Click, Ciak, Start, Stop e Boom. La ricchezza degli “attimi”.

Lunga vita agli “attimi”.

I messaggi del nostro Sè (per dirla come fanno gli psicologi), o del nostro progetto esistenziale profondo (come ho appreso dall’Antropologia Personalistica Esistenziale), o della nostra saggezza interiore (come ho letto in certi tipi di libri), o della nostra anima (come ho sentito dire da piccolo nel mio paese e anche dai religiosi), trovano un modo per arrivare. Diffusamente percepiamo che arrivano un po “all’improvviso ed inaspettati”. Diffusamente ci trovano impreparati perché quando arrivano, frequentemente, stiamo facendo/pensando a tutt’altro.

Ho attenzionato e fatto ricerca sulle forme ed i modi di comunicare del nostro Sè. Ho custodito il tema e ci sono andato a spasso nella vita per un po, quanto ho appreso l’ho organizzato e portato all’interno del laboratorio di Fotografia e Spiritualità che ho avuto il privilegio di condurre lo scorso anno accademico presso la scuola di Counseling e Artetereapia dell’Istituto Solaris.

Colgo l’attimo prima che mi sfugga per omaggiare chi ferma la corrente a modo suo. A chi prende una penna e un foglio di qualsiasi tipo anche fosse uno scontrino. Omaggio a chi accudisce e protegge un pensiero, una follia e una visione, che lo fa sentire al proprio posto nel mondo. Omaggio poeti e scrittori, disegnatori che tracciano linee e forme, occhi di spettatori Omaggio chi prende il telefono e registra il suo pensiero. Omaggio chi ci prova, e chi riprova, e riprova ancora e ancora e ancora. Omaggio le foto fatte d’istinto che hanno l’obiettivo ambizioso di liberare un sentimento e un emozione dal flusso inarrestabile dei pensieri successivi.

Cogliamo, e possediamo, l’attimo. Non facciamoci fregare dai rimandi. E’ un attimo e tutto puff…è ritornato sotto ed in attesa di una nuova opportunità che arriverà nuovamente speciale, chiara e con molta probabilità imprevista.

Lunga vita agli “attimi”.

Tecniche di Felicità. I° essere spietati contro il lamento.

Io affermo che per essere felici bisogna essere spietati contro tutto ostacola la felicità.

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Un primo esercizio è quello di essere spietati contro il lamento. Il lamento è una brutta bestia. Immaginiamoci come una mongolfiera con tante zavorre che ci tengono a terra e ci impediscono di alzarci in volo, il lamento è una grossa e pesante zavorra.

Quando ci parte il desiderio di lamentarci dobbiamo imparare a morderci la lingua ( in senso figurato 😁😁), imparare a stare zitti se necessario, a far morire dentro quel malsano piacere di “lamentarsi”. Attenzione che capiterà frequentemente che incontreremo persone che ci sedurranno con voluttuosi ammiccamenti. C’è poco da fare, bisogna essere spietati e decidere di cambiare strada all’occorrenza, cambiare stanza, allontanarsi con una scusa, cambiare canale televisivo, disattivare gli stati whatsapp e non seguire più sui sociall . Contro tutto ciò non c’è nessun compromesso da raggiungere. Se vogliamo essere felici, permanere nella serenità ed accrescere i risultati del nostro lavoro e voler stare bene dobbiamo per forza essere spietati.

Che dite? Io non mi lamento sono gli altri che lo fanno? Beh…valutate voi se corrisponde a verità.

Tutto va bene per tutelare la nostra felicità.

Crescita personale: Abbiamo bisogno d’amore e di contatto.

(…)C’è bisogno d’Amore sai Zio per tutto quanto il mondo. Di un overdose d’amore(…).Cit Zucchero.

Noi abbiamo un bisogno, e si chiama Amore. Ma non solo questo, anche del contatto abbiamo bisogno ed abbiamo bisogno di sentire e di essere toccati e di toccare, di vedere, parlare e ascoltare. Ne abbiamo bisogno e quando tutti questi aspetti fanno parte della nostra vita possiamo sentire scorrere in noi il benessere e se lo osserviamo bene vedremo scorrere ai suoi piedi quel che resta degli ostacoli e del malessere. Abbiamo bisogno di essere soggetto ed oggetto di queste qualità ed attenzioni umane, esse ci arricchiscono e ci sostengono e ci rimandano un messaggio fondamentale, che noi siamo vivi ed esistiamo.

Frequentemente andiamo in “sbattimento esistenziale” e queste meraviglie per l’anima non riusciamo a sentirle ed a agirle e non riusciamo ad essere umili da chiederle.

Quando siamo giù ad esempio noi vorremmo tanto parlare con qualcuno, vorremmo tanto raccontare ogni cosa di ciò che riempie la nostra mente di pensieri vorticosi e di paure eppure facciamo fatica. Frequentemente preferiamo mettere mano al portafoglio per andare dallo psicologo e per svuotare nel suo studio tutto il nostro contenuto interiore, e questo è comunque un bene, è comunque una cosa positiva, è comunque un movimento di crescita e di cura verso quel passaggio e quella domanda di crescita che abita in noi.

Abbiamo bisogno di tutte queste cose e dico che prima ce ne rendiamo conto e prima le daremo il giusto conto nelle nostre esperienze umane. Riuscire a soddisfare in modo sano ed autentico questo bisogno farà splendere la nostra luce e ci nutriremo di una ricchezza e di una bellezza senza eguali, nell’altro e nelle relazioni noi troviamo anche noi stessi, ci conosciamo, viviamo, ci amiamo. Con gli altri nella reciprocità possiamo essere alleati della crescita e del benessere, è prezioso avere progetti corali e condivisioni, sono pratiche attraverso le quali le nostre attitudini, un tempo naturali e spontanee, ritrovano un varco da sotto la cortina dell’orgoglio e delle pretese per tornare a respirare e riscoprire sorridente che gli piace tanto, un sacco e una sporta.

Amiamo, quindi, amiamoci e lasciamo che l’amore venga a noi ci sentiremo vivi e benissimo.