol dire però che ce lo dobbiamo andare a cercare ed alimentare sia ben chiaro!) e a ciascuno indica il cambiamento necessario da fare per essere in armonia e sempre più padroni e signori della nostra vita e servitori della vita che ci ha generati e del suo immenso progetto.

“È sempre triste guardare con occhi nuovi cose nelle quali si sono investite tante forze per adattarcisi” ci dice F. S. Fitzgerard in un passaggio de Il Grande Gatsby; ecco si sentiamo la tristezza se vogliamo ma per 5 minuti e non oltre e poi andiamo avanti che nessuno di noi ha la palla magica ed è umano sbagliare ed essere spaventati ma riconosiamo anche che tutti abbiamo dentro una fonte speciale di amore nelle cui braccia possiamo serenamente affidarci ed ogni errore è solo una pietra miliare lungo il sentiero del cammino che ogni istante facciamo

Io in ricarica solare ed in ottima compagnia

Buona Giornata cari

Crescita personale. “Riconosciamo il narratore di storie tristi in noi, ringraziamolo e salutiamolo. Andiamo con fiducia verso il cambiamento che la nostra vita vi chiede. ❤”

Cambiare – a volte – fa male ed é doloroso, e su questo in molti siamo consapevoli. Frequentemente il non avere consapevolezza del dolore che comporta cambiare è di per se un ostacolo alla crescita. Quando parlo di dolore intendo un dolore sano, quello umano e necessario nei momenti di passaggio. Siamo umani, proviamo questo sentimento perché non abbiamo la palla di vetro che ci permette di tranquillizzarci conoscendo cosa succede dopo, o cosa troviamo oltre. Eppure pero noi tutti già tante volte abbiamo preso il cuore e lo abbiamo legato passionalmente all’amore ed all’alleanza con la nostra spiritualità profonda e con la vita. Quando siamo nati ad esempio e prima ancora durante tutta la nostra gestazione e sviluppo intrauterino quanti cambiamenti e quante rivoluzioni abbiamo fatto? Eravamo uno sperma ed un ovulo e poi un gran bel sound …et voilà ..eccoci qui😀. Tantissimi cambiamenti quindi e tantissimi ne abbiamo fatti dopo e fino a questo momento in cui state leggendo ( e io mentre sto scrivendo) e tante ne faremo anche dopo aver chiuso la pagina e domani e in tutti i giorni per i quali ci sostiene la vita ed il suo e nostro progetto. Il dolore accettiamolo “ci sta” – lo dico e lo ricordo  a voi e a me-  ed usiamolo come sentinella,  “accendiamo il faro sui tantissimi cambiamenti che abbiamo già fatto e che costantemente facciamo e nutriamoci di fiducia che è bene”.

A chi aggrapparci? All’amore per noi certamente e poi uniamo questo amore al nostro progetto esistenziale, quello che abbiamo scelto quando abbiamo deciso di venire al mondo, saldiamoci con forza al nostro Sé che e mettiamoci in ascolto. Impariamo a conoscere il suo modo di comunicare , spesso attraverso segni, sogni il nostro corpo e a volte messaggi all’apparenza senza senso; non attendiamoci raccomandare con ricevute di ritorno o PEC. Il nostro Sé comunica attraverso il nostro corpo e le emozioni; lo sentiamo bene quando ci sentiamo in una speciale Armonia di cuore mente e spirito. Affidiamoci al nostro Se, la nostra saggezza interiore e siamo pur certi che ci condurrà lungo i sentieri della crescita senza alcun pericolo. Siamo pur sereni che se a guidarci è l’amore allora la forza di decidere è nelle nostre mani e nelle nostre azioni e parole.

Mettiamo a tacere il narratore di storie tristi che è in noi (se C’è) e andiamo avanti … che il dolore quando lo sentiamo ecco che ci è utile e ci suona come una campana per farci risvegliare e scegliere di nuovo con chi volerci alleare. Il dolore è necessario ( non vuol dire però che ce lo dobbiamo andare a cercare ed alimentare sia ben chiaro!) e a ciascuno indica il cambiamento necessario da fare per essere in armonia e sempre più padroni e signori della nostra vita e servitori della vita che ci ha generati e del suo immenso progetto.

“È sempre triste guardare con occhi nuovi cose nelle quali si sono investite tante forze per adattarcisi” ci dice F. S. Fitzgerard in un passaggio de Il Grande Gatsby; ecco si sentiamo la tristezza se vogliamo ma per 5 minuti e non oltre e poi andiamo avanti che nessuno di noi ha la palla magica ed è umano sbagliare ed essere spaventati ma riconosiamo anche che tutti abbiamo dentro una fonte speciale di amore nelle cui braccia possiamo serenamente affidarci ed ogni errore è solo una pietra miliare lungo il sentiero del cammino che ogni istante facciamo

Io in ricarica solare ed in ottima compagnia

Buona Giornata cari

Crescita personale: Speranza e Paura al tempo del Coronavirus

In questo momento possiamo avere fiducia e possiamo avere paura. Se proviamo paura  vuol dire che non proviamo anche la speranza e fiducia, che sia chiaro questo ok? Rinforziamoci nella consapevolezza e nell’ accoglienza di noi nella nostra totalità nelle nostre forze e nelle nostre debolezze. Siamo flessibili e amorevoli con noi…rendiamoci disponibili a farlo…siamo esseri speciali e in questa fase consolidiamoci e affondiamo ancora di più le radici nell’amore che in noi é un nucleo immodificabile. Fatelo e se lo desiderate ricavatevi uno spazio per lavorare con un counselor.

In questa fase ricordo che l’Istituto Solaris di Roma ha attivato un servizio di counseling gratuito on line. Per accedere al servizio visitate la pagina facebook dell’Istituto Solaris oppure contattatemi qui sul blog o al n di telefono 3519743118 dedicato al servizio. Non siamo soli, aggrappiamoci alle nostre parti positve, facciamolo insieme se lo desiderate. Un saluto a tutti

Messaggio dal Nespolo: “Andrà tutto bene”.

Che poi ciò che deve germogliare germoglia, ed i frutti arrivano. A volte i semi piantati da tempo attendono più del dovuto per germogliare, a volte può capitare di perdere la speranza e archiviare la cosa. Poi quando meno te lo aspetti la vita sa meravigliarci con il suo progetto ed i suoi tempi. Messaggio al mondo dal piccolo nespolo spuntato nel vaso di casa:” Seminate, prendetevi cura dei vostri progetti e quando non sapete che fare e viene meno la speranza è bene pregare più che disperare…andrà tutto bene! Parola di Nespolo.

 

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Come uscire dall’angolo del “risentimento”

sei_uno_scrittore_11_indizi_per_capirlo_00Antefatto: “A scuola in classe di  mia figlia necessitavano di zanzariere. Una coppia di genitori avutane notizia dalle maestre o avendo captato che c’era questa necessità si sono resi disponibili all’acquisto e montaggio. Quando la notizia è approdata sul gruppo whatsapp molti genitori hanno ringraziato e molti hanno sottolineato che l’iniziativa andava condivisa nel gruppo e che ci si sarebbe dovuto far carico delle spese.”

Da qui mi è la mia riflessione sul dono e sulla gratitudine.
Come ci comportiamo quando riceviamo un dono?
Un dono è un atto, per sua natura, di liberalità da parte di qualcuno verso qualcun altro.
Non è obbligo accettarlo, un dono infatti si può anche rifiutare.
Nel nostro gruppo ci sono stati più “grazie”, quindi assumendo il gruppo simbolicamente come un individuo affermo che in ogni persona c’è un inclinazione positiva maggioritaria sul sentimento della “gratitudine” piuttosto che quella di recriminazione, che anche c’è!
Alcuni non hanno gradito e in questo mi permettono di vedere alle ns parti, più coriacee e resistenti.
time-doctor-create-blog-post-without-writing-624x423Ricevere un dono ci mette nella gioia ma ci può mettere anche in crisi (“non mi ha considerata/o – Anche io voglio contribuire – Era giusto condividere ecc ecc”). Non critico le reazioni beninteso, anzi massimo rispetto. Per l’economia della mia riflessione le leggo come risposte da parte di molti a propri vissuti che nella “situazione creatasi” si sono riattivati.

In termini generali ognuno di noi nella propria storia ha motivi di recriminazione. In un caso come questo la recriminazione tipo può essere : “Non sono stato visto e rispettato!”.

Questi vissuti ( che ripeto rispetto al 100%) trovano una valvola di sfogo nella reazione rabbiosa e nella aspettativa di essere risarciti.
Vi svelo un segreto dalla mia esperienza: “Quel momento non arriverà mai, facciamocene una ragione. E’ solo una sega mentale.. Come dice Antonio Mercurio: “scegliamo di essere felici e non di avere ragione”.

In generale noi siamo abituati a ricevere doni in situazioni convenzionali e da persone che conosciamo, accade ai compleanni ad esempio ed a Natale ecc. Questi non arrivano all’improvviso e non ci “spiazzano”, sono attesi e noi siamo già ben disposti a ricevere e ricambiare.

Ma come la mettiamo con le persone che non conosciamo e per i doni che arrivano e senza avviso alcuno? Come la mettiamo con i doni che non sono stati chiesti? Che fare quando nella pancia morde la bestia della rabbia?

Ecco il mio suggerimento e non guardare al fuori “all’accadimento in se ed a chi ha fatto cosa” bensì invito a fare un bel respiro e prendere tempo per centrarsi invece su ciò che si prova e vedere in che modo se quella rappresentazione di situazione  attinenza storica nella propria vita.

thank you text on black and brown boardDecidiamo e scegliamo di essere saggi basta farci fregare dall’orgoglio e dalle pretese, non entriamo in dinamica con le umane imperfezioni e con chissà quali altrui dinamiche.  Occhio per occhio rende il mondi cieco. E noi vogliamo vederci chiaro soprattutto per conoscerci sempre meglio.

Grazie ai genitori del compagno di scuola di mia figlia per il loro dono e grazie a tutti i genitori che ogni giorno donano qualcosa.
Grazie a me che mi impegno tanto e che a volte riesco bene e altre un pò meno, e ora affermo di nuovo che mi voglio bene e che se sbaglio mi sintonizzo con il perdono per me stesso e scelgo di riparare facendomi dono della speranza.

Avrebbero potuto comunicare meglio? Si…ma è andata così quindi imparare, incartare e portare a casa la crescita.

Le foto sono prese in rete,  grazie a foto gratuite di WordPress per foto “Thank You” ed al sito http://www.sulromanzo.it per le due del bambino scrittore