Volersi bene

E’ bello sentire di aver fatto la scelta giusta. Salvi voi e salvi tutti.

Capita di alzarsi con l’aureola storta. Te ne vengono un sacco per la mente e il primo che incontri sembra dire solo cose che ti autorizzano a dargli addosso con tutte le ragioni del mondo. Capita che pensi di uscire di casa come viene viene. Ne capitano tante.

Capita che se hai fatto un lavoro di consapevolezza allora sai che puoi fare qualcosa, e non farla non ti è quasi più possibile.

Quando dovesse capitare di nuovo ecco il mio suggerimento:

Mettete su un po di musica, fate uscire acqua calda dalla doccia, entrateci dentro, godetevi la sensazione di assoluta attenzione verso voi stessi, asciugatevi con cura, mettete un po di profumo, indossate abiti che già sapete che vi piacciono e vi fanno stare bene.

Fatto tutto ciò sono certo che vi potrebbe capitare di non ricordare nulla dell’aureola storta e degli altri e sentirete solo di aver fatto la scelta giusta, salvi voi e salvi tutti.

Buona giornata

A piccoli e grandi passi andiamo “Avanti”

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Molto può l’impegno e la tenacia, anche quando non abbiamo voglia e quando le tentazioni di abbandono sono forti; Molto fa la buona volontà quando è seguita da gesti concreti. Molto fa ogni piccolo passo avanti quando il vento contrario è forte. Molto fa l’amore e l’accoglienza delle nostre debolezze. Sana è la fatica ed il suo riconoscimento; Sano è il godimento per ogni piccolo seme di progetto piantato, per una pagina letta, per un appunto evidenziato, per una telefonata fatta, per un impegno preso e portato a compimento. Molto fa bene la cura e l’attenzione; Molto fa l’amore e il non smettete mai di sognare, di studiare e di fare ogni momento quella cosa – seppur piccola – che arricchisce la nostra vita di “quel qualcosa in più” che ci lega alla cosa dopo, ed a quella dopo ancora, ed a tutte quelle che verranno.

Il potere della Riparazione

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Capita a tutti di fare piccoli e grandi errori.
A volte il nostro comportamento ferisce altre persone. Capita!
Oggi voglio parlare di cosa possiamo fare quando ci scappa di non essere bravi e agendo, invece del vittimismo, il  potere ed all’arte di Riparare.

Vi Riporto un esempio di un caso accaduto a me recentemente in cui la “dimenticanza” ed il continuo “rimandare” sono state le forme che ha assunto il non prendermi cura di una relazione con una persona.

Ecco il mio esempio.
Un’amica mi affida un suo oggetto che io gli ho chiesto per farne delle prove d’uso per un progetto a cui stavo lavorando. Andando via la mia amica ha dimenticato di riprendere l’oggetto. Io non l’ho vista andare via e così non gli ho potuto riconsegnare il bene. Nulla di grave, come vedete, sono cose che accadono.
Mi propongo di chiamarla subito, per informarla e per rassicurarla.
MA…passano le ora e non chiamo, rimando.
Passano i giorni e non chiamo, rimando.
So che devo chiamare ma non lo faccio, rimando.

Delle vocine dentro se la raccontano a modo loro:
– Tanto non gli serve, dice una, altrimenti avrebbe già chiamato;
– E’ colpa sua che si è dimenticata, dice un’altra;
– Tanto la rivediamo tra qualche giorno e quindi che senso ha chiamare ora?;
– Si vabbè poi gli mando un messaggio;

In sintesi trascuro di prendermi cura della mia amica.

Come facciamo a capire che qualcosa non va bene?

Nel mio caso i continui rimandi e le dimenticanze mi davano un disagio, non parlo di malessere vero e proprio ma di un senso di fastidio e peso sull’anima.

Mi viene in soccorso la consapevolezza di come, a volte, le piccole distrazioni, dimenticanze e rimandi, sono segnali di come non mi prendo cura delle relazioni con altri, e con me stesso.
Il mio messaggio arriva chiaro “basta rimandare!” … riparare è la cosa da fare. Obbedisco e decido, fisso i punti di forza.
1) riparare;
2) Accendere un nuovo faro di consapevolezza sull’importanza di “prendersi cura” a partire dalle piccole cose;
3) vedere come l’ io fetale si annida spesso nelle piccole e innocue “cose”. Ricordate l’io fetale? Ne ho parlato qui.

patch-2328289Dal pensiero all’azione: Operazione riparazione.

Ho preso il telefono, ho chiamato la mia amica, le ho chiesto scusa (a dire il vero anche lei mi ha chiesto scusa per essersi dimenticata di riprenderlo), mi sono proposto – per riparare – di raggiungerla a casa sua e di potergli consegnare l’oggetto. Mi ha ringraziato per averla chiamata.

E’ un esempio semplice semplice come vedete ma utile perché cose simili accadono frequentemente.

L’arte di riparare è una competenza quotidiana e migliora la qualità della nostra vita, garantito.

Per rinforzare questa qualità umana (che tutti abbiamo) o se vi è difficile fare un azione di riparazione verso qualcuno beh fatevi aiutare, può essere utile fare dei percorsi di crescita, ma anche gli incontri di counseling sono sicuramente utili.

La riparazione per sua natura non è perfetta e non può cancellare la ferita originaria, essa non è magia e non riavvolge il nastro del tempo e non cancella ciò che è accaduto.
La riparazione tuttavia è liberatoria, sempre. Nei casi di ferite gravi non cancella il dolore ma ci permette di poterlo contattare in modo trasformativo e con la dignità della nostra dimensione umana, dove non è possibile ricostruire ciò che è definitivamente rotto. La riparazione abbraccia la nostra umanità e la conduce per mano a fare qualcosa di buono per chi abbiamo ferito, ci libera dal senso di colpa e ci libera dal senso di impotenza.

La riparazione porta un messaggio speciale: “Mi dispiace e voglio fare qualcosa per te per riparare al meglio di quello che “ora” mi è possibile. Tengo a te, tu sei prezioso ed anch’io lo sono”.

Con la riparazione liberiamo la nostra capacità creativa e costruttiva dagli orpelli velenosi della pretesa e del lamento che ci legano le ali.

Un saluto affettuoso a tutti voi.