I piccoli passi rivoluzionari.

In un post recente sulle “tentazioni” ho tirato dentro il tema della tendenza, per me una tentazione/seduzione, a rimandare le scelte.

Cosa ci sarà mai di seducente? Eh già, cosa ci sarà! La seduzione comunemente è legata all’attrazione di qualcosa di bello, qualcosa che desideriamo tanto e che facciamo proprio fatica, al suo cospetto, a non abbandonarci ad essa.  Tutto sta a definire cosa è per ognuno di noi “bello” ed invitante al punto da non potervi rinunciare.

Posto quindi, e fatta salva tutta la gamma delle seduzioni al positivo ovvero legate al bello che ci attrae, che ci tocca nella nostra unicità e ci anima, ed è ispirazione, a fare ciò che ci migliora, che ci arricchisce, che ci rinnova in ulteriori qualità, ulteriori esperienze e ulteriori vibrazioni. Bene quindi, dicevo, e fissato questo punto voglio dire a proposito delle seduzioni non evolutive.

Le ravviso in quel corollario di pensieri, vissuti, ed emozioni che ci spaventano e ci fanno desistere, penso all’ emozione della paura, dell’ignoto, ad esempio. L’ignoto è un concetto tanto ampio e lontano (molto usato nei film di esplorazioni ad esempio) quanto intimo e vicino (allorché ci tocca nella.nostra sfera intima). Rispetto alle ferite da sempre l’umano ha cercato rimedi curativi, così abbiamo messo a punto tecniche molto efficaci e che hanno portato grandi benefici. Della ferita in ogni caso, una prima cosa che l’uomo ha capito è che deve fare qualcosa, prendersene cura. Vale per le ferite del corpo e vale per le ferite dell’anima.

La paura di scegliere, il conflitto che esplode quando c’è da prendere una decisione, è molto legato alla presenza nell’individuo di una ferita nell’anima. La seduzione a rimanere “fermi, a rimandare e a non fare” va letta con riferimento alla paura del cd. ignoto. Chi ha una ferita sull’anima potrebbe, è un ipotesi la mia eh, aver scelto di prendersene cura a modo proprio. Un modo “potrebbe” essere evitare come la peste i cambiamenti “ignoti”, ovvero calcolare ogni azione e avere comunque sempre una via di fuga. Massimo rispetto per tutte le strategie, beninteso.

Stamattina però ho pensato una cosa, ravanando tra le mie storie e strategie. Ho pensato alla saggezza dei “piccoli tentativi”.

A chi fa fatica a scegliere io consiglio 2 cose: 1) “ricercare” la propria misura rispetto ai cambiamenti e di poter fare dei piccoli tentativi 2) esplicitate il conflitto, a voi stessi e al mondo intero se necessario con un bell’urlo che dice ” DECIDERE E’ UN CASINOOOOOOOOOOO E MI METTE IN CRISIIIIIIIII”.

Mica dobbiamo essere tutti campioni del mondo in “decisione”; come negli sport ci sono molte categorie allo stesso modo le persone hanno, abbiamo, le nostre attitudini.

Ci sono cambiamenti che avverranno comunque, prendete al cambiamento del nostro corpo ad esempio. L’importante è scendere comunque in campo, allenarsi e tenersi in forma all’arte dell’amore e dell’accoglienza che come cura per le ferite dell’anima sono una cosa davvero buona. Ma questo voi, miei cari lettori, già lo sapete.

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