“Ognuno di noi é speciale nel far bene qualcuna o più cose. Che sia scrivere o cantare, che sia ascoltare o raccontare, camminare, sorridere, cucinare, amare, andare in bici, strizzare l’occhio, abbracciare, parlare, soffiare, sognare, danzare, passeggiare, disegnare, dire, incontrare, dare, credere, sperare ma anche semplicemente pensare di sé di essere speciale sentendosi dentro un qualcosa che non si sa ancora ben descrivere… ma c’è.
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La triste ricerca del colpevole.
Quando accade qualcosa di brutto e ci assale l’angoscia e l’impotenza ci parte la ricerca del colpevole “fuori”. Perché una persona muore all’improvviso? Perché il tuo amico a 4 zampe rischia di morire? Di chi è la colpa. Tendiamo a cercare una soluzione ed una giustificazione “comunque” per non contattare il dolore freddo dell’impotenza. E se un colpevole fuori non lo troviamo allora forse i colpevoli siamo noi, perche non siamo stati attenti, bravi ecc! Che fare allora? Dobbiamo imparare a “starci” ed a accettare che certe cose succedono e fanno male come se ci schiacciamo le dita ad una porta…fa un dolore bestiale. Accettiamo che non siamo perfetti ed onnipotenti e se vi accettiamo a fondo seminiamo terreno fertile per il perdono e ulteriore amore da far crescere in noi, da usare e da mostrare per insegnare ad altri ed ai bambini che accadono incidenti nella vita e che si chiamano incidenti proprio perché non è colpa di nessuno…ma non per questo quando accade fa meno male.
Libri_I giorni dell’eternità_di Ken Follet
“Dopo tutto quello che è successo”, ecco… e ora tocca a me.
Con questo volumetto concludo la trilogia. Un libro, a prescindere dal n di pagine, se lo leggi fino alla fine poi non puoi dire che non ti è piaciuto…non regge! Mia figlia vedendomi con questo mattone più volte ha fatto viso meravigliato dicendomi chiaramente: “io non lo leggerò mai!”, io non ci credo che non lo leggerà. A me è piaciuto.
Anche questo libro è un sacco di cose, emozioni, fatica anche, gioia sicuramente, piacere e decisione, delusione anche, immagini certamente e poi fantasie e le vite dei protagonisti che mi hanno trapassato l’anima. Non ho molto da dire, davvero. Amo molto la frase di chiusura, ed è da qui che poi ho ricominciato a viaggiare, la amo perché dentro c’è la vita sicuramente fatta di cose buone, cose meno buone e cose così così. Del finale solo voglio dire …di quelle 6 parole che mi hanno pacificato con la vita e la fatica delle tante storie narrate. La fine è un nuovo inizio dunque, … 6 parole, un cerchio narrativo ed esistenziale e dentro c’è tutto ciò che siamo stati e che siamo oggi “Dopo tutto quello che è successo”… si perché di cose ne sono successe e ne succedono ogni giorno a ciascuno di noi ... e noi siamo leggenda.
Il nostro valore
Noi tutti ci diamo valore?
Mi sono chiesto: “è possibile misurare gli effetti del darsi un valore nella vita quotidiana?”
Ognuno, intimamente, sente di valere, …vuole valere,… pensa di valere… vale. Ma intimamente si realizza poco. Questa qualità se non diviene tirata fuori produce risultati.
Darsi un valore comporta un “agire” come frutto di una decisione profonda di amarsi con passione incontenibile. Molti lo fanno, molti scelgono di pascolare nella “terra di mezzo” del rimando.
Frequentemente mandiamo in vacca i sogni dissanguandoci l’anima con infiniti “poi…dopo…la prossima volta ecc”.
In potenzialità tutti ma nel pratica sono pochi quelli che vivono veramente il “darsi un valore”, lo coltivano con amore e cura, lo proteggono con forza.
- Chiedi un aumento di stipendio? Bene, ti stai dando un valore perché ti metti in gioco e ti riconosci che vali di più.
- Disponi delle tue risorse economiche nella libertà e ne godi? Ottimo, bravissimo. Ti stai dando un valore perché dimostri nei fatti che non stai commettendo nessun reato.
- Dici “no” a ciò che non ti piace? Ti stai dando un valore perché ti rispetti.
- Sai riconoscere le tue “responsabilità” e decidi di riparare? Ti stai dando un valore perché liberi l’anima dai rovi mortiferi dei sensi di colpa.
- Non ti racconti menzogne e decidi di stare nella sofferenza “sana”? Ti stai dando un valore perché come un artista stai decidendo di conoscere e trasformare la materia della tua vita…parti ombra incluse.
- Metti in conto di poter anche sbagliare tutto? Ti stai dando un valore perché ti ti fai dono della speranza.
A che punto siamo oggi? La terra di mezzo è dura, dolorosa e seducente al tempo stesso. Ci vuole forza, saggezza e umanità. E allora vi racconto una ficata, funziona.
Antonio Mercurio una volta ci disse che per superare i blocchi, il senso di impotenza, era saggio partire da una piccola ma potente azione: “rendersi disponibili”.
Che vuol dire?
Vuol dire che non bisogna essere perfetti per iniziare e che possiamo iniziare dal darci intanto una possibilità. Introduciamo nella nostra vita il seme potente del “rendersi disponibili ” e cavalchiamo la tigre. Ogni giorno capitalizziamo i risultati e reinvestiamo in altro valore. Arriveremo alle stelle.