Quando c’è un conflitto o un problema andiamo subito alla ricerca del colpevole. Fa così la nostra mente per dare un senso a ciò che appare senza senso e minaccioso.
Il sentimento dell’Odio è spesso tenuto nascosto. Io Odiare?! Ma quando mai – ci diciamo – io sono un angioletto, semmai gli altri sono stronzi ecc ecc .
Il sentimento dell’odio ha di frequente radici nel “non sentirsi amati, rispettati e riconoscimenti”. In quest’area emozionale molti sono fermi con le 4 frecce in attesa che arrivi risarcimento.
L’ho detto un sacco di volte e lo ripeto: “non ci sarà mai risarcimento e l’unico a pagare siamo noi che, drogati di fumi di mirabolanti rivincite, abbiamo costruito su questa attesa di giusto risarcimento “il senso del vivere”. Non sentitevi nudi e coglioni se lo avete fatto, è un fatto umano e capita a tutti, è solo che non tutti lo dicono perché è difficile aprire gli occhi e vedere la realtà.
Il mio consiglio è di prestare attenzione a questi mood di risentimento ricorrenti. La via della libertà inizia dal “vedere”.
Rendiamo gli onori al nostro passato e deponiamo quelle armi.
Se mi avete seguito fin qui allora ecco che dobbiamo accettare che anche noi, pur angioletti, siamo capaci di provare incazzature molto ampie.
Cosa fare quindi? Ecco alcune cose che penso siano utili:
- Prendetevi il tempo per familiarizzare con queste emozioni che la società rimuove o vede solo nell’altro in una continua ricerca del colpevole da condannare e imprigionare;
- Non condannatevi se le trovate in voi, non siete sbagliati e non siete colpevoli di provare emozioni;
- Rinforzatevi nella capacità di ascolto di voi stessi e alimentate il dialogo interiore con le vostre emozioni;
- Apprendete l’arte coraggiosa di scegliere voi;
- Riconoscete il vostro potere di decidere;
- Assumetevi le responsabilità delle vostre azioni;
- Siate disponibili sempre a perdonarvi per tutte le volte che avete odiato altri e voi stessi con giudizi feroci;
- Provate e riprovate alimentandovi a fiducia e speranza
- Non siete soli
- Daje


Ah…oltre alla paura di sbagliare che è un sentimento umano di cui non dobbiamo mai vergognarci dobbiamo prestare attenzione alle nostre pretese. Questa è un ulteriore impicco per la nostra mission. Con la pretese una fetta grossa di energie viene sacrificata alla causa della nostra ragione per cui noi “siamo già bravi e pronti” e tutti lo devono riconoscere.