Nell’antica Roma gli imperatori erano soliti dare in “pasto” al popolo i giochi (ludi e munera), gli studiosi dicono fosse uno strumento politico fondamentale per ottenere e mantenere il consenso popolare.
Il consenso popolare ancora oggi è necessario per la gestione del potere e la politica, come l’informazione, abbandonate ormai le piazze, rincorre l’audience applicando le regole del più crudele, ma efficace, marketing. Il popolo, drogato di reel, sempre più passivo e privato di stimoli a ragionamenti complessi per questioni complesse ricerca, invece, la soluzione ed il piacere “tutto e subito”.
Le vicende giudiziarie sui fatti del delitto di Garlasco attirano l’attenzione morbosa di un pubblico sempre più vorace di dettagli. Più l’indiziato ( per il pubblico già condannato !!) è sotto i riflettori più le persone ne hanno una “drogata” sensazione di purificazione, il mostro in prima pagina fa sentire migliori anche i peggiori e trasforma in vite di successo le esistenze fallimentari…e tutto ciò solo perché – almeno fino al prossimo caso – il colpevole è “l’altro”.
Il pubblico telespettatore, come detto, gode in modo morboso delle vicende giudiziarie sul caso Garlasco, emana sentenze e dibatte con i propri pari argomentando di dettagli, prove, e competenze investigative alimentate dall’avida visone di reel, titoloni di pseudogiornali, fake news come se piovesse, approssimazioni, opinioni condite ad arte e ben impiattate nella mangiatoia dell’audience.
Più delle serie tv ormai è la ricerca di verità ( ovvero del colpevole ) che appassiona. Tifoserie di colpevolisti e innocentisti si contendono l’agognato titolo dell'”avevo ragione io”.
In Tv come pure sui giornali si arranca, l’informazione obbiettiva e l’approfondimento argomentato non produce “like e cuoricini”. Tutto ciò è terribile!
La parola d’ordine è provocare, scandalizzare e mantenere un costante livello di suspence per un thriller permanente (vista la durata dei processi in Italia) in attesa di scoprire chi è il colpevole, e chi di noi avesse ragione. Si assiste impotenti ad un sistema informativo che informa ma ingozza le bocche pulsionali fameliche di avidi spettatori con dettagli macabri, retroscena, dubbi, conflitti, sospetti, immondizia umana e ogni altra diavoleria.
Vogliamo tutti un colpevole e lo vogliamo sputtanato in piazza. Non è ammesso il dubbio e non servono le prove. Bastano gli indizi, basta il sentito dire, basta il “secondo me”.
Tutto questo è terribile. Ed è un fatto umano, dato che accade nel regno degli esseri umani.