A proposito della libertà di sbagliare mi lancio nella seconda prova con video e lettura dell’articolo
Da un po di tempo il tema della procrastinazione delle scelte, e l’atteggiamento ambivalente rispetto alle decisioni da prendere, cattura la mia attenzione.
Ne ho parlato anche di recente nell’articolo pubblicato in occasione della Festa della liberazione. Ritorno sul tema stavolta stimolato dalla parola libertà.
La libertà di compiere delle scelte è ostacolata dalla paura di sbagliare. Questa ha l’effetto di tenerci fermi ancorati nell’immobilità. La cautela va dosata saggiamente, perché non abbiamo un tempo infinito per cui va dosata con l’azione.
Scegliere comporta sempre un rischio. Questo rischio, come la creta ammorbidita con acqua, ha l’attitudine a modellarsi, prendere le forme che vuole il modellatore. Se a gestire il rischio lasciamo che sia solo la paura, o prevalentemente, allora con molta probabilità al rischio (intrinseco in ogni scelta) si legheranno le nostre ansie e timori ed il risultato sarà la rappresentazione plastica di una catastrofe. Faro bene o farò male? Chi può dirlo! Forse, si penserà, è meglio rimandare!
Se invece lasciamo che il rischio venga saggiamente gestito, assunto e studiato dalla nostra capacità di analisi e in sintonia con la nostra passione e saggezza interiore allora è molto probabile che non ci terrorizzerà al punto da paralizzarci, anzi al contrario ci sentiremo motivati dalla consapevolezza e dalla fermezza che occorre per fare del nostro meglio e provare provare provare…
L’unico modo per uscire dalla trappola mentale che alimenta la procrastinazione è quello di assumersi il rischio si scegliere e anche di sbagliare…e di poterlo fare alla grande!
No, non è assolutamente un elogio o un invito ad essere avventati, non è un invito alla stupidità o al menefreghismo, quanto piuttosto voglio che sia uno stimolo a mettere in campo le energie migliori per non lasciare campo libero alle sole paure che sono sponsorizzate, non dimenticate, dal giudice interiore. Per rompere le catene ci vuole, insomma, un alleanza forte, un particolare tipo di follia, quella del rendersi liberi costi quel che costi.
Chi rimanda, il procrastinatore professionisti, badate bene non è uno sciocco o uno sprovveduto. E’ un grande valutatore, e questo è al contempo un vantaggio e uno svantaggio. A volte si perde in un assolo valutativo con virtuosismi di pensiero che tirano dentro le variabili reali, quelle paranoiche, le statistiche, le fonti amicali e parentali, il sentito…in sintesi spacca il capello in 4, e non solo il capello. E’ esperto di luce e di oscurità, si fa seghe mentali super. Per carità, nulla contro l’autoerotismo, ma davvero quando è troppo poi si diventa ciechi e si perde il senso tanto da dire “NO” in modo quasi automatico.
E’ certamente anche un bel presuntuosetto perché pretende di avere il contro su tutto.
La parola libertà in questa ricerca oggi la propongo in una formulazione amplificata perché essa è un valore, un punto cardinale, che accoglie a braccia aperte anche la libertà di sbagliare. E se dovesse succedere di fare un bel fiasco beh…riprendere tutto dall’inizio e ricominciare, rilanciare, ricostruire e ripartire più ricchi di esperienza, più liberi e senza catene.
Se va bene ok e se va male, come dicono a Roma, Sticazzi!
