Siamo figli della Vita ed abbiamo un sole dentro!

Della vita e del suo grande progetto siamo figli, il suo progetto è istillato in ciascuno di noi, anche in chi non lo sa, anche in chi non ci pensa, anche in chi non lo vuole. Così ecco che siamo tutti accomunati da questa comune identità. In questo tempo stiamo agendo

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l’interconnessione in un modo nuovo, creiamo situazioni di incontro, di scambio e condivisione ad una velocità – e con una abilità – che prima non ignoravamo. Certo lo facciamo attraverso la rete ma questo non è rilevante, rilevante è che lo facciamo!

Come con gli altri anche con ogni nostra parte siamo interconnessi, lo siamo anche se lo sappiamo, anche se non ci pensiamo, anche se non ci interessa, anche se ci opponiamo! Corpo, spirito e mente sono in perenne interconnessione, in ogni istante

Del nostro Sé principalmente voglio dire, della nostra saggezza interiore in cui è contenuto il nostro progetto esistenziale, e del Sè cosmico che è della vita e con esso siamo in costante interconnessione. Essa ci guida e se impariamo ad ascoltarla consapevolmente beh… allora tutto è possibile e le tempeste non ci fanno paura.

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Nel libro terzo dell’Odissea il giovane Telemaco, alla ricerca di notizie sul padre, approda nella terra di Nestore, a Pilo. Ha paura il giovane, come noi tante volte, e si sente spaventato e svalutato, queste emozioni disturbano il suo spirito. A quel punto Atena ( il Sé – come ci propone Antonio Mercurio in “Ipotesi su Ulisse”) gli parla:(…) “Telemaco, qualcosa la penserai tu, nella mente, altre te le ispirerà anche un dio: perchè non credo che contro la volontà degli dei tu sia nato e cresciuto”

Credo fermamente che lo stesso vale per noi. Non senza l’approvazione della vita noi siamo nati e cresciuti. E di questo enorme dono possiamo essere grati e su di esso accendiamo su questo un faro perenne di consapevolezza. Quando la tempesta ci distrae noi possiamo – con un leggero volgere degli occhi – trovare la luce ed un porto sicuro e accogliente dove ripararci per poi ripartire, per creare ancora.

Domande per crescere al tempo del Coronavisus: “Quando Finirà questa storia?”. Noi…Antonio Mercurio e il Mito di Ulisse

Già, ci chiediamo tutti: ma quando finirà?
I tecnici dicono che sarà una lunga e lenta planata il ritorno alla normalità, o comunque ad un nuovo modo di vivere che impareremo a chiamare “normalità”.

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Certo ci auguriamo tutti che i ricercatori mettono a punto in breve tempo un  farmaco o un vaccino così da poter accorciare i tempi. A loro da questo post mando tutta la mia e energia.

Ora però, mentre loro fanno il loro lavoro, noi che facciamo? Provo a dare un contributo come Persona, come Counselor e ricercatore in Antropologia Cosmoartistica. Uso gli strumenti della mia formazione e mi domando:  “Quando finirà questa storia, ovvero,  quale cambiamento occorre realizzare il desiderio diffuso di stare bene ed essere felici?

Usiamo il simbolismo e per un momento. Facciamo che il Coronavirus sia la rappresentazione, fuori di noi, di parti umane, parti nostre.

Mi spiego meglio. Ipotizziamo che questo virus, come un attore oggi, rappresenti sul palcoscenico della vita quelle parti nostre velenose ( comportamenti dannosi ) che se non le vediamo e le lasciamo libere di agire infettano e devastano la nostra vita. Pensate a veleni esistenziali come l’odio, l’orgoglio, la bramosia di potere, penso alla svalutazione, penso lamento ecc ecc.

Nell’era del coronavirus a livello planetario si è alzata una voce che dice pressappoco “bisogna fare qualcosa”.

In questo momento in cui abbiamo preso consapevolezza del problema stiamo lavorando tutti a contenere il contagio e la diffusione.

In questa fase possiamo vedere l’ Io Adulto presente in ognuno di noi  e che “qui e ora” si sta dando da fare.

Ecco in questo momento di lucida consapevolezza abbiamo preso atto della virulenza dell’odio ed abbiamo deciso e stiamo facendo tutto il possibile per ridurne la diffusione.

Ad un mese dalle azioni difensive e quando si pianifica il “dopo nel mondo fuori ” si alza la domanda dalla nostra saggezza interiore e dice: “Hey tu! Ma quando finirà questa storia?”  ed ancora…quando la finiremo inquinarci la vita con l’odio, i capricci e le pretese? Non starai a far finta?

Già. Quando?

Ed allora mi metto in ascolto profondo in questo tempo e mi viene un sospetto.

Ma noi stiamo cambiando? Oppure stiamo aspettando che tutto finisca per riprendere a fare semplicemente quello che facevamo prima e magari anche con un pò più di veleni e di jubris, spavaldi e ringalluzziti dallo scampato pericolo?

Non è facile il momento che stiamo vivendo ed è forte la spinta umana a difenderci rimuovendo e negando il grande invito al cambiamento che la vita ci chiede di fare. Eppure qui tocca fare qualcosa…la vita lo dice chiaramente.

Recentemente in miei post vi ho parlato dell’IO FETALE. ( invito al leggere il post cliccando sul link). Di questa nostra parte  dobbiamo esser ben consapevoli e imparare a riconoscere quando essa sale in cattedra e impone la sua legge azione-reazione.  Ma per fortuna non c’è solo questa parte in noi, tante ne abbiamo ed in tanti post vi ho parlato anche del nostro Sé, della nostra saggezza interiore e dell’incondizionato amore per noi e che ci sostiene nei passaggi di crescita e ci spinge fermamente ad evolverci.

Ecco quindi che forti nell’amore e centrati con il nostro Sé possiamo cercare di rispondere alla domanda: Quando finirà?

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Finirà quando noi decideremo di finirla veramente, senza se e senza ma. Finirà quando il nostro IO ADULTO avrà piena cittadinanza nella nostra vita e si muoverà in armonia con il nostro SE’ Personale alla luce del sole e non solo quando ne abbiamo bisogno. Finirà quando avremo preso coscienza del grande potere che abbiamo e che si chiama “libertà” di creare la vita che desideriamo. Noi ficchiamocelo in testa siamo sempre liberi sia quando siamo centrati sull’AMORE che quando siamo centrati sull’ODIO.

imagesQuando finirà?  La mia risposta è che finirà quando avremo deciso nella volontà cosciente ed in quella profonda che è ora di finirla e deciso di amarci come si deve.

Quale è la strada per arrivare a questo obiettivo? Allora una possibile strada ce la dona Antonio Mercurio con il suo grande lavoro di rilettura del mito di Ulisse in chiave antropologica Cosmoartistia.  Ecco cosa accade all’eroe dai mille patimenti e dal grande ingegno in un momento del suo viaggio di ritorno a Itaca. Provo a raccontarvela:

“Siamo sull’isola di Ogigia, qui è approdato Ulisse ormai senza più compagni navi e tesori, solo. Nell’isola vive con la Ninfa Calipso,  e per 7 anni il nostro eroe di giorno piange il ritorno a casa e di notte giace con la bella dea, godendone. Con l’intervento di Atena, Zeus tramite Mercurio fa arrivare a Calipso l’ordine di lasciar libero Ulisse e di permettergli di costruirsi una zattera per riprendere il mare. Così a malincuore la dea fornisce a Ulisse il necessario per costruire una zattera. Calipso offre ad Ulisse di scegliere tra andare via oppure di rimanere con lei che in cambio gli avrebbe offerto l’immortalità. 

Ulisse sceglie il mare. Quasi vicino all’isola dei Feaci ecco che Poseidone gli scatena una terribile tempesta. Ulisse viene ripetutamente sbattuto contro gli scogli e poi dalle correnti risucchiato in mare. La Ninfa INO gli va in soccorso e gli dice di lasciare i tronchi a cui era aggrappato e di liberarsi delle sue vesti pesanti, gli offre un telo chiedendogli di stendervisi sopra e che così lo avrebbe portato in salvo. Ma Ulisse che è anche testardo non accetta e si tiene aggrappato ai tronchi (alle certezze tangibili) in quella tempesta e per gran tempo è sbattuto contro gli scogli. Quasi esanime si abbandona e prega, prega il dio del fiume che le cui acque entrano nel mare in tempesta. Prega il Dio del fiume chiedendogli di accoglierlo nelle sue correnti e di farlo approdare, così ormai stremato e quasi esanime dopo tanta battaglia Ulisse tocca finalmente terra e lì si lascia andare ad un lungo sonno(…). 

9788886406505Antonio Mercurio ci propone Ulisse come esempio di uomo che vive gli accadimenti della vita e che in continuazione si trasforma per divenire sempre più artista della sua vita e non solo. Il bisogno ed il desiderio di immortalità che lo muove non è quella offertagli dalla ninfa Calipso ma quella che è il risultato del suo agire che è costantemente fusione di amore e odio e di tanti altri opposti.

Come Ulisse può capitare anche a noi in questo momento di aver iniziato questo tempo storico con le migliori intenzioni ma di trovarci a volte smarriti e di non sapere cosa fare, pensare e decidere. Alla domanda “Quando Finirà?” magari sentiamo che la tempesta in effetti non è ancora placata, non è vinto il nostro odio e non è saldo il nostro amore così come pensavamo e ancora sentiamo che c’è da lavorare.  Non siamo soli ed è un duro lavoro per ciascuno di noi, teniamo duro. Ancoriamoci saldamente al nostro Sé e ascoltiamolo, preghiamo, facciamo come Ulisse affinché si plachi la tempesta dentro e fuori.

Non molliamo, Rimaniamo concentrati, noi siamo forti e possiamo fare un gran passaggio di crescita proprio in questo periodo ostinato e difficile da digerire. Prendiamoci il tempo per entrare profondamente in contatto con le nostre parti ostinate e rinforziamoci nella decisione di amore per scegliere che è arrivato il momento che finisca … ORA.

Non diamoci addosso se scopriamo che ancora un pò ce la stiamo raccontando, amiamoci incondizionatamente siamo umani ed abbiamo anche le nostre debolezze e paure. Nessuna condanna dunque ma tanto amore e perdono. Rendiamoci disponibili, affermiamolo, sussurriamocelo con affetto guardandoci allo specchio ” Io mi rendo disponibile a fare un passaggio di crescita. Io mi rendo disponibile all’amore. Io mi rendo disponibile al perdono.”

Io mi rendo disponibile insieme con tutti voi e più siamo più energia di amore doniamo a noi ed alla vita cui possiamo essere grati.