Non capita anche a voi di dire quasi senza pensarci – quando abbiamo fatto cose buone – di essere stati “solo” fortunati? E’ come un automatismo…ed è bene, lo dico subito, che impariamo riconoscerlo e disattivarlo per riappropriarci invece della preziosità del nostro essere “bravi”.
Dire che siamo fortunati è un modo per non assumersi la responsabilità…di essere bravi.
La dea bendata aiuta chi “fa cose”.
Oggi me lo ha ricordato mia figlia Emma dopo un match con una imprevista manutenzione idraulica. Alla fine l’ho fatta ed anch’io ho detto: “Per fortuna ho risolto!”. Emma, che è forte, mi ha puntato il dito ed ha detto ” no Papà non sei stato fortunato sei stato bravo”.
Il tema è stato approfondito recentemente anche nell’art del Dr. Giampiero Ciappina, direttore dell’istituto Solaris dal titolo ” La sindrome dell’impostore”, io vi ho portato la sintesi e l’approfondimento potete leggerlo cliccando qui.
Grazie a Emma, che è molto Brava.



