Maledette, benedette, emergenze

“A pensar male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina”.

Nel mio post di questa mattina dal titolo “ A stare bene…” ho espresso un concetto semplice con un’immagine colorita presa a prestito dalla mia Roma: per ottenere risultati bisogna impegnarsi e perseverare.

Da alcuni giorni la cronaca mi stimola una riflessione sulla ricerca di “escamotage”. Spesso vengono cercati e utilizzati per massimizzare risultati con il minimo sforzo.

Quanto segue è una critica ai nostri governanti e, per similitudine, un occasione per evidenziare che come anche le persone – a volte – si attivano motivati dallo stato di “necessità/opportunità/inevitabilità” più che per una sana, pianificata e continua azione progettuale. I risultati purtroppo sono, poi, spesso “fuoco di paglia”.

Oggi però il mio interesse è lui: Il governo Italiano e l’agire dettato dalle maledette, o benedette dipende dai punti di vista, emergenze.

In questi giorni la periferia Est di Roma è diventata “passerella” per molti esponenti politici di area goverativa.

La notizia trainante è l’intervento delle forze di polizia e lo sgombero di un insediamento abusivo di persone da un immobile fatiscente. Negli anni è l’immobile occupato è divenuto zona franca e ritrovo, dicono gli inquirenti, per spaccio e altre attività fuori legge.

“Il governo è intervenuto”, dicono i proclami gloriosi, rilanciat poii e condivisi dalla tifoseria. E’ intervenuto, lo dicono i fatti, e sta rilanciando i suoi meriti, lo dicono i post sui social.

L’intervento andava fatto! Lo sapevano anche le pietre, ma sento puzza di opportunismo e di propaganda:

  • Come mai non è stato fatto nulla negli anni di governo dell’attuale premier? Lo stabile oggetto dello sgombro è sul mio tragitto quotidiano ed è in quello stato da almeno 2/3 anni. Gli occupanti, prima,  erano in un altro immobile adiacente anche quello occupato.
  • Come mai le richieste di intervento di cittadini e comitati non sono mai state ascoltate?

L’azione di sgombero con tale ritardo alimenta in me delle considerazioni:

  • Ci sono fenomeni come questo che in Italia sfugge, per incapacità ed opportunità propagandistica, ai controlli ed alla pianificazione. Sulla gestione del fenomeno migratorio non vi è alcuna visione, solo proclami e slogan di convenienza. Demagogia e idiozie sono a braccetto al bar e proclamano soluzioni fuori da ogni stato di diritto.
  • L’emergenza da tempo è diventata “la nuova prassi”.

“A pensar male forse si fa peccato ma …(…)”:

Non è che si è rimandato il tutto per poter poi lucrare, in termini di consenso, al momento opportuno? I limiti dell’esecutivo non si possono sempre nascondere sotto il tappeto e tra incapacità nostrane, e le crisi in giro per il mondo, serpeggia un diffuso malcontento.

Nell’emergenza l’opinione pubblica è manipolabile e l’immagine del “salvatore” è accolta e spendibile. Mi pare che lo stanno facendo anche loro. In tempi di magra non si butta nulla.

Nell’emergenza è difficile criticare chi la sta gestendo. Chi solleva dubbi si attira antipatia.

“A pensar male …” pare che oltre al consenso le emergenze sono d’aiuto anche ai progetti.

L’area in questione, si legge, era da tempo interessata da un progetto di rivalutazione per la realizzazione di un Data Center.

Vuoi vedere che l’emergenza ha dato anche una “spintarella” alle procedure amministrative?

A meno di una settimana dallo sgombero si vedono ruspe per abbattere la struttura: si brinda alla forza del governo ed al nuovo prossimo progetto.

Maledette emergenze…benedette emergenze.

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