Momento pontifex, affermo che: “Tutto ciò che facciamo ha uno scopo”

Accetto la sfida. Trovatemi una sola cosa che una persona fa e che non ha uno scopo. Certo qualcuno potrebbe dire: “io faccio questo e quello e non ho nessuno scopo”. Certo a pensarci bene sarebbe difficile per me confutare tale risposta. Ma la difficoltà non è tanto nella dimostrazione dell’assunto del titolo quanto piuttosto nel fatto che non posso – e nemmeno voglio – entrare nella testa di una persona e confutare una propria posizione, che rispetto, ma che faccio fatica a non vedere come un “arrocco”.

Non vi è nulla in quello che facciamo che non abbia anche uno scopo. Potrebbe capitare che non ne abbiamo consapevolezza ( speso fingiamo di cadere dal pero) ma non per questo uno scopo non c’è.

Pensate alle fotografie.

Riporto dalla rete i seguenti dati:

  • Totale giornaliero: Circa 5,3 miliardi di foto.
  • Totale al secondo: Circa 61.400 foto.
  • Totale annuale (stima 2024): Circa 1,93 trilioni di foto

Non perdiamo il sonno nè ci strappiamo i capelli di fronte a queste cifrone. Abbiamo percezione della grande quantità anche senza conoscere i numeri.

Torno al mio assunto e alla fotografia.

Affermo che non c’è una foto, che dico una, che non venga scattata senza uno scopo.

Ogni foto è una comunicazione. Con ogni foto noi vogliamo comunicare, ricordare, mostrare. Ogni foto è vettore di un emozione.

Vogliamo essere tutti speciali, credo che siamo invece – anche speciali – ma anche molto molto uguali.

Ogni foto che pubblichiamo è un nostro speciale messaggero. Vogliamo tutti apparire “interessanti”, e non c’è nulla di male, beninteso. Magari interessanti lo siamo anche e allora se uno scatto ci permette di contattare questa “aspirazione” non è il caso di dare a tale scopo maggior riguardo, tempo, premura e impegno? Io direi di si.