Noi e “gli altri”

Una delle occupazioni della mente umana ha “gli altri” come focus. Cosa penseranno gli altri? Cosa diranno gli altri?

“Gli altri” ad un certo punto smette di avere sembianze di persone in carne e ossa con un nome e un cognome. Diviene semplicemente una emozione che abita in noi e che si attiva come un programma quando viene lanciata.

Diventa condizionante, si lo diventa eccome! Ci vuole lavoro, anima e coraggio per andare a snidare questa coabitazione.

“Gli altri” interiorizzati prendono varie forme a seconda della specifica situazione in cui li abbiamo assunti a “rilevanza”.

Non è solo un fatto personale, molto spesso questa è un acquisizione che ci arriva sia dalla cultura sociale che da quelal familiare.

E’ un bell’ostacolo…”gli altri”, sapete? Un gran legaccio alle nostre azioni. Prende varie connotazioni e forme, dicevo. Imbarazzo, timore e giudizio credo siano quelle da podio.

Queste emozioni interiorizzate appesantiscono la nostra vita.

Provate a immaginare quanto è pesante la paura di essere giudicati e come questo toglie slancio alla nostra libertà e creatività di poter fare il ca.zo che ci pare e di sbagliare alla grande e di essere imperfetti e di avere delle debolezze ecc ecc.

E’ un fatto personale, dicevo, ed è un chiacchiericcio tutto tra se e se stessi. Se vi capita di sperimentare questa coabitazione dolorosa non sentitevi sbagliati, capita. Ma una volta che la ritrovate mi raccomando, lavorateci e sciogliete i nodi.

La mia esperienza? Si conosco ciò di cui scrivo, non scimmiotto cose che non conosco. Ci ho lavorato tanto su questo tema e mi piace spoilerare il finale.

Il finale è che gli “altri” ovvero ai rappresentanti in carne e ossa delle nostre paure o timori interiorizzati hanno, come noi del resto, tante altre cose a cui pensare. La vita è interessante. E ogni persona è davvero molto interessante, anche se non ci crede.