Viva gli artisti della vita

A vigilare sul rispetto delle leggi ci sono giudici e gli ispettori. Prima degli ordinamenti e dei codici la scelta è stata dell’uomo che, dice Galimberti a proposito della Psicanalisi e specificatamente il riferimento all’azione del Super Io, ha sentito il bisogno di barattare parte della propria libertà in cambio di sicurezza. Buon lavoro ai giudici ed agli ispettori per gestire i casini e grazie per il loro impegno.

Mettiamo da parte ora i codici e vediamo come – in qualità di aspiranti artisti – possiamo vedere il “caos del quotidiano” che si può sviluppare nelle fasi di “turbolenza”.

Qual’è la posizione dell'”artista”? Mi piace l’immagine dell’artista – sia convenzionale che esistenziale – nella raffigurazione di un ricercatore perennemente sveglio e con una spiccata attitudine a osservare e captare stimoli ed ispirazioni da ovunque provengano. “Cosa posso trasformare e cosa è necessario trasformare?”, si chiede sempre l’artista.

Nei processi, sia umani che materiali, tutto ciò si trasforma genera energie. L’artista della vita, ovvero colui che vuole fare della propria vita un opera d’arte, ha perennemente attivi i ricettori di senso. In sua presenza la parola “risparmio energetico” non si può nemmeno pronunciare 😀.

L’artista osserva e fa continui tentativi di costruzione e risstruttazione, costantemente alla ricerca ed all’opera per mettere a punto nuove sintesi ed armonie forse folli e forse geniali.

La fissità, l’omeostasi, non serve all’evoluzione. La sola idea di “pensione” alla vita fa venire rossori in vito per quanto ancora se ne parli come era della pace duratura. La fissità delle cose è un tranello nel quale la vita non vuole inciampare. L’artista propone nuove visioni e vive le emozioni con umanità e prospettiva.

La prospettiva artistica non si accomoda sulle certezze del diritto. Per chi vive di continuo stimoli e ispirazione la comodità è anestesia allo stato puro. L’animo umano nella prospettiva artistica si eleva e si nutre di senso e azione. Da uno a noi e da noi a molti è continuo contagio sano di forza e sostegno, di creazione e rilancio, di esplosione di nuova vita, polvere di stelle a profusione ad impollinare.

Buona lavoro all’artista che non ha certezza ne pretesa alcuna di “riuscire” sempre di successo e vincitore ma si piega alla voce interiore che suggerisce di tentare.

Buon lavoro a chi cerca e chi crea, a chi nel mio istituto ha ritrovato e poi donato il meglio di se per creare bellezza di occasioni, mandala di esperienze che si possono capire solo vivendole. Grato all‘Istituto Solaris, al direttore Giampiero Ciappina ed a tutte le persone che hanno messo il cuore. A chi ha voglia di provare non resta che “tentate”, appunto.

Ora è il tempo della festa, raduno di ricercatori di senso e di bellezza, gente allegra e piena di vita che ha lasciato spalancate le porte alle meraviglie di un piccolo luogo capace di generare quantum di energie affatto comuni.

La nostra festa sarà questa, aperta a chiunque ha voglia di partecipare e provare.

Maestro Antonio Mercurio cosa ci può dire sull’artista? (Brano tratto dal libro “Gli Ulissidi” di ).
(…) Più’ di ogni altro, l’artista e’ colui che rende possibile l’impossibile.
Egli compie il miracolo di estrarre
l’unita’ dalla frammentarietà’
l’armonia dal caos
la bellezza dal nulla
la gioia dal dolore
la forza dalla debolezza
il positivo dal negativo
il bene dal male
l’amore dall’odio
la vita dalla morte
la poesia e la grazia dalla drammaticità’ del vivere quotidiano.

Egli crea l’unita’ e l’armonia operando la sintesi degli opposti e stabilendo il giusto equilibrio tra le parti (…)

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