Scegliere e decidere di essere e di fare ciò che vogliamo “davvero” è un azione ambita.
La realizzazione, purtroppo, per molte perone può presentare degli ostacoli.
“Ma come?” – potrebbero dire alcuni. “Cosa ci può mai essere di tanto difficile?” – se una cosa la vuoi dici “si” e se non la vuoi dici “no”, cosa c’è di difficile. Semplice no?!
Già! Semplice. Peccato però che non sempre funziona così. A volte il giro è più lungo.
L’atteggiamento “ambivalente” è un indicatore della difficoltà.
Esso si traduce nel posizionarsi in modo “ambivalente” sul crinale delle scelte, propendendo ora per l’una e ora per l’altra ma senza staccare mai i piedi (dalla famosa comfort zone) in modo definitivo. Se, simbolicamente, la scelta è il “passetto” verso l’una o l’altra opzione diciamo che con la modalità ambivalente si è dentro solo dal busto in su.
Non è una bella immagine e chi vive questa altalena lo sa e ne soffre anche perché, sulla lunga, l’insoddisfazione monta.
E’ un atteggiamento “strategico”, spesso inconscio, e che personalmente, ritengo radicato sull’emozione del paura e del bisogno di controllo .
La paura è di “perdere tutto” e questo spiega anche il bisogno di controllo.
Molti ne hanno fatto un arte e la usano con furbizia (si pensi all’arte dei nostri politici di essere e dire tutto ed il contrario di tutto).
Se presente in alta quantità, questo atteggiamento, può influenzare la qualità e rimandare la nostra piena realizzazione.
L’ambivalenza è un atteggiamento difensivo. Se tale posizione, tuttavia, è funzionale a prendersi il “sano tempo” della scelta che ben venga. Qualora connaturasse invece un un automatismo che si traduce sempre in un “non scegliere” è il caso di fare qualcosa. In questa ultima ipotersi viene meno il valore difensivo-costruttivo ed emerge la dinamica difensiva -offensiva (ovvero di ostacolo al nostro sviluppo).
Un piccolo test. Alla prima proposta rispondete senza pensarci troppo.
1 – Al volo…Scrivete su un foglio la cosa che vorreste “davvero”.
Fatto? Bene.
2 – Ora prendeteci un po di tempo e provate a determinare “da quanto tempo la desiderate” oppure qualora l’aveste già realizzata indicate il tempo che vi è servito per scegliere.
Se il tempo che avete percepito non vi fa storcere il naso allora ok.
Se invece avete percepito un intervallo temporale, medio/lungo, ed un sentimento contrastato con un mix di dolore e rabbia per i troppi rimandi allora è molto probabile che, rispetto a quella specifica scelta, c’è un nodo da sciogliere.
Non dovete pubblicare ne condividere il test con nessuno è “Cosa vostra”.
Se avete trovato che c’è una ripetizione no problem, non vi incazzate con voi ok? Far emergere un ostacolo a livello coscente è roba da coraggiosi. Quindi se proprio volete indirizzarvi qualcosa suggerisco un ben Bravo/a ed un abbraccio. Siete stati bravi. E questo può essere l’inizio di una nuova fondazione d’amore e riappropriazione della libertà. Paura e bisogno di controllo sono alleati che sapientemente osservati e utilizzati permettono di approdare a nuovi livelli di crescita
Bene, quindi, se vi chiedete: “cosa posso fare?
Acquisiti i miei complimenti il prossimo step è un consiglio spassionato di lavorarci.
Il tema proposto vi interessa? Pensate possa esservi d’aiuto un approfondimento? Vorreste provare a lavorarci con me?
Io sono disponibile e per supportarvi nella ricerca della vostra specifica soluzione per realizzare i vostri obiettivi “davvero”.
Non arrendetevi. La partita è tutta aperta e piena di cose interessanti