La profezia che si autoavvera

Parlavo l’altra sera con mia figlia Emma di come capita, è capitato e chissà, forse ricapiterà, di trovarci in una situazione nella quale, come nuvole, ci si può sentire avviluppati in un senso di predestinazione e pensare che “tutto è stabilito”. La mia condivisione con lei è nata dalla curiosità che ha saputo stimolare in me il tema del titolo e di cui, tra le tante altre cose, ho sentito parlare recentemente seguendo una masterclass di Mindfullness.

Forte è la tendenza – umana – di incasellare persone ed eventi. Se non adeguatamente svegli, automaticamente, tendiamo a selezioniamo, tra i mille stimoli e le mille opzioni che la vita ci pone davanti, prevalentemente quelle che giustificano le nostre aspettative ( ovvero come siamo abituati a vedere le cose ). Un giorno, sono certo, si potranno misurare questi tipi di effetti, ora siamo un po carenti di strumenti di misurazione, anche se gli effetti li vediamo eccome. Chissà magari un giorno, come accaduto per i batteri con il microscopio, avremo modo di misurare l’energia dei pensieri, autodiretti ed eterodiretti, e vedere i cambiamenti che operano. A volte gli imprevisti sono come docce fredde improvvise. Spaventano e determinano reazioni varie. Tra le tante vi è anche quella di “svegliarci”, ed in quel caso più che un danno è una benedizione. Stimolato dal tema ho iniziato a ricercare ed approfondire. Mi sono imbattuto in questo video e ho piacere di condividerlo.

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