STOP “ISRAELE”. STOP GUERRE E GENOCIDI ( dentro e fuori).

I governanti forse non riescono più a controllare l’informazione ma sanno bene come tenerci “distratti” ed impegnati a fare “altro”, per cui rapiti da “problemi” e “seduzioni” siamo anestetizzati contro eventi di portata planetaria che richiedono invece tutta la nostra presenza.

Antonio Mercurio in una sua pubblicazione afferma: ” E’ NEL CUORE DELL’UOMO CHE DI COMPIE IL DESTINO DELL’UMANITA'”.

Spesso in questi ultimi anni ho pensato e fatto al parallelismo storico tra noi persone del 2025 e quelli vissuti al tempo della seconda guerra mondiale quando in Germania si compiva lo sterminio degli ebrei.

Perché non hanno fatto nulla quelle persone? Pensa, una mia parte. Probabilmente questa mia parte è stimolata dalle emozioni e informazioni che mi abitano e che, non nego, ho appreso più dalle produzioni cinematografiche che dalla scuola. Chissà forse anche altre persone nel mondo si sono fatte la medesima domanda e come me hanno pensato: “Io mi sarei opposto con tutte le mie forze non avrei mai permesso una cosa simile avrei lottato e mi sarei ribellato a tale abominio ecc ecc”.

Un’alta parte “giustificativa” in me pensa anche che molta parte dell’umanità nemmeno lo sapeva, penso ai miei nonni ad esempio ed ai loro coetanei degli anni 40 quando avevano 20 anni o trenta e vi era alcun tipo di informazione. Penso: “Mica c’era l’informazione come oggi…mica c’era internet come oggi…mica c’era la capacità di un messaggio di arrivare in tempo reale in ogni angolo del pianeta!!!”

Insomma la mente cerca di capirci qualcosa e gira come un criceto, fa il suo lavoro.

E oggi?

Oggi in Italia c’è uno sciopero generale. Sono anni che sappiamo e vediamo quanto accade in terra di Palestina, e senza filtri perché il controllo dell’informazione (un tempo tanto ambito dal potere politico) fa fatica ad essere efficace, meno male. Le molte opportunità della rete e delle telecomunicazioni veicola contenuti a velocità pazzesche, difficile da ingabbiare

Anche il mio canale, nel suo piccolo, oggi fa questo.

E noi cosa stiamo facendo? Chissà se tra 30/40/50 anni ad un Leonardo verrà da pensare: “come mai quelli del 2022/2023/2024/2025 (in poi) non hanno fatto nulla di “efficace” per interrompere quel capovolgimento storico in cui lo stato ebraico di Israele ha agito su un altro popolo la medesima sorte che i nazisti hanno inflitto loro, ritenendoli sostanzialmente “nemici” da eliminare?” Già…come mai?

Non si potrà certo dire che non si sapeva perché oggi le cose le sai anche se non le hai cercate, le informazioni arrivano.

Mi interrogo allora: “cosa stavo facendo io” e chissà che quelli degli anni ‘40 (almeno diciamo quelli che avevano notizia) non avessero poi le stesse sensazioni.

Io ho usato a più riprese i miei canali social (pur non essendo uno che li usa assiduamente) per amplificare quanto stava accadendo.

Io, e ipotizzo anche tanti altri, nei momenti di sconforto, ho cercato un colpevole (chissà forse alimentato anche dal viscido senso di colpa che ci condanna per “non fare qualcosa in più”). Ho pensato anche che questi, “loro, gli stati, gli arroganti che hanno il potere economico e militare”, fanno quello che vogliono e se ne fregano dell’opinione pubblica e quindi sono loro i responsabili;

Ho deciso, un bel giorno, di sostenere un associazione che opera lì per aiutare quella gente…pochissima roba lo so ma meglio di niente.

Ho pensato – sempre sulla scia del sentimento di impotenza per non riuscire a salvare il mondo – che la vita tutta è un gran casino e che io, ma probabilmente anche altre persone, siamo quotidianamente in guerra perché:

  • Perché tutto è diventato complicato e anche le piccole cose del quotidiano richiedono a volte approcci bellicosi ( strategia, preparazione, calcoli, ricalcoli, confronti, scontri);
  • Perché forse (scusatemi il paragone che non sta assolutamente in piedi ma mi serve per esprimere il pensiero) anche noi come quella gente siamo assediati da problematiche che ci tengono in scacco dei poteri che come ci muoviamo ci incalzano e ci prendono tempo, risorse ed energie con il risultato che siamo interiormente arrabbiati e ci sentiamo sotto attacco….chissà forse;
  • Perché la vita è una battaglia di sopravvivenza e non possiamo pensare a tutto.

Messa così:” che cosa possiamo mai fare noi?”. Eppure quella proposta di Antonio Mercurio non mi molla, non mi da pace e mi pungola nel profondo chiedendomi di trovare una cavolo di soluzione di altro tipo, per me certamente. Io lo so che ha ragione Antonio Mercurio ed esemplificando affermo che: “E’ nel cuore dell’uomo la causa e la soluzione”.

Mi fermo un attimo, mi metto in ascolto, e sento l’ostacolo della paura.

Io, le persone del mondo, forse non facciamo niente (o poco) perché abbiamo costantemente paura e questo ci porta ad essere cauti, anche menefreghisti per difesa, centrati sulle nostre “cose”.

In un giorno come questo in cui il paese Italia, al meglio che può, vuol legare alta la voce quanti non stanno aderendo allo sciopero per paura?

Tanti si sentono sotto minaccia, non ce la fanno e non ce la facciamo.

Non condanniamoci certo per questo, non è assolutamente mio intento quello di colpevolizzare.

Sono cose umane, di tutti gli umani beninteso.

Cambiamenti interiori, risolvere le paure che ci sequestrano, sono processi lunghi e dolorosi. Gli ostacoli ( a ciascuno i propri ) si legano alle dinamiche degli altri e generano quel diffuso senso di sfiducia e impotenza contro ogni evento maledetto, come le guerre, di ogni angolo del nostro pianeta.

I governanti forse non riescono più a controllare l’informazione ma sanno bene come tenerci “distratti” ed impegnati a fare “altro”. Rapiti da “problemi” e “sedotti” da addestratori e conoscitori delle nostre pulsioni siamo anestetizzati contro eventi umani di portata planetaria che richiedono invece tutta la nostra presenza.

Allora dato che molti non possono, o non ce l’hanno fatta, a far sentire la loro voce in piazza oggi allora magari si può trovare un modo diverso di essere presenti.

Se nel futuro qualcuno capiterà su questa pagina a lui ed a me dico che ho certato di fare qualcosa ed ho scelto di usare i miei canali per amplificare il mio dissenso e la mia condanna contro quanto sta accadendo. Affermo che: seppure il mio culo è su una sedia d’ufficio e le mie mani tamburellano una tastiera tutto il mio esistere è con l’umanità di ogni angolo del pianeta. Prima o poi lo devono capire che si DEVONO FERMARE!!!

Di fronte all’anestesia della paura scelgo di fare l’artista e trasformo le mie paure lasciando liberamente fluire la mia opposizione e condanna in tutti i modi che conosco, che posso e che inventerò per fuggire dalla prigione della paura.

Se staniamo il conflitto dentro il nostro cuore poi quelli fuori hanno meno virulenza, parola mia.

2 risposte a "STOP “ISRAELE”. STOP GUERRE E GENOCIDI ( dentro e fuori)."

  1. Caro Leonardo, avrei voluto mettere un commento ma troppo complicato…

    Ma non si può semplificare la procedura?

    Comunque volevo dirti che è sempre piacevole leggerti e che sono felice di condividere la mia ricerca esistenziale con te!

    Baci

    Ale

    >

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