Frequentemente noi umani facciamo i conti con la paura e da sempre l’uomo cerca un modo per risolvere la faccenda. MA che strategia stiamo adottando?
Le proviamo di tutte (a fare una cronologia senza pretesa), abbiamo messo in campo: I rituali scaramantici, i riti propiziatori, l’intervento divino, il ricorso ai maghi, sciamani e guaritori, scomodato i santi e tutto il gotha del regno dei cieli, i medici, i terapeuti, i coach, gli immancabili farmaci, i preti, gli amici, i genitori, i dittatori, i populisti … in sintesi “investiamo” molto in “ricerca di soluzioni”.
E se la frenetica ricerca di una soluzione non fosse la più efficace delle strategia? Mi spiego.
Secondo me le strategie elencate sono depotenziate da un inquinante motivazionale di fondo. L’inquinante che io ravviso è la spasmodica e seducente ricerca del potere (potere SU…, gli eventi e le emozioni). Vogliamo il potere per essere noi i forti contro la paura che, invece, ci fa sentire vulnerabili. Questo inquinante esistenziale agisce in noi come uno stupefacente, annebbia l’analisi di realtà, alimentando il miraggio di una vita paradisiaca senza affanni. Qui, ravviso la debolezza di queste strategie.
Quando è nata mia figlia cazzo io ero terrorizzato. A quel tempo andava di moda assistere al parto, tutti lo facevano e se ne vantavano. A me crollavano le gambe al solo pensiero…mi vedevo già bello disteso con le infermiere che mi davano schiaffetti…🤣🤣🤣🤣🤣. Non è successo nulla ed è stato, invece, bellissimo. Non c’è stato un vincitore e un vinto, non c’era nulla da vincere. La mia strategia è stata potermi concedere di poter (potere DI…) essere spaventato (ad usare un eufemismo).
Quindi cosa accade se, invece di opporci, lascia che le paure svolgano pacificamente il loro compito “di rompi scatole” e di motivatori a “prepararci”?
Avere paura è un fatto umato, tipico degli umani ancora in “vita”. Da quelli trapassati non sono ancora pervenute notizie al riguardo. Magari sono lì a battere i pugni su ciò che di divide dalla loro dimensione e ci urlano ” FREGATEVENE FREGATEVENE !!”
Abbiamo paura di fallire? … e sti caz.i! Liberiamo le nostre povere e sacrificate energie “sentinelle guardiane” messe da anni a piantonare a vista la paura.
Che sia una buona strategia lo sappiamo tutti, infatti poi la suggeriamo con convinzione agli altri. Il cartone “Inside Out”, della Disney, offre una bella ed efficace rappresentazione.
Permettiamo alle molte anime in ciascuno di noi di fare quindi un gran bel casino che in gergo si chiama “confusione o caos”. Confusione e caos non sono un reato, badate bene. Serve anche il caos. Anche la genesi fa iniziare il tutto da un immagine di caos, se vogliamo: “Genesi 1,1-2: “In principio Dio creò il cielo e la terra. La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque”.
Il controllo è necessario, ma non per reprimere bensì per indirizzare le scelte.
Avere il controllo, attenzione, non è essere infallibili. Il preposto al controllo NON è il giudice interiore, o magistrato della vita.
E allora chi è il preposto al controllo e alle decisioni?
Mettiamola così: possiamo ricondurre la facoltà di decidere a quella sensibilità di noi che ha intuito che, oltre ad essere bravi cittadini che pagano le tasse, siamo anche affini alla vita che costantemente di spinge a fare superamenti. Chissà che la vita per la sua stessa sopravvivenza non si alimenti proprio delle energie che riusciamo a sbloccare ogni volta che facciamo un superamento? Se vogliamo della energia di “vita” nuova che creiamo con i nostri superamenti ogni volta che superiamo i blocchi della paura. Chissà…messa così ci sta tutta che abbiamo un compito super…siamo in missione per conto della vita. E se la vita è con noi, beh…siamo a posto. Nel pieno potere DI, creare tutto ciò che desideriamo, o comunque di provarci.