La mia giornata di ieri si è chiusa con l’umore un poco perturbato. Una considerazione, che ho sentito, ha stimolato in me un bisogno di ricerca.
Stamattina, poi, passeggiando con Elliot e dopo una bella dormita ho ricomposto frammenti di sensazioni che mi hanno permesso di dare una definizione più chiara al vago senso di fastidio ed il successivo bisogno di ascolto e ricerca. Camminare, lo consiglio, aiuta a mettere chiarezza nei pensieri e nelle emozioni.
Camminando, dicevo, il senso di perturbazione emozionale ha lasciato spazio alla chiara constatazione (ancora una volta) che digerisco male i giudizi, o le sottolineature che gli somigliano parecchio, sia quando mi riguardano che quando riguardano altre persone (empatizzo).
Antefatto😮: A volte sentiamo dire (e lo diciamo anche noi):” io non so come sia possibile che una persona faccia, o non faccia, che una persona dica, o non dica, una persona scelga o non scelga … e che rimanga sostanzialmente ferma.
Riflessione🧐: Questa affermazione la si sente di frequente, ed è spesso ammantata di buonsenso e senso incredulità per quanto è, secondo gli altri, invece, normale e spontaneo fare, dire e scegliere. La posizione di, indecisione, d’impasse, imbarazzo o difficoltà di scegliere, può apparire loro incomprensibile (forse minacciosamente evocativo) e stimolare, sottotraccia, il desiderio di risolvere il tutto con un, non sempre manifesto, giudizio verso una cosa/una posizione semplicemente impacchettandola come “sbagliata”.
La sensibilità è una meravigliosa qualità umana e nel mio DNA spirituale risiete stabilmente che “l’altro mi aiuta a vedere anche parti di me”.
Lo sviluppo consapevole di questa attitudine al “sentire” unita ad altre specialità percettive, come lo sono anche le intuizioni, ritengo possano aprire sentieri di opportunità per chi ha voglia (e coraggio) di conoscere l’universo della sfera umana nelle sue plurime dimensioni (biologica, psichica e spirituale secondo il pensiero di Antonio Mercurio).
“Fate gli artisti e non le vittime” è un motto di Antonio Mercurio. Superato l’apprezzamento estetico iniziale per quello che è oggettivamente anche “un bel motto”, l’invito rimanda poi direttamente al divenire responsabili della propria vita.
Essere artisti della nostra vita è risultato ambizioso, richiedere una regia attenta. Al regista, l’autore, da il nome di Io Persona. Devo averne parlato più volte, ora lo riprendo solo per dire che è questa la parte della persona che, dice l’autore, è preposta a decidere cosa fare e cosa non fare, cosa dire e cosa non dire ecc ecc. A volte ha bisogno di uno stimolo, e frequentemente lo trova – purtroppo – nel senso di insoddisfazione.
Di educazione alle emozioni se ne parla seppur in modi sempre timidi.
Nel mio piccolo, da queste pagine e dalle mie chiacchierate aperte, voglio provare a dare un contributo alla conoscenza dall’osservatorio della mia esperienza personale e professionale. La mia professione di counselor e ricercatore dell’arte di fare della vita un opera d’arte, come mi piace definirmi, è frutto di passione e impegno certamente ma è vero anche che uno stimolo speciale alla mia crescita l’ho trovato proprio negli ostacoli della vita e che (come cartelli stradali se vogliamo) mi hanno costantemente stimolato a svegliarmi, cambiare strada e punti di vista, in sintesi percorrere sentieri evolutivi di stimolo. Solo la luce del sapere ed il coraggio delle azioni fanno dissolvere le ombre. Senza pretese, nel mio piccolo e consapevole dei miei limiti, cerco di divulgare da queste pagine riflessioni frutto di esperienza, formazione, intuizioni, condivisioni e sensibilità. Lo faccio in modo rispettoso e senza timidezza.
Tornano all’affermazione iniziale, dunque, voglio dire che essa appartiene anche a me e chissà forse anche a voi che leggete il post. Se penso al rapporto con i figli, che hanno l’abilità di metterci in crisi in modo sublime, quante volte abbiamo cercato di risolvere questioni complesse, conflitti, con queste posizioni di buonsenso misto a volontà di controllo dell’altro condito con velato giudizio quando li percepiamo “fermi”?
A me, come detto, quella bonaria affermazione ha suscitato disagio perché mi ha fatto contattare il freddo tema del giudizio. A pormi come artista – come suggerisce Antonio Mercurio – non voglio lasciare che questo contatto resti senza un senso. Non mi interessa nemmeno una posizione di inutile reattività. Mi metto alla ricerca…è meglio.
L’immobilismo in cui di troviamo a volte è un tema complesso, si lega a vissuti di impotenza e di paura anche. E’ questo il motivo per cui, se sentite che condiziona negativamente la vostra vita e non vi rende felici, suggerisco di valorizzarlo come un semino di speranza lavorandoci magari con un professionista, è preferibile.
Tornando all’inizio del post, quindi, quando sentiamo dire (o diciamo):” Io non so che come sia possibile che una persona faccia, o non faccia, che una persona dica, o non dica, una persona scelga o non scelga … e che rimanga pertanto ferma nell’indecisione.
Questa affermazione evidenzia 2 cose: 1) evidenzia che decidere pare facile ma può anche non esserlo, e 2) evidenzia che è un tema complesso, magari anche doloroso per l’altro e per se, non risolvibile con il solo approccio “razionale” anche se la tentazione è forte.
Sono cose umane, beninteso. Quando ci si sente, tuttavia, bloccati in un’emozione o situazione l’invito che faccio è di rivolgersi ad un professionista come il counselor, ad esempio, per affinare l’arte di scegliere e e della libertà di farlo nella più bella e armoniosa sintesi delle vostre parti luminose e non; l’artista si metta all’opera, direbbe Antonio Mercurio.
Messaggio promozionale😎: Ad esempio compilate il form e richiedete un incontro di counseling gratuito on line. Un occasione per conoscersi e per vedere come, e se, questa disciplina di crescita personale fa al caso vostro. In generale se siete arrivati a leggere fin qua sotto beh…siete grandi!!
Buona giornata artisti