Dialogo semiserio sul lamento tra coraggiosi ricercatori che non se la mandano a dire.

A Woody Allen piacerebbe questo dialogo tra 2 amici “avanzati”:

  • Hei amico non lamentarti con me ok? Se vuoi farlo beh allora almeno pagami.
  • Pagarti e perché?
  • Perché? Ah lo vuoi sapere? Allora eccoti servito: Io per potermi lamentare ho pagato per anni un sacco di soldi ad una persona per ascoltarmi.
  • E chi era questa persona?
  • Il mio terapeuta.
  • E poi perché hai smesso? Ora non ti lamenti più.
  • Al contrario sono diventato molto più bravo ed ho trovato modi sempre meno riconoscibili.
  • E con il tuo terapeuta?
  • Guarda ad un certo punto era diventato un costo importante e non mi divertivo più così tanto. E poi mi proponeva continuamente di crescere ed a me non interessava.
  • E che c’è di male scusa. Tu non volevi questo?
  • No, al contrario io volevo solo continuare a lamentarmi, avere ragione e qualcuno che mi consolasse. Per crescere lo sapevo bene cosa dovevo fare. Le risposte io le conoscevo e sapevo che era complicato e difficile e mi spaventava anche parecchio. Lamentarmi e trovare scuse invece ah…come mi piaceva. Pensa che mi ero anche convinto di avere ragione.
  • E poi che è successo?
  • Mah…niente di che. Io volevo continuare, ho aggiunto ai miei lamenti basici, diciamo, anche il lamentavo del fatto di pagare per farlo. Per me doveva essere gratis ormai, eravamo quasi di famiglia!!
  • E lui cos ti ha detto?
  • Beh lui ha chiuso.
  • Noooo! Mi dispiace.
  • E ora come fai? Con chi ti lamenti?
  • Mah, guarda sinceramente sono un po stufo di lamentarmi. A volte però – non ti nego – mi mancano quelle belle sedute lamentose senza nessuno filtro e senza nessuno che mi giudicasse. Mi mancano sai?
  • Quindi hai smesso definitivamente ed è per questo che non mi vuoi sentire?
  • No, non ho smesso, affatto io sono un professionista del lamento. E’ solo che ho pagato profumatamente la mia professionalità ed oggi non sono disposto ad ascoltare altri che si lamentano senza essere pagato per farlo.
  • Vabbè scusa ma in realtà mica si va dallo psicologo per lamentarsi? O sbaglio?
  • Non non ti sbagli, ma lì riesce talmente facile sfogarsi!! Si scopre anche di essere bravi narratori e di avere un vero e proprio talento.
  • In che senso?
  • Beh nel senso che è una competenza transgenerazionale, molti sono figli d’arte sai?
  • mmm dici?
  • Dico? Io ho le prove caro mio e poi dimentichi che sono un professionista ed anche bravo. Vuoi che ti elenco i miei diplomi!! Non è un caso che tu vorresti tanto lamentarti con me ma, mi dispiace, non posso ascoltarti senza un adeguato “setting”. E poi credimi se ti dico che strutturare una relazione è meglio dello sfogo così estemporaneo, da più soddisfazione. Potresti anche tu renderti conto di molte cose.
  • E di cosa potrei rendermi conto ad esempio.
  • Beh, non posso certo indovinare ne posso pensare di generalizzare. Ma su una cosa sono certo.
  • E cosa?
  • Che pian piano il piacere di lamentarti si ridurrà. Allora andrai a cercare sempre nuovi motivi “socialmente accettabili” per lamentarti e diventerai oltremodo molto bravo a trovarli sai? Acquisirai capacità di osservazione, di ricerca e di argomentazione sempre più sopraffina.
  • E quindi?
  • Quindi imparerai a fiutare le opportunità di lamento e sentirai crescere in te la bramosia di appropriazione del diritto di farlo con legittimità forte dei “dati di fatto” e delle immancabili situazioni oggettive che “non dipendono da te”.
  • Beh in effetti tante cose non dipendono da noi.
  • Certo, ma tante si!.
  • Ad esempio?
  • Un esempio? Te ne faccio uno sciocco. Sta piovendo e ti stai bagnando. Che fai? Ti lamenti del cambiamento climatico oppure trovi un riparo? Ti prendi cura di te o scegli di godere del piacere di sentirti dire poi “poverino sei tutto bagnato”!!! Vuoi che ti spoilero il finale amico mio?
  • Magari.
  • Allora sappi che ad un certo punto (se hai lavorato bene) e dopo esserti goduto una passione smisurata per il lamento percepirai che qualcosa è cambiato in te. Percepirai un declino della curva di piacere.
  • Wow la curva di piacere! Ti ricordi quando la studiavamo all’esame di Economia politica?
  • Esatto. Si chiamava la legge dell’utilità marginale decrescente. In sintesi l’utilità di un bene è data dalla sua disponibilità. Meno bene si ha a disposizione e più la percezione di utilità è alta, al contrario più se ne dispone e minore è la percezione di utilità.
  • Oddio mi stai facendo venire il mal di testa. Che vuoi dire, parla semplice per favore!
  • In sintesi vuol dire che dopo l’abbuffata e raggiunto il massimo del piacere cercherai nuovi stimoli e piaceri. Uno di questo potrebbe essere l’ebrezza del potere.
  • E di che potere parli?
  • Mi riferisco al potere di scegliere. Quando lo percepirai allora le cose cambieranno ed il piacere del lamento gradualmente si ridurrà. Altro inebrierà la tua vita.
  • E cosa?
  • Mi riferisco all’ebbrezza dell’amore e della liberta amico mio. Libertà, rispetto alle cose della tua vita personale e della vita in generale, di scegliere se porti come una vittima, e quindi continuare a lamentarti, oppure come artista, ed allora caro mio sei fottuto perché vorrà dire che sei approdato alla dimensione della consapevolezza di se.
  • Beh ma non è bellissimo tutto ciò!?
  • Bellissimo dici? Io dico che è meraviglioso. Ma non pensare che questo approdo sia indolore. Quella è una meta che si conquista con sudore e fatica, nessuno che può fare la strada al posto tuo.
  • Quindi in sintesi caro mio, se vuoi lamentarti e vuoi goderti a pieno questo sublime piacere depurativo io sono disponibile…dietro adeguato pagamento🤣🤣 .
  • Vabbè fammici pensare. Ma, posso chiederti una cosa?
  • Certo figurati.
  • Ora, diciamo, tu sei “guarito”? Non ti lamenti più? Cavolo deve essere comunque triste non potersi lamentare più?
  • Beh, effettivamente a volte mi mancano le mie discese libere di lamento. Ma non vedermi come un santone, per carità, io non sono riuscito ad estirpare il lamento della mia vita. Credo non sia umanamente possibile. Alla vita poi non manca ogni giorno la fantasia e la creatività, aggiungici poi le persone del team “gli stronzi”, ed ecco che ci sono continue seduzioni e stimoli a cui non sempre riesco a rinunciare.
  • E quindi?
  • Quindi mi ritrovo spesso ad un bivio e devo scegliere.
  • E cosa scegli?
  • Beh… a bello!! Ma tu vuoi lamentarti o vuoi sapere le cose della mia vita🤣🤣? Sono io il professionista o vuoi già rubarmi il titolo? E daje su!!
  • E che ne so, io non ci capisco più niente. E tu con le tue chiacchiere ogni volta mi rincoglionisci. Io non so che cosa voglio. Ora come ora mi accontenterei anche di non parlarne più. Mi hai fatto passare la voglia anche di lamentarmi. Ci andiamo a prendere una birra?
  • Ok…paghi tu?
  • Ok…consideralo un acconto su un prossimo possibile ingaggio professionale.
  • Ok accetto l’acconto in birra.
  • Ma quindi non ti lamenti proprio mai mai mai
  • Ma sei matto. Te l’ho detto, non sono mica un santone io. Ogni tanto mi ritrovo con degli ex compagni. Professionisti anche loro. Lì lavoriamo ad un livello alto di “spaccacapello” e ricerca della verità…ma quella è un’altra storia.
  • Ecco … non mi dire … è meglio! Immagino…dai entriamo.
  • Due birre per favore…paga lui.
  • Vogliamo brindare a qualcosa? Io brindo all’amicizia.
  • Io al mio terapeuta, mi ha fatto crescere senza che me ne accorgessi. E’ uno tosto.

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