
Si moltiplicano appelli a “fissare delle regole” che governino, e limitino, l’azione dell’Intelligenza Artificiale nella nostra vita.
Per esemplificazione l’umanità si divide tra favorevoli e chi contrari.
I primi vedono opportunità ed i secondi, oltre alle opportunità, anche una rischiosità.
L’I.A è già con noi, anche se siamo del team “contrari”.
Nelle condivisioni col persone si percepiscono il sentimento di paura ed è la certezza che è una rivoluzione che avrà impatti sulla società.
Mondo del lavoro: Tra i lavoratori dipendenti il primo rischi percepito è quello della perdita di lavoro.
Negli ultimi anni sono stati condotti diversi studi su questo impatto. Tutti convergono sull’inevitabile impatto sui livelli occupazionali. L’affidamento di mansioni e funzioni a sistemi di intelligenza artificiale è crescente.
Sempre lato mondo del lavoro, credo, invece che per le aziende, centrate prevalentemente sulla massimizzazione dei guadagni, sarà difficile resistere alla seduzione di accrescere i guadagni grazie all’azione dell’ I.A.
Inutile girarci intorno, l’I.A. taglierà posti lavoro. Un innovazione che, come l’introduzione delle catene di montaggio e tutte le altre automazioni che sono susseguite nei decenni hanno sempre avuto questo impatto.
Per le aziende a brevissimo non avrà più senso parlare di scelta, o meno, dell’ uso dell’IA: sarà semplicemente normale.
Ambito arte e creatività: Dato il sempre maggior ricorso all’I.A. come strumento di creazione (i digital designer, dicono, essere prossimi all’estinzione professionale). Per chi non ha occhio attento e competenze professionali avanzate è un complicato distinguere tra creazione umana e artificiale.
Qualche giorno fa un brevissimo reel sui social mi ha rapito, ovvero catturato l amia totale attenzione. Così mi sono ritrovato a vedere l’episodio di uno short drama. Il contributo dell’I.A. nella realizzazione della serie è evidente. Vederlo mi è piaciuto. Immagini e trama accattivante mi hanno catturato.
Il mondo del cinema quanto potrà resistere alla produzione massiva di contenuti, a basso costo, con tempi di realizzazione più veloci dei classici “colossal”?
Quanto saranno competitivi i contenuti e le proposte narrative create con algoritmi sempre più sofisticati al punto da costruire “proposte” cucite su misura per ognuno di noi?
La vedo dura.
Ho fiducia nelle opportunità che possono derivare, anche, ma non vi nego che la tendenza umana al “particolarismo” non mi fa stare sereno (almeno nel breve periodo).
All’intelligenza artificiale “sopravviveranno” coloro che sapranno trasformarsi e diventare “migliori”. Come in un terremoto crolleranno le tanto care “confort zone?”. Potremmo essere all’inizio di una nuova era, seducente.
Il bisogno di regole non è in conflitto con il bello della ricerca e delle innovazioni.
Mi corre la mente ad Ulisse ed al suo passaggio epico presso le sirene. Conoscere, ascoltare, evolvere…ma ben legati all’albero maestro della propria umanità e del progetto di ritorno.