Cosa imparare dal lockdown

L’era della pandemia moderna e dei lockdown cosa ci ha lasciato?  Questo tempo “sospeso” ci ha fatto percepire una dimensione diversa e ci ha fatto percepire le rigidità con cui conviviamo. In quei mesi la musica è stata ( ed ancora lo è) uno degli ambiti da cui ho tratto una piacevole sensazione di positività e di creatività. Molti artisti hanno superato i limiti fisici riuscendo ad essere band, una coralità, anche a distanza. Quello che ne è derivato sono i tanti progetti musicali in cui i diversi elementi della band pur essendo lontani erano uniti e la loro fusione poi ha creato una speciale forma nuova di arte musicale. Ci leggo in questo un messaggio di passione oltre che per la musica anche per la vita e tanta tenacia nella ricerca di un superamento creativo, e con gioia.  Ispiriamoci a questi esempi,  usiamoli quei limiti, ritagliamoli e facciamone splendidi aquiloni.  Buona visione  e buona vita a tutti.

Gli ostacoli ( cit: Randy Pausch)

Ogni ostacolo, ogni muro di mattoni, è lì per un motivo preciso. Non è lì per escluderci da qualcosa, ma per offrirci la possibilità di dimostrare in che misura ci teniamo. I muri di mattoni sono lì per fermare le persone che non hanno abbastanza voglia di superarlo. Sono lì per fermare gli altri.“ — Randy Pausch

La nostra paura più profonda ( N. Mandela)

La nostra paura più profonda non è di essere inadeguati.
La nostra paura più profonda è di essere potenti al di là di ogni misura.
È la nostra luce, non la nostra oscurità a terrorizzarci maggiormente.
Noi ci chiediamo: chi sono io per essere così brillante, stupendo,
pieno di talenti e favoloso?
In realtà, chi sei tu per non esserlo?
Tu sei un figlio di Dio. Il tuo giocare in piccolo non serve al mondo.
Non c’è niente di illuminato nel ridursi
perché gli altri non si sentano insicuri intorno a te.
Siamo nati per rendere manifesta la gloria di Dio che è dentro di noi.
Essa non è in alcuni: è in tutti!
E quando permettiamo alla nostra luce di risplendere, inconsciamente
diamo agli altri il permesso di fare la stessa cosa.
Nel momento stesso in cui siamo liberi dalle nostre paure,
la nostra presenza libera automaticamente gli altri.”
(Nelson_Mandela)

Crescita personale: Abbiamo bisogno d’amore e di contatto.

(…)C’è bisogno d’Amore sai Zio per tutto quanto il mondo. Di un overdose d’amore(…).Cit Zucchero.

Noi abbiamo un bisogno, e si chiama Amore. Ma non solo questo, anche del contatto abbiamo bisogno ed abbiamo bisogno di sentire e di essere toccati e di toccare, di vedere, parlare e ascoltare. Ne abbiamo bisogno e quando tutti questi aspetti fanno parte della nostra vita possiamo sentire scorrere in noi il benessere e se lo osserviamo bene vedremo scorrere ai suoi piedi quel che resta degli ostacoli e del malessere. Abbiamo bisogno di essere soggetto ed oggetto di queste qualità ed attenzioni umane, esse ci arricchiscono e ci sostengono e ci rimandano un messaggio fondamentale, che noi siamo vivi ed esistiamo.

Frequentemente andiamo in “sbattimento esistenziale” e queste meraviglie per l’anima non riusciamo a sentirle ed a agirle e non riusciamo ad essere umili da chiederle.

Quando siamo giù ad esempio noi vorremmo tanto parlare con qualcuno, vorremmo tanto raccontare ogni cosa di ciò che riempie la nostra mente di pensieri vorticosi e di paure eppure facciamo fatica. Frequentemente preferiamo mettere mano al portafoglio per andare dallo psicologo e per svuotare nel suo studio tutto il nostro contenuto interiore, e questo è comunque un bene, è comunque una cosa positiva, è comunque un movimento di crescita e di cura verso quel passaggio e quella domanda di crescita che abita in noi.

Abbiamo bisogno di tutte queste cose e dico che prima ce ne rendiamo conto e prima le daremo il giusto conto nelle nostre esperienze umane. Riuscire a soddisfare in modo sano ed autentico questo bisogno farà splendere la nostra luce e ci nutriremo di una ricchezza e di una bellezza senza eguali, nell’altro e nelle relazioni noi troviamo anche noi stessi, ci conosciamo, viviamo, ci amiamo. Con gli altri nella reciprocità possiamo essere alleati della crescita e del benessere, è prezioso avere progetti corali e condivisioni, sono pratiche attraverso le quali le nostre attitudini, un tempo naturali e spontanee, ritrovano un varco da sotto la cortina dell’orgoglio e delle pretese per tornare a respirare e riscoprire sorridente che gli piace tanto, un sacco e una sporta.

Amiamo, quindi, amiamoci e lasciamo che l’amore venga a noi ci sentiremo vivi e benissimo.

Il potere delle “buone azioni”.

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Le buone azioni ci fanno bene.  Sono mattoni di positività e punti luminosi del nostro vivere.  Tutti abbiamo fatto cose buone, a allora condividiamole. Non c’è un voto, sono tutte grandi e importanti.

Se riusciamo a farlo senza supponenza o bisogno di metterci in mostra allora…Raccontiamole in giro, scriviamo un racconto breve e la vita ringrazierà. Facciamoci i complimenti, abbiamo fatto una cosa buona e siamo stati bravi! Non retrocediamo davanti alla possibilità di fare buone azioni. E nel dubbio quando non sappiamo cosa fare, piuttosto che non fare niente è meglio fare “piuttosto qualcosa” anche se appare goffa.

Ve ne racconto intanto io una che frequentemente mi ritorna in mente:

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Ho 20 anni e faccio il barista in un chiosco bar in un villaggio turistico. C’è un signore anziano che frequentemente viene a sedersi al bar e racconta la sua vita. Io lo sapete amo i racconti e so ascoltare. Lui ora è in pensione e di lavoro aveva fatto il direttore in un centro per l’impiego. Ricordo che si muoveva a fatica ed aveva un braccio paralizzato per via di un ictus. Una mattina lo vedo arrivare dal vialetto vestito a malo modo e mi chiede di dargli una mano a sistemarsi. Era agosto e dal vialetto era un gran via vai di gente che andava al mare e io un po mi sentivo in imbarazzo a quella richiesta. Poi però mi sono reso disponibile e gli ho dato una mano a sistemarsi i pantaloni e camicia tra i bagnanti. Poi siamo tornati a sederci al bar e abbiamo preso a parlare e lui mi ha detto che mi era molto grato per quello che avevo fatto. Io quel momento ancora me lo ricordo e frequentemente penso a quel vecchietto e cosa sarà poi stato il seguito della sua vita. E ogni volta che ci penso mi sento felice perché ho fatto una cosa buona. Si lo so che lo avrebbero fatto in molti e infatti non è mio fine pavoneggiarmi. Dico solo che quella volta è capitato a me. 

Da quel giorno sono passati moltissimi anni e so che la mia buona azione ha fatto bene a lui ed anche a me.

Come uscire dall’angolo del “risentimento”

sei_uno_scrittore_11_indizi_per_capirlo_00Antefatto: “A scuola in classe di  mia figlia necessitavano di zanzariere. Una coppia di genitori avutane notizia dalle maestre o avendo captato che c’era questa necessità si sono resi disponibili all’acquisto e montaggio. Quando la notizia è approdata sul gruppo whatsapp molti genitori hanno ringraziato e molti hanno sottolineato che l’iniziativa andava condivisa nel gruppo e che ci si sarebbe dovuto far carico delle spese.”

Da qui mi è la mia riflessione sul dono e sulla gratitudine.
Come ci comportiamo quando riceviamo un dono?
Un dono è un atto, per sua natura, di liberalità da parte di qualcuno verso qualcun altro.
Non è obbligo accettarlo, un dono infatti si può anche rifiutare.
Nel nostro gruppo ci sono stati più “grazie”, quindi assumendo il gruppo simbolicamente come un individuo affermo che in ogni persona c’è un inclinazione positiva maggioritaria sul sentimento della “gratitudine” piuttosto che quella di recriminazione, che anche c’è!
Alcuni non hanno gradito e in questo mi permettono di vedere alle ns parti, più coriacee e resistenti.
time-doctor-create-blog-post-without-writing-624x423Ricevere un dono ci mette nella gioia ma ci può mettere anche in crisi (“non mi ha considerata/o – Anche io voglio contribuire – Era giusto condividere ecc ecc”). Non critico le reazioni beninteso, anzi massimo rispetto. Per l’economia della mia riflessione le leggo come risposte da parte di molti a propri vissuti che nella “situazione creatasi” si sono riattivati.

In termini generali ognuno di noi nella propria storia ha motivi di recriminazione. In un caso come questo la recriminazione tipo può essere : “Non sono stato visto e rispettato!”.

Questi vissuti ( che ripeto rispetto al 100%) trovano una valvola di sfogo nella reazione rabbiosa e nella aspettativa di essere risarciti.
Vi svelo un segreto dalla mia esperienza: “Quel momento non arriverà mai, facciamocene una ragione. E’ solo una sega mentale.. Come dice Antonio Mercurio: “scegliamo di essere felici e non di avere ragione”.

In generale noi siamo abituati a ricevere doni in situazioni convenzionali e da persone che conosciamo, accade ai compleanni ad esempio ed a Natale ecc. Questi non arrivano all’improvviso e non ci “spiazzano”, sono attesi e noi siamo già ben disposti a ricevere e ricambiare.

Ma come la mettiamo con le persone che non conosciamo e per i doni che arrivano e senza avviso alcuno? Come la mettiamo con i doni che non sono stati chiesti? Che fare quando nella pancia morde la bestia della rabbia?

Ecco il mio suggerimento e non guardare al fuori “all’accadimento in se ed a chi ha fatto cosa” bensì invito a fare un bel respiro e prendere tempo per centrarsi invece su ciò che si prova e vedere in che modo se quella rappresentazione di situazione  attinenza storica nella propria vita.

thank you text on black and brown boardDecidiamo e scegliamo di essere saggi basta farci fregare dall’orgoglio e dalle pretese, non entriamo in dinamica con le umane imperfezioni e con chissà quali altrui dinamiche.  Occhio per occhio rende il mondi cieco. E noi vogliamo vederci chiaro soprattutto per conoscerci sempre meglio.

Grazie ai genitori del compagno di scuola di mia figlia per il loro dono e grazie a tutti i genitori che ogni giorno donano qualcosa.
Grazie a me che mi impegno tanto e che a volte riesco bene e altre un pò meno, e ora affermo di nuovo che mi voglio bene e che se sbaglio mi sintonizzo con il perdono per me stesso e scelgo di riparare facendomi dono della speranza.

Avrebbero potuto comunicare meglio? Si…ma è andata così quindi imparare, incartare e portare a casa la crescita.

Le foto sono prese in rete,  grazie a foto gratuite di WordPress per foto “Thank You” ed al sito http://www.sulromanzo.it per le due del bambino scrittore