Godersi la vita è possibile. Ecco una cosa da fare, impegnativa ma funziona.

In conclusione quindi godersi la vita si può. Facciamoci il dono di poter smetterla con le sofferenze inutili e vedrete accadere quelli che credevate fossero “miracoli”.

Godersi la vita è un ambizione di molti, ma non a tutti riesce di farlo. Un’ostacolo al godimento è che su alcuni aspetti della nostra storia siamo ancora molto coinvolti e ciò nonostante spesso ci separino tanti anni, visi e chilometri.

Ci sono persone per i quali la vita non è stata facile, sono accadute cose dolorose e certi colpi hanno fatto molto male.

Quello che segue potrà apparire indigesto.

Il dolore fa parte della vita. Chi ne ha fatto esperienza, o la sta vivendo in questo momento, reattivamente si appunta su una sorta di taccuino interiore le forme ed i modi di questa esperienza. Sono fatti oggettivi, inopinabili. Sono successe “cose” ed è la verità fredda e pungente.

Il taccuino interiore, tuttavia, nel tempo – potrebbe – assorbire ed assolve anche una ulteriore funzione, oltre a quella di ricordarci.

La funzione cui faccio riferimento è di tipo sedativa, interviene facendoci sentire giustificati a non essere “migliori”, ovvero giustificati per essere ” mediocri o inadeguati”.

Più o meno questa funzione, quando ci troviamo di fronte alle sfide della vita, si attiva e di fronte alle difficoltà inizia a granare nella nostra mente il rosario delle tante pene passate. Altra funzione sedativa la assolve contro la paura, o almeno così ci illude.

Questa funzione ha bisogno di mantenere in vita un aspetto dell’esperienza del dolore, anche se sono passati molti anni, e mi riferisco alla “sofferenza”.

L’ho “virgolettato” per aiutarmi nel tentativo complesso di dire che, rispetto al dolore ed alle ferite che ci sono state, la permanenza del sentimento della sofferenza nella nostra vita trova linfa in un nostro accanimento a tenerla sempre attiva.

In sintesi il dolore fa parte della vita, abbiamo dato e sofferto, ma scegliere di permanere nella visione di una vita di sofferenza è una decisione.

Tornando all’inizio quindi il godersi la vita trova un ostacolo nella nostre decisioni di mantenere attiva quesa funzione.

Seppur a fatica, devo riconoscere quanto mi hanno insegnato i miei maestri e cioè che la sofferenza è una decisione.

In conclusione quindi godersi la vita si può. Facciamoci il dono di poter smetterla con le sofferenze inutili e vedrete accadere quelli che credevate fossero “miracoli”.