La pienezza dell’Essere e le tentazioni

Le prove più dure sono presentate ai combattenti che hanno vera forza

Cosa intendo per pienezza? Intendo la percezione di te, nella vita, quando:

  • non vorresti essere in nessun altro posto diverso da quello in cui ti trovi
  • non vorresti essere diverso da come sei
  • non vorresti fare altro che quello che stai facendo
  • hai un sacco di progetti belli da realizzare

In pienezza sorride l’anima e si è “pienamente” nel “flusso della vita”.

Lo stato di pienezza si realizza, è risultato di lavoro e ricerca. E’ una dimensione di esistenza che si accompagna con il sentimento permanente della gioia.

In pienezza percepiamo la nostra potenza, non onnipotenza badate bene.

Potenza come “potere” e capacità di leggere la trama della vita, i passaggi fatti e quelli da fare.

La permanenza della pienezza in noi è una dimensione da alimentate costantemente ed accrescere ma è anche da difendere.

Si da difendere, ed oggi voglio dirvi dei nemici delle tentazioni.

Le tentazioni sono minacce alla nostra pienezza, ce la rubano.

Qualche giorno addietro vi ho parlato delle “sentinelle” ed ho portato come esempio la modalità del “rimandare/rinunciare”.

Ecco quelle sono tentazioni! Ci palesano un “altro” come migliore.

Per affrontarle bisogna per prima cosa conoscerle.

Quali sono quelle a cui fate fatica a non cedere?

Come vi sentite dopo? No…non mi interessa il senso di colpa, quella è cacca pura e va buttata nel cesso. Mi interessa sapere qui se avete magari la consapevolezza di essere “retrocessi” evolutivamente. Spesso trascorriamo la vita a fare e disfare, costruire e distruggere, in uno strano gioco che ci tiene fermi e non ci fa avanzare.

Le tentazioni trovano alleanze nelle nostre paure. Le abbiamo tutti e nessuno DEVE sentirsi colpevole di questo, e condannarsi. Queste derive non ci interessano. Ci sono, le conosciamo, ma abbiamo cose molto più importanti da fare per perdere tempo con compagni di viaggio come il lamento e la commiserazione.

Sappiate che quanto più sono forti le vostre tentazioni tanto più voi siete forti. Tantissime volte le abbiamo sconfitte, e ci si sente benissimo … ed avanzati. In una letizia irrefrenabile che vien voglia di ballare e cantare come fossimo matti.

I santi, ed aspiranti santi, praticavano molto la penitenza e le sofferenze corporali per tenerle lontane.

Non è questo quello che propongo di fare, il nostro corpo è un dono e va protetto. Non condanno o giudico ciò che è stato provato per rispondere alle tentazioni, l’umano cerca soluzioni e noi siamo la punta avanzata delle esperienza dei nostri avi. Verso loro più che condanna provo gratitudine per quanto hanno saputo provare e fare.

Oltre, ed in alternativa, alle pene corporali ci si difendeva anche tantissimo con lo strumento della preghiera.

Vado a chiudere questa riflessione di oggi valorizzando questo strumento, la preghiera.

La preghiera è una modalità per rimanere in contatto intimo con la nostra identità profonda.

Laica o religiosa che sia non faccio distinzione, usate quella che vi aiuta.

Ogni tentazione è seduzione delle forze di “resistenza interiore” che rispondono alla paura ed alla fatica della crescita con il miraggio di un piacere “altro” (piacere della rinuncia e del rimando … e poi ancora lamento ecc ecc).

Riporto dalla biografia di S. Francesco di Alessandro Barbero:

“La tentazione sconfitta è l’anello con cui il Signore sposa l’anima del suo servo. Ci sono tanti che si illudono di aver accumulato meriti negli anni, e sono fieri di non aver mai subito tentazioni.(…) Dio conosce la debolezza del loro animo, e che la paura basterebbe a spazzarli via ancor prima dello scontro. Le prove più dure sono presentate ai combattenti che hanno vera forza.

Della preghiera, vi dicevo, e poi vi saluto.

I miei maestri mi hanno condotto lungo i sentieri aperti dai loro maestri, e tra questi Antonio Mercurio. Egli ha scritto, a proposito di preghiera, quella al Sé che riporto qui per tutti voi e di nuovo per me. Per darvi un idea di cosa si intende per Sé leggete questo post dal titolo proprio Preghiera al Sè, di Antonio Mercurio

Ecco la preghiera.

O mio SE’,
Signore della mia vita
E figlio del mio amore
E del mio coraggio,
Quel che Tu vuoi
E’ giusto che accada
E dove Tu vuoi
Io voglio andare.

Aiutami solo a capire:
Perché mi hai messo
In questa situazione?
E che vuoi da me
Che Io faccia?

Quando Tu vuoi
Allora è tempo
E quando Tu vorrai
Io arriverò all’isola
Della bellezza seconda.

Anche se pare
Una sventura
Quel che Tu vuoi
Per me è guadagno.

Ma dimmi:
Che vuoi che io crei
Da tanto dolore?

E che c’è di sbagliato
In me
Che io devo
Trasformare?

Anche se a volte
Mi sento precipitare
Negli abissi
Se Tu lo vuoi
Per me è bene
E per questo
Ho coraggio.

Prima che Io sia Te
E Tu sia me,
Mentre muoio e
Rinasco
Per realizzare i miei sogni
E i tuoi sogni
Nelle tue braccia
Trovo il mio riposo.