Il sapere ha bisogno del fare.

Che le sfide sono un opportunità è una consapevolezza diffusa. Più diffusa di quanto si pensi. Tra ciò che si percepisce e ciò che si fa, in mezzo c’è un solco che si chiama realtà. Un piccolo solco è  la sede che il contadino traccia e  che accoglierà  nuove piantine o semi. L’ attenzione e l’ impegno determineranno la qualità della crescita e del raccolto che ne verrà. La realtà ha bisogno anche di saperi, utili come la pioggia nutriente e rigenerante. Poi comunque bisogna zappare, ovvero l’ azione costante di essere “nel progetto” che si vuole presidiare. Ben centrati per ogni sfida c’è una giusta azione di avanzamento. Senza mani in pasta e nella mera elaborazione intellettuale le sfide rimangono tali e, anzi, aumentano fino ad essere ingestibili.

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